17/02/2009
ADRIANO
FINE PENA MAI
Calcisticamente parlando, il peggior difetto di Adriano è "il colpo di testa facile facile a tre metri dalla porta spalancata". Una clamorosa congiunzione astrale gli ha permesso, proprio in queste condizioni, di segnare il gol vittoria in un derby vinto 3-2 allo scadere, nemmeno tanto tempo fa, sempre nella stessa porta del fattaccio. Ma la regola è un'altra. Se il colpo di testa è agevole, e la porta è vicina, Adriano salta sempre fuori tempo (di solito troppo presto, e colpisce mentre ricade, con palla che assecondando le leggi della fisica si dirige innocua in zona fotografi) oppure, nei peggiori momenti di forma, non salta e si lascia rimbalzare la palla sulla crapa, spedendola oltre la traversa con una parabola molle e scombinata, plop, inguardabile. Il gol dell'1-0 dell'altra sera al Milan è stato segnato nelle condizioni che sappiamo, e che riconducono all'eccezione di cui sopra. Adriano, sbagliando, ha segnato.
Sì, signor giudice: culo. Meraviglioso cross di Maicon, elementare ma efficace movimento di Adriano a liberarsi dell'anziano Maldini. E lì si è riprodotta la condizione del "colpo di testa facile facile a tre metri dalla porta spalancata". Bastava offrire la testa al cross, giocare quasi di sponda: giusto prendere la mira e posizionare il cranio in modo che la palla andasse all'angolo lontano, impossibile da prendere eppure così naturale da fare. In quel magico istante, il corpo di Adriano si è disarticolato. Ha colpito alla cazzo. Anzi, nel carpiarsi per cercare l'angolo opposto, si è colpito. Come quando (vento di merda) ci si piscia sui piedi, o ci si sputa sul maglione. Lui ha colpito di testa e ha centrato la sua manona, che stava disegnando un movimento innaturale per cercare di bilanciare quel corpaccione immane. Il colpo di testa - lo abbiamo scoperto alla visione della millesima moviola propinataci già in serata - sarebbe finito in fallo laterale. Centrando la mano, ma tu guarda, è finito in porta. Per noi è stato, anche per questo, un gol bellissimo. Del resto avevamo già battuto la Juve con un gollonzo imbarazzante di Muntari. Sono soddisfazioni, you know what I mean.
Insomma, signor giudice, lei vuole squalificare Adriano per due giornate perchè non è capace di fare un colpo di testa facile facile a tre metri dalla porta spalancata? E gli vorrebbe per questo infliggere la quarta e la quinta giornata di squalifica su sei turni utili di campionato? Adriano meriterebbe l'affidamento ai servizi tecnico-sociali: dovrebbe fermarsi tutte le sere un paio d'ore ad Appiano a fare i gol stupidi, i colpi di testa a due metri dalla porta, i tiri ad occhi chiusi dopo lunghe rincorse. Signor giudice, Adriano è la sfiga fatta uomo. Quando supera i problemi, quando azzecca tre partite di fila, c'è sempre qualcosa che lo ferma. Stavolta è una regola un po' stupida, se mi permette. Signor giudice, lo perdoni. La prego. Sia comprensivo. Davvero. Sì.

15/02/2009
CAPOLISTA
CIAO CIAO
Il colpo di testa di Adriano (come tre colpi di testa di Adriano su quattro) andava dritto in fallo laterale. Il tocco di mano è involontario (nemmeno Mandrake saprebbe correggere in corsa una propria schiacciata di testa, e nemmeno Olindo Romano penserebbe di potere farla franca), ma se avessero annullato il gol avrei recitato la parte del tifoso arrabbiato ma rassegnato.
Detto questo:
se al 70' il risultato fosse stato 3-0 o 4-1, non credo che nessuno avrebbe avuto qualcosa da ridire., se non folle o distratto. Nella parte centrale della partita abbiamo triturato un Milan che - ne sono arciconvinto - stasera avrebbe vinto con chiunque (con un Ronaldinho così, poi), e invece con noi ha rischiato il cappotto o il getto della spugna. Ci siamo complicati la vita del finale perchè è così, perchè siamo l'Inter e non possiamo portare a casa la pellaccia, anche in serate luminose e luccicanti, senza soffrire almeno un po'. Mourinho, dopo il 5-5-5, ci ha fatto vedere il 6-3-1, roba che nemmeno il Chievo potrebbe concepire. Ma la scelta di Chivu al posto di Cordoba è stata centrata in pieno, e Adriano - non saprei dire come, non ci avrei scommesso cinque euro - è tornato ad essere un giuocatore di quel giuoco chiamato calcio.
Sì, "amici", adesso dite pure che abbiamo rubato bla bla bla. Però urlate, perchè da qua non si sente. Madonna, mi sembra di essere Bonolis nello spot della Lavazza. Troppo in alto, troppo. Non sento. Non sento!
GIOIA INTER
DE AMICIS
"Quello di Adriano è il più bel gol della mia carriera di allenatore, perchè è la prima volta che un mio giocatore dedica un gol a mio figlio. Mio figlio tutti i giorni va a scuola con la maglia di Adriano".
(Mourinho, poco fa. Lo avrei baciato)

26/01/2009
LA SQUALIFICA
UNA CAREZZA E UN PUGNO
E' chiaro che quello di Adriano - non ci sono cazzi - è un pugno. Le immagini parlano chiarissimo. Non facciamo finta che eccetera eccetera. Trattasi tecnicamente di pugno. E non lo ha dato a Gastaldello involontariamente nell'intento di divincolarsi. Adriano glielo ha dato, punto e basta. Però glielo ha dato in quanto danneggiato, in quanto provocato. Anche questo mi pare chiarissimo. Non è un pugno a freddo, tipo quei bei cazzotti di Montero, do you remember? E' un pugno dato, se non con un fine, almeno con una ragione. Gastaldello ostacolava Adriano, gli metteva le mani addosso, lo tratteneva a pochi passi dalla porta. Se tutti gli attaccanti reagissero con un pugno, per carità, staremmo freschi. Ma se tutti i difensori evitassero di mettere le mani addosso agli attaccanti, vedremmo qualche gol in più e vivremmo in un mondo migliore.
L'Inter ha depositato un ricorso d'urgenza per la squalifica di Adriano e credo che i nostri avvocati diranno queste cose ai giudici sportivi. Se non gli tolgono almeno una giornata è uno scandalo. Viva la giustizia, viva la libertà, viva il calcio, viva l'Inter. E mi fermo qui, in nome della fratellanza globale e della giurisprudenza comprensiva.

ADRIANO
THE VERDICT IS
Cazzo, è uno scandalo: il pugno era nettamente sopra la cintura.

19/01/2009
DOPO LA SBORNIA
NON SONO PREOCCUPATO (ANZI SI')
No gufi, no cassandre, no falsi amici, no veri nemici. Ho oggettivizzato tre cose.
Condizione fisica. Escludendo che i nostri paladini siano diventati tutti giuocatori di C2, la causa della disfatta è sicuramente fisica. La cosa, peraltro, non è che mi preoccupi di meno. Mi girano un po' le balle, intanto, al pensiero che siamo la squadra che ha fatto le vacanze di Natale più lunghe (quattro giorni più della Juve). Sembriamo quelli post-Dubai dello scorso anno, ma non ci siamo mossi da Appiano. E peraltro l'anno scorso dopo il Natale a Dubai (sarà il titolo del cinepanettone del 2014, voglio i diritti) abbiamo iniziato a far cagare, anche pesantemente, ma prima di fare i conti con la crisi "vera" (quella iniziata a Liverpool e Napoli) avevamo fatto 5 vittorie e 1 pari su 6 partite. Se questo è il risultato del non-turnover del Mou, stiamo freschi.
Classifica. Siamo primi con 3 punti di vantaggio. Inutile fare raffronti con lo scorso campionato, che era tutt'altra cosa. Girare la boa da Campioni d'inverno non è una banalità e in effetti, come dice il Mou, sono gli altri a doversi (ancora) preoccupare. C'è una chiave di lettura che però mi inquieta. La differenza tra noi e la Juve è tutta in una sola partita, lo scontro diretto in cui li abbiamo asfaltati (ma sembra un secolo fa). Nelle rimanenti 18 partite il bilancio è in parità. E debbo ammettere a denti stretti che mi pare una vittoria ai punti per la Juve, che ha avuto problemi di organico ben peggiori dei nostri e li ha superati brillantemente (anzi, nelle ultime giornate facendo meglio di noi).
Problemi. Da ieri non abbiamo più la miglior difesa (ora ce l'ha la Juve) e abbiamo ancora un gol di vantaggio (sempre sui gobbi) per il miglior attacco. Il problema è che "attacco" è, come ben sappiamo, un eufemismo. In 19 fottute partite, a parte Ibra (12 gol), il nostro "attacco" ha ottenuto il seguente risultato: 2 gol Cruz, 1 gol Adriano e Obinna, 0 (zero) gol Crespo, Balotelli, Quaresma, Jimenez, Figo, Mancini. E' un problema non da poco. Abbiamo il miglior attacco della serie A avendo uno dei peggiori attacchi della serie A, e non so come si possa giustificare questo paradosso e quanto a lungo lo si possa fare. Senza Ibra cosa saremmo?

17:57 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (128) | Segnala | Tag: calcio, inter, serie a, mourinho, ibrahimovic, cruz, adriano | OKNOtizie |
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13/01/2009
INTER-GENOA 3-1
HA SORRISO

23:29 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (151) | Segnala | Tag: calcio, inter, coppa italia, adriano, genoa | OKNOtizie |
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05/01/2009
LASCIARSI
BYE BYE BABY
No, scusate: se Pieraccioni lascia la Torrisi, se Paola lascia Chiara, se Pregadio lascia la Corrida, se addirittura Victoria lascia (temporaneamente, s'intende) David, che problema c'è a disfarsi di Adriano?

21:41 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (25) | Segnala | Tag: inter, calcio, serie a, adriano, paola e chiara, pieraccioni, pregadio | OKNOtizie |
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02/01/2009
ANCORA ADRIANO
REPLAY
L'argomento Adriano mi ha rotto i coglioni. Quindi copio e incollo una cosa che avevo scritto il 10 novembre 2007. Basta sostituire la parola Mancio con la parola Mou, e la parola Suazo con la parola Obinna. Il resto è valido.
*****
LIKE A CHOUTOS
Vivere le proprie sfighe in mondovisione è una pratica che apparteneva alla scorsa Inter, non più a questa. Così come vivere di attese (resta la Ciempions, ma - appunto - è una attesa, 1 attesa). E anche Adriano, spiace dirlo, è il simbolo di un'Inter sfigata che non c'è più. L'Inter aveva pescato Adriano chissà dove ed era diventata detentrice del nuovo modello interplanetario di "attaccante più forte del mondo": grande e grosso ma brasiliano, un tripudio di fisicità e tecnica mai visto prima, seppure da sgrezzare tatticamente. La storia di Adriano e dell'Inter è una storia sfigata: il migliore Adriano l'abbiamo visto altrove, quando lo prestavamo a destra e manca perchè da noi dovevano giocare (o non-giocare, parlo di Ronaldo, che guarda caso è un'altra storia di sfiga, attesa e attesa sfigata) altri attaccanti. Quando è rientrato, ha fatto il fenomeno ma per poco tempo, e comunque in un'Inter ancora penalizzata dalla sfiga e dal moggismo. Quando è stata ora di sbocciare definitivamente e diventare il grande centravanti di una (finalmente) grande Inter, Adriano è sparito, puff!, e chi l'ha più visto. Chirurgicamente sfigato negli infortuni, giunti sempre nei momenti di massimo splendore, è poi piombato in quel tunnel di cui tutti sanno tutto. E' stato trattato con il bastone e molte carote fino all'abisso di qusti giorni, in cui prende legnate e basta, perchè essere mandato in tribuna sempre e comunque, dal Genoa alla Ciempions, è proprio il segno che con le carote hai finito i crediti. Insert coin. Insert coin. Ma sono finiti anche i coins.
Oggi l'Inter ha un altro attaccante che è un tripudio di fisico e tecnica, e - buon per noi, male per Adriano - sta vivendo il momento più scintillante della sua carriera. E infatti a Ibra il Mancio farebbe fare 90 minuti sempre, anche nei 256mi di Coppa Italia. Sfiga vuole - per Adriano, non per noi - che nel reparto attaccanti dell'Inter ci siano due giocatori che sono l'esatto contrario di lui: Crespo e Cruz giocano e segnano, oppure non giocano ma dimostrano una professionalità e una disciplina quasi innaturale. Tutte cose che Adriano non dimostra. Il quarto attaccante, Suazo, è una mina vagante: infinitamente più scarso di Adriano, è però anche infinitamente più umile, gestibile, disponibile. Anche Suazo oggi gli è davanti di una spanna, per non dire due.
Adriano, nel giro di tre stagioni, da Imperatore è diventato una specie di Choutos alto di gamma, il quinto attaccante dell'Inter. Oltre che, purtroppo, un giocatore (e un uomo) con troppi problemi. Problemi che vanno rispettati nella loro gravità, anche se io - personalmente - non riesco a essere troppo indulgente con uno che guadagna soldi a palate e ha problemi. Non mi si venga più a raccontare la storiella delle favelas, diobono: non ci vive più, nelle favelas. Gli è morto il papà? A milioni di persone nel mondo, ogni giorno, muore il padre: è un dolore lancinante, d'accordo - vi prego, non stiamo qui a fare un superficiale trattatello di psicologia - ma ci sono situazioni ben più borderline di quelle di Adriano. Che può elaborare il lutto con le spalle coperte, una carriera sfolgorante, l'amore di tante persone. E poi gli atleti devono fare la vita d'atleta, non ci sono cazzi. Io vado a correre gratis per fronteggiare la senescenza e migliorare di qualche lurido secondo: lui, pagato quel che è pagato, cioè una enormità, pensi meno a ubriacarsi e più a risollevare se stesso.
Adriano va mandato via da Milano come ultimo, necessario tentativo per salvarlo come giocatore, e quindi come uomo. Va mandato il più lontano possibile, perchè pensi il meno possibile a questa angosciante stagione della sua vita. E che torni, un giorno, a dimostrarci che è tutto finito. Lo festeggeremo tutti quanti. Ma l'Inter, oggi, e per fortuna (nostra) (non sua, mors tua vita nostra), è una squadra che non aspetta più.

20:20 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (81) | Segnala | Tag: calcio, serie a, inter, adriano | OKNOtizie |
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ADRIANO
DON'T LET ME BE MISUNDERSTOOD
Solite polemiche gratuite. C'è stato solo un leggero qui pro quo: Adriano aveva capito 2 gennaio, ma del 2019. Se torna stasera, sarà comunque in anticipo di dieci anni.
17:07 Scritto da: settore | Link permanente | Commenti (12) | Segnala | Tag: calcio, serie a, inter, adriano | OKNOtizie |
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12/12/2008
ALCOL
SLOW DRINK
Il fatto sarebbe accaduto ieri mattina. Nessuno ne sa niente tranne la Gazza, che lo pubblica oggi all'alba. La società smentisce alle 11. Che ritmo. Boh, sarà la neve.











