14/05/2012
LAZIO-INTER 3-1
SPEGNERE E RIACCENDERE
Vabbe' dai, abbiamo giocato un po' a crederci - non costa nulla, del resto -. Due probabilità su 27 di arrivare terzi, più o meno le stesse di arrivare quarti (e forse, se non ho capito male, bisognava comunque aspettare la finale di Coppetta). Le nostre speranze vere erano finite a Parma e, più in senso lato, a Novara, Lecce e via discorrendo, lungo la Via Crucis di questa stagione. Ecco, magari si poteva arrivare quinti invece di sesti, posizione che invece ci costringerà a giocare due turni andata e ritorno di preliminari in agosto, con tutto ciò che ne consegue. E ammesso che poi la classifica finale del campionato sia davvero questa, ancora al netto di eventuali penalizzazioni. Ma questo non importa. Trovo che il sesto posto sia fin troppo per una squadra che ha perso 14 partite e ne ha vinte 17, meno della metà di quelle giocate. Trovo che arrivare sesti sia un miracolo per una squadra che ha subito 55 reti, 35 più della Juve, cioè un gol a partita più della Juve, e la cui differenza rti sia più 3 (roba da matti. Juve più 48, Milan più 41, noi più 3). Un bilancio che ci porta molto indietro negli anni e che comunque - considerate, appunto, le 14 sconfitte, che sono uno scandalo - ci portano a considerare un sesto posto e la qualificazione a una competizione europea come il gentile omaggio di un campionato osceno: osceno per lunghi tratti in generale, e osceno il nostro. Finiamo con 26 punti di distacco dalla Juve e con due punti di vantaggio sul Parma. Ecco, appunto: fermiamo i ragionamenti sul passato, fissiamo questa fotografia e non pensiamoci più.
Ora conta soltanto quello che accadrà nelle prossime ore. L'Inter non ha solo bisogno di fare F5, ma deve spegnersi e riaccendersi. Questa maledetta stagione - figlia dei nostri errori, mica di chissà quele complotto plutocratico - può essere preziosa per ricordarsi quelle sette/otto cose da non fare mai più. Rinnovo la mia personalissima richiesta: 1) Ufficialità a strettissimo giro sul nome dell'allenatore; 2) Programmazione, con l'allenatore, della prossima stagione a cominciare ovviamente dal mercato: acquisti, ritorni, partenze; 3) Massima ambizione ma anche massima sincerità e massima chiarezza sugli obiettivi della prossima stagione. Noi non vediamo l'ora di ricominciare, cara Inter, e così speriamo di te.
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30/04/2012
INTER-CESENA 2-1
THAT'S INCREDIBLE
Nel giorno in cui i pianeti (intesi come Inter, Napoli, Udinese e Lazio) si riallineano, mi piace sottolineare un po' di cose. A cominciare dal fatto che il nostro campionato è ben strano se celebriamo con larghi sorrisi una vittoria in casa con il Cesena retrocesso. E infatti basta informarsi un po' per vedere che - sì, un campionato strano, diciamo così - la nostra classifica ci pone a 22 punti dal primo posto, e i nostri gol subiti sono 47 (6 più della Fiorentina, per dire), e la nostra differenza reti dopo 35 giornate è +5 (la Juve +44, per dire), e la casella delle sconfitte dice sempre 12. Numeri iperbolici, iperbolicamente negativi. Ma siamo terzi, e adesso ce la dobbiamo giocare.
La sera del 25 marzo (un mese fa) (che sembra almeno un anno fa), dopo Juve-Inter e prima del benservito a Ranieri, l'Inter era ottava in classifica con 10 punti di distacco dalla Lazio, 7 dal Napoli e dall'Udinese, 3 dalla Roma e 1 dal Catania che ci aveva testè superato. In 6 giornate con Stramaccioni, 4 vinte e due pareggiate, abbiamo recuperato 10 punti alla Lazio, 9 al Catania e 7 a Napoli, Roma e Udinese. Tutto questo, ribadisco, con 4 vinte e due pari. Vuol dire che le altre si sono fermate. Cazzi loro, intendiamoci. Bene, tutto questo ora ci esonera dal fare i soliti giochini (se solo avessimo i 6 punti con il Novara ecc. ecc.) e ci impone di giocarcela, e basta. Giocarcela.
Il calendario sembrava quasi impossibile, ma cammin facendo potrebbe essersi ammorbidito. Andare mercoledì a Parma con la squadra in bilico era un conto, ma adesso il Parma è salvissimo e con la pancia piena, e magari non la giocano con il coltello tra i denti. L'ultima, a Roma con la Lazio (dio mio, l'ultima giornata a Roma con la Lazio, roba da toccarsi i coglioni per mesi), potrebbe non essere più decisiva per la Lazio, che ormai sembra aver mollato. Certo, in mezzo c'è il derby, che potrebbe essere la partita più dolorosa di una vita. Se la perdi, finisce lì. Se la pareggi, forse non serve a una sega. Se la vinci, consegni lo scudo a quell'altra squadra antipatica come un dingo attaccato allo scroto e che non riesco nemmeno a nominare. Ma questo è il calcio, bellezza. Cioè: una bella merda. Non sempre, ma qualche volta sì.
(nella foto: atti di nonnismo)
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23/01/2012
INTER-LAZIO 2-1
GIOCATO IL JOLLY
Vittoria che vale doppio per un sacco di motivi:
1) Avevano già vinto Juve, Milan, Udinese e Roma, e anche solo un pareggio (che pure ci sarebbe stato, era pur sempre la Lazio, una delle quattro squadre che ci precedeva) avrebbe significato perdere due punti da ognuna.
2) Scaliamo una posizione ed entriamo nelle prime quattro. Soltanto un mese e mezzo fa, la sera di Inter-Udinese, avevamo 9 punti dalla Lazio.
3) E' la settima vittoria consecutiva in campionato, la nona nelle ultime dieci partite, l'ottava consecutiva considerando la Coppetta. Sono - diciamo così - cose che fanno bene al morale.
4) E' sostanzialmente una vittoria immeritata, come tutti hanno onestamente ammesso, e a volte bisogna vincere anche così, con un po' di culo, giocando male, faticando. E' come vincere all'ultimo minuto: passa tutto.
5) E' stata una partita che ha dimostrato per la trilionesima volta che abbiamo bisogno come il pane di un centrocampista forte. Fuori Motta e Stankovic, la coperta si è dimostrata cortissima, praticamente uno scialle. Ranieri ha una serie di opzioni - anche in piena corsa, come stasera - sulle fasce, ha un Ranocchia dietro i due Bronzi, ha un cambio per Sneijder. E stato miracoloso salvare il culo - addirittura vincere - contro una squadra che pressava di brutto e prendeva costantemente l'iniziativa (anche se alla fine hanno avuto tre palle gol, mica tremila). Poi là davanti vabbe', adesso va tutto bene e ci scordiamo i recenti guai. Ma in panca abbiamo l'Inutile, mentre quel biondo uruguagio, adesso non mi viene il nome, massì, quello coi boccoli, vabbe', poi mi verrà... Farfan, ecco, Farfan. Speriamo che si rimetta in piedi Farfan, volevo dire, sennò se viene il mal di pancia al Principe sono cazzi.
Per il resto, tutto sta tornando come ai vecchi tempi. Gente che segna in fuorigioco dopo assist in bagher: niente. Uno stinco di Pazzini spalle alla porta invece diventa fuorigioco tutta la vita, ma come si fa a non vederlo, e blablabla. E poi mezz'ora di moviola sul mani di Lucio, per poi ricordare - dopo un bel po' - che il gioco era fermo. Ma va bene così, è il rumore dei nemici, è un tornare a certe atmosfere. Vincere facendo cagare diventa un'assoluta sciccheria, un tocco da maestri, una ciliegina sulla torta, un apostrofo rosa tra le parole t'acchiappo.
17/10/2011
LAZIO-ROMA 2-1
CAGATA (FARE UNA)
Osvaldo è alla Roma da un mese e mezzo. D'accordo che è stato un mese e mezzo intenso e positivo (trasferimento alla Roma, capocannoniere della squadra, esordio in Nazionale italiana, polemica con i leghisti), però è pur sempre un mese e mezzo. Osvaldo piace ai romanisti e soprattutto alle romaniste, ma tutto questo - ribadisco - succede da una cinquantina di giorni e quindi, come avrebbe detto Steve Jobs, d'accordo, stay hungry and stay foolish, dear Oswald, but also stay schisc.
Chissà di chi è stata l'idea di quella maglietta affidata a Osvaldo. Magari dello stesso Totti, che era in tribuna. Pessima idea, comunque. Quella maglietta doveva restare un pezzo unico ("Vi ho purgato ancora", derby dell'11 aprile 1999 con successiva bufera di polemiche) e comunque uno la immagina con Totti dentro, mica con Osvaldo, romanista da 50 giorni. Se Alvarez segnasse un gol e mostrasse la magliettà, chessò, "Madrid 22 maggio 2010", a me verrebbe da dirgli: Riccardino, non so dove tu fossi quel fausto giorno, ma di sicuro non a Madrid. Stay schisc and pedalare. Il diritto di indossare la storia te lo guadagni col tempo, mica in 50 giorni.
"Vi ho purgato anch'io" quindi non è una gran maglietta. L'originale aveva provocato qualche tensione, la replica ha fatto cacare (a proposito di purga, tzè). Fare gol nel derby dopo 6 minuti e mostrare quella maglietta con 84 minuti da giocare, vabbe', può essere un gesto temerario, ma anche sommamente stupido. Osvaldo poteva passare alla storia, e invece no. Prima che purghi la Lazio passerà ancora qualche mese, o forse qualche anno, o forse non la purgherà mai. E quindi, a pensarci bene, alla storia ci passa comunque: la più grossa figura di merda in un derby della capitale. Non hai purgato un cazzo, ma il focus resta il culo: è dove devi metterti la tua maglietta, a bellicapelli.
24/04/2011
INTER-LAZIO 2-1
QUANDO I BAMBINI FANNO BUUUU
Arrivo e i miei tre posti sono occupati. Un signore affabile mi guarda e mi dice: scusi, siamo un gruppo di 40, ci siamo seduti un po' qui e un po' là, sparpagliati (e mi guarda come dire: sparpagliati anche tu, dai, siamo tutti interisti). Io lo guardo parimenti affabile e gli dico: per me potete sparpagliarvi dove volete, viva l'Inter, a parte in quei tre posti lì. Affabilmente si alzano in 15 e si sparpagliano altrove. Mi si para di fianco una signora genere mature e mi fa: grazie, se non c'era lei (e mi guarda affabile). Al che mi siedo e mi godo lo spettacolo.
Sono a dieci metri in linea d'aria dal rigore di Julio, che c'era. Però, con l'espulsione (che non c'era), ho capito subito l'antifona morgantiana (ogni volta che vado a San Siro c'è una pagnolada). Ma l'Inter che si mette finalmente a giocare con occhi di tigre quando rimane in dieci è uno spettacolo che credevo di avere dimenticato. Mi metto sulla riva del fiume e aspetto, affabile.
All'intervallo investo 10,50 euri nell'acquisto di tre (3) cornetti Algida. Il mio era talmente sciolto che al primo colpo di lingua mi ritrovo in bocca l'intera terra emersa (quella fuori dalla cialda) (sono affabile, e non mi incazzo. Ma voglio il nome di chi fa la cresta sui cornetti Algida, e prima o poi l'avrò) (poi non è che si può rompere il cazzo con lo stadio di proprietà: comprate un frigo, intanto).
Nel secondo tempo vinciamo la partita. Dopo che il primo anello blu si era espresso in diecimila commenti sfavorevoli al campo bagnato ("Cazzo, ma perchè bagnano il campo?"), Biava scivola come un bambino ("Campo bagnato, evviva il campo bagnato, campo bagnaaaaaaaaaato, evviva il capo bagnato) ed Eto'o insacca quasi scivolando. Ma l'intero pomeriggio ha una svolta all'ingresso di Brocchi.
Buuuuuuuuuuuuuuu.
Debbo dire che la precisione dei buuuuuuu a Brocchi è stata notevole. Perchè un conto è fare buuuuuu quando prende palla (buuuuu prolungato) o semplicemente la tocca (buuuuuu immediato), ma il buuuuuu istantanteo (bu!) al colpo di testa è stata una sciccheria. Per non dire di quando ha recuperato con le mani un pallone per battere una punizione: buuuuuu pure lì. Al che ci ho preso gusto: mi sono messo a fare buuuuuu anch'io come un bambino. Ero talmente sereno che nemmeno la domanda
"Scusa papi, ma perchè lo fischiano?"
mi ha scomposto. Lasciate fluire queste cosuccie da stadio, ho risposto con nonscialàns. Arrivato a casa, ho appicciato gugol e di nascosto ho digitato la chiave "brocchi inter buuuuu": non mi andava di proseguire la serata senza sapere di preciso perché per venti minuti della mia vita ho fatto buuuuuuuuuu ogni volta che un pirla toccava palla.
20/04/2011
ROMA-INTER 0-1
MASSI'
Ignoro cosa sia successo nella partita di Roma: siccome qualcuno deve pure tenere alto il Pil mentre gli altri bevono birre e mangiano orociok, mi sono immolato alla causa macroeconomica. L'unico frammento vissuto in diretta è stato l'assurdo gol sbagliato da Vucinic, collassato a porta vuota, che mi ha costretto in un attimo di sconforto (nell'azione più lenta del mondo avevavmo lasciato il centravanti avversario solo nell'area piccola) a lasciarmi andare a un pronostico infausto:
"Perdiamo 7 a 0".
E invece abbiamo vinto, pensa te. Bene. Così per un po' non ripenso alla classifica del campionato. Quei soli 4 punti di vantaggio sul quinto posto mi stavano creando qualche problema di identità (io che guardo preoccupato al quinto posto: pazzesco). Così come lo scontro diretto di sabato per il terzo e quarto posto (ma vi rendete conto?) cui stavo guardando con un po' di ansia. Ecco, avere vinto a Roma può essere importante per questo: riprendere conoscenza.
01:17 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (170) | Segnala | Tag: calcio, coppa italia, serie a, inter, roma, lazio, udinese, napoli | OKNOtizie |
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04/12/2010
LAZIO-INTER 3-1
TUTTI A BUDABI
Appuntamento sabato 4 dicembre alle 18 a Pavia, in S. Maria
Gualtieri (piazza della Vittoria) (dietro la pista di pattinaggio)
(sic): presento il libro "Il pugno invisibile-Essere Giovanni Parisi"
(Add editore) con Silvia Parisi, Piersandro Pallavicini e Mario
Ireneo Sturla. Guest star: Giacobbe Fragomeni. Letture di Bruno
Cerutti. Effetti speciali e regia di Hal Incandenza
Niente dai, è così e basta. Scurdammoce 'o passato e cerchiamo di rimettere in piedi qualche lungodegente: per un mese e due giorni non giuocheremo più in campionato e forse è meglio così, visto che nelle ultime 10 partite ne abbiamo vinte 3, e nelle ultime 6 abbiamo fatto 5 punti. Niente, è così e basta, da commentare c'è poco: viva l'Inter.
Il conto con la sfiga si allunga. Comincio a pensare che dopo una tripletta ci sia qualcosa da scontare a prescindere. La Lazio ha meritato, ma ha segnato anche un gol di milza, mentre a noi non ne va bene una: la parata casuale di Muslera sul gol del 2-2 dice molte cose se gli altri, appunto, nella stessa fottuta partita sono andati in vantaggio di milza. Ma non c'è molto da discutere su cose oggettive. Solo un po' di esoterismo: una bottarella di culo, ogni tanto, potrebbe anche aiutare. Gli altri tirano e segnano, noi no. Del resto, è così e basta, lo abbiamo capito, occhei.
Facciamo questa trasferta a Budabi, allora, e proviamoci. Magari è la stura per un'Inter diversa: più al completo, più convinta, più incazzata. Tra recuperi e cose varie giocheremo cento-centodieci partite di campionato prima di ricominciare con la Champions, quindi l'appuntamento è il giorno della Befana: si consigliano occhi di tigre per riprenderci una dimensione più consona. Ora raggranelliamo le forze, sguainiamo i coglioni, massaggiamo i bicipiti femorali e andiamo a fare il Friendship Trophy credendoci: è il minimo, ragazzi, quindi animo.
02:40 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (283) | Segnala | Tag: calcio, inter, lazio | OKNOtizie |
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19/05/2010
ALTRE GENTI
UNA PRECE
Non paghi di averci fatto vincere il campionato con 36 giornate di anticipo, battendo 3-1 la Roma all'Olimpico il 30 agosto 2009, gli juventini sabato faranno il tifo per la squadra che li ha eliminati - prendendoli a pallate - dalla Champions. Al confronto, i laziali sono cazzuti come il sergente di Full Metal Jacket.
21:02 Scritto da: settore in calcio minore, Inter | Link permanente | Commenti (167) | Segnala | Tag: calcio, inter, champions league, bayern, juventus, roma, lazio | OKNOtizie |
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04/05/2010
BELL'ITALIA
L'ERBA VOGLIO
Vogliono che l'Inter si vergogni. E certo, tutti vogliono qualcosa. Io, per esempio, voglio cinque pacchetti per Madrid (pagando, eh?). Passando a pretese meno impervie, voglio 900mila euro in assegni circolari per comprarmi una casa (non pagando, eh?). Poi voglio una segretaria con 30 conti bancari intestati. Comunque, in una scala di valori sportivi e temporali, per prima cosa voglio vincere la Coppa Italia 4-0. E voglio un minuto di silenzio.
03/05/2010
DOPO LAZIO-INTER
SCANSATEVE
Potrei farlo anch'io il sondaggione. Cosa rappresenta di più il male del calcio italiano? Una partita come Lazio-Inter, o quella manica di verginelle pluri-deflorate che ogni volta si stupiscono in favore di microfono? E per cosa vi indignereste voi? Per una partita tipo Lazio-Inter, o magari per una guerriglia urbana tipo Lazio-Roma? Ecco: due settimane fa non ho visto gente schifata commentare quello che era successo dopo er derby daa capitale. Stavolta sì, tutti schifati. Bravi.
Quante verginelle. Persino Montali, uno juventino passato alla Roma, uno che dovrebbe conoscere il peggio del peggio. Uno però che è nello sport ai massimi livelli e a cui non si dovrebbe spiegare - guarda cosa mi tocca fare - che in Italia, e forse anche nel mondo, le ultime due-tre giornate di un qualsiasi torneo all'italiana di un qualsiasi sport sono viziate da un non so che. Montali, sai quante squadre giocheranno per un obiettivo vero domenica? Te lo dico io: otto. Le altre dodici sono già in vacanza. E' regolare tutto questo? E' così da sempre, non potrebbe essere altrimenti. Non ci deve mica per forza essere dolo. Chiunque abbia giocato una partita di pallone sa che basta una sfumatura (tirare indietro una gamba, desistere in una rincorsa) a cambiare una partita. Non c'è dolo. Ci sono motivazioni, ce ne sono meno, non ce ne sono per nulla. Montali, ma tu non hai mai visto una partita di pallone nelle ultime due giornate di campionato? Anche per sbaglio, dico. Ne hai mai vista una?
Me la prendo con Montali perchè è un signor uomo di sport, benchè arrivi da uno sport dove si gioca con le mani. E' uno che ha vinto scudetti e tornei internazionali, allenato squadre di club e nazionali, è stato alle Olimpiadi. E quindi mi ferisce il suo stupore di marziano che arriva sulla Terra e gioca alla Snai 500 euri sull'1 di Lazio-Inter. Ma potrei prendermela più a ragione con decine di verginelle sfondate, gente intellettualmente ributtante che fa finta di accorgersi di certe cose, a comando ovviamente. Minchia, mi è toccato anche leggere: "Non si è mai visto niente del genere".
ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah
Diobono, ma quante pagine ho? Quanto tempo mi date? Questo calcio è davvero una merda perchè da questo squallore concettuale non ci si risolleva. Due settimane fa rischiavano di squartarsi fuori dall'Olimpico e di ammazzare una famiglia di tunisini che passava di lì per caso: niente. Ieri e oggi è tutto un brulicare di moralismi da vomito. Capezzone cosa aveva dichiarato due settimane fa? No, perchè stamattina ha dichiarato: intervenga la Figc. Verginelle con le travi nell'armadio, le travi. Vogliono gli anticipi e poi chiedono la contemporaneità, fanno pollice verso e poi vogliono le partite vere. Ci si accorge alla trentaseiesima giornata che blablabla i calendari le regole eccetera eccetera. Andate a cagare.
E comunque, l'Inter che c'entra? Se la prendano con la Lazio, se la prendano con Totti, se la prendano con Lotito, se la prendano con quel fesso dell'Atalanta che ha fatto autogol, se la prendano con Romolo e Remo. L'Inter ha fatto la sua partita: doveva vincere e ha vinto. La Lazio oserei dire che per un certo periodo ha fatto la sua. Poi l'Inter, in vantaggio di 2-0 e con quattro finali da giocare, non può fare melina? Deve chiedere il permesso alla Figc o alla questure di Roma? A verginelle, ve ne hanno fatte di tutti i colori sotto il naso, dai Mondiali al Birra Moretti, e ce scassate er cazzo a noi?
Scansateve, a verginè. Il calcio ha bisogno di gente seria, che non piange, che non dice di essere sano se ha la rogna, che non dice di essere vergine se si prostituisce sulla Nomentana. Scansateve tutte, dalle Alpi alle piramidi, dal Manzanarre al Reno. A proposito: hanno promesso che mercoledì sarà "partita senza sconti". Perchè non interviene la Figc?
15:24 Scritto da: settore in calcio, Inter | Link permanente | Commenti (238) | Segnala | Tag: clcio, inter.serie a, roma, lazio | OKNOtizie |
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