31/07/2009
CRUZ
GIARDINIERE E GENTILUOMO
Se abbiamo deciso che Ibra era un giocatore fantastico e parimenti un po' stronzo, che Crespo era un signor attaccante ma destinato a un inevitabile sottoutilizzo, e che Adriano era un potenziale straordinario racchiuso in un involucro irrecuperabile, diciamo che - in questa affascinante operazione nerazzurra che è prendere un reparto e rivoltarlo come un calzino - la maggior dose di puro e semplice rimpianto possiamo riservarla al Giardiniere, sei anni di onesto e a volte scintillante lavoro, 49 gol in campionato (75 in tutto) di cui una gran parte preziosissimi, una serena dedizione alla causa, l'atteggiamento responsabile di chi sa incassare lo stipendio e mettersi a disposizione della società senza fare vertenze inutili. Oggi che ha firmato per la Lazio credo sia giusto riservargli un omaggio non banale e augurargli un più che decoroso finale di carriera.
Julio Cruz è stato, in sei anni, il più efficace mai-titolare che abbiamo avuto in epoca moderna. In campionato, 129 presenze in sei anni dicono tutto: raccontano quel prendersi le briciole che gli altri lasciavano (ha avuto davanti Vieri, Recoba, Ibrahimovic, Adriano etc.) per conquistare all'occorrenza il palcoscenico principale. Ha vissuto due stagioni in primo piano (la seconda e poi la quarta di Mancini, quella dell'infortunio di Ibra) e le altre da specialista. Specialista nel prendere il posto di questo o quello, o specialista (ancora meglio) nell'entrare a partita in corso e metterla. Specialista inoltre (questa resterà per sempre la sua medaglia al merito) nell'inculare la Juve, facendoci ritrovare il gusto di andare a vincere a Torino così, con una certa facilità e confidenza, dopo anni di stenti inenarrabili.
Ci lascia un interrogativo irrisolto, se quella sua felpatezza dei movimenti fosse una dote sovrannaturale o la semplice proiezione di una certa lentezza che comunque non era fastidiosa. Nell'affascinante operazione nerazzurra di cui sopra (vincere quattro scudi di fila e cambiare tutto l'attacco tranne Supermario) speriamo di aver trovato gente seria come lui.
18:13
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22/07/2009
THAT'S AMERICA
LA RIMPATRIATA
E' bello rincontrare i vecchi amici. Anche se andati via da poco, e magari in circostanze non del tutto serene, la grande famiglia interista è sempre pronta ad accogliere chi abbia condiviso l'avventura sportiva e umana in maglia nerazzurra. E pure in questi giorni in cui i nostri beniamini faticano a migliaia di chilometri di distanza da Appiano, il ritiro dell'Inter è un frizzante crocevia di volti più o meno conosciuti, che vanno a rendere omaggio a una delle più gloriose società del calcio mondiale. Ma gli amici, appunto, gli amici. Che bello rivederli e potere svaporare così, con un sorriso e una stretta di mano, tensioni anche recenti. Che bello ricevere una visita inattesa e, per questo, ancora più gradita. Questa foto allarga il cuore, è un inno ai buoni sentimenti e ai valori che questa squadra e questi colori ci trasmettono ogni giorno. Quasi a riproporre l'eterna lezione etica e morale della parabola del figliol prodigo, Javier Zanetti accoglie a braccia aperte un compagno che ha interrotto bruscamente una favola, ma con cui ha diviso gioie e dolori nel recente passato. Ad Adriano, che vediamo così sorridente nel riabbracciare il suo vecchio caro Capitano, auguriamo ogni successo nel suo Brasile, oltre a un pronto raggiungimento di quel peso forma che, ne siamo certi, non tarderà a riagguantare con i sacrifici che proverbialmente sa affrontare.
03/07/2009
INDISPOSIZIONI
KAKA'
(ANSA) - RIO DE JANEIRO, 3 LUG, 16:20 - Per la terza volta da quando e' tornato al Flamengo Adriano non si e' presentato
all'allenamento del Flamengo. Stavolta pero' il club carioca non ha assolutamente gradito, perche' si tratta della seduta di rifinitura in vista della partita di campionato di domani contro il Vitoria Bahia.
Comunicato Flamengo, ore 14.35 locali.
O atacante Adriano esclareceu sua ausência no treino de hoje pela manhã, no Engenhão."Passei muito mal à noite, acordei com uma forte indisposição intestinal e liguei para avisar que não tinha condições de ir treinar. Fui para a concentração me tratar e fazer uma atividade que não prejudicasse meu rendimento amanhã, contra o Vitória". O Dr.Marcelo Soares atestou a indisposição intestinal do atleta, o medicou e recomendou dieta e repouso até a hora do jogo, amanhã, contra o Vitória ás 18.30h
(ANSA) - RIO DE JANEIRO, 3 LUG, 20:55 - Adriano si e' fatto vivo con il Flamengo e ha giustificato l'assenza all'allenamento odierno con una forte diarrea che lo ha messo Ko fin dalla scorsa notte. Lo ha fatto sapere il club carioca con un comunicato in cui vengono riportate anche le parole dell'attaccante. ''Ieri notte sono state male. Ad un certo punto mi sono svegliato per i dolori allo stomaco, avevo una forte diarrea. Ho chiamato ed avvisato che non mi sarebbe stato possibile allenarmi, poi ho cercato di curarmi in modo che il mio rendimento per domani non venisse pregiudicato''. Il giocatore ha poi raggiunto i compagni di squadra nell'albergo dove si radunano alla vigilia delle partite (domani il Flamengo gioca contro il Vitoria per il campionato nazionale). Il club non ha ancora reso noto se prendera' provvedimenti a carico dell'Imperatore che comunque domani, diarrea permettendo, dovrebbe giocare dall'inizio.
22:34
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08/05/2009
IMPERADOR
STRISCE
Sempre meglio orizzontali che verticali. Comunque lui già bacia la maglia e dichiara che "quando saí da Inter, o problema não era no clube. Eu não estava me sentindo bem no país. Dei um tempo para descansar um pouquinho e retomar minha vida. Hoje estou muito feliz". La parola "feliz" ricorre nell'intervista almeno dieci volte. Contento lui, contenti tutti.
25/04/2009
L'ATTACCO
ADRIAMOVIC
Di Adriano ho scritto talmente tante volte le stesse cose che non ho più voglia nemmeno di postare i link. Gli dico addio con un mix di 25% di riconoscenza, 25% di rimpianti e 50% di enorme sollievo. Questi ultimi anni di tiraemolla non hanno fatto bene a nessuno, nè a lui nè a noi: entrambi abbiamo aspettato, sperato e - sostanzialmente - perso tempo. Finalmente sappiamo che dobbiamo procurarci un nuovo attaccante, stop, e speriamo che sia forte quanto lui, ma con i neuroni stabili.
In realtà gli attaccanti da procurarsi saranno almeno due, o forse tre, o forse (esageriamo) quattro. A parte Crespo-Cruz (Hernan se ne va senz'altro, Cruz potrebbe rimanere da damo di compagnia e nuovo Crespo, sempre che il Mou sia d'accordo), resta aperto il caso Ibra. Se più indizi fanno una prova, in queste interviste che rilascia in giro per l'Europa emerge la sua voglia di andarsene, prima o poi. Direi: di andarsene più dall'Italia che dall'Inter. E direi: più prima che poi E mi sembra una pulsione - certo, per noi molto dolorosa - più che normale. Uno così, uno come Ibra, voi lo vedete firmare a vita per una squadra? Ibra è svedese, con la sua nazionale non vincerà mai un tubo. Deve vincere con i club, e lui in effetti li fa vincere. Ma - la storia la sappiamo - gli serve un grande successo europeo per arrivare anche al Pallone d'Oro, che tecnicamente stramerita ma come sappiamo dipende anche da variabili futbo-cencelliane. Troppo giovane per rimanere a vita da qualche parte, troppo forte e impaziente per avere la certezza di essere nella squadra giusta.
Quindi se ne andrà.
Il problema è: subito o tra un anno? Questo lo stabiliranno lui, Mourinho e Moratti. Sarebbe logico pensare a un altro anno insieme, nel comune obiettivo di superare gli ottavi di Champions la primavera prossima. E poi: c'è qualcuno in grado di pagare Ibra per quello che vale oggi, cioè un'enormità? E' chiaro che se dovessero vendere Ibra così, cash, rifare l'attacco non sarebbe un grosso problema. E debbo dire che mi trovo d'accordo con il tenore di qualche commento del post precedente: se vinciamo il terzo scudetto, che poi sarebbe il quarto, rischiamo di trovarci con qualche Ibra in più (parlo di calo di motivazioni) e comunque con molti dei nostri paladini invecchiati di tre anni (che poi sarebbero quattro). Supermario e Santon sono stati manna dal cielo. Il resto è da costruire: innesti mirati e preziosi (alcuni molto necessari) perchè la cavalcata continui.
Va bene. Ora vado a Padova.
11:26
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06/04/2009
TERREMOTO
04/04/2009
CHI L'HA VISTO?
MISSING
Nessuna dichiarazione ne' chiarimento su Adriano: ne' il procuratore del giocatore dell'Inter, Gilmar Rinaldi, ne' il suo portavoce, Flavio Pinto, hanno risposto alle telefonate della rete tv brasiliana Globo, che voleva cercare di capire dove fosse finito l'attaccante. Anche a casa della madre di Adriano nessuno risponde al telefono. Lo ha precisato poco fa la stessa emittente, mentre il quotidiano di San Paolo O Estado riporta, nell'edizione online, dichiarazioni fatte ieri da Rinaldi: ''Non so perche' non e' partito per l'Italia. Non sono riuscito a parlare con lui e a sapere cosa sia successo. Ho ricevuto molte telefonate dall'Italia di persone che chiedevano sue notizie. La situazione e' molto delicata''. A Rio de Janeiro intanto gira voce che Adriano si trovi nella favela di Vila Cruzeiro, di cui e' originario, ma non ci sono conferme. (ANSA).
GIALLO ADRIANO
CLUEDO
Ricapitolando: non se ne deve parlare troppo, non è una situazione facile, non si tratta di un giocatore che ha deciso di tornare un giorno più tardi, non è una questione di coincidenze aeree, non è uno scherzo, non è indisciplina, non è voglia di complicare le cose, è molto di più, è una situazione che non fa piacere a nessuno
Cioè?
03/04/2009
ADRIANO
23/02/2009
CHE PIPPA
AVERE UNA TV (E NON AVERLA)
Era un un bel po' che non vedevo almeno venti minuti consecutivi di Controcampo, e ieri sera ho visto venti minuti che mi basteranno per i prossimi venti mesi. Mi piacerebbe chiedere a un milanista con un minimo di senno se è contento dello spettacolo, e se si sente appagato dal contenuto, e rappresentato dalle macchiette sul palco. Se questi segoni da Milan Channel servono a qualcuno, compreso il Milan. Ieri sera è andato in onda una specie di teatro dell'assurdo, in cui la holding Mediaset-Milan ha cercato di sistemare un po' di cosette interne ed esterne con una trasmissione costruita ad hoc in assenza di posticipo. Su quelle interne mi soffermo poco: era ospite in studio l'Ancelotti fischiato nel pomeriggio allo stadio, cui è stato dedicato un servizio grondante affetto sull'intera carriera (qual era l'occasione? boh), e nel quale Pellegatti si è distinto con una personalissima ricostruzione della notte di Istanbul. Per fare l'esatto parallelo, è come se dedicassero uno speciale al 5 maggio dell'Inter parlando di "sfortuna" e "sconfitta immeritata". Ci sbellicheremmo dalle risate anche noi, mica solo il mondo intero.
Sulle cose esterne, invece, vale la pena dire due cose. Ammesso che alla holding Mediaset-Milan convenga insistere sul passato e tirare ancora in ballo biliosamente il mani di Adriano e la sconfitta del derby, averlo fatto dopo aver vinto una partita scandalosa con il Cagliari, con un gol viziato da un fallo, è stato di un'arroganza quantomeno fastidiosa. Ecco perchè mi piacerebbe chiedere a un milanista se è contento di quello che ha visto e sentito dire da un Liguori, romanista a libro paga del presidente del Milan, che si è esibito in concetti pazzeschi tipo che l'arbitro Rosetti, dopo aver manipolato Inter-Roma partita-scudetto dello scorso anno, ha manipolato Inter-Milan partita scudetto di quest'anno. Ma i giornalisti non li deferisce nessuno?
Collina ha detto le cose che ogni sportivo di buon senso sta dicendo da otto giorni. Il mani di Adriano, per come è andata l'azione e per come l'ha potuta valutare sul momento la terna arbitrale, non era sanzionabile. Non lo è stato - sarebbe stato pazzesco, ma ci hanno provato - nemmeno dopo aver guardato la moviola per due giorni di fila. E stiamo ancora lì a dire enormità su una cosa del genere? Per di più dopo aver rubato la vittoria con una furbata di un giocatore furbo per antonomasia, e per il quale bisognerebbe - in questo caso sì - applicare la prova tv per il comportamente sleale e clamorosamente dannoso per gli avversari e influente sul risultato finale?
Tutti hanno il diritto di dire la loro, per carità, anche le cose più strampalate. Ma almeno - questo volevo dire -, almeno si impari a stare zitti quando è il caso. Mourinho ha ragione: Allegri è uno tranquillo, non si è fatto sentire e il caso sta già per passare agli archivi. Se non si fa un minimo di casino non succede un cazzo, quella è la triste realtà. Usando la tv di famiglia, vista però da milioni di italiani, si continua a parlare del mani di Adriano quando la spinta di Inzaghi ha provocato un effetto ben più devastante sulla realtiva partita. Ma l'Inter non ha un Controcampo dove poter dire che il 5 maggio è stata una sfiga pazzesca, Pancev un incompreso, Ronaldo biondo e magro, Quaresma un genio e la Champions uno sfizio che non ci interessa una cippa.
















