15/03/2010

FUORI UNO

STAY TUNED

Mourinho che lascia a casa Balotelli e, dopo la squalifica, torna a parlare a Londra chez Chelsea. Ore 18 local time, le 19 in Italy. Nessuno ha delle conferenze stampa come le nostre, nessuno.

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11/03/2010

GLI AMICI DI MARIO

COMINCIO A CAPIRE

(Corrado Balotelli, dichiarazione all'Ansa, oggi)

"Fino ad oggi la famiglia non ha mai reagito alle cose che ha dovuto sentire. Ora pero' si e' superata la misura. Basta mettere Mario in mezzo a beghe da condominio alle quali lui e' estraneo! L'entourage di Balotelli non piace a qualcuno? E' un problema loro, a noi non interessa. Ci interessa solo il bene di Mario e lui e' piu' che soddisfatto e orgoglioso di avere un team di professionisti che lo seguono per fargli avere il meglio e il cui lavoro e' unanimemente apprezzato non solo in Italia, ma anche a livello internazionale. Sia chiaro a tutti che la famiglia gli sara' sempre accanto, ma poiche' noi fratelli abbiamo le nostre professioni (io e Giovanni abbiamo una nostra societa' di pannelli fotovoltaici, Cristina fa la giornalista), ci avvaliamo di un team di esperti dei quali Mario e' molto contento. Sul piano del mercato e' assistito dall'agente Mino Raiola, sul piano legale dall'avvocato Vittorio Rigo".

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08/03/2010

DOPO INTER-GENOA

ASSOLUTO E RELATIVO

Del campionato non mi preoccupa l'assoluto, ma il relativo (abbastanza, debbo dire). Mi spiego. Non mi preoccupa tanto questo nostro  girone di ritorno (8 partite, 3 vittorie e 5 pareggi, media Europa League) se scopro che il Milan ci ha rosicchiato un punto solo (la Roma sei, ma all'ultima d'andata era a meno 13, distanza siderale). Mi preoccupa invece questo girone di ritorno letto relativamente all'Inter, in chiave interna: mi preoccupano i tre 0-0 nelle ultime quattro partite di una squadra che prima viaggiava a quasi tre gol di media. Mi preoccupa (capisci ammè, ora qui dovrei autocitarmi) la partita di ieri sera in quanto normale: non è che ora, per giocare come davvero sappiamo fare, abbiamo bisogno di farci buttare fuori due giocatori o farci fischiare due rigori contro in cinque minuti o farci violentare da qualche arbitro presunto cospiratore?

Ecco, letta così - relativamente, appunto - la storia del girone di ritorno diventa un filo più inquietante. Abbiamo bisogno di emozioni forti e/o situazioni estreme (giocare in nove, avere Thiago Motta centrale di difesa) per tirare fuori i coglioni e decidere di vincere (perchè se decidiamo di vincere, noi vinciamo)? Non essendo successo niente di particolarmente scabroso nè a Parma, per esempio, nè ieri sera, allora stiamo una tacca sotto? Non sarei così preoccupato se - come può capitare, per carità - ieri sera avessimo prodotto dieci palle gol e Amelia, pali, traverse, zolle, stinchi, sfiga o imperizia ci avessero impedito di trasformare le solite due o tre. Ieri sera, purtroppo, di occasioni ne abbiamo create una miseria, nonostante il 5-5-5 finale e un secondo tempo giocato comunque un po' più fattivamente del primo. Quelli alzavano il muro e noi rimbalzavamo. Poco estetico.

Abbiamo il Chelsea in testa? Può darsi. Anzi, lo spero. A differenza delle ultime eliminazioni, abbiamo giocato un'andata degli ottavi che ci mette in condizioni di sperare legittimamente nel passaggio del turno, avendo dimostrato di crederci parecchio. Sarebbe un peccato non giocarsela fino all'ultima stilla di sudore, e quindi io spero che i nostri abbiano in testa il Chelsea, da Julio fino a Orlandoni. Però mi spiace essere catturato da questa impressione, che è un po' figlia di quella sindrome da accerchiamento che io non vorrei proprio vedere, mai, in una squadra che è prima in classifica da quattro anni. Se non ci accerchiano, allora non ci incazziamo? Se non ci accerchiano, ci annoiamo? Se non ci accerchiano, nelle prossime tre trasferte (Catania, Palermo, Roma, tre fra le cinque squadre più in forma del campionato) puntiamo allo 0-0?

Un pensierino anche per Supermario. Al culmine della settimana in cui, dopo mesi e mesi di insulti, sfiora la beatificazione (anche la Lega lo vuole in Nazionale, rob de matt), lui - aveva la febbre? e allora perché giocava? - ha trascorso la partita a cadere di peso al minimo contrasto, e a volte neanche per quello. Non è così che si diventa simpatici.

 

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02/03/2010

I PROBABILI

L'HIPPIE

La teoria del gruppo non è un'esclusiva del simpatico diportista viareggino, e peraltro non è sostanzialmente una cazzata. Anzi, ha un suo preciso fondamento: se io devo fare una cosa importante mi voglio circondare di persone di cui mi fido, che non devono essere necessariamente le migliori in assoluto ma che io ritengo le migliori (le più affidabili) per quello scopo lì. Ora, avendo davanti la tabella che ha pubblicato stamattina "Repubblica", come non farsi venire qualche dubbio sul gruppo, più che sulla teoria?

I 17 sicuri del posto sarebbero i 3 portieri (Buffon, Marchetti e De Sanctis), 5 difensori su 8 (Zambrotta, Cannavaro, Chiellini, Grosso, Legrottaglie), 6 centrocampisti su 7 (De Rossi, Gattuso, Pirlo, Palombo, Marchisio, Camoranesi) e e 3 attaccanti su 5 (Gilardino, Di Natale, Iaquinta).

Questo è il gruppo di Lippi? Nel rilevare la presenza di otto juventini nella stagione più nera della Juve da  Maifredi ai giorni nostri, rilevo cose anche più preoccupanti: ci sono tre lungodegenti (Iaquinta, fuori da ottobre, Zambrotta e Camoranesi), due non-titolari (Legrottaglie e Gattuso) e due giuocatori (Cannavaro e Grosso) protagonisti di una stagione agghiacciante. In più mi si dice che sicuro del posto sarebbe un attaccante bravo e prolifico finchè si vuole ma - secondo me - poco presentabile ai massimi livelli (Di Natale). Tolti i tre portieri, insomma, anche un giuggiolone come me si trova ad avere qualcosa da ridire pesantemente su 8 azzurri su 14. Quelli sicuri, eh?

Veniamo ai probabili. Sempre secondo "Repubblica", a giocarsi i tre posti da difensori sarebbero Maggio, Cassani, Criscito, Dossena, Bonucci e Bonera (c'è Bonera e non Santon, tanto per dire). Per l'ultimo posto da centrocampista se la dovrebbero giocare Montolivo, Candreva e Perrotta. E infine per gli ultimi due posti da attaccanti sarebbero in lizza tre punte di manovra (Totti, Pepe, Cossu - che domani gioca contro il Camerun - e Giuseppe Rossi) e cinque prime punte (Amauri, Borriello, Pazzini, Toni e Quagliarella).

Complessivamente siamo messi maluccio, ma questi sono cazzi di Lippi e della sua teoria del gruppo. Ma per quale ragione, stando così le cose, non dovrebbe avere una chance da giocarsi anche Supermario? Perchè Amauri, Pazzini, Toni, Quagliarella e l'infortunatissimo Iaquinta sono sicuri del posto o ci possono sperare, e Balotelli no?

Io sono d'accordo sull'importanza del gruppo. Ma come ci si entra? Oppure: perchè si sta fuori? Se dovesse recuperare Toni, Totti e Perrotta, Lippi porterebbe in Sudafrica più della metà della rosa che aveva in Germania. In quattro anni l'Italia avrebbe espresso solo dieci novità, tra cui due portieri e almeno quattro-cinque riserve da ultima scelta. Mica male. Allora, come si fa a entrare nel gruppo? Per esempio: se non basta essere fortissimo e segnare sette gol non giocando sempre perchè si hanno davanti Eto'o e Milito (e Pandev) e tirare i calci piazzati e fare a sportellate eccetera eccetera, cosa serve per essere ammessi?

Non ho nulla contro Pepe, ma una Nazionale che da anni non riesce a fare a meno di Pepe è una Nazionale più che mediocre. Lippi convoca Pepe perchè gli serve uno sulla destra che fa quello che gli dice lui: questa è la teoria del gruppo. Ma io, se fossi Lippi, mi circonderei di una quota-gruppo (chessò, anche 19-20 su 23) e convocherei però qualche mina vagante, qualcuno forte, qualcuno di prospettiva (sennò il suo gruppo a luglio quanto varrà?), qualcuno che mi spariglia le carte, mi può risolvere le cose, con la faccia di tolla, uno - tra l'altro - abituato a entrare a partita in corsa. Cassano forse è irrecuperabile alla teoria del gruppo, ma uno di neanche vent'anni magari lo tiri su in un altro modo, anche se promette male. La lista dei 35 va consegnata a maggio, e quindi nel frattempo magari resuscita Iaquinta, Grosso riesce a fare un cross e io mi convinco della forza del gruppo. Ma se ci sarà Pepe e non Balotelli avrò bisogno del sostegno di un sociologo. Uno bravo.

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10/02/2010

PARMA-INTER

FUORI DALLA CRISI

Vabbe' dai, mossa la classifica, un brodino, pfiuuuuuu.

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28/01/2010

INTER-JUVENTUS 2-1

A NOI CI PIACE RIMONTARE

E ALLORA?

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27/01/2010

THE MASK

BALOTAZZI

(OVVERO: LE FAMIGLIE ALLO STADIO)

Vedi sotto, e sotto, e sotto ancora: rebus sic stantibus

(ora voi ditemi quanti altri blog usano formule come "cazzo" o "rebus sic stantibus")

l'ammonizione di Materazzi per la faccenda della maschera è giusta. Ed è, nel contempo, la cartina di tornasole di una serie di assurdità concettuali e sostanziali che gravano sul nostro calcio. Materazzi stesso è un Balotelli al cubo, quanto a rapporto tra tra ciò che si deve sopportare e ciò che si è costretti a pagare. A parte il colorito caucasico, è uno che potrà raccontare di essere stato insultato pesantemente e puntualmente - e impunemente - per almeno un decennio, e di essere stato punito per avere indossato una maschera sorridente. Anche questo rientrerà nella galleria dei racconti che farà ai nipotini, tutti tatuatissimi e tutti riuniti intorno a un camino, nelle serate d'inverno, prima di appicciare la pleistescion o scai: "Dai nonno, raccontami di quella volta che ti hanno preso a craniate nello sterno e ti hanno dato due giornate". "Sì sì sì sì" (in coro).

Le regole ci sono e vanno rispettate. Però si possono criticare, o applicare in maniera più interpretativa, oppure togliere, o almeno correggere. Penso sempre alla stronzata (sacrosanta, eppure grottesca) (rebus sic stantibus) delle famiglie allo stadio. Certo, sarebbe bellissimo. Però  offrendogli cosa? Perchè ci si accorge in fretta che i festeggiamenti sono sanzionati più severamente degli insulti, e cosa raccontiamo alle famigliole? Perchè ammonire uno che festeggia il gol e si toglie la maglia? La partita non deve essere una festa? E allora si festeggi, e che cazzo. Il limite sarà semmai quello di togliersi le mutande. Ma perchè castrare un festeggiamento? L'arbitro ha il potere di recuperare tutto il tempo che vuole. Facciamo che si festeggia un minuto, toh. Ma la maglia, dai, e chi se ne frega. Se fosse rimasto in Italia, un giorno avrebbero sanzionato le capriole di Oba Oba.

Insomma, è una bella assurdità. Ammonito chi si toglie la maglia, ammonito chi si mette la maschera di Berlusconi (a partita finita, specifichiamo). Una pacca sulla spalla al suonatore di bonghi che falcia da dietro un connazionale. che se ne va palla al piede. "Papà, papà, ma non era da ammonire?" "Ehm, mangia i Cipster che poi ti spiego". E tutto ciò mentre le famigliole si godono i bei cori sui figli di e sui negri italiani, gratis. "Papà, cosa vuol dire puttana?" "Ehm, vuoi un cornetto Algida?"

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20/01/2010

STOP RACISM

SORVEGLIATI SPECIALI

drughi.jpg(ANSA) - ROMA - La chiusura delle curve e il divieto di trasferta per gli ultra’: sono le misure che potranno essere adottate nei confronti dei tifosi della Juventus se dovessero ripetersi i cori contro Mario Balotelli o altri episodi di razzismo. E’ questa una delle decisioni prese dall’Osservatorio sulle manifestazioni sportive del Viminale in vista delle prossime gare della Juventus. Nella riunione e’ stato anche sottolineato che «da parte sua la societa’ ha adottato tutte le misure organizzative di propria competenza, tese a garantire la sicurezza degli spettatori e ad allontanare le espressioni razziste dalle proprie curve». Per evitare comunque in futuro «il ripetersi di tali deplorevoli episodi e tutelare la societa’», l’Osservatorio ha approvato un pacchetto di misure in sei punti. Tra le altre, e’ previsto il rafforzamento degli stuart nelle attivita’ di filtraggio e il controllo sistematico del documento di identita’ nei settori a rischio, un aumento dell’impiego di poliziotti e carabinieri in appoggio agli stuart per il filtraggio, l’organizzazione da parte della Juve di iniziative anti razzismo in occasione delle gare in case e trasferta, un raccordo piu’ stretto tra gli organi della giustizia sportiva e i responsabili dell’ordine pubblico per monitorare meglio le tifoserie e pianificare le attivita’ di prevenzione, la sensibilizzazione di tutti i soggetti competenti al piano di emergenza in caso di sospensione della partita e l’adozione da parte dell’Osservatorio di ulteriori misure per colpire i tifosi responsabili di manifestazioni o cori razzista, come, appunto, la chiusura di specifici settori dello stadio e il divieto di trasferta per le frange piu’ violente.

18/01/2010

I SALTELLI

QUESTIONE NAZIONALE/2 

drug.jpg(ANSA) - ROMA, 18 GEN - Alle 16 di mercoledi' si riunira', in seduta straordinaria, l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive per varare un pacchetto di misure da attuare in occasione delle prossime partite della Juventus. La decisione, spiega l'organismo, e' stata presa a seguito dell'ennesimo episodio di insulti ai danni del giocatore Mario Balotelli, da parte di una ristretta frangia della tifoseria bianconera in occasione della gara con il Chievo Verona di domenica scorsa. All'incontro prenderanno parte rappresentanti di vertice degli organismi sportivi, della Giustizia sportiva e degli Uffici investigativi del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, in una ''logica di sistema'' che ha sempre ispirato l'azione dell'Osservatorio.

15/01/2010

SQUALIFICATI

ZERU DRUGHI

Molto bene.

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