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17/04/2011

I NUOVI BARBARI

A BERLUSCONI, AL SIGNOR LASSINI

E A QUELLI COME LORO

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ALESSANDRINI EMILIO - 1942, magistrato. Ucciso a Milano il 29.01.1979, Prima Linea

AMATO MARIO - 1930, magistrato. Ucciso a Roma 23.06. 1980, Nar

BACHELET VITTORIO - 1926, magistrato, vicepresidente del Csm. Ucciso a Roma 12.02.1980, Br

CALVOSA FEDELE - 1919, Procuratore capo della Repubblica. Ucciso a Patrica (Fr) 08.11.1978, Ucc

COCO FRANCESCO - 1909, Procuratore generale della Repubblica. Ucciso a Genova 08.06.1976, Br

GALLI GUIDO - 1932, magistrato. Ucciso a Milano 19.03.1980, Prima Linea

GIACUMBI NICOLA - 1930, Procuratore capo della Repubblica. Ucciso a Salerno 16.03.1980, Br

MINERVINI GIROLAMO - 1919, magistrato. Ucciso a  Roma 18.03.1980, Br

OCCORSIO VITTORIO - 1929, magistrato, ucciso a Roma 10.07.1976, Ordine Nuovo

PALMA RICCARDO - 1915, magistrato. Ucciso a Roma 14.02.1978, Br

TARTAGLIONE GIROLAMO - 1912, magistrato. Ucciso a Roma 10.10.1978, Br

Cari Silvio e Roberto, con un paio di clic (che voi non avete mai fatto, mi sembra evidente) sono andato nel sito dell'Associzione vittime del terrorismo e nella sezione archivio ho cercato quello delle "vittime singole" e ci ho trovato 11 magistrati. Omicidi rossi e neri (rossi e neri, eh Silvio? Bella battuta). Ma siamo precisi. Amato e Occorsio furono uccisi dai neofascisti, che avevano una filosofia un po' più grezza nel loro terrorismo. O mettevano bombe, oppure sparavano a chi ce l'aveva con loro: Amato e Occorsio, insomma, furono uccisi in quanto magistrati indaganti o giudicanti in inchieste o processi che avevano a che fare con il terrorismo nero. Gli altri nove furono uccisi da terroristi rossi. I terroristi rossi avevano un'architettura mentale più complessa, ragionamenti più sofisticati, gradi questioni di principio, lotte di classe, sistemi da minare. Ma sparavano uguale. Sparavano anche in maniera immonda: Galli, per esempio, fu colpito alle spalle mentre usciva da un'aula universitaria in cui aveva appena tenuto una lezione. Facevano grandi ragionamenti, i rossi, ma poi a volte non avevano neanche il coraggio di guardare in faccia chi stavano ammazzando. Quelli di Prima Linea erano dei gran bastardi: anche l'omicidio Alessandrini mi fa molta impressione, aveva 37 anni, una vita davanti, i figli piccoli. Sei di questi undici omicidi furono firmati dalle Brigate Rosse. Br, già. "Fuori le Br dalle Procure". C'era un tempo in cui le Br ci andavano davvero nelle procure. E ammazzavano i procuratori. Ma di questo, per farla breve, che cazzo gliene frega a Silvio, Roberto e a quelli come loro?

Il giorno in cui qualcuno fa stampare e poi affigge un certo tipo di manifesti, la democrazia dimostra tutti i suoi limiti. Ci sono troppi coglioni in giro. C'è troppa gente ignorante. C'è troppa approssimazione. C'è la diffusa sensazione che sia permesso dire e fare tutto quello che si vuole. E' questo che rimprovero a Berlusconi e a quelli che lo votano: perchè ci si dovrebbe fermare entro un certo limite, e invece no, ogni giorno è peggio, ogni giorno è un gradino sceso verso il baratro. Se il presidente del Consiglio dice ogni giorno cose gravissime sui magistrati senza che succeda nulla, milioni di persone si sentono legittimate a farlo. Giustamente, perché l'Italia è questa, un Paese di urlatori, di pronunciatori di cazzate, di solenni ignoranze. Ma del resto, ribadisco, la situazione è questa. Se l'uomo che ci governa dice le peggio cose, impunito, tutti si sentono legittimati a fare come lui. E così un'associazione che sostiene Berlusconi e accusa la magistratura si sente legittimata - questa è l'Italia, questi siamo noi - a scrivere sui muri "Via le Br dalle Procure", secondo un ragionamento da uomini di Neanderthal (uh, uh, giudici, rossi, lo dice Berlusconi, rossi, brigate rosse, uh, uh). Io spero che questo manifesto sia perseguito penalmente, perché va bene tutto, ma a un certo punto dobbiamo fermarci. Sennò torniamo a vestirci di pelli e a spaccarci la testa con le clave (secondo me ci arriveremo, Kubrick aveva visto giusto).

L'associazione che firma i manifesti si chiama "Dalla parte della democrazia". Ahahahah, strepitoso. Del resto c'era chi scriveva "Il lavoro rende liberi" in cima a certi cancelli.

Dietro quei manifesti c'è una dichiarazione di responsabilità morale, che è di gran lunga la parte più interessante della storia. Roberto Lassini dice di non avere proprio ideato questo slogan, ma  comunque ci ha messo la firma e ha fatto una cosa tutto sommato dignitosa: era in lista per il Pdl a Milano e se ne è tirato fuori. Lassini è - dice lui, ma è una tesi suffragata dagli eventi - una vittima della giustizia. Era sindaco democristiano di una cittadina lombarda quando fu arrestato per tentata concussione nel 1993, in un periodo parecchio complicato per i presunti concussori. Si fece 42 giorni di carcere, la sua carrierà politica finì lì, la sua vita fu stravolta. Perchè poi fu assolto con formula piena e per tutto questo cataclisma fu risarcito con 5mila euro per ingiusta detenzione, una somma ridicola di fronte a tutto quello che una carcerazione e una non-condanna possono aver significato per la sua vita. Il signor Lassini merita rispetto, nonostante questa storiaccia dei manifesti.

Al signor Lassini vorrei dire che io non mi fido ciecamente di nessuna categoria - magistrati o giornalisti, commercialisti o elettrauto - e, nel caso specifico dei magistrati, spero a prescindere di non finirci mai davanti. Come giudico il sistema giudiziario? Male. Ha dei problemi. Quello dei tempi della giustizia, soprattutto. Che personalmente non risolverei con prescrizioni brevi, indulti, colpi di spugna eccetera, ma in maniera strutturale (che non deve essere facile, visto che non lo ha mai fatto nessuno). Sono una persona critica, non è che mi va bene tutto. Ma vivo in un paese civile, regolato la leggi, e il mio non mettere le mani sul fuoco per nessuno non mi esime dal comportarmi in un certo modo e dal nutrire verso l'architettura dell'intero sistema (i poteri dello stato, la pubblica amministrazione ecc. ecc.) un sentimento di fiducia e di collaborazione. Sono un cittadino, faccio la mia parte. Cerco di essere onesto, spero che nessuno mai mi accusi per cose che non ho fatto. E' un rischio del mestiere.

Al signor Lassini dico che mettere la propria legittima indignazione e il proprio legittimo livore nelle mani di uno che vuole sistematicamente fottere la magistratura, e che la insulta, e che la delegittima, ecco, non è una bella cosa. La specialità della casa è buttare tutto in vacca. E anche la sua rabbia, signor Lassini, ha fatto una grama fine. Se si scrive su un manifesto "Via le Br dalle Procure" si pestano della gran merde, si fa sfoggio di una beceraggine che non ne ha idea. Si ripassi l'elenco di cui sopra, e cambi slogan. E cambi anche carro. Quello su cui è salito, oggettivamente, fa schifo.

UPDATE ore 19.45: apprendo or ora dal Tg3 Lombardia che col cazzo Lassini si è tirato fuori dalle liste. Era ciò che avrebbe voluto la Moratti, ma ormai non c'era più tempo. Quindi, amici milanesi, potete tranquillamente votarli tutti: il Pdl, la Moratti, Lassini. E a morte i magistrati, s'intende.

01/04/2011

LAMPEDUSA

E' SOLO L'INIZIO

Berlusconi è piuttosto anziano, e quindi non si è ricordato proprio tutto quello che ha in cantiere per Lampedusa, che è ben altro rispetto alle quattro cazzate dette a braccio dal palchetto. Ecco il piano che il premier porterà in Consiglio dei ministri prima di Pasqua con le proposte riguardanti la rinascita dell'isola.

ponte.jpgIl ponte di Lampedusa. Berlusconi si è accorto che Lampedusa è un comodo approdo per i migranti ma anche uno scomodo approdo per i milioni di italiani che, sospinti dai servizi mirati di Rai e Mediaset, faranno la fila per trascorrere ivi le vacanze. Da non trascurare poi il fatto che Berlusconi ha comprato una villa in loco e gli piacerebbe percorrere il tragitto con il Suv. Ecco dunque la possibilità, tramite un semplice artifizio di bilancio, di stornare i fondi previsti per il ponte di Messina sul progetto del ponte per Lampedusa. Bertolaso è stato nominato commissario ad acta per trovare la soluzione tecnica più utile per l'agile manufatto che dovrà coprire, a quattro corsie, i 205 chilometri tra Porto Empedocle e Lampedusa, con uno svincolo in uscita per Linosa, possibilmente non superando le cinque campate.

coppaamerica.jpgCoppa America ft. Lampedusa. La simpatica isola siciliana, rivitalizzata da Berlusconi con la costruzione di una pasciuta serie di infrastrutture alberghiere e portuali, sembra fin d'ora la sede ideale per ospitare la simpatica competizione velica internazionale. Oracle e Alinghi si sono già dette disponibili a trasferire sull'isola il loro quartier generale sin dal prossimo luglio. Annunciata anche la partecipazione di un consorzio libico che ha già scelto il nome della barca: Mascalzone Maghrebino.

ferrari.jpgGp di Lampedusa. Berlusconi ha disegnato personalmente il tracciato del Gran Premio di Formula 1 che dal 2013 sostituirà Monza (che fa troppo rumore vicino ad Arcore) nel calendario del mondiale. Bernie Ecclestone si è detto favorevole all'iniziativa e ha acquistato una villa a Lampedusa. Favorevole anche Flavio Briatore, che da tempo auspicava l'organizzazione di un Gran Premio in Italia al quale si potesse arrivare direttamente in barca. Berlusconi ha chiesto alla Ferrari di smantellare lo stabilimento di Maranello e di rimontarlo a Lampedusa per dare impulso all'economia locale.

obama.jpgIl G8 di Lampedusa. Incurante del fatto che ogni volta gli altri potenti della Terra si tocchino i coglioni al suo passaggio, Berlusconi ha proposto di tenere a Lampedusa la prossima riunione del G8. Perplesso Obama, cui però Berlusconi ha ricordato che Lampedusa è un posto meraviglioso per rifarsi la tintarella. Allo scopo, Berlusconi ha nominato Bertolaso commissario ad acta per la costruzione del maxi-centro ricettivo che poi sarà trasformato in un residence a cinque stelle dal nome "La Olgetta".

rugby.jpgSeven Nations. E' l'obiettivo più ambizioso. Entro il 2018, al completamento del Lampedusa Drome (già candidato a ospitare in sede permanente la finale del Mondiale per club), gigantesco stadio di proprietà da 60mila posti con centri commerciali, palestre, ristoranti, bar e centri benessere, la squadra di rugby di Lampedusa sarà ammessa al Sei Nazioni che diventerà, appunto, Seven Nations. Il progetto prevede la costruzione di 50 pub e la creazione di una accademia rugby per preparare la squadra di Lampedusa all'impegnativa sfida con Inghilterra, Irlanda, Francia, Galles, Scozia e Italia. Per i Lampedusa Castaways lo stesso Berlusconi ha già preso contatti con Australia, Nuova Zelanda e Amatori Arcore per alcuni test match.

 

20/03/2011

LA GUERRA

LO SPETTACOLO STA CONTINUANDO

The show must go on. Negli ultimi 10 giorni è stato proprio così. Le spettacolo sta continuando, in effetti, com'è nelle cose. E' continuato mentre in Giappone succedeva l'apocalisse ed è continuato anche stasera, che si faceva zapping tra Palermo e Bengasi con sin troppa naturalezza. E quindi esulti al fischio finale di un Palermo-Milan  (!) sul canale 201, proprio mentre sul canale 100 scorre il rullo dei Cruise lanciati verso chissà dove e si succedono dichiarazioni che fanno accapponare la pelle.

"Potrebbe non servire".

Ecco, questa è la frasetta con cui il nostro premier, che solo qualche mese fa baciava le mani e lasciava piantare tende a Roma a Gheddafi, liquida la faccenda dell'intervento italiano in quella che da poche ore, volente o nolente, è una guerra. Mentre La Russa gioca a Risiko e Napolitano dice che l'Italia farà quel che deve fare, Berlusconi - riferendosi all'intervento diretto dei nostri aerei nelle missioni sulla Libia - dice:

"Potrebbe non servire".

E certo, Silvio, certo. Potrebbe non servire. Speri di sfangarla. Devi bombardare il tuo socio in affari, devi dichiarare guerra alla tua copia-carbone in salsa africana. E quindi ti capisco.

"Potrebbe non servire".

Ecco lo statista, ecco il profilo, la statura, la dimensione, la grandezza dell'uomo che governa questo povero paese. Bravo Silvio, speriamo che stanotte francesi e americani facciano il lavoro sporco, così in effetti

"Potrebbe non servire".

La guerra è un orrore, quello che sta succedendo in queste ore è una sconfitta. E'  sabgue, è morte. Questo sì, caro Silvio, è terrore morte e distruzione. Questo, non i giudici comunisti. Guarda il canale 100, dai, resta sintonizzato, stay tuned. Sei il presidente del Consiglio, santiddio. C'è la guerra, è un sabato sera diverso, mi rendo conto. E noi - noi, poveracci, noi pecoroni come quelle 500 zoccole che a pagamento andavano a sentire le lezioni sull'Islam da un dittatore accolto con tutti gli onori in Italia - abbiamo un premier che dice tre parole, di cui una è un condizionale.

Io mi vergogno di quest'uomo. E dopo una settimana di seghe sull'Unità, io mi vergogno di un paese che elegge, sostiene e magnifica quest'uomo. 150 anni buttati nel cesso. Scoppia una guerra e il presidente del Consiglio dice:

"Potrebbe non servire".

Mi vergogno ma non mi stupisco. Del resto, mentre qualche settimana fa Gheddafi cominciava a massacrare i suoi connazionali, Berlusconi aveva detto:

"Non lo chiamo per non disturbare".

Sì, fa ridere. Purtroppo fa ridere. E' giusto così. Il governo italiano oggi è formato da Berlusconi e da quelli come lui, dai La Russa che non vedevano l'ora di essere ministri della Difesa in tempo di guerra, e dai Bossi che fanno una dichiarazione contro la guerra - quindi, contro gli alleati - ma con una motivazione altamente umanitaria:

"I patti non erano questi, adesso arriveranno milioni di libici".

Sul fatto che ci si massacra e si bombarda a una manciata di chilometri dal nostro bel suolo no, niente. Adesso ho sonno e domani ho una mezza maratona. Copincollo dal Corriere.it dello scorso 28 agosto. Così, giusto per non far finta di non capire perché si baciano mani e si leccano culi, e poi si dichiara:

"Potrebbe non servire".

La premiata ditta Gheddasconi ha una caratteristica tutta sua. Gli affari diretti tra i due sono pochissimi. Anzi, solo uno: Fininvest e Lafitrade, uno dei bracci finanziari di Gheddafi, hanno entrambe una quota in Quinta Communications, la società di produzione cinematografica di Tarak Ben Ammar, l'imprenditore franco-tunisino tra i principali fautori dell'asse Arcore-Tripoli. Il grosso del business si fa per altre strade. Il Colonnello ha messo sul piatto un  po' del suo tesoretto personale (i 65 miliardi di liquidità di petrodollari accumulati negli ultimi anni). Il Cavaliere gli ha spalancato le porte dell'Italia Spa, sdoganando la Libia sui mercati internazionali ma pilotandone gli investimenti ad uso e consumo dei propri interessi, politici e imprenditoriali, nel Belpaese. In due anni Gheddafi è diventato il primo azionista della prima banca italiana (Unicredit) con una quota vicina al 7% (valore quasi 2,5 miliardi) e grazie allo storico 7,5% che controlla nella Juventus è il quinto singolo investitore per dimensioni a Piazza Affari.

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07/03/2011

DENTISTI

PARLA COME MANGI

«Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stato sottoposto ad un intervento chirurgico maxillo-facciale di trapianto osseo ed implantologia in anestesia generale. L'intervento, eseguito dal professor Alberto Zangrillo, è durato quattro ore e si è reso necessario per ripristinare l'anatomia e la funzionalità masticatoria gravemente compromesse in occasione dell'attentato del 13 dicembre 2009». Nota della Presidenza del Consiglio, poco fa.

TRADUZIONE DI SETTORE: Berlusconi è andato dal dentista che gli ha fatto un impianto.

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02/03/2011

DIMISSIONI

NOI NO

Associazione per delinquere, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, omessa denuncia di reato, falso ideologico, calunnia, perquisizione arbitraria, rapina, violazione di domicilio, concussione, interferenza illecita nella vita privata, favoreggiamento, ricettazione, omicidio volontario premeditato aggravato dall'uso di sostanze venefiche.

No, niente, ci tenevo a fare l'elenco (tutti oggi fanno elenchi). Questi sono i reati contestati alle persone per le quali verrà chiesto il rinvio a giudizio al termine dell'inchiesta sul caso Marrazzo. Marrazzo non è una delle otto persone. Marrazzo è la vittima di quasi tutti i reati di cui sopra:ha avuto solo la sfiga di frequentare un giro inequivocabilmente squallido e criminoso e di trovarsi in mutande nel lettone del trans sbagliato (Natalie è una delle otto persone). Quattro delle otto persone, giova sottolinearlo, non sono nè mafiosi nè malviventi ma carabinieri in servizio. Proprio a uno di questi quattro carabinieri viene contestato l'omicidio premeditato (roba da ergastolo, per dire) del famoso pusher, cui avrebbe ceduto una dose di droga tagliata con le peggio cose. Tutto quanto in elenco non ha a che fare direttamente con le dimissioni di Marrazzo. Uno, nel segreto delle sue stanze e della sua vita, può pippare e farsi fare i pompini da donne col pisello. Uomo innocente, ancorché deprecabile Marrazzo si è trovato nelle condizioni di non essere più presentabile, stop. E in quanto uomo impresentabile e pesantemente ricattabile (e ricattato nei fatti), Marrazzo si è dimesso dalle cariche che rivestiva e puff, è sparito.

Questo era sul giornale di ieri. Sul giornale di oggi c'è la storia del barone Karl-Theodor zu Guttenberg, uomo politico più rampante e figaccione della Germania unita, deputato e - soprattutto - ministro della Difesa del governo Merkel. Alcuni accademici, settimane fa, avevano denunciato che - secondo loro accertamenti - la tesi di dottorato di Guttenberg  era una specie di sapiente copincolla di varie tesi altrui, sfruttate senza pudore e senza citare la fonte. Ieri - a malincuore, con le palle girate, rosso di vergogna e di rabbia, denunciando l'accanimento dei media - Guttenberg si è dimesso non solo da ministro ma anche da deputato, rinunciando dunque anche all'impunità, e dichiarandosi pronto ad accettare ogni eventuale conseguenza anche penale.

Michele Alliot-Marie, ministro degli Esteri francese, si è dimessa due giorni fa al culmine delle polemiche per avere trascorso le vacanze di Natale in Tunisia ospite del presidente Ben-Alì, mentre intorno infuriava la rivolta.

Paul McLeay, ministro della Marina mercantile del Nuovo Galles del Sud (Australia), si è dimesso sei mesi fa perché scoperto a usare il pc che aveva in uso in parlamento per visitare siti porno e casino on-line.

Jacqueline "Jacqui" Jill Smith, ministro dell'Interno della Gran Bretagna, si è dimessa davanti alla contestazione di due note spese irregolari. In una, faceva avere dei soldi illecitamente alla sorella. Nell'altra, aveva compreso due film porno ordinati in pay-per-view dal marito.

Cecilia Chilo, ministro della cultura svedese, si è dimessa quando si è scoperto che non pagava il canone della tv e i contributi previdenziali alla baby-sitter dei figli.

Da noi no, queste cose non si fanno. Come siamo fortunati.

 

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25/02/2011

GHEDDAFI

ESSERE DIVERSI

Il padrone e presidente onorario del Milan gli bacia le mani. La Juve gli tiene un posto in cda. Noi siamo diversi e il problema più serio che abbiamo è che ci manca una punta in Champions.

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16/02/2011

BERLUSCONI

BUNGHAM BUNGHAM

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26/01/2011

RUBY

PICCOLE DONNE

Che delusione le donne. E non parlo delle troie, eh? Parlo delle non-troie, quelle in tailleur e filo di perle e incarico istituzionale, donne fuori e qualcos'altro dentro. Non c'è bisogno di farsi toccare il culo, tirare fuori le tette o dimenarsi attorno a un palo per essere troie. E non c'è bisogno di essere giornalisti sportivi per esercitarsi nella prostituzione intellettuale. In questa storia di troie, le troie vere o presunte o comunque troie per indole, boh, non fanno né caldo né freddo. Non è reato e, come sappiamo, è il mestiere più vecchio del mondo. E se quello è il mestiere più vecchio del mondo, vuol dire che pagare troie è la propensione più vecchia del mondo per il genere maschile.

Ma che tristezza, che delusione, che schifo le altre donne.

Che tristezza la Minetti, tutta rifatta a 26 anni ancora da compiere, donna da listino bloccato, sguattera del padrone. Che tristezza la Santachè, che mostra il dito medio come un curvaiolo e che due anni fa denunciava il Berlusca che vedeva le donne solo orizzontali e che adesso si è sdraiata come le altre - forse peggio - e se ne vanta e parla con quel filo di bava alla bocca facendo la Sgarbina in gonnella, il diavolo se la porti. Che tristezza la Gelmini, che va per tv a difendere il suo Silviuccio e, con lui, la sua carriera da Minetti ante-litteram. Che tristezza la Zanicchi, che per liquidare tutto con una battuta dice che il premier è un uomo ricco a cui piace la carne fresca (citazione letterale), che male c'è? massì Iva, che male c'è? (E Iva Zanicchi, la prima delle cavalle portate in Senato dal Berluscaligola, almeno è stata eletta con voti veri, non nelle liste bloccate, infamia del nuovo millennio). Che indicibile tristezza Ombretta Colli, che la chiamano per farsi dire due cose su Mike Bongiorno e dopo quattro parole butta lì che spera che non sia stato per fare un dispetto a Berlusconi che hanno portato via la salma di Mike, come se tutto il mondo (il mondo degli altri, perché il loro sì, ovviamente) girasse intorno ad Arcore.

Che delusione le donne.

E dire che parasi il culo, anche da donna del Pdl, in questa vicenda non sarebbe stato difficile. Pararsi il culo e difendere la propria dignità. Dignità di donna, intendo, in una vicenda fatta di uomini schifosi e di donne poco dignitose - ma vabbe', so' ragazze - da Terzo millennio. Chessò, una bella dichiarazione democristiana del tipo "è una vicenda che non mi piace, un po' triste, ma a cui non credo o non voglio credere, e comunque a casa propria ognuno fa quello che gli pare", che è tutto un dire o non dire, ma almeno si buttano giù un paio di paletti. Chessò, quei due concetti basic che le donne non sono tutte puttane e gli uomini sono fondamentalmente dei coglioni.

E invece no.

Che tristezza, donne, che tristezza, voler difendere l'indifendibile e parlare come uomini schifosi, adombrando complotti, la stampa comunista, le toghe rosse, il fumus persecutionis. Che tristezza, madonna, che tristezza. Perché care donne, voi magari non ci pensate, ma c'è una parte dell'umanità che pensa che voi, a un certo punto, possiate tirare fuori il meglio, o possiate dimostrare di avere un'altra testa, un'altra morale, un'altra linea di demarcazione rispetto a noi dotati di pisello. E invece siete come noi, cazzo, e del resto il pirla sono io: è la parità, bellezza, e non possiemo farci niente. E se trovassi una minchia di lampada e casualmente la sfregassi e ne uscisse un Genio che mi chiedesse quei quattro-cinque desideri che mi frullano in testa, uno - qui lo sottoscrivo - sarebbe quello di spazzare via con metodi incruenti tutta questa gentaglia che veste femminile e si prostituisce a parole e che manda a puttane (sì, puttane) quel poco che resta di una nazione formerly known as Bel Paese.

 

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11:23 Scritto da: settore in politica | Link permanente | Commenti (240) | Segnala | Tag: politica, berlusconi, pdl, donne | OKNOtizie |  Facebook

25/01/2011

DE MERDA

O TEMPORA O MORES

Per capire il mondo che ci circonda e il baratro in cui siamo sprofondati, più di cento libri o duecento analisi sociologiche servono dichiarazioni come questa.

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14:51 Scritto da: settore in politica | Link permanente | Commenti (70) | Segnala | Tag: colli, berlusconi, bongiorno | OKNOtizie |  Facebook

21/01/2011

ARCORE

TUTTA LA MERDA CHE C'E'

Oggi ero a tavola (una lunga tavolata) con altre persone, non estranee (nel senso che non le frequento molto, ma le conosco tutte). Siccome eravamo tutti uomini, l'argomento è presto scivolato su Ruby. Ecco, lì sono successe cose inaspettate. Poi ci ho riflettuto e ho capito che queste cose sono inaspettate per me, zuzzurellone destinato al Girone degli Ingenui.

1) l'argomento si sposta su Ruby, dicevo. Occhiatine, risolini, battutacce, qualche commento insofferente eccetera. Due posti più in là vedo agitarsi uno che inizia a difendere Berlusconi come fosse Bondi. Cioè con la stessa - per me - cieca e grottesca visione degli eventi. Colgo alcune frasi del tipo "Berlusconi è ricco, non ha bisogno di pagare le donne" e "E' la solita storia dei giudici rossi". Poi il tizio prosegue con una serie di frasi che sembrano copincollate da Gasparri o Cicchitto o Capezzone. Tutto questo avveniva alla mia destra. Alla mia sinistra, quelli che avevano originato la discussione parlavano già d'altro. Di macchine.

2) io intanto ripensavo alla era precedente, in cui ho appicciato la tv su Raiuno e ho atteso il Tg1 delle 20, che apriva sulla visita di Hu Jintao negli Stati Uniti e metteva il caso Ruby come seconda notizia, presentandolo come "continua la polemica" ecc. ecc. (Mentana, su La7, in contemporanea dedicava 25 minuti del suo Tg a Ruby e 1 minuto a Hu Jintao).

3) e quindi fissavo il tizio simil-Bondi. E mi chiedevo perché cazzo si accalorasse così tanto a difendere Berlusconi. Non è suo parente, non è suo dipendente. Certo, sarà suo elettore. Ecco: perché - mi chiedevo mentre lui si lanciava in un pippone sui giudici e su Berlusconi - c'è gente come questo coglione che difende Berlusconi, un uomo malato e spregiudicato e golpista che manda i videomessaggi come Orwell o Bin Laden e ci dice vuole riformare l'Italia? Mentre pensavo questo e guardavo il tizio (un pirla se ce n'è uno, al di là del suo berlusconismo che non conoscevo) mi scappa l'occhio e sullo sfondo vedo gente che annuisce guardando il pirla. Lui, eh?, non io.

Continuo stupidamente a stupirmi, nonostante il tempo passi. Il mio amico parla come una Santanchè o una Gelmini, si comporta come uno che riceve 7mila euro dal suo idolo, o come uno che vestito da poliziotto va ad Arcore a farsi ciucciare una tetta o infilare una mano tra le chiappe. Eppure non è così. E' un tizio normale. Ma parla e si comporta come loro. Difende il Berlusca come se davvero la cosa lo stia toccando nel profondo.

Del resto, questa storia del bunga bunga - che temo finirà in niente, codificando così che il comportamento di Berlusconi, Mora, Fede e Minetti non venendo sanzionato è "lecito" - dovrebbe fare entrare nella mia testolina proprio questo: e cioè che l'Italia "normale" è evidentemente - per me invece inaspettatamente, appunto - l'humus su cui proliferano le Minetti. A parte le puttane di professione o di indole, una delle cose più spaventose di questa vicenda sono le intercettazioni dei familiari dell'infermiera di Torino che viene identificata come "fidanzata" del Berlusca. Il padre che, a chi gli domanda "ma è vero che sua figlia..." risponde "Magari". Il fratello che, sapendo che la sorella va a passare le notti ad Arcore, la incita al telefono a insistere perchè così ci cambia la vita "a te, a mamma e a me". Una famiglia normale (l'aggettivo, ormai me ne sto convincendo, è decisivo) che sprona la figlia a infilarsi nel letto di un 75enne maiale conclamato.

Quindi, perchè stupirsi se il tizio a tavola con me difende Berlusconi con la stessa foga con cui avrebbe difeso la madre accusata di battere sulla tangenziale? Abbiamo voluto il bipolarismo e adesso prendiamocelo. Siamo tifosi, siamo spettatori di "Amici", apriamo il televoto. Tifiamo e diamo addosso alla squadra avversaria.  Mica ragioniamo, macchè.  Chissà, mi chiedevo guardando il mio amico berlusconiano, se anch'io reagirei così se accusassero Moratti di spacciare droga o Maicon di sfruttare travestiti. Chissà se mi metterei a dire che Moratti fa del bene a quelli in astinenza o Maicon aiuta i suoi amici brasiliani. Non penso. Ma chissà.

Così, per una bella fetta di italiani, il caso non esiste (Minzolini non ci apre nemmeno il giornale, non parla minimamente di reati ma di "polemiche"), oppure è una puttanata (eheheh), oppure è una roba dei comunisti, oppure è invidia, oppure me ne fotto il cazzo, oppure ognuno a casa sua fa quello che vuole e vaffanculo (questa frase la dice anche gente con le pezze al culo, che a casa sua non fa quello che vuole). Vorrei partecipare a quelche pranzo in più. Oggi avevo solo dei pirla vicino. Ma vorrei chiedere a un prete, a una madre di famiglia, a un giudice, a un avvocato, a un ciellino, a un padre di una diciassettenne, a un fratello di una ventenne, a un milanista, a un igienista dentale, a un po' di gente così insomma, se è davvero tutta colpa dei comunisti o siamo solo un Paese così, normale, superficiale, distratto, dissipato, distrutto, disintegrato, di merda.

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18/01/2011

SEMPRE SILVIO

DOMANDA ONESTA

Ma se uno che era ricattato da quattro trans e un paio di carabinieri infedeli si è dimesso nel giro di qualche giorno ed è scomparso dalla faccia della terra, uno che è ricattato da una ex-minorenne che gli chiede 5 milioni al telefono e da altre cento puttanelle che ne parlano tra loro come una mucca da mungere, ecco, cosa dovrebbe fare?

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17/01/2011

SILVIO

JAKE

Dico sul serio. Ero... rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C'era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C'è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!

Il videomessaggio del Berlusca mi ha fatto venire in mente Jake che, mentre la ex fidanzata gli punta addosso un fucile d'assalto M16, comincia a spararle grosse. Stavolta l'ineffabile Silvio si è inventato anche la "relazione stabile", è fantastico. Si è inventato che non è successo nulla, e ha chiuso il suo video orwelliano minacciando la magistratura per la centesima volta negli ultimi centotre giorni: guardatevi gli ultimi trenta secondi, in cui dice "comunque adesso facciamo le riforme, e la giustizia sarà la prima". Un uomo truccato come Scaramacai mi guarda e mi dice che riforma tutto e che sono cazzi miei. Mi è venuta voglia di fuggire in Tunisia. E mi è venuta voglia di scrivere un post. E mi è venuta la sensazione di essere un coglione a scrivere le solite cose sul Berlusca. Ma tant'è, mica lo nego di essere un coglione. Anzi.

Quindi, per sentirmi meno coglione, la prendo da un'angolazione diversa. A me fa paura un premier così, paura fisica. Così come mi fa paura che un Ghedini, in qualità di avvocato e di deputato, dica certe cose che farebbero impallidire anche i più balenghi dei giuristi e dei politici. Ma un fondo di ragione ce l'hanno, questi due Non si fidano dei magistrati? Fanno bene. Mai fidarsi di nessuno. A tutti può capitare di finire nelle mani di un cattivo medico, un cattivo commercialista, un cattivo elettrauto. Figuriamoci un cattivo magistrato. Certo, Silvio, che se tu non dicessi cose turpi sulla categoria dei magistrati uno giorno sì e uno no, ecco, magari staremmo tutti più tranquilli: io, noi, tu e i magistrati. E invece no.

I magistrati sono comunisti e ce l'hanno con lui? O sono una categoria incazzata come quella degli arbitri a cui rompi il cazzo per tutta la partita e poi ti ammoniscono alla prima mezza occasione utile? Oppure fanno il loro lavoro e applicano principi astrusi come l'obbligatorietà dell'azione penale? Non so, non lo sapremo mai. E comunque, quanto a Ruby, penso che finirà in un bel nulla. Ha ragione il Berlusca: dimostrava 24 anni e era carne da macello come tutte le altre, come distinguerle? E ha ri-ragione il Berlusca: se uno ha i soldi e lo spirito  e la casa adatta per ingaggiare venti puttanelle a sera e farle vestire da poliziotte e fargli tirare fuori le tette e sceglierne una che resti la notte e dare un regalo alle altre che se ne vanno, va bene, che problema c'è? Non è reato. Uno in casa sua (se non è reato) fa il cazzo che gli pare. Io guardo l'Inter e mangio orociok, lui guarda il Milan e poi fa il Bunga Bunga. Io sono un coglione e lui è Berlusconi. Non è reato nè l'una nè l'altra cosa.

E quindi, con una narrazione circolare alla Tarantino, torno all'inizio e faccio rispondere al mio posto la ex fidanzata di Jake:

Che bugiardo schifoso! Credi di riuscire a cavartela così?

Ecco, Silvio: cose penalmente rilevanti a parte (e probabilmente, per l'ennesima volta, non ne salteranno fuori), pensi di cavartela così? Non so se mi turba di più il Bunga Bunga o la penosa balla di stasera sulla relazione stabile. Non so se mi turbano di più i 7mila euro dati a Ruby o il milione e mezzo prestato (?) a Lele Mora. Non so se mi fa più incazzare la tua incontenibile tendenza a raccontare balle agli italiani o l'ultimo pezzo del filmatino di stasera, il messaggio alla nazione di un pagliaccio triste, un Pierrot 75enne che ragiona e governa e parla e si rapporta con il mondo in virtù dei soldi e del potere che gli escono dal buco del culo e gli altri - magistrati, cittadini, contribuenti, avversari - si fottano.

Ha ragione la ex fidanzata di Jake, caro Silvio. Non succederà nulla, perchè forse - dal punto di vista penale - è giusto così. E ti dirò che non avverto nemmeno il trasporto di difendere a spada tratta Ruby e i suoi 17 anni spesi ad abbracciare pali, calpestare cubi e a farsi (probabilmente, ma non mi interessa) mettere le mani addosso da qualche vecchio bavoso. Solo, ha ragione la ex fidanzata di Jake. La cosa intollerabile di tutto questo è lo schifo di una storia schifosa recitata da uomini oggettivamente schifosi.

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