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27/07/2011

I MINISTERI DI MONZA

CLOWNERIE

La presenza di tre pagliacci (o di due nani e una ballerina, as you want) mi aveva fatto solo un po' incazzare, come al solito quando vedo fazzoletti verdi e boiardume d'accatto: se la gente pensa che tre stanze e tre scrivanie siano la sede staccata di tre ministeri, vabbe', faccia pure. Calderoli rideva a 32 denti. Bossi è arrivato con un'ora di ritardo (bell'inizio). La Rossa era lì in prospettiva: distaccherano anche il suo ministero, forse, prima o poi (tanto, che problema c'è? 'na scrivania e du' sgabelli). Ma Tremonti lì cosa ci faceva? D'accordo che Tremonti è l'anello di congiunzione di due partiti non più conciliabili, e quindi lì - per recitare tutti insieme appassionatamente - bisognava mandare un conciliatore. Ma prestarsi a questa orrenda pantomima, proprio lui, l'uomo che appare poco, quasi mai?

No, perchè mi è capitato di rileggere casualmente l'intervista di Calderoli. "E' estremamente importante che il territorio partecipi alle attività di governo e qui, a Villa Reale, realizzeremo uno sportello del cittadino dove qualunque cittadino abbia un problema con Roma può venire a cercare di risolverlo, senza che debba fare 'viaggi della speranza' a Roma".

Mi sfugge cosa debba risolvere un qualunque cittadino al ministero delle Riforme, sia esso a Monza, a Roma o a Denver. Nè cosa debba mai fare, di persona, un cittadino al ministero della Semplificazione normativa (il ministero che semplifica apre un nuovo ufficio e oltretutto fake? Ah, complimenti). Ma Tremonti?

Tremonti era lì a benedire la sede distaccata del suo ministero. Dove, quindi, a sentire Calderoli, un cittadino potrebbe andare a risolvere un problema senza fare viaggi della speranza a Roma.

Ma scusa, Tremonti,  le sedi territoriali del ministero dell'Economia non si sono già? Non sono alcune centinaia, sparse per l'Italia? Da decenni? Non si chiamano Agenzie delle Entrate? E cosa sei andato a fare a Monza, tu quoque? E perché una risata non vi ha ancora seppellito, sant'iddio?

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(nella foto, dietro Calderoli: un orecchio di Tremonti)

25/07/2011

CASTELLAZZI

TUTTO OK

Per fortuna è tutto a posto. Castellazzi si è prontamente rimesso dalla botta di ieri e ha rassicurato di persona i giornalisti. Alla domanda se sarà disponibile per il derby, ha risposto: certo, non vedo l'ora di essere in campo contro il Genoa.

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23/07/2011

TWITTING FROM APPIANO

Autostrada strapiena di svizzeri che tornano a casa. Code. Poi finalmente ti appare la Pinetina, ma in lontananza. Code. Capienza tribunetta: 300 persone. Interisti presenti: boh, tremila, cinquemila, non so. Muraglia umana contro la rete metallica. Li ho visti tutti, i giocatori, dalla nuca in su. L'accesso alla tribunetta e' presidiato da due curvaioli cui non sembra vero di fare selezione fisica tra i tifosotti. Vorrei essere altrove, anche perche' piove. Viva l'Inter.

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22/07/2011

RICORSI JUVE / 3

DAI, SUPERA IN FANTASIA 

GLI AVVOCATI DELLA JUVE 

C'E' PENURIA DI ORGANI GIUDICANTI: SFRUTTA ANCHE TU IL GENERATORE AUTOMATICO DI POSSIBILI DESTINATARI DEI RICORSI BIANCONERI

3 -  TAV

Del Tar si è già detto, e del Tas si dirà. A questo punto i legali della Juve si sono fermati. Stolti. Le vie da battere sono infinite. Possiamo quindi permetterci di dare qualche utile suggerimento per sfruttare altri organi giudicanti di 3 lettere che comunque comincino con TA.

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TAZ: il popolare Diavolo della Tasmania dei Looney Tunes possiede un approccio molto diretto alle cose. Pare che però sia stato ritenuto poco affidabile, anche per il rischio di non capire perfettamente la sua lettura del dispositivo della sentenza.

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TAC: il rigore di questo popolare dispositivo diagnostico sembrava deporre per una scelta a suo favore. Pare che però alcuni legali del collegio juventino si siano opposti: "E se la usano contro di noi?"

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TAG: la proposta di scrivere la sentenza sui Murazzi non è stata bene accolta dalla giunta municipale. Per il quieto vivere, la Juve ha rinunciato.

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TAV: è l'ipotesi che sembra prevalere. Questo è il piano della Juventus: si lega Moratti ai binari e lo si costringe a confessare.

SNEIJDER

LOOP

Non so se sono più annoiato dalle continue e sempre uguali domande dei giornalisti su Wesley Sneijder, o se sono più turbato dalla qualità delle risposte di presidente, dirigenti e allenatore.

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21/07/2011

HARRY POTTER

POP CORN (MORIRE DI)

Ore 18.30. Il multisala (la multisala?) è deserta. Tre casse su quattro chiuse. Alla cassa aperta, una famiglia folta e lenta. Ma non c'è fretta. Chiedo il 3D e pago la relativa barbarità. Ritiro il duemillesimo paio di occhiali. Il ragazzo mi dice cose che non capisco relativamente allo scontrino e al fatto di tornare, un giorno, potendo chiedere uno sconto su non so bene cosa. Sono distratto. Boh. Mi reco a quello che io, con un termine ormai antiquato, chiamo "bar". Deserto pure quello. Appoggio i gomiti al bancone tipo cowboy. Un ragazzo gentile mi chiama: venga, il corner attivo è questo.

Ci sono quattro corner, e ho preso quello inattivo. Fanculo.

Ma mi godo il fatto di essere arrivato in leggero anticipo e, soprattutto, che questo cazzo di posto che solitamente è una bolgia oggi è deserto. E' quasi gradevole. Mi ci potevo anche coricare, sul corner. Ordino pop corn e coca per tre.

Primo problema: "Abbiamo la Pepsi, fa lo stesso?"

Ovviamente sì. Ma tutto questo è nulla in confronto al secondo problema:

"Prendete tutti Pepsi e pop corn? Allora fate il menù, così risparmiate".

Le combinazioni sono tutte parecchio bizzarre: pop corn piccolo + coca media, pop corn medio + coca grande, pop corn grande + fusto da 15 litri di coca, pop corn gigante + ingresso nell'azionariato di una fabbrica di bibite gassate.

Guardi, faccio al ragazzo: pop corn piccolo va benissimo.

Al che il ragazzo, ringraziando, prende un'enorme vaschetta. E io gli faccio: no, scusi, pop corn piccolo.

"Questo è il pop corn piccolo"

dice lui indicandomi il pop corn medio, una specie di insalatiera, e il pop corn grande, una specie di cisterna.

Deglutisco mentre il ragazzo affonda le tre vaschette "piccole" in un mare di pop corn e poi ce le porge. A quel punto pago.

"Venti euro e 70".

Diobono, penso io, chiedendo intimamente perdono a Moratti per la mai risolta questione dei cornetti Algida. A quel punto ci carichiamo di cibo, bevande, occhiali e biglietti. A metà scala mi sento chiamare da una ragazza:

"Mi scusi, è lei che ha perso i biglietti?"

Ci guardiamo attorno, noi e lei. Non c'è nessuno. Posso averli persi solo io.

"Grazie, Iddio la benedica".

La ragazza ci accompagna al gate (non lo so se si chiama gate, l'ho sparata adesso perchè fa figo), toglie il nastro nero, entra e lo richiude con noi fuori.

"Scusi, ho finito il turno, non posso strapparle i biglietti. Arriva il collega".

In un giorno di affluenza normale probabilmente sarebbe stata linciata. Ma non c'è nessuno, tranne tre poveri tapini con in mano tre enormi pop corn piccoli e tre infinite pepsi medie. Quando inizio a spazientirmi arriva il collega. Lo scongiuro di prendermi i biglietti dalla tasca. Li strappa. "Non c'è intervallo, buona visione".

Grazie.

"Gli occhiali 3D può indossarli sopra i suoi".

Grazie. Sant'Iddio, sembro così anziano? Eppure mi sono messo la Fred Perry stretch.

Il film? Non so cosa dire. Avevo visto i primi due, mi sono perso i successivi diciassette, quindi non ho capito un emerito cazzo. Dopo venti minuti, avendo finito i sette chili di pop corn colto da una fame nervosa, sono stato preso da un abbiocco mortale. Ho resistito. Viva il cinema, viva l'Italia.

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20/07/2011

RICORSI JUVE / 2

 DAI, SUPERA IN FANTASIA 

GLI AVVOCATI DELLA JUVE 

CONSIGLIO DI STATO, LE SOLITE CAGATE: SFRUTTA ANCHE TU IL GENERATORE AUTOMATICO DI POSSIBILI DESTINATARI DEI RICORSI BIANCONERI

2 - SCIAMANO

Sciamanesimo, in antropologia culturale, è un termine che indica l'insieme delle credenze ed il modo di vivere e di vedere il mondo, di società animiste non alfabetizzate, imperniato intorno ad una particolare figura di guaritore-saggio ed alla sua attività magico-religiosa: lo sciamano.


Lo sciamano, insomma, non è un vero e proprio giudice: ma perché non ricorrere anche a lui, aspettando il giudizio del Tas? Un certo modo di essere juventino, del resto, è tipico della società animiste non alfabetizzate: non si spiegherebbero altrimenti, del resto,i festeggiamenti per l'acquisto di Pepe e le continue rotture di coglioni nei nostri confronti.


Secondo la cultura sciamanica, non si può diventare sciamani per scelta o per semplice iniziazione, ma si deve ricevere una "chiamata" da parte degli "spiriti" e a questa chiamata non si può rispondere negativamente. Per chi la riceve, la "chiamata" è spesso un dramma: essa ne sconvolge la vita e ne mina seriamente la stabilità e l'integrità fisico-psichiche; il chiamato ne farebbe volentieri a meno. Tuttavia, il non accettare, sempre secondo la tradizione sciamanica, avrebbe conseguenze molto più gravi, che potrebbero portarlo fino alla follia ed alla morte.


Ecco: sostituire "diventare juventino" a "diventare sciamano", e troverete spiegazioni a molte cose.


In ogni caso: cosa direbbe uno sciamano dello scudetto 2006? Lo sciamano, davanti ai ricorrenti juventini, inizierebbe così il suo viaggio sciamanico attraverso i quattro tradizionali stadi della trance, della metamorfosi, del combattimento e del ritorno. Al ritorno, davanti agli occhi stupefatti dell'ufficio legale della Juventus, lo sciamano direbbe:


"Chi cazzo siete?"

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19/07/2011

RICORSI JUVE / 1

 SUPERA IN FANTASIA 

GLI AVVOCATI DELLA JUVE 

TAR E TAS, CHE BANALITA': GENERATORE AUTOMATICO DI POSSIBILI DESTINATARI DEI RICORSI BIANCONERI

1 - QADI

Il qāḍī (o cadì (in lingua turca) era un magistrato musulmano di nomina politica cui si demandava in epoca classica l'amministrazione della giustizia ordinaria. All'epoca non esisteva la clausola compromissoria, ma oggi un qualche cavillo che consenta di fottersene potrebbe essere tranquillamente trovato.

Il fatto di non essere sempre adeguatamente edotto nelle cosiddette "scienze religiose" ( al-‘ulūm al-dīniyya ) creava non infrequentemente difficoltà nell'azione di giudizio, essendo la massima parte delle leggi derivate dal Corano, laddove l'apparato regolamentario era spettanza del potere politico ( siyāsa shar‘iyya ). In Italia, tutto il casino si condensa nel concetto di Figc.

Ciò esigeva che spesso il  qadi fosse costretto a rivolgersi a un alim che, esperto nelle questioni più squisitamente giuridiche, assumeva la più precisa denominazione faqih o,nel momento in cui doveva rilasciare un suo parere - più o meno vincolante a seconda dell'appartenenza sua e del qāḍī alla medesima scuola giuridica (madhhab) - al mufti, unico incaricato di emettere una fatwa.

Dal secolo XIX la sua giurisdizione non si estende più a tutto il diritto civile e penale, ma è limitata al diritto familiare. Purtuttavia, la figura del qadi sembra attagliarsi perfettamente alle esigenze della Juventus. Così come - i più attenti lo avranno notato - il concetto di fatwa.

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18/07/2011

SENTENZA INTER

JUVENTINI, FATE VOI

L'esito dell'odierno Consiglio Federale conferma la completa disparità di trattamento per situazioni analoghe.

L'esposto presentato 14 mesi fa dalla Juventus ha permesso un approfondimento, al quale purtroppo non ha fatto seguito nessuna assunzione di responsabilità da parte degli organismi sportivi, che anzi si sono spogliati del loro ruolo politico di governo. È del tutto evidente che, a tutela dei suoi milioni di tifosi, dei suoi azionisti e dei suoi dipendenti, la Juventus debba proseguire nel doveroso accertamento dei fatti e nella ricerca della parità di trattamento.

La società ha pertanto dato mandato ai suoi legali di individuare i migliori strumenti di tutela presso la giustizia amministrativa e internazionale. Parallelamente il management e i legali stanno procedendo alla valutazione dei danni economici che tali comportamenti possano aver cagionato. Dal momento che la decisione odierna è lontana dall'aver ristabilito equità e giustizia, la Juventus intende far valere in ogni sede competente le norme internazionalmente applicabili.

(Comunicato Juventus Fc)

Resto della mia idea. Non siamo noi a doverci arrabbiare per comunicati del genere, ma i tifosi juventini. L'idea patetica di una società che continua - nonostante tutte le evidenze e tutte le sentenze - a occuparsi dello scudetto di 5 anni prima con molta più energia rispetto a quello 2011-12 dovrebbe turbare più loro di noi.

E' ovvio che 'sta cosa non andrà mai giù alla società Juventus e alla tifoseria juventina, è ovvio e comprensibile: ma dove vogliono arrivare? A noi non è mai andata giù un sacco di roba, tipo Ronaldo-Juliano-Ceccarini. E non ci andrà mai giù. Ma non ci siamo fermati al 26 aprile 1998. Siamo andati avanti. Ci sono capitate cose anche peggiori (5 maggio), abbiamo subito altre ruberie e altre conseguenti umiliazioni, e siamo andati avanti ancora fino alle rivincite, alle coppe, agli scudetti, alla Champions, al Mondiale. Ci siamo presentati sempre al via della nuova stagione con le nostre ambizioni, le nostre speranze, i nostri proclami. Siamo diventati la squadra delle barzellette perchè non vincevamo mai. Non vincevamo mai (anche) perchè succedevano cose ben precise, per le quali sono scattate squalifiche e radiazioni, penalizzazioni e retrocessioni.

Ci fa la morale pure Abete: dovevamo rinunciare alla prescrizione. Ma perché? Ma per chi? Chi ci risarcisce di tutto quello che è successo prima di calciopoli? Chi ci ripaga di anni vissuti ai margini, derisi e pesantemente danneggiati da gente che sedeva sulla stessa scrivania da cui oggi viene mandato l'ultimo triste, insopportabile comunicato?

E' (anche) per questo che bisognerebbe tirare una riga e bòn, lasciarsi alle spalle il passato. Mica si pretende che ci si dica: avete ragione voi. Macchè, non lo faremmo nemmeno noi: c'è qualcuno che direbbe che era sfondamento di Ronaldo?. Il punto è: guardare avanti. Noi siamo stati costretti a farlo un sacco di volte, e ci viene il sangue alla testa nel leggere di annunci di ricorsi e di richieste di danni (richieste di danni? ahahahahah) da parte di chi ha tenuto per decenni il coltello dalla parte del manico. Il passato non sono solo le due stagioni annullate da Calciopoli. Il passato è molto più lungo e depenalizzato. Un passato a senso unico che coincide con quello squarcio temporale nella nostra bacheca.

Bisognerebbe fare questo sforzo, riconoscere le responsabilità di un sacco di cose accadute senza che fossero aperte inchieste o presi provvedimenti. Tirare una riga e scavalcarla. Andare avanti, nel mondo dei vivi. Mi dicono: fottitene, così sono più divertenti. Sarà. Io mi sto scoglionando, come davanti a ogni spettacolo scientemente patetico, grottesco, eccessivo, irragionevole. A me piacciono lanci a smarcare, non i ricorsi. A me piacciono le bocche che urlano gol, non quelle da cui cola la bava.

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SCUDETTO 2006

AMEN

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