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29/11/2011

INTER CLUB

LAPSUS (INVECCHIARE MALE)

Mi arriva la mail di un'amica che manco sospettavo sapesse che il calcio è quello sport che si giuoca con una palla da trattare prevalentemente con i piedi. "Serata blablabla Inter blablabla vieni?" Beh, certo, ovvio, ci verrei se blablabla (segue la mia solita trita e ritrita spiegazione che la sera lavoro ecc. ecc.). Ma poi la serata si libera d'incanto e quindi. dopo diciassette mails di conferma, ci vado.

C'è Vecchioni, che saluto deferente. Poi arriva una folta delegazione di Facchetti, che saluto più che deferente. E qui si innesca una di quelle piccole soddisfazioni che ti colorano la vita di nerazzurro, perché il mio sodale Gigi mi convoca per presentarmi Gianfelice e Gianfelice, a sorpresa, mi fa: "Ma finalmente, ma io ti leggo, ma io parlo sempre di te con Rudi, anzi è lui che mi parla di te" e lui è Gianfelice e io sono già felice, stop, mi basta così, potrei anche andarmene a casa se non fosse che la serata non è nemmeno cominciata e non sta bene.

Mi piazzo così in una bella tavolata da rimpatriata più chiacchiericcio totale e la serata mi fluisce un po' di sbieco, nel senso che mi trovo dietro al più grosso pilastro mai concepito in un ristorante e quindi non vedo quasi un cazzo del resto della sala e del parterderruà. Comunque nel mentre, salutato da un applauso, arriva anche Toldo.

La serata, prima della solita asta delle maglie celebri dove volano cifre ad alcuni zeri, prevede anche l'acquisto a fin di bene del libro di Gianfelice, operazione che concludo in un batter d'occhio mettendomi poi in diligente fila per l'autografo, che sarà molto bello. E mentre sono lì che il Gianfelice mi firma il libro, mi trovo a un centimetro da Toldo ed è ovvio che io non mi possa trattenere da fare una roba da tifosotto puro, e cioè una bella pacca sulla spalla e una frasetta del tipo "grande..."

Rimango lì con la mano a mezz'asta.

Non mi viene il nome.

Cioè, non gli posso dire "grande Toldo", il cognome fa troppo troppo troppo tifosotto. Gli debbo dire "grande (segue nome di battesimo)", ma non mi viene il nome. Saluto Gianfelice, sorrido a Toldo e non gli dico un cazzo.

Cioè, voglio dire: un sorriso è già qualcosa. Toldo mi sorride, ma poco. Forse coglie il mio imbarazzo? Oddio. Mi ritiro in buon ordine.

Torno al tavolo, accigliato. "Federico, Giuseppe, Giuliano, Diego, Giovanni, Roberto, Luigi, Gigi...", macchè, non mi suona. Gigi Toldo? No, niente, non mi viene. Guardo se per caso nel libro di Gianfelice sia citato Toldo, macchè. C'è uno col Blecberri e gli chiedo se posso fare un controllo. "Non prende". Non prende. Non mi viene. E' il dramma.

Poi la torta, l'asta, la lotteria in cui vinco un pallone. A mezzanotte e passa me ne vado a casa a piedi, nella nebbia, con il pallone. Una scena irreale, sembro Nereo Rocco. "Rocco? No. Pippo, Alberto, Mino, Stefano, Rinaldo, Ugo, Giulio, Gianni. Gianni Toldo. No". Verso la mezzanotte e mezza in una via del centro, deserta, si sentiva un uomo pronunciare ad alta voce la seguente frase: "Francesco. Mavaffaculo va'". Ero io.

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28/11/2011

LIBERIAMO BABBO NATALE!

METTETE DEI FIORI AI VOSTRI BALCONI

Non è che tutti i problemi che ci assillano debbano essere per forza drammatici, tipo lo spread, il default, la fame nel mondo o la Juventus. Ci sono anche problemi meno urgenti ma pur sempre gravi. Anzi no, meglio: meno gravi ma pur sempre urgenti. Quelle cose - piccole, medie o grandi - che non spostano di una virgola la tua vita ma ti fanno pesantemente dubitare del genere umano. E quindi, come dire, sono di per sè quasi serie, o abbastanza importanti, o discretamente fondate.

Per dire: ma voi quando vedete un ragazzo con i jeans che hanno il cavallo all'altezza dei polpacci, ecco, cosa pensate? Cosa pensate quando lo vedete camminare come una geisha o - peggio - come uno che si è cagato addosso? Cosa pensate quando si china a raccogliere qualcosa e vi fa vedere le sue mutande - non un pezzo, un bordo, l'elastico, no, la mutanda intera da capo a piedi -? Certo, è una questione imparagonabile a una patrimoniale o a un lavitola. Ma ha un suo perchè. Ti fa dire: ma dove siamo arrivati?

Ecco. A cosucce di questo genere ho spesso dedicato qualche post, e a una cosuccia in particolare ne ho dedicati due, uno nel 2008 e uno nel 2009. Nel 2010 no, niente, ma evidentemente qualcosa mi si rimestava dentro perchè nel 2011 (adesso, now) ci ho addirittura costruito sopra un ragionamento che Stella e Rizzo, al confronto, sono Gigi e Andrea. E quindi ne è uscita questa cosa che con orgoglio vi vado a presentare. Eccola:

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E' un libretto, un pamphlet, un saggio breve, un post lungo, non so, fate voi. Da domani è in vendita ovunque on-line e in arrivo nelle migliori librerie, e anche in alcune delle peggiori. Mi sono divertito molto a scriverlo perchè son partito per prendere per il culo chi appende i babbinatale ai balconi ma sono approdato a un qualcosa di un pochino più profondo. Perchè mentre buttavo giù un po' di idee e raccoglievo cosette da mettere in ordine, la domanda fatidica è arrivata. Ed è: cosa ci ha mai fatto di tanto male Babbo Natale perchè lo si tratti così?

Insomma: appendere un babbonatale al balcone è una gigantesca cazzata concettuale, per una serie di ragioni che nel libro ho diligentemente elencato. Una cazzata concettuale che, per il nostro bieco divertimento (ma questi babbinatale, col tempo, sono diventati tristissimi), facciamo scontare ai nostri bambini. A cui raccontiamo delle cose (tipo che Babbo Natale arriva di notte con una slitta piena di regali trainata da meravigliose renne volanti) e poi ne rappresentiamo altre (un manichino orribile che si arrampica ai nostri balconi, con le ginocchia disarticolate tipo l'infortunio di Burdisso).

Ma si può? No, non si può. E' ora di finirla. Facciamoci portatori di un movimento culturale che restituisca credibilità, onore e prestigio a Santa Claus. Questo spread tra la favola/mito/leggenda e l'orripilante realtà del fantoccio biancorosso non è più sopportabile. Sarebbe come appendere un poster di Zanetti pettinato come Sebastien Chabal. No, non esiste, rendetevene conto.

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27/11/2011

SIENA INTER 0-1

SEGNI DEL DESTINO

Noi paghiamo col Pos, noi paghiamo col Pos, per vedere segnar Castaignooooooooooos

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19:10 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (124) | Segnala | Tag: castaignos, inter, siena | OKNOtizie |  Facebook

25/11/2011

INFORTUNI INTER

STIRAMENTO

Uno stiramento... ma cos’è poi uno stiramento? Uno strappo un po' più da vicino, una elongazione più precisa, una contrattura che cerca una conferma, una distrazione che ronza come l’ali d’un ape, un affaticamento che sa di fiore, un apostrofo rosa tra le parole "t'ho fatto fare un'altra bella preparazione del cazzo".

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20:37 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (115) | Segnala | Tag: inter, calcio, stiramenti, lucio, cyrano | OKNOtizie |  Facebook

23/11/2011

TRABZONSPOR-INTER 1-1

ANCHE I RICKY RIDONO

Da Novara-Inter (20 settembre) a Trabzon-Inter (22 novembre) son passati due mesi, che iniziano a essere un periodo congruo per fare qualche ragionamento. Dopo Novara, l'Inter ha di fatto iniziato daccapo. Era come se fosse tornata a Pinzolo, a metà luglio, due mesi prima appunto. E quindi si può far finta che, trascorsi altri due mesi, la (seconda) preparazione sia finita e la  vittoria col Cagliari e il pareggio di Trebisonda, con vittoria del girone conquistata con una giornata di anticipo (roba che due mesi fa, dopo 0-1 con i turchi, poteva sembrare fantascienza) abbiano segnato l'inizio della stagione, quella vera.

Prendendo come parametro i due mesi gasperiniani, Ranieri si è messo alle spalle stasera i suoi due primi mesi nerazzurri. Due mesi in cui ha avuto discrete sfighe, rigori contro e - quel che più conta - una squadra da resettare. Due mesi, lo stesso tempo concesso a Gasperini. Due mesi a Ranieri glieli dovevamo di default. Adesso si può ripartire, ma davvero. Il sorprendente andamento dei risultati di oggi ci regala addirittura l'emozione di una partita inutile, quella col Cska, in cui riprendere fiato. Un lusso. Il resto sarà tutto da giocare. Bruttarelli ma concreti, io li vorrei così. Poi a Natale ne riparliamo. Adesso non c'è tempo.

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(nella foto: un segno del destino)

01:39 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (303) | Segnala | Tag: inter, trabzonspor, alvarez, ranieri | OKNOtizie |  Facebook

20/11/2011

INTER-CAGLIARI 2-1

LA SENATORITE

Devo avere da qualche parte nel cervello un collegamento calcio-podismo, perchè ci sono stagioni più confortevoli e luminose, ovvio, ma quando c'è il freddone e la nebbiolina tutto sembra avere un perchè - le partite e le corse - e tutto sempre un po' più vero, autentico, non so come dire. E quindi se c'è la nebbiolina e un bel freddo trovo più sensato andarmi a intirizzire sugli spalti piuttosto che stare sul divano, così come mi piace andare a correre tra gente con sette giacche a vento e dodici sciarpe che mi guarda come fossi un venusiano. L'unico intoppo del pomeriggio è stato convincere il tipo della biglietteria che volevo un primo blu - ogni volta che iniziava a digitare i miei dati se lo dimenticava - e secondo me ieri sera è andato a dormire presto, perchè ogni volta che gli ripetevo "primo blu" (lui mi diceva, a turno, "mi ha detto primo verde, vero?" "mi ha detto secondo arancio, vero?") lo guardavo con quella paterna, paziente indulgenza che lo avrà fatto sentire un relitto umano (ma non volevo, giuro).

E poi c'era anche che non si può rimanere tre settimane senza Inter. Questi calendari sincopati non li reggo più, o tutto o niente, bleah, adesso ci toccano 33 giorni di tour de force e chissà come ci arriviamo. Singolare che dopo tre settimane di sosta si torni a giocare con più infortunati di prima, e ormai trovo lezioso - inutile - parlare di campanelli d'allarme. Contro il Cagliari si sono verificate un po' di cose in contemporanea su cui vale la pena riflettere. La pletora di infortuni ha costretto Ranieri a fare giocare i tre oggetti misteriosi tutti in una volta. Coutinho doveva andare in panca ma Swaroski II si è infortunato scaldandosi. Jonathan è uscito dalla naftalina per l'assenza contemporanea di tre (3) esterni di difesa. Alvarez, che stava andando in saletta vip, si è rimesso i mutandoni e poi ha giocato 45 minuti. E tutto questo è accaduto poche ore dopo l'intervista in cui Ranieri aveva ribadito la sua ferma convinzione nell'affidarsi ai senatori per risollevare la squadra. E prima che Ranieri lo ribadisse (stessa identica frase) nella conferenza stampa post match.

E proprio qui sta il punto. Senza i senatori questa squadra - che è fatta di senatori - non esiste. Con i senatori, ammesso che giochino (ieri, appunto, ce n'erano fuori un tot), questa squadra è ingabbiata . Ingabbiata, per esempio, come nel primo tempo, nell'attesa che da un centrocampo Subbuteo uscisse un qualcosa, un cambio di passo, un barlume, un break. Al netto degli infortuni (che comunque, statisticamente e anagraficamente, colpiscono più i senatori dei baby), quanto vale questa squadra senatoriale, e che futuro ha?

Col Cagliari - Ballardini, invece di fare sarcasmo fatti comprare qualcuno che tiri in porta - era importante vincere e stop, così come lo sarà da qui a Natale per chiudere la Champions e recuperare in campionato. Vincere senza convincere - who cares? -, vincere e stop, vincerne il più possibile perchè è chiaro che di questo la squadra ha bisogno, vincere per convincersi che tutto quello che è successo finora è (quasi) un brutto sogno e che adesso si riparte, seriamente dico. Ma vincere come, e con chi? Strizzando le palle ai senatori e mandando in panca e/o tribuna i giovani virgulti, così, ad libitum, finchè dieci infortuni in contemporanea aprano ogni tanto uno spiraglio forzato? (Faraoni, per dire, ha esordito in A grazie all'infortunio di due esterni difensivi, la squalifica del terzo e la sostituzione in corso di partita del quarto. Faraoni non giocherà mai)

Sarà stata la nebbiolina o il freddo, ma ieri sugli spalti mi si è stretto il cuore a guardare i tre oggetti misteriosi che, bene o male, hanno dato il loro contributo a vincere una partita che si stava infrangendo contro la solita sfiga (due traverse) o i soliti problemi (la semovenza). Coutinho è un bambinone con la testa grossa, però magari ci si può investire un po' di più. Alvarez è attualmente una pippa (patetico il contropiede Alvarez-Motta del secondo tempo, sembrava un fiilmato di repertorio) ma fa sempre meno cagare e il suo ormai proverbiale "adeguamento a un calcio diverso da quello argentino" se non glielo agevoli in un Inter-Cagliari aut similia, quando glielo agevoli? Jonathan è uno sgorbio ("il nuovo Maicon", ahahahah), però ce la mette tutta e non crossa male (durante la partita teorizzavo una cosa tipo il campbio all'americana della Sei Giorni: uno qualunque che porti la palla fin verso la trequarti, cambio all'americana, entra Jonathan e crossa).

Adesco che ci aspettano ottanta partite in 33 giorni, Ranieri, cosa facciamo? Se le fa tutte Cambiasso? Se le fa tutte Sneijder? Se le fa tutte (rumore di tuoni, ma parliamone) Zanetti? Se le fa tutte Stankovic? Se le fa tutte Maicon? E se te lo dice uno che ancora non si capacita dell'acquisto oneroso di Alvarez e Jonathan, Claudione mio, forse è il caso di pensarci davvero. Altrimenti tra sei mesi, al prossimo mercato da impostare, saremo ancora lì a cercare riserve per i senatori, finchè questi non tireranno le cuoia durante un allenamento a ranghi ridotti.

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16/11/2011

ORIALI

LELE FORA

(dalla Gazza di oggi)

E per chi è andato via?
"Dopo l’addio di Mourinho, il presidente si è lasciato convincere da Branca e altri dirigenti che volevano un nuovo progetto senza di me".

 

Non ha chiesto chiarimenti a Moratti?
"Con Moratti ho parlato prima e dopo. Anche pochi giorni fa mi ha rinnovato la sua stima in tv. Forse con il tempo ha capito tante cose, ma evidentemente non poteva più tornare indietro".

 

Eppure lei aveva lavorato con Branca, non potevate continuare insieme?

"Visti i risultati degli ultimi sedici mesi, sono felice di non aver fatto parte di questo progetto".

 

Quali sono stati gli errori?
"Errori di inesperienza e presunzione in fase di programmazione. Fare il dirigente all’Inter non è semplice e nessuno può pensare di avere capito tutto se manca di esperienza".

 

Qual è stato l’errore più grave?
"Benitez era un allenatore nuovo, andava supportato da qualcuno che conoscesse bene l’ambiente. E poi non si possono cambiare quattro allenatori in meno di due stagioni. Io non ho nulla contro Gasperini, ma tutti sapevano come giocano le sue squadre. E allora perché è stato perso tempo, invece di prendere subito Ranieri che era libero anche a giugno?"

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10:53 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (301) | Segnala | Tag: inter, oriali, moratti, branca | OKNOtizie |  Facebook

15/11/2011

RICORSO JUVE

OH NOOOOOOOOOOOOOO

(ANSA) - ROMA, 15 NOV - Stop al ricorso della Juventus contro la mancata riassegnazione dello scudetto 2006, tolto al club bianconero dopo Calciopoli. Il Tribunale arbitrale nazionale dello sport presso il Coni si è infatti dichiarato incompetente a decidere sul ricorso della società bianconera, che aveva contestato la decisione del consiglio della Figc.

Il collegio arbitrale - composto dal Presidente, dott. Angelo Grieco, e dagli arbitri, avv. Dario Buzzelli e avv. Enrico De Giovanni - ha dichiarato la propria incompetenza circa la controversia tra la Juventus da una parte
e Figc e Inter dall'altra, avente come oggetto l'atto del Consiglio federale del 18 luglio scorso. Una delibera, passata con un voto contrario e due astenuti, in cui si dichiara che non ci sono i presupposti giuridici per la revoca dello scudetto 2006 all'Inter.

   La società bianconera aveva presentato un esposto in cui chiedeva la revoca di quel titolo assegnato ai nerazzurri dopo lo scandalo di Calciopoli.

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ZANETTI

LA FUGGEVOLEZZA

Javier Zanetti, il capitano dell'Inter, ha aderito alla campagna 'Adotta una parola', promossa dalla Società Dante Alighieri in collaborazione con Io Donna e Corriere.it. Zanetti ha scelto di raccontare il significato del termine fuggevolezza. "Dietro la fuggevolezza di una partita - scrive il giocatore - c'è una lunga preparazione, c'è una carriera, c'è un lavoro che molti raccontano nella sua essenza sportiva, cioè il divertimento, ma in realtà è anche costanza, salite, sacrificio, abbandono, ripetitività, dolori". "E' per riassaporare la fuggevolezza di una partita che sono ancora qui, in mezzo al campo, tra amici e avversari, tra calci e carezze, tra applausi e insulti, a inseguire un pallone, in braghe corte, con la pioggia dentro gli occhi o il corpo che scoppia dal calore. Una maglia nerazzurra appiccicata alla pelle", aggiunge Zanetti.

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14/11/2011

RICORSO JUVE

AB OVO

La Juventus Fc in dato odierna ha presentato ricorso al Tar contro Adamo ed Eva.

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("Scusa, Ady, e cosa c'è scritto nel ricorso?" "Mah, una cosa del tipo: per avere generato i fondatori dell'Inter (responsabilità oggettiva)" "Scusa Ady, ma cos'è l'Inter?" "Non lo so, ma ha dei bei colori. Vuoi una mela?" "Massì")

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