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13/04/2010

INTER & MARATHON

CULO (NO, COSI')

Mi sento fortunato. Parlo del podismo, ecco. Voglio dire: l'Inter si incula due punti a Firenze e si fa sorpassare dalla Rometta facendosi rimontare un punto a partita per 14 partite di fila? Cioè, uno normale ci passa sveglio le notti, mi sembra il minimo. Uno un po' anormale, tipo me, invece si alza, prende la macchina, va a Milano, parcheggia a Famagosta, prende i mezzi gratis mostrando il pettorale ("Aspetti, le apro") (cazzo ragazzi: "Aspetti, le apro"), arriva a Rho Fiera, aspetta il pum! e si fa 42 chilometri e 195 metri a piedi (correndo, per essere più precisi).

Questa è una bella fortuna, quasi culo direi. Culo. Culo. Sottolineo questa parola. Perchè correre 42,195 km è farsi il culo. Però poter pensare ad altro (tipo: sopravvivere) per 42,195 km mentre la tua squadra torna in treno-charter da Firenze dove si è inculata 2 punti è culo.

Mi scuso per l'ossessivo ricorso alla parola culo.

Oggi ho letto le dichiarazioni di Galliani che praticamente dice: il nostro Ranking Uefa è colpa a) di Calciopoli che ha mandato il Chievo in Champions e b) del Mondiale 2006 perchè la Germania si è rifatta gli stadi e allora negli stadi belli la gente ci va volentieri e le squadre incassano e comprano e spendono e gli si alza il Ranking Uefa.

Mi scuso per l'ossessivo ricorso alla parola Ranking (e di conseguenza Uefa).

Poi ho letto anche le dichiarazioni di Amauri, che è diventato italiano, ha firmato la sua carta d'identità, ha ritirato una copia della Costituzione, e dice che per il Mondiale occhei, è a disposizione.

No, scusa.

Questo ha segnato 5 gol nell'anno solare 2009 e 3 gol (di cui due nella stessa partita di Europa League) (quindi, gol che non sono serviti a una cippa) nell'anno solare 2010. E vuole andare al Mondiale?

Ma allora io voglio andare alle Olimpiadi, scusa.

No perchè, dicevo. Mentre l'interista medio si macerava per i punti inculati a Firenze e per l'evidenza di tre vittorie in dieci partite (l'evidenza che ce lo stiamo mettendo nel culo nostra sponte)

(mi scuso per la parola culo che avevo appena giurato di non usare più) (beh, non proprio giurato: diciamo che proponevo una moratoria sulla parola culo)

insomma, mentre voi vi tormentavate, cari amici,  perchè io so che vi tormentavate alla stragrandissima, io mi correvo la mia bella maratona, facevo un bel personalino di due minuti e mezzo, abbattevo il muro delle 3 ore e 40' eccetera eccetera. Insomma, comprendo la difficoltà di proporre alla totalità del popolo nerazzurro una maratona (42,195 km) come sfogo alle pene personali. Una maratona mica si improvvisa.

Per questo, dicevo, mi rendo conto del culo che ho.

(vabbe', culo. Adesso non è che se scrivo culo la gente si scandalizza, e che cazzo)

La maratona di Milano si conferma una merda, però mi piace. Praticamente sono un coprofilo della maratona. In fondo è molto vicina a casa e organizzata benino: di che cazzo mi lamento?

(non vorrei dovermi scusare anche per la parola cazzo, quando è da parecchie righe che mi scuso per la parola culo)

La partenza da Rho Fiera è stata discretamente squallida. C'era anche vento. Al quarto chilometro eravamo ancora a Pero. Entri a Milano passando di fianco a un inceneritore. Quando sei sull'orlo del suicidio ti appare San Siro.

Non il santo. Lo stadio.

Al chilometro numero nove sento una voce alla mia destra:

"Settore!"

Minchia. Mi giro. Era M, me l'aveva promesso, anche se era in anticipo di  circa un chilometrino. E' vestito da fighetto, un incrocio tra Taxi Driver e Nick dei Jonas Brother. Lo saluto riconoscente, perchè non è da tutti stare lì a guardarsi alcune migliaia di persone sgambettare e cogliere il momento in cui passo io. Poi transito di fianco al nostro tempio, indi seguo il gruppo verso il centro città. Al 18mo c'è il mio fratello di maratone in borghese. Sono momenti di commozione e fratellanza podistica. Vado oltre, viaggio che è un piacere, passo alle mezza  (21,097 km) in 1h 44' (cioè, mica cazzi), volo verso il Duomo dove l'accoglienza è molto dolce, proseguo fino al 30mo come un metronomo. Con un metronomo.

No, questa ve lo devo spiegare.

Alle nove di mattina, alla partenza, in mezzo alla folla brulicante e orinante, mentre voi tutti pensavate alla Rometta e al 5-5-5, io trovavo uno che era stato con me a Tokyo. No, per dire, che combinazione. E questo  bello bello mi fa dopo i convenevoli: "Ti va se la facciamo insieme? Ho dimenticato a casa il Garmin".

Per dire: un podista che dimentica a casa il Garmin il giorno della maratona, non so, è come Zanetti che dimentica a casa la fascia da capitano il giorno di Inter-Barcellona.

Quindi lo eleggo a idolo personale almeno per la mattinata di domenica. Partiamo. Dopo un po' (diciamo dopo mezz'ora) lui mi fa: senti, proviamo a passare al 30simo in due ore e mezza, più o meno. Sapete in quanto siamo passati?

2h 30' 03".

A quel punto, di fronte all'evidenza che nemmeno Zichichi avrebbe fatto calcoli più precisi, vado di default verso l'arrivo Al 35mo ho un attacco di fame e di panico e dico all'amico milano-tokiese di andare avanti che io sono ufficialmente in crisi, tipo l'Inter. Mi avvento su qualsiasi cosa al ristoro, compreso un gel che mi salva la vita. Riprendo ad andare verso il traguardo, svuotato ma teso a fare il personale e ad abbattere il muro. Al 39mo, a sorpresa, ritrovo il mio fratellone. E qui accade una di quelle cose che solo i podisti possono capire. My marathon brother è in borghese. Cappottino, jeans, allstars. Io sono un po' in crisi. E allora lui si mette a correre con me. Passiamo davanti a due fotografi che ci scattano le foto: podista in tenuta da podista e uomo in cappotto e jeans, uno spettacolo secondo solo a Coppi e Bartali che si passano la borraccia. Passiamo il 40mo, mangio e bevo, Brotha mi porta quasi al 41mo incitandomi e io gli assicuro con un filo di voce: 'scolta, faccio il personale e sto sotto le 3h 40', don't worry.

Voi non potete capire come sono gli ultimi chilometri di una cazzo di culo di figa di maratona.

(ho usato volutamente le parole cazzo e culo, ma avrete notato come artatamente ho aggiunto la parola figa)

Fatto sta che arrivo, accenno a uno sprint, devo farcela devo farcela devo farcela, ce la faccio: 3h 39' 37".

Praticamente, per 3h 39' 37" non ho pensato all'Inter. Questo è culo, confermo.

 

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18/01/2010

LA JUVE

UNA QUESTIONE NAZIONALE

La Juve fa cagare, occhei, ma è anche stata oggettivamente colpita da una notevole serie di sfighe. Neanche nei peggiori incubi la simpatica società bianconera avrebbe mai immaginato di comprare in fretta e furia a metà settimana un attaccante di quarta fascia per fargli fare una partita da titolare con le valigie ancora da disfare al residence "Bella Vinovo". Detto questo, mi piacerebbe sapere cosa sta pensando Lippi di questa situazione. Perchè, mi piace ricordarlo (erano  alcuni anni che volevo scrivere "mi piace ricordarlo"), Lippi ha investito praticamente tutto sul blocco Juve e noi, allo stato attuale, rischiamo di andare ai Mondiali con sei-sette titolari appartenenti a un club che ha perso 7 delle prime 20 partite di campionato ed è uscito a calci in culo (quattro, per la precisione) dalla Champions.

Vabbe', il Mondiale non inizia dopodomani ma fra cinque mesi. E in cinque mesi non ho dubbi che gentaglia come Buffon, Marchisio o (rumore di tuoni) Cannavaro possa ritrovare una forma decorosa, così come (forse) Camoranesi possa riprendersi dall'infortunio. Diciamo che, personalmente, sarei un tantinello più preoccupato da altre situazioni. Tipo la continua insistenza sul considerare in rosa uno (Legrottaglie) che non gioca titolare nemmeno nella Juve-barzelletta degli ultimi quaranta giorni. Tipo la pervicace insistenza su uno (Grosso) che ha un rendimento da ex-giocatore. Tipo la fastidiosa pressione sul passaporto di uno (Amauri) che sta disputando il peggior campionato da quando è in Italia e che  quindi, voglio dire, potrebbe anche restarsene brasiliano. Peraltro, è da un po' di tempo che non se ne parla più: e non capisco se il motivo sia quello più logico (che abbiano lasciato perdere?) o, conoscendo Lippi, quello più realistico (meglio che non se ne parli, niente casini, procediamo).

Il Mondiale inizia tra cinque mesi, va bene, ma io oggi il blocco Juve non lo consiglierei nemmeno al mio peggior nemico.

"Che è la Juve, no?"

Già, è vero. Interessante.

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25/12/2009

PROSPETTIVE

BUON NATALE

Tanti auguri amici interisti, l'amore vince sempre sull'odio e noi della Juve promettiamo di farvi divertire tantissimo anche nel 2010.

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18/11/2009

AMAURI

SMETTETELA

Magari un giorno la faccio 'sta classifica: le cinque cose che mi hanno più rotto i coglioni nel 2009. Comunque fornisco volentieri un'anticipazione: una delle cinque è di sicuro la questione di Amauri, della sua cittadinanza italiana e del suo fottuto passaporto bipolare. A parte la durata di questa storia, ormai estenuante, è tutto ormai talmente intriso dell'arroganza della gestione lippiana da diventare una faccenda estremamente fastidiosa.

Ma chi cazzo è Amauri?

Voglio dire: è un Rooney, è un Messi, è un Cristiano Ronaldo? Perchè nell'ultimo anno e mezzo mi è toccato vedere (giusto un'occhiata: di leggere oltre mi sono rotto la minchia) titoli su titoli sull'iter della cittadinanza italiana di questo giocatore di pallone, come se la qualità intrinseca della spedizione italiana ai Mondiali in Sudafrica dipendesse esclusivamente dalla presenza o meno di Amauri?

Amauri è Cassano letto al contrario. Lippi non convocherà mai Cassano neanche se gli estirpassero una palla con una pinza da carpentiere. Non lo convocherà di fronte a nessuna risultanza: se sarà capocannoniere, se farà due assist a partita, se la Samp vincerà il campionato. Non lo farà - al di là delle convinzioni personali e tecniche, che sono legittime, le sua tanto quanto le nostre e dell'Italia intera - perchè gli hanno troppo rotto le scatole e piuttosto che cedere, fare un passo indietro, ripensarci, beh, farebbe qualsiasi cosa. Amauri, invece, sarà convocato, ma in virtù stesso procedimento logico e psicopatologico: gli hanno talmente rotto le palle su Amauri, e lui ha evidentemente dato il suo placet e si è così tante volte esposto nel frattempo su questa operazione giuridico-sportiva, che non farà alcun passo indietro e lo porterà a forza, forse anche se il giocatore - per assurdo - rifiutasse. Cassano a casa, Amauri in Sudafrica. E tra quelli che rimarranno a casa possiamo già aggiungere Supermario, un Cassano nero, ugualmente rompicazzo e inaffidabile (a livello di gruppo e di individuo). Che siano molto forti e in grado (forse i due italiani più in grado in assoluto) di risolverti la partita, questo non conta. Sebbene in una competizione come i Mondiali (gironcino insidioso, poi partite secche), avere un jolly (e noi ne avremmo addirittura due) sarebbe manna, noi non porteremo jolly.

Ma invece avremo Amauri.

Sia chiaro: non è mica scarso, anzi. Quando è in forma, poi, è uno che indubbiamente la mette. E mi piace la qualità dei suoi gol: alla Juve ancora non tanto e non tanti, per fortuna, ma altrove ne ha fatti di bellissimi. Poi capita (proprio mentre ci si sbatte per fargli avere il passaporto) che non segni per nove mesi. E vabbe', capita, anche ai migliori.

Ma tutta 'sta mobilitazione per Amauri ha un senso? Se non è Ronaldo, Messi o Rooney - e siamo d'accordo che non lo è - perchè tutta questa forzatura? E' davvero un pezzo unico e irrinunciabile? Siamo così messi male che non c'è uno meglio di Amauri?
Andremo in Sudafrica con metà della rosa (metà della rosa, sottolineo) di reduci berlinesi. Quindi con max una dozzina di nomi nuovi rispetto a quattro anni prima. In quattro anni non abbiamo trovato uno come o meglio di Amauri? Debbo confessare che lo sfogo di Pavel Pazzini non mi sembra così fuori registro. Pazzini nell'ultimo anno la mette più di Amauri, è punta centrale, ottimo in acrobazia, splendido del rotolare in area all'occorrenza (ai Mondiali serve sempre uno così): perchè rischia di rimanere a casa, mentre la burocrazia sportiva italiana spinge Amauri?
Lippi se ne fotte di noi. Se ne fotte di Cassano, di Balotelli, delle proteste, delle domande dei giornalisti, dell'opinione pubblica, degli altri 60 milioni di cittì. L'operazione Amauri è concettualmente arrogante come Lippi. E Lippi ha una sola soluzione davanti per giustificare la sua condotta: vincere il Mondiale. Se lo farà, scenderemo tutti in piazza a fare casino e lui diventerà senatore a vita. Ma se non lo farà, un'enorme pernacchia lo seguirà nel tragitto dalla Federazione alla Juve, un percorso già preparato nei minimi particolari. Compreso quello di convocare in Nazionale tutti i suoi futuri giocatori, tra cui un brasiliano.
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21/07/2009

VICENZA-JUVE

AMICHEVOLMENTE

(...) Al 18' Amauri insegue un avversario, Di Cesare, lo colpisce due volte alla schiena e l'arbitro lo espelle. Poi la sua sfuriata prosegue tanto che Del Piero e Cannavaro lo devono fermare e quando esce dal campo il brasiliano ancora infuriato mostra il dito. (...)

(Vicenza-Juventus 1-1, amichevole precampionato, 21 luglio)

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