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18/12/2011

CESENA-INTER

BELLEZZA INTRINSECA

"Buonasera. In sostituzione del previsto film La Stanza del Figlio, trasmettiamo la replica di Cesena-Inter. Vi auguriamo buon divertimento".

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05/12/2011

CRISI INTER

IL CONFUSIONIZZATORE

Non pensavo che ci saremmo trovati anche con il problema allenatore. Non lo pensavo in assoluto, figuriamoci così presto. Erano già chiare le altre faccende - quelle della gente logora o intristita, del mercato a impatto zero, del ciclo finito - ma pensavo che dopo la risoluzione dell'equivoco Gasperini, pur pagato a carissimo prezzo (due mesi buttati nel cesso), almeno la questione della guida tecnica e morale della squadra si potesse dire risolta. E invece no, il problema esiste. Va premesso: non è mica tutta colpa sua, per carità. Non è colpa sua se gli rubano una partita-chiave come Inter-Napoli, non è colpa sua se il centravanti sviene battendo un rigore al novantesimo, non è colpa sua se mezza squadra fa cagare di suo e non per scelta tecnica. Però la partita con l'Udinese ha smascherato Ranieri.

Quello che avevamo salutato come il Normalizzatore - colui cioè che dopo Gasperini doveva riportare la squadra a fare le cose che sapeva fare a memoria, le cose normali appunto - si sta rivelando il Thinkerman di Chelsea. L'Aggiustatore non nel senso che speravamo noi - che rimettesse in piedi la baracca e stop - ma nel senso in cui amavano prenderlo in giro a Londra: l'Aggiustatore perché spesso faceva e disfaceva, iniziava con un modulo e finiva con un altro, faceva cambi un po' astrusi. Aggiustava, appunto. E spesso in corsa. Che è quello che è successo con l'Udinese e che è successo spesso in questi suoi tre mesi scarsi di gestione.

Tutto questo, naturalmente, va considerato al netto degli infortuni. E Ranieri, che ne ha dovuti fin qui gestire una caterva, è perennemente costretto a fare il Thinkermam, ci piaccia o no. Ma l'avere continuamente cambiato modulo per adattarsi agli infortuni e soprattutto (e purtroppo) alla squadra che si andava ad affrontare (un atteggiamento passivo che non paga quasi mai) ha negato certezze a una squadra che era uscita dal periodo gasperiniano in crisi di identità. Gli schemi non me li ricordo nemmeno più, tanti ne ha fatti. Gli si chiedeva un 4-3-1-2 per farci stare tranquilli, ma poi ha tirato fuori dal cilindro robette del tipo 4-1-4-1, 4-3-3, 4-2-3-1 fino al 4-4-2 con l'Udinese con dentro uno stuolo di esterni o presunti tali che nemmeno Cuper.

E alla fine con l'Udinese è andato in confusione totale pure lui, l'Aggiustatore, continuando a inserire tacòn peggio di ogni precedente buso fino all'apoteosi finale. Una fregola aggiustatrice in cui Ranieri si è dimenticato di aggiustare le cose vere e ha proceduto per tentativi fantasiosi o incomprensibili, tanto da confessarlo lui stesso: mettendo Zarate ho perso la partita. Vabbe', almeno è onesto.

A mister Thinkerman, peraltro, vorrei girare alcune domande rimaste inevase e che mi ronzano in testa da sabato sera.

1) Milito e Pazzini non solo non possono giocare insieme, ma in questo momento fanno clamorosamente cagare singolarmente. Come hai fatto, Aggiustatore, a tenerli in campo 90 interminabili minuti? Zarate, giocatore già inutile di suo, non è meglio metterlo dentro nel suo ruolo vero? Castaignos, che in teoria doveva essere carico come una molla dopo aver fatto un gol da tre punti nella partita precedente, pur con tutte le sue timidezze non sarebbe stato comunque meglio di uno dei due cadaveri? Non gli si poteva far giocare mezz'ora? Se non gioca mezz'ora dopo avere segnato un gol e in una partita in cui i due attaccanti titolari fanno vomitare, quando gioca?

2) A proposito di giocatori al posto giusto, abbiamo scoperto di avere un giocatorino - Faraoni - che ogni tanto si potrebbe mettere dentro a fare il suo ruolo, l'esterno di difesa: corre, sembra lucido, crossa bene. No, per dire: invece di far giocare diciassette ruoli diversi a Zanetti, o far giocare esterni di difesa che non si sentono tali, che non se la sentono, che fanno cagare (ne abbiamo varie tipologie), non si può far giocare ogni tanto questo Faraoni?

3) Potete dire a Faraoni o ad Alvarez di tingersi i capelli di biondo? Sono fottutamente uguali. D'accordo, uno corre e l'altro fa finta, ma non sempre riesci a cogliere la differenza.

4) A proposito di Faraoni: come mai un ragazzo dopo un'ora ha i crampi? E come mai un altro bambino, Coutinho, è perennemente infortunato ai muscoli? Che problema c'è? Ci hanno fatto la fattura, o qualcosa non va?

5) Perchè hai messo Alvarez esterno del 4-4-2? Infatti lo hai tolto fottendoti un cambio. Perché non hai invece aggiustato uno schema da 0-0 fisso (quei due davanti non avrebbero segnato nemmeno contro la formazione Berretti dell'Udinese)  accentrandolo per cambiare modulo, nella speranza - ok, lo so, è una pippa - che magassi uscisse qualcosa da quel sinistro? Perché lo hai sostituito con Nagatomo, che già non è un genio della tattica e per giunta lo hai messo in una posizione dove lo avevamo (purtroppo) già visto? A cosa pensavi quando hai tolto Faraoni e messo Zarate? No, seriamente: a cosa pensavi?

6) Nel nostro centrocampo lacero e contuso, che ha un'autonomia di 50 minuti a essere larghi, che non ha cambi perchè son tutti rotti, perchè non metti Poli? Mica subito, ma va'. Alla Thinkerman: in corsa. Se non gioca quando Sneijder, Muntari, Obi e Coutinho sono fuori, Cambiasso è allo stremo, Stankovic è un pianto e Zanetti è disperato (e poi espulso), ma quando gioca? Ah già, scusa, i cambi li avevi finiti. Ne avessi azzeccato uno, però.

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(nell'indecisione se l'immagine simbolo dello sfascio dell'Inter sia Pazzini che cade calciando un rigore o la prima espulsione di Zanetti, io ne propongo una terza: un attaccante lautamente pagato e praticamente mai visto gioca a tennis in orario di lavoro)

 

04/12/2011

INTER-UDINESE 0-1

PERDERE L'ARDORE

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Se un marziano fosse ammarato con la sua astronave nel rio Grabellones e fosse entrato a El Bocho a chiedere una dritta per il centro e si fosse fermato a vedere l'Inter, avrebbe avuto in 90 minuti l'esatto quadro di come siamo ridotti. A differenza del solito marziano che atterra blablabla e non capisce un cazzo, no, da Inter-Udinese avrebbe avuto tutte le info per tornare su Marte e relazionare con precisione su di noi.

Avrebbe visto cose illuminanti sull'Inter. Perché c'è molta Inter (forse tutta l'Inter) nel Pazzo che scivola battendo il rigore (cose di cui ci si vergogna per una carriera intera, e che gli rinfacceranno in milioni di cene), c'è molta Inter nel Chivu fuori posizione di quei 20-30 metri nell'azione del gol e nella sua tutt'altro che disperata rincorsa, c'è molta Inter in Zanetti costretto alla doppia ammonizione ed espulso dopo settemila partite, c'è molta Inter in tutto questo sbattersi e tener palla e controllare e manovrare e poi prenderlo in culo, anche perché c'è molta Inter in quello zero dei gol segnati, perché è giusto così, non avremmo segnato in altri novanta minuti, e in novanta altri ancora con queste punte in condizioni psicofisiche scandalose. E se il marziano fosse stato un minimo addentro alle cose del calcio avrebbe probabilmente chiesto agli avventori se questo resistere e imbrigliare a lungo l'Udinese fosse il sintomo di una condizione che faticosamente cresce o sia il sintomo, al contrario, di una mentalità ormai transitata alla modalità "provinciale di lusso".

Certo, al marziano avrei fatto presente che con un po' di giocatori in infermeria, e altri da mandare all'ospizio, non si può cavare il sangue dalle rape. Ma che partita illuminante, santiddio, per il marziano e per noi. Oggi ha fatto un gran casino anche il Normalizzatore. Altro che tabella scudetto, qui è ancora il caso - in attesa di tempi migliori - di mettere il fieno in cascina e guardarsi le terga.

La cruda verità è che oggi siamo una squadretta: di attaccanti che non segnano, di centrocampisti che non corrono, di difensori che sbandano, e complessivamente di giocatori laceri e contusi e, diciamolo, anche un po' demotivati, o impauriti, o tutt'e due. E - quanto mi costa dirlo - c'è una scarsezza latente che ci limita. La cruda verità è che abbiamo affrontato sei delle attuali prime otto squadre della classifica e abbiamo fatto un (1) punto. Questi siamo, almeno per ora, e non dimentichiamocelo quando iniziamo filotti battendo squadracce e alla prima asperità li interrompiamo senza capire il perché.

25/11/2011

INFORTUNI INTER

STIRAMENTO

Uno stiramento... ma cos’è poi uno stiramento? Uno strappo un po' più da vicino, una elongazione più precisa, una contrattura che cerca una conferma, una distrazione che ronza come l’ali d’un ape, un affaticamento che sa di fiore, un apostrofo rosa tra le parole "t'ho fatto fare un'altra bella preparazione del cazzo".

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20/11/2011

INTER-CAGLIARI 2-1

LA SENATORITE

Devo avere da qualche parte nel cervello un collegamento calcio-podismo, perchè ci sono stagioni più confortevoli e luminose, ovvio, ma quando c'è il freddone e la nebbiolina tutto sembra avere un perchè - le partite e le corse - e tutto sempre un po' più vero, autentico, non so come dire. E quindi se c'è la nebbiolina e un bel freddo trovo più sensato andarmi a intirizzire sugli spalti piuttosto che stare sul divano, così come mi piace andare a correre tra gente con sette giacche a vento e dodici sciarpe che mi guarda come fossi un venusiano. L'unico intoppo del pomeriggio è stato convincere il tipo della biglietteria che volevo un primo blu - ogni volta che iniziava a digitare i miei dati se lo dimenticava - e secondo me ieri sera è andato a dormire presto, perchè ogni volta che gli ripetevo "primo blu" (lui mi diceva, a turno, "mi ha detto primo verde, vero?" "mi ha detto secondo arancio, vero?") lo guardavo con quella paterna, paziente indulgenza che lo avrà fatto sentire un relitto umano (ma non volevo, giuro).

E poi c'era anche che non si può rimanere tre settimane senza Inter. Questi calendari sincopati non li reggo più, o tutto o niente, bleah, adesso ci toccano 33 giorni di tour de force e chissà come ci arriviamo. Singolare che dopo tre settimane di sosta si torni a giocare con più infortunati di prima, e ormai trovo lezioso - inutile - parlare di campanelli d'allarme. Contro il Cagliari si sono verificate un po' di cose in contemporanea su cui vale la pena riflettere. La pletora di infortuni ha costretto Ranieri a fare giocare i tre oggetti misteriosi tutti in una volta. Coutinho doveva andare in panca ma Swaroski II si è infortunato scaldandosi. Jonathan è uscito dalla naftalina per l'assenza contemporanea di tre (3) esterni di difesa. Alvarez, che stava andando in saletta vip, si è rimesso i mutandoni e poi ha giocato 45 minuti. E tutto questo è accaduto poche ore dopo l'intervista in cui Ranieri aveva ribadito la sua ferma convinzione nell'affidarsi ai senatori per risollevare la squadra. E prima che Ranieri lo ribadisse (stessa identica frase) nella conferenza stampa post match.

E proprio qui sta il punto. Senza i senatori questa squadra - che è fatta di senatori - non esiste. Con i senatori, ammesso che giochino (ieri, appunto, ce n'erano fuori un tot), questa squadra è ingabbiata . Ingabbiata, per esempio, come nel primo tempo, nell'attesa che da un centrocampo Subbuteo uscisse un qualcosa, un cambio di passo, un barlume, un break. Al netto degli infortuni (che comunque, statisticamente e anagraficamente, colpiscono più i senatori dei baby), quanto vale questa squadra senatoriale, e che futuro ha?

Col Cagliari - Ballardini, invece di fare sarcasmo fatti comprare qualcuno che tiri in porta - era importante vincere e stop, così come lo sarà da qui a Natale per chiudere la Champions e recuperare in campionato. Vincere senza convincere - who cares? -, vincere e stop, vincerne il più possibile perchè è chiaro che di questo la squadra ha bisogno, vincere per convincersi che tutto quello che è successo finora è (quasi) un brutto sogno e che adesso si riparte, seriamente dico. Ma vincere come, e con chi? Strizzando le palle ai senatori e mandando in panca e/o tribuna i giovani virgulti, così, ad libitum, finchè dieci infortuni in contemporanea aprano ogni tanto uno spiraglio forzato? (Faraoni, per dire, ha esordito in A grazie all'infortunio di due esterni difensivi, la squalifica del terzo e la sostituzione in corso di partita del quarto. Faraoni non giocherà mai)

Sarà stata la nebbiolina o il freddo, ma ieri sugli spalti mi si è stretto il cuore a guardare i tre oggetti misteriosi che, bene o male, hanno dato il loro contributo a vincere una partita che si stava infrangendo contro la solita sfiga (due traverse) o i soliti problemi (la semovenza). Coutinho è un bambinone con la testa grossa, però magari ci si può investire un po' di più. Alvarez è attualmente una pippa (patetico il contropiede Alvarez-Motta del secondo tempo, sembrava un fiilmato di repertorio) ma fa sempre meno cagare e il suo ormai proverbiale "adeguamento a un calcio diverso da quello argentino" se non glielo agevoli in un Inter-Cagliari aut similia, quando glielo agevoli? Jonathan è uno sgorbio ("il nuovo Maicon", ahahahah), però ce la mette tutta e non crossa male (durante la partita teorizzavo una cosa tipo il campbio all'americana della Sei Giorni: uno qualunque che porti la palla fin verso la trequarti, cambio all'americana, entra Jonathan e crossa).

Adesco che ci aspettano ottanta partite in 33 giorni, Ranieri, cosa facciamo? Se le fa tutte Cambiasso? Se le fa tutte Sneijder? Se le fa tutte (rumore di tuoni, ma parliamone) Zanetti? Se le fa tutte Stankovic? Se le fa tutte Maicon? E se te lo dice uno che ancora non si capacita dell'acquisto oneroso di Alvarez e Jonathan, Claudione mio, forse è il caso di pensarci davvero. Altrimenti tra sei mesi, al prossimo mercato da impostare, saremo ancora lì a cercare riserve per i senatori, finchè questi non tireranno le cuoia durante un allenamento a ranghi ridotti.

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15/11/2011

RICORSO JUVE

OH NOOOOOOOOOOOOOO

(ANSA) - ROMA, 15 NOV - Stop al ricorso della Juventus contro la mancata riassegnazione dello scudetto 2006, tolto al club bianconero dopo Calciopoli. Il Tribunale arbitrale nazionale dello sport presso il Coni si è infatti dichiarato incompetente a decidere sul ricorso della società bianconera, che aveva contestato la decisione del consiglio della Figc.

Il collegio arbitrale - composto dal Presidente, dott. Angelo Grieco, e dagli arbitri, avv. Dario Buzzelli e avv. Enrico De Giovanni - ha dichiarato la propria incompetenza circa la controversia tra la Juventus da una parte
e Figc e Inter dall'altra, avente come oggetto l'atto del Consiglio federale del 18 luglio scorso. Una delibera, passata con un voto contrario e due astenuti, in cui si dichiara che non ci sono i presupposti giuridici per la revoca dello scudetto 2006 all'Inter.

   La società bianconera aveva presentato un esposto in cui chiedeva la revoca di quel titolo assegnato ai nerazzurri dopo lo scandalo di Calciopoli.

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ZANETTI

LA FUGGEVOLEZZA

Javier Zanetti, il capitano dell'Inter, ha aderito alla campagna 'Adotta una parola', promossa dalla Società Dante Alighieri in collaborazione con Io Donna e Corriere.it. Zanetti ha scelto di raccontare il significato del termine fuggevolezza. "Dietro la fuggevolezza di una partita - scrive il giocatore - c'è una lunga preparazione, c'è una carriera, c'è un lavoro che molti raccontano nella sua essenza sportiva, cioè il divertimento, ma in realtà è anche costanza, salite, sacrificio, abbandono, ripetitività, dolori". "E' per riassaporare la fuggevolezza di una partita che sono ancora qui, in mezzo al campo, tra amici e avversari, tra calci e carezze, tra applausi e insulti, a inseguire un pallone, in braghe corte, con la pioggia dentro gli occhi o il corpo che scoppia dal calore. Una maglia nerazzurra appiccicata alla pelle", aggiunge Zanetti.

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14/11/2011

RICORSO JUVE

AB OVO

La Juventus Fc in dato odierna ha presentato ricorso al Tar contro Adamo ed Eva.

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("Scusa, Ady, e cosa c'è scritto nel ricorso?" "Mah, una cosa del tipo: per avere generato i fondatori dell'Inter (responsabilità oggettiva)" "Scusa Ady, ma cos'è l'Inter?" "Non lo so, ma ha dei bei colori. Vuoi una mela?" "Massì")

09/11/2011

SENTENZA CALCIOPOLI

SILENZIO

Se nel giro di un quarto d'ora si arrende Berlusconi e condannano Moggi, l'euforia - come dire? - rischia di prendere il totale sopravvento. La visione in streaming della giudicessa napoletana che ha letto venti minuti di sentenza con una cadenza alla "Natale in casa Cupiello" mi ha provocato una gioia interiore di quarto grado. Nel goderci questa tiepida serata con il 99 per cento di umidità ricordiamoci anche che questa è una sentenza di primo grado di un processo un po' così, un po' fuzzy, e che tra un annetto o due potremmo dover parlare di altro, tipo di quanto siamo pittoreschi bla bla bla. Del resto Amanda Knox nel giro di un tot di mesi è passata dalla modalità "troia americana drogata assassina" a "brava ragazza un po' sfortunata scusaci ti prego", e quindi occhei, brindiamo, anzi no, sbronziamoci, ma teniamo conto che forse un giorno (punto). Era importante che una sentenza di un certo tipo uscisse dal processo di Napoli, e che fosse stabilita l'esistenza di una associazione per delinquere. Ora le chiacchiere stanno a zero.

Stanno a zero tutte, ma non quelle della Juve. Mentre ancora le agenzie cercavano di mettere ordine alla sentenza-mitraglia di Pupella Maggio, la Juve pubblicava sul suo sito un comunicato già pronto d achissà quanto, sottoscritto da cda e avvocati e in attesa di un semplice clic. Penso ne esistessero due diverse versioni, a seconda del tipo di sentenza. Le due versioni probabilmente differivano per le prime e per le ultime righe, ma quelle centrali saranno state uguali. Assolvono tutti: la Juventus "dimostra la propria estraneità". Condannano tutti: la Juventus "dimostra la propria estraneità".

Eccola qua, la Juve.

E' la Juve che in campionato vince e si lamenta degli arbitri. E' la Juve che dopa i giocatori e scarica il medico. E' la Juve che manovra gli arbitri e disconosce direttore generale e amministratore delegato. E' la Juve.

Giraudo patteggia, Moggi (già condannato per violenza privata nel caso Gea) si becca 5 anni e 4 mesi, ma la Juve è "estranea". Come se l'attività per la quale Giraudo ha patteggiato (non è un'ammissione di colpa, va bene, ma un po' sì) e per la quale Moggi si è beccato una tranvata non riguardassero la Juventus. "Estranea". Minchia, che facce di bronzo. Va bene, in secondo grado - me lo vedo già - smusseranno, preciseranno, faranno di tutto per far cadere la cosa dell'associazione per delinquere, mi ci giocherei una birra media. Ma adesso c'è una sentenza che dice una cosa, una cosa ben precisa, e non puoi dire che sei estranea, cara (?) la mia Juve. Solo questo: lo so già che non ti arrenderai mai, Gobbona mia, se non altro per una questione di principio, una questione che validerai in eterno. Lo so. Ma so anche se si può stare zitti. Vabbe', si potrebbe.

L'arroganza di quel clic, di quel comunicato pubblicato mentre ancora Angela Luce stava sciorinando nomi e cifre, è insopportabile.

E' una notte di festa, ma anche amara. Torna in mente tutta la merda che ti hanno fatto mangiare, tornano in mente tutti i replay di Ronaldo abbattuto a Torino e a Verona, il 5 maggio, le ladrate, le umiliazioni, i cori, i risolini, le barzellette. Tutto questo non è agli atti di Napoli, ma nei nostri ricordi sì.

E allora, amico juventino, quel clic mi va vomitare. Il mouse mettilo nel culo.

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30/10/2011

CRISI INTER

ASSORTIMENTO

Domani il mondo taglia il traguardo dei 7 miliardi di abitanti: possibile che non troviamo un centrocampista?

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