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13/03/2011

MILAN-BARI 1-1

E' ANCORA LUNGA

Allegri in versione Nostradamus. Sì, è ancora lunga.

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(nella foto, Wilma Rudolph)

10/03/2011

TOTTENHAM-MILAN 0-0

LA MANITA DI IBRA

Eliminato dalla Champions con cinque squadre diverse.

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22/02/2011

GOSSIP

MANO NELLA MANO

Il mondo del gossip internazionale è in fibrillazione dopo che è stata diffusa la prima foto di Piquè mano nella mano con Ibrahimovic travestito da Shakira.

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04/01/2011

IBRA

NASONE IL MORBIDONE

Cosa vuoi io campione tu beduino di cazzo vafanculo.

(clic)

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10/12/2010

IBRA

RAGIONAMENTI

"Materazzi parla un po' troppo di me, così come Moratti. Si vede che io sono ancora molto importante per loro. Io invece non parlo mai di loro, si vede che non sono importanti per me".

Zlatan Ibrahimovic, Studio Sport Xxl, Italia 1

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11/10/2010

TWITTING FROM SWEDEN

RIVELAZIONI

Ho capito perchè Ibra è ghei: sono qui da tre ore e non ho ancora visto una figa.

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16/09/2010

RICORDI

SGUALDRINO

Lo ammetto: ho sbirciato la partita, ho gufacchiato con leggerezza e quando Ibra l'ha messa due volte sotto la curva che un tempo era la sua, vabbe', ci sono rimasto un pochino male. Troppo bello vederlo andare a vuoto col Cesena e sbagliare un rigore, certo, troppo bello. Si era divertito come un bambino anche Moratti, pensa un po'. E io penso che qualche occasione di divertimento l'avremo ancora. Ma temo che Ibra il suo sporco lavoro - metterla - lo farà, e ogni volta sarà un piccolo tuffo al cuore, maledetto nasone. Come vedere una tua ex che limona con il tuo peggior nemico. O magari con Martina Navratilova. E in questo crogiuolo di sensazioni sgradevoli una cosa la voglio dire anch'io: Zlatan, quella maglia lì ti sta veramente di merda, guarda, il rosso non ti dona per un cazzo, tiè.

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09/09/2010

VENDETTA TREMENDA VENDETTA

ALTRO CHE IBRA

Ahahahahahah, che ingenui. La vendetta dell'Inter nei confronti del Milan non si risolverà nell'acquisto di Kakà, ma si evolverà attraverso un progetto complessivo che il mondo ancora non conosce, ma sono lieto di potervi dare in anteprima mettendo ordine ad alcune indiscrezioni che mi sono arrivate.

ricardo.jpgRicardo Oliveira. Il reparto d'attacco sarà completato con l'acquisto di R punto Oliveira, come l'ex centravanti del Milan è comunemente chiamato. Oliveira è felicissimo di venire all'Inter, squadra per cui fa il tifo fin da ragazzino. Sarà sufficiente un fax all'Al Jazira, società proprietaria del cartellino, per completare l'operazione. Al San Paolo, che attualmente lo detiene in prestito, basterà un indennizzo in natura. Per fare posto a R punto, l'Inter è orientata a girare Milito al Cesena con la formula del prestito non oneroso.

gianni.jpgGianni Rivera. Il popolare Abatino, ormai politico di professione e per troppo tempo tenuto ai margini del calcio italiano, può finalmente approdare all'Inter - squadra per cui fa segretamente il tifo fin da ragazzino - dove avrà compiti dirigenziali, occasionalmente potrà giocare a centrocampo (finalmente il regista con visione di gioco che richiediamo da tempo), collaborerà con Benitez nella gestione tecnica e potrà condurre una sana opposizione a Berlusconi, molto più che in quel mortorio del Parlamento europeo.



diego.jpgDiego Abatantuono. L'approdo di Abatantuono in nerazzurro si sta concretizzando grazie alla sapiente regia di Marco Branca e Bibi Ballandi, che stanno perfezionando una complessa operazione: l'Inter infatti, per acquisire Abatantuono, cederà al Milan Gino di Gino e Michele e Giovanni di Aldo Giovanni e Giacomo, tenendo Ficarra di Ficarra e Picone ma parcheggiando Picone al Lecce con diritto di riscatto. Abatantuono, che tifa Inter fin da ragazzo, ha baciato la bandiera alla presentazione e ha dichiarato: "Spero che Bisio mi raggiunga, annamo a vince".


gunnar.jpgGunnar Nordhal. Operazione particolarmente spregiudicata e aspramente criticata a livello mondiale, quella del passaggio di Nordhal all'Inter, non tanto per il prestigioso e mai dimenticato passato in rossonero (detiene ancora il record di gol nel campionato italiano) e nemmeno per i tanto sbandierati motivi etici (in realtà Nordhal nella sua natia Hornefors tifava Inter fin da ragazzino), quanto perché è morto da 15 anni. Branca, a questo proposito, sta organizzando con il governo svedese la traslazione dei resti nel famedio di Milano, da dove sarà estromessa la salma di Zambrotta.

luigi.jpegLuigi Berlusconi. Al termine di una spericolata trattativa, che sconvolgerà il panorama sportivo e sostanziale dell'intera nazione, il figlio di Berlusconi diventerà presidente dell'Inter acquisendo il pacchetto azionario dell'Inter Fc che la famiglia Moratti cederà prima a Gheddafi che poi lo girerà a Putin che poi lo cederà ad Abelardo Norchis che poi lo cederà a Gerry Scotti. Luigi Berlusconi tifa Inter fin da ragazzino, come del resto la madre Veronica, che da sempre vede le partite in curva Nord travestita da squadrista. Primo atto del nuovo presidente: intitolare il centro di Appiano Gentile al subcomandante Marcos.

patrizia.jpgPatrizia D'Addario. La popolare costruttrice di residence barese tifa Inter da quando era ragazza e, nella famosa notte passata a palazzo Grazioli, con un chiodo ha inciso "W INTER" sulla cornice di una preziosa specchiera Luigi XV. Per lei in società è già pronto l'incarico di direttore delle Relazioni esterne. E' fidanzata con Luigi Berlusconi e il matrimonio sarà celebrato al municipio di Arcore: la sposa arriverà in elicottero, mentre il ministro Maroni (che tifa Inter da quando è ragazzo e mette quegli orribili occhiali rossoneri solo per mere ragioni di opportunità) suonerà una versione blues di Pazza Inter con il suo hammond.

30/08/2010

LUI

TROPPO AVANTI

Annuncia ponti di Messina e acquista centravanti altrui. Agevola la propaganda all'Islam e crea la squadra più gay friendly dell'emisfero. Tromba e lascia trombare.  Tratta con cantanti da pianobar e pizzaioli macroeconomici. Illude e perciò piace. Forse l'avevo già detto, ma è questo il leader che andavo cercando e quindi passo al Pdl.  Abbasso i comunisti, Fini merda, Juve vaffanculo.

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(nella foto: il mio portavoce preferito)

 

DUE COSE SU IBRA

A GAMBE ELEVATE

Ibra, un po' come il Mou (ometto la lunga lista dei distinguo), se n'era andato via a missione compiuta (tre scudi, un sacco di gol e di cose sublimi) e personalmente - a parte il fottuto quanto momentaneo dispiacere di non poterlo più vedere volteggiare pro nobis - archiviai in fretta la questione: sei un professionista prezzolato, sei nelle condizioni di prendere e andare dove cazzo di pare, sei all'apice della carriera, ti strapagherebbero dovunque, hai altri obiettivi da inseguire, non hai mai baciato maglie, e quindi vai, addio, sniff.

Appena arrivato a Barcellona, baciò la maglia.

Ecco, già lì mi girò un po' il cazzo, per dirla con molta sincerità. Vai al Barça per vincere la Champions, e mi sta bene, vai. Vai al Barça e al primo istante da blaugrana baci la maglia, e allora fanculo. Il calcio dei massimi livelli contempla la figura del mercenario, e che per tre anni avessimo affidato con successo la guida del nostro attacco (e della nostra intera squadra, direi) a un  mercenario rigoroso e purista non mi faceva né caldo né freddo. Nella consapevolezza che un giorno se ne sarebbe andato, avevo goduto di ogni sua singola genialata. Un professionista perfetto. Poco affettuoso, ma perfetto. Sì, vabbè, quasi perfetto: in Europa era una mappina. Ma per il resto un'iradiddio, per il quale sono contento di avere gioito.

Poi va al Barcellona e bacia la maglia.

E lì mi sono disinteressato di Ibra giocatore e uomo. Anche perchè, per una magia contabile e tecnica, ho trascorso un anno in loop. Ibra mi aveva lasciato mentre saltavo come un bambino alla vista del suo gol d'addio con l'Atalanta, no? Ecco: io ho saltato per un anno intero, fino al 22 maggio successivo. Lui no. Grazie a lui, noi abbiamo rifatto la squadra e vinto tutto. A causa nostra, lui  invece ha vinto il solito scudettino e nient'altro, ha fatto i soliti grappoli di gol all'Extramadura e allo Sporting Rapallo e poco di più. A causa nostra, in Europa ha fatto la comparsa e da superstar baciamaglie è diventato una zavorra da cui liberarsi. Nel giro di un solo annetto.

La maglia. Lui che ne bacia un'altra. Supermario che calpesta la nostra. La maglia.

E' l'unica cosa che conta in questo calcio raiolizzato, dove è un dovere civico e morale tenere in piedi un paio di valori, sennò va bene tutto e allora fuck you. E quindi, parlando di valori, se c'era una squadra dove non doveva andare, ecco, c'è andato. C'è andato dritto, voglioso e già eccessivamente chiacchierone. Ronaldo l'avevamo rimesso in piedi noi, Vieri l'avevamo fatto diventare straricco, a Ibra abbiamo insegnato l'italiano e le buone maniere. Bene, un'altro capitolo di questa storia gloriosa.

A Ibra, sportivamente parlando, auguro il peggio.

Anche al Milan, ma al Milan - sta nelle cose - è una vita che lo auguro, com'è ovvio tra cugini che non riconoscono cugini. Cerco, nella nausea del momento, di trarre momenti di impagabile ilarità dall'accoglienza mediatica dell'Ac Milan al nuovo centravanti. Stanno già facendo la conta per aggiornare le loro coccardone reali e virtuali. Ibra che ha vinto 7 campionati di fila. Ibra che ha vinto 14 trofei nazionali e 2 internazionali (la Supercoppa e l'Amicizia con il Barça, prima nulla). Ibra che ha ottenuto

18 riconoscimenti personali e awards

Awards, diobono, senti come parlano. Tra questi awards, il sito segnala Oscar del Calcio AIC, Guldbollen-Pallone d'oro svedese assegnato da Aftonbladet e Federazione svedese, Squadre dell'Anno, Atleta svedese dell'anno, titolo di Capo-Cannoniere.

A parte la grafia di Capo-Cannoniere, e a parte il prestigioso Guldbollen, e a parte l'indeterminatezza di "Squadre dell'anno" (essere inserito nella squadra dell'anno, chessò, da Men's Health è un award?), attendiamo con emozione l'assegnazione del Telegatto al teatro Manzoni in Milano. Ecco, quando Gerry Scotti abbraccerà Ibrahimovic e gli chiederà di baciare la sua nuova maglia e di pronunciare la sua proverbiale frasetta strappamutande

"Ho sempre tifato per questa squadra",

ecco, il cerchio sarà compiuto e io tirerò un sospiro che muoverà le tende vicino al divano.

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(nella foto, quattro persone che mi fanno ribrezzo)

 

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