21/08/2008
PECHINO DAY 12 - PHELPS E BOLT
No, niente: pensavo a Phelps. Voglio dire: uno si fa un mazzo così per quattro anni, arriva alle Olimpiadi, dichiara di voler vincere otto medaglie d'oro per infrangere il record di Spitz e il mondo intero lo sostiene eccitato e sbalordito, si rifà un mazzo tanto tra una gara e l'altra, ce la fa, viene portato in trionfo e definito uno dei migliori atleti di sempre eccetera eccetera, e poi spunta un bulletto giamaicano che fa i balletti in pista e mangia il pollo fritto nei ritagli di tempo, vince due ori battendo due record mondiali e puff!, altro giro altro mito, le Olimpiadi hanno già trovato un altro uomo-copertina, il mondo ha trovato un altro "atleta migliore di sempre" e vai così. Cazzo, e Phelps? Sarà seduto sul divano e guarderà la tv mangiando frittate di sei uova e angurie intere, e quando tornerà in piscina ad allenarsi dovrà mettersi i braccioli.
16/08/2008
PECHINO DAY 8
MASSIMO BOLT

Fosse un po' meno gigione, avesse meno tensione comica e teatrale, corresse di più e ballasse di meno, Usain Bolt oggi avrebbe fatto un record più mostruoso di quanto non abbia fatto. L'atletica dunque lo ringrazia per non avere ammazzato per vent'anni la specialità regina, i 100 metri, rialzandosi trenta metri prima dell'arrivo, sbracciando e agitandosi come un mezzo matto urlando che stava vincendo (ce n'eravamo accorti tutti, aveva cinque metri di vantaggio), e disputando la finale olimpica con la scarpa slacciata. Qui vale la pena di soffermarsi un attimo. Voglio dire: di cosa cazzo dovrà mai preoccuparsi uno che corre la corsa della vita in mondovisione? Mi sono iscritto? Sì. Ho pagato la Fidal giamaicana? Sì. La maglietta ce l'ho? Sì. I pantaloncini? Sì. Le mutande? (Aspetta che guardo) Sì. Il pettorale? Sì. Le scarpe? Sì. Ma porca troia, non te le allacci prima di partire? Le scarpe, cazzo. Non ha dimenticato di pagare il disco orario o il canone della Rai. Ha dimenticato di allacciarsi una scarpa, il ferro del mestiere, l'appendice delle sue gambe, la protesi più importante del suo corpo flessuoso. Sant'Iddio, e se fosse inciampato? Alto com'è, cadendo ne avrebbe stesi tre o quattro come nello short track e avrebbe vinto quello in nona corsia. Comunque, se non è dopato, questo non ce lo leviamo dai coglioni per anni e chissà dove arriverà. In questa specialità muscolare, vedere uno alto e snello correre con una naturalezza così innaturale è stata una gioia per gli occhi, e a questo punto le Olimpiadi vivono solo nell'attesa dei 200 metri, dove con quella progressione può avvicinare il record di Michael "Culobasso" Johnson. Adesso voglio conoscere - lo pretendo - la dieta di Bolt. Mangerà come Phelps? Potessi, li inviterei a una sagra qui nei pressi per un test alimentare. Stufato d'asino con polenta, peperonata e una bottiglia di bonarda. Poi voglio vederli, cazzo. Voglio vedere Phelps affondare come la zavorra di un sub durante la prima vasca e voglio vedere Bolt arrancare al traguardo con la lingua che tocca terra, ottavo in batteria.










