Blog ufficiale di Virgilio

02/01/2012

LIBERIAMO BABBO NATALE!

GROSSE SODDISFAZIONI

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Repubblica di oggi, edizione di Milano. E Cresto-Dina è il vicedirettore. No, per dire.

17/12/2011

SECTOR ON TV

LO SCIOPERO DI CIPRO

(ovvero: la perfetta sincronia delle cose)

Dunque, l'appuntamento a Class Tv era alle 9,45. "Ti microfoniamo, due parole e poi si parte". Il programma inizia alle 10. Al termine di un complesso calcolo spazio-temporale, e dopo aver risposto a 229 messaggi su Facebook, in piena notte opto per una modalità estranea al mio normale comportamento (che è: esci all'ultimo minuto possibile e sfida il tempo): sveglia presto, parto presto, arrivo presto, no stress, relax.

Quindi mi alzo alle 7.15, faccio le cose con estrema calma, e al culmine dell'estrema calma raggiungo il climax dello zen: "Non faccio colazione, la faccio a Milano, con calma". La parola "calma" cominciava a innervosirmi, per cui parto. Mi ciuccio il traffico scolastico di Pavia, ma non ho fretta. Arrivo alla barriera di Assago alle 8.50, in perfetto orario. Leggo sui tabelloni alcune scritte: "Code in tangenziale ovest, code in tangenziale est, code a piazzale Maggi". Che cazzo me ne frega?, mi dico con estrema calma, io esco a Famagosta, Cipro, un luogo che adoro, il centro di Milano per me, altro che il Duomo (nel senso che 9 cose su 10 che faccio a Milano passano per Famagosta: lascio lì la macchina e vaffanculo). Esco per Famagosta, c'è una coda della madonna - vabbe', normale, mi dico - ma noto che la coda non è diretta al parcheggio ma gira verso sinistra, direzione Milano. "Ahahahah sfigati", faccio guardando la coda e facendo il gesto di Ibra alla curva, e imboccando la scala del multipiano dove noto che già al secondo piano ci sono posti liberi. Di solito c'è coda e  bisogna salire al quarto piano. Che culo, mi dico, che calma, che relax.

Quindi, con estrema calma, cerco il posto, poi scendo e vado dritto a comprare il biglietto della metro, in un anticipo imbarazzante per me. Sono le 9.01. Mentre sto per tirare fuori gli euri davanti all'edicola, accadono due cose: l'edicolante mi guarda come se avesse visto un venusiano, e l'altoparlante bofonchia una roba assurda, tipo che è iniziato lo sciopero dei mezzi.

"Scusi?", faccio all'edicolante.

"C'è lo sciopero signore, non lo sapeva?"

"No", faccio io con nonscialàns. In realtà mi sento morire dentro e sono in preda al panico. Quelli dell'Atm cominciano a far sfollare la gente - poca - perché devono chiudere le saracinesche.

Parto come Gebrselassie verso la fermata dei taxi, che raggiungo dopo aver sbagliato strada sei volte. C'è un gruppeto di una quindicina di persone che aspetta taxi che non arrivano. 9.15, 9.20. Comincio a perdere la mia calma zen, ma tengo un contegno impeccabile tipo Juan Carlos de Espana. Nell'attesa del taxi - mentre il tempo scorre inesorabile - si cementa un occasionale spirito di collaborazione con gli altri astanti. Praticamente, quando si palesa un taxi ci salgono tre o quattro persone con mete compatibili. Alle 9.35 salgo con due tizi che devono andare da tutt'altra parte ma accettano di passare dove devo andare io, che tra l'altro è vicino, zona navigli. Ci si metterebbero 5 minuti.

Ma in un altro giorno. Non quando c'è lo sciopero dei mezzi.

Ogni strada che imbocca il tassista culmina in un ingorgo. Allora fa manovra, inversione, torna, e ne prova un'altra. Gli scappa una frase che giudico la pietra tombale sulla mia giornata da star televisiva:

"Era meglio stare a casa a dormire, diobono".

9.45. Adesso mi chiameranno, penso, e gli dirò che magari arrivo e magari no, che cazzo gli dico se mi chiamano. Sono sempre meno zen quando finalmente il tassinaro trova una via con meno coda, arriva alla circonvallazione, trova la corsia preferenziale, e finalmente va.

Ma sono le 9.50.

Gli spiego dove devo andare di preciso. Prima ero stato vago, ma prima ero calmo, ero in anticipo, volevo fare colazione dove cazzo mi pareva. Adesso sono le 9.51 (nessuno mi chiama) e sono ancora lontano. Passa con un giallo, poi passa con un rosso, poi canna una svolta a sinistra, poi fa un numero sulla destra tipo Alvarez (cioè lentamente) e finalmente si ferma:

"La via è quella lì"

mi fa indicando la via dove dovrei andare, al prezzo di 15 fottuti euri. Sono le 9.55. Scatto come Usain Bolt, trovo una porta dove c'è scritto Class, la porta non si apre, da dentro mi dicono di spingere, poi di tirare, poi di tirare e spingere, alla fine si apre e vado alla reception.

"Buongiorno, sono una star della televisione, debbo intervenire in qualità di ospite alla trasmissione delle 10", dico guardando un orologio che fa le 9.56. La ragazza mi guarda stupefatta:

"Guardi, questa è la pubblicità. Lei deve andare al civico 5".

Mavaffanculo va'. Riparto come Asafa Powell, entro al civico 5, rifaccio tutta la manfrina, sono le 9.58, la ragazza mi guarda come se fossero le 8.58 e mi dice:

"Buongiorno. Mi dia un documento che le faccio il badge".

L'operazione badge richiede almeno un minuto. Poi un simpatico ragazzo si offre di portarmi allo studio. Sono le 10. La mia carriera televisiva si è infranta contro un sciopero di merda dei tranvieri ciprioti Iddio li stramaledica. Lo studio è negli inferi, ci arrivo che sono le 10.02. E' tutto pronto. Il conduttore è lì bello in piedi, le tre ospiti belle sedute e microfonate.

"C'è il signor Torti",

fa il simpatico ragazzo. Il conduttore mi fa un cenno di saluto, come se arrivare alle 10.02 in una trasmissione che inizia alle 10 fosse la cosa più normale del mondo. Un tizio mi mette un microfono, un altro tizio urla:

"Sediaaaa!"

e un terzo tizio aggiunge una sedia nello studio.

Il conduttore mi accoglie con un sorriso, io mi prostro in mille scuse:

"Scusa, sono desolato, je sui desolè, ho parcheggiato a Cipro, è iniziato il fottuto sciopero  mentre parcheggiavo, ho preso un taxi ma era tutto un ingorgo. La tintoria non mi aveva portato il tight! Era crollata la casa! C'è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!"

"Tranquillo, sta finendo la pubblicità"

Tre, due, uno...

"Buongiorno a tutti, oggi parliamo di Natale" (eccetera eccetera)

E mentre presentava gli ospiti, tra cui io, mi veniva in mente che non avevo nemmeno fatto colazione.

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06/12/2011

LIBERIAMO BABBO NATALE!

IL PIU' GRANDE SPETTACOLO

DOPO (INTER-UDINESE)

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29/11/2011

INTER CLUB

LAPSUS (INVECCHIARE MALE)

Mi arriva la mail di un'amica che manco sospettavo sapesse che il calcio è quello sport che si giuoca con una palla da trattare prevalentemente con i piedi. "Serata blablabla Inter blablabla vieni?" Beh, certo, ovvio, ci verrei se blablabla (segue la mia solita trita e ritrita spiegazione che la sera lavoro ecc. ecc.). Ma poi la serata si libera d'incanto e quindi. dopo diciassette mails di conferma, ci vado.

C'è Vecchioni, che saluto deferente. Poi arriva una folta delegazione di Facchetti, che saluto più che deferente. E qui si innesca una di quelle piccole soddisfazioni che ti colorano la vita di nerazzurro, perché il mio sodale Gigi mi convoca per presentarmi Gianfelice e Gianfelice, a sorpresa, mi fa: "Ma finalmente, ma io ti leggo, ma io parlo sempre di te con Rudi, anzi è lui che mi parla di te" e lui è Gianfelice e io sono già felice, stop, mi basta così, potrei anche andarmene a casa se non fosse che la serata non è nemmeno cominciata e non sta bene.

Mi piazzo così in una bella tavolata da rimpatriata più chiacchiericcio totale e la serata mi fluisce un po' di sbieco, nel senso che mi trovo dietro al più grosso pilastro mai concepito in un ristorante e quindi non vedo quasi un cazzo del resto della sala e del parterderruà. Comunque nel mentre, salutato da un applauso, arriva anche Toldo.

La serata, prima della solita asta delle maglie celebri dove volano cifre ad alcuni zeri, prevede anche l'acquisto a fin di bene del libro di Gianfelice, operazione che concludo in un batter d'occhio mettendomi poi in diligente fila per l'autografo, che sarà molto bello. E mentre sono lì che il Gianfelice mi firma il libro, mi trovo a un centimetro da Toldo ed è ovvio che io non mi possa trattenere da fare una roba da tifosotto puro, e cioè una bella pacca sulla spalla e una frasetta del tipo "grande..."

Rimango lì con la mano a mezz'asta.

Non mi viene il nome.

Cioè, non gli posso dire "grande Toldo", il cognome fa troppo troppo troppo tifosotto. Gli debbo dire "grande (segue nome di battesimo)", ma non mi viene il nome. Saluto Gianfelice, sorrido a Toldo e non gli dico un cazzo.

Cioè, voglio dire: un sorriso è già qualcosa. Toldo mi sorride, ma poco. Forse coglie il mio imbarazzo? Oddio. Mi ritiro in buon ordine.

Torno al tavolo, accigliato. "Federico, Giuseppe, Giuliano, Diego, Giovanni, Roberto, Luigi, Gigi...", macchè, non mi suona. Gigi Toldo? No, niente, non mi viene. Guardo se per caso nel libro di Gianfelice sia citato Toldo, macchè. C'è uno col Blecberri e gli chiedo se posso fare un controllo. "Non prende". Non prende. Non mi viene. E' il dramma.

Poi la torta, l'asta, la lotteria in cui vinco un pallone. A mezzanotte e passa me ne vado a casa a piedi, nella nebbia, con il pallone. Una scena irreale, sembro Nereo Rocco. "Rocco? No. Pippo, Alberto, Mino, Stefano, Rinaldo, Ugo, Giulio, Gianni. Gianni Toldo. No". Verso la mezzanotte e mezza in una via del centro, deserta, si sentiva un uomo pronunciare ad alta voce la seguente frase: "Francesco. Mavaffaculo va'". Ero io.

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28/11/2011

LIBERIAMO BABBO NATALE!

METTETE DEI FIORI AI VOSTRI BALCONI

Non è che tutti i problemi che ci assillano debbano essere per forza drammatici, tipo lo spread, il default, la fame nel mondo o la Juventus. Ci sono anche problemi meno urgenti ma pur sempre gravi. Anzi no, meglio: meno gravi ma pur sempre urgenti. Quelle cose - piccole, medie o grandi - che non spostano di una virgola la tua vita ma ti fanno pesantemente dubitare del genere umano. E quindi, come dire, sono di per sè quasi serie, o abbastanza importanti, o discretamente fondate.

Per dire: ma voi quando vedete un ragazzo con i jeans che hanno il cavallo all'altezza dei polpacci, ecco, cosa pensate? Cosa pensate quando lo vedete camminare come una geisha o - peggio - come uno che si è cagato addosso? Cosa pensate quando si china a raccogliere qualcosa e vi fa vedere le sue mutande - non un pezzo, un bordo, l'elastico, no, la mutanda intera da capo a piedi -? Certo, è una questione imparagonabile a una patrimoniale o a un lavitola. Ma ha un suo perchè. Ti fa dire: ma dove siamo arrivati?

Ecco. A cosucce di questo genere ho spesso dedicato qualche post, e a una cosuccia in particolare ne ho dedicati due, uno nel 2008 e uno nel 2009. Nel 2010 no, niente, ma evidentemente qualcosa mi si rimestava dentro perchè nel 2011 (adesso, now) ci ho addirittura costruito sopra un ragionamento che Stella e Rizzo, al confronto, sono Gigi e Andrea. E quindi ne è uscita questa cosa che con orgoglio vi vado a presentare. Eccola:

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E' un libretto, un pamphlet, un saggio breve, un post lungo, non so, fate voi. Da domani è in vendita ovunque on-line e in arrivo nelle migliori librerie, e anche in alcune delle peggiori. Mi sono divertito molto a scriverlo perchè son partito per prendere per il culo chi appende i babbinatale ai balconi ma sono approdato a un qualcosa di un pochino più profondo. Perchè mentre buttavo giù un po' di idee e raccoglievo cosette da mettere in ordine, la domanda fatidica è arrivata. Ed è: cosa ci ha mai fatto di tanto male Babbo Natale perchè lo si tratti così?

Insomma: appendere un babbonatale al balcone è una gigantesca cazzata concettuale, per una serie di ragioni che nel libro ho diligentemente elencato. Una cazzata concettuale che, per il nostro bieco divertimento (ma questi babbinatale, col tempo, sono diventati tristissimi), facciamo scontare ai nostri bambini. A cui raccontiamo delle cose (tipo che Babbo Natale arriva di notte con una slitta piena di regali trainata da meravigliose renne volanti) e poi ne rappresentiamo altre (un manichino orribile che si arrampica ai nostri balconi, con le ginocchia disarticolate tipo l'infortunio di Burdisso).

Ma si può? No, non si può. E' ora di finirla. Facciamoci portatori di un movimento culturale che restituisca credibilità, onore e prestigio a Santa Claus. Questo spread tra la favola/mito/leggenda e l'orripilante realtà del fantoccio biancorosso non è più sopportabile. Sarebbe come appendere un poster di Zanetti pettinato come Sebastien Chabal. No, non esiste, rendetevene conto.

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13/11/2011

SAKAMOTO

BON VOYAGE

 sakamoto,berlusconi

Finchè a un certo punto Ryuichi Sakamoto in tunica grigia si è alzato dal pianoforte (erano da poco passate le 22) per dire che il prossimo brano che avrebbe suonato era la colonna sonora del film Ichimei (Hara-Kiri: Death of a Samurai) di Takashi Miike, in concorso all'ultimo Festival di Cannes, e che il giorno in cui era entrato in sala di incisione era l'11 marzo, il giorno del terremoto e dello tsunami, e che in quei giorni di tragedia il Giappone ha sentito attorno a sè la partecipazione del mondo, e di questo teneva a ringraziare tutti (inchino, lungo applauso).

Also, voglio ringraziare l'Italia per la sua scelta di dire no al nucleare (applausone)

Also, I'd like to say Bon Voyage for nuova Italia (applausone-bis) (urla dal retro "Resta con noi, Sakamoto") (ero io)

Ecco Silvio, guarda cos'hai combinato. Addirittura Sakamoto che si preoccupa di noi e ci augura buon viaggio. Anche per noi inizia il dopo-tsunami, e a me lo ha detto Sakamoto (inchino).

sakamoto,berlusconi


03/06/2011

CONFUSIONE

I'M FEELIN' NUMB

Dunque, oggi è venerdì ma in realtà sembra lunedì. Per buona parte dell'umanità domani sarà sabato, e andrà percepito positivamente come sabato ("minchia, è già sabato?"), cui seguirà una domenica che sarà indubbiamente una domenica. Oggi, per i più fortunati, la percezione del giorno - lunedì, venerdì o sailcazzo - è comunque attutita dal fatto che non lavorano. Chi lavora, tipo me, percepisce un lunedì di una settimana cortissima, perchè domani non è martedì ma sabato.

Poi ci sono io. Oggi sembra lunedì ma è venerdì, e fin qui ci siamo. Ma domani sarà un sabato che non avrà il gusto del sabato, perché sembrerà un martedì. La ragione di tutto questo è che domani lavoro. Quindi domani - martedì, sabato o sailcazzo - il giorno è indifferente. Le cose si complicano considerando la domenica: lavorerò anche domenica, in cui avrò una percezione domenicale - tipo che la mattina c'è una corsa - ma non festiva - tipo che pomeriggio e sera lavoro -. La settimana prossima potrei non avere il giorno di riposo. Quindi, saranno tutti lunedì, o tutti martedì, insomma uno di quei giorni che ti prende la malinconia perchè ne hai un sacco davanti e non capisci bene il tuo destino. Inoltre - e qui chiudo - (erano anni che sognavo di dire "e qui chiudo"), non essendoci più calcio, sarà dura ritrovare punti di riferimento: prendi stasera. E' venerdì, sembra lunedì, è giugno e gioca la Nazionale. E' pazzesco.

La Nasa, cui ho mandato una mail stamattina, mi ha appena comunicato che tornerò ad avere una percezione esatta della settimana intorno all'autunno del 2012.

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01/05/2011

SPAM

EMANUELA

Le mie scuse per aver contattato come questo, ho fatto un viaggio questo fine settimana passato a Londra, in Inghilterra e aveva rubato la mia borsa da me con il mio passaporto e carte di credito in esso. L'ambasciata è disposta ad aiutare facendomi volare senza il mio passaporto, ho solo dovuto pagare per un biglietto e di liquidazione delle fatture d'albergo. Purtroppo per me, non posso avere accesso ai fondi senza la mia carta di credito, ho preso contatto con la mia banca, ma hanno bisogno di più tempo per elaborare una nuova. Stavo pensando di chiedere a voi di prestarmi alcuni fondi veloce che posso dare al più presto ho dentro ho davvero bisogno di essere sul primo volo disponibile

Posso inoltrare i dettagli su come è possibile ottenere i fondi a me. Potete contattarmi via email o scrivania Park Lane Hotel telefono

Aspetto una tua risposta.

Emanuela Cinà

 

Cara Emanuela,

pensa sfiga tu Londra rubare borsa tutto dentro diobono, e pensa culo tu mandare mail cazzo alla io ricevere tua requesta aiuto incredibile mondo piccolo.

Ora io spero tu no pensa io braccio corto ma non trusto completamente. Non conosco te che chiede soldi a me per tua sfiga borsa ladrata dai rubi in Londra (tutto mondo paese tu convieni mica solo ladri italia pizza mandolino mafia culo go to). Non chiaro alcuna cosa: 1) se mando soldi Londra a te così  prendi primo volo disponibile quando tu ridare soldi me? No perché viva Italia viva Inglaterra ma  io soldi voglio rivedere giocondo scritto qui no. 2) no chiaro dove contattare te scrivania mail telefono cazzo più precisa sei Park Lane cosa? 3) a proposito no chiaro dove tu parti con primo volo disponibile italia? svizzera? russia? usa? virgin island? qui gatta cova noi

Non capire perchè cazzo gente senza soldi contatta me madonna che sfiga ogni volta oppure gente con troppi soldi contatta me vuole transitare ten millions dollars su mio conto ma perchè sempre io? Prego cancellare mio nome da lista gente cerca e offre soldi io già un sacco problemi inter blog correre adesso anche una vittima rubi in Londra diobono ma sta a casa Emanuela cazzo vai giro che ciulano borsa soldi credit card e poi scrivi me che c'entro cazzo vuoi io mandare te soldi per prendere aereo ma vai fare culo noi no pettinare bambole troia.

Roberto

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21/04/2011

IL PUGNO INVISIBILE

QUASI, MANNAGGIA

Se fossi Suma mi definirei co-finalista. Ma non lo sono (nè Suma, nè co-finalista). E' andata così: su cento libri il Bancarella Sport ne ha selezionati 9 e io ci sono. Tra i 9 ha scelto i 6 finalisti e io, purtroppo, non ci sono. Ma è comunque una grande soddisfazione. E poi "Segnalazione speciale della giuria" suona bene. Grazie a tutti.

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05/04/2011

PODISMO E SALUTE

MEDICINA OGGI

La bellezza di questo blog è che con tutti i casini che ci sono - l'Inter che perde il derby, l'Inter che gioca in Champions, l'esodo dal Maghreb, il Giappone radioattivo, Ruby ecc. ecc. - sono stato subissato da mail e messaggi di conforto e solidarietà sulla terribile sfiga che mi ha colpito, e cioè il mal di gola, la tosse, il raffreddore e il senso di spossatezza all'immediata vigilia non di una passeggiata col cane ma di una fottuta maratona. Ne è venuta fuori una piccola enciclopedia medica fai-da-te che dipinge uno straordinario affresco di questo blog, dei suoi frequentatori e, per estensione, di questo farlocchissimo paese chiamato Italia.

Ecco dunque i vostri consigli. Sono meglio dell'inserto salute di Repubblica.

Propoli. Mi scrive Valerio da Londra, il maratoneta che già conoscete, quasi scusandosi per la banalità: ma hai provato la propoli?

Placche in gola, mal di gola
Bruciore di gola che non passa mai
Colpa delle polveri sottili, o colpa di un colpo d’aria.
Provo propoli, sciroppo propoli, pasticche
Provo provo provo propoli spray
Ma nemmeno la potenza delle api può far
Nulla nulla nulla di nulla

(Elio e le Storie Tese - Gargaroz)

La propoli ce l'ho. Mi sono accorto che la spruzzavo in un modo scorretto, e quindi dal nebulizzatore non partiva una sega. Ora va meglio, ho imparato a spruzzare. Ma il problema è che il consiglio di Valerio contiene un upgrade immediato. Devo andare in erboristeria e chiedere non la propoli semplice, ma la tintura madre. Non so, un po' mi vergogno a entrare in erboristeria e fare una richiesta così. Tintura madre.

Actigrip. Mi scrive Anna dalla lontana Puglia:  "Hai provato l'Actigrip. A me fa passare anche la lebbra". Sì, occhei, la lebbra, ma debilita? "No, al limite muori dal sonno". Altra domanda dell'infermiera Anna: la febbre te la sei provata? No, certo che no. Le donne non si fanno mai i cazzi loro.

Inalatore termale. Mi scrive Trizio, che fa il cantante: "Ti consiglio l'uso di un inalatore termale (ok, il nome e' un po' inquietante ed evoca il celeberrimo anal intruder di Top Secret...), e' un apparecchietto che trovi in farmacia e che produce vapore caldo. in sostanza, e' una forma super dopata dei suffumigi che non servono a un cavolo. Si usa con additivi come Fomentil o Calyptol. Ti posso garantire che dopo un paio di giorni (va fatto 2-3 volte al giorno) starai meglio, a me ha cambiato la vita". Massì, me lo prendo per la prossima volta, così eviterò di rompere il cazzo a mezza Italia.

Fieno in cascina. Mi scrive Marco, milanista affettuoso: "Non mollare, fieno in cascina ne hai messo, si tratta solo di dare una tiratina a lucido della carrozzeria e vedrai che le gambe gireranno da sole". E' la frase che ogni moribondo vorrebbe sentirsi dire.

Vitamina C. Mi telefona affranto il mio fratellino D., che tra l'altro si è impegnato a farmi da lepre nella seconda parte della maratona: "Agrumi, agrumi". Mi sono fatto una spremuta, bro. "No una spremuta. Chili di agrumi. Comprati una retina di mandaranci e mangiali a nastro". Il podismo è sofferenza.

Sì antibiotici. Scrive Anna Maria: "Ho assunto medicinali di ogni genere: antibiotici, antistaminici, antiallergici, aerosol con acqua di Sirmione. Alla fine, dopo circa due mesi di agonia, con la modica cifra di 3,50 euro ho acquistato una scatoletta di Bentelan 1 mg, una mattina e una a sera e in una settimana circa ho risolto il problema!"

No chinolonici. Interviene Vincere e vinceremo: "Sector curati che domenica fai il tempo (tanto l'ultima settimana è di scarico no?). Unica precauzione evita ciproxin noroxin e compagni (antibiotici chinolonici) che possono fottere i tendini. Respira col naso (se puoi e finchè ce la fai)". Respira col naso, eggià. Mi viene il fiatone sulle scale. Non a salirle, a scenderle. 

Sì antibiotici/2. Scrive Gianni. "Settore, se vai avanti così potresti anche morire, altrochè maratona. Sarà meglio che ti fai prescrivere un bell'antibiotico, che almeno uno ce n'è per tutti. Comincerei con 2 grammi di augmentin! Un po' di integratori e fermenti e domenica vai a fare 'sta corsetta". Ne approfitto per ricordare che la maratona è lunga 42,195 km, corsetta un par di palle.

Morte. Il Gaggio, nel solito intervento lungo settecento righe, mi paventa la simpatica possibilità di avere contratto una forma di tubercolosi.

Olio 31. E' il caso più inquietante. Scrive Igor (non dimentichiamo che è milanista): "Urge dose massiccia di Olio 31 della Just: te ne ingurgiti 4/5 gocce a crudo - è un'esperienza abominevole, lo so, ma va fatta - e contemporaneamente te ne spalmi una discreta quantità sul collo all'altezza del pomo d'adamo, sotto il mento e dietro le orecchie. Inoltre una bella sniffata potente (una per narice) direttamente dal flacone aperto. Per i primi 10 minuti rimpiangerai di essere nato, ma il suo effetto benefico non tarderà ad arrivare".

No Olio 31. La proposta di Igor scatena il finimondo. Si becca del pazzo, del deviato mentale e del dottor Mengele. Nessun uomo al mondo ha mai ingurgitato Olio 31 allo stato puro. Chi lo ha fatto - dicunt - è morto dopo atroci tormenti, anche se con il naso libero.

Olio 31 diritto di replica: Igor rincara la dose: "L'Olio 31 è l'arma finale. Tutti i prodotti della Just sono miracolosi. Io per esempio uso la Crema Piedi per l'herpes alle labbra". Dopo questa rivelazione, che trovo particolarmente affascinante, ho chiamato Piero Angela chiedendogli di dedicare una puntata di Quark a Olio 31.

Problemi Olio 31. Dove trovare Olio 31? E' difficile. Il canale ufficiale di vendita è il party. Ti iscrivi on line e chiedi di ospitarne uno a casa tua. Lì confluiranno il venditore e una serie di donne assatanate che dopo un po' inizieranno a testare i prodotti Just tra di loro e su di te. Questo me l'ha raccontato Oldman, ma non ci credo.

Alternativa. Scrive Tom 960. "C'è anche l'Olbas,venduto nelle farmacie svizzere". Magari lo prendo quando vado alla Stralugano.

Medicina tradizionale. Scrive Bandini: "Only one solution: Zitromax: 3 pastiglie, una al dì (altro che 6). Ti tronca pure i batteri ancora sconosciuti alla scienza, e non debilita. Giuro non prendo soldi da costoro, e nelle mie vene scorre il sangue di generazioni di medici". Questa me la segno per la prossima volta che cadrò in punto di morte.

Rosmarino. Mi scrive la sempre cara Ehvvivi: "A me l'Olio31 fa 'na sega, ma l'essenza di rosmarino è potente. Stura anche il naso dei vicini ogni volta che lo uso".

Dio. Mi chiama Dste, molto preoccupato. Dopo un po' di piagnisteo, lo convinco a benedirmi via telefono. Lui ha dei dubbi procedurali e chiede di poter chiamare un attimo Tettamanzi. Io insisto: ti prego, prendi due candele, imponile a una mia foto su Facebook e fammi la benedizione di San Biagio. L'ho sentito vacillare, poi mi ha detto che doveva andare un attimo a prendere le sigarette e mi avrebbe richiamato dopo. Solo ore più tardi ho realizzato che Dste non fuma.

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