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05/12/2011

CRISI INTER

IL CONFUSIONIZZATORE

Non pensavo che ci saremmo trovati anche con il problema allenatore. Non lo pensavo in assoluto, figuriamoci così presto. Erano già chiare le altre faccende - quelle della gente logora o intristita, del mercato a impatto zero, del ciclo finito - ma pensavo che dopo la risoluzione dell'equivoco Gasperini, pur pagato a carissimo prezzo (due mesi buttati nel cesso), almeno la questione della guida tecnica e morale della squadra si potesse dire risolta. E invece no, il problema esiste. Va premesso: non è mica tutta colpa sua, per carità. Non è colpa sua se gli rubano una partita-chiave come Inter-Napoli, non è colpa sua se il centravanti sviene battendo un rigore al novantesimo, non è colpa sua se mezza squadra fa cagare di suo e non per scelta tecnica. Però la partita con l'Udinese ha smascherato Ranieri.

Quello che avevamo salutato come il Normalizzatore - colui cioè che dopo Gasperini doveva riportare la squadra a fare le cose che sapeva fare a memoria, le cose normali appunto - si sta rivelando il Thinkerman di Chelsea. L'Aggiustatore non nel senso che speravamo noi - che rimettesse in piedi la baracca e stop - ma nel senso in cui amavano prenderlo in giro a Londra: l'Aggiustatore perché spesso faceva e disfaceva, iniziava con un modulo e finiva con un altro, faceva cambi un po' astrusi. Aggiustava, appunto. E spesso in corsa. Che è quello che è successo con l'Udinese e che è successo spesso in questi suoi tre mesi scarsi di gestione.

Tutto questo, naturalmente, va considerato al netto degli infortuni. E Ranieri, che ne ha dovuti fin qui gestire una caterva, è perennemente costretto a fare il Thinkermam, ci piaccia o no. Ma l'avere continuamente cambiato modulo per adattarsi agli infortuni e soprattutto (e purtroppo) alla squadra che si andava ad affrontare (un atteggiamento passivo che non paga quasi mai) ha negato certezze a una squadra che era uscita dal periodo gasperiniano in crisi di identità. Gli schemi non me li ricordo nemmeno più, tanti ne ha fatti. Gli si chiedeva un 4-3-1-2 per farci stare tranquilli, ma poi ha tirato fuori dal cilindro robette del tipo 4-1-4-1, 4-3-3, 4-2-3-1 fino al 4-4-2 con l'Udinese con dentro uno stuolo di esterni o presunti tali che nemmeno Cuper.

E alla fine con l'Udinese è andato in confusione totale pure lui, l'Aggiustatore, continuando a inserire tacòn peggio di ogni precedente buso fino all'apoteosi finale. Una fregola aggiustatrice in cui Ranieri si è dimenticato di aggiustare le cose vere e ha proceduto per tentativi fantasiosi o incomprensibili, tanto da confessarlo lui stesso: mettendo Zarate ho perso la partita. Vabbe', almeno è onesto.

A mister Thinkerman, peraltro, vorrei girare alcune domande rimaste inevase e che mi ronzano in testa da sabato sera.

1) Milito e Pazzini non solo non possono giocare insieme, ma in questo momento fanno clamorosamente cagare singolarmente. Come hai fatto, Aggiustatore, a tenerli in campo 90 interminabili minuti? Zarate, giocatore già inutile di suo, non è meglio metterlo dentro nel suo ruolo vero? Castaignos, che in teoria doveva essere carico come una molla dopo aver fatto un gol da tre punti nella partita precedente, pur con tutte le sue timidezze non sarebbe stato comunque meglio di uno dei due cadaveri? Non gli si poteva far giocare mezz'ora? Se non gioca mezz'ora dopo avere segnato un gol e in una partita in cui i due attaccanti titolari fanno vomitare, quando gioca?

2) A proposito di giocatori al posto giusto, abbiamo scoperto di avere un giocatorino - Faraoni - che ogni tanto si potrebbe mettere dentro a fare il suo ruolo, l'esterno di difesa: corre, sembra lucido, crossa bene. No, per dire: invece di far giocare diciassette ruoli diversi a Zanetti, o far giocare esterni di difesa che non si sentono tali, che non se la sentono, che fanno cagare (ne abbiamo varie tipologie), non si può far giocare ogni tanto questo Faraoni?

3) Potete dire a Faraoni o ad Alvarez di tingersi i capelli di biondo? Sono fottutamente uguali. D'accordo, uno corre e l'altro fa finta, ma non sempre riesci a cogliere la differenza.

4) A proposito di Faraoni: come mai un ragazzo dopo un'ora ha i crampi? E come mai un altro bambino, Coutinho, è perennemente infortunato ai muscoli? Che problema c'è? Ci hanno fatto la fattura, o qualcosa non va?

5) Perchè hai messo Alvarez esterno del 4-4-2? Infatti lo hai tolto fottendoti un cambio. Perché non hai invece aggiustato uno schema da 0-0 fisso (quei due davanti non avrebbero segnato nemmeno contro la formazione Berretti dell'Udinese)  accentrandolo per cambiare modulo, nella speranza - ok, lo so, è una pippa - che magassi uscisse qualcosa da quel sinistro? Perché lo hai sostituito con Nagatomo, che già non è un genio della tattica e per giunta lo hai messo in una posizione dove lo avevamo (purtroppo) già visto? A cosa pensavi quando hai tolto Faraoni e messo Zarate? No, seriamente: a cosa pensavi?

6) Nel nostro centrocampo lacero e contuso, che ha un'autonomia di 50 minuti a essere larghi, che non ha cambi perchè son tutti rotti, perchè non metti Poli? Mica subito, ma va'. Alla Thinkerman: in corsa. Se non gioca quando Sneijder, Muntari, Obi e Coutinho sono fuori, Cambiasso è allo stremo, Stankovic è un pianto e Zanetti è disperato (e poi espulso), ma quando gioca? Ah già, scusa, i cambi li avevi finiti. Ne avessi azzeccato uno, però.

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(nell'indecisione se l'immagine simbolo dello sfascio dell'Inter sia Pazzini che cade calciando un rigore o la prima espulsione di Zanetti, io ne propongo una terza: un attaccante lautamente pagato e praticamente mai visto gioca a tennis in orario di lavoro)

 

04/12/2011

INTER-UDINESE 0-1

PERDERE L'ARDORE

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Se un marziano fosse ammarato con la sua astronave nel rio Grabellones e fosse entrato a El Bocho a chiedere una dritta per il centro e si fosse fermato a vedere l'Inter, avrebbe avuto in 90 minuti l'esatto quadro di come siamo ridotti. A differenza del solito marziano che atterra blablabla e non capisce un cazzo, no, da Inter-Udinese avrebbe avuto tutte le info per tornare su Marte e relazionare con precisione su di noi.

Avrebbe visto cose illuminanti sull'Inter. Perché c'è molta Inter (forse tutta l'Inter) nel Pazzo che scivola battendo il rigore (cose di cui ci si vergogna per una carriera intera, e che gli rinfacceranno in milioni di cene), c'è molta Inter nel Chivu fuori posizione di quei 20-30 metri nell'azione del gol e nella sua tutt'altro che disperata rincorsa, c'è molta Inter in Zanetti costretto alla doppia ammonizione ed espulso dopo settemila partite, c'è molta Inter in tutto questo sbattersi e tener palla e controllare e manovrare e poi prenderlo in culo, anche perché c'è molta Inter in quello zero dei gol segnati, perché è giusto così, non avremmo segnato in altri novanta minuti, e in novanta altri ancora con queste punte in condizioni psicofisiche scandalose. E se il marziano fosse stato un minimo addentro alle cose del calcio avrebbe probabilmente chiesto agli avventori se questo resistere e imbrigliare a lungo l'Udinese fosse il sintomo di una condizione che faticosamente cresce o sia il sintomo, al contrario, di una mentalità ormai transitata alla modalità "provinciale di lusso".

Certo, al marziano avrei fatto presente che con un po' di giocatori in infermeria, e altri da mandare all'ospizio, non si può cavare il sangue dalle rape. Ma che partita illuminante, santiddio, per il marziano e per noi. Oggi ha fatto un gran casino anche il Normalizzatore. Altro che tabella scudetto, qui è ancora il caso - in attesa di tempi migliori - di mettere il fieno in cascina e guardarsi le terga.

La cruda verità è che oggi siamo una squadretta: di attaccanti che non segnano, di centrocampisti che non corrono, di difensori che sbandano, e complessivamente di giocatori laceri e contusi e, diciamolo, anche un po' demotivati, o impauriti, o tutt'e due. E - quanto mi costa dirlo - c'è una scarsezza latente che ci limita. La cruda verità è che abbiamo affrontato sei delle attuali prime otto squadre della classifica e abbiamo fatto un (1) punto. Questi siamo, almeno per ora, e non dimentichiamocelo quando iniziamo filotti battendo squadracce e alla prima asperità li interrompiamo senza capire il perché.

02:37 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (117) | Segnala | Tag: calcio, inter, udinese, pazzini, ranieri | OKNOtizie |  Facebook

01/12/2011

INTER CHANNEL

COMPLIMENTI PER LA TRASMISSIONE

Alle 17.30 intervistato da Roberto Monzani su Inter Channel in diretta Skype. Wow!

[clic]

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(nella foto: ultimi ritocchi prima della messa in onda)

INFO: Inter-Net oggi 17.30, 19, 23.30 e (imperdibile) alle 4.15. Domani alle 19 e alle 23.30. Sabato alle 17.30 e (per chi torna bombato dalla disco) 4.30. Domenica alle 10.45 e alle 21.

13:44 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (305) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

29/11/2011

INTER CLUB

LAPSUS (INVECCHIARE MALE)

Mi arriva la mail di un'amica che manco sospettavo sapesse che il calcio è quello sport che si giuoca con una palla da trattare prevalentemente con i piedi. "Serata blablabla Inter blablabla vieni?" Beh, certo, ovvio, ci verrei se blablabla (segue la mia solita trita e ritrita spiegazione che la sera lavoro ecc. ecc.). Ma poi la serata si libera d'incanto e quindi. dopo diciassette mails di conferma, ci vado.

C'è Vecchioni, che saluto deferente. Poi arriva una folta delegazione di Facchetti, che saluto più che deferente. E qui si innesca una di quelle piccole soddisfazioni che ti colorano la vita di nerazzurro, perché il mio sodale Gigi mi convoca per presentarmi Gianfelice e Gianfelice, a sorpresa, mi fa: "Ma finalmente, ma io ti leggo, ma io parlo sempre di te con Rudi, anzi è lui che mi parla di te" e lui è Gianfelice e io sono già felice, stop, mi basta così, potrei anche andarmene a casa se non fosse che la serata non è nemmeno cominciata e non sta bene.

Mi piazzo così in una bella tavolata da rimpatriata più chiacchiericcio totale e la serata mi fluisce un po' di sbieco, nel senso che mi trovo dietro al più grosso pilastro mai concepito in un ristorante e quindi non vedo quasi un cazzo del resto della sala e del parterderruà. Comunque nel mentre, salutato da un applauso, arriva anche Toldo.

La serata, prima della solita asta delle maglie celebri dove volano cifre ad alcuni zeri, prevede anche l'acquisto a fin di bene del libro di Gianfelice, operazione che concludo in un batter d'occhio mettendomi poi in diligente fila per l'autografo, che sarà molto bello. E mentre sono lì che il Gianfelice mi firma il libro, mi trovo a un centimetro da Toldo ed è ovvio che io non mi possa trattenere da fare una roba da tifosotto puro, e cioè una bella pacca sulla spalla e una frasetta del tipo "grande..."

Rimango lì con la mano a mezz'asta.

Non mi viene il nome.

Cioè, non gli posso dire "grande Toldo", il cognome fa troppo troppo troppo tifosotto. Gli debbo dire "grande (segue nome di battesimo)", ma non mi viene il nome. Saluto Gianfelice, sorrido a Toldo e non gli dico un cazzo.

Cioè, voglio dire: un sorriso è già qualcosa. Toldo mi sorride, ma poco. Forse coglie il mio imbarazzo? Oddio. Mi ritiro in buon ordine.

Torno al tavolo, accigliato. "Federico, Giuseppe, Giuliano, Diego, Giovanni, Roberto, Luigi, Gigi...", macchè, non mi suona. Gigi Toldo? No, niente, non mi viene. Guardo se per caso nel libro di Gianfelice sia citato Toldo, macchè. C'è uno col Blecberri e gli chiedo se posso fare un controllo. "Non prende". Non prende. Non mi viene. E' il dramma.

Poi la torta, l'asta, la lotteria in cui vinco un pallone. A mezzanotte e passa me ne vado a casa a piedi, nella nebbia, con il pallone. Una scena irreale, sembro Nereo Rocco. "Rocco? No. Pippo, Alberto, Mino, Stefano, Rinaldo, Ugo, Giulio, Gianni. Gianni Toldo. No". Verso la mezzanotte e mezza in una via del centro, deserta, si sentiva un uomo pronunciare ad alta voce la seguente frase: "Francesco. Mavaffaculo va'". Ero io.

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28/11/2011

LIBERIAMO BABBO NATALE!

METTETE DEI FIORI AI VOSTRI BALCONI

Non è che tutti i problemi che ci assillano debbano essere per forza drammatici, tipo lo spread, il default, la fame nel mondo o la Juventus. Ci sono anche problemi meno urgenti ma pur sempre gravi. Anzi no, meglio: meno gravi ma pur sempre urgenti. Quelle cose - piccole, medie o grandi - che non spostano di una virgola la tua vita ma ti fanno pesantemente dubitare del genere umano. E quindi, come dire, sono di per sè quasi serie, o abbastanza importanti, o discretamente fondate.

Per dire: ma voi quando vedete un ragazzo con i jeans che hanno il cavallo all'altezza dei polpacci, ecco, cosa pensate? Cosa pensate quando lo vedete camminare come una geisha o - peggio - come uno che si è cagato addosso? Cosa pensate quando si china a raccogliere qualcosa e vi fa vedere le sue mutande - non un pezzo, un bordo, l'elastico, no, la mutanda intera da capo a piedi -? Certo, è una questione imparagonabile a una patrimoniale o a un lavitola. Ma ha un suo perchè. Ti fa dire: ma dove siamo arrivati?

Ecco. A cosucce di questo genere ho spesso dedicato qualche post, e a una cosuccia in particolare ne ho dedicati due, uno nel 2008 e uno nel 2009. Nel 2010 no, niente, ma evidentemente qualcosa mi si rimestava dentro perchè nel 2011 (adesso, now) ci ho addirittura costruito sopra un ragionamento che Stella e Rizzo, al confronto, sono Gigi e Andrea. E quindi ne è uscita questa cosa che con orgoglio vi vado a presentare. Eccola:

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E' un libretto, un pamphlet, un saggio breve, un post lungo, non so, fate voi. Da domani è in vendita ovunque on-line e in arrivo nelle migliori librerie, e anche in alcune delle peggiori. Mi sono divertito molto a scriverlo perchè son partito per prendere per il culo chi appende i babbinatale ai balconi ma sono approdato a un qualcosa di un pochino più profondo. Perchè mentre buttavo giù un po' di idee e raccoglievo cosette da mettere in ordine, la domanda fatidica è arrivata. Ed è: cosa ci ha mai fatto di tanto male Babbo Natale perchè lo si tratti così?

Insomma: appendere un babbonatale al balcone è una gigantesca cazzata concettuale, per una serie di ragioni che nel libro ho diligentemente elencato. Una cazzata concettuale che, per il nostro bieco divertimento (ma questi babbinatale, col tempo, sono diventati tristissimi), facciamo scontare ai nostri bambini. A cui raccontiamo delle cose (tipo che Babbo Natale arriva di notte con una slitta piena di regali trainata da meravigliose renne volanti) e poi ne rappresentiamo altre (un manichino orribile che si arrampica ai nostri balconi, con le ginocchia disarticolate tipo l'infortunio di Burdisso).

Ma si può? No, non si può. E' ora di finirla. Facciamoci portatori di un movimento culturale che restituisca credibilità, onore e prestigio a Santa Claus. Questo spread tra la favola/mito/leggenda e l'orripilante realtà del fantoccio biancorosso non è più sopportabile. Sarebbe come appendere un poster di Zanetti pettinato come Sebastien Chabal. No, non esiste, rendetevene conto.

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27/11/2011

SIENA INTER 0-1

SEGNI DEL DESTINO

Noi paghiamo col Pos, noi paghiamo col Pos, per vedere segnar Castaignooooooooooos

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19:10 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (124) | Segnala | Tag: castaignos, inter, siena | OKNOtizie |  Facebook

25/11/2011

INFORTUNI INTER

STIRAMENTO

Uno stiramento... ma cos’è poi uno stiramento? Uno strappo un po' più da vicino, una elongazione più precisa, una contrattura che cerca una conferma, una distrazione che ronza come l’ali d’un ape, un affaticamento che sa di fiore, un apostrofo rosa tra le parole "t'ho fatto fare un'altra bella preparazione del cazzo".

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20:37 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (115) | Segnala | Tag: inter, calcio, stiramenti, lucio, cyrano | OKNOtizie |  Facebook

23/11/2011

TRABZONSPOR-INTER 1-1

ANCHE I RICKY RIDONO

Da Novara-Inter (20 settembre) a Trabzon-Inter (22 novembre) son passati due mesi, che iniziano a essere un periodo congruo per fare qualche ragionamento. Dopo Novara, l'Inter ha di fatto iniziato daccapo. Era come se fosse tornata a Pinzolo, a metà luglio, due mesi prima appunto. E quindi si può far finta che, trascorsi altri due mesi, la (seconda) preparazione sia finita e la  vittoria col Cagliari e il pareggio di Trebisonda, con vittoria del girone conquistata con una giornata di anticipo (roba che due mesi fa, dopo 0-1 con i turchi, poteva sembrare fantascienza) abbiano segnato l'inizio della stagione, quella vera.

Prendendo come parametro i due mesi gasperiniani, Ranieri si è messo alle spalle stasera i suoi due primi mesi nerazzurri. Due mesi in cui ha avuto discrete sfighe, rigori contro e - quel che più conta - una squadra da resettare. Due mesi, lo stesso tempo concesso a Gasperini. Due mesi a Ranieri glieli dovevamo di default. Adesso si può ripartire, ma davvero. Il sorprendente andamento dei risultati di oggi ci regala addirittura l'emozione di una partita inutile, quella col Cska, in cui riprendere fiato. Un lusso. Il resto sarà tutto da giocare. Bruttarelli ma concreti, io li vorrei così. Poi a Natale ne riparliamo. Adesso non c'è tempo.

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(nella foto: un segno del destino)

01:39 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (303) | Segnala | Tag: inter, trabzonspor, alvarez, ranieri | OKNOtizie |  Facebook

20/11/2011

INTER-CAGLIARI 2-1

LA SENATORITE

Devo avere da qualche parte nel cervello un collegamento calcio-podismo, perchè ci sono stagioni più confortevoli e luminose, ovvio, ma quando c'è il freddone e la nebbiolina tutto sembra avere un perchè - le partite e le corse - e tutto sempre un po' più vero, autentico, non so come dire. E quindi se c'è la nebbiolina e un bel freddo trovo più sensato andarmi a intirizzire sugli spalti piuttosto che stare sul divano, così come mi piace andare a correre tra gente con sette giacche a vento e dodici sciarpe che mi guarda come fossi un venusiano. L'unico intoppo del pomeriggio è stato convincere il tipo della biglietteria che volevo un primo blu - ogni volta che iniziava a digitare i miei dati se lo dimenticava - e secondo me ieri sera è andato a dormire presto, perchè ogni volta che gli ripetevo "primo blu" (lui mi diceva, a turno, "mi ha detto primo verde, vero?" "mi ha detto secondo arancio, vero?") lo guardavo con quella paterna, paziente indulgenza che lo avrà fatto sentire un relitto umano (ma non volevo, giuro).

E poi c'era anche che non si può rimanere tre settimane senza Inter. Questi calendari sincopati non li reggo più, o tutto o niente, bleah, adesso ci toccano 33 giorni di tour de force e chissà come ci arriviamo. Singolare che dopo tre settimane di sosta si torni a giocare con più infortunati di prima, e ormai trovo lezioso - inutile - parlare di campanelli d'allarme. Contro il Cagliari si sono verificate un po' di cose in contemporanea su cui vale la pena riflettere. La pletora di infortuni ha costretto Ranieri a fare giocare i tre oggetti misteriosi tutti in una volta. Coutinho doveva andare in panca ma Swaroski II si è infortunato scaldandosi. Jonathan è uscito dalla naftalina per l'assenza contemporanea di tre (3) esterni di difesa. Alvarez, che stava andando in saletta vip, si è rimesso i mutandoni e poi ha giocato 45 minuti. E tutto questo è accaduto poche ore dopo l'intervista in cui Ranieri aveva ribadito la sua ferma convinzione nell'affidarsi ai senatori per risollevare la squadra. E prima che Ranieri lo ribadisse (stessa identica frase) nella conferenza stampa post match.

E proprio qui sta il punto. Senza i senatori questa squadra - che è fatta di senatori - non esiste. Con i senatori, ammesso che giochino (ieri, appunto, ce n'erano fuori un tot), questa squadra è ingabbiata . Ingabbiata, per esempio, come nel primo tempo, nell'attesa che da un centrocampo Subbuteo uscisse un qualcosa, un cambio di passo, un barlume, un break. Al netto degli infortuni (che comunque, statisticamente e anagraficamente, colpiscono più i senatori dei baby), quanto vale questa squadra senatoriale, e che futuro ha?

Col Cagliari - Ballardini, invece di fare sarcasmo fatti comprare qualcuno che tiri in porta - era importante vincere e stop, così come lo sarà da qui a Natale per chiudere la Champions e recuperare in campionato. Vincere senza convincere - who cares? -, vincere e stop, vincerne il più possibile perchè è chiaro che di questo la squadra ha bisogno, vincere per convincersi che tutto quello che è successo finora è (quasi) un brutto sogno e che adesso si riparte, seriamente dico. Ma vincere come, e con chi? Strizzando le palle ai senatori e mandando in panca e/o tribuna i giovani virgulti, così, ad libitum, finchè dieci infortuni in contemporanea aprano ogni tanto uno spiraglio forzato? (Faraoni, per dire, ha esordito in A grazie all'infortunio di due esterni difensivi, la squalifica del terzo e la sostituzione in corso di partita del quarto. Faraoni non giocherà mai)

Sarà stata la nebbiolina o il freddo, ma ieri sugli spalti mi si è stretto il cuore a guardare i tre oggetti misteriosi che, bene o male, hanno dato il loro contributo a vincere una partita che si stava infrangendo contro la solita sfiga (due traverse) o i soliti problemi (la semovenza). Coutinho è un bambinone con la testa grossa, però magari ci si può investire un po' di più. Alvarez è attualmente una pippa (patetico il contropiede Alvarez-Motta del secondo tempo, sembrava un fiilmato di repertorio) ma fa sempre meno cagare e il suo ormai proverbiale "adeguamento a un calcio diverso da quello argentino" se non glielo agevoli in un Inter-Cagliari aut similia, quando glielo agevoli? Jonathan è uno sgorbio ("il nuovo Maicon", ahahahah), però ce la mette tutta e non crossa male (durante la partita teorizzavo una cosa tipo il campbio all'americana della Sei Giorni: uno qualunque che porti la palla fin verso la trequarti, cambio all'americana, entra Jonathan e crossa).

Adesco che ci aspettano ottanta partite in 33 giorni, Ranieri, cosa facciamo? Se le fa tutte Cambiasso? Se le fa tutte Sneijder? Se le fa tutte (rumore di tuoni, ma parliamone) Zanetti? Se le fa tutte Stankovic? Se le fa tutte Maicon? E se te lo dice uno che ancora non si capacita dell'acquisto oneroso di Alvarez e Jonathan, Claudione mio, forse è il caso di pensarci davvero. Altrimenti tra sei mesi, al prossimo mercato da impostare, saremo ancora lì a cercare riserve per i senatori, finchè questi non tireranno le cuoia durante un allenamento a ranghi ridotti.

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16/11/2011

ORIALI

LELE FORA

(dalla Gazza di oggi)

E per chi è andato via?
"Dopo l’addio di Mourinho, il presidente si è lasciato convincere da Branca e altri dirigenti che volevano un nuovo progetto senza di me".

 

Non ha chiesto chiarimenti a Moratti?
"Con Moratti ho parlato prima e dopo. Anche pochi giorni fa mi ha rinnovato la sua stima in tv. Forse con il tempo ha capito tante cose, ma evidentemente non poteva più tornare indietro".

 

Eppure lei aveva lavorato con Branca, non potevate continuare insieme?

"Visti i risultati degli ultimi sedici mesi, sono felice di non aver fatto parte di questo progetto".

 

Quali sono stati gli errori?
"Errori di inesperienza e presunzione in fase di programmazione. Fare il dirigente all’Inter non è semplice e nessuno può pensare di avere capito tutto se manca di esperienza".

 

Qual è stato l’errore più grave?
"Benitez era un allenatore nuovo, andava supportato da qualcuno che conoscesse bene l’ambiente. E poi non si possono cambiare quattro allenatori in meno di due stagioni. Io non ho nulla contro Gasperini, ma tutti sapevano come giocano le sue squadre. E allora perché è stato perso tempo, invece di prendere subito Ranieri che era libero anche a giugno?"

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10:53 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (301) | Segnala | Tag: inter, oriali, moratti, branca | OKNOtizie |  Facebook

15/11/2011

RICORSO JUVE

OH NOOOOOOOOOOOOOO

(ANSA) - ROMA, 15 NOV - Stop al ricorso della Juventus contro la mancata riassegnazione dello scudetto 2006, tolto al club bianconero dopo Calciopoli. Il Tribunale arbitrale nazionale dello sport presso il Coni si è infatti dichiarato incompetente a decidere sul ricorso della società bianconera, che aveva contestato la decisione del consiglio della Figc.

Il collegio arbitrale - composto dal Presidente, dott. Angelo Grieco, e dagli arbitri, avv. Dario Buzzelli e avv. Enrico De Giovanni - ha dichiarato la propria incompetenza circa la controversia tra la Juventus da una parte
e Figc e Inter dall'altra, avente come oggetto l'atto del Consiglio federale del 18 luglio scorso. Una delibera, passata con un voto contrario e due astenuti, in cui si dichiara che non ci sono i presupposti giuridici per la revoca dello scudetto 2006 all'Inter.

   La società bianconera aveva presentato un esposto in cui chiedeva la revoca di quel titolo assegnato ai nerazzurri dopo lo scandalo di Calciopoli.

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ZANETTI

LA FUGGEVOLEZZA

Javier Zanetti, il capitano dell'Inter, ha aderito alla campagna 'Adotta una parola', promossa dalla Società Dante Alighieri in collaborazione con Io Donna e Corriere.it. Zanetti ha scelto di raccontare il significato del termine fuggevolezza. "Dietro la fuggevolezza di una partita - scrive il giocatore - c'è una lunga preparazione, c'è una carriera, c'è un lavoro che molti raccontano nella sua essenza sportiva, cioè il divertimento, ma in realtà è anche costanza, salite, sacrificio, abbandono, ripetitività, dolori". "E' per riassaporare la fuggevolezza di una partita che sono ancora qui, in mezzo al campo, tra amici e avversari, tra calci e carezze, tra applausi e insulti, a inseguire un pallone, in braghe corte, con la pioggia dentro gli occhi o il corpo che scoppia dal calore. Una maglia nerazzurra appiccicata alla pelle", aggiunge Zanetti.

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20:48 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (22) | Segnala | Tag: inter, calcio, zanetti, fuggevolezza | OKNOtizie |  Facebook