27/02/2012
MEGA CRISI INTER
IL MANUTENTORE
Napoli-Inter è stato un Novara-Inter giocato su un prato vero e non sul sintetico. Il resto è stata tutta un'analogia - una triste, devastante analogia - compresi quei 45 minuti di difesa a tre, una cosa che mai avrei pensato di rivedere, almeno in tempi brevi. Come già accaduto per Inter-Novara (oh, c'è sempre il Novara di mezzo), lo spettacolo è stato così deprimente che manco ci incazziamo più per i rigori non dati. Ed è giusto così, è onesto così. I problemi veri sono altri. Primo tra tutti: l'ammutinamento della squadra. Che, tornando al girone d'andata e al funesto gasperinesimo, era stato pratico e reale la sera di Novara-Inter, mentre a Napoli è stato per così dire concettuale. Stendo un velo nemmeno più pietoso su "i ragazzi sono stupendi in allenamento", affermazione patetica se ce n'è una. Ma non riesco a capire come Ranieri continui a parlare di "squadra che mi segue" quando appare chiaro il contrario: la squadra non lo segue più, nel senso che non lo capisce, perde il filo. Se Ranieri intende parlare di un rapporto umano corretto e amichevole con la squadra, prendiamone atto (esticazzi?), ma se il "seguire" riguarda l'aspetto puramente tecnico, allora direi che sarebbe il caso di uscire da qualche equivoco: guardarsi nelle palle degli occhi, controllare l'esatto significato di "seguire" su un qualsiasi dizionario, dirsi le cose come come stanno, resettare. Spegnere e riaccendere. Tornare alle impostazioni iniziali.
11 sconfitte in 25 partite di campionato è un bilancio agghiacciante e, purtroppo, anzora parziale. Spegnere e riaccendere è necessario anche per rendersi conto bene della situazione, i cui contorni ancora ci sfuggono se davanti alle telecamere va un allenatore che sorride, minimizza e fa l'offeso. Il terzo posto, che avevamo praticamente in mano 40 giorni fa, ormai è a un anno luce. Resta a portata di mano l'Europa League (mai avrei pensato di dover dire una cosa così) (Europa League) (sospiro), ma non ci farei troppo affidamento. Non dopo aver fatto 1 punto in 7 partite. Non facendo quasi esclusivamente affidamento sulla pochezza degli avversari che non sulle tue ambizioni.
La spaventosa prestazione della vecchia guardia a Napoli (appunto: ammutinamento o, semplicemente, fine corsa?) impone decisioni immediate, con o senza Ranieri. Non si possono schierare Zanetti-Cambiasso-Stankovic in queste condizioni fisiche e psichiche, non si può. Non si può per l'Inter di oggi, che arranca. E non si può anche in omaggio a ciò che quel trio rappresenta e ha rappresentato per l'Inter. Se la squadra "ti segue", caro Aggiustatore, allora devi essere chiaro e importi un pochettino. Hai lasciato fuori Totti e De Rossi a Roma, possibile che qui non riesci a tenere fuori 'sti tre nemmeno di fronte all'evidenza che non ne hanno più, che sono dannosi per la squadra e pure per se stessi? Tanto vale far giocare Poli-Palombo-Obi, non penso che avrebbero fatto peggio - impossibile, direi - e magari rischiavi anche di motivarli un pochino, no? E poi, Manutentore dei miei coglioni, scegli un modulo, scegline uno e - in tempi di crisi - tientelo stretto, così la gente fa meno fatica a seguirti. Anche noi dal divano, affranti e sbalorditi di fronte a uno sfacelo che al confronto con Zaccheroni era tutto 'nu babbà.
14:24 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (259) | Segnala | Tag: inter, napoli, ranieri | OKNOtizie |
Facebook
NAPOLI-INTER 1-0
12:44 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (15) | Segnala | Tag: napoli, inter, ranieri | OKNOtizie |
Facebook
24/02/2012
SUPERCRISI INTER
STERILITA'
Dal 25 gennaio (Napoli-Inter) al 22 febbraio (Marsiglia-Inter) l'Inter, come noto, ha giocato sette partite perdendone sei. La settima, il 4-4 con il Palermo, è assolutamente anomala per le condizioni assurde in cui si è giocato, e possiamo tranquillamente escluderla dalla statistica. Le sei sconfitte fanno particolarmente impressione per un dato: i gol segnati, cioè zero. L'ultima partita prima di Natale avevamo dato 4 pere al Lecce, e nella prima dopo le vacanze ne avevamo date 5 al Parma. Poi è seguita una partita in cui contava segnare un gol più degli altri, il derby, ed è magicamente accaduto. Dopodichè si è spenta la luce. Aggiungerei alla serie nera anche la partita pur vinta con la Lazio: vinta, ma di culo. Dopo le vacanze di Natale, solo tre giocatori sono andati in gol: Milito (che li ha segnati quasi tutti), Pazzini (due) e Faraoni (una). Un gol l'ha segnato anche Thiago, che però non è più dei nostri. Tolto il grottesco 4-4 col Palermo, potremmo dire che non facciamo gol da un mese (Inter-Lazio, 22 gennaio) in una partita normale e su un campo normale.
Sneijder ha giocato le ultime nove partite. Togliamo sempre Inter-Palermo, che non c'entra una sega. Wesley ha giocato l'ultimo quarto d'ora del derby (Milito l'aveva già messa), il secondo tempo di Inter-Lazio (si stava 1-1) e poi praticamente sempre. In otto partite, con Sneijder in campo abbiamo segnato 1 gol (Pazzini con la Lazio: gol su azione, ma casualissimo). Nelle precedenti otto, senza Wesley: sette vittorie e una sconfitta, 16 gol fatti.
Non sono di quelli che considera Sneijder un problema per l'Inter: anzi, con il giusto cinismo - dati i tempi - va ricordato che è forse l'unico nostro giocatore con un mercato di un certo livello e che, come tale, sarà presumibilmente il prossimo ad andarsene. Per lo stesso motivo, dobbiamo sperare che venga venduto al miglior prezzo possibile (è uno dei pochissimi che possiamo vendere a sette zeri) perchè dalla sua cessione dipenderanno buona parte dei movimenti in entrata. Non sta uscendo bene da questa sua ultima stagione da noi: spesso infortunato e, quando presente, quasi mai decisivo. Gli giocano contro anche i numeri, tanto da far insorgere il sospetto che sia - lui, il più prezioso della rosa - una specie di palla al piede. Ci chiederanno un forte sconto, temo.
In realtà, il problema è ben più complesso. Quello che abbiamo visto accadere nelle ultime otto partite non è certo tutta colpa di Sneijder. E fa sorridere - a proposito di equilibri precari - pensare a cosa sarebbe accaduto se fosse arrivato Tevez, poco incasellabile, fermo da quattro mesi, inutilizzabile in Champions. Se Sneijder è un problema, cosa sarebbe stato Tevez?
E comunque, i problemi all'Inter sono almeno una dozzina, purtroppo. Se davvero rimettere in campo Sneijder ha significato rinunciare a qualcosa (pazzesco, no?), come giudicare una squadra che ci mette dieci partite a trovare un equilibrio, lo tiene per otto partite e poi lo riperde per altre otto (e fino a quando, chissà)? Poi mettici che la società riesce a smobilitare anche a gennaio (verso l'Epifania sembrava fatta con Tevez, alla fine prendi uno rotto e dai via Thiago), poi mettici che Ranieri fa trenta ma mai trentuno, poi mettici un po' di sfiga, poi mettici che il panico serpeggia, poi mettici che Ranocchia si infortuna scusandosi con il piccolo Filippo, ecco, diciamo che non è un bel momento. Ma propi no, come direbbe Brera.
(nella foto: molte inculate, zero comunicati)
01:47 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (365) | Segnala | Tag: inter, sneijder | OKNOtizie |
Facebook
23/02/2012
OLYMPIQUE MARSIGLIA-INTER 1-0
LE PETIT PHILIPPE
Non dimentichiamoci di relativizzare. In assoluto si può perdere 1-0 a Marsiglia, ma non prendiamoci in giro sul valore e sul peso specifico del Marsiglia visto stasera. In assoluto si può perdere 1-0 in trasferta negli ottavi di Champions, ma prendere un gol su calcio d'angolo all'ultimo secondo di partita non è sfiga: è - purtroppo - paura, panico, terrore. E' gambino (il braccino del tennis). E' comportarsi da squadretta. E quindi meritiamo di mangiarci le mani, i gomiti e i coglioni. Perché vivere dieci secondi da pecora è buttare nel cesso quello che si è fatto nei novantadue minuti precedenti, che non era tanto ma - dati i tempi - nemmeno poco: la stavamo sfagando bene, avevamo addirittura rischiato di vincere, non abbiamo mai calato le braghe. Purtroppo, ce le siamo calate con cinque secondi di anticipo sulla fine. All'ultimo secondo di partita, sul calcio d'angolo degli avversari, bisogna essere un pochino meno eterei. E' la più prevedibile delle azioni: c'è un avversario che calcia dalla bandierina verso l'area, possibilmente nel mezzo, possibilmente vicino alla porta. Succede da quando hanno inventato il corner, nel 1931. Succede da 81 anni.
La vicenda del piccolo Filippo purtroppo fotografa molto bene la situazione. L'esibizionismo di un papà che mette in mano al figlio un cartello in favore di fotografi è, drammaticamente, il sintomo di una situazione già vista. Stiamo ridiventando simpatici. E una parte di interisti - Filippo no, non ha colpe, ma suo padre sì, perché nel 2002 c'era anche lui -, pur con la pancia ancora piena e pur legittimato a chiedere a chiunque di abbassare lo sguardo, si presta ancora al gioco della squadra simpatica perchè pesta merde in continuazione. Un conto è far ridere, e - ahimè - in questo momento facciamo ridere. Ma un conto è fare la spalla dei battutisti. A meno di due anni dal triplete, a poco più di un anno del titolo mondiale, a otto mesi dall'ultima coppetta, riemergono i sintomi dello stesso severgninismo di quando non si vinceva da otto, dieci, quindici anni. No, non va bene. Limitiamoci a far ridere per ragioni oggettive. Per il resto, bisogna imparare a tirare qualche bel vaffanculo.
00:55 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (116) | Segnala | Tag: inter, marsiglia, piccolo filippo | OKNOtizie |
Facebook
20/02/2012
INTERISMI
10:43 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (194) | Segnala | Tag: inter, il piccolo filippo, tifosi | OKNOtizie |
Facebook
18/02/2012
CRISI INTER
SAGGEZZA NERAZZURRA
Scritto da: Flavio Mucci | 18/02/2012 | 02:25
Lo ammetto, sono (per dirla alla Umberto Eco) più apocalittico che integrato, e a me questo sprofondare sa di grandezza.
Solo una vera grande può farlo ed in questo modo.
Mi spiacciono soltanto gli insulti ai calciatori, quelli stessi che erano idolatrati l'altro giorno.
E' colpa di tutta quanta la società e un poco anche di noi tifosi che ci comportiamo come juventini.
Nello sport a volte si vince quando si fanno le cose bene, ma sempre si perde se si fanno le cose male.
Tornando a casa in autogrill c'erano i bolognesi che, of course, gongolavano.
Io pensavo a quei poveretti (in senso sportivo ovviamente ) che gioiscono per una vittoria in campionato dopo 22 anni; una cosa storica per loro, ma una partita di campionato, una delle trentotto, ed io pensavo a questi anni, alla ramazzata di titoli, a Madrid e mi sono sentito un poco ingrato verso il destino a lamentarmi per un periodo storto (sia ben inteso che è doveroso lamentarsi) con una bacheca piena di coppe, quando ci sono sportivi che gioiscono (per dirla alla Baglioni, e poi mi fermo) per un legnetto di cremino da succhiare.
E, anche per consolarmi, pensavo che sono molto meglio queste sconfitte ed il triplete che un perenne terzo posto.
Forza Inter.
12:41 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (212) | Segnala | Tag: inter, bologna, crisi, moratti | OKNOtizie |
Facebook
INTER-BOLOGNA 0-3
PERDERE L'ONORE REMIX
E adesso andate via
voglio restare solo
con la malinconia
pensare un po' alla squadra
ai cambi di Ranieri
perche' ne metti tre
nell'Inter di stasera
falliva anche Pelè
perdere l'onore
quando si fa sera
pure Acquafresca sembra Messi porca troia
rischi d'impazzire
puo' scoppiarti il cuore
perder col Bologna e avere voglia di morire
lasciami gridare
un casino feci
prendo a calci in culo Little Frog e gli altri dieci
li faro' cadere ad uno ad uno
spezzero' le ali di Forlan
vaffanculo porco can.
Moratti ti capisco
e ammetto che sbagliavo
facevo mie le scelte
chissa' che pretendevo
e adesso che rimane
di tutto il tempo insieme
un uomo troppo solo
che ancora ti vuol bene
perdere l'onore
pure col Bologna
squadra 'emmerda che ci gonfia come 'na zampogna
provi a ragionare
fai l'indifferente
fino a che ti accorgi che non sei servito a niente
e vorresti urlare
stritolare il Pazzo
sbattere la testa mille volte
a Wesley Sneijder
respirare col morale basso
dire è tutta colpa di Cambiasso
non capisco un casso
perdere l'onore
maledetta sera
che raccoglie i cocci di una vita immaginaria
pensi che domani e' un giorno nuovo
ma dobbiam partire per Marsiglia
e mo' quanti ne piglia?
prendere a sberloni
Poli e Faraoni
Maicon Lucio e Yuto ho bisogno un po' d'aiuto
li faro' cadere ad uno ad uno
spezzero' le ali del colombo
e metterò Palombo
perdere l'onore
02:04 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (39) | Segnala | Tag: inter, bologna, ranieri, moratti | OKNOtizie |
Facebook
17/02/2012
BASTA JUVE
PSYCO
Meglio andar fieri di certe differenze. Nella sua giornata più nera, all'Inter sono stati negati due rigori in casa nel primo tempo, sul punteggio di 0-0; detto questo, non ho sentito nessun interista lamentarsi di questa cosa, tutti occupati come siamo stati - giustamente - a chiederci il perchè e il percome di come ci si possa far battere in casa dal Novara. La Juve, invece, in pieno delirio A4 (emette comunicati su qualsiasi cosa, risme di comunicati uno più irritato e irritante dell'altro), prima in classifica, si lamenta. E si lamenta, e si lamenta, e si lamenta. E riesce nel capolavoro testuale di infilare arroganza e spocchia e distillati di pura mafiosità nel breve volgere di poche righe, che tecnicamente è un mezzo capolavoro. Alla Juve basterebbe un foglio protocollo per farci stare il Padrino.
Questo atteggiamento patetico sta producendo i propri effetti, ma spassosamente al suo interno. Persino Andrea Pirlo si è adeguato all'andazzo generale. In mezzo a gente che parla con rivoli di bava alla bocca, si è fatto impressionare. E all'ultimo minuto della partita con il Parma, a tre metri dalla porta, invece di prenderla di controbalzo e sfondare la rete, si è accasciato al suolo perchè un suo gluteo è stato sfiorato dal difensore. Invece di segnare, si è buttato per terra. Rigore, non rigore? Non è questo che importa. Importa il fatto che uno che in area non c'è praticamente mai - Andrea Pirlo, campione del mondo -, invece di gettarsi sul pallone con gli occhi di tigre e insaccare dal basso verso l'alto e vedere gonfiarsi la rete e proseguire il suo movimento dinamico andando a festeggiare un gol che vale tre punti (partita ormai finita), si è buttato a terra come un Inzaghi qualunque, che in area ci vive, e che di palloni come quelli ne ha venti a partita.
Ecco: questa è la Juve. E' Pirlo che si butta.
Quindi, amici juventini, continuate così. Continuate a emettere i vostri comunicati Provenzano-style, continuate a invocare la giustizia sportiva e ordinaria (giustamente, visto che con la clausola compromissoria vi ci pulite il culo da anni), continuate a chiedere rispetto, che subliminalmente vuol dire risarcimento. Nessuno vi deve niente, amici, nessuno vi deve niente, rassegnatevi. Siamo ancora tutti in credito con voi, che ancora nel 2012 dite che Moggi è il miglior e Giraudo è come un padre. Siamo in credito, altro che rigori.
E potesse un giorno la vostra stampante ad aghi imbizzarrirsi, sputare fogli A4 a ripetizione e soffocarvi nel vostro ufficio, e gli aghi staccarsi e trafiggervi, e la luce al neon staccarsi e cadere come una ghigliottina, e la linea Adsl fondersi isolando l'intero Piemonte, e i vostri cazzo di comunicati abortire nella vostra merda di sede. Avete rotto i coglioni.
14:58 Scritto da: settore in calcio minore, Inter | Link permanente | Commenti (156) | Segnala | Tag: inter, juventus, pirlo, rigori | OKNOtizie |
Facebook
16/02/2012
NOTA DELLA JUVENTUS
NO MORE WORDS
(nota ufficiale sul sito della società)
Juventus Football Club ribadisce e sostiene quanto dichiarato dall'allenatore Antonio Conte, dal consigliere Pavel Nedved e da Andrea Pirlo al termine dell'incontro.
La società si augura che la parità di trattamento, che sta perseguendo e perseguirà in ogni sede, venga applicata sempre in conformità con le regole del giuoco del calcio e della giustizia sportiva e ordinaria.
20:55 Scritto da: settore in calcio minore | Link permanente | Commenti (79) | Segnala | Tag: juventus, arbitri | OKNOtizie |
Facebook
13/02/2012
INTER-NOVARA
PRIMA O POI DOVEVA FINIRE
E' stata una partita che mi ha fatto tornare giovane, quasi bambino. L'oratorio. Quel posto in cui raggruppavi una dozzina di ragazzi in mezzo al campetto, facevi le squadre e poi giocavi – appunto – un calcio oratoriale, quelle partite tiro-a-segno da “vince chi arriva prima a cinque”, e allora tiravi da qualsiasi posizione, senza alcun criterio che non fosse quello di arrivare in fretta a cinque, in fretta perché veniva buio, o perché oltre una certa ora il campo era prenotato, o perché il prete doveva chiudere, o perché la nonna ti aspettava per cena, o perché volevi fare almeno un gol di quei cinque lì, almeno uno, tirano tutti e io no?
E' stata anche una partita che mi ha riportato indietro di otto anni, 18 gennaio 2004, Inter-Empoli 0-1, una classica partita del non ritorno. Fu dopo quella allucinante sconfitta, con un gol al 91' di Rocchi (un altro Caracciolo), che Moratti si dimise lasciando il timone a Facchetti. La partita con il Novara non è stata meno grave, meno pesante, meno squassante di quell'Inter-Empoli. Non succederà nulla perché Inter-Empoli fu il culmine negativo di 15 anni di inutili e disperate attese, mentre Inter-Novara è il culmine negativo di un periodo breve e senza patemi, che segue il quinquennio delle grandi abbuffate – e forse la pancia piena è uno dei problemi.
Mi aspettavo qualche dichiarazione più contrita e più angosciata. No Ranieri, non mi venire a dire che non puoi rimproverare niente ai tuoi ragazzi, non mi venire a dire che le hanno provate tutte per vincere. Tirare duecento volte alla cazzo da venti metri non è provarle tutte: è provare la stessa inutile cosa per tutta la partita. Al netto degli errori dell'arbitro (due rigori negati sullo 0-0 probabilmente avrebbero cambiato la partita), e al netto della traversa di Sneijder (beh, capita) e della incredibile parata di scroto sulla girata del Pazzo (beh, concediamo anche al Novara il lusso di avere un portiere), questa partita un mese fa l'avremmo vinta 8-1, mentre oggi l'abbiamo persa in maniera triste, incaponendoci a fare le stesse cose a ripetizione, in un tipico schema mentale che non porta a nessun risultato se non quello di ammosciarti progressivamente, con il nervosismo che sale, la confusione che ti perfonde, tra uomini messi un po' così, alla carlona, tipo un Forlan a fare i cross, per dire.
Oggi l'Inter è questa, è una squadra che vive di serialità: se va bene sciambola, se va male si perde in casa con chiunque. Una squadra che non ha certezze e che si esalta o si dissolve in alternanza e senza apparente spiegazione. Siamo come certi giocatori di basket che non sono bravi a difendere e nemmeno tanto ad attaccare, ma tirano bene le bombe. Magari hanno l'X-Factor e ne fanno trenta a partita quando gli gira, e magari la volta dopo spadellano cinque volte e li richiamano in panca per la disperazione. Giocatori di cui ti ricordi le volte che fanno trenta punti, certo, ma che sono irrimediabilmente scarsi. Giocare a basket non è (solo) tirare bombe, sennò basterebbe allenarsi al luna park.
Inter-Novara segna un momento importante nella storia dell'Inter. Basta, vi prego, con il passato. Basta parlare del Mou che avrebbe messo sei punte, basta parlare di un'altra Inter che avrebbe vinto con una gamba sola e avrebbe segnato tre gol negli ultimi due minuti. Oggi l'Inter ha girato pagina, ufficialmente, irreversibilmente. Da oggi l'Inter è un'altra cosa e non c'entra più nulla con quella cosa là. E' una squadra che ha un'altra dimensione, altri obiettivi, altri occhi, altri cuori, altri piedi, altre teste pensanti, altri obiettivi, altri limiti. Magari adesso ne imbrocca ancora dieci di fila, certo. Magari no. Ecco, anche noi tifosotti, vi scongiuro, entriamo in un'altra dimensione, quella del magari no. E' finita un'era, ne è iniziata un'altra. Zeru tituli, stavolta tocca a noi. E chissà per quanto.
02:46 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (287) | Segnala | Tag: inter, novara, ranieri, forlan, caracciolo | OKNOtizie |
Facebook




















