31/01/2012
DOPO MERCATO
LO SCOPRIREMO SOLO VIVENDO
Oggettivamente, le campagne acquisti con i fiocchi sono un'altra cosa. I campioni te li vendono al loro prezzo e di euro in giro ce ne sono pochi. Ergo: si fa quel che si può. O quel che si vuole. Nel caso nell'Inter: chiudere in attivo, liberarsi di un paio di ingaggi onerosi e di qualche ridondanza di rosa. Se questa è stata una campagna acquisti che ci porterà vantaggi o benefici, lo scopriremo solo vivendo. Fa un po' impressione vedere l'Inter che, su richiesta e su giusto corrispettivo, vende. Non trattiene, non traccheggia, non fa la preziosa, non punta i piedi, non respinge al mittente. Vende, punto. Ranieri voleva tenere Thiago Motta, ma ce lo hanno chiesto e ce lo hanno pagato a un prezzo consono. Via. Ranieri dovrà fare a meno di Motta, bòn.
Avessimo scambiato Zarate con una qualunque punta esterna di un minimo valore, ecco, sarei stato più contento. L'attacco resta quello di prima, con due centravanti che giocano assieme, un lungodegente totale e un inutile metrosexual che entra nei venti minuti finali a fare casino.
In difesa arriva questo Juan che probabilmente non giocherà mai, avendone davanti un bel po'. Ma sarà sicuramente un discorso a lungo termine.
A centrocampo, invece, si cambia parecchio. Ho in mano un bel bicchiere pieno a metà. O vuoto a metà. Cerco di descriverlo.
Mezzo pieno. Sono contento che abbiano preso dei centrocampisti. Certo, ne hanno presi due e contestualmente ne hanno venduti due, ma va bene lo stesso. Sono contento di Palombo, che avrei senz'altro preso lo scorso luglio: è un giocatore di esperienza, cazzuto, fatto e finito. Non è Fabregas e non è Schweinsteiger, ma non mi dispiace nè come atteggiamento nè come potenzialità. Guarin non lo conosco, ma è giovane e di prospettiva. Il centrocampo acquista in corsa e in voglia. Sono due rimpiazzi invernali che potrebbero diventare pedine importanti.
Mezzo vuoto. Palombo è più vecchio di qualche mese rispetto a Thiago e sicuramente non ha i suoi piedi nè la sua propensione offensiva. Guarin è una scommessa: in tre stagioni e mezza al Porto ha giocato 65 partite, non sono un po' poche? Molte meno del fragile Motta all'Inter. Sicuramente aumenta l'atletismo, ma si abbassa il tasso di classe. Quello coi piedi buoni la prenderanno a giugno? Mah.
E intanto domani si gioca al circolo polare milanese.
22:51 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (165) | Segnala | OKNOtizie |
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MERCATO
18:21 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (67) | Segnala | Tag: inter, guarin, palombo, thiago motta, muntari | OKNOtizie |
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VIVA LA RAI
TIFO CORPORATE
Nel giro di poche ore ho pagato il canone e poi, nel corso nella lettura prandiale dei quotidiani, ho avuto la dritta giusta - dall'interista Dipollina su Repubblica - per interpretare il perchè e il percome della favolosa telecronaca D'Amico-Varriale, fulgido esempio di prostituzione intellettuale in una ordinaria serata di Coppetta Italia, che da utente Rai (non la guardo mai in realtà, ma pago i miei 112 euro e sto zitto) mi aveva fatto incazzare come i 750mila euro promessi a Celentano per parlare mezz'ora di fila a Sanremo. Perchè alla Rai quella sera tifavano senza pudore per il Napoli? Perchè mettere un napoletano a commentare il Napoli a Napoli? Perchè il commentatore forse di più lungo corso si lascia scappare un "purtroppo" quando Pandev sbaglia un passaggio? (e si potrebbe continuare)
La chiave di lettura l'ha data la stessa Rai, anzi, la struttura Rai Sport, negli ultimi giorni leggendo un lungo comunicato sindacale durante le sue trasmissioni. Un comunicato in cui si rivendica il ruolo blablabla in uno scenario futuro che sembra propendere verso un calcio solo a pagamento blablabla proprio quando la Rai ottiene ascolti straordinari con la Coppa Italia, per esempio.
Ecco il punto. Dipollina fa sapere che gli ascolti sono buoni, vabbe', ma non strabilianti. Con l'eccezione delle partite del Napoli, che in effetti hanno fatto un discreto botto. E quindi i conti tornano. Tifare Napoli era tifare per una partita in più del Napoli (anzi, due), con relativi ottimi ascolti, e con relativa rivendicazione dei giornalisti Rai nei confronti dell'azienda a non mollare l'osso del calcio, anche se ormai ridotto alla Coppetta. Tifare Napoli era una speranza, un pararsi il culo, un investimento: se Pandev fa il passaggio giusto, il Napoli magari segna e si assicura altre due partite in semifinale, tutta manna. Pandev purtroppo sbaglia, e che cazzo! (ma in diretta si può dire solo "purtroppo").
Varriale e D'Amico, naturalmente, con il loro commento partigiano non cambiano il risultato di una partita. Ma, per esempio, dipingono per 45 minuti Sneijder come un fuori di testa, e per 90 minuti l'Inter come una squadra un po' così, opposta a un Napoli champagne, scoppiettante, arrembante, jamme! L'Inter - campionato e Champions - è un tipico prodotto Sky, e quindi si inculi. Due partite di semifinale con il Napoli - semifinalista di Coppetta, quindi alfiere Rai - sono un'ipoteca per il futuro di Varriale, D'Amico e l'esercito di Rai Sport.
Sul fatto che poi l'Inter sia un prodotto Sky e che da Sky venga tranquillamente e regolarmente triturata alla prima occasione ("fuorigioco tutta la vita!", ma è un tallone, dai, "fuorigioco tutta la vita!"), costringerebbe ad aprire una discussione che alle 2,40 mi sembra quantomeno fuori luogo.
30/01/2012
LECCE-INTER 1-0
CHI SIAMO?
Che poi, non a torto, potremmo anche andarcene tutti a dormire dicendo che in fondo non è successo niente, che sono sempre 9 vittorie nelle ultime 11, mica cazzi, e che le nostre competitor alla corsa al terzo posto (beh, sì, corriamo per il terzo posto, don't forget) hanno perso o pareggiato quasi tutte, e che quindi siamo lì, sempre lì, con 18 partite ancora da giocare, tranquilli, mica troveremo sempre portieri mascherati che fanno la partita della vitta. Naturalmente, con la stessa flemma potremmo anche dirci che il Lecce ha un piede in serie B e non aveva mai vinto in casa prima di incocciare noi, e che se avessimo vinto a Lecce (noi siamo l'Inter, loro sono il Lecce, con tutto il rispetto) ce ne saremmo andati a dormire al terzo posto, che non sarebbe mica stata una cosa così brutta, invece che quinti, maledizione. E poi che due sconfitte in quattro giorni, magari immeritate ma pur sempre sconfitte, ti lasciano comunque un non so che.
Ma poi, da considerare, c'è anche quello che non accade.
Tipo che sei arrivato al 29 gennaio e, a due giorni dalla chiusura del mercato, non è accaduto niente, niente di niente. Drogato dal ciclo di vittorie te ne resti lì ad assistere ai movimenti altrui, veri e presunti, e non vedi animarsi la casella delle entrate. Eppure ne avresti bisogno, di entrate, e lo sanno tutti, e ce lo siamo ripetuti a dismisura. Ne avresti bisogno in certi reparti, e con urgenza. Di un mese ormai quasi compiuto non ti restano che le chiacchiere - le seghe, se posso permettermi - intorno al falso obiettivo Tevez che è servito a farci credere di essere lì a giocarcela con gli altri. E invece no. Il sospetto è pesante: Tevez in realtà non lo volevamo prendere neanche morti, ma solo far credere che. Una pantomima quasi geniale - gli altri che si agitano e tu che resti lì, facendo offerte e sondaggi ad minchiam sapendo che tanto non lo prendi - ma che adesso ci lascia un po' di amaro in bocca. Tevez non andrà da nessuna parte, occhei, ma da noi non è arrivato (ancora?) nessuno.
L'anno scorso l'Inter a gennaio prese Pazzini, Ranocchia, Nagatomo e Kharja, ringiovanendo la rosa e garantendosi un buon finale di stagione, a tratti ottimo, a tratti ottimissimo. Tenendo conto che l'ultimo mercato estivo è stato tragico (in fondo Alvarez, con tutti i suoi difetti, si sta rivelando l'unica mossa sensata), è da un anno che non facciamo mercato. E potremmo non farne ancora, se non accadrà qualcosa nelle 36 ore che restano.
A Napoli hai perso giocandotela, e non c'è problema. A Lecce - tra sfiga tua e buona sorte altrui - si può anche lasciarci il culo, e non c'è problema, c'est la vie. Ma è il nulla che sta attorno a preoccupare, e parecchio. E' suggestivo che gennaio, iniziato e proseguito con speranze e aspettative sempre maggiori, finisca con due sconfitte. Restano 36 ore, che sono pochissime. Se passeranno così com'è passato il mese di gennaio - ad aspettare inutilmente - allora attendiamo una dritta. Ci dicano chi siamo e dove andiamo. Meglio essere franchi e dirsi le cose come stanno, no?
02:59 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (125) | Segnala | Tag: inter, lecce, moratti | OKNOtizie |
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26/01/2012
NAPOLI-INTER 2-0
AI SE EU THI AGO
Peccato. Peccato perché praticamente era già finale (in semifinale c'è il Siena). E peccato perché questa partita persa è stata parecchio meglio di qualcuna pur vinta nella nostra serie d'oro. Peccato anche non aver smerdato Varriale e D'Amico, autori della telecronaca più sguaiatamente partigiana degli ultimi 150 anni. Peccato perchè
la Coppetta è il nostro giardinetto privato da tot anni e un'uscita ai quarti è addirittura clamorosa. Peccato aver fatto giocare uno, nel migliore dei casi, turbato dalle trattative di mercato, se non addirittura già altrove con la testa e con la maglia: l'azione "palla persa più attaccante falciato in area", se non fosse che non h alcun senso, sembrerebbe fatta ad arte tanto è stata platealmente sciocca e dannosa. Peccato aver perso la partita in quel momento lì, insomma, per uno che sarebbe stato saggio lasciare sul suo divano a Milano, stando così le cose. Peccato che la società venda un pezzo pregiato del suo reparto più deficitario, senza ancora dirci se e cosa farà. Peccato uscire un po' così da questo mercoledì: non per quello che si è fatto in campo (anzi, al contrario) ma per quello che si sta/non si sta facendo fuori. Peccato lanciarsi in bellissime rimonte e avere l'impressione che - non bastassero quelli altrui (tipo i rigori non dati) - lo sgambetto ce lo facciamo anche un po' da soli.
00:53 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (389) | Segnala | Tag: inter, napoli, cavani, thiago motta | OKNOtizie |
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23/01/2012
CENTROCAMPISTI
LO SCAMBIO
Una interessante operazione di mercato si sta profilando tra Inter e Genoa. L'Inter infatti darà Muntari, detto "il Kucka nero", al Genoa in cambio di Kucka, detto "il Muntari bianco". Nel contempo, per rimediare alla penuria di centrocampisti, l'Inter sta pensando di cedere Thiago Motta al Psg. Prossime mosse: per rafforzare la difesa, è in corso un contatto con la Juventus per Lucio e Samuel in cambio di Bonucci. Quanto all'attacco, l'Inter sembrerebbe orientata a cedere Milito e Pazzini al Boca Juniors in cambio di Martin Palermo, nell'ambito di un programma di ringiovanimento della rosa.
21:24 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (378) | Segnala | Tag: inter, calciomercato, kucka, muntari, thiago motta | OKNOtizie |
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INTER-LAZIO 2-1
GIOCATO IL JOLLY
Vittoria che vale doppio per un sacco di motivi:
1) Avevano già vinto Juve, Milan, Udinese e Roma, e anche solo un pareggio (che pure ci sarebbe stato, era pur sempre la Lazio, una delle quattro squadre che ci precedeva) avrebbe significato perdere due punti da ognuna.
2) Scaliamo una posizione ed entriamo nelle prime quattro. Soltanto un mese e mezzo fa, la sera di Inter-Udinese, avevamo 9 punti dalla Lazio.
3) E' la settima vittoria consecutiva in campionato, la nona nelle ultime dieci partite, l'ottava consecutiva considerando la Coppetta. Sono - diciamo così - cose che fanno bene al morale.
4) E' sostanzialmente una vittoria immeritata, come tutti hanno onestamente ammesso, e a volte bisogna vincere anche così, con un po' di culo, giocando male, faticando. E' come vincere all'ultimo minuto: passa tutto.
5) E' stata una partita che ha dimostrato per la trilionesima volta che abbiamo bisogno come il pane di un centrocampista forte. Fuori Motta e Stankovic, la coperta si è dimostrata cortissima, praticamente uno scialle. Ranieri ha una serie di opzioni - anche in piena corsa, come stasera - sulle fasce, ha un Ranocchia dietro i due Bronzi, ha un cambio per Sneijder. E stato miracoloso salvare il culo - addirittura vincere - contro una squadra che pressava di brutto e prendeva costantemente l'iniziativa (anche se alla fine hanno avuto tre palle gol, mica tremila). Poi là davanti vabbe', adesso va tutto bene e ci scordiamo i recenti guai. Ma in panca abbiamo l'Inutile, mentre quel biondo uruguagio, adesso non mi viene il nome, massì, quello coi boccoli, vabbe', poi mi verrà... Farfan, ecco, Farfan. Speriamo che si rimetta in piedi Farfan, volevo dire, sennò se viene il mal di pancia al Principe sono cazzi.
Per il resto, tutto sta tornando come ai vecchi tempi. Gente che segna in fuorigioco dopo assist in bagher: niente. Uno stinco di Pazzini spalle alla porta invece diventa fuorigioco tutta la vita, ma come si fa a non vederlo, e blablabla. E poi mezz'ora di moviola sul mani di Lucio, per poi ricordare - dopo un bel po' - che il gioco era fermo. Ma va bene così, è il rumore dei nemici, è un tornare a certe atmosfere. Vincere facendo cagare diventa un'assoluta sciccheria, un tocco da maestri, una ciliegina sulla torta, un apostrofo rosa tra le parole t'acchiappo.
20/01/2012
INTER-GENOA 2-1
L'INCANTESIMO KUCKA
A parte vedere Sneijder che giocava come al campetto, e vedere Poli addirittura segnare, e vedere Ramiro ancora in vita, la partita di Coppetta offriva anche l'occasione di ammirare Juraj (anagramma di Juary) Kucka, un uomo che da un po' è virtualmente interista. Il mio interesse di tifosotto sdraiato sul divano a guardare gente che zampettava nel gelo aveva una motivazione del tutto personale. Ricordo infatti distintamente di avere pronunciato la parola "Kucka" in un bar, durante una delle più classiche discussioni tra tifosotti, quelle in cui si parla dei milioni come se fossero i tuoi, dei giocatori come se li avessi comprati tu e di tattiche come se il football lo avesse inventato tuo zio. E ricordo distintamente di avere pronunciato la parola "Kucka" così, con estrema leggerezza. In pratica, ascoltavo me stesso dire "Kucka" senza minimamente essere interessato all'argomento. Si parlava delle difficoltà numeriche, fisiche, polmonari e anagrafiche del nostro centrocampo e credo di aver chiosato una discussione con "ma tanto arriva Kucka, no?" un po' così, alla cazzo, con lo stesso tono con cui ho subito aggiunto un'altra frasetta, "e vabbe', ciao, debbo andare".
Ora, fatto salvo che non si può essere sempre al massimo della forma e che le partite si possono cannare, ieri sera mi sono risvegliato dall'incantesimo Kucka. Cosa ci potrà mai risolvere - questa era la mia domanda mentre mi spolveravo le briciole delle Gocciole, ottimo surrogato degli Orociok per la Coppa Italia - uno come Gregor Kucka?
Kucka ha dei discreti pregi - è giovane, aitante e ha passato la visita medico-agonistica - che lo rendono interessante tanto quanto almeno altri venti-trenta centrocampista attualmente in serie A. Dobbiamo solo chiarirci di che livello stiamo parlando: cos'ha Kucka che Poli e Muntari - per dire - non hanno? E cosa dovremmo mai chiedere o pretendere da un Kucka?
L'Inter, a centrocampo, ha un enorme problema, che è questo: deve prepararsi a sostituire (o a puntellare vigorosamente) nel giro di poco tempo un intero reparto pluridecorato composto da Zanetti (39 anni), Stankovic (34), Cambiasso (32) e mettiamoci pure Thiago Motta (30, il tempo passa). Sostituire questi giocatori, o preparare seriamente la loro successione, non significa soltanto comprare gente che li possa sostituire nel senso che Butti si alza dalla panchina, accende il pannello con i numeri, "esce Stankovic e entra X", no, ecco. Non abbiamo bisogno la riserva di Stankovic. Abbiamo bisogno il nuovo Stankovic.
Dico Stankovic perchè è stato il modello di operazione che dobbiamo prepararci a ripetere. Non è trovare il giovane virgulto Zanetti da qualche parte e scoprire con piacere che ti dura vent'anni. Non è sperare che il Real faccia un'altra cagata come regalarti un Cambiasso. E' - com'era successo con Stankovic - andare a trattare l'acquisto in denaro contante del giocatore che vuoi e su cui pensi di fare un serio investimento. Stankovic, all'epoca, era un centrocampista 25enne in forza alla Lazio. L'Inter decise di farci un investimento. Lo prese a gennaio, pagandolo profumatamente. Ma direi che l'operazione ha avuto un senso, mi pare.
Ora, se l'Inter ha messo insieme non so come il tesoretto per Tevez, direi che potrebbe essere l'occasione buona per sistemare qualche cosetta e tentare un investimento alla Stankovic. Di Kucka - che va anche bene, per carità - il mondo è pieno, ma di campioni veri un po' meno. I campioni veri si trovano a volte con il culo, oppure più spesso pagandoli. Mi accontenterei della seconda che ho detto. Il nome? Non importa, mi fido*.
* non è vero, non mi fido, ma non posso mica fare lo sborone fino a 'sto punto.
16/01/2012
MILAN-INTER
NO CAPRETTO, PEDALARE
Non dico a Novara-Inter, vabbe', sembra passato un secolo. Ma se solo penso al senso di impotenza provato durante Inter-Udinese (3 dicembre) o anche all'orrida Cesena-Inter (18 dicembre), lo spettacolo del derby mi sembra inverosimile. Spettacolo, ovviamente, non inteso come futbol bailado, del quale mai come in questo frangente mi frega un cazzo. Ma spettacolo di concretezza di una squadra presente a se stessa, concentrata, raramente in difficoltà, sempre grintosa. Siamo sempre quelli che due mesi fa erano quintultimi eppure, ovviamente, molto diversi. Avere praticamente ridotto all'impotenza una squadra prima in classifica che viaggiava a una media di più di due gol a partita, beh, e ditemi voi se non è una soddisfazione, e un po' anche un sorpresa. Nell'annata che ci vedeva assolutamente inconsistenti degli scontri diretti, andiamo a prenderci tre punti in casa del Milan e a dirgli, forte e chiaro, che con 20 partite da giocare non è mica finita. L'anno scorso con Milan e Juve, in quattro partite, avevamo fatto un punto. Insomma, siamo già avanti.
Più forti delle circostanze, più forti di un gol regolare e annullato, più forti dell'evidenza di una classifica che ci vuole ancora indietro, ma adesso un po' meno. Vincere il derby è stato anche fare strike, recuperare in una sola sera tre punti al Milan, ovviamente, ma anche all'Udinese, e due alla Juve. I fuggitivi non sono più fuggitivi. Sono sempre avanti, e non di poco. Ma meno.
Adesso, please, non rompiamo il giocattolo. 14 gol fatti (Milito old style) e 1 subito (anche Lucio e Samuel) nelle ultime sei partite. Quattro 0-1 consecutivi nelle ultime quattro trasferte. Questi, bene o male, siamo diventati. E questi dobbiamo cercare di rimanere perchè adesso comincia sì il bello, ma anche il difficile. Il difficilissimo. Ci resta un calendario - diciamocelo - quasi impossibile, con partite in casa quasi tutte facili (dopo la Lazio e fino al derby del ritorno) e una micidiale serie di trasferte, perchè dovremo andare a Torino, Napoli, Udine e due volte a Roma. Come ce la caveremo? Boh. Io mi accontenterei della cazzutaggine del derby e della politica dei piccoli passi, dove la parola che fa rima con capretto vorrei fosse usata il meno possibile, e non solo per semplice scaramanzia. Il problame è che ne abbiamo quattro davanti, ne abbiamo un paio dietro che vanno (quasi) come noi, avremo forse da affrontare i vantaggi e gli indicibili rischi di un bel mucchione nelle zone alte, abbiamo un sacco di partite da giocare (inizia la Coppetta, tra non molto riprende la Champions). Insomma, sono cazzi. Ma entriamo nella fase calda con un sorriso che solo un mese fa ci sognavamo. Siamo talmente oltre le nostre aspettative che stanotte - lo so già - rimarremo a fissare il soffitto ponendoci domande tecnico-esistenziali su un giocatore di nome Tevez.
15/01/2012
MILAN-INTER 0-1
23:10 Scritto da: settore in calcio minore, Inter | Link permanente | Commenti (61) | Segnala | Tag: inter, milan, derby, milito | OKNOtizie |
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