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14/08/2008

PECHINO DAY 6

LOTTA LOVE

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Innanzitutto ci tengo a dire una cosa: i nostri giubbini fanno cagare. Sembriamo gente passata lì per caso: "Dove minchia vai?" "Alla premiazione". "E ci vai in maglietta? Toh, mettiti il giubbino dello zio". Ecco, sembra il 87562388.2.jpggiubbino dello zio. Ma chi cazzo ha avuto la pensata di questi giubbini? E cosa cazzo servono quei due tasconi anteriori? E poi, non sono troppo corti? Ogni volta che si esulta spunta la panza. Non si fa. Vabbe'. Ma parliamo di Minguzzi. A Minguzzi, e a tutti i Minguzzi d'Italia, una medaglietta d'oro bisognerebbe darla a prescindere. Mi sfugge - lo dico con ammirazione - il motivo per il quale un ragazzo di Bologna (capitale del basket, piazza storica del calcio, città opulenta di motoristi e di tennisti e di quant'altro) un giorno decida che il suo sport preferito è la lotta greco-romana. Mandiamogliela a casa a tutti una medaglietta, per la scelta e per il sacrificio, per l'originalità e per la soglia del dolore. Il 99 per cento dei ragazzi sogna gloria, soldi e figa. L'1 per cento si divide tra gente che sceglie la lotta, la boxe, il taekwondo, l'orienteering, la ruzzola, la rumba e le boccette. Iddio vi benedica. Finchè ci sarà gente che amerà avvinghiarsi ad altri uomini in costume 730969258.2.jpgottocentesco cercando di ribaltarli con la sola forza delle braccia, beh, il mondo dello sport sarà migliore. Ricordiamoci dei Minguzzi d'Italia quando vediamo gente di C2 (anzi, di LegaPro Seconda Divisione) (Iddio vi stramaledica, dirigenti dei miei due coglioni) girare in Porsche mostrando il bicipite tatuato al semaforo. Anche le donne che fanno skeet, diciamolo, sono una rarità. Stamattina, guardando la Cainero, mi saliva un tale livello di nervosismo che quasi mi vergognavo: loro lì sotto l'acqua a sparare e io a fare zapping perchè avevo l'ansia. Viva la gnocca olimpica: quattro ori su sei hanno le tette, e questa cosa la trovo molto poetica e beneagurante per il futuro dell'umanità.
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13/08/2008

I MOSTRI DEL NUOTO Settore4cFila2Posto75

LA DIETA MEDITERRANEA 

1627482947.jpgSe un  ciclista italiano non esattamente di primissima fascia vince tre tappe di montagna al Giro e due mesi dopo dicono che era dopato, 1) non ci stupiamo, e 2) ci stupiamo semmai di non averci pensato subito. Anche perchè nel frattempo al Tour la speranza del ciclismo italiano, facendo il bulletto tipo Bronx, aveva vinto due tappe pantaneggiando per poi venire fermato perchè dopato, e noi 1) non ci eravamo particolarmente stupiti perchè 2) pensiamo che il ciclismo, parlando di doping, è una vera merda. No, niente: pensavo al ciclismo leggendo i risultati del nuoto alle Olimpiadi, dove i record cadono che è una bellezza (dicono che è merito dei nuovi costumi, e anche delle piscina velocissima: sarà). I record, nel nuoto, cadono da sempre con una frequenza maggiore rispetto agli sport terrestri, e ai grandi appuntamenti gli atleti arrivano così cazzuti e fottutamente preparati che molto spesso la vittoria si tinge di record per default. Ma i record di Pechino, cazzo, sono mostruosi. Nella finale della staffetta 4x100 cinque nazionali (la nostra compresa) hanno nuotato sotto il vecchio primato, e la sesta e la settima l'hanno mancato di pochi centesimi. Minchia, è normale? Nelle varie staffette sono caduti record europei di sei, sette secondi (!), quando di solito si limano di qualche centesimo. Phelps vince e fa il record in ogni gara. I centometristi stanno facendo cose allucinanti. Mi ripeto: sarà tutto normale? Questi folli (provate voi a passare ogni giorno due o tre ore in vasca a macinare chilometri, e poi in palestra a tirare su pesi su pesi) saranno proprio genuini al mille per mille o c'è qualcosa che loro sanno e noi no? Penso male perché il ciclismo ci ha insegnato che a pensar male non solo non si sbaglia, ma si sta un passo indietro a quella che è una cruda realtà. Quello che mi insospettisce nel nuoto di Pechino non è l'exploit (quello ci sta), ma il festival degli exploit. Non è il salto di Bob Beamon, ma sono i salti dei fratelli Beamon (i Beamon's). Spero tanto di sbagliarmi, ma non riesco (più) a fidarmi al cento per cento.

Prendi Phelps. Sarà mica umano quello che sta facendo, dai. Vince tutto, svelle record e avversari, vola sull'acqua, ha due o tre gare al giorno e non ha un attimo di cedimento. E' sicuramente un atleta superiore, uno dei superuomini dello sport e una dei più grandi nuotatori di tutti i tempi. Ma a tutto c'è un limite. Il New York Post ha appena pubblicato quello che può essere considerato il suo segreto: la dieta. Lo stesso Phelps dice di sè stesso: mangio, dormo e nuoto (trombare niente) (sarà mica umano?). Ordunque, vediamo cosa mangia.

Siete seduti?

La dieta di Phelps prevede l'assunzione di 12.000 calorie al giorno, divisi in tre pasti da 4.000 calorie. E' una razione da lottatore di sumo, direi. Un uomo medio della sua età ha un fabbisogno medio di 2.000 calorie al giorno. E veniamo al dettaglio.

Colazione (4000 calorie): tre panini con uova strapazzate, formaggio, insalata, pomodori, cipolle fritte e maionese, una  frittata di cinque uova, una ciotola di semolino, tre tortine al cioccolato, tre fette di pane tostato e due tazze di caffè, bevande energetiche.

Pranzo (4000 calorie): mezzo chilo di pasta al pomodoro, due fette di prosciutto alte un dito con pane, formaggio e maionese, bevande energetiche.

Cena (4000 calorie): mezzo chilo di pasta al pomodoro, dalle sei alle otto fette di pizze, bevande energetiche.

Diobono. Ma come cazzo fa a nuotare? Io andrei a fondo come un piombo, oppure morirei di congestione alla quinta bracciata esalando un "Forza Inter, viva l'Italia, abbasso le frittare di cinque uova". Cos'ha al posto dello stomaco, del fegato e dell'intestino? Un Girmi? Sono sconvolto. Mi avessero detto che beveva l'Epo a canna me ne sarei fatto una ragione. L'immagine di questo americano che invece si alza, si stira, fa una pisciatina e poi si mangia cinque panini con le uova strapazzate mi fa tremare le palle. Per non dire della cenetta da mezzo chilo di pasta e otto fette di pizza. Dopo due settimane di questa dieta io peserei cento chili. Lui, invece, vince sette medaglie d'oro. Non mi dite che è questione di metabolismo: potrei mandarvi a cagare.

PECHINO DAY 5

LA DIVA UMILE

916808732.JPGNessuno pretende che tutti gli atleti siano frati trappisti o suore di clausura. Anche perché il mondo sarebbe di una noia mortale e lo sport una specie di disciplina militaresca tipo Ddr, e ci piacerebbe un po' di meno. Va bene il contrario, sì sì, perchè siamo nel ventunesimo secolo e nella democrazia. Va bene che ci sia il mezzo prete e anche la mezza velina, la maniaca e il folle, lo sbandato e la perfettina. Ma è chiaro che, trattandosi di sport, certi meccanismi vanno oliati con i risultati. Posi mezza nuda, rilasci interviste concettualmente discinte, ti pitturi le unghie, ti fori il capezzolo, mostri il culo al Magazine del Corriere il giorno prima della cerimonia d'apertura, limoni con il tuo fidanzato a bordo vasca, sfili in passerella, cinguetti in tv? Ok, fai pure, però vinci qualcosa nei ritagli di tempo. Sennò passi dall'altra parte, dove conterà il tuo essere donna e il tuo essere figa, ma non più il tuo essere atleta, cioè il non-esserlo. Magnini, per dire. Nei pronostici dei medagliati non compariva. Ma come, mi dicevo? Due volte campione del mondo e manco un bronzetto? Poi guardo le liste del 100 metri e mi accorgo che solo nel 2008 in nove hanno fatto meglio del suo record personale vecchio di due anni. Lo intervistano e gli chiedono dell'Isola dei Famosi e non di Phelps. Va fortissimo, ma non fortissimissimo. Se alla Snai fosse stato possibile giocarmelo eliminato in semifinale, un ventello ce lo avrei puntato. O un Montano. Sono quattro anni che leggiamo di lui su Novella 2000 e quasi mai sulla Gazza. Non fosse uscito agli ottavi sarebbe uscito ai quarti. E sulla Pellegrini nutrivo le stesse perplessità, confermate dalla finale dei 400. Per questo, nel rinnovare la mia antipatia per il suo way of life, mi alzo in piedi e applaudo alla sua incredibile reazione di ieri, e poi alla finale di stanotte. Prima e record del mondo, per due volte. E' forza, è talento. Potrebbe prosperare qualche anno ancora, ma mi rendo conto che la vita del nuotatore è una roba allucinante. Non mi piace che dichiari: adesso darò spazio alla tv e mi compro il Ferrari. Non mi piace, ma lo capisco. Non mi piace che si definisca una "diva umile", perchè la trovo senz'altro diva (ma queste dive con due spalle così mi fanno un po' tenerezza) e senz'altro poco umile (ma se la fosse non sarebbe la vera Pellegrini). Non mi piace ma lo capisco. E comunque ora è autorizzata a dirmi: "Settoruccio, piantala di rompermi il cazzo. Questa è una medaglia d'oro e..." No, ti prego, no! "...e la mordo! Tiè! E stasera trombo con Marin alla facciaccia tua". Dato il metallo della medaglia, ha ragione lei. Intanto il nostro carniere si riempie, Sanzo prende un bronzo (prima o poi troverò il modo di parlare di scherma) e siamo sempre quarti nel medagliere. A chi piace questa situazione consiglio di fare uno snapshot e di tenerlo a futura memoria: nella seconda settimana vivremo una più realistica carestia.

 

12/08/2008

PECHINO DAY 4

B-SIDE ONLY

Da alcuni particolari capi1467460896.jpgsci che i Giuochi sono entrati nel vivo. Visto che la Gazza mette queste foto qui e Repubblica (sotto il poetico titolo "Spalle ai Giochi") pubblica questa rassegna di culi qui, un'immagine di sport mi impegno a metterla io. Perchè - diciamolo - l'essenza dello sport olimpico sta proprio in questi momenti colti al volo, lacrime e abbracci virili, umanissime tensioni, urla di gioia provenienti da sport sfigati o molto molto minori, di cui ci si interessa un paio di giorni ogni quattro anni e che tra due settimane torneranno nel dimenticatoio quadriennale. La Vezzali (mi inchino alla tripla di ori, obviuosly) che si era preparata la citazione di Ramazzotti (!) non mi è proprio piaciuta, mentre questo misconosciuto D'Aniello che si rivolge al figlio che lo vede da casa e e gli dice "Oltre alla ruspa ti porto la medaglia" mi ha stretto un po' il cuore. Lo sport è questo: c'è gente che esce col Cayenne e lo parcheggia in quarta fila in corso Como, e c'è gente che esce con la Punto e si sente tirare la giacchetta: "Pa', mi compri la ruspa?". Preferisco questi, anche se li vedo una volta ogni tanto. E poi il double trap non è un'intervista doppia all'allenatore dell'Irlanda, ma una cazzo di specialità che mi ci vorrei vedere voi, pum pum, piattelli che schizzano a cento all'ora e un fucilone che pesa qualche chilo. Vabbe'. Gli sciabolatori li hanno presi a sciabolate (prima o poi parlerò di scherma), mentre i nuotatori sono proprio fighi: occhio ai due ranisti, oltre che alla Fede che se pensa per due minuti a nuotare e basta qualcosa porta a casa. Mi dicono che nella vela siamo messi bene, ma non ci credo. Voglio dire: le faranno davvero le regate? Chi le sta guardando? Io dei cinesi non mi fido al mercatino, figuriamoci nella vela olimpica.

11/08/2008

PECHINO DAY 3

VIVA LE FIGHE

A parte i tre tipi del tiro con l'arco, indubbiamente maschi, oggi è stato il festival delle donne, un monologo della vagina. Al mio risveglio mi sono gettato sul televideo per vedere cosa avesse fatto la Pellegrini nei 400 crawl, e quando ho letto "solo quinta" ho pensato: ecco, quinta come Marin, un grande amore, un bacio a bordo vasca, ma vadano a fare in culo. Con la differenza che Federica "celhosoloio" Pellegrini era favoritissima per le medaglie, mentre Luca "meletrombotuttemaunapervolta" Marin era stato ammesso alle Olimpiadi con un discreto artifizio e aveva fatto più di quanto gli si chiedeva. Comunque, a conferma di quanto la gnocca sia in voga oggi a Pechino, la Pellegrini è tornata in vasca poco più tardi e ha fatto il record del mondo in batteria nei 200. Dunque mi sovvengono due considerazioni: 1) la Federica è un grandissimo talento; 2) neanche Calisto Tanzi si amministrava così male. (Inciso sul nuoto: qui lo dico e qui lo nego, ma cinque nazionali sotto il precedente record del mondo nella 4x100, e gli americani che battono il primato di tre secondi, mi inducono a pensare che nel nuoto giri qualche sostanza ancora non catalogata: non penserete mica che sia tutto merito di quei costumi da froci?). Per la prima volta negli ultimi quattro anni (l'ultima volta era stato ad Atene) ho assistito a un intero assalto (assalto?) di judo. E' davvero un bello sport. Le regole sono essenzialmente quattro: 1) si indossa un accappatoio; 2) si saluta l'avversario, poi lo si prende per il bavero dell'accappatoio; 3) gli si tirano duecento calci alle caviglie nel tentativo di sgambettarlo: 4) si cerca di schienarlo, ma succede raramente, e quindi ci si limita a rotolare insieme fuori dal quadrato. La finale della Quintavalle è stata molto appassionante, ma avevo fretta di tornare a casa (una fame della madonna, stamattina un'ora di fondo lento sotto il sole) e quindi non ho esultato molto. In compenso ha esultato molto lei, una tamarra che prima ha divelto tutte le solennità asiatiche del judo facendo il gesto di Toni e poi ha ballato lo shake durante l'inno di Mameli. Mi sono vergognato molto, ma è finita in fretta. Poi, come previsto, abbiamo fatto incetta di medaglie nel fioretto femminile. Vezzali nella leggenda, ma si era preparata l'intervista post-gara. Vabbè, comunque della scherma parlerò domani. Anche perchè il virus del morso della medaglia ormai si è propagato e tutto ciò mi colma di assoluta tristezza.

Giulia Quintavalle mette al tappeto la mongola Khishigbat, ora è ai quarti (Afp)

10/08/2008

PECHINO DAY 2

LA VARIABILE DEL CALDO

{B}Mondiali di sauna, finlandesi imbattibili {/B}

Oggi Pechino, descritta finora come un incrocio climatico tra Città del Messico, Cinisello Balsamo e il deserto del Sahara, sembrava la Scozia. Pioveva a dirotto e due delle nostre medaglie sono arrivate proprio sotto l'acquazzone: la ciclista Guderzo è rimasta in piedi  nel diluvio fino alla fine e il tiratore pio Pellielo (terza medaglia in tre Olimpiadi: chapeau) non so come abbia fatto a prendere tutti quei piattelli con l'acqua che veniva giù. Quando corro e piove - a parte che è bellissimo - non vedo una sega, avendo gli occhiali privi di tergi. E lui invece ha preso 143 piattelli su 150. Vabbe', ma lui è Pellielo e io sono Settore, un pirla qualunque. Invece faceva caldo a Heinola, in Finlandia, dove si sono disputati i campionati del mondo di sauna, manifestazione che solo una calendarizzazione del cazzo - come si fa ad organizzarla in contemporanea con le Olimpiadi, dai - relega a un ruolo subalterno nel panorama dello sport mondiale. Mi spiace che Eurosport non abbia trasmesso la diretta. La sauna è uno sport bellissimo. Intanto, ci si mette in costume, si entra, ci si siede e basta, stop. E poi non bisogna essere particolarmente fit: anzi, è molto meglio se si è ciccioni. Tipo sumo, ma senza dovere fare un tubo. Mi sembra quindi una disciplina meravigliosa, se penso al culo che mi devo fare per una fottuta maratona. La foto dà l'idea della durezza di queste competizioni: ci si tatua il numero, si mette la temperatura a 110 e si sta lì ad aspettare che gli altri cedano. Guardate che concentrazione. E guardate il 48, ad esempio, che panza. Ha trionfato un tizio che sembra Petrucci, il presidente del Coni: ha resistito più di 18 minuti, rob de matt. Tra le donne, invece, si è confermata la campionessa in carica: poco meno di sei minuti, un terzo degli uomini (no, per dire). Questa cosa della sauna mi ha totalmente conquistato: era dai tempi del curling che non mi capitava una cosa del genere. Quindi della scherma parlerò domani. Evviva Tagliariol, comunque.

09/08/2008

PECHINO DAY 1

82 FOTTUTI CHILI

Buon inizio di Olimpiadi. Scoppia la guerra in Ossezia, un cinese accoppa un americano per poi suicidarsi e Agnese Allegrini esce al primo turno del torneo di badminton: un disastro. Nella prima giornata si attendevano due medaglie e ne è arrivata una. Chi ha fallito è Genny Pagliaro, un tipetto che normalmente solleva più del doppio del suo peso ma che - sono parole sue - è stata sopraffatta dal panico olimpico. Sono solidale con Genny: secondo i pronostici doveva vincere un bronzo. Quel "doveva" è la chiave del tutto. E' andata in pedana con le gambe molli e non è riuscita a tirare su 82 chili. Se ho capito bene (mi intendo di sollevamento pesi come di diritto comparato extraeuropeo), è come se Gibilisco uscisse fallendo i 5 metri. Ma tutto è relativo: 82 chili io li sollevo se mi prestano un muletto. Tutti a dire che Genny ha toppato: e provateci voi con 82 chili. A me gira la testa sollevandone 50 alla panca, dopo di che disdico l'abbonamento alla palestra e rivaluto la corsa. L'altra medaglia doveva essere l'oro di Bettini e invece è arrivato l'argento di Rebellin, ciulato a pochi metri dall'arrivo da uno spagnolo (mi sto mordendo la lingua). Rebellin ci ha messo tre ore per fare un paio di gocce all'antidoping: colpa del clima di Pechino (con il 90 per cento di umidità sudi anche l'anima). Ci è rimasto male, ma dice che il suo argento è la vittoria dello sport pulito. Il ciclismo è una tale merda che ci si vanta di arrivare secondi.

Davide Rebellin, 37 anni compiuti oggi, sul podio olimpico con Sanchez e Cancellara. Reuters

(cioè, fatemi capire: uno a 37 anni vince una medaglia olimpica e non trova nient'altro di meglio che morderla?)

08/08/2008

OLIMPIRLA

ESUBERANZE

285712845.2.jpgIn attesa di avviare il monitoraggio sui morsicatori di medaglie, mi preme segnalare un'altra categoria di sportivi che non sopporto: quelli che fanno i coglioni alle cerimonie inaugurali. Oggi - mi limito alla delegazione italiana - c'era gente che sfilava telefonando, e vabbe'. Ma di quelli che hanno scritto sulla  pirlate sulla bandiera, cosa diciamo? Passi per le schermitrici ("Da Jesi a Frascati e Trieste/vinceremo per le feste") (vinceremo per le feste?), ma il pesista che ha mostrato al mondo "Minchia, a Pechino sugno" spero che lo becchino al primo esame delle urine.

19:56 Scritto da: settore in sport | Link permanente | Commenti (9) | Segnala | Tag: olimpiadi, pechino, italia | OKNOtizie |  Facebook

29/07/2008

IL MEDAGLIERE

L'OLIMPIADE KEYNESIANA 

Buongiorno.

(rumore di sedie, brusio)

Una equipe di scienziati della Sorbona, composta da un docente di economia, una studiosa di matematica e una ricercatrice di economia dello sport

"Mi scusi".

Dica.

"C'è qualche relazione sessuale tra i tre?"

Prego, esca.

"Ma..."

Esca. Comunque il docente di economia e la studiosa di matematica sono marito e moglie.

"Beh, ma allora perché mi caccia fuori, abbia pazienza?"

Ha ragione, torni al posto. Dicevo, questa equipe di scienziati della Sorbona

"Scusi, ma la ricercatrice è una bella gnocca?"

Se ne vada. Allora, questa equipe di scienziati ha già stabilito come sarà il medagliere delle Olimpiadi di Pechino.

"Mi perdoni, ma lo ha già fatto anche la Gazza".

Cazzate. I tre studiosi francesi hanno sfruttato soltanto dati macroeconomici e microeconomici.

(brusio)

Praticamente hanno preso una serie di modelli e li hanno incrociati con i tassi di sviluppo dei vari Paesi, dati generazionali, sistemi politici, teorie capitalistiche, evoluzioni socio-politiche, status sociale degli atleti,  eccetera eccetera. Poi hanno utilizzato due diversi sistemi statistici e hanno elaborato un range massimo e minimo di medaglie. Gli Stati Uniti ne prenderanno tra 102 e 106, la Russia tra 96 e 117, la Cina tra 74 e 80.

"L'Italia?"

Tra 32 e 35.

"San Marino?"

Esca.

"Ehi, ma ce l'ha con me?"

Cosa cazzo gliene frega di San Marino?

"La Snai lo dà a 300".

Rientri. (Ehi, sa qualcosa di St. Kitts and Nevis?)"

"Sempre 300".

"Scusi, professore, ma a me questa cosa del medagliere calcolato secondo criteri politico-economici mi sembra una stronzata".

Sono d'accordo. (Senta, e le Isole Tonga?)

"Sempre 300".

(Venga, le do 10 euro). Altre domande?

"Scusi, ma la ciclista italiana dopata ed esclusa dalle Olimpiadi era tra le favorite. I tre fresconi della Sorbona lo sanno?

La teoria è stata eleborata nelle scorse settimane, ma noi con un metodo empirico possiamo sottrarre 1 alla cifra indicata agli studiosi della Sorbona per l'Italia.

"Grazie professore, se non ci fosse lei saremmo un gregge senza pastore".

Ma si immagini. (Ehi, e Andorra?)

"Sempre 300".

(Buttaci altri 5 euro). Se non avete altre domande, mi congederei.

"Scusi, cos'è di preciso l'economia sportiva?"

"E' quando Moratti cerca di risparmiare su Lampard".

(risate)

Esca.

"Ma scusi, ora usciamo tutti".

(brusio)

"Ehm, i 15 euro".

Ops, eccoli.

(dal fondo dell'aula) "Professore, mi sono innamorata di lei".

(brusio)

Non ora, la prego: c'è il trofeo Tim.

"Oh, mi scusi".

Non c'è di che.