03/03/2010
BESTEMMIE
DIO PERDONA, RAMON NO
Ma qualcuno avrà chiesto a Diaz se è contento di poter essere impunemente nominato invano?
02/03/2010
I PROBABILI
L'HIPPIE
La teoria del gruppo non è un'esclusiva del simpatico diportista viareggino, e peraltro non è sostanzialmente una cazzata. Anzi, ha un suo preciso fondamento: se io devo fare una cosa importante mi voglio circondare di persone di cui mi fido, che non devono essere necessariamente le migliori in assoluto ma che io ritengo le migliori (le più affidabili) per quello scopo lì. Ora, avendo davanti la tabella che ha pubblicato stamattina "Repubblica", come non farsi venire qualche dubbio sul gruppo, più che sulla teoria?
I 17 sicuri del posto sarebbero i 3 portieri (Buffon, Marchetti e De Sanctis), 5 difensori su 8 (Zambrotta, Cannavaro, Chiellini, Grosso, Legrottaglie), 6 centrocampisti su 7 (De Rossi, Gattuso, Pirlo, Palombo, Marchisio, Camoranesi) e e 3 attaccanti su 5 (Gilardino, Di Natale, Iaquinta).
Questo è il gruppo di Lippi? Nel rilevare la presenza di otto juventini nella stagione più nera della Juve da Maifredi ai giorni nostri, rilevo cose anche più preoccupanti: ci sono tre lungodegenti (Iaquinta, fuori da ottobre, Zambrotta e Camoranesi), due non-titolari (Legrottaglie e Gattuso) e due giuocatori (Cannavaro e Grosso) protagonisti di una stagione agghiacciante. In più mi si dice che sicuro del posto sarebbe un attaccante bravo e prolifico finchè si vuole ma - secondo me - poco presentabile ai massimi livelli (Di Natale). Tolti i tre portieri, insomma, anche un giuggiolone come me si trova ad avere qualcosa da ridire pesantemente su 8 azzurri su 14. Quelli sicuri, eh?
Veniamo ai probabili. Sempre secondo "Repubblica", a giocarsi i tre posti da difensori sarebbero Maggio, Cassani, Criscito, Dossena, Bonucci e Bonera (c'è Bonera e non Santon, tanto per dire). Per l'ultimo posto da centrocampista se la dovrebbero giocare Montolivo, Candreva e Perrotta. E infine per gli ultimi due posti da attaccanti sarebbero in lizza tre punte di manovra (Totti, Pepe, Cossu - che domani gioca contro il Camerun - e Giuseppe Rossi) e cinque prime punte (Amauri, Borriello, Pazzini, Toni e Quagliarella).
Complessivamente siamo messi maluccio, ma questi sono cazzi di Lippi e della sua teoria del gruppo. Ma per quale ragione, stando così le cose, non dovrebbe avere una chance da giocarsi anche Supermario? Perchè Amauri, Pazzini, Toni, Quagliarella e l'infortunatissimo Iaquinta sono sicuri del posto o ci possono sperare, e Balotelli no?
Io sono d'accordo sull'importanza del gruppo. Ma come ci si entra? Oppure: perchè si sta fuori? Se dovesse recuperare Toni, Totti e Perrotta, Lippi porterebbe in Sudafrica più della metà della rosa che aveva in Germania. In quattro anni l'Italia avrebbe espresso solo dieci novità, tra cui due portieri e almeno quattro-cinque riserve da ultima scelta. Mica male. Allora, come si fa a entrare nel gruppo? Per esempio: se non basta essere fortissimo e segnare sette gol non giocando sempre perchè si hanno davanti Eto'o e Milito (e Pandev) e tirare i calci piazzati e fare a sportellate eccetera eccetera, cosa serve per essere ammessi?
Non ho nulla contro Pepe, ma una Nazionale che da anni non riesce a fare a meno di Pepe è una Nazionale più che mediocre. Lippi convoca Pepe perchè gli serve uno sulla destra che fa quello che gli dice lui: questa è la teoria del gruppo. Ma io, se fossi Lippi, mi circonderei di una quota-gruppo (chessò, anche 19-20 su 23) e convocherei però qualche mina vagante, qualcuno forte, qualcuno di prospettiva (sennò il suo gruppo a luglio quanto varrà?), qualcuno che mi spariglia le carte, mi può risolvere le cose, con la faccia di tolla, uno - tra l'altro - abituato a entrare a partita in corsa. Cassano forse è irrecuperabile alla teoria del gruppo, ma uno di neanche vent'anni magari lo tiri su in un altro modo, anche se promette male. La lista dei 35 va consegnata a maggio, e quindi nel frattempo magari resuscita Iaquinta, Grosso riesce a fare un cross e io mi convinco della forza del gruppo. Ma se ci sarà Pepe e non Balotelli avrò bisogno del sostegno di un sociologo. Uno bravo.
30/01/2010
SORPRESA
22:05
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16/01/2010
CALCIO MALATO
14:50
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19/12/2009
BYE BYE
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14/12/2009
CALCIOPOLI
05/12/2009
SUDAFRICA
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04/12/2009
IL SORTEGGIO
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24/11/2009
BRUTTI CORI
ELLI
Checchè ne dicesse il Mou, "Se saltelli muore Balotelli" non è un coro razzista, e quindi da squalifica del campo. Juve-Inter si giocherà nello stadio giusto. Supermario è molto abbronzato, come direbbe Lui, ma "Se saltelli muore Balotelli" è solo un coro "insultante e incitante alla violenza", ben diverso da un "negro di merda" o "non esistono negri italiani". Basta sostituire la parola Balotelli per avere la controprova. Per esempio, "Se saltelli muore Pulzelli" (coro contro il giocatore del Livorno, con licenza poetica), "Se saltelli muore Belinelli" (coro contro il giocatore di Toronto), "Se saltelli muore Grace Kelly" (coro contro la dinastia monegasca), "Se saltelli muore Gino Vannelli" (coro contro il rock-pop canadese), "Se saltelli muore Condorelli" (coro contro i dolci natalizi), "Se saltelli muore la Gabanelli" (coro contro il giornalismo d'inchiesta), "Se saltelli muore Johnny Dorelli" (coro contro i crooner italiani), "Se saltelli muore Lucarelli" (coro contro i giornalisti/editori, oppure contro i giallisti), "Se saltelli muore Licio Gelli" (coro contro la massoneria), "Se saltelli muore Lelly Kelly" (coro contro il merchandising infantile), sono tutti cori insultanti e incitanti alla violenza, ma non razzisti.
Peraltro, continuo a ritenere che la sanzione ai cori razzisti, insultanti o sailcazzo rimanga comunque un sistema largamente imperfetto. La società ha sempre la responsabilità oggettiva, e già qui bisognerebbe discutere. I coristi, invece, una sega. Nè oggettiva, nè soggettiva, nè presunta. Quindi si va allo stadio, si insulta Balotelli (o Materazzi, o De Rossi, o Del Piero, o Gattuso, o Franco Baresi) e si torna a casa belli contenti, tanto pagano Blanc o Moratti e via dicendo. Tutto sommato la sentenza anti-Inter per lo striscione anti-napoletani aveva un senso. Lo striscione l'ha esposto la curva? Squalifichiamo la curva, allora, e non Settoruccio che ne ne stava bello bello senza alcuno striscione in primo arancio. Anche in quel caso ha pagato gente che non c'entrava, ma un po' meno del consueto.
Il razzismo fa schifo e va fermato in ogni modo. Ma anche sperare che muoia Balotelli o insultare la mamma di Materazzi morta da vent'anni fa schifo. E' uno schifo che bisognerebbe estirpare dagli stadi, ma penso che non succederà mai. Non sto qui a fare il parallelo con il rugby, sfiorerei il banale. Bisognerebbe prenderli tutti a calci in culo, i coristi. In teoria abbiamo i loro nomi sui biglietti o sugli abbonamenti: già, ma a cosa cazzo servono queste cose nominative, a parte farci perdere tempo agli sportelli e incastrarci nei tornelli? ("Se saltelli, si aprono i tornelli"). In teoria, con le mille telecamere Hd "ti catalogo anche i peli del culo", avremmo anche le loro foto, uno a uno, nitide, con molti pixel, nel preciso atto di intonare il coro. Niente, l'è istess. Facciamo pagare le società, si fa molto prima.
23/11/2009
POVERO WALTER
ZAMPARIZZO
Non c'è una gran differenza tra una donna che vuole sposare Izzo e un uomo che vuole allenare il Palermo. La prima, che vorrebbe unirsi in matrimonio (per motivi ignoti, se non la follia o la voglia di pubblicità) con un bi-ergastolano che ha ucciso tre donne, dovrebbe considerare il rischio di fare la stessa fine di quelle tre. Il secondo, che si fa ingaggiare da un presidente che ha esonerato 28 allenatore in vent'anni, dovrebbe mettere in conto di fare la fine degli altri 28. Essendo Izzo al gabbio e Zamparini uomo libero, lo scenario calcistico è più reale e percorribile. E avendo Izzo ucciso solo tre donne ("solo" in confronto ai 28 allenatori segati da Zamparini), bisogna concludere che diventare allenatore del Palermo è un'attività ben più a rischio che chiudersi in una stanza con il mostro del Circeo.
A volte mi chiedo perchè mai un allenatore accetti l'offerta del Palermo, sapendo che al 90 per cento la cosa finirà male, e che al 66,6 periodico la cosa finirà male probabilmente prima di Natale. E' ovvio che il rischio è ben pagato, e che il gioco in sè possa valere la candela (la piazza è prestigiosa e passionale, il clima è mite e temperato anche d'inverno, si mangia da dio, e se riesci a firmare un pluriennale hai davanti un comodo tesoretto), ma resta la domanda di base: perchè? Perchè un allenatore deve sottoporsi a uno schema umiliante e collaudato, quasi fosse scritto e consegnato in copia insieme al contratto? (Lo schema: ingaggio, sorrisi e strette di mano, sciarpa mostrata ai fotografi, festa, cannoli, letizia e fiducia fino alla prima sconfitta, dopodichè i giornalisti - conoscendo il tipo - cominciano a inzigare il dubbio a Zamparini che - conoscendo i giornalisti - dice che l'allenatore non discute, salvo - qualche giorno dopo - cominciare a dire che i suoi schemi non vanno, che doveva giocare questo e non quello, che quell'altro all'ala è sacrificato e quell'altro ancora in panca è un insulto. Dopodichè, nel giro di una settimana, arriva l'esonero).
Uno come Zenga non poteva che essere destinato all'esonero prima di Natale. Oppure a vincere lo scudetto, come aveva dichiarato in agosto. Non è uomo da mezze misure. Me lo vedo, il Walterone, leggere l'ultima intervista di Zamparini che discuteva una a una tutte le sue scelte tattiche. Che quando le vedi stampate sul giornale, 'ste interviste, significano una cosa sola. Sono una lettera di licenziamento prestampata a cui manca solo la data. E a quel punto ti salvi con tre vittorie di fila, sennò è finita.
Diciamo che Zenga ha accettato un rischio spericolato, in maniera peraltro spericolata (passare dal Catania al Palermo, cazzo, ci vuole una bella faccia di bronzo), e un po' se lo merita. Non puoi pretendere di sposare Izzo e di dormire tranquillo la notte. E forse si allunga il percorso che lo porterà a sedere sulla panca dell'Inter. Voglio dire: concludere una stagione intera a Palermo sarebbe stata una medaglia al valore. Invece è stato esonerato prima di Natale come una ventina abbondante di altri colleghi, compreso quel pretino (oggi a Parma) che Izzo lo ha sposato anche per due o tre volte tipo Liz Taylor e Richard Burton.



















