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09/09/2010

VENDETTA TREMENDA VENDETTA

ALTRO CHE IBRA

Ahahahahahah, che ingenui. La vendetta dell'Inter nei confronti del Milan non si risolverà nell'acquisto di Kakà, ma si evolverà attraverso un progetto complessivo che il mondo ancora non conosce, ma sono lieto di potervi dare in anteprima mettendo ordine ad alcune indiscrezioni che mi sono arrivate.

ricardo.jpgRicardo Oliveira. Il reparto d'attacco sarà completato con l'acquisto di R punto Oliveira, come l'ex centravanti del Milan è comunemente chiamato. Oliveira è felicissimo di venire all'Inter, squadra per cui fa il tifo fin da ragazzino. Sarà sufficiente un fax all'Al Jazira, società proprietaria del cartellino, per completare l'operazione. Al San Paolo, che attualmente lo detiene in prestito, basterà un indennizzo in natura. Per fare posto a R punto, l'Inter è orientata a girare Milito al Cesena con la formula del prestito non oneroso.

gianni.jpgGianni Rivera. Il popolare Abatino, ormai politico di professione e per troppo tempo tenuto ai margini del calcio italiano, può finalmente approdare all'Inter - squadra per cui fa segretamente il tifo fin da ragazzino - dove avrà compiti dirigenziali, occasionalmente potrà giocare a centrocampo (finalmente il regista con visione di gioco che richiediamo da tempo), collaborerà con Benitez nella gestione tecnica e potrà condurre una sana opposizione a Berlusconi, molto più che in quel mortorio del Parlamento europeo.



diego.jpgDiego Abatantuono. L'approdo di Abatantuono in nerazzurro si sta concretizzando grazie alla sapiente regia di Marco Branca e Bibi Ballandi, che stanno perfezionando una complessa operazione: l'Inter infatti, per acquisire Abatantuono, cederà al Milan Gino di Gino e Michele e Giovanni di Aldo Giovanni e Giacomo, tenendo Ficarra di Ficarra e Picone ma parcheggiando Picone al Lecce con diritto di riscatto. Abatantuono, che tifa Inter fin da ragazzo, ha baciato la bandiera alla presentazione e ha dichiarato: "Spero che Bisio mi raggiunga, annamo a vince".


gunnar.jpgGunnar Nordhal. Operazione particolarmente spregiudicata e aspramente criticata a livello mondiale, quella del passaggio di Nordhal all'Inter, non tanto per il prestigioso e mai dimenticato passato in rossonero (detiene ancora il record di gol nel campionato italiano) e nemmeno per i tanto sbandierati motivi etici (in realtà Nordhal nella sua natia Hornefors tifava Inter fin da ragazzino), quanto perché è morto da 15 anni. Branca, a questo proposito, sta organizzando con il governo svedese la traslazione dei resti nel famedio di Milano, da dove sarà estromessa la salma di Zambrotta.

luigi.jpegLuigi Berlusconi. Al termine di una spericolata trattativa, che sconvolgerà il panorama sportivo e sostanziale dell'intera nazione, il figlio di Berlusconi diventerà presidente dell'Inter acquisendo il pacchetto azionario dell'Inter Fc che la famiglia Moratti cederà prima a Gheddafi che poi lo girerà a Putin che poi lo cederà ad Abelardo Norchis che poi lo cederà a Gerry Scotti. Luigi Berlusconi tifa Inter fin da ragazzino, come del resto la madre Veronica, che da sempre vede le partite in curva Nord travestita da squadrista. Primo atto del nuovo presidente: intitolare il centro di Appiano Gentile al subcomandante Marcos.

patrizia.jpgPatrizia D'Addario. La popolare costruttrice di residence barese tifa Inter da quando era ragazza e, nella famosa notte passata a palazzo Grazioli, con un chiodo ha inciso "W INTER" sulla cornice di una preziosa specchiera Luigi XV. Per lei in società è già pronto l'incarico di direttore delle Relazioni esterne. E' fidanzata con Luigi Berlusconi e il matrimonio sarà celebrato al municipio di Arcore: la sposa arriverà in elicottero, mentre il ministro Maroni (che tifa Inter da quando è ragazzo e mette quegli orribili occhiali rossoneri solo per mere ragioni di opportunità) suonerà una versione blues di Pazza Inter con il suo hammond.

28/07/2009

IL BACIO

UN APOSTROFO ROSA TRA LE PAROLE

T'EPOSSINO

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Sulla faccenda del baciare la maglia si era fondata una delle principali differenze etiche, morali e sostanziali tra la cessione di Ibra e quella di Kakà, e grazie ai baci e ai non-baci abbiamo distinto con nitore

(ora, abbiate pazienza, ditemi voi se c'è un blog in cui vi capita di leggere la parola "nitore")

le motivazioni, l'humus e le conseguenze dei due affari che hanno arricchito le casse di Inter e Milan e depauperato il calcio italiano. Il Kakà che si affaccia alla finestra e bacia la maglia (sapendo di rinviare solo di qualche mese un addio inevitabile perchè ampiamente pianificato alle spalle del tifoso-tipo e perciò gonzo) e l'Ibra che la maglia non la bacia mai (ma ti mette la firma su almeno due scudi, decidendo di andarsene senza mistificare la sua volontà perchè ha esaurito le motivazioni e non ci sono cazzi) sono due figure separate da un abisso concettuale. Abisso che non cambia adesso che Ibra ha baciato la maglia del Barcellona

(a parte che sembra che si soffi il naso, in un gesto un po' goffo tipico di uno che bacia una maglia per la prima volta nella sua vita)

perchè i baci non sono retroattivi. I tre anni di Ibra a Milano restano indimenticabili - e l'ultimo, lo ripeto allo sfinimento, possiamo solo augurarci che qualcuno prima o poi lo replichi, chissà quando - anche se da noi  con onestaà intellettuale e professionale non baciava la maglia e adesso sì, ha deciso di iniziare a baciare maglie che ancora non ha indossato, e vabbè, son ragazzi. Ibra ci ha lasciato con gli occhi pieni di prodigi, ripagando in toto tutti i soldi che ha preso (vogliamo parlare di Recoba?), timbrando il cartellino ma, nel frattempo, facendo (quasi) tutto ciò che gli era stato chiesto e regalandoci cose sublimi in una quantità e con una continuità che non sapevamo più esistere in natura dai tempi in cui un brasiliano allora magro ed esplosivo ci riconciliò con la vita.

Ibra è arrivato a Barcellona dichiarando cose impegnative. Uno che improvvisamente ti dice che "è il momento più importante della mia vita insieme alla nascita delle mie figlie", beh, come dire, baci pure la maglia perchè è il caso che lo faccia. L'Italia lo ha reso ricco e vincente, ma non così felice come andare al Barcellona. E va capito, perchè va in una squadra fantastica che con lui lo diventa ancora di più, in una città fantastica, dentro uno stadio fantastico. Bisogna concedere a un calciatore la possibilità di sentirsi finalmente felice e realizzato quando corona un sogno: nel caso di Ibra, leggo anche tanto sollievo, cosa che mi fa pensare che le cose si fossero davvero complicate e che tutto rischiasse di saltare. E questo sollievo mi fa anche pensare che avremmo avuto quest'anno un Ibra meno feroce, meno strepitoso, meno monumentale, con l'home banking a Milano e il cuore altrove, e qualche sospiro bloccato a mezzo stomaco che gli avrebbe spezzato il fiato durante un contropiede.

Ragazzi, va bene così. Anzi, benissimo. Ibra non finirò mai di ringraziarlo, in fondo anche per questo  suo bacio alla maglia del Barcellona, bacio che simbolicamente (e senza equivoci) chiude un capitolo e ne apre un altro. Thanks a lot, e adesso basta seghe. Comincia una nuova stagione, abbiamo una squadra fortissima ma da decifrare, perdiamo il più forte ma acquistiamo gente di peso e di valore. Viva l'Inter, viva lo sport. Anzi, sapete cosa faccio? Ora esco e vado ad Appiano. C'è un tizio che farà il giro di campo, mi dicono. Il dopo-Ibra inizia adesso. Vrum!

06/07/2009

MILANISTI

TOM GONZI

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Con spirito di colleganza, con una particolare forma di affetto e, naturalmente, con quell'inevitabile astio che ci può essere tra opposte tifoserie, ci dilettiamo ormai da parecchio a dare dei gonzi ai cuginastri. Con la parentesi (chapeau, anzi, chapot) di una Champions vinta (sul Trofeo dell'Amicizia non spendo eccessive parole), da qualche anno la simpatica società rossonera si è avviluppata in un affarismo medranesco e inconcludente che a noi, ovviamente, nella suggestiva contemporaneità di quattro scudi consecutivi, piace proprio tanto. Con un recente passato da gonzi (vittime dei nostri errori e delle truffe altrui), assistere al gonzismo altrui provoca una goduria che solo per eufemismo possiamo definire sottile. E' spessa, invece, come quelle fette di prosciutto che ti fai dare all'Esselunga per fare l'insalata di riso.

Io ho provato a ribaltare la successione degli avvenimenti di oggi. Ho provato a pensare a un'Inter che si raduna non avendo comprato nessuno, se non uno stopper lo scorso gennaio e il figlio di un ex-calciatore la settimana scorsa (promettente giocatore che Rocca - leggo oggi su Repubblica - ha cacciato dal ritiro dell'Under 20 dei Giuochi del Mediterraneo perchè non faceva altro che parlare di calciomercato). Nel giorno che quest'Inter si raduna, dopo aver venduto Ibra (o Maicon, o tutti e due) al Real, mentre bevo un cafferino al bar vedo sulla Gazza un'intervista a Moratti che dice: "Quest'Inter è forte come il Milan, anzi di più". E ho provato a pensare cosa mi sarebbe venuto in mente andando ad Appiano a salutare (?) il raduno di una squadra che ha venduto il più forte, che non ha comprato nessuno e della quale il mio presidente dice che è la migliore di tutti.

Come Spartacus, anche i più gonzi alla fine si ribellano. Lo striscione a Milanello "Noi ci mettiamo il cuore, voi ci prendete per il culo" fotografa con sintesi perfetta la situazione. I tifosi ci mettono il cuore, la società dovrebbe metterci del suo, se ne ha. E se non ne ha, dovrebbe dirlo: "Bambole, non c'è una lira". E non dichiarare alla Gazza, la mattina stessa del raduno più malinconico della recente storia rossonera: "Siamo i più forti". Perchè c'è un limite a tutto: all'essere tifosi e, perciò, gonzi di default. Sono perciò solidale con i cugini: l'intervista odierna di Berlusconi alla Gazza è una vera presa per il culo. Non faccio mistero della mia avversione per quest'uomo che, con grande sapienza, abbindola decine di milioni di italiani: vedo, però, che comincia ad avere difficoltà ad abbindolare qualche centinaio di migliaio di milanisti (ciecamente fedeli, come tutti i tifosi che si rispettano) (pare che le vendite in prelazione degli abbonamenti, tra l'altro, stiano andando malissimo) e questo, in prospettiva, rende più lieve la prospettiva del mio immediato futuro di interista e cittadino  italiano.

12/06/2009

COPPIE CELEBRI

ESSERE GALATTICI

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La vita è assai curiosa, e quelli che vivono alla grande riescono qualche volta a farlo a 360 gradi e nella stessa giornata, beati loro. Tipo Cristiano Ronaldo, Iddio lo strafulmini. Nello stesso preciso momento in cui passava al Real Madrid per una cifra iperbolica e per uno stipendio fragoroso e veniva idealmente associato a Kakà come nuova coppia calcistica del secolo, di Cristiano Ronaldo veniva diffusa anche la prova fotografica dell'ultimo accoppiamento socio-sessuale (è uno straordinario ciulatore) che ha gli stessi contorni galattici del suo futuro calcistico. Cristiano Ronaldo e Paris Hilton che si trovano in discoteca e limonano sul divanetto: è straordinario. E' come la prima canzone di Lennon e McCartney, il primo film di Jack Lemmon e Walter Matthau,  la prima scoperta di Pierre e Marie Curie, il primo gol in combinazione tra Altobelli e Muraro. Quando due persone, eccelse nello steso campo, si trovano per qualche motivo e si uniscono, beh, succede sempre qualcosa di epico. Il Real Madrid ha acquistato due grandi giocatori e li mette insieme, booom!, e mi aspetto qualcosa del tipo che se metto due Mentos nella Coca Cola si genera un geyser marrone e dolciastro e i bambini fanno oh!

Cristiano Ronaldo e Kakà chissà cosa combineranno. Ma Cristiano Ronaldo e Paris Hilton, accidenti a loro, cosa combineranno, o cosa avranno già combinato? Sono tutto un brivido. Due autorità nel proprio campo, due rabdomanti cazzo/figa/culo/tette molto alto di gamma, due fenomeni del privè, due brillantoni se ce ne sono due. Mettili nella stessa discoteca di Los Angeles e booom!, Coca e Mentos, geyser, ooooooh! Raccontano le cronache che i due si sono visti e hanno iniziato a parlottare. Cristiano Ronaldo, quando è andato a pagare il conto, avrà avuto un fremito: "Tavolo 12". "Allora: due Crodini, uno champagnino (quello più caro) e 250 caipirinhe. Minchia, 250?" "Ho offerto agli amici. Quant'è?" "Ventimila euro". "Diobonho. Posso pagare con il bancomat?" "Certo".

I due avevano bevuto, cinguettato, parlottato del più e del meno, bevuto molto e limonato di conseguenza. Paris, almeno a giudicare dalla foto con stella incorporata in zona perineo, era come al solito senza mutande (benedetta ragazza!). Cristiano Ronaldo ha un debole per le ragazze senza mutande. Poi, riferiscono le cronache, sono andate a casa della sorella di lei, Bristol, Ritz, Bestwestern, Pensioneiris o come cazzo si chiama. E lui, sempre secondo cronisti e paparazzi, ne è uscito alle cinque di mattina "pare molto imbarazzato". Beh, cazzo, vorrei vedere voi. Vai in discoteca, trovi Paris Hilton, fai linguinbocca, paghi 20mila euro al bar, vai casa della sorella, passi mezz'ora a pisciare (con quello che hanno bevuto), poi non voglio sapere nulla lallallallalla. E comunque, mentre stai ciulando ti chiama il procuratore che ti dice:

"A Rona', prendi il primo aereo che ti ho piazzato per 93 milioni al Real"

"Ah, bene. Ti spiace se prendo l'aereo dopo? Sono con Paris Hilton nel letto della sorella di Paris Hilton"

"Che cazzone. C'è pure la sorella?"

"No, sono tradizionalista"

"Ah, vabbe'. Dai, torna nel Vecchio Continente che dobbiamo firmare due cose"

"No, dai, non ce la faccio più"

"In che senso, scusa?"

"No, niente, dicevo a Paris"

"Pirla".

11/06/2009

GALACTICOS

HOME BANKING

Mi sono sentito soffocare. Allora ho acceso il pc, sono entrato nel mio conto e ho fatto in fretta e furia un bonifico. Cifra: euro 10. Destinatario: Perez Florentino. Causale: contributo stagione agonistica 2009/2010. Mi sono subito sentito meglio.

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10/06/2009

KAKA'

PAROLA MIA

(...) Kaka resta al Milan, per i prossimi quattro anni penso che noi possiamo dire che sarà così. Evviva, evviva Kakà (...)

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05/06/2009

FEDELTA'

CALCIO MODERNO

Nasoni che vogliono andare altrove a vincere di più e a prezzo più alto, presidenti del consiglio che danno la colpa agli altri e invece solo loro a vendere il miglior giocatore per fare brutalmente cassa, ex-portieri che lasciano il Catania per andare al Palermo (minchia!). Non ti puoi fidare di nessuno.

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02/06/2009

VA KAKA'

(CICLO)STILE  MILAN

  (ANSA) - 17 GEN - Sul trasferimento di Kaka' al Manchester City ''ancora non e' deciso niente, ma e' molto difficile fare restare uno che va a guadagnare certe cifre''. Lo ha detto il premier e patron del Milan Silvio Berlusconi, a margine di una visita Nuraghe Losa per la campagna elettorale sarda, a proposito della trattativa per la cessione  dell'asso brasiliano.

 (ANSA) - 2 GIU - ''Non so se potremo trattenere al Milan Kaka' perche' gli offrono talmente tanti soldi...''. Silvio Berlusconi, da Prato, torna sulla possibile vendita dell'asso brasiliano al Real Madrid con un suo sostenitore che al margine di un comizio elettorale gli chiede del futuro dell'attaccante milanista.

Che dire? a) siamo sempre in campagna elettorale; b) a Kakà non gliene frega un cazzo del Milan, nonostante baci la maglia alla finestra; c) i tifosi sono dei gonzi; d) i proprietari delle squadre si rimangiano le parole; e) anche i premier, che combinazione; f) se a Madrid va Kakà, Ibra resta? O ci va lo stesso, e faranno il dream team? O semplicemente, andrà da un'altra parte?

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31/03/2009

MILAN LAB

MAL DI PANCINHO

"Sono migliorato molto più in una settimana qui in Brasile che in 5 a Milanello. In futuro, in caso di infortuni prenderò decisioni diverse"

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20/01/2009

ROSSI E NERI

DONATORI DI AMORE

Editoriale non firmato (e quindi è come se lo fosse) sul sito del Milan

Siamo rossoneri. Rossi come il fuoco e neri come la notte. Le cose vere della nostra vita sportiva accadono di notte. Non solo trofei e inimitabili notti europee. Non solo...Ricardo Kakà è arrivato da noi una notte di sei anni fa, era Ferragosto, ed è rimasto da noi di notte, nel mezzo di un mese freddo, gelido, diventato improvvisamente e splendidamente caldo. La notte è una linea, il confine fra il vecchio e il nuovo giorno. E all'appuntamento con quel margine le grandi scelte e i destini del Milan, le grandi vittorie e i sogni dei rossoneri arrivano quasi sempre compatti, quasi sempre a braccetto. Oggi il Milanista ha il cuore caldo e il sorriso stampato sul volto. Nel rispetto di tutti, avversari compresi, ma con una grande gioia dentro. E' stato, stra-giustamente, il presidente (solito inciso, non lo è ufficialmente ma per tutti noi lo è) Berlusconi, a dare a tutti la grande notizia. Non poteva essere che lui. Ma non è stato un semplice annuncio. E' stata la conferma che, ventitre anni dopo, il presidente e i nostri tifosi sono gli stessi di ventitre anni fa. Nel 1986 i tifosi rossoneri si sono meritati questo presidente dimostrando di poter stare in tantissimi vicino alla squadra anche in momenti di estrema difficolta convincendo il grande imprenditore che ci fosse il piedistallo giusto, la base giusta, per fare la grande scelta. Nel 2009 il presidente si è ritrovato, oggi come allora, sulla stessa linea dei suoi tifosi che, nel corso di quattro giorni, da San Siro a via Turati, hanno prodotto amore. Tanto amore.

TRADUZIONE DI SETTORE: Ragazzi, quanto mi piace scrivere cose auliche: tipo "rossi come il fuoco e neri come la notte". Oppure inventare metafore un tanto al chilo: "la notte è una linea, il confine tra il vecchio e il nuovo giorno". Potrei andare avanti, ma me ne tengo un paio per la prossima volta. Da quando lavoro al circo Medrano posso mettere la  penna al servizio della mia passione. Sono un ragazzo fortunato, perchè mi hanno regalato un sogno. Ho il cuore caldo e il sorriso stampato sul volto. In più, nel giro di poche righe, sono riuscito nell'impresa di leccare il culo a tutti, dal Presidente, Lui, l'Altissimo, fino all'ultimo dei tifosi. Ho letto e riletto il mio pezzo e, per usare un'altra bellissima metafora, mi sono chiuso in bagno e ho prodotto amore. Tanto amore.

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