31/01/2010
MILAN-LIVORNO
17:03 Scritto da: settore in calcio minore | Link permanente | Commenti (446) | Segnala | Tag: calcio, serie a, milan, livorno | OKNOtizie |
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PARMA-INTER
CONGELATI
(voce da cumenda, al bar)
"No, cioè, fammi capire, siamo nel Tremila e non c'è un cazzo di sistema per spalare una tribuna. No, perchè poi se la prendono tutti con il Berlusconi. Viene giù un centimetro di neve, si bloccano gli scambi, si chiudono gli aeroporti, si rinviano le partite. Si rin-vi-a-no le par-ti-te. Nel Tremila. Cioè, fammi capire, figurati se non c'è un modo per sciogliere la neve mentre cade, uè, siamo nel Tremila, l'è no Haiti".
E' la lobby degli sciatori.
"Bravo, è la lobby degli sciatori. Cioè, siamo nel Tremila e la gente si mette in coda per sciare. Ma vaffanculo. Dammene un altro, va'. Il Tremila, puah".
30/01/2010
SORPRESA
22:05 Scritto da: settore in calcio | Link permanente | Commenti (70) | Segnala | Tag: calcio, cassano, serie a, sampdoria, fiorentina | OKNOtizie |
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29/01/2010
ZACCHERONI
STREIFF (IL GOBBICIDIO)
Gli ultimissimi mesi di storia della Juventus sono talmente densi di cazzate che, al confronto, i nostri periodi grami e sfigati adesso scintillano di luce propria, perché anche all'apice del nostro periodo-barzelletta - in parallelo ai traffici di schede lussemburghesi e alle designazioni arbitrali al telefono - noi almeno abbiamo mantenuto una (inutile, certo, ma) dignitosa linea di galleggiamento morale e sostanziale. La cosa più divertente, in queste ore, l'ha fatta Gentile. Alla ricerca di un posto purchessia, disposto da ex-bianconero al traghettamento concordato, si è lasciato sfuggire in extremis una breve intervista-verità in cui ha espresso sostanzialmente due concetti: a) la squadra è messa in campo da far schifo, e b) alla Juve, tranne Bettega, nessuno capisce un cazzo di calcio. E siccome i giornali in queste ore riportano di un ballottaggio tra lui e Zaccheroni per il dopo-Ferrara, mi immagino le facce di Blanc e Secco (quelli che non capiscono un cazzo di calcio) di fronte a Gentile, in uno stanzino di Vinovo, in un gioco di sguardi torvi e rancorosi.
Zaccheroni secondo me ha accettato per puro collezionismo. Un giorno, chissà, anch'io potrò dire di avere fatto le maratone di New York, Tokyo, Londra, Berlino, Parigi e Roma. E lui, da oggi pomeriggio, potrà dire di avere allenato Inter, Milan, Juve e Toro, il pokerissimo, e chi se ne frega se a Torino su entrambe le sponde sarà stato di veloce transito. Su Wikipedia e l'Almanacco Panini rimarrà il pokerissimo e di lui, un giorno, si parlerà in questi termini. Zac da noi è stato sfigato: arrivato in corsa, calcio-champagne mischiato a tranvate storiche (Arsenal in casa, Iddio li/lo strafulmini) e uno sterminio di infortuni che lo obbligò a formazioni improbabili e scelte acrobatiche. Fino all'epilogo amaro, che non mi era proprio piaciuto: a fine stagione confermato a voce, in maniera sempre più imbarazzata davanti a taccuini e microfoni, mentre nell'ombra si trattava con il Mancio la grande scommessa del futuro. E così ci si è lasciati un po' così con Zaccheroni, interista, uno scudetto con il Milan. Già, uno dei quattro/cinque scudetti nella storia del calcio in cui il Culo ha avuto una percentuale preponderante su ogni altro elemento.
Dall'esonero di Ranieri in poi, la Juve ne ha fatte talmente tante, e in un tale precipizio di buon gusto (lo ha detto anche il grande Mou: come hanno rosolato Ferrara è una vergogna per lo sport) e di buon senso che la Streiff di Kitzbuhel al confronto è lo scivolo di un garage. E il suicidio gobbo, o gobbicidio, si sta rivelando per noi uno spettacolo meraviglioso, struggente e fantastico come Avatar o Il Signore degli Anelli, secondo soltanto al sublime succedersi degli eventi della bellissima estate 2006. Uno spettacolo a cui noi dobbiamo assistere con allegria, all together, in un clima da festa di fine scuola. Senza bava alla bocca, senza troppo scomporsi: noi siamo un'altra cosa. Ma nel preciso ricordo di anni di insulti e dileggiamenti assortiti, gli anni del grande plagio del ma-quanto-siete-simpatici, adesso possiamo concederci di fare questo, solo questo:
ridere.
15:14 Scritto da: settore in calcio minore | Link permanente | Commenti (300) | Segnala | Tag: calcio, serie a, juventus, zaccheroni, ferrara, lippi, gentile | OKNOtizie |
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28/01/2010
INTER-JUVENTUS 2-1
22:38 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (247) | Segnala | Tag: calcio, inter, juventus, balotelli, lucio, coppa italia | OKNOtizie |
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27/01/2010
MILAN-UDINESE 0-1
23:16 Scritto da: settore in calcio minore | Link permanente | Commenti (343) | Segnala | Tag: calcio, coppa italia, milan, udinese | OKNOtizie |
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THE MASK
BALOTAZZI
(OVVERO: LE FAMIGLIE ALLO STADIO)
Vedi sotto, e sotto, e sotto ancora: rebus sic stantibus
(ora voi ditemi quanti altri blog usano formule come "cazzo" o "rebus sic stantibus")
l'ammonizione di Materazzi per la faccenda della maschera è giusta. Ed è, nel contempo, la cartina di tornasole di una serie di assurdità concettuali e sostanziali che gravano sul nostro calcio. Materazzi stesso è un Balotelli al cubo, quanto a rapporto tra tra ciò che si deve sopportare e ciò che si è costretti a pagare. A parte il colorito caucasico, è uno che potrà raccontare di essere stato insultato pesantemente e puntualmente - e impunemente - per almeno un decennio, e di essere stato punito per avere indossato una maschera sorridente. Anche questo rientrerà nella galleria dei racconti che farà ai nipotini, tutti tatuatissimi e tutti riuniti intorno a un camino, nelle serate d'inverno, prima di appicciare la pleistescion o scai: "Dai nonno, raccontami di quella volta che ti hanno preso a craniate nello sterno e ti hanno dato due giornate". "Sì sì sì sì" (in coro).
Le regole ci sono e vanno rispettate. Però si possono criticare, o applicare in maniera più interpretativa, oppure togliere, o almeno correggere. Penso sempre alla stronzata (sacrosanta, eppure grottesca) (rebus sic stantibus) delle famiglie allo stadio. Certo, sarebbe bellissimo. Però offrendogli cosa? Perchè ci si accorge in fretta che i festeggiamenti sono sanzionati più severamente degli insulti, e cosa raccontiamo alle famigliole? Perchè ammonire uno che festeggia il gol e si toglie la maglia? La partita non deve essere una festa? E allora si festeggi, e che cazzo. Il limite sarà semmai quello di togliersi le mutande. Ma perchè castrare un festeggiamento? L'arbitro ha il potere di recuperare tutto il tempo che vuole. Facciamo che si festeggia un minuto, toh. Ma la maglia, dai, e chi se ne frega. Se fosse rimasto in Italia, un giorno avrebbero sanzionato le capriole di Oba Oba.
Insomma, è una bella assurdità. Ammonito chi si toglie la maglia, ammonito chi si mette la maschera di Berlusconi (a partita finita, specifichiamo). Una pacca sulla spalla al suonatore di bonghi che falcia da dietro un connazionale. che se ne va palla al piede. "Papà, papà, ma non era da ammonire?" "Ehm, mangia i Cipster che poi ti spiego". E tutto ciò mentre le famigliole si godono i bei cori sui figli di e sui negri italiani, gratis. "Papà, cosa vuol dire puttana?" "Ehm, vuoi un cornetto Algida?"
26/01/2010
LA CERTEZZA DEL DIRITTO
MILANO, BANANAS
Si può anche discutere se la decisione sul campo sia ineccepibile o meno, ma bisogna considerare - come dire? - terribilmente eventuale l'ipotesi che se applaudi l'arbitro per 15 secondi questo alla fine ti cacci fuori, e che se fai una sceneggiata napoletana mentre esci lo stesso arbitro metta per iscritto quello che tutti hanno visto in tv, e che infine il giudice sportivo (visto che sei anche recidivo per le proteste) ti dia un paio di giornate.
Occhei.
E, senza fare i piangina, è del tutto ovvio che se l'allenatore della squadra e l'amministratore della società dichiarano a giornali e tv che c'è un qualcuno vuol far perdere il campionato all'Inter, ecco, come minimo ti becchi il deferimento perchè hai messo in dubbio il prestigio e la credibilità del bla bla bla.
Occhei.
Detto questo, nel solco di un ragionamento pregno di onestà intellettuale, non starei qui tanto a rivangare i precedenti relativi al capoverso A (i tre vaffanculo di Totti et cetera), quando i frequenti e assai specifici, per quanto ci riguarda, precedenti relativi al capoverso B. Mourinho e Paolillo saranno probabilmente puniti (squalifica o multa o tutte e due) per avere detto che c'è qualcuno che manovra le cose contro l'Inter. E, lo ripeto, mi sta bene e sono quasi d'accordo (vedi due post fa). Ma allora perchè nessuno viene mai punito quando dice che l'Inter è aiutata dagli arbitri, che all'Inter non fanno perdere le partite, che l'Inter la salvano sempre bla bla bla?
Occhei. No, cioè: occhei un cazzo.
E' lo stesso concetto, no? Se io, Inter, dico che c'è qualcuno che vuole farmi perdere il campionato, trac!, deferito. Se X (Spalletti, Ranieri, Sensi, Malesani, Totti, De Rossi - and so on, penso che negli ultimi anni lo abbiano detto almeno in venti o trenta personaggi diversi) dice che c'è qualcuno che aiuta l'Inter a vincere il campionato - e quindi automaticamente lo fa perdere alle altre 19 - niente, lo può dire impunemente, quasi sempre almeno. Qualche raro deferimentuccio c'è stato, vabbe', ma raro appunto. Tanto raro che il mantra degli aiutini non si è mai spento. Ed è la stessa cosa - a rovescio, ovvio, ma reiterata, molto reiterata - per la quale Lo Speciale e Paolillo si beccheranno la condanna.
La trovo una cosa quantomeno bizzarra (in realtà, mentre scrivo, mi sta salendo del fumo dalla zona pubica). Del resto, quelli del giocatore multato di 7mila euro per avere reagito - con un applauso, mica mostrando il dito medio - a lunghi minuti di insulti (per i quali nessuno ha pagato nemmeno un euro) siamo noi, siamo sempre noi. Se ne ricordassero, quando ci spaccano i coglioni.
DEFERIMIENTOS
25/01/2010
IL SEGNALE
FORTI, E CHIARI, E FELICI
Non so, certe rivendicazioni o certe denunce mi lasciano sempre un po' lì. Anni di sindrome di accerchiamento - e quattro scudetti successivi - mi inducono al low profile: non è la strada più diretta nè la più facile (e a volte questa strada proprio non la trovi, o non te la fanno trovare - direbbe il Mou -), però capita che la Storia ti dia ragione e tu ti possa prendere le rivincite e i risarcimenti che ti spettano. Lascio rivendicare e denunciare, senza che la cosa mi coinvolga più di tanto: lascio fare perché non posso dimenticare neanche i tempi (recentissimi) in cui tutti rimproveravamo alla società di non farsi mai sentire e porgere lo sfintere in atteggiamento fin troppo british. Se va bene rivendicare e denunciare, bòn, fate pure. Non mi eccito. Leggo, ascolto, sorrido, faccio spallucce. Oggi mi sento più buono di default, come a Natale.
Mi eccitano altre cose. Il famoso messaggio che abbiamo lanciato ieri non ha dietrologie, per quanto mi riguarda. Il messaggio resta molto forte e molto chiaro anche in termini del tutto oggettivi: non ci ammazzate mai. Non basta un arbitro nella sua peggior serata immaginabile, non bastano gli infortuni in corso o appena risolti, non basta farci giocare più di un'ora in dieci e senza il miglior uomo in campo fino a quel momento. Non basta. Nemmeno in un derby, nemmeno contro quella che fino a domenica alle 20,44 si poteva definire - cifre alla mano - la squadra più in forma e più lanciata del campionato. No, non basta. Quindi attrezzatevi, cari nemici.
Chissà se fossimo stati in un altro stadio, in balia di una direzione arbitrale così scarsa e di una così irritante successione degli eventi. Ecco, è l'unica incognita che non so valutare. Mi raccontano di un Meazza in fibrillazione palpabile, come merita un derby ma come merita, nello specifico, una partita giocata con cuore e testa fin dal calcio di inizio. Chissà se fossimo stati altrove, in un'identica situazione, senza il dodicesimo uomo (definizione per una volta non banale) (anzi: undicesimo, a conti fatti). Ma accontentiamoci di sapere che, per ammazzarci, ci vuole altro.
Rivendichiamo e denunciamo, fate vobis. Forse è doveroso, io appoggio e approvo ma non partecipo. Io vorrei fossimo un'altra cosa: vorrei che fossimo sempre come Materazzi con la maschera di Berlusconi, vorrei che rispondessimo con un sorriso (il sorriso di uno che gioca poco, tra l'altro) agli stormi di gufi e ai presunti fantasmi. Rivolgo un pensiero dolente, soprattutto, a quella strana genia di tifosi che invitano il prossimo a farsi gli impacchi al culo, scrivendo frettolosamente mentre tutto attorno gli crolla lo scenario tipo Pompei il giorno dell'eruzione. Avvertitemi il giorno dell'Intertoto, amici, di solito sono al mare.






















