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11/06/2010

EQUIPES/SPECIALE MONDIALI

PEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

Buongiorno

(forte brusio)

A-ehm.

(brusio, poi silenzio)

Una equipe di scienziati

(musica dal fondo) waka waka waka

Scusi?

"Mi perdoni, professore. Stavo guardando Shakira su YouTube e..."

Fuori.

(rumore di passi)

Senta.

(silenzio)

(sottovoce) Corea-Grecia

(sottovoce) "Del Sud o del Nord?"

(sottovoce) La Grecia?

(sottovoce) "Ma no, prof, la Corea".

(sottovoce) Ma che cazzo me ne frega. Toh, 5 euro. Random.

(sottovoce) "La ammiro molto".

A-ehm. Una equipe di scienziati di non so bene dove, ma incaricata da una importante ditta di apparecchi acustici

(voce maschile dalle prime file) "Scusi professore, come mai questa approssimazione?"

La mia fonte è la Gazzetta dello Sport.

"Ah, scusi, capisco".

Dicevo. Un equipe di scienziati ha rilevato che una esposizione prolungata - diciamo oltre i 15 minuti - al suono delle vuvuzela espone al rischio di danni permanenti delll'apparato uditivo.

(voce femminile) "Scusi, cos'è questa vulvuzela?"

La vulvuzela dev'essere qualcosa di ginecologico di cui sconosco l'origine. La vuvuzela è quella merda di trombetta che usano i tifosi sudafricani, e il cui suono ci ammorberà fino al prossimo 11 luglio.

(voce maschile) "Scusi prof, ci sembra di cogliere - e mi corregga se sbaglio - un suo moto di insofferenza".

A qualcuno di voi piace?

(leggero brusio, poi silenzio)

Dunque. Una vuvuzela produce un rumore pare a 127 decibel. Per dire: un jet al decollo ne produce 124.

(voce dal centro) "Ma è allucinante!"

(voce maschile) "Un martello pneumatico, per curiosità?"

115. Un tagliaerbe a motore 107. Un razzo al decollo 180.

(voce femminile dal fondo) "Non ho mai assistito al decollo di un razzo. Vorrei tanto vederne decollare uno, e a tal proposito professore..."

(voce maschile dal centro) "Zitta troia!"

Lei. Esca

(rumore di passi)

Senta

(silenzio)

(sottovoce) Tenga 20 euro. Paraguay vincente.

(sottovoce) "Adoro il suo disfattismo, professore".

Domande?

(voce maschile) "Scusi, ma lei cosa proporrebbe di fare?"

Io le vieterei. La Fifa invece ha deciso di non farlo, purchè la vuvuzela abbia dimensioni uguali o inferiori al metro e non abbia sponsor stampati. Il problema è che le vuvuzelas producono un rumore da  127 decibel, mentre il fischietto dell'arbitro arriva a 125. Capite in che razza di ginepraio ci siamo ficcati?

(voce femminile dal fondo) "Questa storia delle vulvuzelas è dannatamente affascinante" (sospiro)

(voce maschile dalla prima fila) "Professor, avrei una domanda concettuale".

Prego.

"Questa sua preclusione filosofica e sostanziale nei confronti delle vuvuzelas mi ricorda la questione dei babbi natale".

La seguo.

"Ecco. Secondo lei, quale dei due problemi è più grave, inquadrandolo nel contesto storico del ventunesimo secolo?"

(silenzio)

Vede, i piani sono differenti. Dal punto di vista oggettivo, la vuvuzela provoca un fastidio fisico ineludibile. Voglio dire: se il mio vicino di casa appende il babbo natale al balcone, io mi posso girare dall'altra parte. Viceversa, se il mio vicino di posto allo stadio suona la vuvuzela io non posso farci nulla. In Sudafrica ci saranno migliaia di vuvuzelas in ogni singolo stadio. E' terribile.

"E dal punto di vista soggettivo?"

Ritengo comunque più grave la questione dei babbi natale. Il Babbo Natale che si arrampica sul balcone è la rappresentazione goffa e scomposta di una icona. Noi, prima di questo scempio modernistico, abbiamo sempre considerato il Babbo Natale come una creatura positiva e sorridente che vola su una slitta trainata da renne, non un ciccione che fa arrampicata sul davanzale come un topo d'appartamento. Se le signore presenti mi consentono

(voce femminile dal fondo) "Certo! Tutto quello che vuole!"

a livello di rappresentazione goffa e volgare di una figura immaginaria, è come se per la vuvuzela

(silenzio)

è come se...

(silenzio)

voglio dire...

(silenzio)

è come se appendessimo al balcone un cartonato raffigurante un giovane africano con una vuvuzela nel culo.

(silenzio)

(plana un reggiseno)

(voce maschile, leggero colpo di tosse) "Cambiando argomento, quanti decibel fa l'urlo della Sharapova?"

103,2. Altre domande?

(voce femminile dal fondo) "Venga a casa mia, la prego, prometto che sto sotto i 100 decibel".

(voce maschile dal centro) "E piantala, cazzo!"

(voce femminile dal fondo) "Vaffanculo! Va bene? Vaf-fan-cu-lo!"

(sedie che si spostano, accenno di rissa)

Bene, se non avete altre domande me ne vado.

(voce maschile) "Prof, chi ha inventato la vuvuzela?"

Non lo so, spero sia all'inferno nel girone degli infami.

(altra voce maschile) "Quanto costa una vuvuzela?"

Dai 20 ai 75 rand, cioè dai 2 ai 7,5 euri.

"Non pensa che questo prezzo estremamente contenuto favorisca il proliferare delle vuvuzelas?"

Può darsi. Sono i problemi della democrazia. Altro?

(altra voce maschile) "Chi vince i Mondiali?"

La Norvegia. Arrivederci.

(silenzio)

(voce maschile) "Ehi, ma non c'è la Norvegia".

(accenno di rissa)

vuvu.jpg

15/07/2009

EMOZIONI

TU PAGALE, SE VUOI

Buongiorno

(brusio)

Una ricerca commissionata

"Una ricerca commissionata? Scusi, ho sbagliato aula? Non è la solita cosa della equipe di scienziati eccetera eccetera?"

E' così importante? Oggi parliamo di una ricerca commissionata per un libro. Una ricerca eseguita senza metodo scientifico, perchè non ce n'era bisogno. Il mondo può anche andare avanti senza equipe di scienziati. Vuol venire qui lei a fare la cazzo di lezione che vuole, signor bellicapelli dei miei due coglioni?

(forte brusio, sconcerto)

"Scusi".

A-ehm. Posso andare avanti?

"Professore, lei è nervoso. Ha avuto una reazione tipo Berlusconi all'amichevole Varese-Milan".

(forte brusio, qualche risata soffocata)

"Esca".

(rumore di passi, brusio)

Dunque. Steve Henry e David Alberts, autori del libro Sei molto ricco, ma ancora non sai di esserlo,  hanno commissionato uno studio a una società specializzata nelle ricerche di mercato, la Brainjuicer.

"Scusi, posso dire che è un nome del cazzo?"

Perchè?

"E' come se io avessi un'impresa di pulizie e la chiamassi Shitorganizer".

Senta, raggiunga il suo amico. Con 50 centesimi a testa vi comprate la Gazza e pianificate con calma il resto della vostra vacua giornata.

(rumore di passi, brusio)

Gli esperti della Brainjuicer hanno selezionato mille persone, alle quali è stato chiesto di assegnare un voto a 50 momenti della propria vita, confrontandole poi con la sensazione che si proverebbe nel vincere alla lotteria. A quel punto, si è arrivati ad elaborare un valore monetario per ognuno di quei 50 momenti e a stilare una classifica.

"Professore, ci potrebbe fare un esempio?"

Al primo posto, con un valore economico di circa 207mila euro, c'è la sensazione che proviamo quando ci viene detto che godiamo di buona salute e che non soffriamo di nessuna malattia.

(brusio)

Al secondo posto c'è il sentirsi dire "ti amo", che ha un valore stimabile in circa 188mila euro.

(voce dal fondo) "Professore, io l'amo. Non si sente più ricco ora?"

(forte brusio, vola un oggetto vicino alla cattedra)

E' suo questo reggipetto?

(voce dal fondo) "Sì, volevo dare concretezza ai miei sentimenti"

Lo può recuperare a fine lezione. Dunque. Al terzo posto la sensazione che si prova nel vivere una relazione stabile, valutata in poco più di 178mila euro.

(voce dal fondo) "L'amore è una cosa meravigliosa"

(voce dal mezzo) "Zitta, troia"

(risate, forte brusio, sedie che si spostano, pianto femminile)

Basta!

(silenzio, un colpo di tosse)

Domande?

"Professore, mi scusi, vorrei che mi aiutasse a capire. Sentirsi dire "ti amo" o "ops, mi sono sbagliato, non hai un tumore" è sicuramente molto bello. Ma ci sono frasi e sensazioni anche più banali che, in un determinato momento storico ed emozionale, possono rivestire un significato profondo e avere un valore non secondario".

Ha un esempio personale?

"Sì".

Dica.

"Ehm, mi vergogno".

(brusio)

Non faccia così. Prego.

"Ieri leggendo la Gazza, quanto ho letto la frase 'Il Napoli vuole Obinna, ma a titolo definitivo', mi sono emozionato".

(forte brusio)

E posto che "Ti amo" vale 188mila euro, quanto valuta questa emozione?

"Mah. Almeno 10mila".

Ha il libretto? Venga, le do trenta.

(forte brusio)

(voce dal fondo) "Lei mi emoziona sempre, professore. Lei per me non ha prezzo".

A-ehm. Altre domande?

"Io quando una tipa mi rivolge la parola mi sento un brivido che parte da qui e arriva qui, e..."

Si faccia vedere. Altri?

"Professore, uno scudetto quanto vale?"

Sui 200mila euro. Bene, alla settimana prossima.

(voce dal fondo) "Più di un 'ti amo'? Lei è un uomo terribilmente rude. Fugga con me, la prego. La emozionerò tantissimo, tipo Superenalotto".

Guardi, ho appena rinnovato Sky. Si ricordi il reggipetto. Arrivederci.

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