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29/01/2010

ZACCHERONI

STREIFF (IL GOBBICIDIO)

Gli ultimissimi mesi di storia della Juventus sono talmente densi di cazzate che, al confronto, i nostri periodi grami e sfigati adesso scintillano di luce propria, perché anche all'apice del nostro periodo-barzelletta - in parallelo ai traffici di schede lussemburghesi e alle designazioni arbitrali al telefono - noi almeno abbiamo mantenuto una (inutile, certo, ma) dignitosa linea di galleggiamento morale e sostanziale. La cosa più divertente, in queste ore, l'ha fatta Gentile. Alla ricerca di un posto purchessia, disposto da ex-bianconero al traghettamento concordato, si è lasciato sfuggire in extremis una breve intervista-verità in cui ha espresso sostanzialmente due concetti: a) la squadra è messa in campo da far schifo, e b) alla Juve, tranne Bettega, nessuno capisce un cazzo di calcio. E siccome i giornali in queste ore riportano di un ballottaggio tra lui e Zaccheroni per il dopo-Ferrara, mi immagino le facce di Blanc e Secco (quelli che non capiscono un cazzo di calcio) di fronte a Gentile, in uno stanzino di Vinovo, in un gioco di sguardi torvi e rancorosi.

Zaccheroni secondo me ha accettato per puro collezionismo. Un giorno, chissà, anch'io potrò dire di avere fatto le maratone di New York, Tokyo, Londra, Berlino, Parigi e Roma. E lui, da oggi pomeriggio, potrà dire di avere allenato Inter, Milan, Juve e Toro, il pokerissimo, e chi se ne frega se a Torino su entrambe le sponde sarà stato di veloce transito. Su Wikipedia e l'Almanacco Panini rimarrà il pokerissimo e di lui, un giorno, si parlerà in questi termini. Zac da noi è stato sfigato: arrivato in corsa, calcio-champagne mischiato a tranvate storiche (Arsenal in casa, Iddio li/lo strafulmini) e uno sterminio di infortuni che lo obbligò a formazioni improbabili e scelte acrobatiche. Fino all'epilogo amaro, che non mi era proprio piaciuto: a fine stagione confermato a voce, in maniera sempre più imbarazzata davanti a taccuini e microfoni, mentre nell'ombra si trattava con il Mancio la grande scommessa del futuro. E così ci si è lasciati un po' così con Zaccheroni, interista, uno scudetto con il Milan. Già, uno dei quattro/cinque scudetti nella storia del calcio in cui il Culo ha avuto una percentuale preponderante su ogni altro elemento.

Dall'esonero di Ranieri in poi, la Juve ne ha fatte talmente tante, e in un tale precipizio di  buon gusto (lo ha detto anche il grande Mou: come hanno rosolato Ferrara è una vergogna per lo sport) e di buon senso che la Streiff di Kitzbuhel al confronto è lo scivolo di un garage. E il suicidio gobbo, o gobbicidio, si sta rivelando per noi uno spettacolo meraviglioso, struggente e fantastico come Avatar o Il Signore degli Anelli, secondo soltanto al sublime succedersi degli eventi della bellissima estate 2006. Uno spettacolo a cui noi dobbiamo assistere con allegria, all together, in un clima da festa di fine scuola. Senza bava alla bocca, senza troppo scomporsi: noi siamo un'altra cosa. Ma nel preciso ricordo di anni di insulti e dileggiamenti assortiti, gli anni del grande plagio del ma-quanto-siete-simpatici, adesso possiamo concederci di fare questo, solo questo:

ridere.

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22/12/2009

DRAMMONI

NATALE A VINOVO

(CINEPANETTONE MOLTO DIVERTENTE)

Purtroppo solo a tarda sera sono venuto in possesso di una preziosa copia di Tuttosport. E' stato come aver letto il copione di The day after. E sono un po' turbato, così come lo sarei di fronte a spettacoli apocalittici che pure dovrebbero procurarmi un sottile piacere. Chessò, un Berlusconi ai domiciliari tipo Roman Polanski, o un Partito della Libertà sciolto dal Tar del Lazio. Però vorrei vedere voi se aveste letto, per esempio, un lungo articolo in cui - con il solo uso dei puntini in prossimità delle parole meno urbane - sono stati diligentemente elencati tutti i cori rivolti dalla curva ai giocatori e alla società prima, durante e dopo la partita con il Catania ("Vinceremo, vinceremo, vinceremo il tricolor", fantastico). E sono turbato perché sono cose che uno immagina possano capitare, chessò, a Treviso o a Castel di Sangro o a Crotone. E invece capitano una volta ogni secolo a Torino, dove una curva buzzurrissima e concettualmente violenta prende a palate di merda la Juve. No, dico: la Juve.

Uova al pullman, una serie di vaffanculi dal presidente fino al bigliettaio

(il bigliettaio! figa, neanche sugli Intercity con due ore di ritardo succede una roba del genere),

discesa a bordo campo, cori-pizzo per far pagare la società

(come volevasi dimostrare, Balotelli è l'ultima preoccupazione per gli juventini. Solo che ogni augurio di morte e ogni esclusione di negri italiani costa 10mila euro a Blanc e compagnia) (ieri lo hanno detto e scritto in parecchi, io mi pregio di averlo scritto venti giorni fa),

evacazione degli Agnelli e infine una minaccia di assedio agli spogliatoi, cose che accadono in mondi distanti da quello juventino, un mondo dove albergano presidenti con l'erre moscia, dirigentini belli a vedersi, cuginetti che si riappacificano ad hoc, una bel presepe intorno al plastico dello stadio in costruzione. Roba tres figue (molto figa).

E che bello, qualche pagina più in là, prendersi una pausa e leggere di Ranieri che se la ride, e di Montali che se n'era andato dalla porta di servizio e adesso ha un progetto da portare avanti. Oh, gente cacciata dalla Juve che si gode il ponentino di Roma, roba da matti.

E poi tornare indietro alle pagine della Juve (le prime otto), e leggere un bell'articolo di una firma del tempo che fu che dice che peggio di così si andava solo con Maifredi, Luppi e De Marchi. E poi un altro bel pezzettino in cui si elencano tutti i cambi di panchina di quest'anno in serie A e si nota che tutte le squadre, ma tu guarda, ne hanno giovato, e parecchio. Di fianco, un altro pezzo indimenticabile in cui si dice che la Juve vorrebbe Hiddink ma non gliel'ha nemmeno chiesto (anch'io vorrei Charlize Theron ma non gliel'ho chiesta) e che l'unico allenatore disponibile su piazza (e che, interpellato, avrebbe detto sì) è Zaccheroni.

E' bellissimo.

Solo un'Inter edizione "non abbiamo voglia di giocare questa partita benchè sia importante e fatevene una ragione" avrebbe potuto lasciare tre punti a questa gente in totale sbando. E vabbe', è successo e ci è dispiaciuto assai. Diciamo che è stato un risarcimento materiale di questi anni di pura ossessione che la Juve nutre nei nostri confronti e che la portano alla perdizione. Vivono per questa partita e si sono illusi, vincendola,

(il secondo tempo sembrava St. Mirren - Kilmarnock) (non di campionato, di coppa) (colpa nostra per il 51%)

di avere così risolto la loro stagione. Intorno a quello scherzo di partita (un volenteroso St. Mirren aveva ragione di un inguardabile Kilmarnock), vissuta correndo e randellando in un insulto collettivo al fulbar, ci sono invece le macerie di altre quattro partite perse di brutto, la Champions andata, giocatori in crisi di identità e Salihamidzic (scientemente tenuto in panca o tribuna da settembre) migliore in campo. Ranieri dice: mi avrebbero cacciato alla prima amichevole. Già. Ciro 'o Guardiola gode ancora di un qualche credito, non si sa in base a cosa. Forse l'occhialino o il ricciolino ancora ben pigmentato. Ho l'impressione che Ranieri lo abbiano cacciato per colpa di Mourinho. Non potevano tenere un allenatore che un interista aveva dipinto come vecchio e bollito. Anche Tuttosport non vede Ferrara come obiettivo numero uno e usa eleganti giri di parole non non parlare di esonero.

Ecco il programma in cinque punti di Tuttosport:

  1. Blanc ridimensionato
  2. Secco messo da parte
  3. Oltre a Bettega arriva un Ds
  4. Caccia al sostituto di Ferrara
  5. Epurazione nella squadra alla fine della stagione

Torna Bettega, poi tornerà Lippi poi chissà, faranno una seduta spiritica? E cosa pretendono di cavare da un allenatore a tempo, che sa di essere lì a scaldare un sedile? Come pretendono che la squadra lo segua? Come possono esonerarlo se non trovano un tapino (Zaccheroni?) disposto a star lì sei mesi come un quaqquaraqqua? Già, come? Ad majora, amici juventini, avanti così. Un altro mesetto così e mi abbono a Tuttosport. Potrei non riuscire a farne a meno.

 

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21/07/2009

VICENZA-JUVE

AMICHEVOLMENTE

(...) Al 18' Amauri insegue un avversario, Di Cesare, lo colpisce due volte alla schiena e l'arbitro lo espelle. Poi la sua sfuriata prosegue tanto che Del Piero e Cannavaro lo devono fermare e quando esce dal campo il brasiliano ancora infuriato mostra il dito. (...)

(Vicenza-Juventus 1-1, amichevole precampionato, 21 luglio)

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19/05/2009

WIKI SECTOR

IL TEMPIO DI VILLAR PEROSA


Il 18 novembre 1978, 912 seguaci della congregazione religiosa del «Tempio del Popolo» si suicidarono in massa nella loro comune di Jonestown, nella giungla della Guyana, bevendo un cocktail al cianuro assecondando gli ordini del loro capo, il reverendo Jim Jones. Questo Jim Jones aveva un passato normale. Anzi, era piuttosto stimato. Fu addirittura assessore all'edilizia del Comune di San Francisco ed era anche conosciuto per alcune sue iniziative umanitarie.  Le sue appassionate - e poco ortodosse - idee religiose avevano finito con l'affascinare centinaia di persone. Jones, a metà degli anni Settanta, cominciò a dare un po' fuori di testa. Si credeva reincarnazione contemporaneamente di Gesù e di Lenin (neanche a Berlusconi verrebbe in mente una cosa del genere) in virtù di quella che era l'idea centrale del suo pensiero, il socialismo apostolico. Diceva di esere in grado di fare miracoli. Dicevano di lui, invece, che i suoi atteggiamenti amorevoli ed ecumenici cominciassero a sfociare in molestie sessuali. Jones a quel punto scappò dall'America: si fece dare in concessione del governo della Guyana un po' di terra nella foresta e fondò la comunità del «Tempio del Popolo» con le mille persone che partirono con lui. Scoppiarono subito dei gan casini: i familiari dei suoi adepti lo denunciarono, iniziarono varie inchieste che andavano dalla frode fiscale alle torture. Nel 1978, il deputato californiano Leo Ryan andò in visita a Jonestown insieme a un gruppo di giornalisti per verificare cosa accadesse realmente nella comunità. Tornato in aeroporto, fu ucciso insieme ad altre quattro persone da uno dei fanatici di Jim Jones, che voleva impedirgli di relazionare al governo Usa. A quel punto Jones, sentendosi braccato e avendone combinate di ogni, riunì i suoi seguaci e disse loro che il Male voleva distruggerli. E quindi, "nel nome del comunismo e della religione" (nemmeno a Berlusconi verrebbe in mente una cosa del genere), ordinò a tutti di prendere da una pentola un bicchiere in un beverone al cianuro, bere e aspettare. Caddero tutti come pere, uno a uno. Quando tutti i 911 seguaci furoni morti, il reverendo Jim Jones, l'ex-assessore che si credeva un po' Cristo e un po' Lenin, si sparò un colpo alla tempia. Fu il più grande suicidio collettivo della storia.

Nel 2009 una gloriosa società di calcio, Fc Juventus, con sede a Torino (Italia) si trovò ad attraversare un momento un po' così. Dopo una sonante vittoria per 4-1 a Roma alla fine del mese di marzo, la squadra cominciò a dare un po' fuori di testa. Non vinse più. Sei pareggi e una sconfitta in campionato, una sconfitta in Coppa Italia. Nel corso di questi due mesi difficili, altri perniciosi avvenimenti costellarono le vicende della formazione bianconera. Dopo aver sognato per mesi l'aggancio e il sorpasso ai danni dell'Internazionale Fc, con sede in Milano (Italia), la squadra della Juventus si faceva raggiungere e superare dalla pittoresca rappresentativa dell'Ac Milan (Milano, Italia), cedendole il secondo posto, e disperdeva 12 dei 13 punti di vantaggio che aveva nei confronti della Fiorentina, rischiando di precipitare al quarto posto. Ma non era finita: un individuo vestito in maniera bizzarra, tale Lapo Elkann, si proponeva come presidente della società. Mentre un anziano calciatore italo-napoletano, Fabio Cannavaro, già noto a Torino per essere fuggito alla chetichella mentre la squadra veniva retrocessa in serie B dopo una squalifica comminata per anni di ruberie, veniva ingaggiato con contratto di un anno per rinforzare la difesa. La tifoseria bianconera esponeva reiteratamente striscioni di ispirazione contraria ai suddetti personaggi. Sentendosi braccata, la società decideva di esonerare l'allenatore Claudio Ranieri a due giornate dalla fine del campionato (era solo la seconda volta nella sua storia che la Juventus esonerava un allenatore), consegnando la squadra a tale Ciro Ferrara, alla sua prima esperienza da primo allenatore, e affidandogli il non facile compito di difendere il terzo posto dall'assalto della Fiorentina. La comunità calcistica internazionale, sconvolta e commossa dal disfacimento di questa antipatica ma pur sempre prestigiosa società, si sta mobilitando perchè la Comunità Gobba (alcuni milioni di adepti) non addivenga alla tragica decisione di procedere al suicidio di massa, su indicazioni del frate Cobollo e del reverendo Blanc.

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("Quelli che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo". Ragazzi, il reverendo Jones la sapeva lunga)

18/05/2009

TITANIC

L'ACQUA ALLA GOLA

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