Blog ufficiale di Virgilio

28/10/2011

BALOTELLI

SEI PERSONAGGI IN CERCA DI MARIO

(breve riduzione teatrale di un interessante articolo comparso ieri sulla Gazza a pag. 24) (tutto vero)

(città industriale dell'Inghilterra, sobborgo figo periferia sud. In un salotto ci sono un ragazzo, una ragazza e la madre del ragazzo)

Mamma di Balotelli: Mario, questa casa è un troiaio. Mi vai a comprare un ferro da stiro, un'asse da stiro e due o tre prodotti per la casa?

Balotelli: che rottura di coglioni mamma. Raffa, andiamo?

Raffaela Fico: uau.

(centro commerciale John Lewis, folla di clienti, sfavillio di luci)

Balotelli: guarda che figata Rafa, c'è il mimo.

Raffaella Fico: uau.

Balotelli: dai, facciamo una foto con il mimo?

Raffaella Fico: uau.

Balotelli (rivolto a un altro mimo): capo, teik a fotos of mi end mai gorls uit de mimo?

Altro mimo: Of course Mario.

Balotelli: tenchiu (gli allunga una banconota da 20 sterline)

Altro mimo: cheeeeeese

Balotelli: cheeeeese

Raffaella Fico: uau.

Balotelli: occhei. Dai Raffa, andiamo a fare 'sta spesa della minchia.

(sobborgo figo periferia sud, marciapiede davanti a casa Balotelli)

mamma di Balotelli: uffa Mario, non arrivavi più.

Balotelli: scusa mà, ho fatto un po' di spesa (indica un furgone che sta posteggiando)

mamma di Balotelli: che roba l'è?

Balotelli: la spesa, in macchina non ci stava

(l'autista scende)

Autista: Where, Mario?

Balotelli: niar de sters, tenchiu

(l'autista comincia a scaricare: due scooter, un trampolino, un tavolo da ping pong e un'auto radiocomandata Scalextric)

Balotelli: che figata, vero Raffa?

Raffaella Fico: uau.

Mamma di Balotelli: scusa, e l'asse da stiro, il ferro da stiro e il Vetril?

Balotelli: o figa mà, mi sono dimenticato.

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22/12/2010

SUPERMARIO

A PARTE MESSI

"Voglio essere il migliore giocatore del mondo. E' giusto avere ambizioni. Ho detto in passato che non mi interessa quello che gli altri vogliono o si aspettano da me, perche' io so quello che voglio. Daro' tutto perche' voglio diventare il migliore. Questo e' il mio obiettivo e sono determinato a farlo accadere. Sono davvero felice di aver vinto il Golden Boy 2010, ma chi altro doveva vincerlo se non io? Due anni fa ho concluso al sesto posto e nel 2009 al quarto posto. Ora era il mio turno. Ora il mio obiettivo e' vincere il Pallone d'Oro senza limiti di eta'. Ora sono un candidato per questo. C'e' solo un giocatore che e' un po' piu' forte di me, Messi, tutti gli altri sono dietro di me. Ora voglio vincere la Premier League e continuare la tradizione dopo gli ultimi due scudetti all'Inter, quindi l'Europa League, un trofeo che non ho mai vinto e dove veramente ci vedono come i favoriti. Ibra mi vuole al Milan? Lo so, lo so e adesso dico a Ibra che un giorno saro' in grado di indossare la maglia rossonera".

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06/10/2010

E' CRISI INTER

DELAY

Certo che poi andiamo male. Come Italia, dico. Per sostituire un ministro con il viceministro (che fantasia, e che faccia di merda) ci voglio cinque mesi e rotti. Per decidere se deferire un giocatore per un gestaccio in campo (che palle) ce ne vogliono cinque esatti. E anche noi - come Inter, dico - rischiamo di fare un paio di cose con eccessivo ritardo (alla fine, guarda un po', saranno più o meno cinque mesi), sperando di non doverle pagare troppo.

Ho deciso che è inutile farsi seghe sui presunti problemi da appagamento post-triplete o da cambio dell'allenatore. Sono situazioni latenti che produranno effetti per un tempo ancora indeterminato. E comunque cosa possiamo farci? Sì, la scorsa stagione abbiamo vinto tutto. Sì, l'allenatore è cambiato. E allora? Fatevene una ragione (no, lo dico ai nostri amici multimilionari con la maglietta seghettata), magari senza fare scenate da sindrome premestruale in favore di telecamere.

Diciamo che quella, più o meno, è la parte soggettiva del problema, che andrà risolta essenzialmente con la testa. Poi ci sono almeno un paio di elementi oggettivi. Due vuoti palpabili che si sono creati per errori di strategia.

Uno, non so se risolvibile, riguarda Oriali. Oriali è stato sostituito? Boh. Io Carboni non l'ho manco visto in foto. E l'altro dell'area team manager è un ex dell'ufficio stampa (perché non hanno chiamato me? Mi sarei accontentato della metà e poi vi avrei scritto un sacco di post dalla panchina durante le partite, figata). Quindi mi rispondo: no, Oriali non è stato sostituito. Sì, certo, il suo posto in organico sarà stato di sicuro coperto. Ma non il suo ruolo di sostanza, di carisma, di esperienza e di interitudine. Ho ragione di credere che con qualche bel vaffanculo il Lele avrebbe risolto i casi Chivu, Maicon, Milito, Muntari and so on. In un momento storico in cui l'apparato tecnico ha problemi di credibilità e di autorevolezza, un mediano come Oriali sarebbe andato benissimo per gestire la fase di transizione. E vabbe', questa è andata.

Il secondo errore riguarda Balotelli. Non Balotelli in quanto Balotelli, che è stato giusto cedere (non voglio pensare a quali casini ci avrebbe creato, non se ne poteva più). Ma Balotelli in quanto uomo in grado di cambiare la partita. Per tre stagioni abbiamo avuto a disposizione un giocatore che, per definizione, sparigliava l'ordine delle cose. Anche le altre squadre erano costrette a riconoscerlo: l'entrata in campo di Balotelli (a volte inutile se non dannosa, ma spesso produttiva di un qualcosa, qualunque cosa fosse) era un problema. Ecco, che si chiami Balotelli o Pincopallo, oggi uno così non ce l'abbia proprio. Manca, non esiste. Non lo possono essere Coutinho e Biabany. Non ancora, diciamolo per incoraggiamento. Oggi non garantiscono un impatto - di fisico e di pericolisità intrinseca - che Supermario dava di default.

Ripeto, possiamo farci segoni su quanto ci manca il Mou e quanta fame abbiamo o non abbiamo. Ma il fatto che ci sia questo buco d'organico, al netto degli infortuni e dei problemi di forma, mi sembra ineluttabile. L'ho già detto e lo ripeto: quando manca mezz'ora e la partita non va come dovrebbe, mi viene ancora da dire "metti Mario". Non abbiamo un Mario concettuale, this is the question. Ci lamentiamo se Benny Benitez toglie Milito e mette Muntari, lesa maestà al 5-5-5 di Mourinho. Non è che sia un catenacciaro: semplicemente, gli manca un giocatore da mettere.

Se Thiago torna very fit e se Santon è quello visto negli spiragli di partita con la Juve, sono straconvinto che la rosa rimanga assolutamente competitiva in Italia e anche altrove. Sì, vabbe', un bel centrocampista giovane e talentuoso non mi farebbe schifo. Ma è qualcos'altro che ci manca hic et nunc. Manca - e qui concludo - (erano anni che sognavo di dire "e qui concludo") (ma anche "hic et nunc") un giocatore d'attacco che faccia cagare addosso le difese avversarie quando lo metti, così come succedeva con Mario. Un giocatore che deve essere fisicamente diverso da Eto'o, Milito e Pandev. Un giocatore imponente, tenendo conto che i peperini li abbiamo già.

Quindi questa è la mia richiesta: Massimo, anche se con cinque mesi di ritardo, a gennaio prendicene uno.

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13/08/2010

BALOTELLI IS GONE

BYE BYE BABY

La prostituzione intellettuale postuma si esprime nei piagnistei di oggi, insopportabili. Quando ci facevano notare che non avevamo italiani noi dicevamo "E Balotelli cos'è?" e loro ci guardavano un po' così, come se tutti fossero abbastanza concordi nel sostenere che occhei, va bene tutto, ma non esistono italiani così negri, dai, diciamolo. E adesso che sta facendo le visite mediche a Manchester sono tutti lì che frignano per l'Italia che lascia partire il suo miglior talento (ma non era negro? non era stupido? non era pompato? non era coglione?) e si danno di gomito nel dire che 28 milioni di euro uno così è regalato, e l'Inter si fotta.

Balotelli non poteva rimanere, questo lo sappiamo da Inter-Barcellona. E non voleva rimanere a vita, questo lo sapevamo anche da un po' prima. Più che con i tifosi e i tifosotti, gente che alla fine lascia parlare la pancia più che il cervello, l'incompatibilità totale era con la squadra, ed era un problema serio. Anche negli ultimi giorni la cosa è apparsa chiarissima: tutti a scongiurare Maicon di rimanere, silenzio totale su Mario. Non a caso Materazzi parla a cose fatte: ci indeboliamo, ma vabbe', good luck. Non l'avrebbe mai detto fino a ieri, l'ha detto quando Supermario aveva già il sedere appoggiato sull'aereo seduto vicino al pizzaiolo.

Nella mia fase epicurea, mi beo del fatto che uno dei nostri ennesimi casini seriali si risolva con molto anticipo rispetto ai tempi consueti (vedi Adriano). Non ce l'avrei fatta a sopportare un altro anno di provocazioni e riappacificazioni, musi lunghi e mezze interviste. Bye bye Mario, è stato bello finché è durato. Ti dobbiamo moralmente lo scudo 2008, quando tu ancora bambino ci tirasti fuori dalla palta mentre il tuo allenatore era già dimissionato e i tuoi compagni (privi di Ibra fino agli ultimi 45') in preda a un discreto panico. Per il resto è stata una storia un po' così, sincopata, fatta di grandi slanci di affetto e ammirazioni ed enormi pulsioni a prenderti a calci in culo. Una storia che finisce così, velocemente,  quasi senza titoli di coda, come in fondo mi piace. Tolto il dente, tolto il dolore, puff. Domani avrai una maglia azzurro chiaro e il cordone ombelicale sarà tranciato del tutto. Vedremo se ci sarà da pentirsi o da considerare quei 28 milioni un regalo troppo frettoloso. Finisce senza botti e senza saluti, un po' sottotraccia. In fondo ieri sera eri a cena con Miss Reggio Emilia. Sembra una battuta di Gene Gnocchi, invece è tutto vero. Miss Reggio Emilia, roba da matti.

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29/07/2010

MERCATO

VENDO

Società del settore spettacolo e customer satisfaction, con sede in Milano e succursale in Appiano Gentile (Co), cede due talenti non indispensabili, buono stato di salute, recente tagliando, garanzia illimitata, causa acquisto nuovi modelli. Referenze e dvd su richiesta. Inviare offerte in sede (rif. Massimo). Astenersi perditempo.

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20/07/2010

COME MARIO

EMULAZIONE

Oggi faccio come Balotelli.

"Entri nella scuderia Raiola?"

No.

"Chiedi di essere ceduto?"

No.

"Fai il pistolero in centro?"

No.

"Vai al Manchester City?"

No.

"United?"

No.

"Butti la maglia per terra?"

No.

"Compri una macchina vistosa?"

No.

"Ti iscrivi all'università?"

No.

"Non torni a difendere?"

No.

"Mandi affanculo i tifosi?"

No.

"Tifi Milan?"

No.

"Crei casini?"

No.

"Provochi?"

No.

"Stracci la tessera dell'Aic?"

No.

"Vai all'Hollywood?"

No.

"Vai a Gardaland?"

No comment.

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(nella foto, io e Benitez l'anno scorso sui tronchi)

 

13/07/2010

TWITTING FROM VILLAGE

IL TURISTOTTO

Il villaggio ha dei vantaggi e degli svantaggi. Svantaggi: tutti. Vantaggi: nessuno, tranne che arrivano i giornali la mattina presto e che mangi come un bue (vedi anche voce: svantaggi) (praticamente l'unico vantaggio riguarda i giornali). In vacanza lontano da casa, benchè senza avere cambiato nazione, la lettura delle notizie avviene attraverso un'angolazione diversa, come se arrivassero da chissà dove. Così leggo con apprensione che sul nostro governo sta franando merda, e siccome anche Bertolaso è inguaiato non saprei proprio chi possa intervenire. Sono pagine che salto quattro a quattro, perché la mia attenzione di turistotto (la declinazione estiva del tifosotto) si rivolge alle pagine sportive. Apprendo così con sconcerto che:

a) il polpo ha sei mesi di vita

b) nella Germania erano tutti froci

c) ad Appiano Gentile non funziona l'aria condizionata

d) nel Polesine arrivavano con le piene del Po delle strane patate nere, che in realtà erano tartufi e che per secoli gli abitanti del Polesine hanno scambiato per patate nere (no, questa non era sul giornale. Era un servizio di 5 minuti del Tg1 dopo veloci reportage su centinaia di arresti, omicidi-suicidi, caldo canicolare e non un cenno alla mafia governativa)

Ma la cosa che mi ha sconvolto di più, e che mi ha tolto quel residuo di serenità che un turistotto può ancora conservare mentre, intorno a immensi buffet, contende pranzi e cene a orde di gente rozza

(il turistame: no, lo preciso, perché mi raccontano di discussioni assurde) (sospiro)

la cosa che mi ha sconvolto di più, dicevo, è che

e) Balotelli non ha rinnovato la tessera dell'Aic.

Quando esci dal sindacato, di solito è per risparmiare il costo di iscrizione. Però non puoi ammettere a te stesso che lo fai per questo, nè puoi dirlo agli altri che pensavano tu lo facessi con coscienza civica e spirito corporativo. Per cui avanzi questioni di principio. Balotelli (o meglio, il suo puparo) dice che l'Aic non tutela abbastanza i giocatori extracomunitari.

But, who cares?

E che gliene frega a Mario, poi? E quanto costava la tessera dell'Aic? 50 euro o 50mila, in ossequio alla proporzione sugli stipendi? E a quali benefit dava diritto? Sconto dello 0,5% sul tagliando dalla Bentley? Se il buongiorno si vede dal mattino, il 13 luglio siamo già alle prese con le strampalate imprese del magico duo, il Ciulatore e il Pizzaiolo, e si annuncia un'estate torrida. Il Tg1 informa a proposito che bisogna bere molto, evitare di uscire nelle ore più calde, mangiare molta frutta e verdura.

Sempre il Tg1, comunque, mi informa che uno che è mio amico su Facebook è indagato. Voi ce lo avete su Facebook un amico indagato? No? Sfigati.

08/06/2010

ELIANA

RAGAZZE D'OGGI

Eliana Cartella, 20 anni. Internet

(da gazzetta.it) Punti in comune, proprio non ne hanno. Renzo Bossi dice che al Mondiale non tiferà Italia, Mario Balotelli avrebbe fatto carte false pur di partire per il Sudafrica; Bossi jr - come il papà - di professione fa il politico, mentre Mario è un calciatore alla ricerca della definitiva consacrazione. Cosa c'entra allora Eliana Cartella? La 20enne biondina di Castel Mella, in provincia di Brescia, sembra averla combinata grossa. A svelare i particolari dell'insolita e doppia amicizia, è il settimanale Vanity Fair. "Sono entrambi amici, non sto con nessuno". Ma poi la giovane barista, aspirante modella, precisa: "Mario l'ho conosciuto in discoteca a Brescia, quasi tre anni fa. Giocava nell’Inter da poco e, quando ha segnato il suo primo gol contro la Juve, siamo usciti a festeggiare. Ci sentiamo sporadicamente, via sms. E ogni tanto ci si vede a Brescia. Sempre in compagnia". Un mese fa le foto di una rivista di gossip li ha messi in imbarazzo: "Non ci vedevamo da un po’, abbiamo fatto una passeggiata nel parco sotto casa". Ma alla domanda se Balotelli ci abbia mai provato, lei si trincera dietro un secco: "No comment". Renzo Bossi, invece, sarebbe più romantico. "Mi ha spedito un mazzo di rose rosse al bar dove lavoro con i miei. Mi ha fatto trovare un braccialetto dentro l’uovo di Pasqua. E mi riempiva di messaggini". E quando ha visto le sue foto insieme a Balotelli si è infuriato? "A me Renzo non ha mai detto che eravamo fidanzati: siamo sempre usciti in compagnia. Poi mi ha scritto: 'O scegli me o scegli quel mondo lì'. Intendendo quello dei giornali, dei famosi, della moda". E lei che cosa ha scelto? "Non ho ancora risposto". Eliana, infine, dà i voti: "Di Mario preferisco i muscoli, di Renzo il sorriso e che ti parla guardandoti negli occhi. Renzo è più intelligente, si merita un bel 9. Ha solo 21 anni, ma per fare quel lavoro deve studiare. A Mario do 7 perché lui le cose le sa, ma a volte fa finta di niente. Poi nei messaggi non mette mai la punteggiatura e non si capisce niente". Chi la fa ridere di più? "Con Renzo sono più me stessa. Con Mario si ride meno, è più tenebroso". Un pregio e un difetto? "Mario è dispettoso. Renzo parla troppo". Alla fine chi preferisce? "Per la bellezza Mario, per il carattere Renzo. Però la bellezza passa, il carattere no".

TRADUZIONE DI SETTORE

Preferirei la Trota, ma Mario ha un sacco di soldi. Trombo con entrambi, sporadicamente. E' vietato? Trombare, dico.

09/05/2010

INTER-CHIEVO 4-3

DA QUI IN POI SONO TUTTE FINALI

Dopo anni e anni di attesa, posso anch'io pronunciare impunemente questa frase. Che è una delle più banali dell'universo, quando la senti pronunciare da calciatori disperati e privi di spirito, gente che magari non è mai stata in finale e allora si crea le sue finali fake, una pena semantica. Ma ogni tanto diventa assolutamente veritiera. Perché questo succeda, bisogna tifare per una squadra come l'Inter di quest'anno, una squadra fantastica. Prima di Roma-Inter avrei potuto dire "da qui in poi sono tre finali su quattro", ma non suonava bene. Ora sì, non c'è scampo: da qui in poi sono tutte finali.

Il fanciullino che è in me ha vissuto oggi sugli spalti dieci minuti di fregola estatica, dalla notizia del vantaggio del Cagliari a quella del raddoppio del Pupone, che oggi ha benedetto i bambini in campo come Giovanni XXIII. Dieci minuti bellissimi e irragionevoli, alla ricerca del by-pass per un sogno, in cui urlavo cose senza senso (no, non è vero: avevano un senso). Niente, ce lo dovremo sudare fino all'ultimo secondo. Da qui in poi sono tutte finali (adesso mi sfogo con questa frase del menga, prima che torni repertorio di gente che si gioca il sesto e il settimo posto). Un pomeriggio iniziato con il sole e finito nell'acquazzone, iniziato nella speranza e finito con il broncio di un bambino a cui hanno tolto il pallone. "Te lo ridò domenica prossima". E vabbe'. Per la prima volta dopo settimane dovremo attendere sette giorni per la prossima partita, e mi sembra un'eternità.

In realtà ne ho bisogno. Di una pausa, dico. Sono stanco, è come se avessi i crampi. Questo finale, più che travolgente, è stravolgente in tutti i sensi. Ho visto che Mourinho farà allenare la squadra soltanto un giorno la settimana prossima. Fa bene. Siamo stanchi tutti, eccitati e stanchi. Sugli spalti girano cifre sempre più improponibili per Madrid. Sentivo montare l'ansia e allora, siccome ero al primo rosso , ho deciso di recarmi in balaustra dove ho trovato ovviamente Antonino e il Principe, che andranno in Spagna a tutti i costi. Poi incontro Alessio di Mestre. Anzi, è lui che vede me, mi riconosce e mi chiama (non ci eravamo mai visti, obviously). Questa cosa che in mezzo a ottantamila c'è sempre uno che mi riconosce mi sta inquietando un casino. E poi Antonio di Vicenza. Anche questa cosa è curiosa. Inter-Cska, primo arancio: mi giro e lui è seduto quattro file dietro. Inter-Atalanta, primo blu: sono ancora fuori, giro tra le bancarelle e lo vedo. Poi  entro, vado all'Inter-Store e lo rivedo. Inter-Chievo, primo rosso: esco tra un milione di persone, giro l'angolo e lo trovo tra la gente che sfolla. Tutto questo porta bene, ma siamo ormai a livelli di David Copperfield. La prossima volta non so cosa potrà accadere: magari mi venderà un cornetto travestito da venditore di cornetti.

E poi: che gol ha fatto Milito? Ho deciso che chiederò la sua mano alla moglie. Poi fuggirò con lui, Ibra e Piquè in un'isola deserta ma attrezzata con bagni turchi, manicure e Sky Hd. Ma prima gli lascio finire con tranquillità la stagione, ché da qui in poi sono tutte finali.

 

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08/05/2010

QUALCOSA-DAY

DIFFERENZE

Domani Totty-day: i tifosi della Roma si presenteranno allo stadio indossando la maglia numero 10 del capitano

Domani Balotelli-day: i tifosi dell'Inter si presenteranno allo stadio con un amico corpulento e buttando per terra la maglia numero 45 di Supermario

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