01/09/2010
VA BENE COSI'
DE IMPORTANTIA IMPREVISTORUM
Va bene così. Sembravo uno che giocava a Space Invaders, e invece premevo solo e stoltamente l'F5 a ripetizione. Alla fine non è successo niente, e va bene così. Va bene così per la nostra pigrizia, per i nostri capricci e per il nostro senso di sazietà, tutte cose che alla lunga nuociono gravemente alla salute. Il regalo di Moratti doveva esserci e non c'è stato. Il Milan straccione, per una pura e smaccatissima operazione pre-elettorale (votatelo, gente, votatevelo voi), è diventato improvvisamente un Milan superlusso. Si è data un po' di smalto persino la Roma, una società (contabilmente) virtuale. E la Juve che ha rifatto mezza squadra ora ha il dubbio di averla rifatta male.
Preferivate un campionato già tutto scritto e catalogato? Io no.
E comunque direi di allontanare la sensazione che abbiamo una squadra di merda, come qua e là ogni tanto aleggia. Va bene che il calcio è cialtronesco fino all'inverosimile, ma vorrei ricordare che con questa squadra (uguale uguale uguale, invecchiata di un anno) abbiamo fatto il triplete. Tre mesi e mezzo fa, non il secolo scorso. Non abbiamo sostituito, questo no, il caro Supermario, ma non è che per la Champions ci avesse dato chissà quale mano. Certo - e grazie al cazzo - che con Fabregas o Kuyt saremmo stati più forti. Però è accaduto (sì, un mezzo imprevisto) che il nostro presidente non abbia voluto partecipare ad aste al rialzo, nè abbia voluto che il prezzo lo facessero per forza gli altri. Un atteggiamento che ci si può permettere se hai appena vinto campionato, coppa e Champions, e se negli ultimi 15 anni hai speso l'iradiddio. Io Moratti lo ringrazio di esistere a prescindere. Poi vedremo se davvero questa squadra ha finito un ciclo (minchia, però, che cicli brevi: un anno fa l'avevamo rinnovata per cinque undicesimi, e con cinque campioni).
Il Milan è stellare? Massì, certo, con i nomi sicuramente sì. Non è che ogni anno si può umiliarla dandole quattro pere all'andata e due al ritorno giocando in nove. Un'avversaria così potrebbe a) farci il culo o b) farci bene, oppure entrambe le cose. Non ci piace vincere facile, e prima o poi dovremo abituarci anche un po' a perdere. Un Milan così è uno stimolo, sarà un bel derby e sarà un bel duello per le prossime 37 partite. Per il resto, ragazzi: cazzi loro. Faranno il 4-2-3-1? Beh, intanto sono sollevato: la somma dà dieci e quindi vuol dire che il regolamento è rimasto lo stesso. Ma se a Ibra viene il mal di pancia, quante punte centrali hanno di riserva? E dei 3 più 1 davanti, in quanti tornano a farsi un po' il culo? E per i 2 posti di centrocampo cosa organizzano, una riffa? E i permalosi Seedorf e Gattuso come l'hanno presa? Vabbe': vedremo, con serenità.
La Juve è già disperata per avere perso Borriello (Borriello, non Messi), e questo mi sembra un bel sintomo di insicurezza.
La Roma, invece, festeggia per avere preso Borriello (Borriello, non Messi), e questo mi sembra un bel sintomo di (non saprei). Tra l'altro: essendo Totti inamovibile per ragioni di ordine pubblico, là davanti quanti restano fuori tra Adriano, Borriello e Vucinic? A occhio: due su tre. O faranno anche loro qualche magheggio tattico? Boh. La Roma non la sopporto più, quando la vedo giro canale (se non giuoca contro l'Inter, nel cui caso la manovra mi riesce impossibile).
E comunque la cosa più bella è questa. Borriello non l'ha acquistato proprio la Roma, ma Unicredit. Cioè la Roma, con le pezze al culo, chiede al vero proprietario: scusa, ti incazzi se prendo un Borriello? No, perché la davanti facciamo cagare - abbiamo un vecchio e un paio di inaffidabili - e se vuoi che noi conserviamo un minimo di valore, ecco, bisognerebbe prendere un Borriello.
E infatti leggo sul sito di Repullica che l'operazione Borriello (tenetevi forte) è
una mossa per garantire la valorizzazione dell'asset e renderlo dunque più appetibile agli occhi degli investitori interessati. Un'apertura importante, un segnale da "co-proprietario" - in attesa della nascita della Newco - per mantenere la competitività del club a livello nazionale e internazionale e provare a evitare il rischio-svalutazione della società.
Dio mio, questo è il calcio, il calcio che fa Skyfo. E questo è Borriello. Bei tempi quando lo squalificavano per avere leccato la figa di Belen. Adesso valorizza l'asset. Tutto ciò è straordinario e al contempo spaventoso.
22/08/2010
DOPO INTER-ROMA
19:14 Scritto da: settore in calcio, calcio minore, Inter | Link permanente | Commenti (83) | Segnala | Tag: calcio, supercoppa italiana, inter, roma | OKNOtizie |
Facebook
LA SUPERCOPPA
SEMO TUTTI LUPACCHIOTTI
Chi ben comincia è a un terzo dell'opera. Per il resto, nella sostanziale incommentabilità di una partita giuocata il 21 agosto, diciamo che queste sfide con la Roma hanno un po' rotto il cazzo. Verrebbe da dire: com'è che non ce li leviamo più dai coglioni? In realtà, a un'analisi più approfondita, le reiterate finali tra Inter e Roma conservano un grande pregio simbolico: sono il segnale più evidente, e terribilmente realistico, dell'esclusione di Juve e Milan dal calcio che conta ormai da qualche anno. E quindi viva la Roma, che di solito ci porta bene, tipo stasera. Il nostro secondo gol è stato bellissimo e mi ha ricondotto da certi brividucci di pura soddisfazione dell'ultima stagione. Ma anche il primo è stato molto bello, portando con sè l'immagine del singolo gesto più splendente della serata. Tre cose ti dicono quando inizi a giocare a pallone. Uno: a meno che tu non sia il portiere, non prendere la palla con le mani. Due: l'obiettivo è mettere la palla medesima nella rete degli avversari (dicesi: gol). Tre: farai le peggio stronzate, amico mio, perché errare è umano, ma ti prego, fallo per me, evita di crossare nella tua area affollata di avversari, giura che non lo farai mai.
01:54 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (48) | Segnala | Tag: calcio, inter, roma, supercoppa italiana, milan, juventus, eto'o, pandev | OKNOtizie |
Facebook
21/08/2010
INTER-ROMA 3-1
23:19 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (27) | Segnala | Tag: calcio, inter, roma, supercoppa italiana, eto'o | OKNOtizie |
Facebook
22/07/2010
ER PUPONE
10:49 Scritto da: settore in calcio | Link permanente | Commenti (68) | Segnala | Tag: calcio, serie a, roma, totti | OKNOtizie |
Facebook
03/07/2010
BURDISSO & FRIENDS
NICO E' IN ANSIA
''Chiedere 10 milioni vuol dire che non avere alcuna intenzione di portare avanti la trattativa. Burdisso vuole la Roma e su questo ormai non ci sono più dubbi. Per me è gratificante che un giocatore mollato lo scorso anno adesso venga valutato 10 milioni. Ma ora comunque siamo un po' stanchi della situazione. Noi vogliamo che una volta per tutte ci sia una definizione della trattativa, per la quale stiamo lottando da 3 mesi. Nico è in ansia e vorrebbe capire il suo futuro''.
Fernando Hidalgo, procuratore di Burdisso, ai microfoni di Sky
-----------
TRADUZIONE DI SETTORE
"Ma sarò sfigato? Ero così contento di poter trattare con una società che buttava regolarmente i soldi e calava sempre le braghe. E invece, cazzo, adesso fanno pure la voce grossa. E chi si credono di essere, i campioni d'Europa? E' incredibile: vogliono decidere loro a chi dare un giocatore e a quale prezzo. No, roba da matti. Peraltro, chiedere 10 milioni vuol dire non avere alcuna intenzione di portare avanti la trattativa: dai, e chi li tira fuori 10 milioni per 'sta chiavica?"
11/06/2010
AMMENDE
WRITE THE PAST
La Commissione Disciplinare ha inflitto un'ammenda di 25mila euro a testa all'ex tecnico dell'Inter Josè Mourinho e alla società nerazzurra, a seguito delle dichiarazioni rilasciate dall'allenatore dopo la finale di Coppa Italia con la Roma, la sera del 5 maggio scorso. Considerando che Mourinho non è più allenatore dell'Inter e che l'Inter non vuole pagare la parte di Mourinho per non dovere rifare i conti della clausola rescissoria, la Commissione Disciplinare ha deciso di pignorare le Hogan di Oriali.
00:05 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (60) | Segnala | Tag: calcio, inter, coppa italia, roma, mourinho, oriali | OKNOtizie |
Facebook
19/05/2010
ALTRE GENTI
UNA PRECE
Non paghi di averci fatto vincere il campionato con 36 giornate di anticipo, battendo 3-1 la Roma all'Olimpico il 30 agosto 2009, gli juventini sabato faranno il tifo per la squadra che li ha eliminati - prendendoli a pallate - dalla Champions. Al confronto, i laziali sono cazzuti come il sergente di Full Metal Jacket.
21:02 Scritto da: settore in calcio minore, Inter | Link permanente | Commenti (167) | Segnala | Tag: calcio, inter, champions league, bayern, juventus, roma, lazio | OKNOtizie |
Facebook
09/05/2010
INTER-CHIEVO 4-3
DA QUI IN POI SONO TUTTE FINALI
Dopo anni e anni di attesa, posso anch'io pronunciare impunemente questa frase. Che è una delle più banali dell'universo, quando la senti pronunciare da calciatori disperati e privi di spirito, gente che magari non è mai stata in finale e allora si crea le sue finali fake, una pena semantica. Ma ogni tanto diventa assolutamente veritiera. Perché questo succeda, bisogna tifare per una squadra come l'Inter di quest'anno, una squadra fantastica. Prima di Roma-Inter avrei potuto dire "da qui in poi sono tre finali su quattro", ma non suonava bene. Ora sì, non c'è scampo: da qui in poi sono tutte finali.
Il fanciullino che è in me ha vissuto oggi sugli spalti dieci minuti di fregola estatica, dalla notizia del vantaggio del Cagliari a quella del raddoppio del Pupone, che oggi ha benedetto i bambini in campo come Giovanni XXIII. Dieci minuti bellissimi e irragionevoli, alla ricerca del by-pass per un sogno, in cui urlavo cose senza senso (no, non è vero: avevano un senso). Niente, ce lo dovremo sudare fino all'ultimo secondo. Da qui in poi sono tutte finali (adesso mi sfogo con questa frase del menga, prima che torni repertorio di gente che si gioca il sesto e il settimo posto). Un pomeriggio iniziato con il sole e finito nell'acquazzone, iniziato nella speranza e finito con il broncio di un bambino a cui hanno tolto il pallone. "Te lo ridò domenica prossima". E vabbe'. Per la prima volta dopo settimane dovremo attendere sette giorni per la prossima partita, e mi sembra un'eternità.
In realtà ne ho bisogno. Di una pausa, dico. Sono stanco, è come se avessi i crampi. Questo finale, più che travolgente, è stravolgente in tutti i sensi. Ho visto che Mourinho farà allenare la squadra soltanto un giorno la settimana prossima. Fa bene. Siamo stanchi tutti, eccitati e stanchi. Sugli spalti girano cifre sempre più improponibili per Madrid. Sentivo montare l'ansia e allora, siccome ero al primo rosso , ho deciso di recarmi in balaustra dove ho trovato ovviamente Antonino e il Principe, che andranno in Spagna a tutti i costi. Poi incontro Alessio di Mestre. Anzi, è lui che vede me, mi riconosce e mi chiama (non ci eravamo mai visti, obviously). Questa cosa che in mezzo a ottantamila c'è sempre uno che mi riconosce mi sta inquietando un casino. E poi Antonio di Vicenza. Anche questa cosa è curiosa. Inter-Cska, primo arancio: mi giro e lui è seduto quattro file dietro. Inter-Atalanta, primo blu: sono ancora fuori, giro tra le bancarelle e lo vedo. Poi entro, vado all'Inter-Store e lo rivedo. Inter-Chievo, primo rosso: esco tra un milione di persone, giro l'angolo e lo trovo tra la gente che sfolla. Tutto questo porta bene, ma siamo ormai a livelli di David Copperfield. La prossima volta non so cosa potrà accadere: magari mi venderà un cornetto travestito da venditore di cornetti.
E poi: che gol ha fatto Milito? Ho deciso che chiederò la sua mano alla moglie. Poi fuggirò con lui, Ibra e Piquè in un'isola deserta ma attrezzata con bagni turchi, manicure e Sky Hd. Ma prima gli lascio finire con tranquillità la stagione, ché da qui in poi sono tutte finali.
08/05/2010
QUALCOSA-DAY
07/05/2010
PUPONE
MAESTRO DI VITA
Dal Corriere dello Sport, a firma Francesco Totti
da leggere ascoltando musica appropriata. per esempio questa: clic
Il calcio è sempre stato la mia vita e lo sarà anche in futuro. Fin da quando ero bambino ho praticato questo sport, sono nato con il pallone tra i piedi, ho avuto la fortuna di cominciare a giocare con la mia squadra del cuore, di arrivare a essere il capitano e di vincere quello che ho potuto vincere, senza nessun tipo di aiuto, ma con l’orgoglio di indossare la maglia della Roma. Il mio matrimonio con questa società è lungo e duraturo e chiuderò la mia carriera dentro la mia seconda casa, Trigoria.
Tutto questo mi ha fatto diventare, a detta di tutti, il giocatore più rappresentativo di questa società, non solo in Italia, ma anche nel mondo. Ho sempre sentito l’affetto sincero dei tifosi e la vicinanza affettuosa della proprietà. La mia è stata una scelta di cuore, quella di aver dato una parola e di averla mantenuta, giocare con questa maglia, con la quale mi sento gratificato sia dal punto di vista economico, sia per le soddisfazioni professionali. Tutto questo in virtù di una parola data, non sono mai voluto andare via perché ho preferito vincere e guadagnare di meno, ma restare legato a questi colori. Io parlo poco ma quello che dico mantengo. Basta andare a leggere le mie interviste, ho sempre detto di voler restare in questa città per difenderne l’onore sportivo, sempre e comunque.
Chi vive nello sport sa che ci sono momenti belli e brutti. In quelli positivi sono tutti vicini a farti i complimenti, a farti fotografie, a chiederti maglie e a millantare antiche amicizie. Nei momenti negativi mi trovo da solo, con la mia famiglia, i miei figli, i miei genitori, con gli amici di sempre, con i dirigenti e le persone che lavorano con me e che mi hanno sempre stimato, prima come ragazzo e come uomo, e poi come professionista. Nella mia carriera momenti brutti ne ho passati, sia per le sconfitte, sia per gli infortuni e sia per i miei errori, che ho sempre pagato in prima persona. Nessuno mi ha mai fatto sconti. Mi sono sempre assunto le responsabilità davanti a tutti, senza avere nessun rimorso per decisioni prese. Chiedo solo una cosa, fuori e dentro Trigoria. Il rispetto in tutte le decisioni e le scelte, come io ho sempre rispettato tutto e tutti e se ho sbagliato sono stato il primo a chiedere scusa.
Mercoledì sera ho sbagliato, questo è innegabile, ma poi va tutto ricollegato e riportato alla realtà dei fatti. In questi anni ogni sfida con l’Inter è sempre stata carica di polemiche. Prima e dopo le partite. Insieme a decisioni arbitrali discutibili, in questo caso sempre a nostro sfavore. Probabilmente ci abbiamo rimesso scudetti e trofei, ma siamo usciti dal rettangolo di gioco sempre con l’onore di indossare questa maglia. Alla finale di Coppa Italia si è arrivati dopo quindici giorni di polemiche. A cominciare dal derby, dove tutto è stato strumentalizzato per la mia esultanza, di cui mi sono subito scusato. La vittoria a Parma, con la speranza che si era riaccesa e il giorno successivo con Lazio-Inter. Su quella partita noi romani e romanisti ci siamo già espressi. Infine si è arrivati alla partita con l’Inter, che tutti aspettavano e che tutti - sottolineo tutti - ci hanno chiesto di giocare con temperamento e aggressività agonistica.
Sul campo i miei compagni inizialmente e io successivamente, abbiamo messo in pratica quello che tutti ci hanno chiesto, anche a livello mediatico. Mi ha dato l’impressione sin dall’inizio, seguendo la partita dalla panchina, che l’Inter aveva un atteggiamento di lamentela verso la terna arbitrale, contestando anche in modo colorito le decisioni prese. Basta vedere gli atteggiamenti di Eto’o, che solitamente ha comportamenti pacati e tranquilli. Anche loro sentivano molto la partita. Sono entrato in campo con la voglia di ribaltare il risultato. Certamente non ero nel migliore stato d’animo. Avrei voluto dare il mio contributo dall’inizio, ma rispetto sempre le decisioni del tecnico, senza mai avere nessun atteggiamento polemico. Ho fatto lo stesso anche in precedenti partite.
Durante la gara “lui” ha avuto nei riguardi dei miei compagni un atteggiamento provocatorio e questo è avvenuto anche in passato contro di noi. Ricordate la linguaccia a Panucci, o quello che è successo con Mexes, o la sua esultanza sotto la nostra curva? Tutto questo, sempre dallo stesso calciatore, è stato fatto in quasi tutti gli stadi italiani e anche in Europa ed è probabilmente questo uno dei motivi per i quali nel proprio gruppo non è mai stato ben accetto ed è sempre visto da altri club o dalla Nazionale stessa come un elemento di disturbo. Certo, ho sbagliato nel commettere quel fallo, ma io sono sempre stato il primo a riconoscere i miei errori e a giustificare chi contro di me ha compiuto falli di gioco che mi hanno procurato anche infortuni gravi, ma privi di malafede, vedi Vanigli, che ho subito scagionato. Chi mi conosce sa perfettamente che una mia reazione viene sempre generata da una provocazione. Sentire che un calciatore alle prime armi, ma con grandi doti, offenda ripetutamente i miei tifosi, la mia città, il mio senso di appartenenza a Roma, oltre a me personalmente, dicendomi che sono finito, è insopportabile. Non vuole essere una giustificazione, ma è semplicemente la verità di quello che è accaduto. Non si può tollerare che “lui” abbia sempre la possibilità di provocare tutti, compresi i suoi tifosi e quelli avversari e nessuno prenda in considerazione preventivamente i suoi atteggiamenti. Come ripeto ho sbagliato, sarò sanzionato, ma ho avuto una strana sensazione. Al momento della mia espulsione non c’è stato nessun mio avversario che abbia preso le difese... di “lui”. Questo qualcosa mi fa pensare.
Vorrei precisare anche altre cose. L’argomento politici e vip. Tanti si sono scatenati in commenti e giudizi pesanti. Questi personaggi sono quelli che dal calcio traggono solo vantaggi e visibilità. Frequentano le tribune autorità, le aree ospitalità, invitano i calciatori a eventi, chiedendogli autografi e maglie. Tutto sempre gratis... Ma non ho mai visto nessuno di loro chiedere un autografo o una maglia a un delinquente. Da alcuni di loro in questo caso - e non è la prima volta come tale sono stato trattato. Non mi meraviglierei se tra qualche tempo qualcuno dovesse trovarsi coinvolto in qualche disavventura giudiziaria, magari per reati vari, che possono riguardare sia le persone che i beni della comunità. Fortunatamente la mia famiglia mi ha comunque insegnato che il silenzio è la migliore risposta quando si incontrano questi personaggi, per disprezzarli.
C’è un’altra questione che mi preme chiarire. Chi ama veramente la Roma, chi è tifoso e ha senso di appartenenza a questi colori capisce cosa rappresenta questa squadra per noi. E chi si permette di giudicare se qualcosa che viene fatto è in linea con la storia della Roma probabilmente c’entra poco con la nostra appartenenza. Sono personaggi di passaggio, che usano la nostra fede per farsi pubblicità. Spesso la gente, sia dentro che fuori Trigoria, pensa che se io non parlo, non vedo e non so ciò che accade. Ma dopo venti anni di carriera con la Roma so perfettamente tutto di tutti. Posso avere mille difetti, ma quelli della trasparenza e della lealtà nei rapporti con le persone sono valori che nessuno mi potrà mai togliere.
È inutile che da domani qualcuno dimostri la solidarietà al sottoscritto. Già ho ricevuto diversi sms che apparentemente hanno dimostrato nel privato la loro vicinanza, ma sono gli stessi che pubblicamente hanno preso subito le distanze da me. Sono tante le persone che ti dicono andiamo e facciamo. Poi ti giri e pochi vengono e pochi fanno. Sono stato e continuerò a essere un grande parafulmine per questa squadra e questa società e l’ho fatto e lo farò sempre. Con orgoglio, perché so di avere la stima come persona e come calciatore della proprietà, di alcuni dirigenti e soprattutto di chi condivide con me giornalmente e con lealtà professionale il proprio compito. E so di avere dalla mia parte anche i tifosi, quelli veri, che mi hanno sempre sostenuto e mi sosterranno senza farsi confondere da false voci o falsi atteggiamenti di tante persone che ruotano intorno a noi.
Quando indosso questa maglia ho sempre la stessa emozione della prima volta. Continuerò a indossarla con orgoglio e restando sempre il primo difensore della nostra città e dei nostri tifosi. Senza illuderli con atteggiamenti spettacolari, come fa qualcuno, che poi nel privato e al momento dei fatti si tira indietro. La Roma appartiene alla sua tifoseria e va rispettata da tutti nel mondo, per storia, unicità di tradizioni e cultura.
TRADUZIONE DI BALOTELLI
Mi ha detto negro di merda.
14:48 Scritto da: settore in calcio, Inter | Link permanente | Commenti (395) | Segnala | Tag: calcio, inter, roma, coppa italia, totti, balotelli | OKNOtizie |
Facebook
06/05/2010
DOPO LA COPPETTA
ARROGANCE
E pensare che, tutto sommato, una Roma potrebbe anche starci simpatica, in pura teoria. Vabbe', simpatica è una parola grossa. Però - a proposito di tifo contro, quella cosa che alcune vergini pluriviolate hanno scoperto nei giorni scorsi con orrore e sdegno - piuttosto che uno scudo alla Juve o al Milan, una terza via può essere meno dolorosa e spezza un po' la monotonia, come un Button campione del mondo per dire. Ma la Roma è purtroppo quel condensato di rabbiosa frustrazione che abbiamo visto e stravisto negli ultimi giorni. E' la Roma degli aiutini, che fa finta di non sapere con quali aiutoni (parlo di macro-economia) si regge in piedi contro ogni logica contabile. E' la Roma del pianto, modalità che innesta subito dopo il sorriso. E' la Roma sborona e arrogante che mette il suo inno nel più finto dei campi neutri. E' la Roma che urla, bestemmia, invade e puncica. E' la Roma che fa lezione al mondo e poi manda in campo Totti.
Totti senza la fascia di capitano, proveniente dalla panchina, già mi sembrava nudo. Poi si è capito presto che era entrato - lui, Totti - a fare rissa, come il più scarso dei mediani di terza categoria. Ne ha fatte di tutti i colori (su Milito, su Balotelli a terra) prima di quel calcione a Supermario, una cosa che a certi livelli si vede solo in certe partite sudamericane, quando poi mandano in giro quei filmati su YouTube in cui si vedono cento persone menarsi, dal centravanti al venditore di cornetti. Totti ha fatto tutto questo all'Olimpico in diretta tv come fosse - e in fondo lo è - il campetto sotto casa, il suo campetto, dove poter prendere a calci quello che il giorno prima lo ha sgambettato o quell'altro che gli vuole fregare la ragazza. Ha atteso questa partita - è stato così fesso da scriverlo sul suo sito, ma nessuno dice niente, come al solito - per vendicarsi. Gli ultimi 18 mesi di carriera del più grande giocatore mai visto a Roma - che abbia vinto un cazzo è un particolare che non interessa molto da quelle parti - sono girati tutti intorno alla volontà di regolare i conti con un coglioncello di 19 anni, quasi 20, cui (come Rosella con gli interisti) aveva cercato di dare lezioni di vita, etica, sport e fair play.
Totti si è spinto oltre Zidane. La testata a Materazzi fu la follia estemporanea di uno che stava giocando gli ultimi minuti della carriera. Il calcione di Totti, e quell'espressione in volto di uno che vuole far male all'altro, scientemente, è invece l'ultimo atto (in ordine di tempo, ma forse chissà, in senso assoluto) della carriera di un giocatore che ha avuto momenti strepitosi e che oggi è improponibile, tanto da essere utilizzato alla Altafini da un tecnico che (se n'era già accorto nel derby) prepone l'obiettivo di vincere le partite all'esigenza di schierare monumenti semoventi. E' sempre stato un gladiatore. Prima vero, ora fake: uno di quelli che in via dei Fori Imperiali posa a pagamento con i turisti.
Totti ha tirato quel calcione sotto gli occhi dell'Italia (che avra capito? boh) e di Marcello Lippi, sgretolando l'arroganza di entrambi: uno che vuole portare al Mondiale l'altro, che pensa fermamente di essere da Mondiale. Roma-Inter è così stato un formidabile spottone contro alcuni dei leit-motiv che riempono inutilmente le bocche. Quella del "portiamo le famiglia allo stadio", per esempio: sì, certo, a vedere la corrida, a rischiare le puncicate. Quella del "che grande annata quella nei nostri arbitri" (la frase è di ieri pomeriggio): sì, tipo Rizzoli, che ha legalizzato una specie di caccia all'uomo che ricordava certe partite di Uefa anni Ottanta in Grecia o Turchia. C'è un'unica lezione di calcio nel dvd della partita di ieri: il meraviglioso gol di Diego Milito. Per il resto sembrava di essere al Colosseo, duemila anni fa. Pare che Ridley Scott abbia chiesto la cassetta.
15:43 Scritto da: settore in calcio, Inter | Link permanente | Commenti (381) | Segnala | Tag: calcio, inter, roma, coppa italia, lippi, totti | OKNOtizie |
Facebook






















