Blog ufficiale di Virgilio

06/08/2011

TWITTING FROM BOCCIO

15.52 A Pechino si perde sempre. Non veniamoci piu'. Ci sono cosi' tante citta'

15.50 Gaaaaaaa. Fuorigioco. Fanculo

15.41 Si', occhei, siamo calato, ma noto la presenza in campo di gente che doveva essere espulsa un'ora prima

15.35 Sfiducia al Boccio, crolla il consumo di birre

15.31 Cambio nel Milan: esce Belfagor, entra Girolimoni

15.30 Silenzio al Boccio, sembra di essere in alta montagna, se non fosse per la puzza di panini

15.28 Chiaro gol di regime: il genero di Berlusconi tira, segna Michael Jackson

15.20 Pareggio in anticipo di due anni sui programmi di Berlusconi

15.15 Uno judoka che assomiglia a Ibra schiena l'avversario e pretende un rigore

15.00 Il Boccio chiude. Chi c'e' c'e'.

14.48 Tutti a fumare. Io non fumo e ho Safari in stallo

14.34 Ovviamente non e' la prima volta che nota la bruttezza di Gattuso. Intendevo dire: dalle ore 14 di oggi.

14.33 Noto per le prima volta la brutezza di Gattuso e della nuova divisa degli arbitri

14.25 Wesley Sneijder, pur impedito dal trolley con cui sta giuocando da inizio partita, ristabilisce l'ordine delle cose

14.20 Un avventore si presenta al mio tavolo con un paio di collant e venti perline e chiede di scambiarli con il mio iPad. Hal lo allontana con una spallata tipo Martin Castrogiovanni

14.08 Il Milan ha gia' fatto dieci falli, di cui undici raccapriccianti

13.55 Due ragazze escono schifate, come se avessero visto per la prima volta 50 uomini aspettare una partita di calcio il 6 agosto

13.35 I titolari del Boccio, incuriositi, si sono impegnati a mettere il wi-fi entro il 2028

13.25 Ancora larghi vuoti negli spalti del Nido degli Uccelli (ho ribattezzato cosi' il Boccio per l'elevata percentuale di clientela maschile)

13:28 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (87) | Segnala | Tag: inter, milan, supercoppa | OKNOtizie |  Facebook

10/05/2011

PALERMO-MILAN 2-1

EMBE'

Diffidate di quei milanisti - statisticamente è sicuro che ne incontrerete almeno uno nelle prossime 24-48 ore - che vi diranno che uno scudo e l'eliminazione in semifinale di Coppa Italia vale mooooolto più di quella cazzata che avete fatto voi, come si chiama, ah sì, il triplete.

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08/05/2011

SCUDETTO

CLUB MED(RANO)

Da uno che non ha mai nascosto quanto gli stia sul culo Berlusconi e quanto ferocemente disprezzi il berlusconismo e il berlusconesimo, lasciate che vi dica che i toni solennemente risentiti - tendenti all'apocalittico - di certi commenti interisti alla vittoria del Milan mi risultano non meno fastidiosi del fatto stesso, cioè del vedere il nostro caro amato scudettino appiccarsi a quelle orribili maglie. Lo scudetto verrà gettato in politica? Boh, non da me. Non riesco a considerare necessario un legame tra l'uomo più schifoso d'Italia con il risultato sportivo della squadra di sua proprietà. Il Milan ha vinto lo scudetto perché ha fatto più punti degli altri, stop. Ha goduto di favori clamorosi, le avversarie sono state clamorosamente sfavorite? Non mi pare. E quando tiri le somme dopo 36 giornate, o sono successe cose tipo Ceccarini, palloni dentro di mezzo metro ecc., oppure devi stare lì a fare i calcoli con il bilancino nucleare. E quindi dopo un po' ti annoi.

L'Inter ha fatto un punto nei quattro tradizionali big match con Milan e Juve, perdendo i due derby, e questo per me è la cartina di tornasole del nostro campionato. Il Milan ha fatto un girone di ritorno che giustifica lo scudetto, perdendo una sola partita e subendo 6 gol in 17 partite. Tutto questo non cambia la mia visione medranesca dell'Ac Milan e non placa il mio conato di vomito alla vista di Mister Cerone. Ma sportivamente mi sembra un percorso ineccepibile e non riconoscere la vittoria altrui mi sembra un atto di alterigia che non cambia la storia, ma al limite ci fa stare peggio.

Noi, certo, avremmo potuto eccepire qualcosa. Ma dopo cinque anni meravigliosi - l'ultimo meravigliosissimo, il più meraviglioso nella nostra storia centenaria - bisogna che serenamente riconosciamo i nostri errori (l'ingaggio di un allenatore non gradito, il non-mercato estivo, i peccati di giovinezza del nostro secondo allenatore ottimo a infondere l'entusiasmo per inseguire ma pessimo nel capire quando era giunto il momento di gestire).  L'Inter  del derby, di Parma o di Gelsenkirchen (per rimanere all'ultimo mese) è una squadra scippata dello scudetto? Maddai. Così come, santiddio, diamo alle altre squadre la possibilità di comprare buoni giocatori, di azzeccare le scelte e di vincere i campionati. Magari un giorno lo farà anche la Juve (rumore di tuoni). Si chiama sport.

Mi costa, eh? Uh, quanto mi costa. Ma in queste ore ho letto tante cose scritte in rete da ottime penne, e non mi sono piaciute. I milanisti festeggiano e ci sfottono? Beh, ragazzi, cosa pretendete da gente che non vinceva da un po'? Mi sembra naturale. Vogliamo negare le tensioni naturali di un tifoso? Va bene, neghiamole. E poi? Il milanista "puro" starà festeggiando com'è giusto che sia. E' il momento più ovvio e fanciullesco, quello più giusto direi. Gli imbarazzi che immagino nutrano centinaia di migliaia di milanisti nei riguardi del loro padrone e del suo stile di vita e della sua ributtante filosofia politica e morale, beh, quelli restano e sono affari loro (purtroppo anche nostri). Ma la loro squadra ha vinto lo scudetto ed è giusto che festeggino. Io no, pazienza. Mi immalinconisco ma non mi sento macerare dentro. Si chiama - lo ribadisco - sport.

 

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07/05/2011

ROMA-MILAN 0-0

CINQUE A ME, UNO A TE

Mi ha fermato per strada un ragazzo del Milan:

"Scusi, lei è dell'Inter vero?"

"Sì".

"Senta, non l'ho mai usato: mi dice dov'è il clacson?"

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01/05/2011

CESENA-INTER

IL RUMORE DEI NEMICI

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Sì, vabbe', durerà una settimana, ma il rumore dei nemici questa sera è dolcissimo: il tintinnare di bottiglie che tornano in frigo, lo sfrigolare delle gomme di bus scoperti che rientrano in garage, lo stormire dei cartelloni "lo scudetto, la Champions League, la Coppa Italia, la Supercoppa italiana e il Campionato del mondo per club metteteli nel culo" rimessi nell'armadio, e quel tenero fruscio di piselli che sfiorano patte e arretrano barzotti nel fodero, frrrrrrrrr.

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09/04/2011

INTER -CHIEVO 2-0

COMUNICATO AI TIFOSI

I festeggiamenti per lo scudetto dei Lampedusa Devils sono rinviati a data da destinarsi. Per informazioni su nuova data: via Filippo Turati 3, 20121 Milano, tel. +39 026228.

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03/04/2011

MILAN-INTER

TRISTEZZA (PER FAVORE VAI VIA)

No, niente, è un lutto che non sono riuscito a elaborare durante la notte. Mi sono svegliato anche più turbato di ieri. Perché la questione è fondamentalmente una: nettamente in testa al campionato italiano di giuoco calcio c'è una squadra che schiera contemporaneamente Gattuso, Boateng, Van Bommel e Abate, e tutto questo può accadere se c'è, oltre a una quota di merito proprio, anche una significativa quota di colpe altrui. Visto che questa povera nazione si lamenta del coefficiente Uefa ben più delle cagate che dice il premier a Lampedusa, allora è il caso di considerare bene il profilo del campionato. Perché quasi al secondo posto e in piena corsa scudo (sta giocando ora) c'è una squadra che vale il quarto posto, e al quarto (giocando il miglior calcio del campionato) ce n'è una che vale l'ottavo.

In tutto questo, appunto, l'Inter non può recitare il ruolo della vittima o della verginella vessata dagli arbitri. L'Inter è l'Inter, punto. E il dato di cui già scrivevo ieri sera (gli scontri diretti con Milan e Juve) ci regala un quadro impietoso della situazione.

L'Inter è l'Inter, dicevo. E le partite contro Milan e Juve sono la cartina di tornasole, ogni stagione che Iddio ci concede, di cosa è l'Inter. Quest'anno contro Milan e Juve abbiamo fatto un punto in quattro partite, segnando 0 (zero) gol. E sottolineerei anche il fatto che quella di ieri sera, persa 0-3, è stata decisamente la migliore: abbiamo rischiato seriamente di segnare, abbiamo tenuto il pallino del gioco per periodi eccedenti i cinque minuti consecutivi. Abbiamo giocato, a parte dal 2-0 in poi. Io la penso principalmente così: Leonardo ha sbagliato la formazione, come al solito non l'ha corretta (poi, ovvio, ti capita l'espulsione e tutto diventa difficile, forse impossibile), e l'atteggiamento complessivo della squadra non è stato pari alle attese che tutti abbiamo covato in queste due settimane del cavolo.

Gli errori arbitrali? Le decisioni istantanee di Rizzoli sono tutte accettabili, per le condizioni in cui sono state prese (che sono quelle normali, boys: deve dirci in una frazione di secondo se è fuorigioco, se è rigore, se è simulazione, se è fallo): i fuorigioco sono millimetrici, il gol-non-gol non l'ha svelato nemmeno la fastasmagorica telecamera dedicata su cui Sky ha rotto il cazzo per tre ore nel pre-partita, e poi fatico a lamentarmi quando non avremmo avuto molto da dire sul mani di Maicon se avesse fischiato rigore, ed eravamo appena all'ottavo minuto. Io tutte queste cose le accetto di default, così come accetto che il miglior centravanti del mondo sbagli un gol fatto. E' il calcio.

Se proprio devo lamentarmi dell'arbitro, lo faccio per una questione importante, che esula completamente dalla cerchia delle decisioni istantanee. Mi lamento - dovrebbe essere una questione generale di tutto il calcio, non di Milan-Inter - del metro di giudizio, che è una questione non istintiva, ma tecnica, direi quasi politica. Se conveniamo che l'entrata da dietro e l'entrata violenta vanno sanzionate con l'ammonizione, gli arbitri italiani mi devono spiegare perché a volte il cartellino esce dalle loro tasche solo dopo un'ora di partita, come se su tutto quello che avviene prima gravi una specie di bolla di comprensione ("fai il bravo, alla prossima ti ammonisco") che, se c'è, tanto vale regolamentare. La prima falciata da dietro vale per tutti? Scriviamolo. Ieri Zambrotta, Van Bommel (e forse anche il nostro placido Thiago) avrebbero dovuto fare la doccia con molto anticipo, e chissà come sarebbe andata.

Ma comunque resta l'amaro. Non era l'Inter che avrei voluto vedere nella partita che poteva voler dire sorpasso. Su questo spero siate d'accordo con me, e non c'è Rizzoli che tenga. E adesso avanti, chè tutti meritiamo altro e non vogliamo fermarci qui.

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(spero che i giochi di parole con Pato siano finiti, non se ne può più)

 

12:49 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (209) | Segnala | Tag: calcio, inter, milan, serie a | OKNOtizie |  Facebook

MILAN-INTER 3-0

PAUSA

La vera, grande sfiga ve la dico io qual è stata: la pausa di campionato. Questa partita doveva essere giocata una settimana fa, con l'Inter al settimo cielo e il Milan depresso. Questa pausa è stata come la sospensione per sopraggiunta oscurità di certi match di Coppa Davis: si torna in campo la mattina dopo e cambia tutto. Poi, mi si consenta un auto-copincolla:

Per il derby mi limiterei a una preghiera: spero di vedere un centrocampo attrezzato ad affrontare il loro, che è fatto sì di operai, ma altamente specializzati. Le difese e gli attacchi sono molto forti e li conosciamo bene. Ho un po' la sensazione che a centrocampo, dove sarà più semplice scompaginare le carte, potrebbe risolversi la sfida.

E quindi al solo apparire sullo schermo delle formazioni ha cominciato a cercare Orociok in giro per la casa, non trovandone. Anch'io mi sono distratto a causa della pausa. 14 giorni a disposizione per comprare Orociok e invece niente. Pausa di merda. Vanno tutti in nazionale e ad Appiano, a preparare la partita, rimangono in cinque. Ecco, per assurdo: una partita non-preparata in 14 giorni di non-allenamenti.  Francamente, io contro il Milan avrei rafforzato un centrocampo che aveva patito contro il Lecce, ma siamo in democrazia. L'Inter non ha fatto la partita-disastro che mi avrebbe mandato in bestia (tipo Juve o derby d'andata), ma neanche può uscire dal campo con la coscienza a posto, e me ne dolgo.

Aggiungi poi un pochino di sfiga: becchi il gol dopo tre secondi, è ovvio che il cervello di va in pappa. Loro hanno segnato due gol sul filo del fuorigioco (c'erano, non c'erano? Non mi interessa). L'assist per il secondo gol di Pato lo poteva fare solo uno scarso come Abate. Però penso che due arbitri su tre ci avrebbero dato rigore contro per il mani di Maicon, e sarebbe stato 2-0 dopo 8 minuti. Nel derby di ritorno dello scorso anno l'arbitro era stato ben più influente, o no? E avevamo vinto 2-0 in nove. Lo so che questi confronti con il Mou sono accademici, ma certe volte vengono spontanei. Trovassi Rizzoli al bar, prima poserei per una foto e poi gli chiederei perchè cazzo non ammoniva mai Van Bommel e Zambrotta. Ma sono particolari. Entravano da dietro con l'occhio di tigre che noi non avevamo.

A me piace la voglia e la determinazione con cui si giocano certe partite, e loro ce ne hanno messa di più, poche balle. Con Milan e Juve un punto in quattro partite: chiudiamo qui l'argomento, sennò mi tocca andare alla farmacia di turno per chiedere se hanno degli Orociok o del Lexotan in subordine.

Detto questo, non è mica finita. Non deve esserlo. Intanto vediamo cosa fanno Napoli-Lazio e l'Udinese domani. Poi a noi rimangono tre trasferte e al Milan quattro, tutte bruttarelle (le nostre e le loro). Possiamo rimetterci in carreggiata se vinciamo le nostre: resta sempre il rischio teorico di un Bari o di un Palermo, finchè la matematica non dirà che è ora (per gli altri) di fare i caroselli. E comunque pensiamoci a partire da mercoledì: prima c'è lo Schalke, che grazie al bicchiere di birra tirato da un tifoso del St. Pauli dritto sulla nuca del guardalinee ha giocato 6 minuti meno di noi, oltre che un giorno prima. In alto i cuori. Torniamo a divertirci, finchè si può. Viva l'Inter, viva l'Italia.

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(nella foto: una tipica posa di orgoglio contro ogni pregiudizio del fidanzato cripto-gay della figlia del proprietario della seconda squadra di Milano)

00:22 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (76) | Segnala | Tag: calcio, serie a, inter, milan, pato | OKNOtizie |  Facebook

28/03/2011

ATTESA

SETTORO'

Una pausa di campionato, cos'è una pausa di campionato? Un giuramento fatto un po’  più da vicino, una promessa più precisa. Un apostrofo rosa tra le parole t'acchiappiamo.

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10:10 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (117) | Segnala | Tag: calcio, inter, milan | OKNOtizie |  Facebook

22/03/2011

LA SFIDA

QUATTRO

E' ovvio che siamo sostanzialmente milanocentrici e, nello specifico, molto intercentrici, e quindi già dalle vacanze di Natale e dall'avvento di Leonardo stiamo leggendo il nostro campionato (Inter)  ferocemente in chiave Milan, e ora che li abbiamo davvero quasi-raggiunti alla vigilia del derby, ecco, non vediamo altro che Inter, Milan e Milan-Inter. I nostri sogni si sono fin qui realizzati: dal 6 gennaio a oggi, attraverso un percorso un po' bizzarro (soprattutto nelle ultime due giornate), abbiamo effettivamente ridotto al minimo lo svantaggio dal Milan che all'inizio del 2011 era in doppia cifra. Adesso inizia l'ultima fase. Il derby, innanzitutto, che dirà molto, moltissimo. E poi le ultime sette giornate. Che però vanno lette non come una volata a due, ma a quattro. Sì sì, ci sono anche Napoli e Udinese. Tanto più che il derby consentirà teoricamente a entrambe di avvicinarsi ancora di più. Mentre noi ci scanneremo con i cuginastri, l'Udinese andrà a Lecce (difficile, ma mica impossibile) e il Napoli ospiterà la Lazio (non una passeggiata, ma chissà in quale bolgia si giocherà sapendo già il risultato di Milan-Inter). Poniamo che Milan-Inter finisca in parità e loro vincano le rispettive partite. La classifica del 3 aprile sera sarebbe Milan 63, Napoli 62, Inter 61, Udinese 59. Se l'Inter perdesse, sarebbe risucchiata. Se il Milan perdesse, la classifica si accorcerebbe di brutto con tre squadre in un punto. Non è fantacalcio, sono solamente le realistiche combinazioni di una semplice giornata di campionato, la ottavultima (erano anni che sognavo di scrivere ottavultima).

Il derby cambierà le cose. Quindi, per fare davvero i conti con il finale di campionato, sarebbe il caso di aspettare la sera del 2 aprile (prima Udinese, e poi il derby) e poi quella del 3 aprile (Napoli) per avere una classifica aggiornata da un probabile rimescolamento delle carte. Comunque, le ultime otto giornate di campionato sono piuttosto simili per le quattro contendenti. Come se tutto fosse stato deciso a tavolino, ogni squadra avrà due scontri diretti con le altre. A noi toccano Milan e Napoli, entrambe fuori casa, e forse nel calendario avulso degli scontri diretti siamo quelli messi peggio. Avremo quattro partite in casa non particolamente complicate, in cui dovremo fare 12 punti senza alcuna alternativa, perchè appunto le trasferte sono belle pesanti: Milan, Napoli (alla penultima) e due pericolanti, Parma e Cesena. Lo scudo, mi sembra chiaro, ce lo giocheremo tutto in trasferta.

Ognuna delle altre ha - come direbbe un assessore ai lavori pubblici - le sue criticità. Il Napoli, per esempio, ha Inter e Juve nelle ultime due giornate. Lo scontro diretto Udinese-Milan è all'ultima giornata. Il Milan non ha delle belle trasferte, tutt'altro: nell'ordine Fiorentina, Brescia, Roma e, appunto, Udinese. Alla 33ma giornata c'è un Napoli-Udinese che potrebbe estromettere l'una o l'altra. Nemmeno il Napoli è messo benissimo con le trasferte (Bologna, Palermo, Lecce, Juventus). L'Udinese ha tutte avversarie medio-alte in casa o fuori.

Napoli e Udinese non vanno più trascurate. Siamo in febbre derby ed è giusto che sia così, ora più che mai. Ma dal 4 (quattro) aprile bisogna considerare che ci ritroveremo in quattro (4). Il Napoli ha proverbialmente il dodicesimo uomo. L'Udinese sta facendo cose mai viste: nelle ultime sette giornate ha fatto 19 punti, 17 gol e non ne ha subito neanche uno. Alla quinta giornata avevano un punto, poi non so cosa sia successo. Comunque sia, è il bello del calcio.

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15:13 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (100) | Segnala | Tag: calcio, serie a, inter, milan, napoli, udinese | OKNOtizie |  Facebook

20/03/2011

INTER-LECCE 1-0

PIEDINO LO SBIRRO

Mi sono sempre chiesto: ma se i bambini sotto i 7 anni a San Siro entrano senza biglietto, poi dove li mettono visto che i posti sono numerati? C'è un asilo sotto il primo arancio, c'è una stanza tipo Ikea con tutte le palline dentro, c'è un servizio animazione con Bedi Moratti che legge le fiabe? No, certo, stanno in braccio al papà o alla mamma. Perfettamente incastrati tra il corpo del papà/mamma e la schiena di quello che sta davanti.

Cioè io.

Appena arrivato al mio posticino nel primi blu, capisco che sarà una partita difficile. Ho il mal di testa post-mezza maratona, le gambe a perenne rischio crampo costrette in quei cinque decimetri quadrati, di fianco ho una specie di Buddah col giubbotto di pelle e dietro c'è lui:

Piedino.

Piedino è in braccio al papà e ciclicamente, soprattutto in corrispondenza di ogni accenno di azione d'attacco dell'Inter, mi rifila una pedata nel costato. Voi capite che il primo tempo, nelle condizioni di cui sopra, è trascorso in mezzo a indicibili sofferenze. In più, nella stessa fila, ho due coniugi veneti venuti espressamente da non so dove a insultare Orsato (che è di Vicenza):

"Mbriago juventino, vergogna!"

Questo a ogni azione del Lecce verso la porta del primo blu. Sudo freddo, la partita fa cagare, il tempo non passa e Piedino è implacabile. Al fischio finale del primo tempo, mentre  sono preda di turpi pensieri che al confronto Erode era papa Giovanni, mi giro per guardare Piedino e incenerire con lo sguardo lui e il suo paparino, quando mi accorgo che Piedino è un bimbo angelico - biondino, occhio azzurro, viso simpatico - e tutta la mia grinta svapora in un sospiro rassegnato. Al che, preso da una ventata di orgoglio paterno, rifilo un deca alle bimbe e dico:

"Andate (pausa) andate e compratevi un cornetto Algida. Ma cosa dico uno, due cornetti Algida!"

dico alzando artatamente la voce e vantandomi di tale liberalità. Nessuno in realtà mi stava cagando. Due minuti dopo avrei appreso la seconda brutta notizia della giornata (la prima era che dietro il mio sedile c'era un bambino non pagante):

il cornetto Algida è passato da 3 a 3,50 euro, con un aumento del 16,66% ben superiore al tasso di inflazione. Cerco di chiamare l'Istat per chiedere se il cornetto Algida compaia nel paniere, quando Orsato fischia l'inizio del secondo tempo, e i due coniugi della mia stessa fila mentre lo vedono avvicinarsi urlano:

"Mbriago juventino!"

che sono due insulti mica da ridere. Il Pazzo prima sbaglia un gol e poi la mette. Mi alzo e urlo prima di essere colpito dal settecentesimo calcio di Piedino. Dopodichè è sofferenza fino alla fine, tra gol sbagliati, contropiedi del Lecce e calcetti del bambino. Alla fine ero distrutto. Missione compiuta, però. Signora, siamo a meno 2, meno due!

"Mbriago juventino! Ah sì, meno due. Demo a casa Bepi".

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22:01 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (232) | Segnala | Tag: calcio, inter, lecce, milan, pazzini | OKNOtizie |  Facebook

LA GUERRA

LO SPETTACOLO STA CONTINUANDO

The show must go on. Negli ultimi 10 giorni è stato proprio così. Le spettacolo sta continuando, in effetti, com'è nelle cose. E' continuato mentre in Giappone succedeva l'apocalisse ed è continuato anche stasera, che si faceva zapping tra Palermo e Bengasi con sin troppa naturalezza. E quindi esulti al fischio finale di un Palermo-Milan  (!) sul canale 201, proprio mentre sul canale 100 scorre il rullo dei Cruise lanciati verso chissà dove e si succedono dichiarazioni che fanno accapponare la pelle.

"Potrebbe non servire".

Ecco, questa è la frasetta con cui il nostro premier, che solo qualche mese fa baciava le mani e lasciava piantare tende a Roma a Gheddafi, liquida la faccenda dell'intervento italiano in quella che da poche ore, volente o nolente, è una guerra. Mentre La Russa gioca a Risiko e Napolitano dice che l'Italia farà quel che deve fare, Berlusconi - riferendosi all'intervento diretto dei nostri aerei nelle missioni sulla Libia - dice:

"Potrebbe non servire".

E certo, Silvio, certo. Potrebbe non servire. Speri di sfangarla. Devi bombardare il tuo socio in affari, devi dichiarare guerra alla tua copia-carbone in salsa africana. E quindi ti capisco.

"Potrebbe non servire".

Ecco lo statista, ecco il profilo, la statura, la dimensione, la grandezza dell'uomo che governa questo povero paese. Bravo Silvio, speriamo che stanotte francesi e americani facciano il lavoro sporco, così in effetti

"Potrebbe non servire".

La guerra è un orrore, quello che sta succedendo in queste ore è una sconfitta. E'  sabgue, è morte. Questo sì, caro Silvio, è terrore morte e distruzione. Questo, non i giudici comunisti. Guarda il canale 100, dai, resta sintonizzato, stay tuned. Sei il presidente del Consiglio, santiddio. C'è la guerra, è un sabato sera diverso, mi rendo conto. E noi - noi, poveracci, noi pecoroni come quelle 500 zoccole che a pagamento andavano a sentire le lezioni sull'Islam da un dittatore accolto con tutti gli onori in Italia - abbiamo un premier che dice tre parole, di cui una è un condizionale.

Io mi vergogno di quest'uomo. E dopo una settimana di seghe sull'Unità, io mi vergogno di un paese che elegge, sostiene e magnifica quest'uomo. 150 anni buttati nel cesso. Scoppia una guerra e il presidente del Consiglio dice:

"Potrebbe non servire".

Mi vergogno ma non mi stupisco. Del resto, mentre qualche settimana fa Gheddafi cominciava a massacrare i suoi connazionali, Berlusconi aveva detto:

"Non lo chiamo per non disturbare".

Sì, fa ridere. Purtroppo fa ridere. E' giusto così. Il governo italiano oggi è formato da Berlusconi e da quelli come lui, dai La Russa che non vedevano l'ora di essere ministri della Difesa in tempo di guerra, e dai Bossi che fanno una dichiarazione contro la guerra - quindi, contro gli alleati - ma con una motivazione altamente umanitaria:

"I patti non erano questi, adesso arriveranno milioni di libici".

Sul fatto che ci si massacra e si bombarda a una manciata di chilometri dal nostro bel suolo no, niente. Adesso ho sonno e domani ho una mezza maratona. Copincollo dal Corriere.it dello scorso 28 agosto. Così, giusto per non far finta di non capire perché si baciano mani e si leccano culi, e poi si dichiara:

"Potrebbe non servire".

La premiata ditta Gheddasconi ha una caratteristica tutta sua. Gli affari diretti tra i due sono pochissimi. Anzi, solo uno: Fininvest e Lafitrade, uno dei bracci finanziari di Gheddafi, hanno entrambe una quota in Quinta Communications, la società di produzione cinematografica di Tarak Ben Ammar, l'imprenditore franco-tunisino tra i principali fautori dell'asse Arcore-Tripoli. Il grosso del business si fa per altre strade. Il Colonnello ha messo sul piatto un  po' del suo tesoretto personale (i 65 miliardi di liquidità di petrodollari accumulati negli ultimi anni). Il Cavaliere gli ha spalancato le porte dell'Italia Spa, sdoganando la Libia sui mercati internazionali ma pilotandone gli investimenti ad uso e consumo dei propri interessi, politici e imprenditoriali, nel Belpaese. In due anni Gheddafi è diventato il primo azionista della prima banca italiana (Unicredit) con una quota vicina al 7% (valore quasi 2,5 miliardi) e grazie allo storico 7,5% che controlla nella Juventus è il quinto singolo investitore per dimensioni a Piazza Affari.

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