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30/04/2009

L'ALTA CORTE

RIDERE RIDERE RIDERE ANCORA

L'Alta Corte di Giustizia del Coni ha deciso che Juventus-Lecce si giocherà a porte aperte. Quindi Balotelli si rassegni, è un negro di merda.

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28/04/2009

RAZZISMO & RICORSI

DE PATIENTIA GOBBORUM

(ANSA) Juventus-Lecce si giochera' a porte chiuse: lo ha deciso la Corte federale, respingendo il ricorso del club bianconero. Dalla sede di corso Galileo Ferraris ci si limita a commentare le sentenza con uno stringato comunicato, nel quale si dice di ''prendere atto, in attesa di valutare le azioni da intraprendere''. Insorgono i tifosi: il club bianconero di Montecitorio parla di ''trattamenti esagerati e ingiustificati'' e si chiede ''fin quando potra' durare la pazienza dei tifosi, perche' la Juve deve fare la strada delle novita' e pagare piu' degli altri. Spiace che nella sua decisione, la Corte federale non abbia tenuto conto dei numerosi e inequivoci precedenti in materia''.

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24/04/2009

IL MURO

SARA' UN LUNGO CAMMINO

MILANO - La curva Nord dell'Inter si mostra solidale con la Juventus e si schiera contro la chiusura dell'Olimpico di Torino per i cori razzisti indirizzati a Mario Balotelli. ''Juve-Lecce a porte aperte'' recita uno striscione appeso dagli ultras nerazzurri durante la semifinale di ritorno di Coppa Italia con la Sampdoria. Poco distante, pero', ne e' stato appeso un altro con scritto: ''Non e' una questione di pelle: Balotelli uno di noi, Zoro uomo di m....''. Zoro, ex difensore del Messina che era stato fatto oggetto di fischi e insulti a sfondo razziale in una gara con l'Inter, in settimana e' tornato su quell'episodio, criticando i tifosi nerazzurri.

Eccolo qua, il nocciolo della questione. Punte sul vivo, messe con le spalle al muro, le curve si coalizzano anche a costo di rapporti contronatura. La libertà di razzismo deve rimanere tale, il potere delle curve non può essere scalfito, e tutto ciò dipende da pulsioni così impetuose da indurre la curva interista a solidarizzare con  quella della Juve cinque giorni dopo che un calciatore  nero - pardon: negro - dell'Inter è stato massacrato dai cori da mezzo stadio a Torino e tre giorni dopo la prima significativa sentenza su un caso del genere. Il messaggio della curva interista è chiaro: quello di Juventus-Inter NON deve essere un precedente, sennò ci rompono il giochino. Dicono i nostri cari ultras: Balotelli è uno di noi, quindi è meno negro e meno testa di cazzo di Zoro, però allo stadio comandano le curve, e quindi non cominciate a romperci i coglioni con sentenze del menga e stronzate moraliste. Balotelli è uno di noi, ma gli juventini possono insultarlo come pare a loro, perchè sennò cosa devono fare le curve allo stadio? Buttare coriandoli e suonare il tamburo?

Siccome sono anch'io un po' razzista, mi esprimo quindi con un pesante giudizio etico ed etnico sulle curve in questione.  Chi partorisce questi pensieri è gentaglia. Se il comunicato dei Drughi era un inno all'ignoranza atavica, gli striscioni della curva Nord stanno a metà tra Ponzio Pilato e don Vito Corleone. Ad majora.

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(e tu, Supermario, degli striscioni di stasera cosa pensi?)

22/04/2009

EDUCARLI DA PICCOLI

GRAZIE DRUGHI

Mi scuso: sul più bello sono andato a Dubrovnik (ha piovuto tutto il tempo, quindi si evitino commenti sprezzanti) per un evento legato all'introduzione del telepass in Croazia, ma ora sono di nuovo in Lombardia, Italia. In hotel non funzionava il telecomando della tv, per cui ho saputo solo al mio ritorno della sentenza sul razzismo. Che mi sembra buona, considerati i precedenti specifici e le norme (e gli orientamenti, e le consuetudini) vigenti. Personalmente, sarò contento solo quando lo spettacolo si fermerà: quando, cioè, al primo coro schifoso l'arbitro fischierà la sospensione e si starà tutti lì (pubblico, spettatori a casa, scommettitori Snai, direttori dei programmi tv) ad aspettare che l'aria si smorbi. Nell'attesa, mi sembra una decisione equa. All'Inter avevano chiuso la curva per uno striscione, giusto che alla Juve chiudano lo stadio per la connivenza dimostrata durante i cori.

Intanto, per avere una visione a tutto campo della questione, copio e incollo con piacere il comunicato ufficiale del direttivo dei Drughi, che al confronto il Ku Klux Klan è un club di sorcini. Lo trovate in originale qui, se proprio non credete che mente umana abbia potuto partorire una cosa del genere, e per esteso qui sotto. Buona lettura.

Era già tutto scritto ed immaginavamo che finisse così: Juve Lecce si disputerà a porte chiuse.
La nostra nazione è afflitta da mille problemi, ben più gravi di qualche coro in uno stadio, ma in questo caso bisognava dare una lezione di efficenza. Il messaggio è chiaro: saremo inflessibili con chiunque. Il fatto è che proprio quel "chiunque" stona in questo contesto.
Da anni, in quasi tutti gli stadi, veniamo accolti al grido di LIVERPOOL LIVERPOOL, in altri le canzoncine sull'Heysel sono la norma, il nome di Gaetano Scirea viene tirato fuori in tutte le salse, ultimamente molto gettonati, in termini di scherno sono i nomi di Riccardo ed Alessio. Pessotto si è salvato, ma anche su di lui i coretti sono molto numerosi. Vi risulta che la stampa si sia mai indignata per questo? Un nostro giocatore, parecchi anni fa, morì di leucemia: Fortunato ve lo ricordate? E rammentate anche gli striscioni ed i cori di certe curve? Anche lì è passato tutto sotto silenzio.
Ora invece la mannaia della giustizia deve abbattersi su di noi. Perchè?
Sabato sera, in campo, oltre al signor Barwuah, noi preferiamo chiamarlo così perchè questo è scritto sui suoi documenti, visto che il cognome Balotelli, almeno fino ad ora, è quello della famiglia che l'ha avuto in affido e non il suo, c'erano Muntari e poi Vieira: non ci sembra che loro siano stati oggetti di cori. Vi siete chiesti il perchè? Eppure anche loro sono di colore... La realtà è che il signor Barwuah si è reso protagonista di tutta una serie di gesti e comportamenti irriguardosi nei confronti del pubblico, non ultimo la sua entrata all'inizio del secondo tempo con due minuti di ritardo e con entrambe le squadre già schierate in attesa. In un mondo come quello del calcio, certi atteggiamenti da primadonna, se piacciono ai propri tifosi, sono particolarmente indigesti agli altri e questi sono i motivi principali dei cori contro di lui.
E' chiaro che per deconcentrare una persona psicologicamente debole, si cerca di colpirla dove soffre di più, in questo caso, per il signor Barwuah il colore della pelle unita alle sue origini, inteso come concepimento da parte di due genitori ghanesi, e non italiani, era un modo, da parte di tutto lo stadio, per tentare di innervosirlo e renderlo innocuo. Teniamo a ricordare che nelle nostre fila milita un certo Momo Sissoko, campione d'ebano che teniamo nel cuore e siamo orgogliosi che indossi la nostra Maglia. Questo per far capire che il razzismo non c'entra ma si è trattato solo di un modo, magari discutibile, di deconcentrare un avversario pericoloso.
Tra i 25mila che cantavano c'erano uomini e donne, ragazzi e ragazze, bambini ed anziani: tutti razzisti o semplici tifosi arrabbiati?
Se la Juventus F.C.ha deciso di chiedere scusa, non aspettatevi che lo facciamo anche noi.
Ci riteniamo offesi dal comportamento di questo signore che troppe pagnotte ancora dovrà mangiare prima di essere considerato un campione: non basta saper giocare a pallone se non si conoscono alcuni valori come il rispetto per l'avversario e per i tifosi avversari. Non si può chiedere rispetto quando per primi non lo si da. Non era possibile diffidare un intero stadio quindi si è optato per la soluzione radicale: si gioca a porte chiuse! Complimenti, se pensate che questa scelta porti a qualche risultato siete degli illusi: potete blindare uno stadio ma non potrete farlo per sempre. Avete chiuso gli spalti ma non la nostra voce ed i nostri pensieri. Insegnate prima l'educazione a chi va in campo, spiegategli cosa significhi il rispetto per gli altri, rendere onore all'avversario sconfitto, poi veniteci pure a fare le prediche. Noi siamo quelli che paghiamo il biglietto e rivendichiamo il diritto di tifare contro certi personaggi.
Oggi sappiamo che il signor Barwuah ha problemi psicologici: si curi, o se ne faccia una ragione. Il mondo è pieno di gente con le orecchie a sventola ed il naso grosso ma lavora lo stesso e risponde sul campo alle prese in giro. Non è colpa nostra se il signor Barwuah è nato in Italia da genitori non italiani, è stato abbandonato in tenera età e non ha propriamente la carnagione di uno svedese. Qualche psicologo gli spieghi che la vità è bella ugualmente.

 

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19/04/2009

MARIO INSIDE

SEI UN NEGRO DI MERDA

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Ma se lo dicessero a uno di noi, voglio dire, più volte, tutti in coro, nel giro di un'ora e mezza, in un luogo con molte telecamere e molta eco, come reagiremmo? No, perchè l'effetto (gli atteggiamenti in campo di Supermario) continua a far parlare più della causa (gli insulti razzisti, che non sono soltanto una cosa fetida ma anche sanzionata, seppur pavidamente all'acqua di rose). E così continuiamo a non uscirne: Balotelli è un pirla perchè fa la lingua a Panucci e zittisce la curva romanista, ma della curva romanista che gli fa uh-uh non si dice quasi un cazzo. E ieri si è parlato del gesto provocatorio di Balotelli che segna e poi mostra lo scudetto alla curva bianconera, ma della curva bianconera che gli dà del negro di merda si dice poco, sicuramente molto meno. Indichiamo la luna ma ci guardano il dito. E aspettiamo senza pathos il giudice sportivo: ci sarà la solita multa e i Drughi se la rideranno di Cobolli che firmerà il bonifico. Avanti il prossimo negro.

Su Balotelli, invece, va registrata una dura prese di posizione (erano anni che volevo scrivere "dura presa di posizione") di Legrottaglie. Il prevosto evangelico, però, non interviene sul "negro di merda", così come si imporrebbe a uno che legge la Bibbia e aspira all'amore universale, ma sui calci che ha preso da Balotelli. Ecco la sua dichiarazione: «È uno scorretto, non merita i nostri complimenti. Nel primo tempo mi ha calciato da dietro a palla ferma: è già un campione, non ha bisogno di queste cose. Nessuno dice che non deve picchiare, ma deve imparare a fare meno il furbetto, Mourinho l’avrebbe dovuto tenere fuori squadra per sei mesi, due mesi non gli sono serviti a nulla». Lascio questa dichiarazione al vostro commento, così come quella rilasciata il giorno prima, sempre da Legrottaglie, a Sportweek, che copio (a mano):

L'ultima volta che si è fidanzato?

"Due anni e mezzo fa con una ragazza di Milano. Sono molti i segnali da cui capisci che è la donna della tua vita, mi sono chiesto: "Voglio che sia lei la madre dei miei figli?"

L'ultima volta che ha fatto sesso?

"Sono tre anni che non ho un rapporto completo. A un certo punto ho detto alla mia ragazza che non ritenevo più giusto continuare ad avere rapporti completi. Era d'accordo, non abbiamo però rinunciato ai preliminari, carezze e petting".

Hai capito il suo segreto? Non tromba, però fa petting. Cazzo, se Legrottaglie non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Ma sarebbe difficilissimo, così, a freddo.

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18/03/2009

LASER

SUGLI SUGLI BANE BANE

Poco fa l'arbitro di Ajax-Marsiglia (coppa Uefa), il tedesco Meyer, ha interrotto la partita perché Zenden, olandese che gioca nel Marsiglia, è stato più volte puntato da un raggio laser proveniente dalla curva dell'Ajaz (Zenden lo odiano perchè giocava nel Psv). Zenden è andato dall'arbitro dicendo che così non ne poteva più. Allora Meyer ha fermato tutto, è andato dal quarto uomo che a sua volta ha chiamato i dirigenti dell'Ajax e ha chiesto di diffondere un messaggio dagli altoparlanti: "Se non la piantate di cagare il cazzo con quella lucina malefica si va tutti a casa" (non conosco bene l'olandese ma più o meno deve essere stato così).  Dopo la lettura del messaggio, il gioco è ripreso. No more laser.

Ora io non capisco perchè 'sta cosa si possa fare per un idiota che si è portato il laser da casa e non per qualche centinaio di imbecilli che invitano un giocatore di colore a mangiare le banane. Siamo indietro - come dicono dalle mie parti - come le balle dei cani.

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22:54 Scritto da: settore in calcio | Link permanente | Commenti (251) | Segnala | Tag: calcio, inter, laser, razzismo | OKNOtizie |  Facebook