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15/11/2011

RICORSO JUVE

OH NOOOOOOOOOOOOOO

(ANSA) - ROMA, 15 NOV - Stop al ricorso della Juventus contro la mancata riassegnazione dello scudetto 2006, tolto al club bianconero dopo Calciopoli. Il Tribunale arbitrale nazionale dello sport presso il Coni si è infatti dichiarato incompetente a decidere sul ricorso della società bianconera, che aveva contestato la decisione del consiglio della Figc.

Il collegio arbitrale - composto dal Presidente, dott. Angelo Grieco, e dagli arbitri, avv. Dario Buzzelli e avv. Enrico De Giovanni - ha dichiarato la propria incompetenza circa la controversia tra la Juventus da una parte
e Figc e Inter dall'altra, avente come oggetto l'atto del Consiglio federale del 18 luglio scorso. Una delibera, passata con un voto contrario e due astenuti, in cui si dichiara che non ci sono i presupposti giuridici per la revoca dello scudetto 2006 all'Inter.

   La società bianconera aveva presentato un esposto in cui chiedeva la revoca di quel titolo assegnato ai nerazzurri dopo lo scandalo di Calciopoli.

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14/11/2011

RICORSO JUVE

AB OVO

La Juventus Fc in dato odierna ha presentato ricorso al Tar contro Adamo ed Eva.

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("Scusa, Ady, e cosa c'è scritto nel ricorso?" "Mah, una cosa del tipo: per avere generato i fondatori dell'Inter (responsabilità oggettiva)" "Scusa Ady, ma cos'è l'Inter?" "Non lo so, ma ha dei bei colori. Vuoi una mela?" "Massì")

09/11/2011

JUVENTUS

PUNTUALIZZAZIONI

"Il discorso che non ho capito è l'estraneità della Juventus. Io ero il direttore generale della Juventus, quindi non giocava Moggi contro Udinese, ma la Juventus contro l'Udinese. Quindi l'estraneità dei fatti non so cosa possa significare. Se mi dicono estraneità, la risposta è che ero il direttore generale della Juventus".

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08/11/2011

CALCIOPOLI

ALLELUJA

‎5 anni e 4 mesi a Moggi. la Juventus: "Dimostrata la nostra innocenza". Michele Misseri: "E' vero, sono stato io".

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30/10/2011

INTER-JUVE

QUESTI SIAMO

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Speravo ovviamente che la partita con la Juve finisse in un altro modo e, finendo in un altro modo, servisse a qualcos'altro, e cioè a darci una mossa, quella decisiva. E' stata invece una specie di partita-riassunto di quello che è stata l'Inter finora, una partita highlights del meglio e del peggio dell'Inter stagione 2011-2012.

Nel primo tempo si è visto il potenziale della squadra, tuttora sostanzialmente in grado di giocarsela con chiunque, e in alcuni momenti davvero alla grande. Poi si è visto quanto la sfiga - il meraviglioso colpo di testa di Pazzini -, al netto dei nostri casini, finora abbia avuto un ruolo piuttosto determinante. Ma il primo tempo ci ha anche ricordato che in difesa facciamo cagare, abbiamo continue amnesie, singole o di reparto o di zona (con la Juve la sinistra, da Zarate a Obi fino a Nagatomo e Chivu, era una fascia - diciamo così - invitante), e in questo modo non andremo da nessuna parte. Ti si infortunano il portiere e due centrali? Vedi sopra, alla voce sfiga (ma Castellazzi ha fatto fin troppo). Il secondo tempo, poi, ci ha dato l'ennesima dimostrazione che l'Inter attuale non ha i 90 minuti, ma nemmeno gli 80, i 70 o i 60. E' una squadra che non solo corre meno degli altri, ma finisce la benzina regolarmente, e un primo tempo dispendioso ci condanna a un secondo tempo di ordinaria amministrazione. Questa è la situazione più malinconica. Sembriamo una provinciale, di quelle che con certe Inter (soprattutto quelle mourignane) ci aggredivano all'arma bianca finchè ne avevano, poi puff!, sparivano e noi finivamo le partite maramaldeggiando. Con l'aggravante di non essere una provinciale e di sentirsi altro, com'è giusto che sia: e così ne esce sempre la sensazione che si attenda la manna dal cielo e che i coglioni - peraltro non è il caso di ieri sera - non si sguainino mai.

"Questi siamo", continuiamo a dirci simulando una serena rassegnazione e sperando - come speravamo con la Juve, per esempio - che prima o poi un principe azzurro limoni con noi e l'incantesimo svanisca. La cruda realtà è che se n'è andato il primo quarto di campionato e, accidenti, questi siamo. Voglio dire: quando i numeri crescono la statistica trova un suo fondamento, e la statistica oggi comincia a farsi molto inquietante. Questi siamo. Lo sa anche Ranieri, che per cambiare qualcosa in attacco mette un bambino e non Milito, di cui deve avere una fiducia pari a zero; che per difendere meglio una fascia mette un bambino e non toglie quelli dietro, perché non ne ha altri da mettere; che per cambiare qualcosa a centrocampo mette quello di 33 anni e toglie quello di 20, perché ci sono due argentini inamovibili (in tutti i sensi).

E speriamo lo sappia anche la società: spremi la fantasmagorica campagna acquisti (Forlan, Zarate, Alvarez, Jonathan, Castaignos, Poli) e non ne esce una goccia. Non è una bella situazione.

INTER-JUVENTUS 1-2

F.C. LOURDES - JUVENTUS 1-2

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27/10/2011

VERSO LA JUVE

LA MODESTIA

Se proprio debbo dirla tutta, nelle ultime due partite è stata la qualità dei cambi di Ranieri a farmi assumere la forma del divano, quasi a mimetizzarmi, a diventare copridivano ecco, incapace di grandi reazioni se non quella - non so se si era capito - di coprire il divano. Ieri sera il mister mi toglie i due più pericolosi e lascia dentro un paio di cadaveri che meritavano il riposo (eterno, essendo cadaveri). E col Chievo era stato più trapattoniano del Trap. Anche questa è una modalità nuova per l'Inter, quella del "portiamo a casa il risultato, che è meglio" cui da anni e anni non eravamo abituati. Del resto i tempi sono questi: è una squadra ancora poco sicura di sè, non c'è niente da fare, e allora ci tocca difendere il golletto col Chievo e il pareggino con l'Atalanta. Per carità, va bene anche così. Quattro punti in due partite è molto meglio di quattro punti in sei partite. Quattro più quattro fanno otto, che sono sempre pochi. Però abbiamo messo insieme la miglior serie di partite positive: due.

(sospiro)

Ribadisco, avremmo bisogno di un paio di partite liberatorie, di una goleada inutile ma appagante, di toglierci qualche soddisfazione e, con queste, la paura. Non è ancora tempo, mannaggia, perché adesso arrivano le Magliette Rosa Shoking, per una partita che come al solito vale tantissimo, ma per motivi del tutto nuovi rispetto alle ultime stagioni. Avremmo anche bisogno che non ci fischiassero un rigore contro ogni partita (cinque nelle ultime sei, per la precisione), perché al di là degli errori o dei presunti complotti (non crederò mai a un complotto, a meno che il complottista non confessi in mondovisione) anche questo crea insicurezza a una difesa e, complessivamente, a una squadra che ne ha fatte di cotte e di crude in questi primi tre mesi di stagione, come sappiamo.

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26/10/2011

LA PROVA

SHOW THE BALLS

Questa squadra - cambiato l'allenatore e ritrovato qualche pedina importante, qualcuna fondamentale - deve prendere un suo ritmo. E vincere qualche partita, riacquistare il gusto di puntare a qualcosa, così come sta avvenendo in Champions. E così il primo pensiero è stato: toh, che sfiga, avremmo bisogno di fare una serie, mettere fieno in cascina, vincere due o tre di fila, farci un paio di match sul velluto, e ti capitano subito due partite toste per non dire brutte, l'Atalanta e la Stadio Traballante, nome indiano della squadra che tutti conosciamo.

Poi ho pensato che, in realtà, dobbiamo stare muti. Che diritti a un calendario migliore può accampare una squadra che ha fatto zero punti (e nove gol subiti) nel magico tris con Palermo, Novara e Catania? Può fare minimamente la sborona una squadra che appena un mese fa si faceva piallare dal Novara? Il "calendario migliore" è già andato e ci abbiamo fatto un punto a partita. Adesso arrivano l'Atalanta e i Rosastellati e con loro dobbiamo provare a cambiare marcia.

In fondo, se l'Inter vuol dire qualcosa in questo campionatino italianino, prima o poi deve cominciare. Pur mantenendo l'assetto-disastro, sarebbero bastati 3 punti in più (una miseria) per godere di un'altra vista sul campionato. Invece siamo clamorosamente dietro e con (quasi) tutto ancora da dimostrare. Da inguaribile romantico, e interista, mi sento percorrere brividi in tutto il corpo al pensiero che il nostro campionato inizi adesso e inizi bene, con un altro spirito. In fondo, di questa gente mi fido ancora.

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("Ahò, m'hanno dato la tuta de Cristiano Ronaldo" "No, guardi che CR è Claudio Ranieri" "...tacci loro")

19/10/2011

LILLE-INTER 0-1

LILLEHAMMER (i Martelli di Lille)

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Come 19 mesi fa, dopo l'enculada a Catania è seguita una vittoria 1-0 in una trasferta di Champions. La cabala finisce qui. Naturalmente, tutto è relativo. L'Inter di 19 mesi fa andava a Londra a prendersi una prima fetta di Champions, mentre l'Inter attuale va  in Francia a fare una partita elegantemente definita "all'italiana", che non entrerà nei nostri ricordi se non per i 3 punti. Che sono pur sempre una bella cosa, e per l'Inter di oggi ancora di più. Una squadra che negli ultimi 40 giorni ha messo in carniere partite devastanti come Palermo, Trebisonda, Novara e Catania ha bisogno come il pane di vincere e - nel caso specifico - di ritrovare confidenza. Vincere in trasferta senza subire gol era il massimo obiettivo possibile a Lille. Raggiunto. Al futbol bailado penseremo tra qualche settimana, nel caso - auspicabile, sennò qui c'è da ammazzarsi di Orociok - si sia raggiunta qualche certezza in più. Viva l'Inter, abbasso il Lille, stadio di proprietà merda, Juve Juve vaffanculo.

18/10/2011

IL RITORNO DELLA JUVE

ARROGANCE

CHIEVO-JUVENTUS 0-0 — In una giornata avara di casi, quello del giorno diventa un presunto fallo su Pirlo fischiato a Thereau. L’attaccante in pressing ruba palla usando il fisico e un po’ anche le braccia, ma non commettendo una irregolarità evidente. La nostra sensazione è una: un contrasto simile a centrocampo con la difesa schierata, non sarebbe stato sanzionato. De Marco, invece, si accorge che il giocatore del Chievo ha strada libera verso Buffon e allora... Giusto poi il giallo per Thereau che segna col gioco fermo da diversi secondi. Al 40’ Krasic fermato per fuorigioco che annulla il contemporaneo fallo di Cesar su Vidal a cavallo dell’area. Nel finale rischia molto Bonucci per una trattenuta prolungata su Mandelli: in casi analoghi è stato dato il rigore.

La moviola non è di Inter.it, ma della Gazza, che possiamo quindi considerare obiettiva, addirittura un po' democristiana nei giri di parole. "In casi analoghi..." E dillo, cazzo: era rigore o no? Appare evidente da queste poche righe che il Chievo avrebbe molto da ridire sull'arbitraggio di De Marco: un gol negato, un rigore che c'era... beh, non male. E  questi sono solo gli episodi singoli, perché poi ci sarebbe da discutere sull'atteggiamento generale di De Marco, sul suo metro un po' sbilanciato, un po' tanto a dire il vero.

Ebbene, se c'è uno che ha fatto casino dopo la partita non è stato Di Carlo ma Conte. Che si è lamentato dell'arbitraggio - se n'è lamentato lui! - dicendo che non ha tutelato la sua squadra, troppi falli sistematici. "La squadra che fa la partita va tutelata". Dopo Mazzarri ecco Conte, non a caso i due allenatori più irritanti della serie A, simpatici come una cicca tra i capelli. La squadra che fa la partita va tutelata? E dove c'è scritta 'sta cosa? Appare in sovrimpressione da qualche parte? C'è un regolamento che dice cosa è fallo e cosa no, che descrive provvedimenti e sanzioni. Se io faccio la partita, il fallo dell'altro vale doppio?Se io faccio la partita, l'altro non può fare fallo?

Ma chi cazzo sono questi due?

Ma rimaniamo a Conte. Rimaniamo alla Juve. Che è tornata la Juve. Lo è tornata per arroganza, l'arroganza di chi si sente forte in campo e potente fuori. Negli ultimi anni era un'arroganza diversa, l'arroganza di chi fa la voce grossa perché si chiama Juventus ma nella realtà dei fatti non conta un cazzo. Purtroppo, cinque stagioni senza "quella" Juve - ma con una Juve più divertente, spassosa, una Juve innocua e cialtrona, tranne quando giocava contro di noi - sono passate in archivio. La Juve è tornata Juve. Ha lo stadio, una squadra decente, un discreto gasamento attorno. E' la netta favorita di questa campionato italiano di serie A2, una roba piuttosto invedibile finora (complici i nostri beniamini, invedibili pure loro). E quindi alza la voce. Alla prima giornata di campionato ne mette quattro al Parma e Conte, per prima cosa, dice ai microfoni che gli hanno negato un rigore. Questa è la nuova Juve, o la vecchia se preferite. Vuole lo scudetto 2006, vuole lo scudetto 2012, vuole che gliene segnino 29, vuole che gli arbitri le stendano il tappeto rosso, vuole i rigori a favore e non concepisce quelli contro. Bentornata Juve, bentornata.

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