24/08/2011
ETO'O
ITO'O
Alla fine tutto 'sto Eto'o era un po' come Ibra, no? Gran professionista, gran giocatore, grande incassatore di ingaggi e grande inseguitore di nuovi obiettivi. Più di Ibra, rimarrà nei nostri cuori perché legato all'anno migliore della nostra storia. Come Ibra, se ne va un po' così, con l'aggravante che non ne arriverà un altro uguale, anzi meglio, come capitò con loro due quando si scambiarono la (nostra) maglia. Che verrebbe un po' da dire che a noi ci ha rovinati la Champions: prima ci ha regalato il più incredibile affare sul mercato che l'Uomo ricordi (Ibra per Eto'o più un trilione, ahahah, ancora oggi è una cosa che mi mette di buonissimo umore) e poi ci ha tolto un po' tutto, a piccoli pezzi, perché dopo un'impresa mostruosa e pressochè irripetibile non ci sono cazzi, le cose cambiano, vieppiù se nel frattempo - oltre agli occhi di tigre - vedi svanire il tesoretto di famiglia e anche il tuo presidentissimo è costretto a fare il T-Rex del calciomercato, creatura immane e generosa dentro ma col braccino corto fuori. Bambole, non c'è una lira. Oggi arriva qualche rublo e vedremo cosa frutterà.
E a noi e a Eto'o cosa ci ha fregato? Che la missione si è compiuta troppo in fretta? Oh, sia chiaro, va benissimo così. Avercene di giocatori che entrano nella tua vita di tifoso e fanno come quell'antica signora della pubblicità, che arrivava presto, andava via presto ma non puliva il water (leggasi: non bacerò la vostra maglia e un giorno - non so quando, ma presto - me ne andrò). Eto'o, grazie di tutto. Oggi diventi il giocatore più pagato della storia, congratulations. A parte questo, cosa tu vada a fare in Russia, alla periferia del calcio, ancora non me lo spiego. Tu, l'uomo delle finali, l'uomo dei tituli, l'uomo che la mette quando conta. I casi sono due: o tra qualche mese, colto da insopprimibile nostalgia per il pallone vero, ti farai acquistare da qualche sceicco con sede sociale più spostata in Occidente; oppure - e mi piacerebbe, dico sul serio - porterai l'Anzhi in Champions e prometerrai miracoli. Ma non ci credo che vuoi davvero giocare in Daghestan, no, non sono mica pirla.
10:52
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18/08/2011
ADDIO ETO'O
SUK
La sensazione è che si chiuderà per 27,5 milioni più 10mila punti Fragola, 70mila miglia Alitalia, un buono acquisto da 500 euro all'Auchan di Cesano Boscone, una litografia di Cascella numerata offerta da Telemarket, una Zaz uniproprietario tagliandata tenuta sempre in garage, una confezioni di cornetti Algidaghestan e uno sky box allo stadio di Machackachackala riservato fino al 31 dicembre 2012.
ADDIO ETO'O
SUK
La sensazione è che si chiuderà per 27,5 milioni più 10mila punti Fragola, 70mila miglia Alitalia, un buono acquisto da 500 euro all'Auchan di Cesano Boscone, una litografia di Cascella numerata offerta da Telemarket, una Zaz uniproprietario tagliandata tenuta sempre in garage, una confezioni di cornetti Algidaghestan e uno sky box allo stadio di Machackachackala riservato fino al 31 dicembre 2012.
10/08/2011
CRISI INTER 2
08/08/2011
MERCATO INTER
IL FATTORE BUSCOPAN
Mi sembra giusto rassegnarsi: se qualcuno arriverà, sarà perchè qualcuno se ne sarà andato. Non vedo alternativa, o quantomeno nessuno dei nostri ci ha aiutato a immaginarcene un'altra. E quindi mi sembra che lo scenario sia solo uno, questo.
Chi va via? Va via chi ha mercato, questo è ovvio. E parlando di mercato vero (non quello degli spiccioli che si potranno ricavare da Muntari, Mariga et similia) i nomi sono sempre i soliti: Sneijder, Eto'o e Maicon. Sneijder va via fisso, temo non ci sia scampo: certo che se se lo fanno pagare meno di Pastore, voglio dire, è una roba da Tafazzi. Per Eto'o e Maicon, invece, gioca il fattore mal di pancia. Ora, del mal di pancia cronicizzato di Maicon ci siamo tutti un po' rotti i coglioni, mentre per quello di Eto'o verrebbe voglia, come primo istinto, di correre al suo capezzale, portagli un camomilla, fargli i massaggini ecc., perchè la prospettiva che se ne vada il meraviglioso Eto'o non è delle più rosee.
Va detto di Eto'o, se è vero quello che si scrive, che la tentata estorsione - ancora in corso - del solito ritocco di ingaggio a fronte dell'interessamento dell'Anzhi mi fa abbastanza roteare le palle. Perchè se io fossi Moratti e Branca gli direi: va bene Samuelino, vai pure a giuocare a Makhachkala, capitale del Daghestan, ridente città di 500mila abitanti affacciata sul Mar Caspio, che io non ci andrei neanche per mezza giornata, e strafogati dei tuoi 20 milioni di euro l'anno, che ne hai ben d'onde, e a noi qualche bel milioncino ce lo danno e vaffanculo. Visto che ormai si ragiona per fair play finanziario (che palle) e per alte strategie di bilancio, allora facciamo qualche piccolo distinguo tra chi passa i trenta e chi non ce li ha ancora. Che poi è la ragione prima del fatto che cedere Sneijder, calcolando il rapporto età/qualità, è davvero un'immane cazzata.
I 12 strapagati ultratrentenni che ci terremo fino alla scadenza dei rispettivi contratti (tutta gente a cui vogliamo un gran bene, sia chiaro) impongono che il resto della rosa sia svecchiato e arricchito di grandi qualità (i cordoni si stringono, ma siamo l'Inter sant'iddio). Se qualcuno andrà via, arrivi qualcun altro che ci cambi almeno un po' la vita e non percorra il campo con il girello. Io mi terrei stretta la rosa di adesso, sia chiaro, e proverei a vincere il campionato. Ma tra gente col mal di pancia e altra che si trascina un po', ci sarebbero voluti un Mou e un Oriali a spremere gli scroti e tenere la barra dritta. Oggi abbiamo Branca Gasperini e Juric, e bisogna tenerne conto.
24/04/2011
INTER-LAZIO 2-1
QUANDO I BAMBINI FANNO BUUUU
Arrivo e i miei tre posti sono occupati. Un signore affabile mi guarda e mi dice: scusi, siamo un gruppo di 40, ci siamo seduti un po' qui e un po' là, sparpagliati (e mi guarda come dire: sparpagliati anche tu, dai, siamo tutti interisti). Io lo guardo parimenti affabile e gli dico: per me potete sparpagliarvi dove volete, viva l'Inter, a parte in quei tre posti lì. Affabilmente si alzano in 15 e si sparpagliano altrove. Mi si para di fianco una signora genere mature e mi fa: grazie, se non c'era lei (e mi guarda affabile). Al che mi siedo e mi godo lo spettacolo.
Sono a dieci metri in linea d'aria dal rigore di Julio, che c'era. Però, con l'espulsione (che non c'era), ho capito subito l'antifona morgantiana (ogni volta che vado a San Siro c'è una pagnolada). Ma l'Inter che si mette finalmente a giocare con occhi di tigre quando rimane in dieci è uno spettacolo che credevo di avere dimenticato. Mi metto sulla riva del fiume e aspetto, affabile.
All'intervallo investo 10,50 euri nell'acquisto di tre (3) cornetti Algida. Il mio era talmente sciolto che al primo colpo di lingua mi ritrovo in bocca l'intera terra emersa (quella fuori dalla cialda) (sono affabile, e non mi incazzo. Ma voglio il nome di chi fa la cresta sui cornetti Algida, e prima o poi l'avrò) (poi non è che si può rompere il cazzo con lo stadio di proprietà: comprate un frigo, intanto).
Nel secondo tempo vinciamo la partita. Dopo che il primo anello blu si era espresso in diecimila commenti sfavorevoli al campo bagnato ("Cazzo, ma perchè bagnano il campo?"), Biava scivola come un bambino ("Campo bagnato, evviva il campo bagnato, campo bagnaaaaaaaaaato, evviva il capo bagnato) ed Eto'o insacca quasi scivolando. Ma l'intero pomeriggio ha una svolta all'ingresso di Brocchi.
Buuuuuuuuuuuuuuu.
Debbo dire che la precisione dei buuuuuuu a Brocchi è stata notevole. Perchè un conto è fare buuuuuu quando prende palla (buuuuu prolungato) o semplicemente la tocca (buuuuuu immediato), ma il buuuuuu istantanteo (bu!) al colpo di testa è stata una sciccheria. Per non dire di quando ha recuperato con le mani un pallone per battere una punizione: buuuuuu pure lì. Al che ci ho preso gusto: mi sono messo a fare buuuuuu anch'io come un bambino. Ero talmente sereno che nemmeno la domanda
"Scusa papi, ma perchè lo fischiano?"
mi ha scomposto. Lasciate fluire queste cosuccie da stadio, ho risposto con nonscialàns. Arrivato a casa, ho appicciato gugol e di nascosto ho digitato la chiave "brocchi inter buuuuu": non mi andava di proseguire la serata senza sapere di preciso perché per venti minuti della mia vita ho fatto buuuuuuuuuu ogni volta che un pirla toccava palla.
23/03/2011
VIGILI
ACCANIMENTO
Prima Eto'o, ora Julio Cesar: è incredibile, non puoi lasciare un attimo il suv di traverso in tripla fila che arriva il vigile. Multano solo gli interisti. A volte Lapo, sì, ma solo a volte. Però noi paghiamo subito i debiti con la giustizia, noi siamo diversi. Noi non ci facciamo processare solo il lunedì mattina. Noi parcheggiamo male tutti i giorni e scontiamo il nostro debito con la giustizia. Noi non abbiamo gente che paga le multe a nostra insaputa: noi conciliamo sul posto.
Ma come mai quando uno dell'Inter si prende il cazziatone dal vigile, il fotografo è già lì?
10:10
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16/03/2011
BAYERN-INTER
MARZENFEST
(ovvero: la sottile linea bianca)
C'è stato un preciso istante in cui alcuni milioni di uomini di mondo - cioè noi - hanno capito che le cose stavano clamorosamente prendendo la giusta piega. E che no, non era fatta, tutt'altro, per carità, c'era ancora da pedalare e segnare due golletti: ma si poteva fare. Anche al di là - questo è il bello - dell'apparenza. Che era inequivocabile: il Bayern faceva futbol bailado e noi bailavamo.
Il preciso istante è compreso dell'interminabile replay offerto da Sky dell'azione del quasi-gol quasi-autogol. Ribery serve Leroy Gomez - l'incubo sempiterno di Julio - che in acrobazia plastica la mette. Naaaaaaaa. Anzi no, non la mette. Wow! La palla infatti è colpita con un effetto tale che, combinato con il moto di rotazione e rivoluzione terrestre e con il teorema di Archimede, assume una traiettoria perfettamente parallela alla linea di porta, da cui dista 2 centimetri fratto 3,14 a una velocità sempre decrescente per effetto dell'attrito dell'aria e dell'erbetta bavarese offerta dal gruppo Allianz.
E qui, magico, entra in azione il replay a scansione termonucleare globale, che consente di apprezzare l'incredibile successione degli eventi. Che dal vivo durano diciassette millisecondi, mentre al replay - di una nitidezza emozionante - durano 17 decametri.
(lo so che il decametro non c'entra nulla, ma erano quasi otto anni che volevo usare in un post la parola "decametri")
Sulla palla si avventano alla velocità della luce l'attaccante tedesco dei tedeschi Hansi Muller e il difensore americano dell'Inter Andy Little Frog. Little Frog arpiona di destro per spazzare via, ma il suo rinvio - il replay dura un quarto d'ora, nel frattempo finisce il primo tempo - incoccia nel piede proteso di Hansi Muller, che vibra come un velopendulo. Il pallone così torna verso la porta ma finisce sul palo, e dal palo torna in campo sfiorando l'orecchio di Little Frog, dirigendosi poi verso le mani di pastafrolla di Julio che lo prende come se niente fosse.
Come se lungo la linea di porta, nel giro di sette millimetri quadrati, non fosse successo di tutto.
E' chiaro che se un pallone del genere, attraverso tutte queste peripezie, non entra in porta, beh, allora si può davvero fare qualunque cosa. Si può riprendere in mano una partita che ti sfugge, riaquisire la posizione eretta, tornare in possesso delle proprie facoltà e - per farla breve - inculare questi poveri bavaresi che ormai tremeranno per tutta la vita al solo pensiero, un giorno, di poter incrociare di nuovo l'Inter. E se Van Gaal alla fine mi faceva quasi tenerezza, ho pensato anche a Ibra che prendeva il telecomando e lo sbatteva sul cuscino, dicendo
"Fanculo!"
mentre Raiola gli diceva
"uagliolanneprossimetotrovolasquadraggiustapotteiamme"
e mentre io, esaurite le ultime operazioni di guardia al casello, mi recavo a El Bocho a santificare questa festa con una birra, bevanda quantomai a tema, pensando a quanto è forte Eto'o (che ci hanno dato pure 700 milioni di conguaglio).
02:45
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27/02/2011
SAMPDORIA-INTER 0-2
24/02/2011
BAYERN
STURM UND DRANG UND INCULEN
Nel basket lo chiamano "go-to guy", l'uomo a cui dare l'ultima palla. Nel calcio è un po' diverso, ovvio, per spazi e tempi. Fare arrivare la palla buona per l'ultimo tiro al go-to guy non è semplice come liberare un giocatore per un tiro da tre. E quindi, cazzo, vedere al 90mo Robben ricevere palla sulla destra, accentrarsi e tirare di sinistro, santiddio, la cosa che sa fare meglio, la sua specialità - come un do di petto di Pavarotti, una O di Giotto, una menzogna di Berlusconi, una rotolata in area di Krasic, una rissa di Gattuso -, ecco, mi ha fatto girare i coglioni, al di là della papera di Julio e della dormitina di Lucio.
Così come resterà sospeso il dubbio sull'incomprensibile rinuncia alla seconda punta. Incomprensibile non all'inizio, per carità (con due sole a disposizione, una la tieni in panca), ma in corso d'opera sì. Perché anche se le occasioni da gol arrivavano, io un tentativo di cambiare qualcosa là davanti l'avrei fatto. Al settantesimo togli un centrocampista (Cambiasso o Stankovic, l'è istèss) e metti Pandev. Il Bayern è fortissimo e in formissima, ma là dietro balla. E' bastato Eto'o a impanicarli di brutto, e con un altro fisso a rompere i coglioni secondo me qualcosa succedeva.
Per il resto gran partita, divertente, intensa, tra due squadre felicemente imperfette. Niente da dire: mica ci ha presi a pallate in casa il Tottenham, I mean. Viva l'Inter. Lo 0-0 era un assurdo, ma adesso lo rimpiango, ahimè. E tutto sommato a Monaco firmerei per rifare la stessa partita, però con Milito in campo. Firmerei per giocarmela così, a viso aperto, ricreando le stesse opportunità e potendo scoccare in un secondo tentativo gli stessi tiri di stasera. Sottiletta Kraft ha fatto la partita della vita, Leroy Gomez era al posto giusto nel momento giusto. Noi potevamo andare in vantaggio dopo due minuti con Little Frog (l'infortunio più sfigato del 2011) e Cambiasso se n'è mangiati in paio clamorosi. E' stato il miglior ottavo di finale, peccato che una delle due debba andare a casa. E per ora - lo dicono i numeri - un piede e mezzo a casa ce lo abbiamo noi. Sursum corda.
00:01
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