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10/09/2008

ITALIA-GEORGIA

LUCE

135594315.jpgPartita di merda. Ma molto divertenti le acrobazie del regista per evitare di inquadrare il mega-palco di Vasco e rivelare al mondo quanto siamo farlocchi. Alla telecamera dall'alto hanno messo un fine corsa per evitare guardasse troppo a destra. Più che una telecronaca sembrava un documentario dell'istituto Luce. Il Minculpop, al confronto, è un club di scambisti.

23:02 Scritto da: settore in calcio | Link permanente | Commenti (154) | Segnala | Tag: calcio, italia, georgia | OKNOtizie |  Facebook

L'ULTIMO DESIDERIO

PRIMA CHE TUTTO FINISCA

Ho aspettato scientemente le nove e mezza prima di scrivere il post, pensando che inviarlo alle nove e ventinove sarebbe stato quantomeno imprudente oltre che inutile. Ormai quei cazzoni del Cern di Ginevra (non tutte le equipes di scienziati sono divertenti da raccontare) avranno iniziato il loro maledetto esperimento che, secondo alcuni, potrebbe innescare un buco nero che ci inghiottirebbe tutti e vaffanculo. Per ora io sono vivo e l'Adsl funziona, quindi c'è speranza. Faccio un inciso.

Prima che si finisca tutti risucchiati dal black hole, ricordate di votarmi al Blog Awards. Usate tutti i mezzi disponibili. Trafficate droga e avete una mailing list di cocainomani? Siete i coordinatori di una tratta di bianche dall'Est europeo e contattate via mail i papponi locali? Bene, fatemi votare anche da loro. Perchè farsi degli sciocchi problemi morali, vivaddio? Spargete il verbo, anzi l'imperativo (ancora un giorno poi non vi romperò più i coglioni).

Bene. Detto questo,  visto che alla partita dell'Italia manca un sacco di tempo e stasera ci divertiremo assai  a vedere gente che scende sulla fascia, crossa e poi si schianta contro il palco di Vasco Rossi, perchè non facciamo un giochino psico-esistenziale? Se si innesca il buco nero tutti noi avremo degli effetti devastanti a lungo termine: per esempio, non vedremo mai l'Inter vincere la Champions. Ma rimanendo più sul breve, immaginando che il buco nero ci risucchierà verso sera arrivederci e grazie, ecco:

qual è l'ultima cosa che vorreste fare prima di finire nel buco nero?

http://www.i-contrive.com/images/blogimages/blackhole.gif

09/09/2008

VIVA L'ITALIA

PALCO NAZIONALE

(MI E' SEMBLATO DI VEDELE UN PALCO)

1667889466.jpg

Ci rompono tanto i coglioni, se la tirano alla stragrande (che bisognerebbe prenderli a calci in culo per chilometri), si fanno pagare e strapagare, devi corteggiarli per strappare una parola, non fanno niente per niente, viaggiano in business, si muovono a gettone, fanno e disfano, hanno molti zeri in busta paga, tutti, mica solo chi gioca. Eppure, in questo mondo ipertecnologico in cui fai due ricerche su Google e sai praticamente tutto di tutti, gli intelligentoni del calcio riusciti a organizzare una partita della Nazionale (se c'è una cosa che non manca in Italia sono gli stadi) nello stesso impianto che due giorni dopo ospiterà il concerto di Vasco Rossi. L'Italia giocherà con il palco già montato. Va da sè che quello di Vasco non è un palchetto con tre assi e quattro tubi innocenti, ma è un mostro grande quanto la curva nord del Friuli di Udine.

E' ovvio che di questa concomitanza tutti fossero al corrente, senza che nessuno abbia pensato a come rimediare fino a quando, qualche giorno fa, i federali sono andati al campo e hanno intuito che non c'era il concerto di Casadei. Lippi dice: "Lo sapevo, certo che pensavo fosse un po' più piccolo". La Figc fa finta di niente: "Lo sapevamo, e poi in quella curva non avremmo potuto vendere i biglietti perchè non ci sono posti a sedere". Io invece, che non conto un cazzo, dico: siete ridicoli. Anzi, faccio il coro tra me e me: Siete ri-di-co-li (cia-cia pausa cia-cia). Ridicoli. E infatti mi sto sganasciando dalle risate guardando questa foto. Ma voi la vedete la porta? E' fantastico.

Siccome stiamo parlando della federazione campione del mondo e di Vasco Rossi, tutto è in scala adeguata, cioè grossa. Grosso il palco, grossa la figura di merda. Ma potessimo ridurre il tutto, ci ritroveremo in una dimensione più paesana e perciò simpatica. Il palchetto dentro lo stadio, le macchine parcheggiate vicino alla rete di recinzione, l'odore della salamelle e il clarinetto dell'orchestrina di liscio in lontananza. L'Italia è costretta a vincere: dovesse perdere, darebbero la colpa alla federazione, al c.t., a Vasco Rossi e, probabilmente, anche a Guido Rossi.

Questa provvisorietà dietro la porta mi rinnova un ricordo bellissimo. Si giocava una partita in uno stadio in via di ristrutturazione per Italia '90. Mi ricordo un gol molto bello e l'autore del tiro correre come un pazzo invasato verso i cartelloni pubblicitari, che saltò in bello stile, e la curva. Solo che la curva non c'era, era un ammasso di macerie. Fu la prima (e ultima) volta che vidi un giocatore dedicare il gol a un cantiere.

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Amici, compagni, camerati, democratici, repubblicani, gollisti, zapatisti, financo juventini: sono in corso le votazioni per i Blog Awards 2008 e io sono candidato nella cinquina dei Blog Rivelazione insieme a Bobby Charlton, Jerry Lewis, Elsa Martinelli e il commisario Rex. Avete tempo fino a giovedì (compreso) per darmi la vostra preferenza votandomi nella scheda che trovate qui, oppure nella colonna in alto a sinistra. Votatemi con tutti gli account di posta elettronica disponibili, compresi quelli che usate per ordinare droga o ingaggiare escort. Quando il giuoco si fa duro, i duri usano ogni mezzo per votare. Andrò a Riva del Garda a ritirare il premio, lo dedicherò a tutti voi e lo morderò sul palco.

09/08/2008

PECHINO DAY 1

82 FOTTUTI CHILI

Buon inizio di Olimpiadi. Scoppia la guerra in Ossezia, un cinese accoppa un americano per poi suicidarsi e Agnese Allegrini esce al primo turno del torneo di badminton: un disastro. Nella prima giornata si attendevano due medaglie e ne è arrivata una. Chi ha fallito è Genny Pagliaro, un tipetto che normalmente solleva più del doppio del suo peso ma che - sono parole sue - è stata sopraffatta dal panico olimpico. Sono solidale con Genny: secondo i pronostici doveva vincere un bronzo. Quel "doveva" è la chiave del tutto. E' andata in pedana con le gambe molli e non è riuscita a tirare su 82 chili. Se ho capito bene (mi intendo di sollevamento pesi come di diritto comparato extraeuropeo), è come se Gibilisco uscisse fallendo i 5 metri. Ma tutto è relativo: 82 chili io li sollevo se mi prestano un muletto. Tutti a dire che Genny ha toppato: e provateci voi con 82 chili. A me gira la testa sollevandone 50 alla panca, dopo di che disdico l'abbonamento alla palestra e rivaluto la corsa. L'altra medaglia doveva essere l'oro di Bettini e invece è arrivato l'argento di Rebellin, ciulato a pochi metri dall'arrivo da uno spagnolo (mi sto mordendo la lingua). Rebellin ci ha messo tre ore per fare un paio di gocce all'antidoping: colpa del clima di Pechino (con il 90 per cento di umidità sudi anche l'anima). Ci è rimasto male, ma dice che il suo argento è la vittoria dello sport pulito. Il ciclismo è una tale merda che ci si vanta di arrivare secondi.

Davide Rebellin, 37 anni compiuti oggi, sul podio olimpico con Sanchez e Cancellara. Reuters

(cioè, fatemi capire: uno a 37 anni vince una medaglia olimpica e non trova nient'altro di meglio che morderla?)