Blog ufficiale di Virgilio

26/01/2012

NAPOLI-INTER 2-0

AI SE EU THI AGO

Peccato. Peccato perché praticamente era già finale (in semifinale c'è il Siena). E peccato perché questa partita persa è stata parecchio meglio di qualcuna pur vinta nella nostra serie d'oro. Peccato anche non aver smerdato Varriale e D'Amico, autori della telecronaca più sguaiatamente partigiana degli ultimi 150 anni. Peccato perchè alvarbitro.jpgla Coppetta è il nostro giardinetto privato da tot anni e un'uscita ai quarti è addirittura clamorosa. Peccato aver fatto giocare uno, nel migliore dei casi, turbato dalle trattative di mercato, se non addirittura già altrove con la testa e con la maglia: l'azione "palla persa più attaccante falciato in area", se non fosse che non h alcun senso, sembrerebbe fatta ad arte tanto è stata platealmente sciocca e dannosa. Peccato aver perso la partita in quel momento lì, insomma, per uno che sarebbe stato saggio lasciare sul suo divano a Milano, stando così le cose. Peccato che la società venda un pezzo pregiato del suo reparto più deficitario, senza ancora dirci se e cosa farà. Peccato uscire un po' così da questo mercoledì: non per quello che si è fatto in campo (anzi, al contrario) ma per quello che si sta/non si sta facendo fuori. Peccato lanciarsi in bellissime rimonte e avere l'impressione che - non bastassero quelli altrui (tipo i rigori non dati) - lo sgambetto ce lo facciamo anche un po' da soli.

23/01/2012

CENTROCAMPISTI

LO SCAMBIO

Una interessante operazione di mercato si sta profilando tra Inter e Genoa. L'Inter infatti darà Muntari, detto "il Kucka nero", al Genoa in cambio di Kucka, detto "il Muntari bianco". Nel contempo, per rimediare alla penuria di centrocampisti, l'Inter sta pensando di cedere Thiago Motta al Psg. Prossime mosse: per rafforzare la difesa, è in corso un contatto con la Juventus per Lucio e Samuel in cambio di Bonucci. Quanto all'attacco, l'Inter sembrerebbe orientata a cedere Milito e Pazzini al Boca Juniors in cambio di Martin Palermo, nell'ambito di un programma di ringiovanimento della rosa.

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INTER-LAZIO 2-1

GIOCATO IL JOLLY

Vittoria che vale doppio per un sacco di motivi:

1) Avevano già vinto Juve, Milan, Udinese e Roma, e anche solo un pareggio (che pure ci sarebbe stato, era pur sempre la Lazio, una delle quattro squadre che ci precedeva) avrebbe significato perdere due punti da ognuna.

2) Scaliamo una posizione ed entriamo nelle prime quattro. Soltanto un mese e mezzo fa, la sera di Inter-Udinese, avevamo 9 punti dalla Lazio.

3) E' la settima vittoria consecutiva in campionato, la nona nelle ultime dieci partite, l'ottava consecutiva considerando la Coppetta. Sono - diciamo così - cose che fanno bene al morale.

4) E' sostanzialmente una vittoria immeritata, come tutti hanno onestamente ammesso, e a volte bisogna vincere anche così, con un po' di culo, giocando male, faticando. E' come vincere all'ultimo minuto: passa tutto.

5) E' stata una partita che ha dimostrato per la trilionesima volta che abbiamo bisogno come il pane di un centrocampista forte. Fuori Motta e Stankovic, la coperta si è dimostrata cortissima, praticamente uno scialle. Ranieri ha una serie di opzioni - anche in piena corsa, come stasera - sulle fasce, ha un Ranocchia dietro i due Bronzi, ha un cambio per Sneijder. E stato miracoloso salvare il culo - addirittura vincere - contro una squadra che pressava di brutto e prendeva costantemente l'iniziativa (anche se alla fine hanno avuto tre palle gol, mica tremila). Poi là davanti vabbe', adesso va tutto bene e ci scordiamo i recenti guai. Ma in panca abbiamo l'Inutile, mentre quel biondo uruguagio, adesso non mi viene il nome, massì, quello coi boccoli, vabbe', poi mi verrà... Farfan, ecco, Farfan. Speriamo che si rimetta in piedi Farfan, volevo dire, sennò se viene il mal di pancia al Principe sono cazzi.

Per il resto, tutto sta tornando come ai vecchi tempi. Gente che segna in fuorigioco dopo assist in bagher: niente. Uno stinco di Pazzini spalle alla porta invece diventa fuorigioco tutta la vita, ma come si fa a non vederlo, e blablabla. E poi mezz'ora di moviola sul mani di Lucio, per poi ricordare - dopo un bel po' - che il gioco era fermo. Ma va bene così, è il rumore dei nemici, è un tornare a certe atmosfere. Vincere facendo cagare diventa un'assoluta sciccheria, un tocco da maestri, una ciliegina sulla torta, un apostrofo rosa tra le parole t'acchiappo.

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20/01/2012

INTER-GENOA 2-1

L'INCANTESIMO KUCKA

A parte vedere Sneijder che giocava come al campetto, e vedere Poli addirittura segnare, e vedere Ramiro ancora in vita, la partita di Coppetta offriva anche l'occasione di ammirare Juraj (anagramma di Juary) Kucka, un uomo che da un po' è virtualmente interista. Il mio interesse di tifosotto sdraiato sul divano a guardare gente che zampettava nel gelo aveva una motivazione del tutto personale. Ricordo infatti distintamente di avere pronunciato la parola "Kucka" in un bar, durante una delle più classiche discussioni tra tifosotti, quelle in cui si parla dei milioni come se fossero i tuoi, dei giocatori come se li avessi comprati tu e di tattiche come se il football lo avesse inventato tuo zio. E ricordo distintamente di avere pronunciato la parola "Kucka" così, con estrema leggerezza. In pratica, ascoltavo me stesso dire "Kucka" senza minimamente essere interessato all'argomento. Si parlava delle difficoltà numeriche, fisiche, polmonari e anagrafiche del nostro centrocampo e credo di aver chiosato una discussione con "ma tanto arriva Kucka, no?" un po' così, alla cazzo, con lo stesso tono con cui ho subito aggiunto un'altra frasetta, "e vabbe', ciao, debbo andare".

Ora, fatto salvo che non si può essere sempre al massimo della forma e che le partite si possono cannare, ieri sera mi sono risvegliato dall'incantesimo Kucka. Cosa ci potrà mai risolvere - questa era la mia domanda mentre mi spolveravo le briciole delle Gocciole, ottimo surrogato degli Orociok per la Coppa Italia - uno come Gregor Kucka?

Kucka ha dei discreti pregi - è giovane, aitante e ha passato la visita medico-agonistica - che lo rendono interessante tanto quanto almeno altri venti-trenta centrocampista attualmente in serie A. Dobbiamo solo chiarirci di che livello stiamo parlando: cos'ha Kucka che Poli e Muntari - per dire - non hanno? E cosa dovremmo mai chiedere o pretendere da un Kucka?

L'Inter, a centrocampo, ha un enorme problema, che è questo: deve prepararsi a sostituire (o a puntellare vigorosamente) nel giro di poco tempo un intero reparto pluridecorato composto da Zanetti (39 anni), Stankovic (34), Cambiasso (32) e mettiamoci pure Thiago Motta (30, il tempo passa). Sostituire questi giocatori, o preparare seriamente la loro successione, non significa soltanto comprare gente che li possa sostituire nel senso che Butti si alza dalla panchina, accende il pannello con i numeri, "esce Stankovic e entra X", no, ecco. Non abbiamo bisogno la riserva di Stankovic. Abbiamo bisogno il nuovo Stankovic.

Dico Stankovic perchè è stato il modello di operazione che dobbiamo prepararci a ripetere. Non è trovare il giovane virgulto Zanetti da qualche parte e scoprire con piacere che ti dura vent'anni. Non è sperare che il Real faccia un'altra cagata come regalarti un Cambiasso. E' - com'era successo con Stankovic - andare a trattare l'acquisto in denaro contante del giocatore che vuoi e su cui pensi di fare un serio investimento. Stankovic, all'epoca, era un centrocampista 25enne in forza alla Lazio. L'Inter decise di farci un investimento. Lo prese a gennaio, pagandolo profumatamente. Ma direi che l'operazione ha avuto un senso, mi pare.

Ora, se l'Inter ha messo insieme non so come il tesoretto per Tevez, direi che potrebbe essere l'occasione buona per sistemare qualche cosetta e tentare un investimento alla Stankovic. Di Kucka - che va anche bene, per carità - il mondo è pieno, ma di campioni veri un po' meno. I campioni veri si trovano a volte con il culo, oppure più spesso pagandoli. Mi accontenterei della seconda che ho detto. Il nome? Non importa, mi fido*.

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* non è vero, non mi fido, ma non posso mica fare lo sborone fino a 'sto punto.

 

 

16/01/2012

MILAN-INTER

NO CAPRETTO, PEDALARE

Non dico a Novara-Inter, vabbe', sembra passato un secolo. Ma se solo penso al senso di impotenza provato durante Inter-Udinese (3 dicembre) o anche all'orrida Cesena-Inter (18 dicembre), lo spettacolo del derby mi sembra inverosimile. Spettacolo, ovviamente, non inteso come futbol bailado, del quale mai come in questo frangente mi frega un cazzo. Ma spettacolo di concretezza di una squadra presente a se stessa, concentrata, raramente in difficoltà, sempre grintosa. Siamo sempre quelli che due mesi fa erano quintultimi eppure, ovviamente, molto diversi. Avere praticamente ridotto all'impotenza una squadra prima in classifica che viaggiava a una media di più di due gol a partita, beh, e ditemi voi se non è una soddisfazione, e un po' anche un sorpresa. Nell'annata che ci vedeva assolutamente inconsistenti degli scontri diretti, andiamo a prenderci tre punti in casa del Milan e a dirgli, forte e chiaro, che con 20 partite da giocare non è mica finita. L'anno scorso con Milan e Juve, in quattro partite, avevamo fatto un punto. Insomma, siamo già avanti.

Più forti delle circostanze, più forti di un gol regolare e annullato, più forti dell'evidenza di una classifica che ci vuole ancora indietro, ma adesso un po' meno. Vincere il derby è stato anche fare strike, recuperare in una sola sera tre punti al Milan, ovviamente, ma anche all'Udinese, e due alla Juve. I fuggitivi non sono più fuggitivi. Sono sempre avanti, e non di poco. Ma meno.

Adesso, please, non rompiamo il giocattolo. 14 gol fatti (Milito old style) e 1 subito (anche Lucio e Samuel) nelle ultime sei partite. Quattro 0-1 consecutivi nelle ultime quattro trasferte. Questi, bene o male, siamo diventati. E questi dobbiamo cercare di rimanere perchè adesso comincia sì il bello, ma anche il difficile. Il difficilissimo. Ci resta un calendario - diciamocelo - quasi impossibile, con partite in casa quasi tutte facili (dopo la Lazio e fino al derby del ritorno) e una micidiale serie di trasferte, perchè dovremo andare a Torino, Napoli, Udine e due volte a Roma. Come ce la caveremo? Boh. Io mi accontenterei della cazzutaggine del derby e della politica dei piccoli passi, dove la parola che fa rima con capretto vorrei fosse usata il meno possibile, e non solo per semplice scaramanzia. Il problame è che ne abbiamo quattro davanti, ne abbiamo un paio dietro che vanno (quasi) come noi, avremo forse da affrontare i vantaggi e gli indicibili rischi di un bel mucchione nelle zone alte, abbiamo un sacco di partite da giocare (inizia la Coppetta, tra non molto riprende la Champions). Insomma, sono cazzi. Ma entriamo nella fase calda con un sorriso che solo un mese fa ci sognavamo. Siamo talmente oltre le nostre aspettative che stanotte - lo so già - rimarremo a fissare il soffitto ponendoci domande tecnico-esistenziali su un giocatore di nome Tevez.

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15/01/2012

MILAN-INTER 0-1

LA RIDUZIONE DELLO SPREAD

Inter&Poor ha declassato il Milan da "capolista" a "squadra di merda".

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13/01/2012

VERSO IL DERBY

IO E BISAX

Io e Bisax ci frequentiamo dalla prima ora dei blog. Lui legge me, io leggo lui. Abitiamo a circa 43 km di distanza (ho controllato adesso con ViaMichelin) ma non ci siamo mai visti. Da 9 anni dobbiamo farci un Cynar, ma è ancora lì in sospeso. Una volta interveniva sul blog e a me faceva piacere. Poi per certe persone (diciamo, genericamente, i non interisti) è diventato sempre meno facile intervenire, e a me dispiace assai. Bisax è un milanista di intelletto brillante e autenticamente di sinistra, il che lo rende antropologicamente interessante. A metà pomeriggio ho pensato che sarebbe stato caruccio intervistarlo all'antivigilia del derby. Lui ha detto sì, "ma veloce che devo andare a un aperitivo con un interista".

La prima cosa che ti avrei chiesto davanti a un Cynar è: come fai?

Come fai cosa?

A essere milanista e sinceramente, profondamente di sinistra.

Ero milanista prima dell’attuale gestione, lo sarò anche se e quando finirà. Uno che, da preadolescente, ha sopportato Farina ha già una buona dose di anticorpi.

Però è dura, ammettilo.

Basta scollegare il cervello e limitarsi a guardare le partite, che è un po’ quello che fanno un po’ tutti, a volte fin troppo. Bisogna attaccarsi a questo, e poi ho sempre fatto il tifo per la squadra e i giocatori , quelli che scendono in campo con quella maglia lì.  Il tifo non è una roba razionale, come si fa a pensare razionalmente di impazzire per dei ragazzotti che rincorrono una palla?

Ah, non me lo dire. Vabbe' dai, parliamo di cose belle. Parliamo di Tevez.

Il Milan è la squadra dell’amore e con Boateng e Ibra è ormai diventata ufficialmente la squadra dei tamarri che piacciono alle donne (non dimentichiamo in questo senso le storiche presenze di Ambrosini e Gattuso, per esempio). Tevez avrebbe riportato la media alla normalità con un tamarro troppo brutto per piacere. Sì, mi dirai: il ruolo era già coperto da Cassano. Ma ciù is mei che uan.

Andiamo un po' più sul concreto, bello. Tu cos'hai capito di questa storia del cazzo? (perdonami l'uso della parola "storia")

Secondo me Galliani ci tiene a mantenere la sua immagine di dirigente che a gennaio, facendo un po’ le nozze coi fichi secchi, riesce a portare in squadra giocatori che danno una marcia in più. Gli era andata abbastanza bene gli anni scorsi, quest’anno il giochino pare essere saltato (ma il mese ancora non è finito, eh?). Un po’ per l’intromissione di Moratti che ha scombinato il mazzo, un po’ per quella roba strana successa ieri che ancora non ho capito. Alle 4 del pomeriggio sembrava tutto fatto e io ero incazzato come una iena per la cessione di Pato, un’ora dopo era tutto saltato e io un po’ me la ridevo.

E’ stato Pato a far saltare tutto? E’ stato Silvio? E’ stata Barbara?

Ai posteri l’ardua sentenza. Mi piace pensare che ancora una volta l’amore ha trionfato sull’invidia e sull’odio. Per me, comunque, rinunciare a Pato sarebbe stata una cagata pazzesca.

Ma a voi serviva Tevez?

Per come la vedo io forse sarebbe stato utile nel finale di campionato, una volta ripresa una forma decente, ma francamente preferisco tenere Pato pensando anche al futuro (ammesso che non vada via a giugno, abbiamo già visto situazioni simili), e comunque Tevez avrebbe tolto altro spazio a altri giovani che scalpitano.

Ma chi?

El Sharawy e Inzaghi.

Ti adoro. E a noi, che dici: Tevez serve?

Non so.  Magari non quest’anno, ma l’anno prossimo (ipotizzando una partenza di Forlan e Milito) probabilmente sì.

Vabbe', vedremo. I derby, di solito, come li vivi? Te lo chiedo con curiosità perchè io sono un interista extraurbano, e per di più nato e cresciuto ai confini col Piemonte, per cui per me il nemico numero 1 è la Juve, e il Milan è solo il nemico n. 1 vicario.

Una volta soffrivo di più, adesso mi sono un po’ placato. Sarà l’età, sarà che ho altre cose per la testa.

Quella cosa là?

Magari. Prima della partita la maggiore preoccupazione è spiegare alla piccoletta che no, non ci sono i barbapapà perché c’è il derby e basta. Prima o poi chiamerà il Telefono azzurro, lo so, ma ancora per un paio d’anni sono al sicuro.

Peggio Inter o peggio Juve?

Diciamo che tra Inter e Juve non c’è un peggio, ma al momento ho ancora le cicatrici per i derby dell’epoca Mourinho per cui, se devo scegliere, meglio battere voi.

Ti prego, il ricordo mi strazia.

E ti credo.

Perchè, pensi che soffriamo di nostalgia? Tzè (il naso mi si allunga)

Voi dovete ancora tagliare il cordone ombelicale con Mourinho, secondo me è questo il vostro problema maggiore: decidere che squadra vorrete essere nei prossimi anni smettendo di guardare indietro con un sospiro. Francamente il vostro inizio di campionato a tratti mi ha fatto sganasciare, ma sapevo che non sarebbe durato.

Io ho espresso un parere sgradevole a riguardo. E cioè che gli 8 punti ci stanno tutti, ce li meritiamo, tra settembre e ottobre ne abbiamo fatto cose che voi subumani (ahahahah, che bella battuta)... Vabbe', ma ora ci siamo dati una bella regolata e domenica sera ce la giochiamo, ti pare?

Onestamente, credo che a fine anno potremmo ancora essere avanti a voi, ma credo anche che il distacco si assottiglierà (spero non da domenica sera). Noi siamo una squadra abbastanza solida, con un gioco che sfrutta molto un centrocampo con gente dai piedi buonini, non buoni, ma che inserendosi ogni tanto la butta dentro. Abbiamo una difesa che dipende totalmente dall’immensità attuale di Thiago Silva e dalla buona salute di Sandrone Nesta. L’attacco ormai è totalmente Ibradipendente, immagino che tu capisca benissimo la situazione.

La capisco sì (stronzo).

Non l’ho odiato quando era da voi e neppure quando era alla Juve, ma neppure l’ho amato per ovvie ragioni. Quando è arrivato da noi ho scritto le peggio cose sul mio blog, anche perché lo credevo bollito, ma mi ha fatto ricredere. Ora mi sto virilmente innamorando di lui. Credo che faccia lo stesso effetto un po’ a tutti.

(sospiro). Poi te lo mette in culo.

Eh... Sul futuro non metto ipoteche, so benissimo che potrebbe spezzarmi il cuore a giugno per tornare dal Mou.

Adesso una bella domanda banale, di quelli che potrebbe farti una Ilaria D'Amico, per dire. Tipo: tu che giocatore ruberesti all'Inter?

Balotelli.

Ma vaffanculo va'.

Fammi dare un’occhiata alla rosa… Castaignos.

Uhm. Chi è il tuo calciatore mito?

Domanda difficile, ce ne sono parecchi che mi sono rimasti nel cuore. Faccio una piccola classifica così non rischio di non dormirci stanotte.

Partiamo dal numero uno.

Paolo Maldini, per tutto quello che ha fatto in campo ma anche per il coraggio (e nel mondo del calcio attuale ce ne vuole) di non scendere a compromessi con quelli delle curve.  E di sfanculare la dirigenza che non l’ha difeso dopo quella vergognosa contestazione.

Poi?

Franco Baresi, tanto grande in campo quanto sfigato fuori. Ma in campo, visto con gliocchi del tifoso, era una roba immensa. E a seguire, se vogliamo parlare di bellezza calcistica: Marco Van Basten,  Dejan Savicevic  e Andrea Pirlo. Sono ancora in lutto per la sua partenza.

Non milanisti? Chessò, un Darko Pancev.

Messi non si può non citare, è indubbiamente di un altro pianeta.  Stesso discorso per Maradona.

Un nome, diobono.

Ho avuto una incomprensibile simpatia per Alexy Lalas, tanto che era titolare fisso nel mio fantacalcio.

Chi vince il campionato? Se non lo vincete voi, ti girerebbe più il cazzo che lo vincessero quelle merde della Juve o quei simpaticoni di noialtri?

Lo vinciamo noi. Se non fosse, spero vivamente che l’Udinese faccia il miracolo, anche per vedere la faccia di Guidolin che si strappa nel tentativo di sorridere. Diciamo che dovendo proprio sforzarmi a risponderti sarei meno infelice se lo vincesse la Juve, pensando a Pirlo ed alla possibilità di sfanculare con ragione chi lo ha lasciato andare in quel modo. Ma sarebbe comunque una magra consolazione.

E allora, domenica?

(se n'è già andato)

 

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CASO TEVEZ

IL FORTE APACHE

Questo post potrebbe rivelarsi di straordinaria inutilità. Tipo che quando farò clic tra un quarto d'ora sarà tutto deciso, e sarà il contrario di quello che mi aspetto. Tipo che tra qualche ora sarà vecchio, e verso sera decrepito, superato dagli eventi e - magari, ma non credo prima del derby - dalle certezze assolute e definitive. Quindi potrei dire che Tevez mi fa cagare e tra qualche ora svegliarmi e vedere lui e Branca che tengono i due capi della sciarpa nerazzurra, o dire che lo adoro e tra qualche ora vederlo in via Turati a dire che tifa Milan fin da piccolo. Oppure potrei vederlo andare a cena con il poliglotta Leonardo, oppure morire nelle segrete di Manchester come il conte di Cagliostro.

In pratica, la grande e composita domanda è: ci serve un Tevez, ha senso prenderlo così e pagarlo tot?

Partiamo dai dati oggettivi. Tevez avrà 28 anni tra un mese (è del 1984 come Pazzini e Sneijder), quindi è maturo ma non vecchio. E' uno che segna caterve di gol (in carriera 158 in  380 partite, la maggior parte dei quali segnati in Premier League, non in Lapponia) e possiamo tranquillamente classificarlo tra i campioni odierni. Ha - diciamo così - qualche problema caratteriale e di convivenza civile. Costa parecchio, e costerà parecchio vita natural durante come ingaggio. Non può giocare la Champions quest'anno. Non gioca da qualche mese (vedi sopra alla voce: problemi caratteriali).

Facciamo quindi un veloce ragionamento. Ovviamente uno così sarebbe meglio averlo che non averlo (voglio dire, pensiamo a un'Inter senza Zarate e con Tevez, per dire) (no, non ci devo pensare), e uno così sarebbe meglio prenderlo piuttosto che che lasciarlo andare al Milan. Perché sarà una testa di cazzo, ma con Tevez forse il Milan potrebbe chiudere il campionato con largo anticipo, là davanti avrebbero una certa esplosività, ecco. Certo, a me attizza anche l'esperimento di pura antropologia criminale: concepire uno spogliatoio in cui far convivere Ibra, Tevez, Cassano, Boateng, Robinho e Seedorf, situazione che potrebbe determinare una di quelle storie affascinanti e truculente in cui un giorno uno di questi si fa prestare un fucile a pompa e va a Milanello a torso nudo e con la cartuccera a tracolla e ne ammazza minimo 15, e poi dichiara al pm che no, non mi ricordo, non ero io, non so perchè l'ho fatto, ah no, aspetti, un po' mi ricordo, erano tutti dei gran pezzi di merda.

(sospiro)

Ma torniamo a noi. Allora, 'sto Tevez? La mia risposta definitiva è: se arriva non faccio mica le barricate, anzi, mi immagino il friccicorìo del nuovo e impetuoso gasamento, "minchia Tevez", che animerebbe le nostre esili ma consistenti (esili ma consistenti) (vabbe', stiam parlando di pallone) speranze di rimonta. Mi vedo già davanti come un pirla alla filiale della Bpm ad aspettare l'apertura per comprare il biglietto della prima partita utile. Ma ci serve Tevez? Certo, se esaminiamo le cifre stagionali dell'attacco, allora dovremmo dire che ci serve come il pane. Ma se esaminiamo le cifre dell'ultimo mese allora no, non ci serve. Non è necessario. Ecco, meglio: non è urgente. Non sarebbe urgente come investire quella cifra - che quindi Moratti ha, o era un bluff per rompere il cazzo al Milan e stop? - per altri obiettivi. Anzi, per altri progetti. E cioè quelli relativi al centrocampo, reparto da rifondare. Perchè in una stagione e mezza dobbiamo prepararci a sostituire tre quarti degli effettivi, pochi cazzi, diciamo le cose come stanno. Abbiamo un eroico 39enne, un paio di gladiatori logorissimi, un italo-brasiliano che offre garanzie a spot e un olandesino che non ci ricordiamo nemmeno più come gioca e che comunque non resterà. Chissà come ci piangerà il cuore quando se ne andranno, o cominceranno a seguire le partite dalle poltrone blu o dalla balaustra vip. Ma accadrà, prima o poi. Per forza, è lo sport, è la vita.

Questo farei io: la cifra è ghiotta e si possono prendere due giocatori giovani e forti. Chiunque sia (Ranieri, Spalletti o X) il prossimo allenatore, dal centrocampo - da un certo centrocampo - nessuno prescinderà. Lì dobbiamo creare un nuovo reparto-monstre, come quello che non a caso ci ha fatto vincere tutto. Poi chi arriverà deciderà se giocare a tre o quattro in difesa, se fare rombi o alberi di natale, viaggiare sulle fasce o mordere al centro. Ma è lì, lì nel mezzo, che adesso dobbiamo pensare l'Inter del futuro. Tevez sarebbe una gioia immediata, ma - sarà che ormai sono anziano - io mi preoccuperei di pianificare. O vogliamo trovarci ogni gennaio quarti o quinti in classifica a rifare la squadra e farci le seghe?

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10/01/2012

TEVEZ

PARTITA DI GIRO

Una modesta proposta dalla blogosfera: per evitare fastidiosi ed estenuanti giri finanziari, non sarebbe possibile che Tevez ce lo comprassero direttamente Balducci e Piscicelli a nostra insaputa?

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08/01/2012

INTER-PARMA 5-0

SCIAMBAGN

Meglio tardissimo che mai. Alla fine le partite liberatorie che teorizzavo e mi/ci auguravo sempre più disperatamente sono arrivate. 9 gol in 2 partite è un bell'andare, soprattutto pensando che nelle precedenti 15 ne avevamo fatti 18. Si è chiuso con il Parma il ciclo di otto partite in cui bisognava far più punti possibile prima di giocare il derby, e ne abbiamo vinte 7 per un totale di 21 punti. Guardando alla prima fase della stagione, è un bottino strabiliante. In assoluto, è un buon bottino. Forse, addirittura, un bottino minimo. In questo mini-ciclo abbiamo affrontato sei delle ultime otto della classifica, battendole. Più il Genoa in crisi esistenziale, e fanno sette. Insomma, sette vittorie con sette squadracce. L'ottava era l'Udinese e ci abbiamo perso, come negli altri scontri diretti-vip. E' stata, quella con l'Udinese, l'ultima Inter "vorrei ma non posso". Adesso la musica è cambiata. E non conta averne messi 4 al Lecce e 5 al Parma, perché in effetti sono solo seghe. Conta - e lo sappiamo bene - aver visto questa squadra finalmente correre, sorridere, ritrovare il piacere di stare in undici su un prato con l'obiettivo precipuo di metterlo in culo agli altri undici. Per questo aspettavo le partite liberatorie, perché è in quelle che - al di là dell'avversario e del contesto - ritrovi certe sensazioni, cambi umore e quindi il passo. Stanotte si può brindare non tanto per le cinque pere in sè e per sè (con questo Parma, ben servito, forse ne avrei messo uno anch'io), ma perché con la Lazio hai riagganciato il treno nobile della classifica, perché la squadra nel suo complesso ha miracolosamente ritrovato la forma, perché Milito sembrava quel giocatore che temevamo ormai perduto, perchè persino Moviolone Alvarez ha un suo perché.

Era importante arrivare in un certo modo al derby. E non era questione di distacco numerico (quello, purtroppo, dopo i disastri di settembre e ottobre non poteva essere che imponente, tanto più che il Milan non ha lasciato quasi nulla per strada). Era il distacco tecnico, psicologico, sostanziale a preoccupare. Ecco, il gap è abbastanza colmato. Loro saranno otto punti avanti (forza Atalanta, peraltro) ma noi non siamo più così lontani. Tutto depone contro di noi, a cominciare dal nostro score negli scontri diretti (zero). Però possiamo giocarcela. Ecco, questa frase due mesi fa l'avrei detta come battuta. Adesso è una dichiarazione d'intenti.

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03/01/2012

EQUIPE DI SCIENZIATI

LA SCELTA DI RICKY

Buongiorno.

(brusio)

Una

(forte brusio)

A-ehm. Una

(coro di voci maschili) Scienziatòooo, scienziatòooo, checcefrega de Ronaldo noiciabbiàm lo scienziatò. Scienziatòooo

Basta!

(silenzio)

Vi perdono solo perché è appena iniziato l'anno e siamo ancora in clima di festività natalizie. Ora però non mi cagate più il cazzo.

(silenzio)

Una

- (voce maschile) Scusi.

Sì?

- Volevo appunto chiederle perché facciamo lezione il 3 gennaio quando il mondo intero...

Senta. Lei si sarà accorto di come questa ambientazione didattica e spirituale sia del tutto irreale. Noi potremmo fare lezione anche il giorno di Natale, o a Pasqua, o a Ferragosto.

- O a Capodanno.

Certo.

- (altra voce maschile) O al Corpus Domini.

Esca.

- Ma come, scusi? Qui parlano cani e porci ed esco solo io?

Sì, ho deciso così, per puro capriccio

(rumore di passi nel silenzio)

Allora. Una coppia di scienziati

- (voce maschile) Ma è una novità!

Basta, mi avete rotto i coglioni. Ci vediamo a Ferragosto.

- (voce femminile dal fondo) No! Non se ne vada! La prego.

Va bene, resto.

- (stessa voce femminile) Oddio! Mi dica che l'ho convinta io.

No, è che a Ferragosto ho da fare

(silenzio)

- Lei è un bruto. La adoro (vola un reggiseno)

Allora.

(silenzio)

Due scienziati, Nicola Ludwig e Gianbruno Guerrerio, autori del libro "La scienza nel pallone" (Zanichelli), sostengono che nel corso di una partita un calciatore è spesso costretto a calciare con il piede che non preferisce, ma questo influisce sulla velocità della palla in misura non superiore del 10 per cento.

(silenzio)

- (voce maschile dalla prima fila) Scusi, professore.

Mi dica

- Lei mi vuole dire che un destro di Alvarez è un tiro quasi normale, cioè con un deficit non superiore al 10 per cento?

(forte brusio)

Si spieghi meglio. Anzi, venga qui alla lavagna.

(rumore di passi)

Ci dica.

- Dicevo che il destro di Alvarez fa cagare rispetto al sinistro. E oltre alle percentuali vorrei anche parlare della velocità.

Della palla?

- No, di Alvarez.

(forte brusio)

Le sottopongo un altro spunto di riflessione, mio giovane allievo. Secondo i due scienziati, la scarsa efficacia di molti palloni calciati con il piede "sbagliato" è dovuta alla frazione di secondo richiesta dalla scelta: se provare a calciare comunque con il piede giusto o rassegnarsi a colpire con il piede sbagliato. Questa frazione di secondo influisce sulla coordinazione di tutto il corpo.

- Secondo me, Alvarez è costantemente morso dal dubbio.

Ha il libretto? Le do trenta.

- L'ho lasciato a casa, professore.

Fa niente, le faccio un buono.

(brusio)

Domande?

(voce maschile dal centro) Senta, ma quelli che fanno vomitare tanto di destro quanto di sinistro? Uno Zarate, faccio per dire.

E' un ambidestro del pensiero debole.

- (voce femminile del fondo) Io l'amo!

- (voce maschile poco lontano) Ma stai zitta, meretrice!

- (voce femminile dal fondo) Pezzo di merda!

(sedie che si spostanto, accenno di rissa)

(sbuffando) Altre domande?

- (voce maschile un po' affettata) A me piaceva molto Vampeta. Sapeva dosare bene la classicità del movimento, la scelta del piede e l'atteggiamento del

- (voce maschile) del culo!

(forte brusio, risate, una vuvuzela)

Chi ha portato la vuvuzela?

- (voce maschile dal fondo) Mi scusi, mi sono lasciato prendere la mano.

L'appoggi per terra e ci salti sopra.

- Ma professore, è un pezzo raro, l'ho comprata a Johannesburg e...

Lo faccia o la propongo per un Daspo di dieci anni

(rumore di vuvuzela infranta)

- (voce femminile dal fondo) Lei è di una crudeltà senza paragoni. A casa ho una collezione di vuvuzelas che vorrei distruggere una a una mentre lei mi guarda dal divano e

Bene, ci vediamo a Pasqua. Arrivederci.

- (voce maschile) Non possiamo fare il mercoledì delle Ceneri?

No. Se il martedì sera c'è la Champions, il mercoledì ho il mal di testa, ceneri o meno.

- (voce femminile dal fondo) Viva viva il professore.

Arrivederci.

Ricky Alvarez 2.jpg

 

02/01/2012

LIBERIAMO BABBO NATALE!

GROSSE SODDISFAZIONI

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Repubblica di oggi, edizione di Milano. E Cresto-Dina è il vicedirettore. No, per dire.