26/09/2011
SERIE A
NUMERI
Classifica *
Inter, Milan, Atalanta, Roma, Chievo, Siena 3
Juventus, Catania, Cagliari, Udinese, Napoli, Fiorentina, Lazio, Palermo 1
Novara, Cesena, Bologna, Lecce, Genoa, Parma 0
* classifica avulsa del campionato italiano escludendo i risultati della gestione Gasperini, che in quanto esonerato e liquidato è di fatto cancellato da questo campionato. Io ricorrerei al Tnas.
22/09/2011
CLAUDIO RANIERI
A LETTO COL NEMICO
Oggi ci farà una certa impressione vederlo ad Appiano con la nostra tuta, dopo averlo visto con molte tute altrui e soprattutto con le ultime due, due anni con quella della Juve (uno spettacolo deprimente di default) e due anni con quella della Roma, di cui ha saputo magistralmente interpretare la tendenza al piagnisteo ma - questo bisogna riconoscerglielo - rendendosi protagonista di un campionato al limite del sovrumano, in cui ha seriamente rischiato di fotterci scudetto e triplete non fosse stato per il Pazzo, l'uomo che quel poveretto di Grugliasco ha confinato in panca a vita.
Detto questo, Ranieri per me è la scelta migliore. Figo e Baggio sarebbero stati due salti nel buio totale, Zenga una soluzione troppo uterina e Delio Rossi - per quanto bravo e simpatico - rischiava di essere un altro Gasperini in quanto allenatore senza pedigree, senza galloni e senza palmares. Non che ne abbia uno pazzesco il buon Ranieri, ma - stante la disponibilità mondiale - è quello che ci serve in questo momento: un allenatore di grande esperienza (otto anni all'estero in squadre importanti), un buon carisma e un'innata propensione a rimettere in carreggiata le squadre che prende. Ultimamente ha fatto un mezzo miracolo a Parma, riportato in Champions quegli zombie della Juve e sfiorato uno scudetto a Roma. Le sue avventure sono sempre parabole (parte benissimo e finisce spesso a schifio), ma per chi non lo sono?
Certo, è anzianotto: tra un mese ne fa 60, quasi coetaneo di Zanetti. Certo, non è un vincentissimo: scudetti zero, se il parametro è questo. Però qualcosa ha portato a casa: a Firenze Coppa Italia e Supercoppa italiana; a Valencia Supercoppa europea, Coppa del Re e Intertoto (!): a Londra (Chelsea) una coppa di Lega (con un secondo posto in Premier e una semifinale di Champions); alla Juve un terzo posto da neopromossa (santiddio, che ricordi straordinari), alla Roma un secondo posto con 80 punti, trovandosi davanti l'Inter di Mourinho. Quell'anno, quando ci rimontò 14 punti e ci passò davanti, vinse un derby sostituendo nell'intervallo Totti e De Rossi. Ecco, questo mi sembra un gran bel biglietto da visita.
Non storciamo troppo il naso. Non si poteva andare avanti un minuto di più in quella situazione. Al netto di un'estate in cui la società ha fatto una serie di cazzate inenarrabili, il mese di settembre di Gasperini è uno dei peggiori incubi mai capitati nella storia dell'Inter. Ora consegnamoci volentieri - speranzosi, diciamo - nelle mani di uomo che non sarà un genio assoluto ma è un maestro nel portare a termine il suo compitino. Da come si sono messe le cose, un mister specializzato in terzi e questi posti va benissimo. In corso d'opera vedremo anche di rialzare la testa e vedere se si potrà fare di meglio. Dopo quattro partite orribili, e nel mezzo di uno psicodramma che mai avrei immaginato di dover (ancora) vivere, accontentiamoci di tornare normali.
11:53 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (344) | Segnala | Tag: inter, ranieri, gasperini | OKNOtizie |
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21/09/2011
ADDIO GASP
NOVARA
E' notte alta e sono sveglio,
sei sempre tu il mio chiodo fisso,
tenevi ad ammuffire il Pazzo,
e più ci penso e più mi incazzo,
tutto il casino fatto per averti,
per questo schema che era un frutto acerbo,
e adesso con la Trebisonda, io, ci perdo
Novara, Novara, Novara,
perché io da quella sera,
non ho fatto più difese messe a tre,
e non me ne frega niente senza te
anche se orociok mangiassi, ti direi
non mi fai ingrassare tanto quanto Frey.
E' notte alta e sono sveglio,
e mi rivesto e mi rispoglio
mi fa smaniare questa voglia,
e prima o poi farò lo sbaglio
di dire al Pazzo "vagli sottocasa
tiragli sassi alla finestra accesa
prendigli a calci la sua porta chiusa, chiusa".
Novara, Novara, Novara,
perché io da quella sera,
non ho fatto più l'amore, li morté,
l'impotentia coeundi debbo a te
anche se Ranieri un po' mi sta sul ca
non mi fa cacare tanto quanto Ga
23:00 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (106) | Segnala | Tag: inter, novara, gasperini, ranieri, de crescenzo | OKNOtizie |
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RANIERI
GASPERINI
PERDERE A NOVARA
E adesso andate via
voglio restare solo
con la malinconia
volare nel suo cielo
non chiesi mai chi eri
perche' scegliesti me
me che fino a ieri
credevo fossi un re
perdere a Novara
quando si fa sera
quando l'erba finta un po'
d'azzurro la colora
rischi d'impazzire
puo' scoppiarti il cuore
perdere a Novara e avere voglia
di morire
lasciami gridare
rinnegare Alvarez
prendere a sassate Chivu
e Pazzo ancora in volo
li faro' cadere ad uno ad uno
spezzero' le ali di Coutinho
e ti avro' vicino.
comunque ti capisco
e ammetto che sbagliavo
facevo le mie scelte
chissa' che pretendevo
e adesso che rimane
di tutto il tempo insieme
un uomo troppo solo
che ancora ti vuol bene
perdere a Novara
come mezze seghe
quando sopra il viso c'e' una ruga
che non c'era
provi a ragionare
fai il 4-4-2
fino a che ti accorgi che non
sei servito a niente
e vorresti urlare
soffocare il cielo
sbattere la testa mille volte
contro il muro
respirare forte su ad Appiano
dire e' tutta colpa del destino
se non ti ho vicino
perdere l'amore
maledetta sera
che raccoglie i cocci di uno schema
immaginario
pensi che domani e' un giorno nuovo
ma ripeti non me l'aspettavo
che mi esoneravi
gioco le partite
come le finali
ma lo prendo in culo
da Rigoni e Meggiorini
ora torno subito a Grugliasco
parlerò in cam come Vasco
io più non ci casco
11:00 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (190) | Segnala | Tag: inter, gasperini, novara | OKNOtizie |
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LA FATAL NOVARA
IL SENSO DEL RIDICOLO
16 mesi fa vincevamo la Champions, 9 mesi fa vincevamo il Mondiale, 6 mesi fa andavamo a vincere a Monaco facendo tre pere dopo aver perso in casa all'andata. Non serve l'istituto Luce per capire cosa eravamo. Lo siamo stati fino a poco fa. Poi puff, non si capisce bene cos'è successo, tanto appare tutto così incredibile. La linea di demarcazione l'ha tracciata Fiorello: con la sua imitazione di Gasperini ha sancito una cosa ben precisa, che siamo ridiventati ridicoli. E non è solo una doppia clip di due minuti che gira su YouTube con uno showman che fa la voce in falsetto e dice cose calcisticamente comiche. E' un qualcosa di più preciso, di più impietoso. Facciamo ridere, oggettivamente. Ed è una cosa gravissima, e magari la capissero i nostri dirigenti cui, con piacere, ricordo cosa hanno combinato negli ultimi mesi.
Torniamo a quel grottesco mesetto a cavallo tra la fine di maggio e la fine di giugno, quando il nostro handsome non-allenatore (confermato in pectore) (già questo era grave, essendo un non-allenatore), decide inaspettatamente di levarsi dai coglioni per andare in un posto più bello, meno stressante e meglio pagato. Per venti giorni cerchiamo allenatori che non vogliono o non possono venire, ma soprattutto la prima che ho detto. A un certo punto, in modalità "mangio 'sta minestra", si assume uno di quei due-tre allenatori liberi in Italia e che ovviamente avrebbero accettato di corsa l'incredibile opportunità. Naturalmente, non certo per cattiveria ma per pura oggettività degli eventi, questo allenatore appare come la terza, quarta o forse quinta scelta. E quindi arriva all'Inter senza il minimo di credito, il minimo di trasporto e il minimo di credibilità. Certo, sono cose che uno si può conquistare cammin facendo. Ma forse al Genoa o al Crotone (ne faccio una pura questione di pressione ambientale) è più facile. L'Inter, per il secondo anno di fila, assume un allenatore a cui non crede fino in fondo. Si chiama perseverare, ed è diabolico.
Preso l'allenatore, si fa il mercato. Preso, in particolare, un allenatore che fa il 3-4-3, si prende la palla al balzo per identificare la vittima sacrificale al Fair play finanziario (leggasi anche: voglia di Moratti di non spedere più in maniera illimitata e sragionevole per far contenti noi fessi) tra quei due-tre nostri giocatori che hanno veramente, ma veramente, ma veramente mercato a livello globale: cioè Sneijder. Ma le cose non vanno proprio così, l'operazione Sneijder è lasciata in modalità un pochettino random sperando che siano gli altri a fare tutte le mosse e a far partire il bonifico, e intanto arriva un daghestano che vuole Eto'o e lo paga cash. Perfetto. Quindi resta Sneijder. Nel mentre si dipana un mercato totalmente alla cazzo, in cui si acquistano giocatori che forse, probabilmente, indicativamente, potrebbero adattarsi eventualmente abbastanza agli schemi dell'allenatore che non volevi. Il quadro è perfetto. Aggiungici un paio di sòle, quelle non mancano mai, ed ecco l'Inter.
Che comunque resta l'Inter, con una rosa di tutto rispetto e zeppa di eroi di Madrid, Abu Dhabi e Munchen. Ma alla guida c'è Gasperini, un uomo solo e disperato che canna tutti gli esperimenti che fa. Dopo un mese e mezzo di ritiro ci sarebbe la prima di campionato, ma 'sti zozzoni scioperano. Facciamo un'amichevole e prendiamo pallate dal Chievo. Arrivano Forlan e Zarate, nomi suggestivi ma di quale utilità? C'è una tale fiducia su Zarate che gli facciamo firmare un contratto in cui c'è il bonus non per i gol ma per gli assist. C'è una tale fiducia su Forlan che stiamo lì ad accarezzargli la criniera bionda e a contargli la tartaruga degli addominali e non ci accorgiamo che non può giocare la Champions. Ce ne accorgiamo dopo, a lista consegnata, una roba da società amatoriale. Dopo, molto dopo rispetto a tutto: a una lista con un nome in meno, a un ingaggio che prevede che tu giochi in Champions, a un pagamento all'Atletico Madrid che non contempla che non ci possa giocare. L'incauto acquisto è un reato.
Finalmente, a due mesi dall'inizio del ritiro e a quaranta giorni dall'unica partita ufficiale (la Supercoppa, persa savasandìr, e comunque c'era ancora Eto'o), inizia il campionato. E inizia la Champions. 4 partite in 10 giorni. Un pareggio e tre sconfitte, 4 gol fatti (uno casuale, uno su rigore e due a tempo quasi scaduto, ininfluenti) e 8 subiti. Non da Barcellona, Real e Chelsea, ma da Palermo, Trabzonspor e Novara (!!!). In quattro partite mai lo stesso schema iniziale, in quattro partite il centravanti della nazionale gioca 45 minuti, in quattro partite due-tre azioni da ricordare. A Novara tre tiri verso la porta in 90 minuti, uno nello specchio.
Gasperini dal Chievo in poi rilascia dichiarazioni che fanno accapponare la pelle. Al culmine di un delirio di infimo profilo si lascia andare a un "io gioco tutte le partite come fossero finali", una frase che dice l'allenatore di una pericolante alla trentesima di campionato, non l'allenatore dell'Inter alla terza. Se il peccato originale è tutto della società, Gasperini non è però del tutto innocente: difficilmente si poteva trasmettere una tale sensazione di modestia e inadeguatezza. Il resto lo hanno fatto i giocatori: è una situazione talmente anomala - poca condizione, zero palle, totale confusione - che non può che essere la risultante di più situazioni abnormi. Di sicuro Gasperini non ha ascendente su questa squadra, che ha rifiutato i suoi schemi. E la sensazione che Zanetti e Cambiasso se lo siano cotto in padella - loro, i due senatori, sono troppo brutti per essere veri - è palpabile. Mi rifiuto di pensare che un'Inter anche ridotta ai minimi termini non fosse davvero in grado di cavarsela a Novara. E invece è una squadra senza capo nè coda, che basta pressare un pochettino per gettare nel panico. Sguardi persi, gente che si sfancula per un passaggio sbagliato. Non uno dei vecchi che prenda gli altri per il bavero e rinsaldi le fila.
Domani - anzi, oggi - bisogna esonerare Gasperini. Come da consunto copione calcistico, è l'unica soluzione percorribile, non potendo essere cacciata a calci in culo nè mezza squadra nè mezza società. Serve uno qualunque, purché credibile e in grado di prendere la squadra per i coglioni. Chi c'è c'è, e chi non c'è affanculo, anche se il cognome finisce per Etti o Asso. Un allenatore che faccia una cosa elementare: un 4-3-1-2 che questa squadra ha nel Dna, e pazienza se non c'è nulla di creativo o innovativo. Questo incubo deve finire al più presto, c'è una sfilza di partite da giocare in pochi giorni, un campionato da riprendere in mano, una Champions da rimediare, e una Champions da conquistare per il 2012 con un posto in meno. Ogni giorno che passa è un giorno perso. Dalla fine di maggio ne abbiamo già persi uno sfottio.
20/09/2011
NOVARA-INTER 3-1
19/09/2011
CRISI INTER
FRASI CELEBRI
"Io gioco tutte le partite come finali". Non pensavo che saremmo mai arrivati a tanto. A questo punto propongo di disputare le partite interne a Marassi, tanto la Samp gioca il sabato.
18:30 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (57) | Segnala | Tag: calcio, serie a, inter, gasperini | OKNOtizie |
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18/09/2011
INTER-ROMA
ARRIDATECE LEONARDO
Difendere uno 0-0 in casa contro una squadra in costruzione tanto quanto la nostra, e che - ormai fisicamente sfinita dal ti-tic-e-ti-toc, il Barcellona vero gioca in Spagna - non aveva più niente da dire. Togliere una punta e mettere un centrocampista: avesse potuto, era un cambio che Luis Enrique Iglesias avrebbe fatto volentieri. E invece lo ha fatto l'Inter, che giocava in casa e che ha progettato il suo "forcing finale" (no, Mou, non ti rivoltare nel lettone: lo vedi, ho messo le virgolette) togliendo punte e mettendo centrocampisti. Tra l'altro, un centrocampista che hai tentato di vendere a chicchessia fino alle 18.59 del 31 agosto, e che è già stato sorprendente rileggere nella lista dei convocati e poi rivedere con una maglia tutta sua, con il nome ricamato, e un numero che assomiglia a quello che aveva prima (ma noi ce siamo accorti, tzè). Alla fine bastava lanciare la palla in avanti per creare occasioni, la Roma non c'era più. C'erano squarci sulle fasce da far paura, specie dalla parte di Perrotta (terzino per 90 minuti, come se noi giocassimo con Alvarez terzino) (noi avremmo perso 3-0, però). Si arrivava in porta comodi, bastava essere precisi con il passaggio, come in effetti due o tre volte siamo stati. Ma ormai eravamo schierati con un innovativo 3-5,5-1-0,5. E abbiamo mosso la classifica, wow.
Il cambio Muntari-Forlan è evidentemente un falso problema, preso in sè. Sicuramente avrà anche avuto un senso e una utilità nella mente dell'allenatore che, come sappiamo, è lì per quello e vede o sente cose che a noi sfuggono. Ma è la modestia che sprigiona, ecco, a inquietare - credo - qualche milione di interisti. Ma insomma, le sento e le leggo solo io le interviste di Gasperini? Ma voi le sentite e leggete con attenzione le cose che dice? Ma a voi piacciono, convincono? Non vi sembra a volte di essere precipitati in un incubo? Non vi date qualche pizzicotto, ogni tanto? Certo, quattro anni di Mancini e due anni (sospiro) di Mourinho rendono impietoso il confronto con il 90 per cento degli allenatori disponibili, e per chissà quanto tempo obnubileranno le nostre povere menti. Ormai siamo tarati su altre situazioni, su altre sensazioni. Siamo tarati su allenatori che dicono cose almeno un pochino interessanti, che ci creino un minimo di aspettativa. E che soprattutto prendono la squadra per le palle, che nel finale mettono cinque punte, e se non le hanno mettono Materazzi o Samuel centravanti. Siamo tarati su una modalità semplicissima - "noi siamo l'Inter" - che non sempre ha un effetto diretto e completo, ci mancherebbe, ma che dovrebbe essere una specie di comandamento, di impostazione di default. L'Inter potrà avere un sacco di difetti e un sacco di difficoltà, ma non difende palesemente uno 0-0 in casa contro una squadra sulle ginocchia. Eppure a momenti la vincevamo, mi si dice. Certo. A momenti.
Quando si era concretizzato in maniera definitiva il cambio tra Leonardo e Gasperini, il primo pensiero era stato: beh, mal che vada abbiamo un allenatore vero, e in giro non ci sono mica dei geni. Ma se questo è il risultato, forse era meglio Leonardo. Basi zero, però grande entusiasmo - vero o finto, non è un problema -, grande parlantina, grande presenza scenica. Un perfetto incrocio tra un animatore Valtur, un ex calciatore e un motivatore dei marines. La difesa a 3, 4, 5 o 6 non è il nucleo della questione. Il nucleo vero è molto più impalpabile. O Gasperini esce da questa spirale di modestia e ci dimostra delle ambizioni che valgano il prezioso sedile su cui appoggia il culo, oppure - e non sapete quanto mi costa, zuzzurellone e interistone come sono - mi trasformerò in una immonda creatura che si nutre di sangue di allenatori irrimediabilmente provinciali.
12:43 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (324) | Segnala | Tag: inter, serie a, roma, gasperini | OKNOtizie |
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13/09/2011
CRISI INTER
QUELLA MACCHINA LA' DEVI METTERLA QUA
Quindi risolveremo (?) tutto spostando un numerino. Da 3 la difesa passa a 4, da 4 il centrocampo passa a 3 (tre centrocampisti veri, volesse il cielo) e davanti resta l'ultimo 3, quello del calcio champagne o, come a Palermo, del calcio spuma. Va bene: un compromesso va trovato, la crisi di rigetto del 3-4-3 (nonostante due mesi di lunghe prove) non può essere ignorata visto che dobbiamo fare 6 partite in 20 giorni e - non so se interpreto il sentimento generale - non è che ogni volta si possono prendere 4 pere alla cazzo. Gasperini ci deve venire incontro: i giuocatori non sono adatti al 3-4-3 e noi, i tifosotti, nemmeno. Ai posteri l'ardua sentenza: cioè dire quelle delle tre categorie di pensiero (l'allenatore, la squadra, i tifosi) sia più mentalmente limitata.
Sulla società, invece, conviene stendere un velo pietoso e - per carità di patria e amor di Inter - non guardarci più sotto. Memori dell'operazione Benitez, un anno dopo i nostri prodi dirigenti hanno rifatto la stessa cosa: consegnare la squadra a un allenatore che avrebbero fatto a meno di assumere. E' chiaro che tutto questo dipende da un granellino di sabbia che si è infilato nel meccanismo, il meccanismo vacca-magra o fichi-secchi, ma con un disegno a monte. Il piano era solare: l'Inter voleva agire in pareggio di bilancio e quindi doveva sacrificare qualcuno. Quel qualcuno era Sneijder, potenzialmente il più richiesto, e tanto valeva a quel punto prendere un allenatore che del trequartista potesse fare a meno senza rinunciare allo spettacolo. Anzi, già che ci sei prendi uno che fa il 3-4-3 così nemmeno più ti viene la tentazione. La prima scelta preferisce Bilbao, la seconda non attizza la fantasia di nessuno. Però vabbe', proviamoci, cambiamo, diamo un segnale. Ma nel mappamondo del calcio appare il Daghestan e un nuovo ricco che, a differenza degli altri, paga cash. Quindi via Eto'o, resta Milito (uhm: Eto'o, Pazzo e Milito come li avrebbe gestiti Gasperinho?) e soprattutto resta Sneijder (sennò scoppia la rivolta) e quindi il meccanismo si inceppa. Poi, povero Gasp, gli prendono pure Zarate a mezzo secondo dalla fine del mercato: al posto di un soldatino diligente, il Cassano della pampa.
Pareggio di bilancio ok, rosa non ok, allenatore che (come Benitez e altri prima di lui) chiede una cosa e gliene danno un'altra. E via, verso una nuova fantastica stagione.
Ora, essendoci davanti 37 giornate eviterei qualsivoglia sentenza, e tantomeno disfattismo. L'obiettivo è uno solo, il Tricolor. Intorno - in Italia, dico - non è che ci sia chissà cosa. E le cazzate le fanno anche gli altri: qualcuno si lamenta di Pandev al Napoli, ma allo che dire del Milan che dà Pirlo alla Juve e gli risolve il 66,6% dei problemi? Però il clima è tornato quello naif dei tempi migliori (tra virgolette, eh?). Dobbiamo resistere. Resistere a Moratti che parla con i giornalisti fuori dall'ufficio, resistere agli occhi no-tigre, resistere agli allenatori sfiduciati in tutti i sensi, resistere a un clima da pappamollismo insopportabile. Almeno noi, schieriamoci bene e tiriamo avanti, go ahead. Viva l'Inter, abbasso il Trabzonspor, Juve merda, stadio di proprietà vaffanculo.




















