13/11/2011
SAKAMOTO
BON VOYAGE
Finchè a un certo punto Ryuichi Sakamoto in tunica grigia si è alzato dal pianoforte (erano da poco passate le 22) per dire che il prossimo brano che avrebbe suonato era la colonna sonora del film Ichimei (Hara-Kiri: Death of a Samurai) di Takashi Miike, in concorso all'ultimo Festival di Cannes, e che il giorno in cui era entrato in sala di incisione era l'11 marzo, il giorno del terremoto e dello tsunami, e che in quei giorni di tragedia il Giappone ha sentito attorno a sè la partecipazione del mondo, e di questo teneva a ringraziare tutti (inchino, lungo applauso).
Also, voglio ringraziare l'Italia per la sua scelta di dire no al nucleare (applausone)
Also, I'd like to say Bon Voyage for nuova Italia (applausone-bis) (urla dal retro "Resta con noi, Sakamoto") (ero io)
Ecco Silvio, guarda cos'hai combinato. Addirittura Sakamoto che si preoccupa di noi e ci augura buon viaggio. Anche per noi inizia il dopo-tsunami, e a me lo ha detto Sakamoto (inchino).
12:34
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08/05/2011
SCUDETTO
CLUB MED(RANO)
Da uno che non ha mai nascosto quanto gli stia sul culo Berlusconi e quanto ferocemente disprezzi il berlusconismo e il berlusconesimo, lasciate che vi dica che i toni solennemente risentiti - tendenti all'apocalittico - di certi commenti interisti alla vittoria del Milan mi risultano non meno fastidiosi del fatto stesso, cioè del vedere il nostro caro amato scudettino appiccarsi a quelle orribili maglie. Lo scudetto verrà gettato in politica? Boh, non da me. Non riesco a considerare necessario un legame tra l'uomo più schifoso d'Italia con il risultato sportivo della squadra di sua proprietà. Il Milan ha vinto lo scudetto perché ha fatto più punti degli altri, stop. Ha goduto di favori clamorosi, le avversarie sono state clamorosamente sfavorite? Non mi pare. E quando tiri le somme dopo 36 giornate, o sono successe cose tipo Ceccarini, palloni dentro di mezzo metro ecc., oppure devi stare lì a fare i calcoli con il bilancino nucleare. E quindi dopo un po' ti annoi.
L'Inter ha fatto un punto nei quattro tradizionali big match con Milan e Juve, perdendo i due derby, e questo per me è la cartina di tornasole del nostro campionato. Il Milan ha fatto un girone di ritorno che giustifica lo scudetto, perdendo una sola partita e subendo 6 gol in 17 partite. Tutto questo non cambia la mia visione medranesca dell'Ac Milan e non placa il mio conato di vomito alla vista di Mister Cerone. Ma sportivamente mi sembra un percorso ineccepibile e non riconoscere la vittoria altrui mi sembra un atto di alterigia che non cambia la storia, ma al limite ci fa stare peggio.
Noi, certo, avremmo potuto eccepire qualcosa. Ma dopo cinque anni meravigliosi - l'ultimo meravigliosissimo, il più meraviglioso nella nostra storia centenaria - bisogna che serenamente riconosciamo i nostri errori (l'ingaggio di un allenatore non gradito, il non-mercato estivo, i peccati di giovinezza del nostro secondo allenatore ottimo a infondere l'entusiasmo per inseguire ma pessimo nel capire quando era giunto il momento di gestire). L'Inter del derby, di Parma o di Gelsenkirchen (per rimanere all'ultimo mese) è una squadra scippata dello scudetto? Maddai. Così come, santiddio, diamo alle altre squadre la possibilità di comprare buoni giocatori, di azzeccare le scelte e di vincere i campionati. Magari un giorno lo farà anche la Juve (rumore di tuoni). Si chiama sport.
Mi costa, eh? Uh, quanto mi costa. Ma in queste ore ho letto tante cose scritte in rete da ottime penne, e non mi sono piaciute. I milanisti festeggiano e ci sfottono? Beh, ragazzi, cosa pretendete da gente che non vinceva da un po'? Mi sembra naturale. Vogliamo negare le tensioni naturali di un tifoso? Va bene, neghiamole. E poi? Il milanista "puro" starà festeggiando com'è giusto che sia. E' il momento più ovvio e fanciullesco, quello più giusto direi. Gli imbarazzi che immagino nutrano centinaia di migliaia di milanisti nei riguardi del loro padrone e del suo stile di vita e della sua ributtante filosofia politica e morale, beh, quelli restano e sono affari loro (purtroppo anche nostri). Ma la loro squadra ha vinto lo scudetto ed è giusto che festeggino. Io no, pazienza. Mi immalinconisco ma non mi sento macerare dentro. Si chiama - lo ribadisco - sport.
12:44
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26/04/2011
HAUTE POLITIQUE
L'ALTERNATIVA
Praticamente è andata così. Gli hanno detto: 'scolta, vuoi governare in maniera mirata e bombardare la Libia alla cazzo, oppure vuoi governare alla cazzo e bombardare la Libia in maniera mirata? E lui ha scelto la seconda, con grande senso di responsabilità. E poi, sia chiaro, nessuno bombarda nessuno: si tratta solo di puntare missili molto precisi su obiettivi militari, lanciarli e ivi farli esplodere. Bombardare, tzè, la solita propaganda. Cioè, dai, siamo seri: lanciare un missile è bombardare? Ahahahah, comunisti di merda.
(nella foto, Sarkozy posa a fianco del cartonato di Berlusconi)
17:40
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17/04/2011
I NUOVI BARBARI
A BERLUSCONI, AL SIGNOR LASSINI
E A QUELLI COME LORO
ALESSANDRINI EMILIO - 1942, magistrato. Ucciso a Milano il 29.01.1979, Prima Linea
AMATO MARIO - 1930, magistrato. Ucciso a Roma 23.06. 1980, Nar
BACHELET VITTORIO - 1926, magistrato, vicepresidente del Csm. Ucciso a Roma 12.02.1980, Br
CALVOSA FEDELE - 1919, Procuratore capo della Repubblica. Ucciso a Patrica (Fr) 08.11.1978, Ucc
COCO FRANCESCO - 1909, Procuratore generale della Repubblica. Ucciso a Genova 08.06.1976, Br
GALLI GUIDO - 1932, magistrato. Ucciso a Milano 19.03.1980, Prima Linea
GIACUMBI NICOLA - 1930, Procuratore capo della Repubblica. Ucciso a Salerno 16.03.1980, Br
MINERVINI GIROLAMO - 1919, magistrato. Ucciso a Roma 18.03.1980, Br
OCCORSIO VITTORIO - 1929, magistrato, ucciso a Roma 10.07.1976, Ordine Nuovo
PALMA RICCARDO - 1915, magistrato. Ucciso a Roma 14.02.1978, Br
TARTAGLIONE GIROLAMO - 1912, magistrato. Ucciso a Roma 10.10.1978, Br
Cari Silvio e Roberto, con un paio di clic (che voi non avete mai fatto, mi sembra evidente) sono andato nel sito dell'Associzione vittime del terrorismo e nella sezione archivio ho cercato quello delle "vittime singole" e ci ho trovato 11 magistrati. Omicidi rossi e neri (rossi e neri, eh Silvio? Bella battuta). Ma siamo precisi. Amato e Occorsio furono uccisi dai neofascisti, che avevano una filosofia un po' più grezza nel loro terrorismo. O mettevano bombe, oppure sparavano a chi ce l'aveva con loro: Amato e Occorsio, insomma, furono uccisi in quanto magistrati indaganti o giudicanti in inchieste o processi che avevano a che fare con il terrorismo nero. Gli altri nove furono uccisi da terroristi rossi. I terroristi rossi avevano un'architettura mentale più complessa, ragionamenti più sofisticati, gradi questioni di principio, lotte di classe, sistemi da minare. Ma sparavano uguale. Sparavano anche in maniera immonda: Galli, per esempio, fu colpito alle spalle mentre usciva da un'aula universitaria in cui aveva appena tenuto una lezione. Facevano grandi ragionamenti, i rossi, ma poi a volte non avevano neanche il coraggio di guardare in faccia chi stavano ammazzando. Quelli di Prima Linea erano dei gran bastardi: anche l'omicidio Alessandrini mi fa molta impressione, aveva 37 anni, una vita davanti, i figli piccoli. Sei di questi undici omicidi furono firmati dalle Brigate Rosse. Br, già. "Fuori le Br dalle Procure". C'era un tempo in cui le Br ci andavano davvero nelle procure. E ammazzavano i procuratori. Ma di questo, per farla breve, che cazzo gliene frega a Silvio, Roberto e a quelli come loro?
Il giorno in cui qualcuno fa stampare e poi affigge un certo tipo di manifesti, la democrazia dimostra tutti i suoi limiti. Ci sono troppi coglioni in giro. C'è troppa gente ignorante. C'è troppa approssimazione. C'è la diffusa sensazione che sia permesso dire e fare tutto quello che si vuole. E' questo che rimprovero a Berlusconi e a quelli che lo votano: perchè ci si dovrebbe fermare entro un certo limite, e invece no, ogni giorno è peggio, ogni giorno è un gradino sceso verso il baratro. Se il presidente del Consiglio dice ogni giorno cose gravissime sui magistrati senza che succeda nulla, milioni di persone si sentono legittimate a farlo. Giustamente, perché l'Italia è questa, un Paese di urlatori, di pronunciatori di cazzate, di solenni ignoranze. Ma del resto, ribadisco, la situazione è questa. Se l'uomo che ci governa dice le peggio cose, impunito, tutti si sentono legittimati a fare come lui. E così un'associazione che sostiene Berlusconi e accusa la magistratura si sente legittimata - questa è l'Italia, questi siamo noi - a scrivere sui muri "Via le Br dalle Procure", secondo un ragionamento da uomini di Neanderthal (uh, uh, giudici, rossi, lo dice Berlusconi, rossi, brigate rosse, uh, uh). Io spero che questo manifesto sia perseguito penalmente, perché va bene tutto, ma a un certo punto dobbiamo fermarci. Sennò torniamo a vestirci di pelli e a spaccarci la testa con le clave (secondo me ci arriveremo, Kubrick aveva visto giusto).
L'associazione che firma i manifesti si chiama "Dalla parte della democrazia". Ahahahah, strepitoso. Del resto c'era chi scriveva "Il lavoro rende liberi" in cima a certi cancelli.
Dietro quei manifesti c'è una dichiarazione di responsabilità morale, che è di gran lunga la parte più interessante della storia. Roberto Lassini dice di non avere proprio ideato questo slogan, ma comunque ci ha messo la firma e ha fatto una cosa tutto sommato dignitosa: era in lista per il Pdl a Milano e se ne è tirato fuori. Lassini è - dice lui, ma è una tesi suffragata dagli eventi - una vittima della giustizia. Era sindaco democristiano di una cittadina lombarda quando fu arrestato per tentata concussione nel 1993, in un periodo parecchio complicato per i presunti concussori. Si fece 42 giorni di carcere, la sua carrierà politica finì lì, la sua vita fu stravolta. Perchè poi fu assolto con formula piena e per tutto questo cataclisma fu risarcito con 5mila euro per ingiusta detenzione, una somma ridicola di fronte a tutto quello che una carcerazione e una non-condanna possono aver significato per la sua vita. Il signor Lassini merita rispetto, nonostante questa storiaccia dei manifesti.
Al signor Lassini vorrei dire che io non mi fido ciecamente di nessuna categoria - magistrati o giornalisti, commercialisti o elettrauto - e, nel caso specifico dei magistrati, spero a prescindere di non finirci mai davanti. Come giudico il sistema giudiziario? Male. Ha dei problemi. Quello dei tempi della giustizia, soprattutto. Che personalmente non risolverei con prescrizioni brevi, indulti, colpi di spugna eccetera, ma in maniera strutturale (che non deve essere facile, visto che non lo ha mai fatto nessuno). Sono una persona critica, non è che mi va bene tutto. Ma vivo in un paese civile, regolato la leggi, e il mio non mettere le mani sul fuoco per nessuno non mi esime dal comportarmi in un certo modo e dal nutrire verso l'architettura dell'intero sistema (i poteri dello stato, la pubblica amministrazione ecc. ecc.) un sentimento di fiducia e di collaborazione. Sono un cittadino, faccio la mia parte. Cerco di essere onesto, spero che nessuno mai mi accusi per cose che non ho fatto. E' un rischio del mestiere.
Al signor Lassini dico che mettere la propria legittima indignazione e il proprio legittimo livore nelle mani di uno che vuole sistematicamente fottere la magistratura, e che la insulta, e che la delegittima, ecco, non è una bella cosa. La specialità della casa è buttare tutto in vacca. E anche la sua rabbia, signor Lassini, ha fatto una grama fine. Se si scrive su un manifesto "Via le Br dalle Procure" si pestano della gran merde, si fa sfoggio di una beceraggine che non ne ha idea. Si ripassi l'elenco di cui sopra, e cambi slogan. E cambi anche carro. Quello su cui è salito, oggettivamente, fa schifo.
UPDATE ore 19.45: apprendo or ora dal Tg3 Lombardia che col cazzo Lassini si è tirato fuori dalle liste. Era ciò che avrebbe voluto la Moratti, ma ormai non c'era più tempo. Quindi, amici milanesi, potete tranquillamente votarli tutti: il Pdl, la Moratti, Lassini. E a morte i magistrati, s'intende.
17:47
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01/04/2011
LAMPEDUSA
E' SOLO L'INIZIO
Berlusconi è piuttosto anziano, e quindi non si è ricordato proprio tutto quello che ha in cantiere per Lampedusa, che è ben altro rispetto alle quattro cazzate dette a braccio dal palchetto. Ecco il piano che il premier porterà in Consiglio dei ministri prima di Pasqua con le proposte riguardanti la rinascita dell'isola.
Il ponte di Lampedusa. Berlusconi si è accorto che Lampedusa è un comodo approdo per i migranti ma anche uno scomodo approdo per i milioni di italiani che, sospinti dai servizi mirati di Rai e Mediaset, faranno la fila per trascorrere ivi le vacanze. Da non trascurare poi il fatto che Berlusconi ha comprato una villa in loco e gli piacerebbe percorrere il tragitto con il Suv. Ecco dunque la possibilità, tramite un semplice artifizio di bilancio, di stornare i fondi previsti per il ponte di Messina sul progetto del ponte per Lampedusa. Bertolaso è stato nominato commissario ad acta per trovare la soluzione tecnica più utile per l'agile manufatto che dovrà coprire, a quattro corsie, i 205 chilometri tra Porto Empedocle e Lampedusa, con uno svincolo in uscita per Linosa, possibilmente non superando le cinque campate.
Coppa America ft. Lampedusa. La simpatica isola siciliana, rivitalizzata da Berlusconi con la costruzione di una pasciuta serie di infrastrutture alberghiere e portuali, sembra fin d'ora la sede ideale per ospitare la simpatica competizione velica internazionale. Oracle e Alinghi si sono già dette disponibili a trasferire sull'isola il loro quartier generale sin dal prossimo luglio. Annunciata anche la partecipazione di un consorzio libico che ha già scelto il nome della barca: Mascalzone Maghrebino.
Gp di Lampedusa. Berlusconi ha disegnato personalmente il tracciato del Gran Premio di Formula 1 che dal 2013 sostituirà Monza (che fa troppo rumore vicino ad Arcore) nel calendario del mondiale. Bernie Ecclestone si è detto favorevole all'iniziativa e ha acquistato una villa a Lampedusa. Favorevole anche Flavio Briatore, che da tempo auspicava l'organizzazione di un Gran Premio in Italia al quale si potesse arrivare direttamente in barca. Berlusconi ha chiesto alla Ferrari di smantellare lo stabilimento di Maranello e di rimontarlo a Lampedusa per dare impulso all'economia locale.
Il G8 di Lampedusa. Incurante del fatto che ogni volta gli altri potenti della Terra si tocchino i coglioni al suo passaggio, Berlusconi ha proposto di tenere a Lampedusa la prossima riunione del G8. Perplesso Obama, cui però Berlusconi ha ricordato che Lampedusa è un posto meraviglioso per rifarsi la tintarella. Allo scopo, Berlusconi ha nominato Bertolaso commissario ad acta per la costruzione del maxi-centro ricettivo che poi sarà trasformato in un residence a cinque stelle dal nome "La Olgetta".
Seven Nations. E' l'obiettivo più ambizioso. Entro il 2018, al completamento del Lampedusa Drome (già candidato a ospitare in sede permanente la finale del Mondiale per club), gigantesco stadio di proprietà da 60mila posti con centri commerciali, palestre, ristoranti, bar e centri benessere, la squadra di rugby di Lampedusa sarà ammessa al Sei Nazioni che diventerà, appunto, Seven Nations. Il progetto prevede la costruzione di 50 pub e la creazione di una accademia rugby per preparare la squadra di Lampedusa all'impegnativa sfida con Inghilterra, Irlanda, Francia, Galles, Scozia e Italia. Per i Lampedusa Castaways lo stesso Berlusconi ha già preso contatti con Australia, Nuova Zelanda e Amatori Arcore per alcuni test match.
11:45
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31/03/2011
LAMPEDUSA
T.S.O.
Leggo da Wikipedia:
Da Porto Empedocle si può prendere il traghetto della SIREMAR per le Pelagie e raggiungere Lampedusa in 8 ore. Il collegamento con Linosa e la Sicilia è assicurato, da luglio a settembre, anche dagli aliscafi due volte al giorno.
A causa dei forti venti e del mare mosso, nei mesi invernali i collegamenti con Lampedusa sono assicurati quasi esclusivamente dall'aeroporto. Da Palermo e Catania il servizio aereo è garantito tutto l'anno, inoltre da luglio a settembre vengono istituiti voli diretti da Trapani, Roma, Milano, Bergamo, Verona, Bologna e Forlì.
No, perchè sempre su Wikipedia leggevo che i quattro storici casinò autorizzati in Italia sono situati in zone di confine (St. Vincent, Sanremo, Campione è addirittura oltre confine, Venezia è sulla strada verso Slovenia e Croazia) in modo da dissuadere i giocatori ad andare nelle vicine sale da gioco estere. A parte la riapertura di Bagni di Lucca dopo decenni di chiusura, la legge italiana non è mai stata adeguata alle richieste di aperture di nuove case da gioco (che arrivano da decine di località).
E lui, su un palchetto, mentre deve ancora sistemare 6mila persone chissà dove (e in località dove nessuno sarà contento che ciò avvenga), e mentre chissà quante altre mila persone arriveranno sul nostro isolotto così comodo da e per l'Africa, lui dice che salverà Lampedusa, la ripulirà con 140 uomini del Genio, salverà la stagione turistica, la rimboschirà perchè c'è poco verde.
Mentre attorno i 6mila abitano anche i peggiori anfratti e rovistano nei cassonetti, lui dice che ha comprato una villa (apperò!) così gli abitanti potranno imbrattarla per protestare. E poi costruirà un bel casinò, comodissimo (8 ore da Porto Empedocle sui lussuosi ma economici Siremar, se non c'è il mare mosso). E poi, beh, ragazzi, io l'ho fatto fare in un paesino della Lombardia dove sto completando l'Università della Libertà
(la fuga dei cervelli)
(no, la figa dei cervelli)
insomma, dovete colorare le case, colorare le case!, come a Portofino, basta questo bianco, basta questo cemento, colorate le case, colorate le case, siate allegri, positivi.
E poi il Nobel per la Pace, e poi il campo da golf, e poi una scuola, e poi infrastrutture sanitarie, e poi servizi tv sul turismo di cui abbiamo incaricato Rai e Mediaset.
(riflettiamo sulla gravità di questa frase, tra le tante: servizi tv di cui abbiamo incaricato Rai e Mediaset)
(brivido)
Ho visto basito il filmato integrale del discorso. Mi aspettavo lo spostamento della capitale da Roma, la candidatura alle Olimpiadi, lo stadio di proprietà e lo scudetto entro il 2018. Ma si è fermato prima, forse per problemi alla batteria.
E comunque lì, lì attorno, attorno al palchetto, ho visto la disperazione. Non quella dei 6mila che adesso saranno deportati in posti senza grandi serrature. No, loro in fondo sono sporchi e affamati ma felici, scappati da una grande merda e prossimi allo sguinzagliamento. La disperazione l'ho vista in quelle persone di Lampedusa che applaudivano frasi senza senso (compro villa, colorate casa, apro casinò, pianto alberi, candido al Nobel) in una sequenza comica che ricordava Petrolini
"Bravo!"
"Grazie!"
Uno spettacolo clamorosamente grottesco, quasi insostenibile, alla Monty Phyton. I lampedusani stanno sopportando l'insopportabile, con estrema dignità, e con un po' di pelo sullo stomaco si può decidere di salire sul palchetto e parlare a braccio e dire loro un sacco di stronzate, perché sono sensibili, non vedono l'ora di sentirsi dire cose. Come raccontare a un bambino che gli porti il vaso da 5 chili di Nutella e poi andare via, chi se ne fotte, chi ti rivede più. Quella che a Forum faceva finta di essere una terremotata si è presa 300 euro. Berlusconi, per far finta di essere Berlusconi, lo fa gratis. Che uomo. Quasi quasi lo voto anch'io.
00:51
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20/03/2011
LA GUERRA
LO SPETTACOLO STA CONTINUANDO
The show must go on. Negli ultimi 10 giorni è stato proprio così. Le spettacolo sta continuando, in effetti, com'è nelle cose. E' continuato mentre in Giappone succedeva l'apocalisse ed è continuato anche stasera, che si faceva zapping tra Palermo e Bengasi con sin troppa naturalezza. E quindi esulti al fischio finale di un Palermo-Milan (!) sul canale 201, proprio mentre sul canale 100 scorre il rullo dei Cruise lanciati verso chissà dove e si succedono dichiarazioni che fanno accapponare la pelle.
"Potrebbe non servire".
Ecco, questa è la frasetta con cui il nostro premier, che solo qualche mese fa baciava le mani e lasciava piantare tende a Roma a Gheddafi, liquida la faccenda dell'intervento italiano in quella che da poche ore, volente o nolente, è una guerra. Mentre La Russa gioca a Risiko e Napolitano dice che l'Italia farà quel che deve fare, Berlusconi - riferendosi all'intervento diretto dei nostri aerei nelle missioni sulla Libia - dice:
"Potrebbe non servire".
E certo, Silvio, certo. Potrebbe non servire. Speri di sfangarla. Devi bombardare il tuo socio in affari, devi dichiarare guerra alla tua copia-carbone in salsa africana. E quindi ti capisco.
"Potrebbe non servire".
Ecco lo statista, ecco il profilo, la statura, la dimensione, la grandezza dell'uomo che governa questo povero paese. Bravo Silvio, speriamo che stanotte francesi e americani facciano il lavoro sporco, così in effetti
"Potrebbe non servire".
La guerra è un orrore, quello che sta succedendo in queste ore è una sconfitta. E' sabgue, è morte. Questo sì, caro Silvio, è terrore morte e distruzione. Questo, non i giudici comunisti. Guarda il canale 100, dai, resta sintonizzato, stay tuned. Sei il presidente del Consiglio, santiddio. C'è la guerra, è un sabato sera diverso, mi rendo conto. E noi - noi, poveracci, noi pecoroni come quelle 500 zoccole che a pagamento andavano a sentire le lezioni sull'Islam da un dittatore accolto con tutti gli onori in Italia - abbiamo un premier che dice tre parole, di cui una è un condizionale.
Io mi vergogno di quest'uomo. E dopo una settimana di seghe sull'Unità, io mi vergogno di un paese che elegge, sostiene e magnifica quest'uomo. 150 anni buttati nel cesso. Scoppia una guerra e il presidente del Consiglio dice:
"Potrebbe non servire".
Mi vergogno ma non mi stupisco. Del resto, mentre qualche settimana fa Gheddafi cominciava a massacrare i suoi connazionali, Berlusconi aveva detto:
"Non lo chiamo per non disturbare".
Sì, fa ridere. Purtroppo fa ridere. E' giusto così. Il governo italiano oggi è formato da Berlusconi e da quelli come lui, dai La Russa che non vedevano l'ora di essere ministri della Difesa in tempo di guerra, e dai Bossi che fanno una dichiarazione contro la guerra - quindi, contro gli alleati - ma con una motivazione altamente umanitaria:
"I patti non erano questi, adesso arriveranno milioni di libici".
Sul fatto che ci si massacra e si bombarda a una manciata di chilometri dal nostro bel suolo no, niente. Adesso ho sonno e domani ho una mezza maratona. Copincollo dal Corriere.it dello scorso 28 agosto. Così, giusto per non far finta di non capire perché si baciano mani e si leccano culi, e poi si dichiara:
"Potrebbe non servire".
La premiata ditta Gheddasconi ha una caratteristica tutta sua. Gli affari diretti tra i due sono pochissimi. Anzi, solo uno: Fininvest e Lafitrade, uno dei bracci finanziari di Gheddafi, hanno entrambe una quota in Quinta Communications, la società di produzione cinematografica di Tarak Ben Ammar, l'imprenditore franco-tunisino tra i principali fautori dell'asse Arcore-Tripoli. Il grosso del business si fa per altre strade. Il Colonnello ha messo sul piatto un po' del suo tesoretto personale (i 65 miliardi di liquidità di petrodollari accumulati negli ultimi anni). Il Cavaliere gli ha spalancato le porte dell'Italia Spa, sdoganando la Libia sui mercati internazionali ma pilotandone gli investimenti ad uso e consumo dei propri interessi, politici e imprenditoriali, nel Belpaese. In due anni Gheddafi è diventato il primo azionista della prima banca italiana (Unicredit) con una quota vicina al 7% (valore quasi 2,5 miliardi) e grazie allo storico 7,5% che controlla nella Juventus è il quinto singolo investitore per dimensioni a Piazza Affari.
00:21
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07/03/2011
DENTISTI
PARLA COME MANGI
«Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stato sottoposto ad un intervento chirurgico maxillo-facciale di trapianto osseo ed implantologia in anestesia generale. L'intervento, eseguito dal professor Alberto Zangrillo, è durato quattro ore e si è reso necessario per ripristinare l'anatomia e la funzionalità masticatoria gravemente compromesse in occasione dell'attentato del 13 dicembre 2009». Nota della Presidenza del Consiglio, poco fa.
TRADUZIONE DI SETTORE: Berlusconi è andato dal dentista che gli ha fatto un impianto.
15:29
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02/03/2011
DIMISSIONI
NOI NO
Associazione per delinquere, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, omessa denuncia di reato, falso ideologico, calunnia, perquisizione arbitraria, rapina, violazione di domicilio, concussione, interferenza illecita nella vita privata, favoreggiamento, ricettazione, omicidio volontario premeditato aggravato dall'uso di sostanze venefiche.
No, niente, ci tenevo a fare l'elenco (tutti oggi fanno elenchi). Questi sono i reati contestati alle persone per le quali verrà chiesto il rinvio a giudizio al termine dell'inchiesta sul caso Marrazzo. Marrazzo non è una delle otto persone. Marrazzo è la vittima di quasi tutti i reati di cui sopra:ha avuto solo la sfiga di frequentare un giro inequivocabilmente squallido e criminoso e di trovarsi in mutande nel lettone del trans sbagliato (Natalie è una delle otto persone). Quattro delle otto persone, giova sottolinearlo, non sono nè mafiosi nè malviventi ma carabinieri in servizio. Proprio a uno di questi quattro carabinieri viene contestato l'omicidio premeditato (roba da ergastolo, per dire) del famoso pusher, cui avrebbe ceduto una dose di droga tagliata con le peggio cose. Tutto quanto in elenco non ha a che fare direttamente con le dimissioni di Marrazzo. Uno, nel segreto delle sue stanze e della sua vita, può pippare e farsi fare i pompini da donne col pisello. Uomo innocente, ancorché deprecabile Marrazzo si è trovato nelle condizioni di non essere più presentabile, stop. E in quanto uomo impresentabile e pesantemente ricattabile (e ricattato nei fatti), Marrazzo si è dimesso dalle cariche che rivestiva e puff, è sparito.
Questo era sul giornale di ieri. Sul giornale di oggi c'è la storia del barone Karl-Theodor zu Guttenberg, uomo politico più rampante e figaccione della Germania unita, deputato e - soprattutto - ministro della Difesa del governo Merkel. Alcuni accademici, settimane fa, avevano denunciato che - secondo loro accertamenti - la tesi di dottorato di Guttenberg era una specie di sapiente copincolla di varie tesi altrui, sfruttate senza pudore e senza citare la fonte. Ieri - a malincuore, con le palle girate, rosso di vergogna e di rabbia, denunciando l'accanimento dei media - Guttenberg si è dimesso non solo da ministro ma anche da deputato, rinunciando dunque anche all'impunità, e dichiarandosi pronto ad accettare ogni eventuale conseguenza anche penale.
Michele Alliot-Marie, ministro degli Esteri francese, si è dimessa due giorni fa al culmine delle polemiche per avere trascorso le vacanze di Natale in Tunisia ospite del presidente Ben-Alì, mentre intorno infuriava la rivolta.
Paul McLeay, ministro della Marina mercantile del Nuovo Galles del Sud (Australia), si è dimesso sei mesi fa perché scoperto a usare il pc che aveva in uso in parlamento per visitare siti porno e casino on-line.
Jacqueline "Jacqui" Jill Smith, ministro dell'Interno della Gran Bretagna, si è dimessa davanti alla contestazione di due note spese irregolari. In una, faceva avere dei soldi illecitamente alla sorella. Nell'altra, aveva compreso due film porno ordinati in pay-per-view dal marito.
Cecilia Chilo, ministro della cultura svedese, si è dimessa quando si è scoperto che non pagava il canone della tv e i contributi previdenziali alla baby-sitter dei figli.
Da noi no, queste cose non si fanno. Come siamo fortunati.
17:13
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18/02/2011
LA DEDICA/2
PAR CONDICIO/2
La squadra di Guantànamo scenderà in campo con una maglia dedicata a Gattuso.
19:52
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