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07/02/2012

SENTENZE

PUNITI & IMPUNITI,

SFORTUNATI E FORTUNATI

Copincollo dalla Gazza:

Positivo il 21 luglio 2010, Contador viene informato dall’Uci il 24 agosto 2010 e la notizia si diffonde il 30 settembre 2010. Lo spagnolo spiega la positività con l’assunzione di carne contaminata. La federciclo spagnola prima propone un anno di squalifica, poi lo assolve il 15 febbraio 2011. Ma Uci e Wada fanno ricorso al Tas, che si riunisce (dopo due rinvii) dal 21 al 24 novembre 2011. Oggi, 6 febbraio 2012, la sentenza.

Insomma, un anno e mezzo per stabilire se una quantità infinitesimale (0,00000000005) di clenbuterolo nelle urine di Contador fosse doping o no. Non lo è per la Spagna (ma guarda!), lo è per il tribunale internazionale. Comunque, è passato un anno e mezzo in cui Contador ha corso e vinto un Giro d'Italia, sempre con 'sta faccenda che gli pendeva sulla testa. Oltre al Giro, gli tolgono anche il Tour 2010, vinto appena prima di risultare positivo per lo 0,00000000005 di clenbuterolo: non c'è prova che durante quel Tour Contador si fosse dopato, ma il Tas lo condanna anche per quello. Due anni di squalifica, dunque retroattiva. Per un anno e mezzo (fino a oggi pomeriggio) ha corso lo stesso. Quindi la condanna scadrà tra sei mesi, ad agosto. A settembre Contador potrà correre il Tour.

Si è passati dalla manica larghissima alle supersqualifiche retroattive per lo 0,00000000005 di clenbuterolo nelle urine. Intorno al ciclismo c'è un diritto sportivo che ha ampie sfumature: Contador in Italia sarebbe stato condannato, non nella Spagna di ampissime vedute sull'argomento. Condanna cerchiobottista. Dal punto di vista dell'attività vera e propria, Contador starà fermo sei mesi e non due anni. Ma con l'effetto retroattivo gli tolgono due vittorie importantissime. Per l'ennesima volta, Tour e Giro avranno un vincitore a tavolino: anche questo - come tutto l'impianto della storia - non gioca a favore della credibilità dello sport, del ciclismo, delle sentenze sportive.

Curiosamente oggi c'è stata un'altra sentenza molto difficile da capire e digerire. Oleg Fedchenko, pugile dilettante ucraino di 27 anni, è stato assolto dal gup di Milano, Roberta Nunnari, dall'accusa di omicidio aggravato perché non imputabile. Fedchenko è quel pazzo che a Milano il 6 agosto 2010 - curiosamente, lo stesso periodo del doping di Contador - al termine di un litigio con la madre scende in strada dicendo che avrebbe ammazzato la prima donna che passava. Cosa che in effetti fa, a pugni, con una ferocia senza aggettivi. Una perizia infatti ha stabilito che l'uomo era incapace di intendere e di volere al momento del fatto, poiché soffre di una forma di schizofrenia. Il giudice ha disposto per lui 5 anni di ospedale psichiatrico. Poi sarà libero. Anzi, libero lo è già adesso.

E così il mondo si divide in due. Se sei fortunato, ti chiami Michele Scarponi e in un gelido pomeriggio di febbraio ti chiamano al telefono e ti dicono che hai vinto il Giro d'Italia dell'anno prima. Se sei sfortunato, ti chiami Emlou Arvesu, hai 41 anni, sei una colf filippina che sta tornando a casa a piedi sul marciapiede sbagliato, nel giorno, ora, minuto e secondo più sbagliato che potessi aver scelto per tornare a casa. In nome del popolo italiano, il tribunale ha sentenziato che Emlou - orribilmente massacrata a pugni in faccia - è morta per pura sfiga.

contador, scarponi arvesu, fedchenko

23/10/2011

SIMONCELLI

DARE GAS

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Due settimane fa ero a Pesaro e mi sono tolto una curiosità molto giocosa, quella di andare dieci minuti a Tavullia per vedere il "paese di Valentino Rossi" (scritto tra virgolette perchè è proprio così, c'è scritto anche sul sito del Comune, "il paese di Valentino Rossi"). Un'esperienza molto divertente. Ogni cosa, a Tavullia, richiama Valentino Rossi. Arrivi ed è tutto un numero 46, guard-rail e steccati sono avvolti di fettucce gialle, vedi le prime bandiere e già ti viene da sorridere. Quasi tutte la case hanno una bandiera gialla con il numero 46, oppure un cartonato di Valentino che sorride, oppure tutte e due le cose. Vai al bar, vai in banca, vai al distributore delle sigarette e c'è la faccia di Valentino. Chissà se è la stessa cosa a Coriano, che dista 25 km da Tavullia. La foto qui sopra - con i numeri, le bandiere, le magliette - mi dicono che quella terra lì, la terra di Romagna anche se scavalla un po' verso Pesaro, è proprio la terra dei motori se ce n'è una, è l'humus perfetto per chi ama le auto e le moto, per chi dà gas sempre e comunque. Se con ViaMichelin vi fate fare il tragitto Tavullia-Coriano, vi accorgerete che a metà strada c'è Misano.

Di qua o di là dal confine, la gente è quella, la parlata è quella, lo spirito è quello, il "dai gas" è lo stesso. La sera ero in una bella tavolata in un locale figo dove aspettavano a tarda ora gli idoli locali, Vale e Ambro, vedrai che arrivano, magari dopo mezzanotte, vedrai. Sic avrà avuto un altro locale del geere per andare a tirar tardi, di là dal confine, dove - raccontano i pesaresi - anche i caramba con l'etilometri aspettano al varco soprattutto le macchine targate PU, "con tutti i soldi che gli portiamo", e allora bisogna organizzarsi per andare  a Rimini o a Riccione a ballare - un quarto d'ora di autostrada -, serve sempre uno che non beva, sennò è una strage di punti e di patenti, "ma ci beccano soprattutto ai noi di Pesaro", "con tutti i soldi che gli portate!", "seeeee, con tutti i soldi che gli portiamo diobono".

Poi ho anche ripensato al 20 maggio 1973, una domenica lontanissima e di cui ho un ricordo nitidissimo. Successero due cose quel pomeriggio. Il Milan perse 5-3 a Verona all'ultima giornata, regalando lo scudetto alla Juve (già allora viaggiavano in tandem). E a Monza, nel Gran premio della classe 500, morirono nella stessa caduta (che coinvolse 14 piloti) Pasolini e Saarinen, i grandi avversari di Agostini. Avevano 35 e 28 anni. Come se oggi, a Sepang, fossero morti due Simoncelli. Furono due cose epocali accadute a distanza di pochi minuti, e forse per questo mi ricordo di quel pomeriggio anche se ero piccolo e non sapevo ancora dare una dimensione alle incredibili inculate che possono accadere nello sport (Milan) o alle terribili tragedie che possono accadere nello sport (Pasolini e Saarinen). E poi non c'erano dirette, non c'era nulla. Di quell'incidente non c'era nemmeno il filmato. C'erano i volti sconvolti dei mezzibusti in tv, e il giorno dopo vagonate di cose da leggere sui giornali. Ma mi ricordo quella incredibile contemporaneità dei due eventi e che alla radio durante "Tutto il calcio minuto per minuto" chiesero la linea dallo studio per dare la notizia. Ecco, forse mi sembrò così importante proprio per quello: non avevo mai sentito una notizia extra-calcistica in "Tutto il calcio", doveva per forza essere terribile.

Oggi il campione è morto in diretta tv, a sei ore di fuso orario da casa, in una gara che non contava nulla se non per quella cosa che sentono soprattutto loro, il dare gas, sentirsi lo stomaco arrivare in gola, piegare fino a strusciare il ginocchio. Ho trovato molto metaforico che sia morto con il casco che volava via e gli lasciava liberi i capelli, il suo marchio di fabbrica. Poi niente, nient'altro, io non sono romagnolo-pesarese e confesso che i motori mi fanno addormentare placido sul divano. Sono solo terribilmente triste per un grande sportivo che non c'è più, per un bel personaggio che non rivedremo, per un ragazzo di 24 anni che tornerà a Coriano senza il vento nella criniera.

CIAO SIC

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01/10/2011

KOBE BRYANT

MARKETING

La vicenda dell'ingaggio a gettone (800mila dollari lordi a partita, gettone di 'sto cazzo) di Kobe Bryant da parte di Bologna mi sta appassionando un casino, anche perché nel giro di 24 ore ho cambiato totalmente idea sulla cosa e quindi adesso voglio vedere come andrà a finire, per capire se avevo ragione prima o ce l'ho adesso.

Allora, la questione è questa. Nba ancora locked, i giocatori liberi (più o meno) di accasarsi altrove nel frattempo (e solo nel frattempo) (e solo se ampiamente assicurati eccetera eccetera), cioè nell'attesa che il campionato Usa riparta. Gallinari e Bargnani, per esempio, giocheranno in Italia fino a che la loro quadra li richiamerà. E fin qui tutto ok.

Poi spunta Kobe Bryant. Sabatini, presidente di Bologna, insegue questo sogno pazzesco, un po' come se il Bologna del calcio (perchè il Bologna del basket non è più quello di una volta, quindi il paragone non è peregrino) potesse ingaggiare Messi per un mese o due. L'operazione ha un costo abnorme, ma lui chiama sponsor, banche, tv. Più o meno, dice, ce la si può fare. Un po' di soldi li raccatta, il resto ce lo metteranno il pubblico italiano (palazzetti presi d'assalto, prevedibilmente, e biglietti da paura, prevedibilmente) e le televisioni straniere che acquisteranno i diritti delle partite del Bologna. L'accordo è per una quarantina di giorni, perchè si prevede che prima o poi l'Nba trovi la quadra della sue complicatissime questioni e faccia partire il campionato.

A questo punto Sabatini guarda in faccia i colleghi presidenti delle altre 16 squadre di A (ce n'è una in più, soliti casini estivi dello sputtanatissimo basket italiano) e fa un discorso chiaro. Ragazzi, io prendo Bryant. Magari poteva pensarci anche qualcuno di voi, ma ci ho pensato io. La cosa ha un costo pazzesco, abnorme, da vomitare. Però ce la posso fare, è un'occasione incredibile e irripetibile. Vi chiedo una mano. No, non i soldi. Vi chiedo questo: in questi 40 giorni fatemi giocare 10 partite di campionato, di cui almeno 6 in casa, di cui le prime 2 del calendario. In trasferta mettiamoci d'accordo, sistemiamo le cose uin modo che Bologna possa giocare nei palazzetti più grandi. In questi 40 giorni non mettetemi il turno di riposo, lo farò dopo.

Silenzio.

Brusio.

"Senti, vuoi anche ficcarmelo nel culo, già che ci siamo?" A Cremona e Varese, in particolare, la cosa non va giù. Si tratta senza dubbio di un forte condizionamento del campionato. Cremona vuole salvarsi, magari con tranquillità. Varese ha altre ambizioni, e se le vuole giocare. E qualcun altro lo avrà anche pensato: perché tutti dobbiamo fare un piacere enorme a queste merde di Bologna?

Già, me lo sono chiesto anch'io: perché? Perchè favorire una squadra che per 40 giorni avrà il giocatore più forte del pianeta, che nessuno si può permettere, e stenderle un tappeto rosso, e farla giocare con chi vuole e dove vuole e quando vuole?

Ma in 24 ore ho cambiato idea. L'ambizioso e visionario Sabatini è anche sincero: "Ragazzi, questo non è sport. E' marketing. Lo faccio anche per voi, lo faccio per l'Italia". E ha ragione. Chi segue il basket italiano si sarà accorto che fa molto cagare, è zeppo di stranieri spesso mediocri che non ci fanno vincere all'estero e tolgono spazio agli italiani, con la conseguente difficoltà di mettere assieme una nazionale decente, in cui certi ruoli sono praticamente scoperti perchè di italiani, in quei certi ruoli, non ce ne sono. Ha ragione Sabatini: saranno anche solo 40 giorni, ma  40 giorni in cui tutto il mondo guarderà all'Italia, al paese scelto da Bryant per giocare in attesa dello sblocco Nba. Le cifre sono immorali, ma se qualcuno le caccia perché dire di no? Per vedere una volta nella vita Bryant anch'io - e chissà quanti come me - sono pronto a versare l'obolo di un biglietto ultramaggiorato.

Faccio il tifo per Sabatini. E' marketing. E' Bryant. Facciamolo.

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25/09/2011

MARATONA DI BERLINO

SCARA MAKAU

Non avevo bisogno di questa occasione per misurare il tasso di cultura sportiva dell'Italia, ma non trovare nella home della Gazza uno straccio di pezzo (solo una fotonotizia, quindi due righe) sul nuovo record mondiale della maratona mi provoca uno stravolgimento interiore. Vabbuo', sappiate che tale Patrick Makau, 26 anni, keniano, ha tolto il record a Gebre (a Gebre!) correndo in 2h 03' 38" (21 secondi meglio di Gebre) alla spaventosa media di 2' 56" al chilometro, una roba che solo a pensarci mi viene un capogiro, e non solo perchè non corro da 56 fottuti giorni e il parlare di corsa mi provoca uno stordimento concettuale. Anch'io, a volte, corro a 2' 56", anche se per poche decine di metri: capita quando affronto discese con pendenza del 20% e tra l'altro dopo un po' rallento, perché mi sento come Ghedina nella Mausfalle e mi assale la paura di rotolare a valle. Ora, cara Gazza, capisco che la vittoria del doppio Bracciali-Starace al torneo di Bucarest sia un notizione ma, diobono, rendi edotti i tuoi lettori che nel mondo capitano cose clamorose che non contemplino la presenza di un pallone o di una pallina.

Mi piace anche sottolineare che tra le donne (ha vinto la Kiplagat in 2h 19', minchia, terza Radcliffe, sesta Incerti e settima Console) è arrivata ottava Valeria Straneo in 2h 26' 33", con un passaggio in 1h 13' 13" alla mezza (ha corso le due metà quasi allo stesso preciso tempo, solo questo è da applausi). Valeria Straneo, sconosciuta al di fuori dell'ambiente podistico, è una quasi normale: nel senso che è ovviamente un'atleta con i controcazzi, ma ha 35 anni, un lavoro e una famiglia. Anzi, per la famiglia praticamente è stata ferma tre anni di fila (nel 2005 e nel 2007 ha fatto due figli) e poi nel 2010 si è sottoposta a un intervento per risolvere un problema congenito che le provocava l'anemia. Lavora in un asilo nido. Poi torna a casa e ha un altro asilo nido (due figli piccoli) di cui occuparsi. Nel frattempo trova il tempo di allenarsi e gareggiare, e di fare 2h 26' a Berlino che potrebbe valergli un posto alle Olimpiadi (se il minimo fosse lo stesso di Pechino, è già un paio di minuti sotto). La Gazza però parla d'altro. Anche di poker, avvertendoci che al Pgp c'è il vuoto dietro Amatruda. Fuck you, little Gazz.

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05/09/2011

SPORT ITALIA

UMILIAZIONI

Ci avevano venduto settembre come un mese di grande sport. Il che è piuttosto vero. Per gli altri, però.

Potremmo intanto dire che "grande sport" è soprattutto Inter, e l'Inter non l'abbiamo ancora vista se non da lontano: una partita ufficiale negli ultimi tre mesi e mezzo è una tortura indicibile. Ma proviamo a non fare i soliti gretti uomini-calcio e guardiamo altrove.

Nazionale di calcio: obiettivo raggiunto (qualificarsi) facendosi nominare da isole che non so nemmeno scrivere.

Europei di basket: i nostri tre tenori non ci hanno portati da nessuna parte, anche perchè la squadra che avevano attorno faceva sostanzialmente pena. Anni e anni di squadre di club formate da diciassette stranieri (per tre quarti mediocri) e tre ragazzotti italiani a far numero: lo sfascio è già arrivato da tempo e sarà durissima venirne fuori. Non passare il turno agli Europei con tre giocatori Nba in squadra è abbastanza deprimente. Il ricambio di questo gruppo - peraltro non vecchissimo, e peraltro il migliore degli ultimi quattro-cinque anni - non c'è. Odio i dirigenti sportivi che si fanno i segoni sul presente (segoni inutilissimi) e non ci dicono cosa ci aspetta.

Mondiali di atletica: l'Italia ha preso una medaglia di bronzo, meglio dell'ultima volta in cui non avevamo preso nemmeno quella. Ma l'atletica è messa forse peggio del basket. Le nostre stelle erano una saltatrice in alto che prima o poi diventerà vecchia, un martellista che ha già i capelli bianchi e un marciatore in crisi di identità, come del resto la fidanzata. La 4x100 è riuscita ad arrivare quinta in una specie di finale di short track, in cui (quasi) tutte le squadre più forti erano uscite nei modi più impensati. Pertile, ottavo nella maratona (grandissimo), ha 38 anni. Tutta gente che spera di essere ancora in vita a Londra, e poi?

Rugby: il mondiale non è ancora iniziato, ma lo guarderemo per la Nuova Zelanda, l'Australia, l'Inghilterra. Noi verremo spazzati via come al solito. Il nostro ct rilascia un'intervista appena atterrato in New Zealand e in sintesi dice: l'Italia fa vomitare, è un miracolo che la mia reputazione sia più o meno intatta. Fantastico.

F1 e Moto Gp: la Ferrari e Valentino Rossi provocano la depressione. Non riesco nemmeno più a guardarli per avviare la pennica, mi fanno salire la tristezza.

Ecco, se non ci fosse la Pennetta direi che questo settembre di grande sport sarebbe una cagata pazzesca.

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23/08/2011

NUOTO E AMORE

FREQUENTARSI

"Ci stiamo frequentando ma non siamo fidanzati. Federica è bella, mi piace, abbiamo interessi comuni e mi capisce". Federico Magnini e Federica Pellegrini sono forse la coppia più 'cool' dell'estate 2011. La loro tenera amicizia riempie le prime pagine dei rotocalchi scandalisti e non. E Magnini torna a parlarne anche in un'intervista a 'Diva e donna', in edicola domani. (comunicato stampa)

TRADUZIONE DI SETTORE

"Federica non è la mia fidanzata, Federica è la mia trombamica".

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11/08/2011

ETO'O

NON PER SOLDI MA PER DENARO

Bravo Samuel, hai aperto una strada: per 20 milioni di euro Federer ha firmato per una squadra di ping pong dell'Oman, Alonso gestirà un'autoscuola in Moldova e Tiger Woods farà l'istruttore di minigolf a Gallarate.

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02/08/2011

MARIN PELLEGRINI MAGNINI

L'UOMO IN AMMOLLO

Caro Luca Marin,

confesso, nonostante tutto ti invidio per due cose. Perché a) non fai una sega dal mattino alla sera (adesso non vorrai stare qui a spiegarmi che nuotare sia un lavoro) e b) perché sei calato di 6 chili in 20 giorni. Che culo che hai. Sei io calassi di 6 chili in 20 giorni starei da dio, il mio tallone avrebbe 6 chili in meno da sopportare e io correrei all'incirca sui 15 secondi in meno al chilometro. Sarei un uomo strafelice. Quindi, perché ci caghi il cazzo?

Il resto, tutto il resto, non mi interessa. Non mi interessa il suo faccino da Centovetrine, il tuo corpo da atleta con i controcazzi, il tuo cazzo da corpo di controatleta. A me interessa solo che tu, nuotatore italiano, vai a un compionato mondiale spesato DA ME e mi arrivi 18mo nei 400 misti perchè hai perso 6 chili in 20 giorni perchè la tua morosa ti ha lasciato e perchè hai la coscienza a posto e perchè un giorno parlerai.

Nessuno ti ha mai mandato a fare in culo, a parte la Pellegrini?

Mi sembra di vivere in un incantesimo. Persino un Roberto Perrone ti assolve sul Corriere della Sera, dice che sei uscito meglio di tutti da questa storia che - come tutte le storie di nuoto e di pelo degli ultimi anni, tutte di tua responsabilità - ci ha fracassato le palle. Ma Perrone alterna il suo lavoro di giornalista sportivo a quello di scrittore di romanzi d'amore, e quindi ha una visione ormai alterata dei due argomenti - lo sport e l'amore, in questa coniugazione che tu, Luca, hai sdoganato ai più bassi livelli con quelle merde di baci a bordo vasca con i quali ci hai ammorbato l'esistenza, Iddio ti strafulmini.

Non sopportavo te e la Pellegrini in coppia, non vi sopporto separati, e non sopporto neanche quell'altro bellimbusto di Magnini, che c'ha la fidanzata sciampista part-time e dice le bugie. E se la Pellegrini da sempre mi sta bellamente sul culo - così, a pelle - debbo ora chiederle scusa, perchè continua a starmi un po' sul culo, occhei, ma in questi giorni si erge gigantessa su voi due omuncoli. Lei vince due titoli mondiali, e voi due? Uno perde 6 chili in 20 giorni e piagnucola, l'altro si lamenta perché ha perso la concentrazione e deve fare le due di notte a Shangai per parlare con l'Italia e chiarire tutto.

Ma nessuno, Pippo Magnini e Pippa Marin, vi ha mai mandati a fare in culo, a parte le vostre morose?

E' più uomo la Pellegrini che voi due messi insieme, fighette depilate che non siete altro. Adesso trombare e moltiplicatevi, ma non rompeteci più i coglioni. Ci rivediamo a Londra, non prima, sperando che vi siate concentrati, vi reggiate in piedi, vi nutriate regolarmente e arriviate in fondo alla gara, mangiapane a tradimento. Propongo la castrazione chimica dei nazionali di nuoto e un anno di inibizione a Roberto Perrone. Viva la figa, viva l'Italia, abbasso i nuotatori bamboccioni.

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04/06/2011

SCHIAVONE

MERCI  ISTESS

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