03/01/2012
EQUIPE DI SCIENZIATI
LA SCELTA DI RICKY
Buongiorno.
(brusio)
Una
(forte brusio)
A-ehm. Una
(coro di voci maschili) Scienziatòooo, scienziatòooo, checcefrega de Ronaldo noiciabbiàm lo scienziatò. Scienziatòooo
Basta!
(silenzio)
Vi perdono solo perché è appena iniziato l'anno e siamo ancora in clima di festività natalizie. Ora però non mi cagate più il cazzo.
(silenzio)
Una
- (voce maschile) Scusi.
Sì?
- Volevo appunto chiederle perché facciamo lezione il 3 gennaio quando il mondo intero...
Senta. Lei si sarà accorto di come questa ambientazione didattica e spirituale sia del tutto irreale. Noi potremmo fare lezione anche il giorno di Natale, o a Pasqua, o a Ferragosto.
- O a Capodanno.
Certo.
- (altra voce maschile) O al Corpus Domini.
Esca.
- Ma come, scusi? Qui parlano cani e porci ed esco solo io?
Sì, ho deciso così, per puro capriccio
(rumore di passi nel silenzio)
Allora. Una coppia di scienziati
- (voce maschile) Ma è una novità!
Basta, mi avete rotto i coglioni. Ci vediamo a Ferragosto.
- (voce femminile dal fondo) No! Non se ne vada! La prego.
Va bene, resto.
- (stessa voce femminile) Oddio! Mi dica che l'ho convinta io.
No, è che a Ferragosto ho da fare
(silenzio)
- Lei è un bruto. La adoro (vola un reggiseno)
Allora.
(silenzio)
Due scienziati, Nicola Ludwig e Gianbruno Guerrerio, autori del libro "La scienza nel pallone" (Zanichelli), sostengono che nel corso di una partita un calciatore è spesso costretto a calciare con il piede che non preferisce, ma questo influisce sulla velocità della palla in misura non superiore del 10 per cento.
(silenzio)
- (voce maschile dalla prima fila) Scusi, professore.
Mi dica
- Lei mi vuole dire che un destro di Alvarez è un tiro quasi normale, cioè con un deficit non superiore al 10 per cento?
(forte brusio)
Si spieghi meglio. Anzi, venga qui alla lavagna.
(rumore di passi)
Ci dica.
- Dicevo che il destro di Alvarez fa cagare rispetto al sinistro. E oltre alle percentuali vorrei anche parlare della velocità.
Della palla?
- No, di Alvarez.
(forte brusio)
Le sottopongo un altro spunto di riflessione, mio giovane allievo. Secondo i due scienziati, la scarsa efficacia di molti palloni calciati con il piede "sbagliato" è dovuta alla frazione di secondo richiesta dalla scelta: se provare a calciare comunque con il piede giusto o rassegnarsi a colpire con il piede sbagliato. Questa frazione di secondo influisce sulla coordinazione di tutto il corpo.
- Secondo me, Alvarez è costantemente morso dal dubbio.
Ha il libretto? Le do trenta.
- L'ho lasciato a casa, professore.
Fa niente, le faccio un buono.
(brusio)
Domande?
- (voce maschile dal centro) Senta, ma quelli che fanno vomitare tanto di destro quanto di sinistro? Uno Zarate, faccio per dire.
E' un ambidestro del pensiero debole.
- (voce femminile del fondo) Io l'amo!
- (voce maschile poco lontano) Ma stai zitta, meretrice!
- (voce femminile dal fondo) Pezzo di merda!
(sedie che si spostanto, accenno di rissa)
(sbuffando) Altre domande?
- (voce maschile un po' affettata) A me piaceva molto Vampeta. Sapeva dosare bene la classicità del movimento, la scelta del piede e l'atteggiamento del
- (voce maschile) del culo!
(forte brusio, risate, una vuvuzela)
Chi ha portato la vuvuzela?
- (voce maschile dal fondo) Mi scusi, mi sono lasciato prendere la mano.
L'appoggi per terra e ci salti sopra.
- Ma professore, è un pezzo raro, l'ho comprata a Johannesburg e...
Lo faccia o la propongo per un Daspo di dieci anni
(rumore di vuvuzela infranta)
- (voce femminile dal fondo) Lei è di una crudeltà senza paragoni. A casa ho una collezione di vuvuzelas che vorrei distruggere una a una mentre lei mi guarda dal divano e
Bene, ci vediamo a Pasqua. Arrivederci.
- (voce maschile) Non possiamo fare il mercoledì delle Ceneri?
No. Se il martedì sera c'è la Champions, il mercoledì ho il mal di testa, ceneri o meno.
- (voce femminile dal fondo) Viva viva il professore.
Arrivederci.
22:05
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24/12/2011
SIMONE FARINA
DAGLI SOLO UN MINUTO
Quando ho letto due o tre giorni fa la storia del terzino del Gubbio che aveva rifiutato 200mila euro per combinare una partita, mi è scattato un automatico e sincerissimo moto di ammirazione ma mi è anche apparsa Manuela Arcuri, una specie di cartonato che mi ammoniva a non lasciarmi andare troppo con la fantasia. Tutti ricorderanno che l'Arcuri qualche mese fa, e per qualche ora, era diventata il simbolo dell'emancipazione universale femminile, con milioni di "mi piace" su Facebook e articolesse sui giornali e sproloqui in tv. Poi una lettura più approfondita delle intercettazioni chiarirono che il suo "a Berlusconi non gliela do" era da leggersi in un meno poetico "non gliela do senza avere qualcosa in cambio". Quindi ho aspettato 48 ore prima di certificare la mia ammirazione per un calciatore - la categoria, qui, è fondamentale - al quale offrono in nero l'equivalente dello stipendio di due anni e qualche mese e dice no.
Così la notizia che Prandelli chiamerà in Nazionale Farina per premiare la sua onestà mi è sembrata subito una cosa bellissima. Perchè è vero che il comportamento di Farina è da considerarsi normale - normale è scegliere la via lecita invece di quella illecita -, ma che un calciatore rinunci a dei soldi mi appare quasi una cosa apocalittica, e che uno sportivo si dimostri tale fino in fondo è comunque un bell'esempio di comportamento e di filosofia di vita. Per fortuna Prandelli, quando migliaia di persone - me compreso - avevano un pochino equivocato presi da questo conato d'entusiasmo, si è affrettato a precisare che non si tratta di una convocazione tecnica e che Farina si limiterà a partecipare al raduno di fine febbraio. E' convocato nel senso che si presenterà. Non è convocato nel senso che giocherà.
Ecco: non facciamo però che la cosa si limiti a due foto, una stretta di mano, un'intervista e veloce ritorno a Gubbio. Perché allora 'ste quattro cosette le possiamo fare anche adesso, senza aspettare febbraio. Ma perchè invece non facciamo la cosa che pensavamo di avere capito? Perché non ci inventiamo, per una volta, una storia ancora più bella, un premio addirittura esagerato ma dannatamente romantico? Una di quelle cose che un ragazzino sogna per una vita, e che a un qualsiasi uomo di calcio farebbe scendere una lacrimuccia?
Perchè non lo facciamo giocare?
Un minuto. All'89mo fuori Balzaretti e dentro Farina, biondo pure lui. E' un'amichevole, no? Sarebbe fuori luogo pretenderlo per una partita ufficiale, con i tre punti in palio, magari importanti, magari decisivi. Ma in un'amichevole con gli Stati Uniti, perchè non farlo?
Vabbe', qualcuno potrebbe trovarlo un po' demagogico, magari un po' eccessivo. Massì, vero. Ma perchè no? Perchè non approfittarne per insegnare ai ragazzi che giocare a pallone non è (solo) avere come obiettivo la Maserati e la velina, ma è (anche) essere un Farina qualunque, un ragazzo privilegiato dal solo fatto di avere 29 anni ed essere ancora nel giro, avere una squadra e un bello stipendio?
Il gesto di Farina è normale, Farina non è stato un eroe nè deve diventarlo. Farina al prossimo calciomercato non lo cercherà nessuno, perchè ad aprile compie 30 anni e gioca nel Gubbio, non è mica Gareth Bale. A Farina non dobbiamo dare la medaglia d'argento al valor civile, la Stella d'oro del Coni o l'Ambrogino di Gubbio. A Farina, onesto calciatore, però potremmo far giocare un minuto in Nazionale, oltre i suoi sogni, oltre anche i nostri. Giusto per ricordarci che a pallone si gioca cercando di fare gol nell'altra porta e chi si vende una partita è un bel pezzo di merda. Doni è andato ai Mondiali, perché Farina non può giocare un minuto con la maglia di Doni? Non è una bella occasione per dire no ai Doni e sì ai Farina?
03:02
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15/11/2011
RICORSO JUVE
OH NOOOOOOOOOOOOOO
(ANSA) - ROMA, 15 NOV - Stop al ricorso della Juventus contro la mancata riassegnazione dello scudetto 2006, tolto al club bianconero dopo Calciopoli. Il Tribunale arbitrale nazionale dello sport presso il Coni si è infatti dichiarato incompetente a decidere sul ricorso della società bianconera, che aveva contestato la decisione del consiglio della Figc.
Il collegio arbitrale - composto dal Presidente, dott. Angelo Grieco, e dagli arbitri, avv. Dario Buzzelli e avv. Enrico De Giovanni - ha dichiarato la propria incompetenza circa la controversia tra la Juventus da una parte
e Figc e Inter dall'altra, avente come oggetto l'atto del Consiglio federale del 18 luglio scorso. Una delibera, passata con un voto contrario e due astenuti, in cui si dichiara che non ci sono i presupposti giuridici per la revoca dello scudetto 2006 all'Inter.
La società bianconera aveva presentato un esposto in cui chiedeva la revoca di quel titolo assegnato ai nerazzurri dopo lo scandalo di Calciopoli.
22:44
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14/11/2011
RICORSO JUVE
AB OVO
La Juventus Fc in dato odierna ha presentato ricorso al Tar contro Adamo ed Eva.
("Scusa, Ady, e cosa c'è scritto nel ricorso?" "Mah, una cosa del tipo: per avere generato i fondatori dell'Inter (responsabilità oggettiva)" "Scusa Ady, ma cos'è l'Inter?" "Non lo so, ma ha dei bei colori. Vuoi una mela?" "Massì")
16:49
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09/11/2011
JUVENTUS
22:14
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SENTENZA CALCIOPOLI
SILENZIO
Se nel giro di un quarto d'ora si arrende Berlusconi e condannano Moggi, l'euforia - come dire? - rischia di prendere il totale sopravvento. La visione in streaming della giudicessa napoletana che ha letto venti minuti di sentenza con una cadenza alla "Natale in casa Cupiello" mi ha provocato una gioia interiore di quarto grado. Nel goderci questa tiepida serata con il 99 per cento di umidità ricordiamoci anche che questa è una sentenza di primo grado di un processo un po' così, un po' fuzzy, e che tra un annetto o due potremmo dover parlare di altro, tipo di quanto siamo pittoreschi bla bla bla. Del resto Amanda Knox nel giro di un tot di mesi è passata dalla modalità "troia americana drogata assassina" a "brava ragazza un po' sfortunata scusaci ti prego", e quindi occhei, brindiamo, anzi no, sbronziamoci, ma teniamo conto che forse un giorno (punto). Era importante che una sentenza di un certo tipo uscisse dal processo di Napoli, e che fosse stabilita l'esistenza di una associazione per delinquere. Ora le chiacchiere stanno a zero.
Stanno a zero tutte, ma non quelle della Juve. Mentre ancora le agenzie cercavano di mettere ordine alla sentenza-mitraglia di Pupella Maggio, la Juve pubblicava sul suo sito un comunicato già pronto d achissà quanto, sottoscritto da cda e avvocati e in attesa di un semplice clic. Penso ne esistessero due diverse versioni, a seconda del tipo di sentenza. Le due versioni probabilmente differivano per le prime e per le ultime righe, ma quelle centrali saranno state uguali. Assolvono tutti: la Juventus "dimostra la propria estraneità". Condannano tutti: la Juventus "dimostra la propria estraneità".
Eccola qua, la Juve.
E' la Juve che in campionato vince e si lamenta degli arbitri. E' la Juve che dopa i giocatori e scarica il medico. E' la Juve che manovra gli arbitri e disconosce direttore generale e amministratore delegato. E' la Juve.
Giraudo patteggia, Moggi (già condannato per violenza privata nel caso Gea) si becca 5 anni e 4 mesi, ma la Juve è "estranea". Come se l'attività per la quale Giraudo ha patteggiato (non è un'ammissione di colpa, va bene, ma un po' sì) e per la quale Moggi si è beccato una tranvata non riguardassero la Juventus. "Estranea". Minchia, che facce di bronzo. Va bene, in secondo grado - me lo vedo già - smusseranno, preciseranno, faranno di tutto per far cadere la cosa dell'associazione per delinquere, mi ci giocherei una birra media. Ma adesso c'è una sentenza che dice una cosa, una cosa ben precisa, e non puoi dire che sei estranea, cara (?) la mia Juve. Solo questo: lo so già che non ti arrenderai mai, Gobbona mia, se non altro per una questione di principio, una questione che validerai in eterno. Lo so. Ma so anche se si può stare zitti. Vabbe', si potrebbe.
L'arroganza di quel clic, di quel comunicato pubblicato mentre ancora Angela Luce stava sciorinando nomi e cifre, è insopportabile.
E' una notte di festa, ma anche amara. Torna in mente tutta la merda che ti hanno fatto mangiare, tornano in mente tutti i replay di Ronaldo abbattuto a Torino e a Verona, il 5 maggio, le ladrate, le umiliazioni, i cori, i risolini, le barzellette. Tutto questo non è agli atti di Napoli, ma nei nostri ricordi sì.
E allora, amico juventino, quel clic mi va vomitare. Il mouse mettilo nel culo.
00:47
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08/11/2011
CALCIOPOLI
21:35
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04/11/2011
DITO NEL CULO
JOY OF FOOTBALLISTIC ASSFINGERING
Al signor Presidente della Federcalcio iraniana
e, p.c.,
al dr. Mahmud Ahmadinejād
alla Corte internazionale di giustizia dell'Aja
a Striscia la Notizia
----------
Signor Presidente,
le scrivo in relazione ai recenti fatti accaduti durante la partita di giuoco calcio tra Persepolis Tehran e Damash Gilan, che sono riprodotti in questo video e che stanno facendo discutere la comunità calcistica mondiale. Com'è noto, dopo un gol del Persepolis, nel crocchio di giocatori che si stavano abbracciando, il nazionale iraniano Mohammed Nasrati ha infilato un dito nel culo del compagno di squadra Sheis Rezai, gesto immortalato dalle telecamere e riprodotto in tutto il mondo. L'esultanza è stata definita "maleducata e immorale", e ha determinato una decisione molto dura da parte della Vs. Federazione, che ha sospeso a tempo indeterminato Nasrati e per due giornate Rezai, riducendo a entrambi del 15 per cento lo stipendio.
Ora, signor presidente, partirei proprio da quest'ultima decisione: perché due giornate a Rezai? Qual è la motivazione? Per avere messo il culo a disposizione di un compagno che voleva esultare infilandoci un dito? E' di tutta evidenza che Rezai non è per nulla complice del gesto: quando Nasrati gli infila un dito in culo, come si evince in modo inequivocabile dal filmato, egli reagisce con un colpo di reni che ricorda lo "scorpione" di Higuita. Insomma, non gli è piaciuto che un compagno gli infilasse un dito in culo, anzi, ne è rimasto sorpreso, tanto da reagire con un istintivo moto di sconcerto, quasi di rifiuto. E quindi, signor presidente, la morale qual è? Che se io, anche palesemente non consenziente, mi sento mettere un dito in culo da chicchessia vengo squalificato per due giornate? Si renda conto, signor presidente, che questa interpretazione sul "dito in culo per esultanza calcistica" - che nell'International Board è identificato come "Joy of footballistic assfingering" - si presta a interpretazioni distorsive e a conseguenze immani. Per esempio, per danneggiare un compagno di squadra (facendogli perdere per squalifica due giornate e il 15 per cento dello stipendio) mi sarebbe sufficiente infilargli un dito del culo durante un'esultanza. Mi consenta, ma tutto questo è pazzesco.
Ma, signor presidente, mi lasci spezzare una lancia anche a favore di Nasrati, che per 11 anni ha vestito la maglia della nazionale del vostro Paese e che ora, per avere infilato un dito del culo di un compagno, si vede sospeso a tempo indeterminato oltre che ridotto nel suo stipendio. Trattasi, a mio avviso, di decisione sproporzionata. Concordo con la Vs. Federazione che infilare un dito nel culo a un compagno in favore di telecamera non è esattamente un comportamento raffinato. E sicuramente dare l'impressione che in una certa squadra si esulti infilandosi dita nel culo è certamente lesivo per l'onore e la rispettabilità della squadra medesima. Ma bisogna anche considerare l'estrema giocosità del gesto (in fondo tra il dito e lo sfintere - cioè il culo - ci sono pantaloncini e mutande, due barriere tessili che impediscono al dito di entrare nel culo e quindi di configurare in termine del tutto reali e sostanziali l'atto di mettere il dito nel culo) e il contesto, cioè l'esultanza dopo un gol importante (il Persepolis giocava in trasferta) tra gente che si abbraccia, si bacia, fa la doccia insieme, fa vita sociale dentro e fuori lo stadio e quindi, in un clima di estrema confidenza e cameratismo, può ligittimamente concedersi l'innocente eccesso di infilare un dito nel culo al compagno che esulta.
Anche in Italia, dove la pratica di mettersi un dito in culo in segno di esultanza è del tutto marginale, abbiamo avuto un caso similare che ha coinvolto due giocatori del Milan, Cassano e Strasser. Cassano - per cui tutta l'Italia oggi è in ansia per un grave problema di salute che tra l'altro riguarda un buco, ma non del culo - durante un analogo crocchio di esultanza infilò un dito nel culo del giovane Strasser. Interrogati sulla vicenda, i due avevano giustificato la messa del dito in culo come un atto di simpatia, di confidenza e nel contempo di nonnismo. Nessuno è stato squalificato (tantomeno Strasser), a nessuno è stato decurtato lo stipendio e nessuno ha messo in dubbio la moralità e l'orientamento sessuale dei due individui, che con disinvoltura hanno parlato dell'intrinseca simpatia di infilarsi un dito in culo.
Nei primi articoli susseguenti la vicenda iraniana si parlava brutalmente anche di frustate. Mi sembra ora che la tendenza repressiva si stia limitando all'ambito sportivo e professionale. Ciononostante sono a chiederle la totale assoluzione di Rezai, che non ha offerto nessuna complicità alla decisione estemporanea del compagno di infilargli un dito nel culo, e la massima clemenza possibile nei confronti di Nasrati, cui una breve squalifica e una pubblica censura sarebbero misure sufficienti a convincerlo che quando si esulta non bisogna infilare un dito nel culo altrui.
Grato per l'attenzione
rt
02:38
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28/10/2011
BALOTELLI
SEI PERSONAGGI IN CERCA DI MARIO
(breve riduzione teatrale di un interessante articolo comparso ieri sulla Gazza a pag. 24) (tutto vero)
(città industriale dell'Inghilterra, sobborgo figo periferia sud. In un salotto ci sono un ragazzo, una ragazza e la madre del ragazzo)
Mamma di Balotelli: Mario, questa casa è un troiaio. Mi vai a comprare un ferro da stiro, un'asse da stiro e due o tre prodotti per la casa?
Balotelli: che rottura di coglioni mamma. Raffa, andiamo?
Raffaela Fico: uau.
(centro commerciale John Lewis, folla di clienti, sfavillio di luci)
Balotelli: guarda che figata Rafa, c'è il mimo.
Raffaella Fico: uau.
Balotelli: dai, facciamo una foto con il mimo?
Raffaella Fico: uau.
Balotelli (rivolto a un altro mimo): capo, teik a fotos of mi end mai gorls uit de mimo?
Altro mimo: Of course Mario.
Balotelli: tenchiu (gli allunga una banconota da 20 sterline)
Altro mimo: cheeeeeese
Balotelli: cheeeeese
Raffaella Fico: uau.
Balotelli: occhei. Dai Raffa, andiamo a fare 'sta spesa della minchia.
(sobborgo figo periferia sud, marciapiede davanti a casa Balotelli)
mamma di Balotelli: uffa Mario, non arrivavi più.
Balotelli: scusa mà, ho fatto un po' di spesa (indica un furgone che sta posteggiando)
mamma di Balotelli: che roba l'è?
Balotelli: la spesa, in macchina non ci stava
(l'autista scende)
Autista: Where, Mario?
Balotelli: niar de sters, tenchiu
(l'autista comincia a scaricare: due scooter, un trampolino, un tavolo da ping pong e un'auto radiocomandata Scalextric)
Balotelli: che figata, vero Raffa?
Raffaella Fico: uau.
Mamma di Balotelli: scusa, e l'asse da stiro, il ferro da stiro e il Vetril?
Balotelli: o figa mà, mi sono dimenticato.
16:21
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17/10/2011
LAZIO-ROMA 2-1
CAGATA (FARE UNA)
Osvaldo è alla Roma da un mese e mezzo. D'accordo che è stato un mese e mezzo intenso e positivo (trasferimento alla Roma, capocannoniere della squadra, esordio in Nazionale italiana, polemica con i leghisti), però è pur sempre un mese e mezzo. Osvaldo piace ai romanisti e soprattutto alle romaniste, ma tutto questo - ribadisco - succede da una cinquantina di giorni e quindi, come avrebbe detto Steve Jobs, d'accordo, stay hungry and stay foolish, dear Oswald, but also stay schisc.
Chissà di chi è stata l'idea di quella maglietta affidata a Osvaldo. Magari dello stesso Totti, che era in tribuna. Pessima idea, comunque. Quella maglietta doveva restare un pezzo unico ("Vi ho purgato ancora", derby dell'11 aprile 1999 con successiva bufera di polemiche) e comunque uno la immagina con Totti dentro, mica con Osvaldo, romanista da 50 giorni. Se Alvarez segnasse un gol e mostrasse la magliettà, chessò, "Madrid 22 maggio 2010", a me verrebbe da dirgli: Riccardino, non so dove tu fossi quel fausto giorno, ma di sicuro non a Madrid. Stay schisc and pedalare. Il diritto di indossare la storia te lo guadagni col tempo, mica in 50 giorni.
"Vi ho purgato anch'io" quindi non è una gran maglietta. L'originale aveva provocato qualche tensione, la replica ha fatto cacare (a proposito di purga, tzè). Fare gol nel derby dopo 6 minuti e mostrare quella maglietta con 84 minuti da giocare, vabbe', può essere un gesto temerario, ma anche sommamente stupido. Osvaldo poteva passare alla storia, e invece no. Prima che purghi la Lazio passerà ancora qualche mese, o forse qualche anno, o forse non la purgherà mai. E quindi, a pensarci bene, alla storia ci passa comunque: la più grossa figura di merda in un derby della capitale. Non hai purgato un cazzo, ma il focus resta il culo: è dove devi metterti la tua maglietta, a bellicapelli.




















