27/01/2011
MUSCOLI
DISCLAIMER
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07/01/2011
INTER-NAPOLI 3-1
ALLEGRIA
Cambiare il mood dell'Inter era il compito più importante - e assieme più facile - per Leonardo. Importante, perché con il sorriso questa squadra rende naturalmente il doppio. Facile, perché si partiva da un base così bassa, e da un clima così malato, che fare peggio era francamente impossibile. E' bastato cambiare. Sacrificare l'allenatore in rotta con società e squadra, prenderne un altro che partisse da presupposti completamente diversi. Detto, fatto. Il compito più facile, appunto. Ora Leonardo deve lavorare sul resto - direi, fare l'allenatore davvero - e spero ci sorprenda. Ha assolto il compito più facile, occhei, ma non il più banale. Un'Inter che si diverte è un'Inter che ne dà tre al Napoli secondo in classifica. Un'Inter che si diverte è una squadra che scende in campo positiva e allegra, tanto che nessuno fa caso a una sequela di assenze - Julio Cesar, Samuel, Sneijder, Eto'o - che in altri momenti avrebbe prostrato l'ambiente. Bene bene bene.
Per tornare a San Siro dopo lunga assenza ho scelto una serata molto fredda e molto umida, che mi ha riportato alla memoria le piacevoli sensazioni climatiche della maratona di Firenze. Ma il gelo non era il mio problema. Il mio vero problema era seduto dietro.
L'Intenditore.
Ho subito colto già durante il riscaldamento (riscaldamento?) quale razza di cagacazzi mi fosse capitato. Alla domanda del suo amico "Ma perché non gioca Ranocchia?" lui è partito con una spiega di dieci minuti che culminava con la seguente frase: "Comunque è giusto così. E' appena arrivato, metti che mi sbaglia la partita, tu lo bruci e addio"
Metti che MI SBAGLIA la partita. Diomio, non lo posso sopportare uno così.
Ma era solo il pre-partita. L'Intenditore ha cominciato a fare commenti a voce molto alta (e a mezzo metro dal mio povero orecchio) sin dal primo secondo di gioco. Nei primi tre minuti, con un'insopportabile prosopopea condita in accento parmigiano, è riuscito a impalare Chivu ("Ecco, ECCOOO, non ne fa una giusta"), Lucio e/o Cordoba ("Ma avete visto che movimento che hanno sbagliato? MA AVETE VISTOOOOO?"), Castellazzi ("Una sciaguuura"), Maicon ("Perchè non ti proponi, PERCHE'?") e l'intera Inter ("ragazzi, vi prego, iniziamo a giocare al calcio").
Al che, al terzo minuto, Thiago la mette. E se non ci fosse stato così freddo, e se io non fossi un bonaccione, mi sarei girato per dirgli:
"Scusa, sai dirmi se per caso hanno iniziato a giocare al calcio, caro il mio frantumacoglioni del cazzo?"
Ma io sono un sincero democratico e mi sono goduto la mia vendetta così, a freddo (sì, ecco, freddo). In fondo mi rendevo conto della mia fortuna: se l'Inter avesse segnato al novantesimo invece che al terzo, chi lo avrebbe più contenuto l'Intenditore? Invece dopo tre minuti, ferito nell'orgoglio, si limitava a commenti sempre irritanti ma molto più sporadici. Ogni tanto lo sentivo interloquire con quello di fianco "Bravo, BRAAAVO", e mi ero fatto l'idea che non fossero due amici, ma padre e figlio, o zio e nipote. Cercavo di immaginarmi la faccia di questo 55enne di Fidenza o giù di lì, un tizio insopportabile di cui la moglie - stappando ogni volta un Dom Perignon - si liberava per qualche ora in corrispondenza delle partite casalinghe dell'Inter. All'intervallo, finalmente, ho potuto girarmi e ci sono rimasto secco. L'Intenditore avrà avuto sì e no trent'anni. La voce non corrispondeva al volto. Era un giovane tritapalle, come non mi capitava di vederne da mo'.
Nella ripresa, saziato dal secondo gol di Motta, l'Intenditore si è placato, per poi riprendere a cagare la minchia sul finale, chiedendo a gran voce i cambi a Leo che non ne faceva mai. Quando è uscito Stankovic per far posto a Mariga, mi sono alzato ad applaudire. No, non Stankovic, ma Leonardo, per avere sia pur tardivamente accontentato il mio giovane amico di Fidenza, che Iddio lo stramaledica.
02:19 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (124) | Segnala | Tag: calcio, inter, napoli, leonardo, benitez, thiago motta | OKNOtizie |
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30/12/2010
LEO
INXS
Siamo diventati eccessivi - lo dico in senso positivo, s'intende -. Tanto eccessivi che non ci siamo assuefatti agli eccessi di un'annata fantastica e il 29 dicembre assaltiamo Appiano per vedere Leonardo passeggiare e Ranocchia fare il torello. Siamo riusciti a fare ancora festa al termine di una stagione dove non abbiamo fatto altro (che festeggiare, dico). Tutto questo, in un certo modo, è fantastico. Moratti ha vinto campionato, Champions e Intercontinentale eppure fa il bambinone in una conferenza stampa del 29 dicembre, presentando un allenatore scippato spiritualmente al Milan e felice di essersi liberato di un allenatore che non gli piaceva e che comunque gli ha vinto due coppette così, tanto per gradire. E' tutto dannatamente, meravigliosamente eccessivo. Per allungare un po' il 2010 abbiamo giubilato un allenatore la vigilia di Natale e ne abbiamo lanciato un altro due giorni prima di San Silvestro. Tre allenatori in un anno. Quelle cose che capitano a un Corioni, a uno Zamparini, a un Cellino. Oppure a un'Inter che fa così con la manita, ciao ciao, e rosicate pure amici (?), noi siamo eccessivi e non ci facciamo mancare niente, cinque trofei, tre allenatori, ciao ciao.
Ora, non so nemmeno io se questa festicciola di fine anno, dove tutti avevano il sorriso di chi si è tolto un peso e/o di chi si appresta curioso a cambiare (almeno un po') vita, avrà un riscontro pratico e sostanziale al nostro futuro. Che è il futuro - no, mi preme ricordarlo - di una squadra che deve recuperare uno sterminio di punti in campionato e deve ricominciare la Champions con un'autorità che dobbiamo ancora tirare fuori. Benitez, più di ogni altra cosa, era una cappa di negatività: lo era per Moratti, che avrebbe voluto qualcun altro, e lo era per i giocatori, che non ne potevano più di sentire il rumore degli stiramenti (più che dei nemici) e di sentirsi imbrigliati in una storia - tecnica, tattica e umana - che non era più la loro. Capricci, forse. Una parentesi deludente, comunque. La parabola interista di Rafa è eccessiva come tutta questa nostra annata e come un 29 dicembre vissuto in un clima da veglione, dove la parola d'ordine era festeggiare e sorridere, senza chiedersi il perché, proprio come a Capodanno quando stappi e ti chiedi perché cazzo stappi.
Leonardo non è un pirla. Bella conferenza stampa di insediamento. Dialettica un po' paracula ma efficace. Risposte dirette e discretamente sincere. Maneggia l'italiano - e l'Italia, e Milano - come Benitez non poteva fare. Dice la verità quando afferma che l'Inter è già fatta. Se tutti stanno bene, l'Inter c'è. E se tutti tornano a sorridere e a mettere la gamba, l'Inter tornerà. Trovo che sia questo il senso di un 29 dicembre sopra le righe, un 29 dicembre gigione e zuzzurellone. L'Inter ha un animo più leggero. Ha anche un allenatore più leggero. Peccato dover aspettare il 6 gennaio per fare la prova-bilancia, I can't wait.
25/12/2010
LEONARDO
BEL NATALE
Nell'attesa di potere essere smentito - cosa che ovviamente non potrà che rendermi molto felice -, penso e ripenso all'operazione Leonardo e, non trovando nulla di veramente tecnico alla base di tutto ciò, non mi do che due spiegazioni: a) è un sberleffo al Milan, perché Leonardo è un'icona milanista, b) è uno sberleffo a Benitez, perchè Leonardo è bello, magro e ha tanti capelli. L'unico personaggio che poteva garantire entrambi gli sberleffi era Leonardo (sì, forse c'erano anche Van Basten e Maldini) (Van Basten non è così bello, però) (e Maldini non allena, c'è un limite a tutto). La scelta estetica è stata però preponderante, tanto che erano state prese in considerazione altre ipotesi.
Daniele Interrante. Non potendo liberarsi da precendenti impegni (ospitate in tv e in discoteca), aveva il vantaggio che, lavorando prevalentemente di notte, poteva essere libero di giorno ad Appiano. La trattativa, alla fine, si è incagliata sui posticipi serali: "Non sempre potrei esserci, signor Muratti". "Moratti". "Ah, scusi".
Joe Jonas. A suo favore giocava l'ascendente sul pubblico giovanile e una pettinatura di sicuro effetto. A suo sfavore alcune perplessità tecniche emerse sulle sue conoscenze sportive. Dopo mezz'ora di trattativa via Skype, Branca si è accorto che il termine "football" stava creando incresciosi equivoci sul mercato di gennaio, con Jonas che invocava l'arrivo di un quarterback.
Johnny Depp. Poteva essere il colpo del secolo. Paolillo ha fatto avere all'agente di Depp una foto di Leonardo perché l'attore provasse a imitarne la pettinatura. Depp ha vacillato quando Moratti gli ha fatto sapere che "sei più fascinoso di Mourinho", poi ha declinato l'offerta dell'Inter dovendo girare dieci film nei prossimi tre anni prendendo ogni volta il quintuplo della buonuscita di Benitez.
Joachim Loew. Poteva essere uno sberleffo alla Merkel, a Klinssman e a Giorgio Armani, quindi aveva una sua validità simbolica. Rispetto ai precedenti candidati, Loew aveva anche una caratteristica molto interessante: il possesso di un patentino da allenatore. La trattativa si è fermata su alcuni particolari tecnici: nei riguardi del maglioncino da indossare sotto la giacca, Loew sostiene che quest'anno il blu non va.
Gabriel Garko. Era uno dei più interessati all'accordo con l'Inter: da qui a giugno, infatti, deve girare solo una fiction ambientata ad Appiano Gentile, "Elisa di Pinetina", e questo garantiva una presenza continua accanto alla squadra. Moratti ha avanzato qualche perplessità quando Garko ha chiesto dove fosse la sede sociale: "In centro". "Sì, ma dove?" "Vicino a piazza Duomo". "Sì, ma in quale città?"
Mons. Georg Gaenswein. La pettinatura non è del tipo fluente alla Leonardo, ma bello è bello, e garantiva appoggi notevoli. Paolillo stava già studiando un accordo sul merchandising con il Vaticano fino a giugno 2012. La trattativa si è poi incagliata su alcuni particolari: la costruzione di una cattedrale ad Appiano, la seconda maglia gialla e bianca e l'ingresso nel cda del cardinal Bertone, noto juventino.
23/12/2010
ESSERE L'INTER
(SILENZIO)
E' dalle 13:08 che leggo cose sull'Inter e non spiaccico parola. Non so (ancora) bene cosa dire. E mi è tornata alla memoria un'altra situazione in cui non ho proprio saputo cosa dire. Dio mio, che brutta sensazione. Interrogazione di greco. Non era un'interrogazione qualunque. Stavo riparando. Sì, insomma, era settembre, mi avevano dato l'esame di greco e dopo lo scritto (fatto male) avevo l'orale. Mi avevano rimandato con il 5, quindi non è che dovessi riparare chissà quale disastro. Ma la professoressa in questione era una poveretta complessata nevrotica che mi aveva preso di mira per non so bene cosa (o forse lo so, e Freud potrebbe parlarcene a lungo). Vai a sapere cosa gira in certe teste. In più, 'sta stronza non era stata nemmeno confermata e avrebbe cominciato l'anno in un'altra scuola. Eppure ha fatto la stronza fino all'ultimo secondo disponibile. Così, con lei visibilmente ostile, ho fatto abbastanza cagare anche all'orale. E questa specie di mobbing scolastico è andato avanti fino all'ultima fatidica domanda, in cui lei incalzandomi con la bava alla bocca mi chiedeva cosa fosse successo ad Atene il tal anno.
Silenzio.
Al che lei, in preda a una mezza crisi isterica, mi disse:
"La peste! LA PESTE! Ma come si fa a non sapere queste cose?"
Avessi avuto la confidence odierna, le avrei risposto:
"Scusi, ma è greco o scienze?"
ma non dissi nulla, silenzio. Siccome c'è una giustizia al mondo, e siccome quella bastarda non era la sola a dover decidere il mio futuro, io fui promosso e lei andò a fare l'isterica da qualche altra parte (mai più vista nè sentita). Ma la mia scena muta di fronte alla domanda sulla pesta mi è rimasta dentro, come una ferita mai più rimarginata.
(non è vero, ma mi piaceva la frase come una ferita mai più rimarginata)
E quel silenzio è più o meno lo stesso di adesso, in cui mi si chiede di Leonardo e dico boh. Su Benitez no, avrei tante cose da dire, ma ce le siamo già raccontate in duecento modi. Il quadro è abbastanza chiaro. E la storia è stata brutta e un po' penosa, di quelle che ci capitavano una volta, mica negli anni in cui si vincono cinque trofei. Nell'ambiente Inter, Benitez non è mai piaciuto a nessuno. Da subito o quasi. A ripensarci, era il più scontato rischio a cui si andava incontro dopo essere stati allenati due anni da Mourinho. Stop. Il resto è una roba brutta che speriamo di dimenticare in fretta.
Quanto a Leonardo, boh, silenzio. Sono impreparato. Leonardo è una specie di Mancio. Quei tizi che nascono con la camicia. Giocatori di talento, poi allenatori di vertice senza ripassare dal via. Qualcuno è in grado di spiegarmi perché (in base a quale capacità) Leonardo come due prime squadre in carriera allena Milan e Inter, e non la primavera del Pergocrema e la Solbiatese? Boh. E' così bravo? E' unto dal Signore, o quantomeno un po' impataccato avendo vissuto al fianco dell'Unto titolare? Boh.
Spero che sia lui a darcela, questa spiegazione. Diciamo che dal punto di vista non-tecnico, ho sempre visto Leonardo come un ragazzo intelligente, uno che parla parecchie lingue (compresa la nostra, molto meglio di Scilipoti), uno che immagino con un libro in mano e con una libreria in casa, un uomo di mondo nel vero senso della parola. Dal punto di vista tecnico, uno che ha giocato una sessantina di partite nel Brasile (qualcosa vorrà dire). Ma come allenatore, boh?
Trovo solo una motivazione all'operazione nel suo complesso. Dopo una serie di sgarbi al contrario (l'ultimo, ciclopico, quello di Ibra), l'Inter che assume Leonardo è uno sberleffo al Milan. L'Inter assume l'uomo che - bello, elegante, brillante - il Milan aveva scelto da coltivarsi in casa come manager del domani. L'Inter assume l'unico uomo rossonero che ha detto a Berlusconi: l'allenatore sono io, se non ti va bene me ne vado e sono cazzi tuoi. Glielo ha detto in una conferenza stampa che YouTube tramanda ai posteri, unico esempio di dissenso nel dorato mondo fininvestiano prima che cercasse di farlo anche Fini, con i risultati che sappiamo.
Se Mancini era una scommessa, questa è una scommessa elevata alla terza. Vi immaginate vincere il derby con Leonardo in panca? Beh, son soddisfazioni. O rimontare e vincere lo scudetto con Leonardo in panca? O vincere la Champions con Leonardo in panca? Ahahahahahah, roba da sciogliere l'Inter e ricominciare daccapo, perché meglio di così non si potrebbe mai fare. Se, com'è più normale, tutto questo non dovesse accadere, come andrà a finire? Leonardo cos'è, un traghettatore? Uno che se non porta a casa nulla a maggio gli diciamo arrivederci e grazie? Ma allora, era proprio necessario lui? Oppure c'è un progetto su Leonardo, almeno biennale, per vedere cosa si può fare e cosa sa fare? Boh. Come vedete non ho alcuna risposta. Ma l'ho detto subito che ero impreparato, quindi muti.
IL NUOVO ALLENATORE
STRATEGIA INTER
NATALE KEYNESIANO
Risparmiando il panettone di Benitez, per Ranocchia basteranno 7.999.990 euro.
NATALE NERAZZURRO
13:20 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (43) | Segnala | Tag: calcio, inter, leonardo, benitez | OKNOtizie |
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21/12/2010
SI' PANETTONE
DA BUDABI A RAUJO
(ANSA) - MILANO, 21 DIC - Leonardo - secondo quanto si apprende - sara' il nuovo allenatore dell'Inter dopo l'esonero (ormai imminente) di Rafa Benitez e, una volta rimossi gli ostacoli contrattuali con lo spagnolo, si spianera' la strada all'allenatore brasiliano. Oggi pomeriggio, il direttore sportivo Piero Ausilio e l'avvocato dell'Inter Angelo Capellini hanno incontrato il presidente Massimo Moratti nella sede della Saras.
NO PANETTONE
SGOCCIOLI
MILANO, 21 DIC - Conto alla rovescia per l'addio di Rafa Benitez all'Inter: l'esonero dovrebbe avvenire nella giornata di domani, ma la situazione non e' ancora completamente definita. I candidati alla panchina sono rimasti due (a meno di sorprese): Leonardo e Zenga. Bocche cucite nei palazzi, avvocati e diplomazia si muovono in silenzio per evitare che la societa' ci rimetta in termini economici. Moratti si trova ora negli uffici della Saras, atteso dai cronisti in strada. Benitez invece offre una tazza di te' ai giornalisti infreddoliti a Liverpool. (ANSA).
18:42 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (18) | Segnala | Tag: calcio, inter, benitez, moratti | OKNOtizie |
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