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20/08/2008

PECHINO DAY 11

LA QUESTIONE DELLA MOLLETTINA

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Quando la perfezione delle code di cavallo e la coerenza isometrica tra fiocchettini e mollettine sfocia in una dimensione da sala trucco, allora i casi sono due: o vinci la medaglia d'oro - e allora una nazione intera, maschi compresi, girerà con fiocchettini e mollettine (i maschi al pisello) - oppure ti esporrai al tragico dubbio. Che è sempre il solito: non è che i servizi fotografici, le interviste, le comparsate tv, gli spot pubblicitari, i soldi - insomma, lo showbiz - ti distraggono per sempre dalla retta via? L'unica atleta da copertina che in questi Giuochi ha giustificato il suo divismo è stata la Pellegrini. Antipatica, quasi molesta nel suo voler essere personaggio a tutti i costi, tra esegesi del tatuaggio e baci a bordo vasca, torna a casa con una medaglia d'oro - la più importante della spedizione italiana - e un record del mondo: quindi ha ragione lei, che ci ha dimostrato che si può fare il personaggio e intanto farsi il culo in vasca e arrivare al massimo risultato. La Granbassi - non ne potevo più di quei cazzo di servizi fotografici sulla Granbassi - torna con due bronzi, missione più che compiuta. Anche Montano - pensavamo ormai che fosse un gagà o un toro da monta - si è dimostrato ancora in possesso dello status di atleta e il suo bronzetto lo può mostrare con orgoglio, così come il prefisso di Livorno. Gli altri invece no. Troppi reality (passati o futuri), troppe foto, troppe dichiarazioni a vuoto, troppe promesse. Cassina avrà rimpianto di aver fatto il ballerino in tv, Magnini aveva in mente la Ventura e sembrava in stand-by mentre gli altri gli passavano davanti, Howe spero tragga giovamento dall'epocale figura da coglione che si fa ad infortunarsi in una gara inutile a due mesi scarsi dall'Olimpiadi. E poi, appunto, le ragazze della pallavolo. Pensavo che fossero contente - elettrizzate, eccitate - di avere gli occhi addosso: fiocchettini, mollettine, tatoo e bei culi. Macchè: mentre le vedevo cadere a pezzi sotto le battute al salto di una tracagnotta americana, e sciogliersi nel momento esatto in cui dovevano vincere la partita, pensavo a Petrucci che diceva che la Cina ha vinto troppi ori e che quindi tutti sono delusi dalle rispettive spedizioni. Ma questo oro non ce l'hanno fottuto le cinesi: è stato un autogol, un'autoschiacciata sui piedi. Il bilancio italiano ogni giorno diventa meno trionfale: invece di fare gli sboroni ad libitum, potevano dirci che la seconda settimana sarebbero stati cazzi.

11/08/2008

PECHINO DAY 3

VIVA LE FIGHE

A parte i tre tipi del tiro con l'arco, indubbiamente maschi, oggi è stato il festival delle donne, un monologo della vagina. Al mio risveglio mi sono gettato sul televideo per vedere cosa avesse fatto la Pellegrini nei 400 crawl, e quando ho letto "solo quinta" ho pensato: ecco, quinta come Marin, un grande amore, un bacio a bordo vasca, ma vadano a fare in culo. Con la differenza che Federica "celhosoloio" Pellegrini era favoritissima per le medaglie, mentre Luca "meletrombotuttemaunapervolta" Marin era stato ammesso alle Olimpiadi con un discreto artifizio e aveva fatto più di quanto gli si chiedeva. Comunque, a conferma di quanto la gnocca sia in voga oggi a Pechino, la Pellegrini è tornata in vasca poco più tardi e ha fatto il record del mondo in batteria nei 200. Dunque mi sovvengono due considerazioni: 1) la Federica è un grandissimo talento; 2) neanche Calisto Tanzi si amministrava così male. (Inciso sul nuoto: qui lo dico e qui lo nego, ma cinque nazionali sotto il precedente record del mondo nella 4x100, e gli americani che battono il primato di tre secondi, mi inducono a pensare che nel nuoto giri qualche sostanza ancora non catalogata: non penserete mica che sia tutto merito di quei costumi da froci?). Per la prima volta negli ultimi quattro anni (l'ultima volta era stato ad Atene) ho assistito a un intero assalto (assalto?) di judo. E' davvero un bello sport. Le regole sono essenzialmente quattro: 1) si indossa un accappatoio; 2) si saluta l'avversario, poi lo si prende per il bavero dell'accappatoio; 3) gli si tirano duecento calci alle caviglie nel tentativo di sgambettarlo: 4) si cerca di schienarlo, ma succede raramente, e quindi ci si limita a rotolare insieme fuori dal quadrato. La finale della Quintavalle è stata molto appassionante, ma avevo fretta di tornare a casa (una fame della madonna, stamattina un'ora di fondo lento sotto il sole) e quindi non ho esultato molto. In compenso ha esultato molto lei, una tamarra che prima ha divelto tutte le solennità asiatiche del judo facendo il gesto di Toni e poi ha ballato lo shake durante l'inno di Mameli. Mi sono vergognato molto, ma è finita in fretta. Poi, come previsto, abbiamo fatto incetta di medaglie nel fioretto femminile. Vezzali nella leggenda, ma si era preparata l'intervista post-gara. Vabbè, comunque della scherma parlerò domani. Anche perchè il virus del morso della medaglia ormai si è propagato e tutto ciò mi colma di assoluta tristezza.

Giulia Quintavalle mette al tappeto la mongola Khishigbat, ora è ai quarti (Afp)