19/06/2010
VIVE LA FRANCE
FRATERNITE'
Il titolo dell'Equipe di stamattina apre nuove frontiere al giornalismo mondiale. Peraltro, la necessità di sintesi impone spesso di asciugare al massimo i concetti, talvolta stravolgendoli. Per chi non conoscesse il francese, la frase pronunciata da Anelka in realtà è stata:
"Non sono affatto in sintonia con la tua decisione tecnica e spero che tu un giorno possa soffrire per questo (n.d.t., il concetto filosofico del faire enculer), e penso di te il peggio possibile (n.d.t., il concetto universale del fils de pute), e comunque non sono d'accordo con te ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee (n.d.t., questo l'ha detto allontanandosi ma non l'ha sentito nessuno. Ha ragione Berlusconi: l'informazione è parziale)".
20/11/2009
FRANCIA-IRLANDA
IL LODO TRAPATTANO
Riesco ancora a stupirmi. Il fanciullino che è in me viene avvinto (come l'edera) da certe questioni che riempiono giornali e siti come se fossero vere o anche solo verosimili. Il mondo discute di Francia-Irlanda come se le regole del calcio non fossero mai state scritte, ma frutto di simpatiche consuetudini che cambiano sfumatura a seconda che si giochi a Tonga, nelle Isole Faroer o, appunto, in Francia. Come se non esistesse un International board, e come se non si giocasse a calcio da un po' più di un secolo seguendo più o meno sempre le stesse norme (si gioca con i piedi, in undici contro undici, su un prato lungo cento metri con due porte larghe sette eccetera), vedo che gente altolocata (addirittura il primo ministro irlandese e il piccoletto che si tromba Carla Bruni, sì, dai, vabbe' mi sfugge il nome) discute di ripetizione della partita perchè l'arbitro ha sbagliato e perchè Thierry Henry è una faccia di merda.
Ora, va detto per onestà intellettuale che come interista seguo la vicenda con un secondo fine fin troppo evidente. E' ovvio che se passa il principio che per un errore dell'arbitro si ripete la partita, e se come ulteriore conseguenza passasse anche il sacrosanto principio di retroattività, l'Inter comincerebbe il prossimo campionato con due (o forse tre) stelle sulla maglia, mentre la Juventus avrebbe un buco nella casacca, in culo alla chimera dolosa della terza stella, e dovendo discutere a Norimberga se lasciargliene una o inviare tutti direttamente alla Cayenna.
Ma che il mondo del calcio stia discutendo di una cosa che non esiste, davvero, mi lascia basito. L'arbitro ha sbagliato, Henry ha fatto quello che migliaia di giocatori hanno fatto nella storia del calcio - il furbo - , et voilà. Certo questa cosa è accaduta in una situazione-limite: nei tempi supplementari di uno spareggio per i Mondiali. Un conto è fare fallo di mano in Arsenal-Sailcazzo di Coppa di Lega, un conto è stravolgere il corso degli eventi di una partita dentro-o-fuori. Nemmeno del tutto, peraltro: si sarebbe andati ai rigori e forse quegli scarponi degli irlandesi avrebbero perso lo stesso centrando pali, traverse e il busto del portiere. Però, certo, è una brutta cosa. Ha anche rovinato una piccola favola: la grezza Irlanda che si incula a sangue quelle merde dei francesi a casa loro, cazzarola, era di per sè un magnifico spettacolo di vita e di sport. L'Irlanda meritava di vincere, ma ha sbagliato qualche gol. La Francia meritava di uscire a calci in culo, ma con un gol irregolare va avanti. E' brutto, ma è così.
Invece di stare lì a discutere di cose impossibili, i regnanti del calcio dovrebbero casomai far fruttare il mezzo televisivo per punire esemplarmente Henry. Quante partite teoriche ci sono in un Mondiale? Sette? Ecco: sette giornate di squalifica. L'arbitro e i suoi collaboratori, come spesso accade, possono non avere visto quello che è successo in campo. Ma le settecento telecamere accese in quel momento sì, hanno visto tutto, e abbiamo visto anche noi. La manipolazione della palla è stata eccelsa, quasi da playmaker. Poi il gol, l'esultanza, la negazione dell'evidenza (anche da parte dell'inguardabile Domenech), le scuse tardive. Sette giornate di squalifica, bòn. La Francia va ai Mondiali, ma Henry stia a casa. Altrimenti - vista la facilità con cui ci si riempie la bocca di frasi su violenza, fair-play e correttezza - sarà la solita occasione persa. Del resto il calcio è questo: due giornate a Materazzi per avere colpito Zidane con lo sterno, sei giornate a Burdisso per avere colpito a nasate le nocche di Navarro, beh, non sono mica battute di Settore.
01:38 Scritto da: settore in calcio | Link permanente | Commenti (116) | Segnala | Tag: calcip, francia, irlanda, trapattoni, henry, domenech | OKNOtizie |
Facebook
25/08/2008
PECHINO DAY AFTER
BENE, BRAVI, BLEAH
La Cina fu quarta nel medagliere ad Atlanta '96, terza a Sidney 2000 e seconda ad Atene 2004 (32 ori, mica pizza e fichi): era ovvio che un paese in costante crescita e con un miliardo e 300 milioni di abitanti avrebbe fatto fruttare esponenzialmente il suo ruolo di organizzatore delle Olimpiadi, un po' per peso politico e un po' per avere preparato con grande dispiego di mezzi il quadriennio olimpico. La Cina si è presa 37 medaglie in più di quattro anni fa, di cui 19 ori (che sono diventati 51). A chi le ha prese? Non agli Stati Uniti, che hanno conquistato addirittura 8 podi in più rispetto ad Atene. La Russia sì che ha pagato pegno: venti medaglie in meno e una prima settimana da tragedia (ci ha messo sei giorni per superarci nel medagliere). E pure il Giappone (12 in meno) e Cuba (24 medaglie ma solo due ori, sei in meno rispetto ad Atene e nove rispetto a Sidney). E la Germania, zitta zitta, nonostante l'interecessione papale, perde ormai 10 medaglie a Olimpiade (65 ad Atlanta, 41 a Pechino). Sono andate male anche la Romania, la Svezia (zero ori, ne prese 4 a Sidney) e poi, a pioggia, un po' tutti hanno pagato pegno. Anche perchè è esplosa la Corea (13 ori), la Giamaica ha dominato l'atletica e, soprattutto, c'è stato l'exploit degli inglesi.
Alle Olimpiadi di Atlanta, 12 anni fa, la Gran Bretagna conquistò (si fa per dire) 1 oro, 8 argenti, 6 bronzi. 15 medaglie in tutto, una miseria. Ma, soprattutto, un solo oro, roba da seppellirsi per la vergogna. Ecco: invece di seppellirsi, gli inglesi hanno raddoppiato le medaglie a Sidney (28, con 11 ori) e ad Atene (30, con 9 ori), per arrivare alle 47 fottute medaglie di Pechino, con 19 ori, quarto posto nel medagliere davanti alla Germania e all'Australia che se l'erano sempre pappata senza problemi. Il disastro di Atlanta sarà anche stato esagerato, ma va detto che questi coglionazzi degli inglesi hanno programmato bene la loro resurrezione e arriveranno di slancio alle loro Olimpiadi, quelle di Londra 2012, dove prevedibilmente faranno anche meglio. Tutto questo rinunciando di fatto agli sport di squadra (sfortunatamente per loro cricket e rugby non sono sport olimpici, nel resto fanno cagare) ma costruendosi qualche orticello in cui raccogliere a piene mani. Tipo il ciclismo su pista (12 medaglie, di cui 7 ori, praticamente un quarto del bottino complessivo).
Noi possiamo giusto vantarci di aver tenuto dietro Francia e Spagna (purchè se magna), perdendo ancora qualche medaglietta per strada e, con straordinaria regolarità, un posto nel medagliere (sesti ad Atlanti, settimi a Sidney, ottavi ad Atene, noni a Pechino). A noi la Cina non ha preso nulla, se non nella ginnastica (furti clamorosi, ma di medaglie meno pregiate). Quindi è tutta farina del nostro sacco. Non vergogniamoci nei nosti orticelli (se gli inglesi hanno il ciclismo su pista noi abbiamo la scherma), ma preoccupiamoci del quadro complessivo che è inquietante. Abbiamo un oro in più, ma 12 medaglie in meno della Francia, che oltretutto le ha conquistate in 18 discipline diverse (noi solo in 13). Abbiamo i medagliati più vecchi del mondo (Idem, Rebellin, D'Aniello, Pellielo, Sensini più qualche schermidore sono over 35) e c'è arrivata qualche medaglia random (judo, lotta greco-romana, taekwondo). Abbiamo fallito negli sport di squadra come forse mai era successo. Abbiamo anche 16 medaglie del cazzo (quarti posti), ma come si sa non contano. Le due medaglie dell'atletica, la specialità regina, sono venute dalla strada e dalla specialità più di nicchia. In pista abbiamo fatto schifo: miglior risultato il settimo posto nel lancio del martello femminile e il 12° e ultimo posto nella finale dei 1500 maschili. Il ct della Nazionale ha ammesso: i ragazzi sono arrivati alle Olimpiadi tutti fuori forma. Minchia! La squadra di atletica è arrivata alle Olimpiadi fuori forma? Ma scusate, per cosa si stavano preparando? Pensavano che le Olimpiadi fossero nel 2009? Alla fine di ogni manifestazione si parla sempre di anno zero dello sport in Italia, ma poi ci si consola con il buono che è arrivato e si considera che - bene o male - non rimarremo mai con le pezze al culo. Ma se ci capitasse un'Olimpiade come quella Gran Bretagna ad Atlanta saremmo capaci si risollevarci come hanno fatto loro?
Un'ultima cosa: non sapevo che il presidente della Federazione internazionale ginnastica artistica (Figa) fosse un italiano. Anche quando siamo nella stanza dei bottoni non contiamo una sega: non possiamo nemmeno trovare un colpevole degli scippi (una vergogna pazzesca) ai danni di Coppolino e della squadra di ritmica. Vedere un presidente del Coni e un presidente di federazione internazionale che si insultano in perfetto italiano è stato uno spettacolo - come direbbe Moratti - simpatico.

19:30 Scritto da: settore in sport | Link permanente | Commenti (30) | Segnala | Tag: pechino, italia, olimpiadi, gran bretagna, francia, ginnastica | OKNOtizie |
Facebook












