Blog ufficiale di Virgilio

05/04/2011

PODISMO E SALUTE

MEDICINA OGGI

La bellezza di questo blog è che con tutti i casini che ci sono - l'Inter che perde il derby, l'Inter che gioca in Champions, l'esodo dal Maghreb, il Giappone radioattivo, Ruby ecc. ecc. - sono stato subissato da mail e messaggi di conforto e solidarietà sulla terribile sfiga che mi ha colpito, e cioè il mal di gola, la tosse, il raffreddore e il senso di spossatezza all'immediata vigilia non di una passeggiata col cane ma di una fottuta maratona. Ne è venuta fuori una piccola enciclopedia medica fai-da-te che dipinge uno straordinario affresco di questo blog, dei suoi frequentatori e, per estensione, di questo farlocchissimo paese chiamato Italia.

Ecco dunque i vostri consigli. Sono meglio dell'inserto salute di Repubblica.

Propoli. Mi scrive Valerio da Londra, il maratoneta che già conoscete, quasi scusandosi per la banalità: ma hai provato la propoli?

Placche in gola, mal di gola
Bruciore di gola che non passa mai
Colpa delle polveri sottili, o colpa di un colpo d’aria.
Provo propoli, sciroppo propoli, pasticche
Provo provo provo propoli spray
Ma nemmeno la potenza delle api può far
Nulla nulla nulla di nulla

(Elio e le Storie Tese - Gargaroz)

La propoli ce l'ho. Mi sono accorto che la spruzzavo in un modo scorretto, e quindi dal nebulizzatore non partiva una sega. Ora va meglio, ho imparato a spruzzare. Ma il problema è che il consiglio di Valerio contiene un upgrade immediato. Devo andare in erboristeria e chiedere non la propoli semplice, ma la tintura madre. Non so, un po' mi vergogno a entrare in erboristeria e fare una richiesta così. Tintura madre.

Actigrip. Mi scrive Anna dalla lontana Puglia:  "Hai provato l'Actigrip. A me fa passare anche la lebbra". Sì, occhei, la lebbra, ma debilita? "No, al limite muori dal sonno". Altra domanda dell'infermiera Anna: la febbre te la sei provata? No, certo che no. Le donne non si fanno mai i cazzi loro.

Inalatore termale. Mi scrive Trizio, che fa il cantante: "Ti consiglio l'uso di un inalatore termale (ok, il nome e' un po' inquietante ed evoca il celeberrimo anal intruder di Top Secret...), e' un apparecchietto che trovi in farmacia e che produce vapore caldo. in sostanza, e' una forma super dopata dei suffumigi che non servono a un cavolo. Si usa con additivi come Fomentil o Calyptol. Ti posso garantire che dopo un paio di giorni (va fatto 2-3 volte al giorno) starai meglio, a me ha cambiato la vita". Massì, me lo prendo per la prossima volta, così eviterò di rompere il cazzo a mezza Italia.

Fieno in cascina. Mi scrive Marco, milanista affettuoso: "Non mollare, fieno in cascina ne hai messo, si tratta solo di dare una tiratina a lucido della carrozzeria e vedrai che le gambe gireranno da sole". E' la frase che ogni moribondo vorrebbe sentirsi dire.

Vitamina C. Mi telefona affranto il mio fratellino D., che tra l'altro si è impegnato a farmi da lepre nella seconda parte della maratona: "Agrumi, agrumi". Mi sono fatto una spremuta, bro. "No una spremuta. Chili di agrumi. Comprati una retina di mandaranci e mangiali a nastro". Il podismo è sofferenza.

Sì antibiotici. Scrive Anna Maria: "Ho assunto medicinali di ogni genere: antibiotici, antistaminici, antiallergici, aerosol con acqua di Sirmione. Alla fine, dopo circa due mesi di agonia, con la modica cifra di 3,50 euro ho acquistato una scatoletta di Bentelan 1 mg, una mattina e una a sera e in una settimana circa ho risolto il problema!"

No chinolonici. Interviene Vincere e vinceremo: "Sector curati che domenica fai il tempo (tanto l'ultima settimana è di scarico no?). Unica precauzione evita ciproxin noroxin e compagni (antibiotici chinolonici) che possono fottere i tendini. Respira col naso (se puoi e finchè ce la fai)". Respira col naso, eggià. Mi viene il fiatone sulle scale. Non a salirle, a scenderle. 

Sì antibiotici/2. Scrive Gianni. "Settore, se vai avanti così potresti anche morire, altrochè maratona. Sarà meglio che ti fai prescrivere un bell'antibiotico, che almeno uno ce n'è per tutti. Comincerei con 2 grammi di augmentin! Un po' di integratori e fermenti e domenica vai a fare 'sta corsetta". Ne approfitto per ricordare che la maratona è lunga 42,195 km, corsetta un par di palle.

Morte. Il Gaggio, nel solito intervento lungo settecento righe, mi paventa la simpatica possibilità di avere contratto una forma di tubercolosi.

Olio 31. E' il caso più inquietante. Scrive Igor (non dimentichiamo che è milanista): "Urge dose massiccia di Olio 31 della Just: te ne ingurgiti 4/5 gocce a crudo - è un'esperienza abominevole, lo so, ma va fatta - e contemporaneamente te ne spalmi una discreta quantità sul collo all'altezza del pomo d'adamo, sotto il mento e dietro le orecchie. Inoltre una bella sniffata potente (una per narice) direttamente dal flacone aperto. Per i primi 10 minuti rimpiangerai di essere nato, ma il suo effetto benefico non tarderà ad arrivare".

No Olio 31. La proposta di Igor scatena il finimondo. Si becca del pazzo, del deviato mentale e del dottor Mengele. Nessun uomo al mondo ha mai ingurgitato Olio 31 allo stato puro. Chi lo ha fatto - dicunt - è morto dopo atroci tormenti, anche se con il naso libero.

Olio 31 diritto di replica: Igor rincara la dose: "L'Olio 31 è l'arma finale. Tutti i prodotti della Just sono miracolosi. Io per esempio uso la Crema Piedi per l'herpes alle labbra". Dopo questa rivelazione, che trovo particolarmente affascinante, ho chiamato Piero Angela chiedendogli di dedicare una puntata di Quark a Olio 31.

Problemi Olio 31. Dove trovare Olio 31? E' difficile. Il canale ufficiale di vendita è il party. Ti iscrivi on line e chiedi di ospitarne uno a casa tua. Lì confluiranno il venditore e una serie di donne assatanate che dopo un po' inizieranno a testare i prodotti Just tra di loro e su di te. Questo me l'ha raccontato Oldman, ma non ci credo.

Alternativa. Scrive Tom 960. "C'è anche l'Olbas,venduto nelle farmacie svizzere". Magari lo prendo quando vado alla Stralugano.

Medicina tradizionale. Scrive Bandini: "Only one solution: Zitromax: 3 pastiglie, una al dì (altro che 6). Ti tronca pure i batteri ancora sconosciuti alla scienza, e non debilita. Giuro non prendo soldi da costoro, e nelle mie vene scorre il sangue di generazioni di medici". Questa me la segno per la prossima volta che cadrò in punto di morte.

Rosmarino. Mi scrive la sempre cara Ehvvivi: "A me l'Olio31 fa 'na sega, ma l'essenza di rosmarino è potente. Stura anche il naso dei vicini ogni volta che lo uso".

Dio. Mi chiama Dste, molto preoccupato. Dopo un po' di piagnisteo, lo convinco a benedirmi via telefono. Lui ha dei dubbi procedurali e chiede di poter chiamare un attimo Tettamanzi. Io insisto: ti prego, prendi due candele, imponile a una mia foto su Facebook e fammi la benedizione di San Biagio. L'ho sentito vacillare, poi mi ha detto che doveva andare un attimo a prendere le sigarette e mi avrebbe richiamato dopo. Solo ore più tardi ho realizzato che Dste non fuma.

chronic-cough-copd-400x400.jpg

11/03/2011

FROM TOKYO

L.

11.16 to settoruccio@gmail.com

Ragazzi grazie della mail.
Sono tornato ora a casa, tutto a posto.
Tutto bene qui a Tokyo, a parte le 4 ore di scarpinata per tornare e i treni bloccati
A Sendai, vicino a dov'e' c'e' stato il terremoto e dove abita la famiglia, non si sa ancora molto purtroppo.
Telefoni a singhiozzo, manca la corrente anche in alcune parti di Tokyo.
Vi aggiorno

L.

(qui L. ci aggiorna dal suo blog)

tok_06_672-458_resize.jpg

13:42 Scritto da: settore in blog life | Link permanente | Commenti (151) | Segnala | Tag: tokyo, terremoto | OKNOtizie |  Facebook

04/02/2011

VIA MAIL

LA POSTA DI SETTORE

  • Federica mi scrive da Cesena. E' interista e abbonata del Cesena, e questo già contribuisce a renderla simpatica a prescindere. Avrete già anche capito l'argomento della missiva: Akinori Hidetoshi Termozeta Autogatto Nagatomo. Federica, che se ne intende, dice testualmente: Quando Yuto è arrivato a Cesena in molti pensavano a un’operazione di marketing, magari legata allo sponsor del Cesena (Technogym), invece nei pochi mesi in cui ha vestito la maglia bianconera (c’è bianconero e bianconero, vorrei sottolineare) Nagatomo si è conquistato un posto nel cuore dei tifosi di Cesena, con la sua grinta e le sue sgroppate sulla fascia. Non che sia sempre impeccabile, ma non c’era domenica che, in uno stadio che ormai da anni non fa più cori per un singolo giocatore, il coro “Yuto Yuto” non si levasse dalla gradinata del Manuzzi. Bene, anche tutti noi speriamo che non sia una sòla e non vediamo l'ora di vederlo sgroppare sulla fascia sinistra gridando frasi incomprensibili. Federica ci consiglia anche un video commovente, questo: il saluto di Yuto all'Fc Tokyo e dell'Fc Tokyo a Yuto (vi segnalo l'inchino, brividi alti così)
  • Biralbo mi scrive invece da non so dove, ma ha la moglie spagnola simpatizzante del Barcellona e fino a sei mesi fa viveva a Roma circondato da romanisti. Dall'alto di queste due terribili esperienze, invita tutti noi a non usare più il termine "remuntada" e a non citare più la simpatica allocuzione "non succede, ma se succede" con questa motivazione: portano parecchio sfiga.
  • E infine veniamo a Valerio, con cui ci siamo scritti più volte. Siccome parla di tre argomenti che mi stanno molto a cuore (l'Inter, la maratona e il mio libro), e siccome fa una cosa molto suggestiva e a fin di bene, gli ho fatto un'intervista.

Io ti ho già visto. Alla Milano-Pavia dello scorso novembre, in mezzo a mille persone, mi sento dire "Settore?" da quello di fianco. Eri tu. Chi sei?

Sono un ventiseienne interista con pochi capelli, nato e cresciuto a Milazzo (Messina). Ho studiato giurisprudenza a Trento. Da due anni e qualche mese sto a Milano, dove lavoro in uno studio legale internazionale. Ho iniziato a correre a marzo 2009. Ad agosto 2008 sono stato operato al legamento crociato anteriore e ho scommesso con me stesso che avrei finito una maratona a un anno dall'operazione. Ho perso. Ho corso la maratona di Berlino in 3 ore 43 minuti e qualcosa. Ma era settembre 2009, tredici mesi e non dodici, vabbe'. Comunque allora non ho più smesso di correre.

Ah, come ti capisco. Andiamo subito al sodo, la tua operazione Milano-Londra. Dicci dicci.

L'operazione ha tanti sensi. E' nata perché volevo correre la maratona di Londra il 17 aprile 2011. Una promessa fatta da "allegro" a un avvocato inglese sul quale volevo fare colpo. Professionalmente parlando, voglio dire.

Hai fatto bene a specificarlo. No, sai, caso mai ci trovassimo nella stesse doccia dopo la maratona di Milano. Comunque - dicevamo - decidi di fare 'sta maratona di Londra.

Sì. Ci sono tre modi per correre la Maratona di Londra: 1) partecipare a un sorteggio a maggio 2010 per ottenere uno dei 1.000 pettorali in palio e pagare 180 sterline; 2) partecipare a un sorteggio di un'agenzia di viaggi e pagare 600 euro, volo escluso; 3) correre per una Onlus inglese.

E quindi?

Era tardi per il primo sorteggio. Era tardi per il secondo sorteggio. Ho provato con la terza via. E mi si è aperto un mondo. La maratona di Londra distribuisce quasi tutti i pettorali attraverso le Onlus. La Onlus compra un tot di pettorali e li "assegna" al migliore offerente. Cioè a chi si impegna a raccogliere più soldi, con un progetto di fundraising credibile. In questo modo sono stati raccolti oltre 500milioni di sterline in 30 edizioni della maratona di Londra. Roba che Telethon gli fa una sega (con rispetto parlando).

Capperi.

Come dicevo: mi si è aperto un mondo. Un mondo chiuso per gli italiani.

Why?  (non so se noti il mio inglese)

Quando la Onlus ti sceglie fa una scommessa su di te. Ti assegna il pettorale (che ha pagato) in cambio della tua promessa di raccogliere un tot di soldi per lei.

E se non li raccogli?

Corri comunque la maratona. Non c'è da stupirsi, quindi, se pochissimi pettorali sono assegnati a italiani con il sistema delle Onlus.

Eggià (sospiro).

Grazie a un amico, italiano, che vive a Londra da 10 anni, e che da 5 anni corre per la stessa Onlus, sono riuscito a ottenere un pettorale. Stefano, questo il suo nome, ha formato una squadra di 7 persone. Io sono l'unico residente in Italia. Insieme dovremo raccogliere almeno 10.000 sterline. Il mio impegno è per almeno 1.000 sterline (circa 1.200 euro).

Che comunque non sono noccioline.

Mi sarei potuto limitare a rompere le scatole a colleghi, amici e parenti. Ho scelto una via più difficile, che desse un senso a questa storia (come cantava Bersani). Ho aperto un blog per la raccolta fondi. Attraverso il blog Milano-Londra cerco di raccontare la preparazione della maratona. E, soprattutto, cerco di diffondere il messaggio della maratona di Londra: correre, per solidarietà. E' un fenomeno in crescita anche in Italia. Anche la maratona di Milano, dall'anno scorso, ha avviato un programma di raccolta fondi per le Onlus italiane.

Tipo?

Tra le Onlus che partecipano al programma c'è anche quella del Capitano.

Non avevi bisogno di convincerci così brutalmente.

Ho quindi aggiunto due gare alla maratona di Londra e ho coinvolto altre persone nel progetto. Correrò anche la mezza maratona di Verona il 20 febbraio 2011, per migliorare il mio record personale sulla distanza. E correrò la maratona a staffetta di Milano il 10 aprile 2011 con due squadre associate a Milano-Londra.

Come stai raccogliendo i soldi?

Il mio progetto di fundraising prevede per il momento due canali di finanziamento: donazioni sul sito della squadra e sponsorizzazione del blog Milano-Londra. Ora è stato anche introdotto un nuovo gioco a premi: Ok il tempo è giusto! Il regolamento del gioco si trova qui.

Bisogna indovinare il tuo tempo alla mezza di Verona.

Yes. Il primo premio messo in palio, abbinato alla mezza maratona di Verona, è Il pugno invisibile di Roberto Torti e Silvia Parisi. Autografato da Settore.

Wow. Potrei fare di più, vista la finalità. Una cosa che non faccio mai, anzi, aborro.

Cioé?

Prima ti autografo il libro, poi lo mordo.

Sono commosso.

Anch'io.

Amici, se vi va partecipate al progetto e al gioco. Le donazioni possono essere anche minime, tutto fa brodo. Non mi fate fare figure del menga con Valerio. Corre più veloce di me, mettetevi nei miei panni.

coursereally1__1240243128_4479_400.jpg

08/01/2011

NEWS

TRE NOTIZIOLE

  • Ora, diciamolo, non sono a quel livello di specializzazione tale da consentirmi di spiegare compiutamente il significato della parola widget a degli smanettoni come voi. Comunque, questo widget (vogliamo chiamarla applicazione? Massì, dai) lo potete scaricare gratuitamente QUI, installare gratuitamente sul vostro desktop (c'è in versione Windows e in versione Mac, quindi non avete scuse del tipo "eh, ma io ho Mac") ed essere informati  gratuitamente in tempo reale su tutte le cose dell'Inter (news, info, dirette delle partite), compresi i nuovi post di questo blog. E' il regalino di Virgilio per il nuovo anno che è cominciato piallando il Napoli e che speriamo prosegua così, verso l'infinito e oltre, con l'assistenza di questa comoda applicazione nerazzurra.
  • Gabriele Porri, mio conterraneo trapiantato a Roma (ricorre quest'anno il decennale del trapianto), ha sfornato un altro libro. Gabriele, la prima volta che torni da queste parti: a) vieni a Pavia, b) mi offri una spuma e c) mi spieghi come fai a sfonare libri al ritmo di un Camilleri. Il nuovo (firmato da Collettivo Bauscia 2, una specie di bob a due) (uno è Gabriele-Watchdogs, l'altro è Luis) si chiama "Triplete-Ovvero la prostituziome intellectuale non si ferma mai" (Mursia) e ripercorre per citazioni l'ultima stagione dell'Inter. Citazioni che sono anche le nostre (Settore, Anna, Antonino Verdi). Quindi facciamo che paghi tre spume e non se ne parla più.
  • Martedì 11 tra le 21 e 23 su RadioRai, nel corso della trasmissione "Zona Cesarini", Settoruccio vostro parlerà del suo libro "Il pugno invisibile-Essere Giovanni Parisi" e ringrazierà uno per uno i lettori del blog (non è vero, ma volevo lasciarmi andare a un po' di piaggeria) (anche perché erano anni che non scrivevo "piaggeria")
image001.JPG

(nella foto, il widget)

01:26 Scritto da: settore in blog life | Link permanente | Commenti (228) | Segnala | Tag: calcio, widget, radiorai, libri | OKNOtizie |  Facebook

03/09/2010

IL BLOG SIETE VOI

QUANTI RICORDI

Mi ero colpevolmente dimenticato di un bellissimo omaggio che mi/ci hanno fatto tre amici interisti - il capofila Enzo con Maurizio e Roberto - che hanno raccolto in un libretto virtuale un po' di commenti sparsi nelle rete, molti dei quali provenienti dal nostro blog, per ripercorrere la stagione del triplete. Quale migliore occasione di questa insulsa e insopportabile pausa di campionato per leggerlo e rileggerlo? Nel ringraziare i tre autori (e nello scusarmi per avere atteso così tanto. Sarà l'età, sorry), vi ho messo il prezioso libello in un comodo link dal quale potete attingere:


C'è anche un altro link che vi propongo, che ho già anticipato su Facebook ma che ora posto sul blog perché mi sembrava sciocco non vantarmi anche qua. Wired mi ha intervistato ed è giusto che lo sappiate:

http://www.wired.it/magazine/archivio/2010/09/play/how-to-rilanciare-il-tuo-blog.aspx

cartellone_triplete_720.jpg

28/05/2010

BOOK SHOP

AMICI CHE SCRIVONO

fontana.jpg

Era un bambino presuntuoso e saccente. Quando la maestra di prima elementare gli chiese: "Ma tu credi in Dio?", lui rispose: "Beh, credere è una parola grossa. Diciamo che lo stimo". Era la battuta scelta da Gino e Michele per iniziare la prima raccolta di "Le formiche nel loro piccolo si incazzano", successone editoriale. L'uomo che l'ha scritta forse l'avranno visto di persona quei prodi che parteciparono alla presentazione del mio libro a Milano, in una giornata (aveva nevicato per molte ore, poi aveva smesso) (per iniziare a piovere a dirotto, intendo) in cui anch'io probabilmente me ne sarei stato a casa all'asciutto. E invece alla Libreria dello Sport mi attendeva un'emozione supplementare: vedere avvicinarsi Walter Fontana, appunto, ed assistere allo spettacolo di LUI che chiedeva la dedica a ME. Walter è un grandissimo umorista, dote che va oltre ogni genere di difetto (il suo vago milanismo, per esempio) (ma ha una moglie interista, chapeau). Questa Mappa (molto affollata) dei Mondiali di calcio (De Agostini) è una genialata degna di lui. Non è un titolo buttato lì alla cazzo. E' proprio una mappa vera, come fosse la mappa di Milano. Apri l'astuccio e trovi la mappa e il libricino della vie. Ma la mappa è un campo di calcio in cui sono rievocati (con i disegni di Michele Tranquillini) decine di episodi e personaggi di tutti i Mondiali, e il libricino è appunto la spiega di ognuno di questi episodi. Strepitoso. Costa 10 euro, come tre cornetti allo stadio. No, per dire come sono considerate in Italia la cultura e la sprovvedutezza dei tifosi.

---------

porri.jpg

Gabriele Porri (è il Watchdogs che spesso appare nei commenti) è un mio conterraneo emigrato a Roma, è un interista fino al midollo, è uno storico del calcio e ormai produce più di Camilleri. Stavolta si è messo in proprio (con Marco D'Avanzo) per scrivere questa storia delle nostre Coppe dei Campioni da Moratti (Angelo) a Moratti (Massimo). Il libro contiene tutti i tabellini delle 148 partite giocate dall'Inter nella principale competizione europea, tutte le statistiche (bilancio con tutti gli avversari e statistiche individuali) e il racconto esaltante delle 17 partecipazioni dell'Inter in coppa, con particolare attenzione alle tre (sì, tre) (incredibile) edizioni vinte. Vi linko la pagina di Facebook per saperne di più e intanto abbraccio Gabriele.

---------

mou_prima_contorno.jpg

Mannaggia, non fai in tempo a fare un libro su Mourinho che quello prende e se ne va. Ormai è un ex e possiamo giusto documentarci per ravvivarne il ricordo (per noi imperituro, si fottano le clausole rescissorie). Segnalato dall'amico A.B., uno di quelli che frequentano la balaustra, ecco appena uscito da Limina il libro di Federico Mastrolilli. Che ha un approccio un po' diverso rispetto alla sterminata special-biografia: tratteggia il Mou come il Grande Gatsby del mondo del calcio, tutti partecipano alla sua festa ma nessuno può dire di conoscerlo davvero.

----------

marchetti.jpg
E questo è infine il libro di Francesco Marchetti,  "Perdonami" (Fanucci). Carlo è un giovane rockettaro, tutto Deep Purple e AC/DC, quello che si autodefinisce ‘un fan postgenerazionale dei Led Zeppelin’. Ma un giorno incontra Marta, ventitré anni, che ascolta solo Tiziano Ferro. No, non si parla di Inter. Ma Francesco mi aveva dedicato una bellissima recensione su Wuz e io - nell'augurargli successo - doverosamente ricambio, in attesa di sorseggiare con lui una birra o di addentare una pizza-kebab (o entrambe le cose, non vorrei porre sciocchi limiti alla convivialità).

01:48 Scritto da: settore in blog life | Link permanente | Commenti (180) | Segnala | Tag: calcio, inter, libri | OKNOtizie |  Facebook

23/04/2010

FOTO DI GRUPPO

PROVE DI INTERISMO MODERNO

Il pomeriggio di Inter-Barcellona ero a Milano per altri motivi. Molta gente del blog, invece, confluiva in quel mentre a Milano per un solo motivo. Cosicchè, al colmo del livello di sopportazione del dolore e della tensione, mi rendevo protagonista di una impresa che a raccontarla ora quasi mi vengono ancora i brividi:

recarmi allo stadio a non-vedere la partita.

L'avventura più struggente che mi potesse capitare comincia dunque nel centro della gradevole metropoli meneghina, dove mi imbarco sul metrò con una stranissima compagnia: dste, sacerdote interista, e Thadave, webmaster agnostico pettinato da punkabbestia. Direzione Lotto, dove abbiamo appuntamento con Emerenziano Cardasfera e Quintilia. Usciamo in superficie tra frotte di tifosi interisti e catalani che saltellano e, dopo un breve esercizio di orientamento, notiamo Quinty ed Eme a colloquio in uno spartitraffico largo mezzo metro, con auto e tram che sfrecciavano da ogni dove. Li salviamo da morte sicura. Convenevoli, presentazioni. "Thadaaaave?" E' l'unica frase che ho sentito proferire da Quinty, che da quel momento non mi cagava nemmeno di striscio iniziando una lunga discussione con il webmaster su netiquette, web engineering, etica della mannaia e sesso tantrico. Mentre con Eme portavo avanti invece una discussione sui massimi sistemi, iniziava un'estenuante telecomunicazione con Ssi, che si trovava sul piazzale del Meazza, per indicargli la strada dell'appuntamento.

"Allora, spalle allo stadio..."

urlava Quinty al telefono, mentre tutti ci rendevamo conto che la forma elissoidale dello stadio - con la sommarissima indicazione di quella donna esagitata - poteva indurre Ssi all'errore e condurlo all'inceneritore di Figlino, tanto per fare un esempio, o forse direttamente a Novara. Finchè dste prendeva in mano la situazione, dall'alto del suo ruolo di pastore d'anime, e completava le istruzioni:

"Allora, spalle allo stadio: lo vedi l'ippodromo? Ecco: procedi e vieni a noi".

gruppo1.jpgE il miracolo avviene: Ssi, accompagnato da due scudieri, arriva all'appuntamento e termina il giro dei convenevoli estraendo il mio libro e ordinandomi di fargli un autografo con i controcazzi. Cosa che facevo, sedendomi sulla panchetta di un chiosco di salamella davanti al quale, poco più tardi, consigliavo di farci una bella foto ricordo. La foto di gruppo. Io sono un sentimentale, e mi piace molto riguardare le foto di gruppo quando me le mandano. E questa me la sono guardata molto bene, scoprendo via via molti particolari che denotano quanto sia ricco di sfumature l'interismo moderno di cui tutti siamo pregni. Chiudo quindi questo post celebrativo di questa compagnia (composta da quelli che c'erano, ma anche da quelli che non c'erano) (la nostra compagnia, insomma), elencandovi i particolari più inquientanti. Va da sè che dopo la foto ci siamo congedati. Loro allo stadio e io (e il webmaster agnostico) a casa. Ero a trecento metri da San Siro la sera di Inter-Barcellona e non ci sono entrato. Questa è sofferenza pura.

Ah, sì: i particolari.

----------------

 

gruppo2.jpg

Da notare innanzitutto la tenuta di Emerenziano. C'erano venticinque gradi, ma stoicamente Eme ha mantenuto lo stesso abbigliamento che voleva usare per la trasferta di Kazan. Va detto che, fino all'ultimo, a causa di quel cazzo di vulcano, Eme temeva che il suo aereo potesse essere dirottato in Patagonia.

gruppo3.jpg

In ogni foto c'è sempre un Mister X, e  anche noi non ce lo siamo fatti mancare. Giravano strane voci sul suo conto,  compresa quella che lo dipingeva come spia di un blog catalano, ma è stato visto il giorno dopo agli imbarchi di Linate insieme ad Eme in atteggiamento amichevole.

 

gruppo4.jpg

Un particolare decisamente inquietante. Quinty, in pieno delirio concettuale dopo la lunga discussione con Thadave e dopo l'inutile telefonata con Ssi, approfitta della confusione per cercare di rubare dalla propria borsa.

 

gruppo5.jpg

Thadave beve una Becks. Dovendo fare un rapporto con quello che beve normalmente, è come se si stesse facendo una tisana alla passiflora. Ho molto apprezzato questo suo atteggiamento  responsabile e sottotraccia, che forse è dipeso dalla ossessiva presenza di Quinty.

gruppo6.jpg
Le chiavi del Paradiso. Don Stefano da alcuni anni le porta sempre con sè quando l'Inter gioca, e anche un qualsiasi  mangiapreti nerazzurro dovrebbe mostrargli riconoscenza per questo gesto ecumenico e portatore di speranza, oltre che di alcuni scudi.

gruppo7.jpg
Ssi si è palesato in una tenuta sapientemente casual. Come si vede non trascura i particolari, come fosse un piccolo Lapo nerazzurro: il suo maglione valeva un primo anello rosso.

gruppo8.jpg
La mia patetica impresa (vai allo stadio, non-vedi la partita e torni a casa) non poteva prescindere dall'acquisto di una sciarpa celebrativa dell'evento per la quale investivo 5 euri. Mentre in metrò tornavo a Famagosta, in direzione opposta al flusso del tifo, ho incrociato lo sguardo di un ragazzo che, con un moto di compassione, era probabilmente incerto se chiedermi se sapevo che San Siro era dall'altra parte di Milano, oppure lasciarmi andare al mio incerto destino dominando il rimorso.
gruppo9.jpg
E qui siamo al clou. "Dai dai, facciamo la foto davanti al chiosco". Non mi ero mica accorto che era un porno-chiosco. Ma come si fa, dai? O tempora, o mores! E poi ci lamentiamo che l'Italia va alla deriva. Ma di chi è 'sto chiosco, di Riccardo Schicchi?
gruppo9bis.jpg
C'è poi un particolare nel particolare che non mi farà dormire alcune notti, già lo so. Cosa vuol dire la stella sul panino? Che questi hanno vinto dieci scudetti della salamella?

 

11/02/2010

AMARCORD

BURGNICH

Debbo dire che alcune volte date il meglio di voi. Il giochino dei ricordi sotto i telomeri è stato bello e anche un po' commovente. Non posso esimermi, quindi, dall'accodare ai vostri il mio veloce riepilogo personale.

Nasco calcisticamente il 17 giugno 1970. Dormivo. Mi svegliano mia madre e mio padre urlando "gaaaaaaaa" nel cuore della notte. Italia-Germania, supplementari, aveva appena segnato (l'interista) Burgnich la rete del 2-2. Vedrò finire quella partita e con il calcio non la smetterò più.  Qualche giorno dopo, durante l'intervallo di Italia-Brasile, la finale di Mexico 70, sul punteggio di 1-1, scendo in cortile con una pallina rossa e gioco da solo per un quarto d'ora, facendo gol tra due alberi: è un ricordo preciso. Divento nerazzurro seguendo naturalmente il ceppo materno, molto nerazzurro appunto, con il sereno beneplacito di mio padre, tifoso della Vogherese. Prima partita a San Siro: Milan-Inter 3-0. Ero nei distinti dietro la porta (l'attuale primo anello blu) che diventeranno uno dei luoghi fondamentali della mia formazione sportiva e umana. Vedrò molte partite dell'Inter con lo zio e molte partite della Vogherese con mio padre, in un doppio registro (la Voghe è pure rossonera) che ho sempre mantenuto (anche se poi, emigrando a Pavia, ho iniziato a trascurare la Voghe per passare al basket e, talvolta, ai cugini rivali del Pavia). Ho bellissimi ricordi a San Siro così come al Comunale di Voghera, quando ancora c'era la tribuna di legno coperta e divisa in tre segmenti. Ho cominciato con Boninsegna, Mazzola, Facchetti, Jair, Corso, ho spasimato per Altobelli, Beccalossi, Pasinato e Muraro, sono stato a Roma il 5 maggio 2002, mi sono preso le rivincite dei giorni nostri, ma ho visto anche Cerilli osannato in un Inter-Lazio 3.-1, e poi Nicoli, Scanziani e la zona di Orrico, volendo a tutti bene dal primo all'ultimo. Per me il calcio è principalmente una maglia nerazzurra su sfondo verde. Ma anche un sacco di altre cose: Sannino Lucchetti Colloca, per esempio, o una foglia morta di Meo Boate. E', in breve, alzare il culo nell'esatto istante in cui la rete si gonfia.

 

italia_germania_4_3_1970.JPG

 

01:58 Scritto da: settore in blog life | Link permanente | Commenti (489) | Segnala | Tag: calcio, inter, blog | OKNOtizie |  Facebook

13/01/2010

I GRANDI CONCORSI DI SETTORE - 5

RISPONDI A UN CRETINO - THE END

INCONTRO CON EDOARDO NERAZZURRO

(il terzo classificato a lungo latitante) (poi s'è palesato)

Il mistero del terzo classificato al concorso "Rispondi a un cretino" si è dissolto alcune sere fa. Una ventina di giorni dopo la notifica del premio - vabbe' che non si vinceva un cazzo, però un po' di tempismo, voglio dire - si fa vivo Edoardo Nerazzurro, quello del poemetto che si concludeva con una gufata monumentale su Bari-Juve puntualmente andata a segno. Mi risponde serafico: "Scusa, era un po' che non aprivo la mail". Figa, gli rispondo. Comunque ci accordiamo per l'intervista. Edoardo è di Milano (concorso stradominato dal nord). Io sono comodo a Famagosta, gli dico. Non Cipro, eh?, gli comunico con fare circospetto (non sai mai come comportarti con uno che apre la mail una volta al mese). "No, ho capito - mi fa lui - ti passo a prendere io". Si presenta in taxi.

Cazzo, ti stai rivalutando.

Perché?

Ci metti una vita a rispondere alle mail...

Eh.

Però poi vieni a prendermi in taxi.

Beh...

Non solo: il taxi lo guidi tu. Fantastico. Chi te l'ha prestato?

E' il mio, faccio il tassista.

Ah, scusa.

Figurati.

Posso parlare al conducente?

Certo.

Bene. Comincio con una domanda ricca di pathos. Da quando sei interista?

Mah, ho 43 anni e tifo nerazzurro da sempre. Non so quando è scattata la scintilla, ma è sempre stato così.

Mai una debolezza?

Mai. O meglio: ho un gatto bianco e nero.

Nero e azzurro è un po' dura.

Comunque i miei amici interisti mi prendono in giro lo stesso. Gli dico che il micio lo ha scelto mia figlia. Niente da fare.

Che crudeloni. Senti, il primo ricordo allo stadio?

La prima emozione forte è stato quel derby in cui il Becca fece due reti, quella partita che rimase famosa per la frase "mi chiamo Evaristo scusa se insisto". Cavolo, il secondo gol è stato mitico... O era il primo?

Descrivimelo, così ci capiamo.

Quel piattone su calcio d'angolo.

(sospiro)

Poesia pura.

A parte la storia del gatto, ti sta più sul culo la Juve o il Milan?

Ti posso dire la squadra contro la quale soffro di più.

Dilla in fretta, va su il tassametro.

Il Milan. Nei derby perdo quasi il controllo e il mio battito cardiaco raggiunge vette pericolose.

Beh, dai, ultimamente il problema è controllare l'erezione, più che il battito.

Sì, sono più tranquillo. Ma nel recente passato soffrivo da bestia, mi facevano paura Sheva e Kakà quando avanzavano palla al piede, era un incubo. Spero e credo, però, che oggi i cugini abbiano più incubi di me.

Dimmi due cose di Mourinho.

Penso che sia un grande gestore di giocatori e che non sia poi così male tatticamente come dicono spesso sulla stampa.

Non adori anche tu il 5-5-5?

Certo, a volte rivolta la squadra come un calzino durante le gare, ma il più delle volte i fatti gli danno ragione e spesso condivido la scelta del  tipo"o la va o la spacca".

Tutti dentro, Materazzi centravanti, quelle cose lì?

Sì, ecco.

Come ti è venuta il poemetto?

Leggo il tuo blog da circa un annetto e ho sentito la chiamata. Dovevo dare la mia risposta al cretino.

Gli hai gufato alla stragrande.

Sì, ho indovinato che avrebbero pianto anche a Bari. Certo, visti loro e visto il Bari non è stato difficile...

Comunque volevo farti i complimenti per il terzo posto e chiederti di portarmi a una qualsiasi fermata della linea verde, così torno a Famagosta.

Toh, porta Genova. Dodici euri.

Minchia.

Scherzavo, dai.

Quasi ti invidio. Adesso tu vai a raccattare giapponesi da portare alla Malpensa, e io vado ad aggiornare il blog.

Se fossi stato davvero casellante, potevamo incontrarci alla barriera di Terrazzano.

Sì, ma poi si formava la fila e strombazzavano.

Anche questo è vero.

Comunque hai un bel taxi. Cos'è?

Dacia, senza aria condizionata.

D'inverno che ti frega?

Infatti. Ciao, forza Inter (accelera e si allontana)

taxi.jpg

31/12/2009

I GRANDI CONCORSI DI SETTORE - 4

RISPONDI A UN CRETINO - THE END

INCONTRO CON ANTONINO VERDI

(terza parte) (è l'ultima, ma molto densa)

 

rade.jpg

Al Radetzky è un fiorire di drink. Rumore di chiacchiere e di cubetti di ghiaccio nei bicchieri. Sorseggio la mia spuma mentre progetto di piazzare l'intervista ad Antonino a cavallo tra i due anni. Così, per puro simbolismo nerazzurro.

L'amore vince sempre sull'odio.

Scusa?

No, niente. Odi di più il Milan o la Juve?

Non so. Tradizionalmente ho sempre avuto un complesso di superiorità nei confronti del Milan...

Superiorità.

Sì, certo, superiorità. Una squadra che vince la stella solo nel '79, con un numero di scudetti e coppe inferiore ai nostri per decenni, una sorta di cugini sfortunati, fra l’altro bastonati dal palazzo. Ti ricordi le maxi squalifiche di Rivera, e il trattamento ricevuto durante il calcioscommesse degli anni '80?

Poi però è arrivato Lui.

Aspetta. Non ho parlato della Juve.

Prego.

La Juventus era la rivale storica, con un dna di scorrettezze, di sotterfugi, di mezzucci per arrivare alla vittoria, figlia di uno strapotere economico legato alla famiglia Agnelli, sinceramente odioso e avvilente.

Ti adoro quando sei così sprezzante.

Ho gioito del loro complesso secolare nei confronti della  Coppa dei Campioni, del loro record di finali perse. Complesso che li ha portati a commettere enormi errori, dall’accettare la coppa dell’Heyse all’accettare il doping di Lippi e i campionati comprati di Moggi. Poi però venne Silvio...

…e tutto cambiò, mannaggia.

Altrochè. E’ cambiato il profilo sociologico del milanista, è cambiato il rapporto con la Juventus, è cambiata financo la percezione nostra nei confronti del nerazzurro, grazie alla distorsione quotidiana imposta dalla tv.

Ti ringrazio per l'uso della parola “financo”, pensavo di essere rimasto l'unico almeno in Lombardia. Quindi sei antiberlusconiano?

Totalmente. E faccio mio vanto e motivo di grande orgoglio non aver mai dovuto dire “grazie Silvio” in tutta la mia vita, nè per il tifo, nè per il lavoro, né per la politica.

Ma lei... ma lei sarà mica, scusi il termine (rumore di tuoni), comunista? (cit.)

No, per niente. Anzi, per formazione mi reputo e mi definisco un liberale. Forse anche un liberista. Sono un bocconiano cresciuto con Monti, Guatri e sociologi come Dalla Chiesa e Martinelli, e pertanto da sempre seguo con preoccupazione e rammarico le vicende di un monopolista dell’etere, di un lobbysta del quarto potere che ha esportato in politica i comportamenti francamente già inaccettabili sperimentati anni prima nel calcio.

Dio mio. Neanche su History Channel fanno delle interviste così belle.

Vorrei esporti la mia teoria.

Fa' come se fossi a casa tua.

Ma sono a casa mia.

Ah già. Esponila.

L’utilizzo e la manipolazione dell’informazione per supportare la squadra, la creazione di proselitismo attraverso pratiche di marketing quotidiano sui media di cui si detiene il controllo e la proprietà (giornali e tv), gettando discredito sui competitors cui si nega l’accesso agli stessi strumenti, la distruzione dei mercati nei quali si entra attraverso procedure di dumping e l’attuazione di cartelli (giocatori strapagati anche per stare in panchina, solo per indebolire le avversarie, l’invenzione della rosa allargata), il diffondersi di un clima di rilassatezza etica e morale per sfruttare ogni area grigia della legislazione (dalle videocassette per aggirare un divieto legislativo che non permetteva l’uso della diretta, alle luci di Marsiglia per passare un turno di Coppa dei Campioni... creando un humus che porterà poi al moggismo e a Calciopoli)...

Senti, dov'è il bagno? Ho una leggera erezione.

Aspetta un attimo. Dicevo?

L'humus.

Ah, sì. L’utilizzo estensivo e strategico di pratiche di lobbysmo per modificare il quadro normativo (la nascita della Champions League al posto dell’amata Coppa dei Campioni... come la compravendita di giudici e quindi anche - perchè no? - di Coppe dei Campioni... Voglio dire, non mi stupirei se fra qualche anno uscisse qualcosa del genere, dato che il filone europeo di corruzione di arbitri e guardalinee è stato solo sfiorato dalla recente Moggiopoli, ma esiste di sicuro)...

(sospiro) Quindi?

Quindi tutto nel berlusconismo applicato al calcio, da interista, mi suscita disprezzo. Per amore e senso di Giustizia.

A questo punto ti riformulo la domanda: odi di più il Milan o la Juve?

Dall’avvento di Silvio, Milan e Juventus risultano intercambiabili, sono due facce della stessa medaglia. Anche i loro tifosi, quasi inconsapevolmente all’inizio, si gemellano e simpatizzano compattandosi contro la grande anomalia italiana: l’Inter.

Ti stimo. Quando nasce Antonino Verdi, o il tuo antoninoverdismo if you want?

Nella rete l’esordio avviene sul Muro dell’Inter, in preistoria internettiana, in una situazione di progressivo degrado del clima verso l’Inter, nel trionfo del moggismo, in cui noi interisti eravamo accusati di atteggiamenti persecutori e paranoidi, e difendersi allora non era facile come adesso... era un po' come spiegare ai fantasmi di “The Others” che erano morti, ma senza avere 2 ore di film a disposizione.

Poi è arrivata la felice, splendida, calda, catartica estate dell'anno 2006.

(sospiro) Sì, quando i fatti contestati a gobbi e bbilanisti furono brillantemente accertati dalla magistratura sportiva.

Ne godi ancora, mascalzone?

Mi suscita particolare soddisfazione vedere la fine fatta da Giraudo, una persona che colpì Facchetti, l’Inter e Moratti sapendo di delinquere, cosciente del suo essere in malafede, e pure parlando di moralità... cioè, lui mentre delinqueva dava patenti di immoralità a Moratti.

Che mondo.

Un mondo rovesciato, un mondo di zoppi che deridevano l’unico sano del villaggio, e quei tre anni per associazione a delinquere sono una bella lezione di vita.

A proposito di vite. Com'è che le nostre vite si sono incrociate?

Scopro il tuo blog grazie a un link dal sito ufficiale dell’Inter e mi appassiono subito alla tua scrittura, alla leggerezza e all’autoironia che ci salva nei momenti più difficili e impensabili. Sei stato un salvagente dopo un naufragio, una boccata d’aria fresca...

Battista, due cioccolate. Con tanta panna.

… ricordo addirittura che apprezzavo i tuoi post sul golf... anche se mi hanno fatto abbandonare l’idea di avvicinarmi a quello sport (ride).

Mi ci sono allontanato anch'io, figurati. Mi sono messo a fare le maratone, il contrario del golf.

Trovo che l’autoironia, sia la chiave di tutto, sia la cartina al tornasole della maturità e dell’equilibrio dell’Inter e di suoi tifosi. Juve e Milan non ne hanno: noi abbiamo interisti.org, loro hanno Cozzolino... tutt’altra classe, tutt’altra intelligenza. L’autoironia è palesemente l’elemento mancante nella attuale crisi della Juventus e degli juventini. E, da sempre, nel Milan.

Toh, lo penso spesso anch'io.

Come dimostrano le grottesche patacche messe sulle maglie rossonere.

"Il club più titolato al mondo".

“Il club più titolato al mondo secondo i calcoli arbitrari del Milan”, sarebbe la dicitura corretta da ricamare. E' la prova di un enorme complesso d’inferiorità, se non proprio un'invidia del pene, tipica della tifoseria rossonera nei confronti dei privilegiati e priapici interisti.

Senti, ma tu sei come Hulk? Voglio dire: sei lì in giacca e cravatta e ogni tanto ti trasformi in Antonino Verdi con i rayban e i bermuda mimetici?

Come nel mondo virtuale, anche nel mondo reale Antonino, il mio alter ego, crea danni e sconquassi alle armate biancorossonere. Colpisce con la forza della goccia che scava la pietra, una volta individuato il punto debole di ciascuno.

Hai rovinato la vita a qualcuno?

Il mio capolavoro è un milanista, tuo lettore, che nella vita ha avuto la sfortuna di lavorare con me e di essermi gerarchicamente superiore (era il mio capo diretto). Persona squisita, di notevole spessore culturale e umano, che all’inizio del rapporto con Antonino nei primi anni Duemila era appena un simpatizzante milanista, rimasto però ai tempi degli schemi sacchiani, a ricordi di Gullit e Van Basten.

Cosa gli hai fatto?

Adesso, dopo anni di confronti quotidiani, è ormai un ultras alla nonsivendekakà, veste i figli totalmente di rossonero, dalla pantofola ai guanti, è abbonato a Milan Channel, dilaniato tra antiberlusconismo politico e tifo sviscerato, inacidito da Moggiopoli e immalinconito dalle mie previsioni puntualmente verificatesi.

Forse ho capito chi è. Lasciami esprimergli la mia umana solidarietà.

Ha somatizzato talmente tanto la situazione da inventarsi una zoppia e una tendinite il giorno del 17mo scudetto. Quel lunedì zoppicò tutto il giorno, nel ludibrio generale. E’ il mio capolavoro, una sorta di Ninotti in carne e ossa e lo saluto con affetto.

Meno male. Ma come pensate di andare avanti?

Lui, il mio capolavoro, sa che un giorno mi presenterò in ufficio armato di un martello che gli picchierò con violenza sul ginocchio urlandogli “Perché non parli?”

E' bello vedere che in fondo ci si vuole bene.

Ma io gli sono grato, davvero. E’ per lui, ad esempio, che ho coniato il concetto di interismo come ultima e unica forma di opposizione in un paese ormai privo di anticorpi... me lo rivedo con piacere paonazzo ribattere balbettando di piani diversi, di impegno, sport e amenità varie, e va omaggiato di conseguenza.

Senti, starei con te a parlare per ore, ma Battista tra un po' deve chiudere e l'omosessualità non rientra ancora tra i miei interessi precipui.

Settore, ti voglio bene.

Anch'io, tanto. Buon anno.

Buon anno.

(segue un lungo abbraccio. La gente al Radetzky non capisce, ma applaude. Alcuni ordinano spuma. Sipario)

Radetzky-von-radetz.jpg

30/12/2009

I GRANDI CONCORSI DI SETTORE - 3

RISPONDI A UN CRETINO - THE END

INCONTRO CON ANTONINO VERDI

(seconda parte) (ne serve almeno un'altra)

radetzky.jpg

Sorseggio la mia spuma mentre la hostess porta ad Antonino la posta su un vassoietto d'argento. "Dottor Verdi, posso?" Gli altri avventori del Radetzky si alternano al banco e porgono ad Antonino deferenti cenni di intesa.

Senti, addiveniamo a temi densi di significato.

Prego.

Da quando tifi Inter?

Da sempre, perché sono figlio di interisti a loro volta figli di interisti. Non ho mai scelto di essere interista, lo sono nato. Ricordo il nonno che mi parlava di Inter mentre si vedeva 90mo minuto con la tv in bianco e nero.

Prima volta allo stadio?

Inter-Borussia Monchengladbach di Coppa Uefa, nel 1979, che poi scoprii essere l’esordio ufficiale nel calcio professionistico di un tal Lothar Mattheus (sospiro). Quando si dice il caso, eh?

(sospiro) Primi contatti con le opposte fazioni?

Direi all’asilo. Polemica furente con bambino milanista che porta bandierone rossonero. Poco prima della fatal Verona, mal gliene incolse.

A me puoi dirlo: sei Antonino Verdi anche nella vita? Voglio dire: come vivi il tuo interismo?

In modo viscerale, totale, incorruttibile, fierissimo.

Beh, si era capito. Ma fammi un esempio.

Quanto tempo hai?

Bah, sono in licenza premio.

Bene. Da dove comincio?

Da dove vuoi.

Vabbe'. Per dire: abbino i ricordi della vita personale alle partite e al mercato dell’Inter.

Minchia, anche al mercato?

Massì. Esempio: il matrimonio di Gigi quando è stato? Il giorno dell’annuncio dell’acquisto di Angloma. Oppure: dove eravamo quell’anno? L’anno di Fadiga? Eravamo a Formentera... cose così.

Ma anche cose importanti? Tipo tua figlia?

E' nata di Coppa Italia, Inter-Reggina, con primo gol ufficiale di Balotelli. Le tue?

La prima un mercoledì sera durante una partita della Nazionale. La seconda una domenica mattina.

Di campionato?

Sì.

E quindi?

Abbiamo vinto 1-0 a Verona.

(sospiro) Oppure programmo ferie e impegni sociali con calendario dell'Inter alla mano, con grande scorno di familiari e amici, e godo nel verificare di non essere il solo a farlo. Ad esempio in spiaggia, una volta, un fratello di tifo mi disse: maddai, anche mio figlio è nato di Coppa Italia. Lasciando a bocca aperta mia moglie che si ostina a non voler capire.

(sospiro) Siamo proprio i migliori.

L’interismo è vissuto e diffuso agli altri con un naturale senso di superiorità, una sorta di consapevolezza di essere dei privilegiati, come fare parte di un club, a una confraternita, che ci permette di condividere valori assoluti come onestà, lealtà ,correttezza...

Porca troia, non scrive più la biro.

Battista, una biro al mio amico. Un'altra spuma?

Massì.

Due spume.

Dicevi?

La coscienza delle comuni vicissitudini patite nel corso dei decenni crea una sorta di lobby, di corporativismo fra interisti, che sfrutto con beneficio in ogni ambito del quotidiano, dal benzinaio al barista.

Tipo?

Visita medico-agonista per fare la tessera Fidal e correre la maratona. Vado da un cardiologo a Milano. La domenica successiva lo ritrovo due file sopra il mio posto allo stadio, abbonatissimo e interistissimo anche lui.

Quindi?

Niente: approfondimenti, sconti, esami particolareggiati, come se fossi un amico di famiglia.

Fantastico.

Absolutamente fantastico, come direbbe qualcuno.

(2 - continua)

29/12/2009

I GRANDI CONCORSI DI SETTORE - 2

RISPONDI A UN CRETINO - THE END

INCONTRO CON ANTONINO VERDI

(prima parte) (ce ne vorranno un po')

 

radetzky-foto2.jpg

Incontro Antonino al Radetzky di Milano. Parcheggio ad Anothosis Famagosta, prendo il metrò, scendo a Dinamo Moscova. Salgo le scale. Sull'ultimo gradino c'è una hostess che mi accoglie: “Il signor Settore? Venga, l'accompagno dal dottor Verdi”. Antonino ha il tavolo migliore. E' su una specie di trono. Lo schienale e i braccioli sono foderati di cinturato Pirelli. Dietro c'è una foto di Helenio Herrera. “Dottor Verdi, c'è una visita”.

Io Antonino lo conoscevo già. L'ho incontrato due volte in tribuna rossa, zona balaustra. La seconda volta c'era una partita di tutto relax, Inter-Reggina, con quel gol meraviglioso di Ibra. Abbiamo seguito il secondo tempo in prima fila (lui si siede dove cazzo ne ha voglia) con il Principe chiacchierando del più e del meno, tipo antichi romani. La prima volta era stato bellissimo. Inter-Fiorentina, domenica sera. Partita tesa. 1-0 per noi. Finale nervosissimo. Espulsione di Mourinho, poi missile su punizione di Ibra, una roba pazzesca vista dal primo rosso, pum!, sotto la traversa, Frey impallinato. Io sono in settima fila e volo giù come un ossesso verso la balaustra urlando “gaaaaaaaaaaaaaaaa”. Poi mi ricordo solo che saltavo come un orango abbracciato con Antonino e il Principe in una bolgia umana e nerazzurra. “Gaaaaaaaaaaaaaa”.

Che bei ricordi.

Sì (sospiro). Prendi qualcosa?

Una spuma, grazie.

Battista, una spuma per il mio amico. Allora?

Poi c'è stata una terza volta. Io ero al primo arancio e avevo il cannocchiale. Inter-Atalanta, passerella scudetto, addio al calcio di Figo. In omaggio a Figo, col cannocchiale guardavo nell'area vip la moglie di Figo.

La Figa.

Sì. Poi mi sono detto: cià, guardiamo se c'è Antonino. E infatti ti ho visto in balaustra, poco sopra la moglie di Figo. Avevi i rayban, la maglia dell'Inter e i bermuda mimetici. Fossi una donna, ho pensato, probabilmente gliela darei.

Battista, agevola la spuma: non farmi fare brutte figure.

Il Principe è il principe, e tu sei il re della balaustra.

Io ho avuto abbonamenti in tutti i settori dello stadio: primo arancio, verde, blu, secondo arancio, curva e anche tribuna stampa, dove ho visto fare le peggio cose dalle prostitute intellettuali.

Tipo?

Dai gesti dell’ombrello in su, verso la curva interista. Cose di cui ero allora allibito e oggi compiaciuto, a conferma della loro malafede.

La balaustra è la balaustra.

Sì. Oggi posso affermare che non esiste niente come la balaustra, una terrazza su San Siro che non ha nulla da invidiare al Bernabeu, al Nou Camp e ai migliori stadi inglesi senza barriere, con il primo arancio - che non sopporto nei suoi malumori e nel suo gonzismo mediatico - a fare da quinta naturale. E con la possibilità di avere un rapporto diretto coi protagonisti.

Raccontami, ti prego.

Massì, dai... Spalletti, Brocchi, Pepe, Del Neri, Lippi, Panucci, i fratelli Inzaghi, i giocatori della Juventus, indistintamente, Alciato “il giornalista inginocchiato”... tutti possono essere salutati con affetto, diciamo così, e a volte ricambiare direttamente o attraverso le telecamere.

Fantastico. Con chi te la spassi?

Con la solita combricccola in cui non mancano mai Il Principe e G Punto. Tutti tuoi lettori.

Quella corsa in balaustra dopo il gol di Ibra me la ricorderò finchè campo.

E beh. Solo in balaustra possono essere eseguiti alcuni gesti caratteristici, come “il gol accompagnato”.

Cioè?

Ti alzi dal tuo posto e segui correndo accovacciato gli ultimi 10 metri di contropiede.

Oppure?

“L'esultanza scivolata”, quando - tipicamente d’inverno o con maltempo - facendosi trascinare dall’impeto, si cade rovinosamente rischiando di finire nei gabaret di canapè del ristorante sottostante.

Oppure?

La sciarpata all’uscita dei giocatori.

Ci si può anche masturbare?

Mah. Ultimamente gli steward stanno limitando ogni gesto sopra le righe, levando quel po’ di poesia rimasto.

Stronzi.

(sospiro) La tua spuma.

Grazie.

(1 - continua)