23/04/2012
GENOVA ULTRA'
COMPLICI
Il contrasto tra la settimana di lutto (quant'è bello andare ai funerali con i fumogeni) e il week-end di merda pura è quantomai suggestivo. Il lutto corale (quant'è bello andare tutti insieme ai funerali, in fondo come fare una trasferta, però non si distruggono i treni) è durato molto poco e siamo tornati al letame ordinario tra partite sospese, cori antisemiti, sfottò e sputi. L'Italia del calcio è questa, quest'ultima intendo. Piangere un ragazzo di 25 anni che muore in campo è una cosa che viene di default, molto più facile - molto più autentica, automatica, molto più ovvia direi - che non mantenere la barra dritta in una domenica normale. E infatti è bastata una settimana, e oplà.
Gli ultrà di Genova non mi dicono niente di nuovo rispetto al passato. In ogni curva, fatta per la gran parte di gente normale, ci sono quei 50-100 facinorosi violenti e squisitamente fascisti che governano i pecoroni e fanno vibrare gli anfibi. No, non c'è nulla di nuovo. E anch'io non ho nulla di nuovo da dire rispetto a un pensiero che mantengo stabile nel tempo, e cioè che le curve le chiuderei. La parte sana delle curve non avrà difficoltà a resettarsi e risistemarsi. E la parte malsana vada a delinquere altrove o, come sarebbe giusto che fosse, a firmare i registri in questura. Sia pure con qualche progresso rispetto al passato, lo stadio continua a essere un ricettacolo di delinquenza vera o latente, che trova sfogo in episodi come quello di Genova: nel sentirsi padroni del gioco, dello stadio, del destino degli altri (i tifosotti). Violenti come i ragazzini che ci prendevano il pallone quando giocavamo al campetto e lo portavano via. Stessa cosa, con bicipiti più grossi e cervelli più deteriorati.
L'errore grave, madornale, insostenibile, schifoso lo hanno fatto piuttosto i giocatori del Genoa. Non è stata paura la loro, è stata connivenza, complicità. E' stata una resa incondizionata a tutto: alla ragione, alla passione, alla dignità. Non si calano le braghe di fronte a 50 avanzi di galera che in favore di telecamere e teleobiettivi (beh, se non emettono 50 Daspo stavolta...) decidono che il gioco è finito e vogliono che ti levi la maglia. La maglia, in questo ridicolo gioco del pallone, è forse una delle poche cose su cui val la pena spendere qualche sentimento vero. La maglia è la maglia. E' la giustificazione stessa, cari cagasotto del Genoa, delle vostre vite, dei vostri contratti, dei vostri lauti stipendi, della gente che vi viene a vedere. Che non sono solo i 50 galeotti a cui ubbidire come schiavetti al guinzaglio da sadomaso, ma è soprattutto gente normale, che ama il rosso e il blu come noi il nero e l'azzurro, e ha amato anche le peggiori ciofeche che hanno indossato quella maglia e quei colori, perchè è così, il calcio è questo, non puncicare il prossimo o spaccare i fanali delle macchine. Il calcio è anche perdere, è anche fare figure di palta, è anche finire in B o in C. Le vostre facce piagnucolose non se le ricorderà più nessuno, ma il Genoa resterà. Resteranno le bandiere rossoblu. Resterà la maglia, quella che vi siete tolti con un gesto che rimarrà nei secolo.
Togliersi la maglia è stato patteggiare - una volta di più - con il marcio del calcio. Non è ancora finito il tempo degli ultras che entrano negli spogliatoi, salgono sui pullman, si dimostrano - vergognosamente - voce in capitolo. Non è finito finchè c'è gente come i genoani di oggi, succubi e impauriti fino a togliersi la maglia - una cosa che dovrebbe essere stapata sulla pelle -, fino a fare quello che gli chiedono 50 facinorosi. Le società dovrebbero una volta per tutte scrollarsi di dosso questa gentaglia. Lo avrebbero dovuto fare, meglio. Da decenni.
Togliersi la maglia perchè te lo chiedono porta indietro di almeno un paio di lustri un faticoso processo. Come già con Italia-Serbia, a Genova è morto un pezzettino di calcio. Una specie di necrosi in un corpo che è vivo e vitale, finchè resiste, finchè resistiamo. Finchè magari un giorno a vedere queste bruttissime partite non andranno che i soliti 50, quelli che se schioccano un dito trovano qualche miliardario che piange e si toglie la maglia. Che vergogna ragazzi, che vergogna.
02:51 Scritto da: settore in calcio | Link permanente | Commenti (168) | Segnala | Tag: genoa, siena, ultrà | OKNOtizie |
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14/12/2011
GENOA-INTER 0-1
ZITTI E PEDALARE
Proprio nel momento in cui Ranieri dice forse la cosa più giusta da quando è arrivato all'Inter - "Zitti e pedalare", in relazione alle troppe chiacchiere e alle troppe tabelle che abbiamo fatto negli ultimi due mesi invece, appunto, di stare zitti e pedalare -, stanotte mi verrebbe voglia di stare poco zitto e di parlare un po' di un'Inter che appare nuova, un'Inter che finisce battagliando e correndo invece che - come recente tradizione - con la lingua fuori, un'Inter che rischia il fisiologico e crea tanto, un'Inter che magari non fa il futbol bailado ma intanto segna la quarta vittoria nelle ultime cinque di campionato, e io metterei quindici firme a continuare con questo andazzo, 12 punti (e due reti subite) ogni 5 partite, cazzarola, avercene.
Qualche entusiasmo bisogna frenarlo. Tipo: abbiamo vinto contro quattro squadracce e perso contro l'unica squadra decente. Vero, però i motivi per sorridere ci sono. Per esempio: avere visto in campo giocatori che ormai pensavamo fossero morti, cremati e con le ceneri disperse alla Pinetina in una fugace cerimonia ai lati del campo da golf. E invece no, ci sono, deambulano, sono vivi, e con Poli abbiamo un'opzione in più in mezzo, e con Forlan ne abbiamo una importantissima in più in attacco, dove Zarate finalmente scalerebbe di un posto verso la tribuna e l'uruguagio potrebbe darci qualche soddisfazione succosa (in una ventina di minuti scarsi ha fatto un paio di cosette al bacio). E tenendo conto che ci sarebbero anche Maicon e Sneijder, beh, non potremmo che migliorare.
Ma la cosa strabiliante è stato il finale. Abituati a vedere gente trascinarsi per il campo, crollare per i crampi e vagolare in stato di morte presunta, assistere a qualche sgroppata dopo l'ottantesimo minuto è stato bellissimo, come accorgersi che Alvarez sembra sì nato per farci incazzare, ma ha in canna i colpi che a molti altri mancano.
Adesso basta, zitti e pedalare. Non cambia nulla. Siamo a meno 8 dal terzo posto e a più 8 dal terzultimo. Siamo sesti, ma è un sesto posto fake, bisogna considerarlo ingannevole. Le quattro davanti sono lontane e sono, soprattutto, quattro. Troppe. Per riagganciare il treno ci vorranno due coglioni così, che per ora abbiamo sfoderato solo random. Meglio procedere a gruppi di cinque partite, come l'ultimo. Nel prossimo gruppo ci saranno Milan e Lazio, e lì si parrà la nostra presunta nobilitate. Al giro di boa ne riparliamo.
06/03/2011
INTER-GENOA 5-2
SETTO RE MIDA
16:57 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (101) | Segnala | Tag: calcio, inter, genoa, nagatomo | OKNOtizie |
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13/01/2011
INTER-GENOA 3-2
01:33 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (110) | Segnala | Tag: calcio, coppa italia, inter, genoa | OKNOtizie |
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30/10/2010
GENOA-INTER 0-1
PERFETTO
Direi di non stare tanto a sottilizzare. Tre punti a Genova, in queste condizioni, sono una manna. Non meritavamo, abbiamo avuto culo, sparavamo in tribuna? Embè? Avessimo sparato in tribuna anche a Roma avremmo un punto in più. Di questi tempi - e stando così le cose - la filosofia è una sola: prendi e porta a casa. A chi ci critica mostriamo il dito medio e il bollettino medico. Non vi piace lo spettacolo? Cambiate canale o compratevi la smart card di Conto Tv, brutti pezzenti.
Per il resto, i problemi li conosciamo a memoria. 10 gol in 9 match: fa impressione, abituati com'eravamo a segnarli nel giro di tre max quattro partite. Soli 10 gol segnati da soli 4 giocatori (contando che uno è quello di Muntari, ridicolo). Quindi, vedi paragrafo precedente: 18 punti ottenuti con 10 gol sono un piccolo miracolo. Prendiamo e portiamo a casa, aspettando che qualcuno rientri e qualcun altro si sblocchi. In compenso, 4 gol subiti in 9 giornate sono il nostro tesoretto. Facendo schifo, come dice il nostro amico Preziosi, non ce la passiamo malissimo. Avessimo un paio di cambi in più non saremmo qui a farci venire le paturnie. Con questo passo e chiudo: diciamo che se Sky dovesse trasmettere la replica, ecco, non la vedrei.
29/10/2010
VIGILIA
UN DIVERSIVO
Questa vigilia di Genoa-Inter è insopportabile, quindi mi sono attrezzato. Ho organizzato un bel bunga-bunga con quaranta minorenni, a cui ho regalato portachiavi dell'Inter e magliette tarocche. Tanto si può, no? Mi raccomando: nudi. Vi aspetto alle ore 18, troverete le frecce già al casello di Bereguardo. Un bell'happy hour, poi vediamo la partita tutti insieme in HD nel lettone di Mubarak, e infine: se la tua squadra ha vinto, brinda con bunga-bunga, se la tua squadra ha perso, consolati con bunga-bunga. Perché macerarsi i coglioni con Maicon, Biabany, Benitez, Futuro e Libertà, il lodo Alfano e il deficit pubblico? Bunga-bunga!
(nella foto: Pavia, ore 17,59)
VIGILIA
UN DIVERSIVO
Questa vigilia di Genoa-Inter è insopportabile, quindi mi sono attrezzato. Ho organizzato un bel bunga-bunga con quaranta minorenni, a cui ho regalato portachiavi dell'Inter e magliette tarocche. Tanto si può, no? Mi raccomando: nudi. Vi aspetto alle ore 18, troverete le frecce già al casello di Bereguardo. Un bell'happy hour, poi vediamo la partita tutti insieme in HD nel lettone di Mubarak, e infine: se la tua squadra ha vinto, brinda con bunga-bunga, se la tua squadra ha perso, consolati con bunga-bunga. Perché macerarsi i coglioni con Maicon, Biabany, Benitez, Futuro e Libertà, il lodo Alfano e il deficit pubblico? Bunga-bunga!
(nella foto: Pavia, ore 17,59)
08/03/2010
DOPO INTER-GENOA
ASSOLUTO E RELATIVO
Del campionato non mi preoccupa l'assoluto, ma il relativo (abbastanza, debbo dire). Mi spiego. Non mi preoccupa tanto questo nostro girone di ritorno (8 partite, 3 vittorie e 5 pareggi, media Europa League) se scopro che il Milan ci ha rosicchiato un punto solo (la Roma sei, ma all'ultima d'andata era a meno 13, distanza siderale). Mi preoccupa invece questo girone di ritorno letto relativamente all'Inter, in chiave interna: mi preoccupano i tre 0-0 nelle ultime quattro partite di una squadra che prima viaggiava a quasi tre gol di media. Mi preoccupa (capisci ammè, ora qui dovrei autocitarmi) la partita di ieri sera in quanto normale: non è che ora, per giocare come davvero sappiamo fare, abbiamo bisogno di farci buttare fuori due giocatori o farci fischiare due rigori contro in cinque minuti o farci violentare da qualche arbitro presunto cospiratore?
Ecco, letta così - relativamente, appunto - la storia del girone di ritorno diventa un filo più inquietante. Abbiamo bisogno di emozioni forti e/o situazioni estreme (giocare in nove, avere Thiago Motta centrale di difesa) per tirare fuori i coglioni e decidere di vincere (perchè se decidiamo di vincere, noi vinciamo)? Non essendo successo niente di particolarmente scabroso nè a Parma, per esempio, nè ieri sera, allora stiamo una tacca sotto? Non sarei così preoccupato se - come può capitare, per carità - ieri sera avessimo prodotto dieci palle gol e Amelia, pali, traverse, zolle, stinchi, sfiga o imperizia ci avessero impedito di trasformare le solite due o tre. Ieri sera, purtroppo, di occasioni ne abbiamo create una miseria, nonostante il 5-5-5 finale e un secondo tempo giocato comunque un po' più fattivamente del primo. Quelli alzavano il muro e noi rimbalzavamo. Poco estetico.
Abbiamo il Chelsea in testa? Può darsi. Anzi, lo spero. A differenza delle ultime eliminazioni, abbiamo giocato un'andata degli ottavi che ci mette in condizioni di sperare legittimamente nel passaggio del turno, avendo dimostrato di crederci parecchio. Sarebbe un peccato non giocarsela fino all'ultima stilla di sudore, e quindi io spero che i nostri abbiano in testa il Chelsea, da Julio fino a Orlandoni. Però mi spiace essere catturato da questa impressione, che è un po' figlia di quella sindrome da accerchiamento che io non vorrei proprio vedere, mai, in una squadra che è prima in classifica da quattro anni. Se non ci accerchiano, allora non ci incazziamo? Se non ci accerchiano, ci annoiamo? Se non ci accerchiano, nelle prossime tre trasferte (Catania, Palermo, Roma, tre fra le cinque squadre più in forma del campionato) puntiamo allo 0-0?
Un pensierino anche per Supermario. Al culmine della settimana in cui, dopo mesi e mesi di insulti, sfiora la beatificazione (anche la Lega lo vuole in Nazionale, rob de matt), lui - aveva la febbre? e allora perché giocava? - ha trascorso la partita a cadere di peso al minimo contrasto, e a volte neanche per quello. Non è così che si diventa simpatici.
07/03/2010
INTER-GENOA 0-0
22:45 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (206) | Segnala | Tag: calcio, inter, genoa, serie a | OKNOtizie |
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14/02/2010
JUVENTUS-GENOA 3-2
CURATELO
Le cause della lingua bianca
La lingua bianca è dovuta a squilibri nella produzione del muco che ricopre le pareti orali. Muco in eccesso o in difetto determina la formazione della patina bianca che si deposita sulla lingua.
Fra le principali cause della lingua bianca ci sono:
- Alimentazione: un’alimentazione ricca di grassi e colesterolo (farinacei, latticini, formaggi) o di zuccheri favorisce la creazione di squilibri della flora batterica e, di conseguenza, la proliferazione di muco, che si deposita sulla lingua. Al contrario, anche una dieta restrittiva può essere causa di lingua bianca perché congestiona la digestione, con conseguente ristagno di muco nell’apparato digerente (e quindi anche sulla lingua).
- Secchezza del cavo orale: se lo strato mucoso che riveste le pareti del cavo orale è scarso, il cavo orale diventerà secco, provocando lo sfaldamento delle cellule da cui è composto. I residui di cellule morte prodotte si depositano sulla lingua, formando uno strato di patina bianca. La secchezza del cavo orale può essere causata da assunzione di particolari farmaci, da scarsa idratazione e dall’abitudine di respirare con la bocca aperta.
- Cattiva igiene orale: una scarsa o scorretta igiene orale è causa di formazione di placca batterica, che si deposita sulla lingua.
- Micosi: il mughetto altera la produzione di flora batterica e presenta, fra i suoi sintomi, la lingua bianca.
- Stress: in condizioni di stress le ghiandole surrenali producono livelli più alti di adrenalina. L’aumento dell’adrenalina produce modifiche nella composizione del sudore e della saliva, favorendo la produzione della patina bianca.
- Patologie epatiche e intestinali: malattie come la cirrosi epatica, la gastrite, il diabete mellito, le epatiti, la cattiva digestione, le intolleranze alimentari e tutte le altre malattie più o meno gravi che coinvolgono fegato e intestino influiscono sul funzionamento dell’apparato digerente. La lingua bianca rappresenta uno degli indici di questo malfunzionamento.
17:18 Scritto da: settore in calcio minore | Link permanente | Commenti (125) | Segnala | Tag: calcio, juventus, genoa, serie a, del piero | OKNOtizie |
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