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19/09/2011

CRISI INTER

FRASI CELEBRI

"Io gioco tutte le partite come finali". Non pensavo che saremmo mai arrivati a tanto. A questo punto propongo di disputare le partite interne a Marassi, tanto la Samp gioca il sabato.

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18/09/2011

INTER-ROMA

ARRIDATECE LEONARDO

Difendere uno 0-0 in casa contro una squadra in costruzione tanto quanto la nostra, e che - ormai fisicamente sfinita dal ti-tic-e-ti-toc, il Barcellona vero gioca in Spagna - non aveva più niente da dire. Togliere una punta e mettere un centrocampista: avesse potuto, era un cambio che  Luis Enrique Iglesias avrebbe fatto volentieri. E invece lo ha fatto l'Inter, che giocava in casa e che ha progettato il suo "forcing finale" (no, Mou, non ti rivoltare nel lettone: lo vedi, ho messo le virgolette) togliendo punte e mettendo centrocampisti. Tra l'altro, un centrocampista che hai tentato di vendere a chicchessia fino alle 18.59 del 31 agosto, e che è già stato sorprendente rileggere nella lista dei convocati e poi rivedere con una maglia tutta sua, con il nome ricamato, e un numero che assomiglia a quello che aveva prima (ma noi ce siamo accorti, tzè). Alla fine bastava lanciare la palla in avanti per  creare occasioni, la Roma non c'era più. C'erano squarci sulle fasce da far paura, specie dalla parte di Perrotta (terzino per 90 minuti, come se noi giocassimo con Alvarez terzino) (noi avremmo perso 3-0, però). Si arrivava in porta comodi, bastava essere precisi con il passaggio, come in effetti due o tre volte siamo stati. Ma ormai eravamo schierati con un innovativo 3-5,5-1-0,5. E abbiamo mosso la classifica, wow.

Il cambio Muntari-Forlan è evidentemente un falso problema, preso in sè. Sicuramente avrà anche avuto un senso e una utilità nella mente dell'allenatore che, come sappiamo, è lì per quello e vede o sente cose che a noi sfuggono. Ma è la modestia che sprigiona, ecco, a inquietare - credo - qualche milione di interisti. Ma insomma, le sento e le leggo solo io le interviste di Gasperini? Ma voi le sentite e leggete con attenzione le cose che dice? Ma a voi piacciono, convincono? Non vi sembra a volte di essere precipitati in un incubo? Non vi date qualche pizzicotto, ogni tanto? Certo, quattro anni di Mancini e due anni (sospiro) di Mourinho rendono impietoso il confronto con il 90 per cento degli allenatori disponibili, e per chissà quanto tempo obnubileranno le nostre povere menti. Ormai siamo tarati su altre situazioni, su altre sensazioni. Siamo tarati su allenatori che dicono cose almeno un pochino interessanti, che ci creino un minimo di aspettativa. E che soprattutto prendono la squadra per le palle, che nel finale mettono cinque punte, e se non le hanno mettono Materazzi o Samuel centravanti. Siamo tarati su una modalità semplicissima - "noi siamo l'Inter" - che non sempre ha un effetto diretto e completo, ci mancherebbe, ma che dovrebbe essere una specie di comandamento, di impostazione di default. L'Inter potrà avere un sacco di difetti e un sacco di difficoltà, ma non difende palesemente uno 0-0 in casa contro una squadra sulle ginocchia. Eppure a momenti la vincevamo, mi si dice. Certo. A momenti.

Quando si era concretizzato in maniera definitiva il cambio tra Leonardo e Gasperini, il primo pensiero era stato: beh, mal che vada abbiamo un allenatore vero, e in giro non ci sono mica dei geni. Ma se questo è il risultato, forse era meglio Leonardo. Basi zero, però grande entusiasmo - vero o finto, non è un problema -, grande parlantina, grande presenza scenica. Un perfetto incrocio tra un animatore Valtur, un ex calciatore e un motivatore dei marines. La difesa a 3, 4, 5 o 6 non è il nucleo della questione. Il nucleo vero è molto più impalpabile. O Gasperini esce da questa spirale di modestia e ci dimostra delle ambizioni che valgano il prezioso sedile su cui appoggia il culo, oppure - e non sapete quanto mi costa, zuzzurellone e interistone come sono - mi trasformerò in una immonda creatura che si nutre di sangue di allenatori irrimediabilmente provinciali.

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13/09/2011

CRISI INTER

QUELLA MACCHINA LA' DEVI METTERLA QUA

Quindi risolveremo (?) tutto spostando un numerino. Da 3 la difesa passa a 4, da 4 il centrocampo passa a 3 (tre centrocampisti veri, volesse il cielo) e davanti resta l'ultimo 3, quello del calcio champagne o, come a Palermo, del calcio spuma. Va bene: un compromesso va trovato, la crisi di rigetto del 3-4-3 (nonostante due mesi di lunghe prove) non può essere ignorata visto che dobbiamo fare 6 partite in 20 giorni e - non so se interpreto il sentimento generale - non è che ogni volta si possono prendere 4 pere alla cazzo. Gasperini ci deve venire incontro: i giuocatori non sono adatti al 3-4-3 e noi, i tifosotti, nemmeno. Ai posteri l'ardua sentenza: cioè dire quelle delle tre categorie di pensiero (l'allenatore, la squadra, i tifosi) sia più mentalmente limitata.

Sulla società, invece, conviene stendere un velo pietoso e - per carità di patria e amor di Inter - non guardarci più sotto. Memori dell'operazione Benitez, un anno dopo i nostri prodi dirigenti hanno rifatto la stessa cosa: consegnare la squadra a un allenatore che avrebbero fatto a meno di assumere. E' chiaro che tutto questo dipende da un granellino di sabbia che si è infilato nel meccanismo, il meccanismo vacca-magra o fichi-secchi, ma con un disegno a monte. Il piano era solare: l'Inter voleva agire in pareggio di bilancio e quindi doveva sacrificare qualcuno. Quel qualcuno era Sneijder,  potenzialmente il più richiesto, e tanto valeva a quel punto prendere un allenatore che del trequartista potesse fare a meno senza rinunciare allo spettacolo. Anzi, già che ci sei prendi uno che fa il 3-4-3 così nemmeno più ti viene la tentazione. La prima scelta preferisce Bilbao, la seconda non attizza la fantasia di nessuno. Però vabbe', proviamoci, cambiamo, diamo un segnale. Ma nel mappamondo del calcio appare il Daghestan e un nuovo ricco che, a differenza degli altri, paga cash. Quindi via Eto'o, resta Milito (uhm: Eto'o, Pazzo e Milito come li avrebbe gestiti Gasperinho?) e soprattutto resta Sneijder (sennò scoppia la rivolta) e quindi il meccanismo si inceppa. Poi, povero Gasp, gli prendono pure Zarate a mezzo secondo dalla fine del mercato: al posto di un soldatino diligente, il Cassano della pampa.

Pareggio di bilancio ok, rosa non ok, allenatore che (come Benitez e altri prima di lui) chiede una cosa e gliene danno un'altra. E via, verso una nuova fantastica stagione.

Ora, essendoci davanti 37 giornate eviterei qualsivoglia sentenza, e tantomeno disfattismo. L'obiettivo è uno solo, il Tricolor. Intorno - in Italia, dico - non è che ci sia chissà cosa. E le cazzate le fanno anche gli altri: qualcuno si lamenta di Pandev al Napoli, ma allo che dire del Milan che dà Pirlo alla Juve e gli risolve il 66,6% dei problemi? Però il clima è tornato quello naif dei tempi migliori (tra virgolette, eh?). Dobbiamo resistere. Resistere a Moratti che parla con i giornalisti fuori dall'ufficio, resistere agli occhi no-tigre, resistere agli allenatori sfiduciati in tutti i sensi, resistere a un clima da pappamollismo insopportabile. Almeno noi, schieriamoci bene e tiriamo avanti, go ahead. Viva l'Inter, abbasso il Trabzonspor, Juve merda, stadio di proprietà vaffanculo.

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01/09/2011

LA NUOVA INTER

AND NOW?

Nel ricordare che da questo mercato usciamo privi di tale Samuel Eto'o, quindi più poveri a prescindere, diciamo che negli ultimi tre o quattro giorni le cose si sono abbastanza sistemate. Tipo che possiamo mettere Forlan e Zarate nelle caselle che fino a una settimana fa erano teoricamente riempite da Pandev e Alvarez. Insomma, mi sento un po' più a mio agio. A centrocampo continua a non arrivare il campione e i nostri grandi centrocampisti, inesorabilmente, a ogni giro di boa segnano un anno in più: però Poli va bene, così come Obi, sperando che i vecchietti reggano. Io avrei dato Coutinho in prestito a qualcuno che lo faccia giocare. Ma forse lo tengono per fare il trattamento insieme ad Alvarez: sette chili in sette giorni - il contrario di Marin - perchè non vengano spazzati via alla prima ancata.

La rosa l'abbiamo aggiustata (anche se il contratto a Zarate con bonus-assist dice da solo molte cose). And now? La palla passa a Gasperini, che adesso qualche pedina compatibile ai suoi schemi mentali ce l'ha. Io non sono per niente tranquillo: se dieci mezze frasi di Moratti costituiscono una prova, sento tirare da Appiano Gentile una sottile arietta beniteziana. Da una parte, un allenatore che (anche di fronte a qualche piccola evidenza) non recede dai propri ideali. Dall'altra, una società che sembra non conoscere bene l'allenatore che ha preso. Gasp è più fortunato: gli acquisti glieli hanno fatti a fine agosto. Ora vediamo, ma c'è qualcosa che non torna, tipo cosa ne sarà di Sneijder, l'uomo-mercato del 2012.

Poi, sant'iddio, sarebbe anche ora di vedere una partita con i punti in palio per fare un minimo di ragionamento, non se ne può più di questa virtualità. L'Inter l'abbiamo vista giocare una partita ufficiale ormai quasi un mese fa, in un contesto che - come si è poi dimostrato - non contava un emerito cazzo. Ancora 10 giorni da far passare così, facendo congetture, formazioni, fantacalcio. Due palle così non me le ricordo.

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31/08/2011

ZARATE

GEOPOLITICA

Se dal mappamondo scomparissero Genova e l'Argentina, l'Inter sarebbe senza allenatore e avrebbe una rosa di cinque giocatori.

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p.s.: adesso ci tocca chiedere scusa a Branca: ha finto ogni giorno per tre mesi di trattare Palacio, poi ha preso Zarate il 31 agosto. E' il Metternich del calcio italiano, è l'Arturo Brachetti dei ds, è il David Copperfield del prestito oneroso.

26/08/2011

SCIOPERO

WHO CARES?

La questione dello sciopero dei calciatori di serie A, per me, si divide essenzialmente in due sottoquestioni:

1) Parteggiare tra calciatori e presidenti non ha senso, sono protagonisti ed espressione della stessa gigantesca montagna di merda che chiamiamo "mondo del calcio". E me il mondo del calcio non interessa. A me interessa il calcio: sapete, quel vecchio giuoco in cui 22 persone in mutande e maglietta policroma, disposte su un grosso prato e divise equamente 11 contro 11, cercano di fottersi - come in ogni giuoco di squadra che si rispetti - mettendo di piedi o di testa (talvolta di mano, ma non deve essere evidentissimo) una palla di cuoio pesante 4 etti e qualcosa (se pesa meno di chiama "SuperTele" ed è un'altra specialità) in una grossa rete delimitata da tre assi bianche, dette pali (in realtà, quella in alto, la tangente secante perpendicolare dell'immaginaria retta parallela spostata da un peso immerso nell'acqua, si chiama traversa). Il resto mi interessa molto poco. O meglio: mi interessa, ma non mi appassiona. Non spendo una stilla del mio sudore per farmi carico dei presunti problemi dei calciatori e delle società di serie A. Problemi? Ahahahah. Ma andate a cagare, dai. Dei calciatori penso che sono una massa di approfittatori della passione altrui, il cui massimo interesse - oltre che controllare l'estratto conto - è tatuarsi l'interno degli avambracci e sognare il giorno in cui un miliardario daghestano che ti riempirà di rubli anche il buco del culo. Dei presidenti, penso che sono perlopiù degli emeriti coglioni, o pazzi o disonesti o - in qualche caso - entrambe le cose. Nel caso in ispecie, parteggio sicuramente per i calciatori: pretendere che firmino un paio di norme in cui autorizzano il mobbing nei loro confronti, beh, è chiedere troppo anche per una categoria di milionari ignoranti. La colpa di tutto è dei presidenti, mica solo quelli italiani, e delle leghe, mica solo quelle italiane: pagassero meno i calciatori non ci sarebbe bisogno di contratti nazionali, scioperi e - in generale - figure del cazzo. Il mercato è totalmente fuori controllo e la colpa non è mia. Volete fare sciopero? E chi se ne frega, fate sciopero. Ci sono i mondiali di atletica, di rugby, di pallavolo, di rubamazzetto. Ci sono i cinematografi, ci sono le passeggiate, ci sono i calciobalilla, ci sono i libri, ci sono i dvd, ci sono i cani da pisciare. C'è la Wii. C'è Angry Birds. Ci sono le donne, le donne! Vi ricordate le donne? Quegli esseri cui tendiamo d'istinto, con quelle protuberanze così particolari... Massì dai, le donne. Qualcuno le ricorderà. Ecco. Scioperate pure, barboni.

2) Adesso però voglio che mi ridiate i soldi dei tre biglietti di Inter-Lecce che ho stoltamente acquistato fidandomi di voi, bastardi figli di puttana. Rivoglio i miei 111 euro, o pianto giù un casino.

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25/06/2011

GASPERINI

LA BRUTTA INTER

Vorrei tanto potermi prendere una vacanza dall'Inter, una pausa di riflessione, una cosa così. Negli ultimi 15 giorni ho scoperto che:

1) si era affidata per una nuova stagione a un non-allenatore talmente non-convinto che ha accettato al volo un'altra offerta (si chiama professionismo) lasciandola in braghe di tela a giugno inoltrato (non si chiama, ahinoi, professionalità).

2) nella scomposta ricerca di un nuovo allenatore, ha preso contatti con uno dei pochi (Capello) ad avere seri problemi ambientali a mettere piedi non dico ad Appiano, ma addirittura a San Siro.

Quindi, come dire, ho un po' i coglioni girati con l'Inter. Lo considero un brutto capitolo. Adesso, con l'assunzione di Gasperini si chiude un libro e se ne apre un altro. Al di là delle battute e dei sofismi da tifoso (diciamo che Ventrone e Rampulla mi avrebbero fatto abbastanza vomitare, ma tant'è), su Gasperini non ho nulla da eccepire, e da alcune ore sono diventato - com'è giusto che sia - un suo nuovo  tifoso, curiosissimo di vederlo all'opera. Per lui vale, come per chiunque altro, la presunzione di bravura e di adeguatezza al compito. In serie A non vedo geni della panchina che gli siano  fastidiosamente superiori. Voglio dire: se Allegri ha vinto uno scudetto, non vedo perchè un Gasperini non possa fare la stessa cosa, e non vedo con quale motivazioni (no, dico: Allegri) negargli questa chance. Quindi: viva Gasperini.

E' l'Inter che mi preoccupa, non Gasperini in se stesso. E', in particolare, l'Inter che assume un Gasperini che mi preoccupa. Dopo Mancini (un progetto preciso), Mourinho (sospiro) e Benitez (allenatore sbagliato, ma uno dei migliori ell'epoca disponibili su scala mondiale), le ultime due mosse dell'Inter sono state:

a) un bell'uomo con cui fare incazzare il Milan

b) l'ex allenatore di Crotone e Genoa

In tutto questo non c'entra Gasperini, che è bravo e ce la metterà tutta e magari ci farà vincere lo scudo e tutti andremo sotto il pullman scoperto a osannarlo (e poi è nato il 26 gennaio come Mourinho). Il problema è capire cosa vuole l'Inter, cosa cerca, cos'ha in mente. Tra i milioni di pezzi scritti in questi faticosi giorni dell'affannosa ricerca di uno straccio di allenatore, alcuni spunti di discussione mi costringono a fare due più due e a chiedermi: se Mourinho era il simbolo evidente di una certa Inter (di ciò che voleva, delle ambizioni che aveva), allora Gasperini di quale Inter è il simbolo? Di quella che ha stretto i cordoni della borsa, che ci fa capire che un certo periodo è finito e ne è iniziato un altro, che un Gasperini è l'uomo giusto per un profilo che è cambiato, volenti o nolenti?

Boh, staremo a vedere. Facciamo finta di non sapere che il contratto è annuale e guardiamo avanti, oltre il panettone che già migliaia di menarogna profetizzano che non mangerà. Avanti con Gasperini, finchè esonero non ci separi. Nel mentre, se qualcuno si degnerà di darci due dritte sul futuro... O è chiedere troppo?

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24/04/2011

INTER-LAZIO 2-1

QUANDO I BAMBINI FANNO BUUUU

Arrivo e i miei tre posti sono occupati. Un signore affabile mi guarda e mi dice: scusi, siamo un gruppo di 40, ci siamo seduti un po' qui e un po' là, sparpagliati (e mi guarda come dire: sparpagliati anche tu, dai, siamo tutti interisti). Io lo guardo parimenti affabile e gli dico: per me potete sparpagliarvi dove volete, viva l'Inter, a parte in quei tre posti lì. Affabilmente si alzano in 15 e si sparpagliano altrove. Mi si para di fianco una signora genere mature e mi fa: grazie, se non c'era lei (e mi guarda affabile). Al che mi siedo e mi godo lo spettacolo.

 

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Sono a dieci metri in linea d'aria dal rigore di Julio, che c'era. Però, con l'espulsione (che non c'era), ho capito subito l'antifona morgantiana (ogni volta che vado a San Siro c'è una pagnolada). Ma l'Inter che si mette finalmente a giocare con occhi di tigre quando rimane in dieci è uno spettacolo che credevo di avere dimenticato. Mi metto sulla riva del fiume e aspetto, affabile.

 

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All'intervallo investo 10,50 euri nell'acquisto di tre (3) cornetti Algida. Il mio era talmente sciolto che al primo colpo di lingua mi ritrovo in bocca l'intera terra emersa (quella fuori dalla cialda) (sono affabile, e non mi incazzo. Ma voglio il nome di chi fa la cresta sui cornetti Algida, e prima o poi l'avrò) (poi non è che si può rompere il cazzo con lo stadio di proprietà: comprate un frigo, intanto).

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Nel secondo tempo vinciamo la partita. Dopo che il primo anello blu si era espresso in diecimila commenti sfavorevoli al campo bagnato ("Cazzo, ma perchè bagnano il campo?"), Biava scivola come un bambino ("Campo bagnato, evviva il campo bagnato, campo bagnaaaaaaaaaato, evviva il capo bagnato) ed Eto'o insacca quasi scivolando. Ma l'intero pomeriggio ha una svolta all'ingresso di Brocchi.

Buuuuuuuuuuuuuuu.

Debbo dire che la precisione dei buuuuuuu a Brocchi è stata notevole. Perchè un conto è fare buuuuuu quando prende palla (buuuuu prolungato) o semplicemente la tocca (buuuuuu immediato), ma il buuuuuu istantanteo (bu!) al colpo di testa è stata una sciccheria. Per non dire di quando ha recuperato con le mani un pallone per battere una punizione: buuuuuu pure lì. Al che ci ho preso gusto: mi sono messo a fare buuuuuu anch'io come un bambino. Ero talmente sereno che nemmeno la domanda

"Scusa papi, ma perchè lo fischiano?"

mi ha scomposto. Lasciate fluire queste cosuccie da stadio, ho risposto con nonscialàns. Arrivato a casa, ho appicciato gugol e di nascosto ho digitato la chiave "brocchi inter buuuuu": non mi andava di proseguire la serata senza sapere di preciso perché per venti minuti della mia vita ho fatto buuuuuuuuuu ogni volta che un pirla toccava palla.

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20/04/2011

ROMA-INTER 0-1

MASSI'

Ignoro cosa sia successo nella partita di Roma: siccome qualcuno deve pure tenere alto il Pil mentre gli altri bevono birre e mangiano orociok, mi sono immolato alla causa macroeconomica. L'unico frammento vissuto in diretta è stato l'assurdo gol sbagliato da Vucinic, collassato a porta vuota, che mi ha costretto in un attimo di sconforto (nell'azione più lenta del mondo avevavmo lasciato il centravanti avversario solo nell'area piccola) a lasciarmi andare a un pronostico infausto:

"Perdiamo 7 a 0".

E invece abbiamo vinto, pensa te. Bene. Così per un po' non ripenso alla classifica del campionato. Quei soli 4 punti di vantaggio sul quinto posto mi stavano creando qualche problema di identità (io che guardo preoccupato al quinto posto: pazzesco). Così come lo scontro diretto di sabato per il terzo e quarto posto (ma vi rendete conto?) cui stavo guardando con un po' di ansia. Ecco, avere vinto a Roma può essere importante per questo: riprendere conoscenza.

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16/04/2011

PARMA-INTER 2-0

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09/04/2011

INTER -CHIEVO 2-0

COMUNICATO AI TIFOSI

I festeggiamenti per lo scudetto dei Lampedusa Devils sono rinviati a data da destinarsi. Per informazioni su nuova data: via Filippo Turati 3, 20121 Milano, tel. +39 026228.

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07/04/2011

CHE FARE/1

IL PARAMETRO WESLEY

Vedere i tuoi sogni sgretolarsi in tre giorni al prezzo di due tranvate non autorizzano nessuno a parlare di rifondazione, macchè, siamo seri, ma spero abbiano fatto scalare verso l'alto un paio di questioni nell'agenda del presidente e dei suoi collaboratori. Cominciamo dalla rosa, e parliamone già in funzione dell'anno 2012, cioè della prossima stagione.

Partiamo da Wesley Sneijder, lo spartiacque.

Sneijder, che tutti speriamo abbia lunga vita nerazzurra e torni stabilmente ai fasti che quest'anno abbiamo visto un po' sì e un po' no, è del 1984 e nel 2012 compirà 28 anni. Un'età fantastica per un giocatore del suo ruolo, l'età della maturazione, l'età che ti consente ancora di guardare avanti per un bel pezzo, l'età che ti conferma che affarone abbiamo mai fatto.

Ora, se voi consultate inter.it alla sezione "squadra", potrete accorgervi di un dato assolutamente inquietante. Sapete quanti giocatori della rosa odierna (27) sono più vecchi di Sneijder, e quindi dalla prossima stagiorne saranno quasi tutti ultratrentenni (del 1983, cioè 29enne, c'è solo Pandev)?

Ve lo dico io: 18 (diciotto) (compresi Pandev e Suazo).

Il numero è oggettivamente spaventoso. E teniamo conto che a gennaio, in corso di stagione, ne sono arrivati tre giovani (Little Frog, Yuto, Pazzo). Su una rosa teorica di 27 (tipo quella di oggi, appunto, che comprende - va detto - Natalino e Dell'Agnello), siamo esattamente a due terzi. E va detto che il terzo di giocatori più giovani di Sneijder è quasi tutto composto da riserve: gli unici titolari di quest'anno sono Pazzini (ha due mesi meno di Wesley) e Ranocchia, altri due con qualche numero consistente sono Yuto e Coutinho.

Parliamo sempre di 2012.

I tre attuali portieri sono nati tutti negli anni '70: Julio ne avrà 33, Castellazzi 37, Orlandoni 40.

Difesa, argomento delicatissimo: il Capitano (l'Inter lo mette sempre in difesa, in realtà gioca in 17 ruoli diversi) e Materazzi avranno 39 anni, Cordoba 36, Lucio e Samuel 34 (seguono Chivu 32, Maicon 31).

Centrocampo, argomento stra-delicato: il Capitano (lo rimetto anche di qua) 39, Stankovic avrà 34 anni, Cambiasso 32, Thiago e Kharja (!) 30.

Attacco: Milito 33, Eto'o 31.

Insomma, in una rosa in cui Sneijder è un ragazzino bisogna far qualcosa bene e subito, non alla cazzo e non a gennaio. Qui ognuno può sbizzarrirsi come gli pare, tenendo conto che qualcuno dei nostri giocatori fondamentali potrebbe anche decidere di andarsene nel frattempo (Julio? Maicon?). Io, potessi offrire un caffè a Branca, lo annoierei con questi argomenti:

Portieri: Viviano lo richiamiano subito o lo lasciamo folleggiare ancora altrove? Comunque sia, la panchina è troppo agèe per un Julio dall'infortunio facile.

Difensori: qui sono cazzi. Serve un altro Ranocchia, come minimo (parlo di valore e di giovinezza). E serve un laterale molto buono (e giovane, preferibilmente) che sappia anche fare il centrale.

Centrocampo: ne servono un paio, di cui almeno uno di assoluto valore e l'altro affidabile per le rotazioni. A Zanetti non si potranno più chiedere 17 ruoli, nè di fare altre 350 partite consecutive: gli eviterei lo stress di fare il laterale in difesa (se copriamo i ruoli dietro). Gli attuali centrocampisti sono tutti fragili e vanno preservati a turno. Bisogna specializzare a) qualcuno a fare il vice-Sneijder e  b) qualcuno a concepire l'esistenza delle fasce laterali.

Attacco: tutto sommato, rispetto agli altri reparti, c'è meno urgenza, anche se in prospettiva cercarne (e prenderne subito) uno giovane e forte potrebbe renderci più lieve l'esistenza.

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(nella foto, la moglie dello spartiacque)

15:31 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (254) | Segnala | Tag: inter, calcio, serie a, sneijder, moratti | OKNOtizie |  Facebook