08/03/2010
DOPO INTER-GENOA
ASSOLUTO E RELATIVO
Del campionato non mi preoccupa l'assoluto, ma il relativo (abbastanza, debbo dire). Mi spiego. Non mi preoccupa tanto questo nostro girone di ritorno (8 partite, 3 vittorie e 5 pareggi, media Europa League) se scopro che il Milan ci ha rosicchiato un punto solo (la Roma sei, ma all'ultima d'andata era a meno 13, distanza siderale). Mi preoccupa invece questo girone di ritorno letto relativamente all'Inter, in chiave interna: mi preoccupano i tre 0-0 nelle ultime quattro partite di una squadra che prima viaggiava a quasi tre gol di media. Mi preoccupa (capisci ammè, ora qui dovrei autocitarmi) la partita di ieri sera in quanto normale: non è che ora, per giocare come davvero sappiamo fare, abbiamo bisogno di farci buttare fuori due giocatori o farci fischiare due rigori contro in cinque minuti o farci violentare da qualche arbitro presunto cospiratore?
Ecco, letta così - relativamente, appunto - la storia del girone di ritorno diventa un filo più inquietante. Abbiamo bisogno di emozioni forti e/o situazioni estreme (giocare in nove, avere Thiago Motta centrale di difesa) per tirare fuori i coglioni e decidere di vincere (perchè se decidiamo di vincere, noi vinciamo)? Non essendo successo niente di particolarmente scabroso nè a Parma, per esempio, nè ieri sera, allora stiamo una tacca sotto? Non sarei così preoccupato se - come può capitare, per carità - ieri sera avessimo prodotto dieci palle gol e Amelia, pali, traverse, zolle, stinchi, sfiga o imperizia ci avessero impedito di trasformare le solite due o tre. Ieri sera, purtroppo, di occasioni ne abbiamo create una miseria, nonostante il 5-5-5 finale e un secondo tempo giocato comunque un po' più fattivamente del primo. Quelli alzavano il muro e noi rimbalzavamo. Poco estetico.
Abbiamo il Chelsea in testa? Può darsi. Anzi, lo spero. A differenza delle ultime eliminazioni, abbiamo giocato un'andata degli ottavi che ci mette in condizioni di sperare legittimamente nel passaggio del turno, avendo dimostrato di crederci parecchio. Sarebbe un peccato non giocarsela fino all'ultima stilla di sudore, e quindi io spero che i nostri abbiano in testa il Chelsea, da Julio fino a Orlandoni. Però mi spiace essere catturato da questa impressione, che è un po' figlia di quella sindrome da accerchiamento che io non vorrei proprio vedere, mai, in una squadra che è prima in classifica da quattro anni. Se non ci accerchiano, allora non ci incazziamo? Se non ci accerchiano, ci annoiamo? Se non ci accerchiano, nelle prossime tre trasferte (Catania, Palermo, Roma, tre fra le cinque squadre più in forma del campionato) puntiamo allo 0-0?
Un pensierino anche per Supermario. Al culmine della settimana in cui, dopo mesi e mesi di insulti, sfiora la beatificazione (anche la Lega lo vuole in Nazionale, rob de matt), lui - aveva la febbre? e allora perché giocava? - ha trascorso la partita a cadere di peso al minimo contrasto, e a volte neanche per quello. Non è così che si diventa simpatici.











