31/10/2011
HALLOWEEN
13:02 Scritto da: settore | Link permanente | Commenti (269) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
30/10/2011
CRISI INTER
19:02 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (107) | Segnala | Tag: calcio, inter, mercato | OKNOtizie |
Facebook
INTER-JUVE
QUESTI SIAMO
Speravo ovviamente che la partita con la Juve finisse in un altro modo e, finendo in un altro modo, servisse a qualcos'altro, e cioè a darci una mossa, quella decisiva. E' stata invece una specie di partita-riassunto di quello che è stata l'Inter finora, una partita highlights del meglio e del peggio dell'Inter stagione 2011-2012.
Nel primo tempo si è visto il potenziale della squadra, tuttora sostanzialmente in grado di giocarsela con chiunque, e in alcuni momenti davvero alla grande. Poi si è visto quanto la sfiga - il meraviglioso colpo di testa di Pazzini -, al netto dei nostri casini, finora abbia avuto un ruolo piuttosto determinante. Ma il primo tempo ci ha anche ricordato che in difesa facciamo cagare, abbiamo continue amnesie, singole o di reparto o di zona (con la Juve la sinistra, da Zarate a Obi fino a Nagatomo e Chivu, era una fascia - diciamo così - invitante), e in questo modo non andremo da nessuna parte. Ti si infortunano il portiere e due centrali? Vedi sopra, alla voce sfiga (ma Castellazzi ha fatto fin troppo). Il secondo tempo, poi, ci ha dato l'ennesima dimostrazione che l'Inter attuale non ha i 90 minuti, ma nemmeno gli 80, i 70 o i 60. E' una squadra che non solo corre meno degli altri, ma finisce la benzina regolarmente, e un primo tempo dispendioso ci condanna a un secondo tempo di ordinaria amministrazione. Questa è la situazione più malinconica. Sembriamo una provinciale, di quelle che con certe Inter (soprattutto quelle mourignane) ci aggredivano all'arma bianca finchè ne avevano, poi puff!, sparivano e noi finivamo le partite maramaldeggiando. Con l'aggravante di non essere una provinciale e di sentirsi altro, com'è giusto che sia: e così ne esce sempre la sensazione che si attenda la manna dal cielo e che i coglioni - peraltro non è il caso di ieri sera - non si sguainino mai.
"Questi siamo", continuiamo a dirci simulando una serena rassegnazione e sperando - come speravamo con la Juve, per esempio - che prima o poi un principe azzurro limoni con noi e l'incantesimo svanisca. La cruda realtà è che se n'è andato il primo quarto di campionato e, accidenti, questi siamo. Voglio dire: quando i numeri crescono la statistica trova un suo fondamento, e la statistica oggi comincia a farsi molto inquietante. Questi siamo. Lo sa anche Ranieri, che per cambiare qualcosa in attacco mette un bambino e non Milito, di cui deve avere una fiducia pari a zero; che per difendere meglio una fascia mette un bambino e non toglie quelli dietro, perché non ne ha altri da mettere; che per cambiare qualcosa a centrocampo mette quello di 33 anni e toglie quello di 20, perché ci sono due argentini inamovibili (in tutti i sensi).
E speriamo lo sappia anche la società: spremi la fantasmagorica campagna acquisti (Forlan, Zarate, Alvarez, Jonathan, Castaignos, Poli) e non ne esce una goccia. Non è una bella situazione.
INTER-JUVENTUS 1-2
00:04 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (33) | Segnala | Tag: calcio, serie a, inter, juventus | OKNOtizie |
Facebook
28/10/2011
BALOTELLI
SEI PERSONAGGI IN CERCA DI MARIO
(breve riduzione teatrale di un interessante articolo comparso ieri sulla Gazza a pag. 24) (tutto vero)
(città industriale dell'Inghilterra, sobborgo figo periferia sud. In un salotto ci sono un ragazzo, una ragazza e la madre del ragazzo)
Mamma di Balotelli: Mario, questa casa è un troiaio. Mi vai a comprare un ferro da stiro, un'asse da stiro e due o tre prodotti per la casa?
Balotelli: che rottura di coglioni mamma. Raffa, andiamo?
Raffaela Fico: uau.
(centro commerciale John Lewis, folla di clienti, sfavillio di luci)
Balotelli: guarda che figata Rafa, c'è il mimo.
Raffaella Fico: uau.
Balotelli: dai, facciamo una foto con il mimo?
Raffaella Fico: uau.
Balotelli (rivolto a un altro mimo): capo, teik a fotos of mi end mai gorls uit de mimo?
Altro mimo: Of course Mario.
Balotelli: tenchiu (gli allunga una banconota da 20 sterline)
Altro mimo: cheeeeeese
Balotelli: cheeeeese
Raffaella Fico: uau.
Balotelli: occhei. Dai Raffa, andiamo a fare 'sta spesa della minchia.
(sobborgo figo periferia sud, marciapiede davanti a casa Balotelli)
mamma di Balotelli: uffa Mario, non arrivavi più.
Balotelli: scusa mà, ho fatto un po' di spesa (indica un furgone che sta posteggiando)
mamma di Balotelli: che roba l'è?
Balotelli: la spesa, in macchina non ci stava
(l'autista scende)
Autista: Where, Mario?
Balotelli: niar de sters, tenchiu
(l'autista comincia a scaricare: due scooter, un trampolino, un tavolo da ping pong e un'auto radiocomandata Scalextric)
Balotelli: che figata, vero Raffa?
Raffaella Fico: uau.
Mamma di Balotelli: scusa, e l'asse da stiro, il ferro da stiro e il Vetril?
Balotelli: o figa mà, mi sono dimenticato.
16:21 Scritto da: settore in calcio | Link permanente | Commenti (128) | Segnala | Tag: balotelli, manchester city, raffaella fico | OKNOtizie |
Facebook
27/10/2011
VERSO LA JUVE
LA MODESTIA
Se proprio debbo dirla tutta, nelle ultime due partite è stata la qualità dei cambi di Ranieri a farmi assumere la forma del divano, quasi a mimetizzarmi, a diventare copridivano ecco, incapace di grandi reazioni se non quella - non so se si era capito - di coprire il divano. Ieri sera il mister mi toglie i due più pericolosi e lascia dentro un paio di cadaveri che meritavano il riposo (eterno, essendo cadaveri). E col Chievo era stato più trapattoniano del Trap. Anche questa è una modalità nuova per l'Inter, quella del "portiamo a casa il risultato, che è meglio" cui da anni e anni non eravamo abituati. Del resto i tempi sono questi: è una squadra ancora poco sicura di sè, non c'è niente da fare, e allora ci tocca difendere il golletto col Chievo e il pareggino con l'Atalanta. Per carità, va bene anche così. Quattro punti in due partite è molto meglio di quattro punti in sei partite. Quattro più quattro fanno otto, che sono sempre pochi. Però abbiamo messo insieme la miglior serie di partite positive: due.
(sospiro)
Ribadisco, avremmo bisogno di un paio di partite liberatorie, di una goleada inutile ma appagante, di toglierci qualche soddisfazione e, con queste, la paura. Non è ancora tempo, mannaggia, perché adesso arrivano le Magliette Rosa Shoking, per una partita che come al solito vale tantissimo, ma per motivi del tutto nuovi rispetto alle ultime stagioni. Avremmo anche bisogno che non ci fischiassero un rigore contro ogni partita (cinque nelle ultime sei, per la precisione), perché al di là degli errori o dei presunti complotti (non crederò mai a un complotto, a meno che il complottista non confessi in mondovisione) anche questo crea insicurezza a una difesa e, complessivamente, a una squadra che ne ha fatte di cotte e di crude in questi primi tre mesi di stagione, come sappiamo.
26/10/2011
ATALANTA-INTER 1-1
22:42 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (183) | Segnala | Tag: inter, atalanta, serie a, sneijder | OKNOtizie |
Facebook
LA PROVA
SHOW THE BALLS
Questa squadra - cambiato l'allenatore e ritrovato qualche pedina importante, qualcuna fondamentale - deve prendere un suo ritmo. E vincere qualche partita, riacquistare il gusto di puntare a qualcosa, così come sta avvenendo in Champions. E così il primo pensiero è stato: toh, che sfiga, avremmo bisogno di fare una serie, mettere fieno in cascina, vincere due o tre di fila, farci un paio di match sul velluto, e ti capitano subito due partite toste per non dire brutte, l'Atalanta e la Stadio Traballante, nome indiano della squadra che tutti conosciamo.
Poi ho pensato che, in realtà, dobbiamo stare muti. Che diritti a un calendario migliore può accampare una squadra che ha fatto zero punti (e nove gol subiti) nel magico tris con Palermo, Novara e Catania? Può fare minimamente la sborona una squadra che appena un mese fa si faceva piallare dal Novara? Il "calendario migliore" è già andato e ci abbiamo fatto un punto a partita. Adesso arrivano l'Atalanta e i Rosastellati e con loro dobbiamo provare a cambiare marcia.
In fondo, se l'Inter vuol dire qualcosa in questo campionatino italianino, prima o poi deve cominciare. Pur mantenendo l'assetto-disastro, sarebbero bastati 3 punti in più (una miseria) per godere di un'altra vista sul campionato. Invece siamo clamorosamente dietro e con (quasi) tutto ancora da dimostrare. Da inguaribile romantico, e interista, mi sento percorrere brividi in tutto il corpo al pensiero che il nostro campionato inizi adesso e inizi bene, con un altro spirito. In fondo, di questa gente mi fido ancora.
("Ahò, m'hanno dato la tuta de Cristiano Ronaldo" "No, guardi che CR è Claudio Ranieri" "...tacci loro")
24/10/2011
APPIANO GENTILE
ROMANCE
Cosa si staranno mai dicendo Claudio Ranieri e Beppe Baresi?
- Ahò, che libero coi controcojoni che eri... Ah, era Franco?
- Ma quanto sei timido, te porto da un'amica mia
- E dimmelo, dai, famme sta cortesia: pure a te stava sur cazzo Murigno?
- 'Scolta, ma tu sai 'ndo sta la buticche de Oriali?
- Damme conforto: ma quanto è pippa 'sto Alvarezze?
- Te faccio 'na confidenza: la cravatta mi fa ca-ca-re
- Dai, famo 'na cazzata: tingiamoci er capello
- Moratti m'ha telefonato ma non ciò capito un cazzo
- Ahò, se segnava Castagnosse te davo 'na mezza piotta
- A Bergamo Alvarezze e Gionatan titolari. Ahahaha, e scherzavo dai!
- Mortacci tua, e famme un sorriso
22:54 Scritto da: settore in Inter, Inter | Link permanente | Commenti (99) | Segnala | Tag: inter, calcio, beppe baresi, ranieri, appiano gentile, inter, calcio, beppe baresi, ranieri, appiano gentile | OKNOtizie |
Facebook
23/10/2011
SIMONCELLI
DARE GAS
Due settimane fa ero a Pesaro e mi sono tolto una curiosità molto giocosa, quella di andare dieci minuti a Tavullia per vedere il "paese di Valentino Rossi" (scritto tra virgolette perchè è proprio così, c'è scritto anche sul sito del Comune, "il paese di Valentino Rossi"). Un'esperienza molto divertente. Ogni cosa, a Tavullia, richiama Valentino Rossi. Arrivi ed è tutto un numero 46, guard-rail e steccati sono avvolti di fettucce gialle, vedi le prime bandiere e già ti viene da sorridere. Quasi tutte la case hanno una bandiera gialla con il numero 46, oppure un cartonato di Valentino che sorride, oppure tutte e due le cose. Vai al bar, vai in banca, vai al distributore delle sigarette e c'è la faccia di Valentino. Chissà se è la stessa cosa a Coriano, che dista 25 km da Tavullia. La foto qui sopra - con i numeri, le bandiere, le magliette - mi dicono che quella terra lì, la terra di Romagna anche se scavalla un po' verso Pesaro, è proprio la terra dei motori se ce n'è una, è l'humus perfetto per chi ama le auto e le moto, per chi dà gas sempre e comunque. Se con ViaMichelin vi fate fare il tragitto Tavullia-Coriano, vi accorgerete che a metà strada c'è Misano.
Di qua o di là dal confine, la gente è quella, la parlata è quella, lo spirito è quello, il "dai gas" è lo stesso. La sera ero in una bella tavolata in un locale figo dove aspettavano a tarda ora gli idoli locali, Vale e Ambro, vedrai che arrivano, magari dopo mezzanotte, vedrai. Sic avrà avuto un altro locale del geere per andare a tirar tardi, di là dal confine, dove - raccontano i pesaresi - anche i caramba con l'etilometri aspettano al varco soprattutto le macchine targate PU, "con tutti i soldi che gli portiamo", e allora bisogna organizzarsi per andare a Rimini o a Riccione a ballare - un quarto d'ora di autostrada -, serve sempre uno che non beva, sennò è una strage di punti e di patenti, "ma ci beccano soprattutto ai noi di Pesaro", "con tutti i soldi che gli portate!", "seeeee, con tutti i soldi che gli portiamo diobono".
Poi ho anche ripensato al 20 maggio 1973, una domenica lontanissima e di cui ho un ricordo nitidissimo. Successero due cose quel pomeriggio. Il Milan perse 5-3 a Verona all'ultima giornata, regalando lo scudetto alla Juve (già allora viaggiavano in tandem). E a Monza, nel Gran premio della classe 500, morirono nella stessa caduta (che coinvolse 14 piloti) Pasolini e Saarinen, i grandi avversari di Agostini. Avevano 35 e 28 anni. Come se oggi, a Sepang, fossero morti due Simoncelli. Furono due cose epocali accadute a distanza di pochi minuti, e forse per questo mi ricordo di quel pomeriggio anche se ero piccolo e non sapevo ancora dare una dimensione alle incredibili inculate che possono accadere nello sport (Milan) o alle terribili tragedie che possono accadere nello sport (Pasolini e Saarinen). E poi non c'erano dirette, non c'era nulla. Di quell'incidente non c'era nemmeno il filmato. C'erano i volti sconvolti dei mezzibusti in tv, e il giorno dopo vagonate di cose da leggere sui giornali. Ma mi ricordo quella incredibile contemporaneità dei due eventi e che alla radio durante "Tutto il calcio minuto per minuto" chiesero la linea dallo studio per dare la notizia. Ecco, forse mi sembrò così importante proprio per quello: non avevo mai sentito una notizia extra-calcistica in "Tutto il calcio", doveva per forza essere terribile.
Oggi il campione è morto in diretta tv, a sei ore di fuso orario da casa, in una gara che non contava nulla se non per quella cosa che sentono soprattutto loro, il dare gas, sentirsi lo stomaco arrivare in gola, piegare fino a strusciare il ginocchio. Ho trovato molto metaforico che sia morto con il casco che volava via e gli lasciava liberi i capelli, il suo marchio di fabbrica. Poi niente, nient'altro, io non sono romagnolo-pesarese e confesso che i motori mi fanno addormentare placido sul divano. Sono solo terribilmente triste per un grande sportivo che non c'è più, per un bel personaggio che non rivedremo, per un ragazzo di 24 anni che tornerà a Coriano senza il vento nella criniera.
19:18 Scritto da: settore in sport | Link permanente | Commenti (144) | Segnala | Tag: simoncelli, agostini, pasolini, saarinen, monza, sepang, tavullia | OKNOtizie |
Facebook




















