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21/05/2010

VERSO MADRID (SEMBREREBBE DI SI')

FANGALA

Ieri, al settemillesimo refresh della posta elettronica, mi ero assopito sulla sedia. In quei cinque minuti di dormiveglia ho sognato l'amministratore delegato di Jakala sdraiato su un'amaca alle Maldive con quaranta fighe tutt'altro che vergini intorno.

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VERSO MADRID (PARE)

21 MAGGIO

Bongiorno, oggi è il 21 maggio. Si ricordano i seguenti avvenimenti:

1904: viene fondata a Parigi la Fifa

1927: Charles Lindbergh compie il primo volo transoceanico senza scalo

1944: nasce a Ravarino (Mo) Carmen Villani

1990: nasce a Maribor (Slo) Rene Khrin

2010: Jakala comunica a Settore che il suo aereo è alle 10,30 del giorno successivo

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(pare che l'indimenticato blockbuster "Passi furtivi in una notte boia" verrà proiettato durante il viaggio in formato Super8. Si cercano quattro volontari per tendere lo schermo)

VERSO MADRID (PARE)

21 MAGGIO

Bongiorno, oggi è il 21 maggio. Si ricordano i seguenti avvenimenti:

1904: viene fondata a Parigi la Fifa

1927: Charles Lindbergh compie il primo volo transoceanico senza scalo

1944: nasce a Ravarino (Mo) Carmen Villani

1990: nasce a Maribor (Slo) Rene Khrin

2010: Jakala comunica a Settore che il suo aereo è alle 10,30 del giorno successivo

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(pare che l'indimenticato blockbuster "Passi furtivi in una notte boia" verrà proiettato durante il viaggio in formato Super8. Si cercano quattro volontari per tendere lo schermo)

20/05/2010

VERSO (???) (MADRID (???)

VOCI DAL NULLA

Nuove voci incontrollate sulla trasferta per Madrid. Dal silenzio assoluto di Jakala stanno trapelando alcuni gustosi particolari organizzativi. Ai tifosi liguri e toscani, per esempio, è stato chiesto di presentarsi a Cogoleto (i liguri) e Rosignano Solvay (i toscani) intorno alle due di notte - anche un quarto d'ora prima, se possibile - per salire su alcuni gommoni diretti verso Marsiglia. Nel depliant c'è scritto: l'ebbrezza della navigazione a fari spenti. A Marsiglia parte della comitiva chiederà un passaggio fino a Carcassonne a un treno per Lourdes: da Carcassonne a Pau funziona un comodo servizio pullman  al cui capolinea uno sherpa accoglierà i pellegrini nerazzurri per condurli oltreconfine attraverso i Pirenei. Arrivati a Pamplona, Jakala ha organizzato un servizio autostop fino a Madrid, L'arrivo è previsto per le ore 20.25, ma nel contratto non è precisato il giorno.

"Scusa, e l'altra parte della comitiva?"

Ah, sì. Quella è la parte più fortunata. A Marsiglia è previsto che salgano sulla carovana di pullman del Barcellona, che non ha ancora ritrovato la strada di casa e vaga per Francia tra postriboli e alberghi a cinque stelle (uno degli autisti ha il bancomat di La Porta). A quel punto, se convincono l'autista a tornare a Barcellona, mancano solo 500 km da percorrere con un comodo treno superveloce, non compreso nel prezzo.

"E i tifosi lombardi?"

Non so un cazzo.

"Ma sono le 23 del 20 maggio!"

Ti prego, basta così. Mi appello alla convenzione di Ginevra. Viva l'Inter, viva l'Italia, abbasso le agenzie omertose.

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VERSO (?) MADRID (?)

PASSAPAROLA

Secondo le ultime voci, sembra che partirò verso le quattro del mattino da Malpensa Cargo a bordo di un Messerschmitt Me 262 diretto in Bolivia. Imbarco direttamente in pista, parola d'ordine "arschloch". I passeggeri con sciarpa nerazzurra (dopo un breve addestramento a bordo, a cura dell'agenzia) verranno paracadutati direttamente sul piazzale della Ese Longa di Madrid, a dodici chilometri dal Bernabeu. I biglietti saranno distribuiti sul posto da un ex campione rionale di lotta greco-romana attualmente in terapia di recupero. Viva l'Inter, viva Jakala, abbasso il Bayern di Monaco.

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DOMANDE

NEBBIA TOTALE

Ehi, allora: a che ora parti?

Non lo so.

Da dove?

Non lo so.

Ma il biglietto, in che ordine sei?

Non lo so.

Ma è giovedì.

Lo so.

Sono le tre del pomeriggio.

Lo so.

Cioè, scusa, non sai a che ora...

NON LO SO, occhei?

Ma...

NON LO SO!

Maddai, non ci credo.

E non crederci, allora.

Ma hai fatto il bonifico?

SI'!

E loro non ti hanno ancora detto...

NO!

Ho capito. Ti va un caffè?

Ti sembra il caso?

Vabbe', un cafferino.

No.

Decaffeinato.

NO!

Decaffeinato ristretto.

Argh!

Ma...

NOOOO!

Come ti chiami?

NON LO SO!

Era una domanda test.

Ah.

E il vulcano?

Mavaffanculo, va'.

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19/05/2010

ALTRE GENTI

UNA PRECE

Non paghi di averci fatto vincere il campionato con 36 giornate di anticipo, battendo   3-1 la Roma all'Olimpico il 30 agosto 2009, gli juventini sabato faranno il tifo per la squadra che li ha eliminati - prendendoli a pallate - dalla Champions. Al confronto, i laziali sono cazzuti come il sergente di Full Metal Jacket.

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18/05/2010

RIMPIANGENDO MOURINHO

QUESTIONE DI FEELING

Forse Mourinho l'Italia non se la immaginava proprio così. Così complicata, dico. Così incarognita, stracciamaroni, disonesta. L'Italia del calcio, che poi è lo specchio dell'Italia generale. Forse da fuori ci vedono un po' diversi: pizza, mandolino, mafia, fantasia, passione, i soliti clichè. E invece siamo altro. Facciamo i simpatici e appena giri l'angolo tiè. Per non dire di quando entriamo da dietro alla Totti e facciamo i falli da frustrazione tipici della gente frustrata, o entriamo in tackle scivolando sulla bava che ci è appena caduta dalla bocca.

Mourinho ha fatto il Mourinho anche qui da noi. Il problema - suo, e anche nostro - è che dichiarazione dopo dichiarazione si è accorto che gli era cambiato il panorama attorno, che la gente sorrideva sempre meno, che i suoi petardi diventavano bombe atomiche e che a un certo punto non poteva più recedere dalla sua personalissima sfida contro un modo di pensare che non è il suo e che, accidenti, sarebbe bello non fosse nemmeno il nostro.

Io mi ero portato avanti. Mi ero rassegnato al suo addio già durante lo scorso autunno, quando lui girava con il broncio e i capelli incolti. E nell'header del blog non ho mai rimpiazzato la frase che secondo me più di tutte - e ne ha dette migliaia - lo rappresenta: "Voi italiani non amate il calcio". Ha ragione, e il punto è proprio questo. Non amiamo il calcio, ma il suo contorno. Perdiamo troppo poco tempo a bearci dei gesti e delle prestazioni, perché non vediamo l'ora di tuffarci nelle dietrologie e nelle discussioni da bar, fieri di spararla ogni volta più grossa, attenti a dimostrare le nostre peggiori inclinazioni, scientifici nel prostituirci intellettualmente. L'Italia non ama il calcio, Mourihno ama il calcio, Mourinho non ama l'Italia. Non so se sia socratico, ma il sillogismo è questo.

Mourinho se ne va perché è l'unico modo di poter dire: vaffanculo, ho vinto io. Se ne va all'apice per non doversene andare in fase discendente. Se ne va perché ha compiuto un'impresa alla quale - andandosene lui, appunto - sarà impossibile replicare. Se ne va dando una lezione al popolo che vive di calcio e non lo ama. Se ne va essendo arrivato e avendo vinto (quasi) tutto.

Lo scorso anno ha vinto nel modo più semplice, prendendosi l'onda di Mancini e affidandosi all'annata-monstre di Ibra. Quest'anno no, quest'anno ha vinto davvero. Un campionato terribile, contro tutto e contro tutti, senza aiutini, senza corsie preferenziali. Anzi, dovendo soffrire di quelle altrui, dovendo parare colpi su colpi, parlare e stare zitto. E poi una Coppa Italia che intralciava ma andava giocata e magari anche sudata, con quell'epilogo fortemente simbolico a Roma, nella serata che forse gli è piaciuta di meno perchè proprio lì, tra un calcione e l'altro, tra una puncicata e un negro di merda, si è visto quanto l'Italia ama il calcio, e come, e perchè.

Poi ha riportato l'Inter in finale di Coppa dei Campioni 38 anni dopo, rivoltandola come un guanto sotto il profilo dell'autorevolezza e dei controcoglioni, in un percorso che sembrava fatto apposta per inchiappettare lui e noi: il gironcino più difficile, il Chelsea agli ottavi, il Barça in semifinale (affrontato quattro volte in sei mesi). Se ne va avendo fatto tutto questo e non potendo fare di più. Tranne una cosuccia, ovvio.

Sabato sarà la sua ultima partita e spero che tutti - lui, la società, la squadra -, anche al termine manifesto di un percorso così esaltante e passionale, colgano ancora la differenza che c'è tra il vincerla e il non vincerla. Mourinho se ne andrà comunque da trionfatore (sostanziale e morale, moralissimo). Ma l'epilogo di questa stagione deve essere come gli altri capitoli. Annunciando che se ne sarebbe andato con largo anticipo, Mancini gettò la squadra nello psicodramma per due mesi. Annunciando al mondo che non vede l'ora di lasciare questo Paese del menga, Mourinho deve solo trovare il modo di tenere alta per un paio d'ore ancora la tensione. Dopodichè, vada come vada (sarà una partita di calcio internazionale, non italiana), lo saluteremo come uno dei più grandi mai visti da queste parti. Mi fido di lui e mi fido di loro, lo squadrone che ci ha fatto vivere la primavera più incredibile che potessimo immaginarci. E quindi faccio clic su invio, nella pagina del bonifico ordinario.

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15/05/2010

QUANTE VIGILIE

GUFI

(ricevuto via sms)

sabato 22 serata anti inter al bar dello stadio menu specialita tedesche e birra bavarese solo anti interisti solo su prenotazione fate girare

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20:38 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (148) | Segnala | Tag: calcio, inter, siena, bayern | OKNOtizie |  Facebook

14/05/2010

LA GRAGNUOLA

PENSAVO PEGGIO

10 maggio

La Juventus chiede la revoca dello scudetto 2006

Oriali squalificato fino al 30 giugno più 15mila euro di multa

Precisazioni su Mezzaroma

11 maggio

Mourinho praticamente al Real

Autovelox ad Appiano Gentile. Il sindaco dice: farò il culo a quelli dell'Inter, ma dopo Madrid

Contro-precisazioni su Mezzaroma

12 maggio

Caliendo: Maicon sta bene all'Inter, ma non si può mai dire

Balotelli multato per divieto di sosta a Vicenza

13 maggio

Mourinho denunciato dal presidente (juventino) dell'associazione SoS Italia Libera ai sensi dell'art. 656 del codice penale "per avere diffuso notizie false e tendenziosa" (la frase sul premio a vincere del Siena)

"Eto'o mi ha costretta ad abortire"

Intervista a Guido Rossi

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Beh, pensavo peggio. In fondo del Mancio, tre giorni prima della partita-scudetto, avevano detto che si faceva fare i vestiti da un criminale comune.

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12/05/2010

FORTE ATTESA

MAMMA

Londra, 12 mag. - Basta una telefonata alla mamma per abbassare i livelli di stress quanto lo farebbe un abbraccio. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Proceedings of the Royal Society B. I ricercatori dell'universita' del Wisconsin-Madison hanno studiato 61 bambine tra i 7 e i 12 anni 'costrette' a parlare in pubblico davanti a estranei. Una volta finito il discorso, a 19 ragazze e' stato permesso di stare 15 minuti con la propria mamma, mentre 20 hanno ricevuto una telefonata di un quarto d'ora mentre le restanti hanno visto un video emozionalmente neutro. Il monitoraggio dei livelli di cortisolo, l'ormone associato allo stress, ha rivelato un abbassamento simile per entrambi i gruppi che hanno avuto un contatto con la mamma. Inoltre in questi gruppi era piu' alto il livello di ossitocina, un altro ormone associato ai legami madre-figlia che si credeva legato solo al contatto fisico. 'Il fatto che si innalzi il livello di ossitocina con una semplice chiamata e' interessante - scrivono gli autori - finora si pensava che richiedesse contatti fisici stretti, come gli abbracci o addirittura l'allattamento'.

(Vabbe', funzionerà anche per i maschi)

(tuuuuuuu, tuuuuuuuuu)

"Pronto?"

Pronto mamma? Cioè, voglio dire, il livello di cortisolo...

"Cosa?"

Sono agitato per l'Inter.

"Anch'io".

Ah, scusa. Ciao.

"Ciao".

(clic)

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13:30 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (246) | Segnala | Tag: calcio, inter, siena, bayern | OKNOtizie |  Facebook

11/05/2010

ATTESA

IL PACCHETTO

Siamo solo a martedì pomeriggio. Da due giorni sto cercando su Google se esiste da qualche parte un servizio di ibernazione breve: mi piacerebbe entrare in un blister e uscirne domenica verso le 14.55, il tempo di procurarmi qualcosa con cui sublimare la tensione. Invidio i giuocatori dell'Inter: in fondo, che problemi hanno? Loro a Siena e a Madrid ci andranno: pagati sono pagati, in più viaggiano gratis. Troveranno anche il tempo di farsi una bella partita, cosa volere di più?. Noi invece sgraniamo il rosario delle nostre giornate tra biglietti che non si trovano, pacchetti che non si palesano, scaramanzie che ti schiantano, intercettazioni che si acquisiscono, smentite che si susseguono, vulcani che eruttano, commissioni che non si riuniscono, maxischermi che si promettono.

Allora: il maxischermo di piazza Duomo a Milano trasmetterà la partita. Non fanno in tempo ad annunciarlo che i locali Autogrill che danno sulla piazza, in favore di schermo, si stanno attrezzando per fare le sale vip. E' così da settimane: non fai in tempo a dire/fare una cosa che ne dicono/fanno un'altra. Non fai in tempo a rilassarti dopo una partita che ce n'è un'altra. E in questa settimana di vuoto calcistico succede comunque una cosa al minuto. Pensavo di riposarmi e invece sono un fascio di nervi. Non fanno in tempo a dire del maxischermo che già di allestiscono sale vip.

Poi sei lì che rimugini 'sta cosa delle sale vip e realizzi che prima c'è Siena, che forse è peggio di Madrid. A Madrid si giocherà una partita solo, secca, solitaria, senza contemporaneità, senza casini. Una presumibile partita di pallone tra due squadre arrivate in fondo alla competizione più importante d'Europa. Su Siena si concentreranno invece le forze del male, le gufate, i giramenti di coglioni. La vedo quasi più complicata, per me almeno. Sarà un pomeriggio di passione.

Poi questa cosa dei biglietti è un delirio. Ma perché non mi rassegno a vederle sul divano invece di fantasticare come un pirla? Per Siena il problema è già risolto: sono di turno al casello. E Madrid? Boh, le possibilità sono al lumicino. Mi chiamano, mi domandano: hai il pacchetto? sai qualcosa del pacchetto? Quasi quasi mi informo per la saletta vip in piazza Duomo, ultima follia ma solo in ordine di tempo: siamo solo a martedì pomeriggio.

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(nella foto, al centro: il pacchetto)