16/11/2011
ORIALI
LELE FORA
(dalla Gazza di oggi)
E per chi è andato via?
"Dopo l’addio di Mourinho, il presidente si è lasciato convincere da Branca e altri dirigenti che volevano un nuovo progetto senza di me".
Non ha chiesto chiarimenti a Moratti?
"Con Moratti ho parlato prima e dopo. Anche pochi giorni fa mi ha rinnovato la sua stima in tv. Forse con il tempo ha capito tante cose, ma evidentemente non poteva più tornare indietro".
"Visti i risultati degli ultimi sedici mesi, sono felice di non aver fatto parte di questo progetto".
Quali sono stati gli errori?
"Errori di inesperienza e presunzione in fase di programmazione. Fare il dirigente all’Inter non è semplice e nessuno può pensare di avere capito tutto se manca di esperienza".
Qual è stato l’errore più grave?
"Benitez era un allenatore nuovo, andava supportato da qualcuno che conoscesse bene l’ambiente. E poi non si possono cambiare quattro allenatori in meno di due stagioni. Io non ho nulla contro Gasperini, ma tutti sapevano come giocano le sue squadre. E allora perché è stato perso tempo, invece di prendere subito Ranieri che era libero anche a giugno?"
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21/09/2011
LA FATAL NOVARA
IL SENSO DEL RIDICOLO
16 mesi fa vincevamo la Champions, 9 mesi fa vincevamo il Mondiale, 6 mesi fa andavamo a vincere a Monaco facendo tre pere dopo aver perso in casa all'andata. Non serve l'istituto Luce per capire cosa eravamo. Lo siamo stati fino a poco fa. Poi puff, non si capisce bene cos'è successo, tanto appare tutto così incredibile. La linea di demarcazione l'ha tracciata Fiorello: con la sua imitazione di Gasperini ha sancito una cosa ben precisa, che siamo ridiventati ridicoli. E non è solo una doppia clip di due minuti che gira su YouTube con uno showman che fa la voce in falsetto e dice cose calcisticamente comiche. E' un qualcosa di più preciso, di più impietoso. Facciamo ridere, oggettivamente. Ed è una cosa gravissima, e magari la capissero i nostri dirigenti cui, con piacere, ricordo cosa hanno combinato negli ultimi mesi.
Torniamo a quel grottesco mesetto a cavallo tra la fine di maggio e la fine di giugno, quando il nostro handsome non-allenatore (confermato in pectore) (già questo era grave, essendo un non-allenatore), decide inaspettatamente di levarsi dai coglioni per andare in un posto più bello, meno stressante e meglio pagato. Per venti giorni cerchiamo allenatori che non vogliono o non possono venire, ma soprattutto la prima che ho detto. A un certo punto, in modalità "mangio 'sta minestra", si assume uno di quei due-tre allenatori liberi in Italia e che ovviamente avrebbero accettato di corsa l'incredibile opportunità. Naturalmente, non certo per cattiveria ma per pura oggettività degli eventi, questo allenatore appare come la terza, quarta o forse quinta scelta. E quindi arriva all'Inter senza il minimo di credito, il minimo di trasporto e il minimo di credibilità. Certo, sono cose che uno si può conquistare cammin facendo. Ma forse al Genoa o al Crotone (ne faccio una pura questione di pressione ambientale) è più facile. L'Inter, per il secondo anno di fila, assume un allenatore a cui non crede fino in fondo. Si chiama perseverare, ed è diabolico.
Preso l'allenatore, si fa il mercato. Preso, in particolare, un allenatore che fa il 3-4-3, si prende la palla al balzo per identificare la vittima sacrificale al Fair play finanziario (leggasi anche: voglia di Moratti di non spedere più in maniera illimitata e sragionevole per far contenti noi fessi) tra quei due-tre nostri giocatori che hanno veramente, ma veramente, ma veramente mercato a livello globale: cioè Sneijder. Ma le cose non vanno proprio così, l'operazione Sneijder è lasciata in modalità un pochettino random sperando che siano gli altri a fare tutte le mosse e a far partire il bonifico, e intanto arriva un daghestano che vuole Eto'o e lo paga cash. Perfetto. Quindi resta Sneijder. Nel mentre si dipana un mercato totalmente alla cazzo, in cui si acquistano giocatori che forse, probabilmente, indicativamente, potrebbero adattarsi eventualmente abbastanza agli schemi dell'allenatore che non volevi. Il quadro è perfetto. Aggiungici un paio di sòle, quelle non mancano mai, ed ecco l'Inter.
Che comunque resta l'Inter, con una rosa di tutto rispetto e zeppa di eroi di Madrid, Abu Dhabi e Munchen. Ma alla guida c'è Gasperini, un uomo solo e disperato che canna tutti gli esperimenti che fa. Dopo un mese e mezzo di ritiro ci sarebbe la prima di campionato, ma 'sti zozzoni scioperano. Facciamo un'amichevole e prendiamo pallate dal Chievo. Arrivano Forlan e Zarate, nomi suggestivi ma di quale utilità? C'è una tale fiducia su Zarate che gli facciamo firmare un contratto in cui c'è il bonus non per i gol ma per gli assist. C'è una tale fiducia su Forlan che stiamo lì ad accarezzargli la criniera bionda e a contargli la tartaruga degli addominali e non ci accorgiamo che non può giocare la Champions. Ce ne accorgiamo dopo, a lista consegnata, una roba da società amatoriale. Dopo, molto dopo rispetto a tutto: a una lista con un nome in meno, a un ingaggio che prevede che tu giochi in Champions, a un pagamento all'Atletico Madrid che non contempla che non ci possa giocare. L'incauto acquisto è un reato.
Finalmente, a due mesi dall'inizio del ritiro e a quaranta giorni dall'unica partita ufficiale (la Supercoppa, persa savasandìr, e comunque c'era ancora Eto'o), inizia il campionato. E inizia la Champions. 4 partite in 10 giorni. Un pareggio e tre sconfitte, 4 gol fatti (uno casuale, uno su rigore e due a tempo quasi scaduto, ininfluenti) e 8 subiti. Non da Barcellona, Real e Chelsea, ma da Palermo, Trabzonspor e Novara (!!!). In quattro partite mai lo stesso schema iniziale, in quattro partite il centravanti della nazionale gioca 45 minuti, in quattro partite due-tre azioni da ricordare. A Novara tre tiri verso la porta in 90 minuti, uno nello specchio.
Gasperini dal Chievo in poi rilascia dichiarazioni che fanno accapponare la pelle. Al culmine di un delirio di infimo profilo si lascia andare a un "io gioco tutte le partite come fossero finali", una frase che dice l'allenatore di una pericolante alla trentesima di campionato, non l'allenatore dell'Inter alla terza. Se il peccato originale è tutto della società, Gasperini non è però del tutto innocente: difficilmente si poteva trasmettere una tale sensazione di modestia e inadeguatezza. Il resto lo hanno fatto i giocatori: è una situazione talmente anomala - poca condizione, zero palle, totale confusione - che non può che essere la risultante di più situazioni abnormi. Di sicuro Gasperini non ha ascendente su questa squadra, che ha rifiutato i suoi schemi. E la sensazione che Zanetti e Cambiasso se lo siano cotto in padella - loro, i due senatori, sono troppo brutti per essere veri - è palpabile. Mi rifiuto di pensare che un'Inter anche ridotta ai minimi termini non fosse davvero in grado di cavarsela a Novara. E invece è una squadra senza capo nè coda, che basta pressare un pochettino per gettare nel panico. Sguardi persi, gente che si sfancula per un passaggio sbagliato. Non uno dei vecchi che prenda gli altri per il bavero e rinsaldi le fila.
Domani - anzi, oggi - bisogna esonerare Gasperini. Come da consunto copione calcistico, è l'unica soluzione percorribile, non potendo essere cacciata a calci in culo nè mezza squadra nè mezza società. Serve uno qualunque, purché credibile e in grado di prendere la squadra per i coglioni. Chi c'è c'è, e chi non c'è affanculo, anche se il cognome finisce per Etti o Asso. Un allenatore che faccia una cosa elementare: un 4-3-1-2 che questa squadra ha nel Dna, e pazienza se non c'è nulla di creativo o innovativo. Questo incubo deve finire al più presto, c'è una sfilza di partite da giocare in pochi giorni, un campionato da riprendere in mano, una Champions da rimediare, e una Champions da conquistare per il 2012 con un posto in meno. Ogni giorno che passa è un giorno perso. Dalla fine di maggio ne abbiamo già persi uno sfottio.
31/08/2011
CALCIOMERCATO
18/08/2011
ADDIO ETO'O
SUK
La sensazione è che si chiuderà per 27,5 milioni più 10mila punti Fragola, 70mila miglia Alitalia, un buono acquisto da 500 euro all'Auchan di Cesano Boscone, una litografia di Cascella numerata offerta da Telemarket, una Zaz uniproprietario tagliandata tenuta sempre in garage, una confezioni di cornetti Algidaghestan e uno sky box allo stadio di Machackachackala riservato fino al 31 dicembre 2012.
ADDIO ETO'O
SUK
La sensazione è che si chiuderà per 27,5 milioni più 10mila punti Fragola, 70mila miglia Alitalia, un buono acquisto da 500 euro all'Auchan di Cesano Boscone, una litografia di Cascella numerata offerta da Telemarket, una Zaz uniproprietario tagliandata tenuta sempre in garage, una confezioni di cornetti Algidaghestan e uno sky box allo stadio di Machackachackala riservato fino al 31 dicembre 2012.
10/08/2011
CRISI INTER 2
08/08/2011
MERCATO INTER
IL FATTORE BUSCOPAN
Mi sembra giusto rassegnarsi: se qualcuno arriverà, sarà perchè qualcuno se ne sarà andato. Non vedo alternativa, o quantomeno nessuno dei nostri ci ha aiutato a immaginarcene un'altra. E quindi mi sembra che lo scenario sia solo uno, questo.
Chi va via? Va via chi ha mercato, questo è ovvio. E parlando di mercato vero (non quello degli spiccioli che si potranno ricavare da Muntari, Mariga et similia) i nomi sono sempre i soliti: Sneijder, Eto'o e Maicon. Sneijder va via fisso, temo non ci sia scampo: certo che se se lo fanno pagare meno di Pastore, voglio dire, è una roba da Tafazzi. Per Eto'o e Maicon, invece, gioca il fattore mal di pancia. Ora, del mal di pancia cronicizzato di Maicon ci siamo tutti un po' rotti i coglioni, mentre per quello di Eto'o verrebbe voglia, come primo istinto, di correre al suo capezzale, portagli un camomilla, fargli i massaggini ecc., perchè la prospettiva che se ne vada il meraviglioso Eto'o non è delle più rosee.
Va detto di Eto'o, se è vero quello che si scrive, che la tentata estorsione - ancora in corso - del solito ritocco di ingaggio a fronte dell'interessamento dell'Anzhi mi fa abbastanza roteare le palle. Perchè se io fossi Moratti e Branca gli direi: va bene Samuelino, vai pure a giuocare a Makhachkala, capitale del Daghestan, ridente città di 500mila abitanti affacciata sul Mar Caspio, che io non ci andrei neanche per mezza giornata, e strafogati dei tuoi 20 milioni di euro l'anno, che ne hai ben d'onde, e a noi qualche bel milioncino ce lo danno e vaffanculo. Visto che ormai si ragiona per fair play finanziario (che palle) e per alte strategie di bilancio, allora facciamo qualche piccolo distinguo tra chi passa i trenta e chi non ce li ha ancora. Che poi è la ragione prima del fatto che cedere Sneijder, calcolando il rapporto età/qualità, è davvero un'immane cazzata.
I 12 strapagati ultratrentenni che ci terremo fino alla scadenza dei rispettivi contratti (tutta gente a cui vogliamo un gran bene, sia chiaro) impongono che il resto della rosa sia svecchiato e arricchito di grandi qualità (i cordoni si stringono, ma siamo l'Inter sant'iddio). Se qualcuno andrà via, arrivi qualcun altro che ci cambi almeno un po' la vita e non percorra il campo con il girello. Io mi terrei stretta la rosa di adesso, sia chiaro, e proverei a vincere il campionato. Ma tra gente col mal di pancia e altra che si trascina un po', ci sarebbero voluti un Mou e un Oriali a spremere gli scroti e tenere la barra dritta. Oggi abbiamo Branca Gasperini e Juric, e bisogna tenerne conto.
29/01/2011
MERCATO
MISUNDERSTANDING
Pare che Moratti abbia detto a Branca di andare al Bayern e comprare quello con un nome difficile. Branca è andato ed è tornato con Knasmullner. Moratti allora gli ha detto: no cazzo, iniziava con la esse. Allora Branca è tornato indietro e, a metà strada, ha trovato Spendlhofer. Moratti quando lo ha rivisto gli ha detto: ok, a posto così.
18/11/2010
BENITEZ
UNA STORIA VA A PUTTANE
(SAPESSI ANDARCI IO)
Mettiamola così. Poniamo che un'azienda prestigiosa, con una lunga storia e con risultati strepitosi nell'ultimo periodo, si trovi costretta a cambiare l'amministratore delegato che ha scelto "nuovi percorsi professionali". Ne assume quindi uno, uno dei migliori disponibili (a certi livelli, la disponibilità è sempre quella che è: bisogna fotterne uno agli altri). Gli fa firmare il contratto che merita. E per lui è la classica offerta che non si può rifiutare: per il posto, più che per l'assegno. L'amministratore delegato si insedia. Gli danno una bella casa, ma è a 50 km dall'uffico. Gli danno una lussuosa macchina aziendale, ma guarda il contachilometri e vede che ne ha su 200mila. Si accorge che è appena andato via uno dei dipendenti più talentuosi: incommensurabile testa di cazzo, ma ogni tanto risolveva problemi. Soprattutto, quando riceve il capo del personale, apprende che la truppa è strapagata, anziana (si ammalano a raffica) e ipersindacalizzata, di quelle che quando devi spostare di tre minuti l'orario della pausa pranzo intavolano sette mesi di trattativa e chiedono un'indennità di duemila euro per ritardato pasto. Alla richiesta di portarsi qualche uomo di fiducia, l'azienda risponde no.
La situazione è un po' così, no? E la sensazione, sempre più netta, è che si sia partiti male dall'inizio, ma proprio dall'inizio. Da Mourinho. La cui decisione di menare le tolle appare sempre più ineccepibile. Questi problemi - almeno in parte - li avrebbe avuti lui quest'anno: ma chi glielo faceva fare? Solo che Moratti , al suo posto,non ha preso la sua prima scelta ideale e adesso resteremo così, sospesi come una provinciale a valutare il prossimo risultato e il prossimo allenatore. Magari anche subito (uh, che brivido di eccitazione). E chi, poi? Leonardo? Spalletti? Trapattoni (ho letto anche questa)? Abbiamo un allenatore che tra i suoi pregi non ha quello di cavare il sangue dalle rape. E la truppa è anziana e ipersindacalizzata. Questa è la situazione. E questi sono cazzi.
Il vertice di ieri è stato lungo in modo inconsueto, e le dichiarazioni di Moratti posso essere lette in tanti modi. Dice che non ci saranno decisioni traumatiche. Perché quella specifica: traumatiche? Ci stanno pensando, ci hanno pensato? E come si può essere sicuri al cento per cento che con un altro allenatore, e gli stessi bicipiti femorali, le cose andrebbero meglio?
Poi - ah, se le cose potessero andare veramente così (cit.) - mi piacerebbe che un anatomo-patologo con specializzazione in ortopedia ci spiegasse scientificamente perchè siamo una squadra letteralmente a pezzi. Perché così tanti infortuni? Perchè così tanti infortuni in partita? C'entra l'infinita stagione precedente (triplete più Mondiale per molti dei nostri), c'entra che hanno tutti un anno in più, c'entra qualche errore di preparazione in estate (ma esiste ancora la preparazione in estate? Al secondo giorno di ritiro ti fanno giocare col Chelsea)? O c'entra solo la sfiga? Perché se è solo sfiga qual è la colpa di Benitez? Che è grasso?
No, il problema è ab ovo (non sapete quanto ho desiderato - ero ancora al ginnasio - poter scrivere un giorno ab ovo). Lo si risolverebbe, semplicemente, tornando in salute e tornando a vincere. Ma sarà semplice? A Benitez non hanno comprato nessuno e gli hanno cambiato un jolly d'attacco alto 1,90 e pasante 90 chili con un bambino dell'asilo. Bravo, per carità, bravissimo. Ma non la stessa cosa. Benitez avrà le sue colpe e non sarà un genio, ma viene dopo uno terribilmente vincente e terribilmente genio. Benitez aveva già perso in partenza. Lo si presumeva. Moratti lo sapeva già. Il Moratti di dieci anni fa avrebbe già preso un altro, probabilmente. Uno qualsiasi, pur di soddisfare i suoi e i nostri mugugni. Oggi no, ha la bacheca piena e il cuore meno agitato. Quindi si limita a pensarci (per lui, un passo avanti pazzesco). Però, se posso esprimere un modesto parere, ricordiamoci chi siamo e dove siamo. Ora, Massy, non me lo cuocere a fuoco lento tipo Ferrara, che è una cosa tristissima. E tu, Benny, piantala di parlare del mercato di gennaio: sono cose che può dire la Fiorentina, non noi. Noi siamo questi. Eravamo bellissimi e ora siamo fisicamente una poltiglia, e gli occhi di tigre ce li hanno due/tre su undici. Si potesse avere una controprova, affiderei questa squadra al Mou due o tre mesi. Così, per curiosità. Ma non è possibile. Andiamo avanti così: ehilà, su col morale, siamo l'Inter, prontooooo?
15/01/2010
ERAVAMO QUATTRO AMICI
FAB FOUR
Mor. - Senta Josè...
Mou. - Sì, presidente
Mor. - Ma quello lì...
Mou. - Sì?
Mor. - Quello lì, simpatttico, quello lì...
Mou. - Quale?
Mor. - Quello lì che sembra un lavavetri.
Mou. - Pandev.
Mor. - Ah, è il Pandev. Va bene?
Mou. - Sì sì presidente
B. - (sottovoce) Lele?
O. - (sottovoce) Che minchia vuoi?
B. - (sottovoce) Vaffanculo.
O. - (sottovoce) Perchè?
B. - (sottovoce) Mi sono comprato le Hogan anch'io e non mi hai ancora detto un cazzo.
O. - (sottovoce) Ero distratto dal cappello.
Mor. - Josè, e quello lì con quella basletta?
Mou. - Quale, presidente?
Mor. - Quello lì che smista la palla adesso.
Mou. - Ma è Zanetti.
Mor. - Figa, siamo controsole.
Mou. - Eh, sì.
B. - (sottovoce) Ti piace il cappello?
O. - (sottovoce) Mi fa cagare il cazzo.
B. - (sottovoce) Cos'ha che non va?
O. - (sottovoce) Sembri Robbie Williams.
B. - (sottovoce) In che squadra gioca?
O. - (sottovoce) Mavaffanculo pirla.
Mor. - E quello lì?
Mou. - Ma è Balotelli.
Mor. - Merda, siamo proprio controsole. La Milly non me li compra.
Mou. - Chi? Baptista e Kolarov?
Mor. - No, gli occhiali da sole.
B. - (sottovoce) Ho anche i pantaloni come i tuoi.
O. - (sottovoce) Quasi come i miei, prego. I tuoi sono da accorciare un dito.
B. - (sottovoce) Comunque se metto la sciarpa siamo uguali.
O. - (sottovoce) Col cazzo che siamo uguali. Ma ti sei guardato allo specchio? Come ti è venuto in mente 'sta cosa del cappello?
B. - (sottovoce, sospirando) Sbaglio sempre qualcosa, mannaggia.
O. - (sottovoce) Hai comprato Kolarov?
B. - (sottovoce) E come facevo? Ero a comprare il cappello.
O. - (sottovoce) Mavaffanculo.
16:00 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (179) | Segnala | Tag: calcio, serie a, inter, appiano gentile, morattti, oriali, branca, mourinho | OKNOtizie |
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