25/04/2012
UDINESE-INTER 1-3
BEN RITROVATI
Ecco, il debutto vero di Stramaccioni è stato questo. Nelle precedenti quattro occasioni (l'assurda Inter-Genoa, la sciupata Cagliari-Inter, la normale Inter-Siena, l'insulsa Fiorentina-Inter) aveva portato a casa l'obiettivo minimo, la media inglese (che era molto meglio che perdere, sia chiaro). Ma quella di Udine era una partita diversa. Uno scontro diretto (e sappiamo che merda sono stati gli scontri diretti quest'anno), con una squadra che ci precedeva in classifica, su un campo oggettivamente difficile e, per noi in particolare, piuttosto avaro, o generoso di inculate se si preferisce. E l'abbiamo vinta facendo un grande passo in avanti nella clamorosa gara di ciapanò che è la corsa al terzo posto, un incredibile torneo a chi vince meno, una specie di gara di sottrazioni in cui le vittorie valgono 6 punti e le sconfitte non contano una sega. Alla sua quinta partita Stramaccioni tira una riga e può dire di avere recuperato sette dei dieci punti di distacco dal terzo posto che aveva trovato quando gli avevano consegnato la squadra. E di avere recuperato soprattutto un'idea di squadra, e di avere chiamato a raccolta tutte le forze, almeno quelle disponibili.
Fare un ragionamento con basi solide su tutto quello che abbiamo visto in quest'ultimo mese è un'impresa titanica. Basti pensare al fatto che tre giorni fa avremmo preso a calci in culo Sneijder e avevamo dato Stankovic per finito, Guarin per non pervenuto, l'Inter da rifondare eccetera eccetera. Oggi abbiamo visto un albero di Natale quasi perfetto, un olandese rinato, un giovane argentino partire in contropiede e segnare di destro, un colombiano con ampie prospettive, un piccolo e verde animale acquatico riprendere coraggio, un serbo che sembrava Russel Crowe e via di questo passo. In tre giorni abbiamo visto tutto e il contrario di tutto. E abbiamo detto tutto e il contrario di tutto. Ora potremmo organizzarci così per domenica: fare il tifo sperticato, comprare uno scatolone di Oriociok e andare alla Snai a giocare la vittoria per 7-0 del Cesena. Almeno una su tre la azzecchiamo.
(nella foto: un film di fantascienza)
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22/12/2011
INTER-LECCE 4-1
QUINTO DI NATALE
Alla fine di queste 16 partite prenatalizie, la classifica si è fatta meno astrusa. Migliore. Bella. Non bellissima, certo. Abbiamo 8 punti di distacco da una squadra che ha vinto 10 partite su 16 e ha il miglior attacco (35 gol, noi 22), e da un'altra che non ne ha ancora persa una (noi 6, sei, six). E ne abbiamo 6 di distacco da un'altra ancora, che è abbonata a essere la sorpresa del campionato e a fare il miglior gioco del campionato eccetera eccetera e che prima o poi (così è sempre successo) si ridimensionerà un po', e comunque va in vacanza con la miglior difesa (9 gol subiti in sedici partite, noi 19) (no, per dire). Ce ne restano ancora 4, infine, da una squadra bella e inaffidabile, alla quale ne abbiamo rosicchiati 4 in due giornate. E comunque ci rimane davanti ampiamente e giustamente, perchè ha segnato più di noi, ha subito meno di noi e perso molto meno di noi.
Tutto questo per dire che, a parte l'onanismo del momento (6 vittorie nelle ultime sette, comunque sia, è un bell'andare, bellissimo), la classifica è veritiera, e i due mesi buttati nel cesso grazie all'azione combinata Branca-Moratti-Paolillo-Gasperini pesano ancora tantissimo, e peseranno fino alla fine. Siamo quinti perché da due di quelle che ci precedono le abbiamo prese (e in casa, dannazione) e le altre due non le abbiamo ancora affrontate. Siamo quinti perchè è già stato un mezzo miracolo riagguantare la testa della classifica prima di Natale, e non meritiamo nulla di più. Siamo quinti, però, e festeggiamo pure: perché questa è una dimensione più solida e rassicurante di quella in cui ci dibattevamo negli ultimi mesi, e da qui, finalmente, possiamo ripartire.
Ricapitolando, tutto quello che è successo finora in positivo e in negativo si compensa abbastanza. Paghiamo, oltre al gasperinismo branchiano, un inizio sfortunato e di rigori contro. Ma l'abbiamo pareggiato alla fine, con un paio di partite fortunate e con un calendario che ci ha favoriti: intendo dire, Genoa e Lecce è stato meglio affrontarle ora che non nella data originaria del calendario. Abbiamo avuto una pletora di infortuni, ma non ce li abbiamo avuti solo noi. Abbiamo avuto uno stato di forma pietoso per almeno un paio di mesi, e questo non è colpa degli arbitri.
Resta, per conto mio, un'unica grossa nube sul nostro campionato: lo scippo di Inter-Napoli. Ranieri era appena arrivato, con lui avevamo vinto subito in campionato e in Champions, e quella poteva essere una partita-chiave per le motivazioni e per scacciare le paure. Fu invece un ritorno nell'incubo. Non a caso, nelle restanti 4 partite disputate a ottobre abbiamo fatto 4 punti. E' stato un periodo anche peggiore rispetto a quello gotico-gaspersoniano, perché pensavamo di avere risolto i nostri problemi e invece no. Quella partita - quel modo di perdere, non a causa nostra - ci è costato moltissimo. Non siamo ripartiti. Anzi, abbiamo arretrato mentalmente. Ci siamo trovati quartultimi a metà novembre, con quella classifica che (causa rinvio di Genoa-Inter e pausa per la Nazionale) è rimasta fissa per tre settimane, e noi lì increduli a guardarla, non senza brividi.
Il resto - perché siamo quinti e non quarti, terzi, secondi o primi - dipende tutto da fatti oggettivi. Oggi, 21 dicembre, per la prima volta la nostra differenza reti è passata in positivo. No, non so se mi spiego. Dei confronti diretti ho già detto: per ora li abbiamo cannati tutti. A parte le bollicine di oggi, non abbiamo avuto praticamente niente dal nostro attacco, e una squadra che nel 2010 ha avuto Milito e nel 2011 ha avuto Eto'o (due tipetti da oltre 30 gol stagionali) non può andare da nessuna parte con questa carestia. Giochiamo quasi sempre male: non è minimamente un problema se ne ne vincono 6 su 7, ma bisogna dirlo. E non è un caso che quella partita non vinta nelle ultime sette l'abbiamo persa con l'Udinese, senza mai dare l'impressione di poterla vincere anche facendo cagare (cosa che si può fare a Siena o a Cesena, che non sono l'Udinese).
Vedremo, adesso, se arriva qualcuno. E chi, ovviamente. La storia di queste ultime sette partite ci ha detto una cosa sorprendente ma sostanziale: per quanto ancora acerbe e fallaci, le forze fresche messe dentro a puntellare la squadra hanno fatto la differenza. No cariatidi, no riciclati, no perditempo: se ci sono, prendiamo un paio di giovani minimamente di prospettiva e andiamo avanti così. Se questa Inter un po' così ha rimontato 3/4 punti al quartetto di testa e in 40 giorni ne ha messi in mezzo 14 tra sè e la zona retrocessione (siamo stati a +1, lo ricordo), vuol dire che in questo campionato c'è spazio per tutti, noi compresi. O noi per primi.
14/12/2011
GENOA-INTER 0-1
ZITTI E PEDALARE
Proprio nel momento in cui Ranieri dice forse la cosa più giusta da quando è arrivato all'Inter - "Zitti e pedalare", in relazione alle troppe chiacchiere e alle troppe tabelle che abbiamo fatto negli ultimi due mesi invece, appunto, di stare zitti e pedalare -, stanotte mi verrebbe voglia di stare poco zitto e di parlare un po' di un'Inter che appare nuova, un'Inter che finisce battagliando e correndo invece che - come recente tradizione - con la lingua fuori, un'Inter che rischia il fisiologico e crea tanto, un'Inter che magari non fa il futbol bailado ma intanto segna la quarta vittoria nelle ultime cinque di campionato, e io metterei quindici firme a continuare con questo andazzo, 12 punti (e due reti subite) ogni 5 partite, cazzarola, avercene.
Qualche entusiasmo bisogna frenarlo. Tipo: abbiamo vinto contro quattro squadracce e perso contro l'unica squadra decente. Vero, però i motivi per sorridere ci sono. Per esempio: avere visto in campo giocatori che ormai pensavamo fossero morti, cremati e con le ceneri disperse alla Pinetina in una fugace cerimonia ai lati del campo da golf. E invece no, ci sono, deambulano, sono vivi, e con Poli abbiamo un'opzione in più in mezzo, e con Forlan ne abbiamo una importantissima in più in attacco, dove Zarate finalmente scalerebbe di un posto verso la tribuna e l'uruguagio potrebbe darci qualche soddisfazione succosa (in una ventina di minuti scarsi ha fatto un paio di cosette al bacio). E tenendo conto che ci sarebbero anche Maicon e Sneijder, beh, non potremmo che migliorare.
Ma la cosa strabiliante è stato il finale. Abituati a vedere gente trascinarsi per il campo, crollare per i crampi e vagolare in stato di morte presunta, assistere a qualche sgroppata dopo l'ottantesimo minuto è stato bellissimo, come accorgersi che Alvarez sembra sì nato per farci incazzare, ma ha in canna i colpi che a molti altri mancano.
Adesso basta, zitti e pedalare. Non cambia nulla. Siamo a meno 8 dal terzo posto e a più 8 dal terzultimo. Siamo sesti, ma è un sesto posto fake, bisogna considerarlo ingannevole. Le quattro davanti sono lontane e sono, soprattutto, quattro. Troppe. Per riagganciare il treno ci vorranno due coglioni così, che per ora abbiamo sfoderato solo random. Meglio procedere a gruppi di cinque partite, come l'ultimo. Nel prossimo gruppo ci saranno Milan e Lazio, e lì si parrà la nostra presunta nobilitate. Al giro di boa ne riparliamo.
23/11/2011
TRABZONSPOR-INTER 1-1
ANCHE I RICKY RIDONO
Da Novara-Inter (20 settembre) a Trabzon-Inter (22 novembre) son passati due mesi, che iniziano a essere un periodo congruo per fare qualche ragionamento. Dopo Novara, l'Inter ha di fatto iniziato daccapo. Era come se fosse tornata a Pinzolo, a metà luglio, due mesi prima appunto. E quindi si può far finta che, trascorsi altri due mesi, la (seconda) preparazione sia finita e la vittoria col Cagliari e il pareggio di Trebisonda, con vittoria del girone conquistata con una giornata di anticipo (roba che due mesi fa, dopo 0-1 con i turchi, poteva sembrare fantascienza) abbiano segnato l'inizio della stagione, quella vera.
Prendendo come parametro i due mesi gasperiniani, Ranieri si è messo alle spalle stasera i suoi due primi mesi nerazzurri. Due mesi in cui ha avuto discrete sfighe, rigori contro e - quel che più conta - una squadra da resettare. Due mesi, lo stesso tempo concesso a Gasperini. Due mesi a Ranieri glieli dovevamo di default. Adesso si può ripartire, ma davvero. Il sorprendente andamento dei risultati di oggi ci regala addirittura l'emozione di una partita inutile, quella col Cska, in cui riprendere fiato. Un lusso. Il resto sarà tutto da giocare. Bruttarelli ma concreti, io li vorrei così. Poi a Natale ne riparliamo. Adesso non c'è tempo.
(nella foto: un segno del destino)
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20/11/2011
INTER-CAGLIARI 2-1
LA SENATORITE
Devo avere da qualche parte nel cervello un collegamento calcio-podismo, perchè ci sono stagioni più confortevoli e luminose, ovvio, ma quando c'è il freddone e la nebbiolina tutto sembra avere un perchè - le partite e le corse - e tutto sempre un po' più vero, autentico, non so come dire. E quindi se c'è la nebbiolina e un bel freddo trovo più sensato andarmi a intirizzire sugli spalti piuttosto che stare sul divano, così come mi piace andare a correre tra gente con sette giacche a vento e dodici sciarpe che mi guarda come fossi un venusiano. L'unico intoppo del pomeriggio è stato convincere il tipo della biglietteria che volevo un primo blu - ogni volta che iniziava a digitare i miei dati se lo dimenticava - e secondo me ieri sera è andato a dormire presto, perchè ogni volta che gli ripetevo "primo blu" (lui mi diceva, a turno, "mi ha detto primo verde, vero?" "mi ha detto secondo arancio, vero?") lo guardavo con quella paterna, paziente indulgenza che lo avrà fatto sentire un relitto umano (ma non volevo, giuro).
E poi c'era anche che non si può rimanere tre settimane senza Inter. Questi calendari sincopati non li reggo più, o tutto o niente, bleah, adesso ci toccano 33 giorni di tour de force e chissà come ci arriviamo. Singolare che dopo tre settimane di sosta si torni a giocare con più infortunati di prima, e ormai trovo lezioso - inutile - parlare di campanelli d'allarme. Contro il Cagliari si sono verificate un po' di cose in contemporanea su cui vale la pena riflettere. La pletora di infortuni ha costretto Ranieri a fare giocare i tre oggetti misteriosi tutti in una volta. Coutinho doveva andare in panca ma Swaroski II si è infortunato scaldandosi. Jonathan è uscito dalla naftalina per l'assenza contemporanea di tre (3) esterni di difesa. Alvarez, che stava andando in saletta vip, si è rimesso i mutandoni e poi ha giocato 45 minuti. E tutto questo è accaduto poche ore dopo l'intervista in cui Ranieri aveva ribadito la sua ferma convinzione nell'affidarsi ai senatori per risollevare la squadra. E prima che Ranieri lo ribadisse (stessa identica frase) nella conferenza stampa post match.
E proprio qui sta il punto. Senza i senatori questa squadra - che è fatta di senatori - non esiste. Con i senatori, ammesso che giochino (ieri, appunto, ce n'erano fuori un tot), questa squadra è ingabbiata . Ingabbiata, per esempio, come nel primo tempo, nell'attesa che da un centrocampo Subbuteo uscisse un qualcosa, un cambio di passo, un barlume, un break. Al netto degli infortuni (che comunque, statisticamente e anagraficamente, colpiscono più i senatori dei baby), quanto vale questa squadra senatoriale, e che futuro ha?
Col Cagliari - Ballardini, invece di fare sarcasmo fatti comprare qualcuno che tiri in porta - era importante vincere e stop, così come lo sarà da qui a Natale per chiudere la Champions e recuperare in campionato. Vincere senza convincere - who cares? -, vincere e stop, vincerne il più possibile perchè è chiaro che di questo la squadra ha bisogno, vincere per convincersi che tutto quello che è successo finora è (quasi) un brutto sogno e che adesso si riparte, seriamente dico. Ma vincere come, e con chi? Strizzando le palle ai senatori e mandando in panca e/o tribuna i giovani virgulti, così, ad libitum, finchè dieci infortuni in contemporanea aprano ogni tanto uno spiraglio forzato? (Faraoni, per dire, ha esordito in A grazie all'infortunio di due esterni difensivi, la squalifica del terzo e la sostituzione in corso di partita del quarto. Faraoni non giocherà mai)
Sarà stata la nebbiolina o il freddo, ma ieri sugli spalti mi si è stretto il cuore a guardare i tre oggetti misteriosi che, bene o male, hanno dato il loro contributo a vincere una partita che si stava infrangendo contro la solita sfiga (due traverse) o i soliti problemi (la semovenza). Coutinho è un bambinone con la testa grossa, però magari ci si può investire un po' di più. Alvarez è attualmente una pippa (patetico il contropiede Alvarez-Motta del secondo tempo, sembrava un fiilmato di repertorio) ma fa sempre meno cagare e il suo ormai proverbiale "adeguamento a un calcio diverso da quello argentino" se non glielo agevoli in un Inter-Cagliari aut similia, quando glielo agevoli? Jonathan è uno sgorbio ("il nuovo Maicon", ahahahah), però ce la mette tutta e non crossa male (durante la partita teorizzavo una cosa tipo il campbio all'americana della Sei Giorni: uno qualunque che porti la palla fin verso la trequarti, cambio all'americana, entra Jonathan e crossa).
Adesco che ci aspettano ottanta partite in 33 giorni, Ranieri, cosa facciamo? Se le fa tutte Cambiasso? Se le fa tutte Sneijder? Se le fa tutte (rumore di tuoni, ma parliamone) Zanetti? Se le fa tutte Stankovic? Se le fa tutte Maicon? E se te lo dice uno che ancora non si capacita dell'acquisto oneroso di Alvarez e Jonathan, Claudione mio, forse è il caso di pensarci davvero. Altrimenti tra sei mesi, al prossimo mercato da impostare, saremo ancora lì a cercare riserve per i senatori, finchè questi non tireranno le cuoia durante un allenamento a ranghi ridotti.
31/08/2011
CALCIOMERCATO
19/08/2011
TROFEO TIM
MAH!
Sapendo che non accadrà mai (anzi, andrà sempre peggio), mi piacerebbe che ad agosto si tornasse nella modalità di un tempo, quando le amichevoli erano contro Pizzighettone e Biellese e finivano nelle brevi dei giornali. E quando il calcio ufficiale era la Coppa Italia, in quei primi turni di cui la Domenica Sportiva trasmetteva brevi sintesi a ore improbabili e in cui tu, da quattro immagini sbiadite, dovevi capire quanto era forte o scarso chi aveva preso l'Inter.
Sapendo che non accadrà mai, io sarei per una moratoria dei commenti del calcio d'agosto (che cazzo commenti, in fondo?). E sapendo che non accadrà mai, io sarei per il calciomercato un mese l'anno.
Bene, premesso tutto ciò (tanto non accadrà mai, è ovvio) (a cominciare da ora, e da me), siccome ho intravisto qualche commento fin troppo ottimistico dei nostri vertici tecnici e societari sul trofeo Tim, vorrei capire se ho visto io qualcosa di sbagliato o se i nostri paladini ci prendono un po' in giro, così, per affetto, pensando che il calcio è l'oppio dei popoli e noi ne siamo strafatti.
A parte qualche discreto sprazzo, e a parte qualche scatto di Milito che (everybody touch your balls) sembra tornato in condizioni decorose, io ho visto un po' di cose che mi hanno fatto preoccupare un casino. Su tutte, quelle sei-sette volte che ci hanno preso d'infilata in difesa con una facilità addirittura eccessiva, e quei due o tre contropiede subiti in cui noi eravamo in tre o quattro e gli altri in sei o sette, cose che ti immagini di vedere all'ottantesimo di una partita in cui sei sotto 0-2 e non allo stadio di Bari in un fake match clou di precampionato.
Sbaglio, o in difesa non ci siamo proprio? E non tanto per ciò che fanno i tre centrali, quanto - anzhi, direi soprattutto - per ciò che non fanno i centrocampisti o i laterali. Occhei, abbiamo trionfato nel trofeo Tim, ma solo per la cortesia degli avversari. Nell'unica mezza partita vera (la prima, con la Juve), lunghi brividi hanno percorso il mio corpo. (A proposito, la Juve sembra molto meno barzelletta rispetto alle ultime. Beh, non poteva continuare in eterno)
In sostanza: restiamo lì, nè carne nè pesce, nè Gasperiniani nè altro. D'accordo che mancavano i due laterali titolari, ma quanta scelta c'è, oggi, di gente che può giocare sulla fascia in determinate posizioni che non erano quelle dei predecessori e con determinati risultati? E se abbiamo preso Gasperini, perché c'è poca scelta? E se c'è poca scelta, perchè abbiamo preso Gasperini?
Infine, due cose su Alvarez. Per ora, è un Coutinho un po' più alto. Bisogna fargli mangiare un po' di pastasciutta e fargli fare qualche squat. Così, è inadeguato. Bisogna salvarlo da un destino da sòla. A destra è un pianto (può solo accentrarsi), a sinistra gli manca totalmente lo scatto (ieri sera Abate se lo mangiava in dieci metri). Cresce il sospetto che la fascia non sia il suo posto, ma proprio per niente. Cresce il sospetto che sulle fasce ne serva almeno uno di ruolo, e forte, e subito: a furia di ricicciare gente, il prossimo stadio è il lavaggio del cervello.
15:10 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (375) | Segnala | Tag: trofeo tim, inter, juventus, milan, alvarez, milito | OKNOtizie |
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06/07/2011
ALVAREZ
20:02 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (72) | Segnala | Tag: inter, calciomercato, alvarez, velez | OKNOtizie |
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