30/01/2012
LECCE-INTER 1-0
CHI SIAMO?
Che poi, non a torto, potremmo anche andarcene tutti a dormire dicendo che in fondo non è successo niente, che sono sempre 9 vittorie nelle ultime 11, mica cazzi, e che le nostre competitor alla corsa al terzo posto (beh, sì, corriamo per il terzo posto, don't forget) hanno perso o pareggiato quasi tutte, e che quindi siamo lì, sempre lì, con 18 partite ancora da giocare, tranquilli, mica troveremo sempre portieri mascherati che fanno la partita della vitta. Naturalmente, con la stessa flemma potremmo anche dirci che il Lecce ha un piede in serie B e non aveva mai vinto in casa prima di incocciare noi, e che se avessimo vinto a Lecce (noi siamo l'Inter, loro sono il Lecce, con tutto il rispetto) ce ne saremmo andati a dormire al terzo posto, che non sarebbe mica stata una cosa così brutta, invece che quinti, maledizione. E poi che due sconfitte in quattro giorni, magari immeritate ma pur sempre sconfitte, ti lasciano comunque un non so che.
Ma poi, da considerare, c'è anche quello che non accade.
Tipo che sei arrivato al 29 gennaio e, a due giorni dalla chiusura del mercato, non è accaduto niente, niente di niente. Drogato dal ciclo di vittorie te ne resti lì ad assistere ai movimenti altrui, veri e presunti, e non vedi animarsi la casella delle entrate. Eppure ne avresti bisogno, di entrate, e lo sanno tutti, e ce lo siamo ripetuti a dismisura. Ne avresti bisogno in certi reparti, e con urgenza. Di un mese ormai quasi compiuto non ti restano che le chiacchiere - le seghe, se posso permettermi - intorno al falso obiettivo Tevez che è servito a farci credere di essere lì a giocarcela con gli altri. E invece no. Il sospetto è pesante: Tevez in realtà non lo volevamo prendere neanche morti, ma solo far credere che. Una pantomima quasi geniale - gli altri che si agitano e tu che resti lì, facendo offerte e sondaggi ad minchiam sapendo che tanto non lo prendi - ma che adesso ci lascia un po' di amaro in bocca. Tevez non andrà da nessuna parte, occhei, ma da noi non è arrivato (ancora?) nessuno.
L'anno scorso l'Inter a gennaio prese Pazzini, Ranocchia, Nagatomo e Kharja, ringiovanendo la rosa e garantendosi un buon finale di stagione, a tratti ottimo, a tratti ottimissimo. Tenendo conto che l'ultimo mercato estivo è stato tragico (in fondo Alvarez, con tutti i suoi difetti, si sta rivelando l'unica mossa sensata), è da un anno che non facciamo mercato. E potremmo non farne ancora, se non accadrà qualcosa nelle 36 ore che restano.
A Napoli hai perso giocandotela, e non c'è problema. A Lecce - tra sfiga tua e buona sorte altrui - si può anche lasciarci il culo, e non c'è problema, c'est la vie. Ma è il nulla che sta attorno a preoccupare, e parecchio. E' suggestivo che gennaio, iniziato e proseguito con speranze e aspettative sempre maggiori, finisca con due sconfitte. Restano 36 ore, che sono pochissime. Se passeranno così com'è passato il mese di gennaio - ad aspettare inutilmente - allora attendiamo una dritta. Ci dicano chi siamo e dove andiamo. Meglio essere franchi e dirsi le cose come stanno, no?
02:59 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (125) | Segnala | Tag: inter, lecce, moratti | OKNOtizie |
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22/12/2011
INTER-LECCE 4-1
QUINTO DI NATALE
Alla fine di queste 16 partite prenatalizie, la classifica si è fatta meno astrusa. Migliore. Bella. Non bellissima, certo. Abbiamo 8 punti di distacco da una squadra che ha vinto 10 partite su 16 e ha il miglior attacco (35 gol, noi 22), e da un'altra che non ne ha ancora persa una (noi 6, sei, six). E ne abbiamo 6 di distacco da un'altra ancora, che è abbonata a essere la sorpresa del campionato e a fare il miglior gioco del campionato eccetera eccetera e che prima o poi (così è sempre successo) si ridimensionerà un po', e comunque va in vacanza con la miglior difesa (9 gol subiti in sedici partite, noi 19) (no, per dire). Ce ne restano ancora 4, infine, da una squadra bella e inaffidabile, alla quale ne abbiamo rosicchiati 4 in due giornate. E comunque ci rimane davanti ampiamente e giustamente, perchè ha segnato più di noi, ha subito meno di noi e perso molto meno di noi.
Tutto questo per dire che, a parte l'onanismo del momento (6 vittorie nelle ultime sette, comunque sia, è un bell'andare, bellissimo), la classifica è veritiera, e i due mesi buttati nel cesso grazie all'azione combinata Branca-Moratti-Paolillo-Gasperini pesano ancora tantissimo, e peseranno fino alla fine. Siamo quinti perché da due di quelle che ci precedono le abbiamo prese (e in casa, dannazione) e le altre due non le abbiamo ancora affrontate. Siamo quinti perchè è già stato un mezzo miracolo riagguantare la testa della classifica prima di Natale, e non meritiamo nulla di più. Siamo quinti, però, e festeggiamo pure: perché questa è una dimensione più solida e rassicurante di quella in cui ci dibattevamo negli ultimi mesi, e da qui, finalmente, possiamo ripartire.
Ricapitolando, tutto quello che è successo finora in positivo e in negativo si compensa abbastanza. Paghiamo, oltre al gasperinismo branchiano, un inizio sfortunato e di rigori contro. Ma l'abbiamo pareggiato alla fine, con un paio di partite fortunate e con un calendario che ci ha favoriti: intendo dire, Genoa e Lecce è stato meglio affrontarle ora che non nella data originaria del calendario. Abbiamo avuto una pletora di infortuni, ma non ce li abbiamo avuti solo noi. Abbiamo avuto uno stato di forma pietoso per almeno un paio di mesi, e questo non è colpa degli arbitri.
Resta, per conto mio, un'unica grossa nube sul nostro campionato: lo scippo di Inter-Napoli. Ranieri era appena arrivato, con lui avevamo vinto subito in campionato e in Champions, e quella poteva essere una partita-chiave per le motivazioni e per scacciare le paure. Fu invece un ritorno nell'incubo. Non a caso, nelle restanti 4 partite disputate a ottobre abbiamo fatto 4 punti. E' stato un periodo anche peggiore rispetto a quello gotico-gaspersoniano, perché pensavamo di avere risolto i nostri problemi e invece no. Quella partita - quel modo di perdere, non a causa nostra - ci è costato moltissimo. Non siamo ripartiti. Anzi, abbiamo arretrato mentalmente. Ci siamo trovati quartultimi a metà novembre, con quella classifica che (causa rinvio di Genoa-Inter e pausa per la Nazionale) è rimasta fissa per tre settimane, e noi lì increduli a guardarla, non senza brividi.
Il resto - perché siamo quinti e non quarti, terzi, secondi o primi - dipende tutto da fatti oggettivi. Oggi, 21 dicembre, per la prima volta la nostra differenza reti è passata in positivo. No, non so se mi spiego. Dei confronti diretti ho già detto: per ora li abbiamo cannati tutti. A parte le bollicine di oggi, non abbiamo avuto praticamente niente dal nostro attacco, e una squadra che nel 2010 ha avuto Milito e nel 2011 ha avuto Eto'o (due tipetti da oltre 30 gol stagionali) non può andare da nessuna parte con questa carestia. Giochiamo quasi sempre male: non è minimamente un problema se ne ne vincono 6 su 7, ma bisogna dirlo. E non è un caso che quella partita non vinta nelle ultime sette l'abbiamo persa con l'Udinese, senza mai dare l'impressione di poterla vincere anche facendo cagare (cosa che si può fare a Siena o a Cesena, che non sono l'Udinese).
Vedremo, adesso, se arriva qualcuno. E chi, ovviamente. La storia di queste ultime sette partite ci ha detto una cosa sorprendente ma sostanziale: per quanto ancora acerbe e fallaci, le forze fresche messe dentro a puntellare la squadra hanno fatto la differenza. No cariatidi, no riciclati, no perditempo: se ci sono, prendiamo un paio di giovani minimamente di prospettiva e andiamo avanti così. Se questa Inter un po' così ha rimontato 3/4 punti al quartetto di testa e in 40 giorni ne ha messi in mezzo 14 tra sè e la zona retrocessione (siamo stati a +1, lo ricordo), vuol dire che in questo campionato c'è spazio per tutti, noi compresi. O noi per primi.
20/03/2011
INTER-LECCE 1-0
PIEDINO LO SBIRRO
Mi sono sempre chiesto: ma se i bambini sotto i 7 anni a San Siro entrano senza biglietto, poi dove li mettono visto che i posti sono numerati? C'è un asilo sotto il primo arancio, c'è una stanza tipo Ikea con tutte le palline dentro, c'è un servizio animazione con Bedi Moratti che legge le fiabe? No, certo, stanno in braccio al papà o alla mamma. Perfettamente incastrati tra il corpo del papà/mamma e la schiena di quello che sta davanti.
Cioè io.
Appena arrivato al mio posticino nel primi blu, capisco che sarà una partita difficile. Ho il mal di testa post-mezza maratona, le gambe a perenne rischio crampo costrette in quei cinque decimetri quadrati, di fianco ho una specie di Buddah col giubbotto di pelle e dietro c'è lui:
Piedino.
Piedino è in braccio al papà e ciclicamente, soprattutto in corrispondenza di ogni accenno di azione d'attacco dell'Inter, mi rifila una pedata nel costato. Voi capite che il primo tempo, nelle condizioni di cui sopra, è trascorso in mezzo a indicibili sofferenze. In più, nella stessa fila, ho due coniugi veneti venuti espressamente da non so dove a insultare Orsato (che è di Vicenza):
"Mbriago juventino, vergogna!"
Questo a ogni azione del Lecce verso la porta del primo blu. Sudo freddo, la partita fa cagare, il tempo non passa e Piedino è implacabile. Al fischio finale del primo tempo, mentre sono preda di turpi pensieri che al confronto Erode era papa Giovanni, mi giro per guardare Piedino e incenerire con lo sguardo lui e il suo paparino, quando mi accorgo che Piedino è un bimbo angelico - biondino, occhio azzurro, viso simpatico - e tutta la mia grinta svapora in un sospiro rassegnato. Al che, preso da una ventata di orgoglio paterno, rifilo un deca alle bimbe e dico:
"Andate (pausa) andate e compratevi un cornetto Algida. Ma cosa dico uno, due cornetti Algida!"
dico alzando artatamente la voce e vantandomi di tale liberalità. Nessuno in realtà mi stava cagando. Due minuti dopo avrei appreso la seconda brutta notizia della giornata (la prima era che dietro il mio sedile c'era un bambino non pagante):
il cornetto Algida è passato da 3 a 3,50 euro, con un aumento del 16,66% ben superiore al tasso di inflazione. Cerco di chiamare l'Istat per chiedere se il cornetto Algida compaia nel paniere, quando Orsato fischia l'inizio del secondo tempo, e i due coniugi della mia stessa fila mentre lo vedono avvicinarsi urlano:
"Mbriago juventino!"
che sono due insulti mica da ridere. Il Pazzo prima sbaglia un gol e poi la mette. Mi alzo e urlo prima di essere colpito dal settecentesimo calcio di Piedino. Dopodichè è sofferenza fino alla fine, tra gol sbagliati, contropiedi del Lecce e calcetti del bambino. Alla fine ero distrutto. Missione compiuta, però. Signora, siamo a meno 2, meno due!
"Mbriago juventino! Ah sì, meno due. Demo a casa Bepi".
20/02/2011
LECCE-JUVENTUS
18:20 Scritto da: settore in calcio minore | Link permanente | Commenti (100) | Segnala | Tag: calcio, serie a, lecce, juventus | OKNOtizie |
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11/11/2010
LECCE-INTER 1-1
(SOSPIRO)
Scusate, ma sono dovuto passare dal Boccio a rimettermi in bolla emozionale. L'Inter resta un'entità n.g., non giudicabile. Il Milan va? E vada. Sono al completo e fanno un largo uso di mani. Noi, invece, siamo quelli che siamo. Quando certa gente rivede il campo, si intravvede la possibilità reale che le cose possano andare in un altro modo. Che è quello che tutti speriamo. Certo, prendere un gol da così, da calcio d'angolo, fa girare i maroni. Toldellazzi non esce, altri sette-otto stanno lì impalati: ecco, non è colpa dei troppi assenti, ma dei poco presenti. Da quant'è che non eravamo quarti? Forse c'era ancora Tardelli. Concentriamoci tutti e diciamo: può andare solo meglio, può andare solo meglio, può andare solo meglio, ooooommmmmmmmmmmmmmm.
01:41 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (233) | Segnala | Tag: calcio, inter, lecce, eto'o, castellazzi | OKNOtizie |
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01/05/2009
JUVE-LECCE
LA COMPLESSITA' DELLA QUESTIONE
Dunque, più o meno è andata così. La Juve ha fatto ricorso a tutti i livelli sapendo di vincerlo, perchè prima o poi lo trovi un livello in cui la mera questione tecnica (non avere letto le motivazioni della sentenza emessa a livello inferiore) prevarrà su tutto il resto. Ridotta a un discorso tecnico-giurispudenziale, la vicenda non fa una grinza. Ma questa, è ovvio, non è solo una palestra per legulei, ma un tema terribilmente serio che andava affrontato in modo adeguato da subito, come era stato fatto. La Juventus che fa ricorso è stato il primo segnale. L'Alta Corte che - come leggiamo nel dispositivo - si arrende alla "complessità della questione" e preferisce leggere le motivazioni è il secondo. Segnali che, come profetizzavo (che sforzo, direte voi) nel titolo di un precedente post, sarà un lungo cammino.
I fatti di Juve-Inter saranno riesaminati con calma tra un paio di settimane e può darsi che la Juve venga ri-condannata. Ma la frittata concettuale è già stata fatta. "Juve-Lecce a porte aperte", a proposito di profezie, era lo striscione della nostra amata curva nella serata di Inter-Samp, quando ancora i "Balotelli negro di merda" risuonavano nelle orecchie di tutti. Ecco, vedi?, l'Alta Corte ha ragione: la questione è proprio complessa. Però, invece di toglierli subito e rinviarli sine die, i paletti andavano piantati e cementati. E' andata in un altro modo, che si può intepretare sostanzialmente così: il razzismo negli stadi è una questione complessa, ma non urgente. E ora, ragionando provocatoriamente in soldoni e ripercorrendo le tappe della vicenda, mi viene solo da pensare che i cori razzisti siano solo una sgradevole ma in fondo folkloristica variante ai cori normali, che la Juve e la curva dell'Inter siano più molto furbi di me e che Balotelli deve rassegnarsi a una vita da Materazzi, con l'aggravante di essere - come sostengono i Drughi, a questo punto con qualche ragione pure loro - un ragazzo africano adottato e molto negro. E non esistono negri italiani, a parte Carlo Conti.
11:33 Scritto da: settore in calcio, calcio minore, Inter | Link permanente | Commenti (84) | Segnala | Tag: calcio, serie a, razzismo, inter, juventus, lecce, balotelli, alta corte, giustizia | OKNOtizie |
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07/02/2009
LECCE-INTER 0-3
TAUTOLOGY
Ho notato una cosa: quando vogliamo vincere le partite, le vinciamo. Non so se è un'impressione solo mia.

19:53 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (85) | Segnala | Tag: calcio, inter, serie a, lecce | OKNOtizie |
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24/09/2008
INTER-LECCE 1-0
DIO SALVI IL GIARDINIERE

22:31 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (69) | Segnala | Tag: inter, lecce, calcio, cruz | OKNOtizie |
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INTER-LECCE
QUANTI RICORDI
Ma voi vi ricordate un angoscioso precedente di Inter-Lecce in infrasettimanale?
8 aprile 1994. Un venerdì.
(rumore di tuoni)
Arrivavamo da una striscia, per così dire, negativa. Una vittoria nelle precedenti quattordici partite ufficiali. Eliminati in Coppa Italia, in semifinale di Coppa Uefa (andata persa a Cagliari 3-2), e znrtrcssncmpnt.
"Come hai detto, scusa?"
A-ehm! Dicevo, in zona retrocessione in campionato.
(rumore di tuoni)
Inter-Lecce, è un venerdì. Siamo quintultimi. Retrocedono in quattro. Facciamo cagare. Cinque sconfitte nelle ultime sei partite di campionato. Due pere a Torino con il Toro,vittoria strascicatissima con l'Udinese, poi quattro cucuzze a Parma (una merda), derby perso con gol di Massaro all'89, tre pere in casa dal Genoa e - te pareva - inculati dalla Juve a Torino su autogol all'85.
Quintultimi.
Inter-Lecce è lo scontro salvezza. Loro sono già condannati all'ultimo posto. Bagnoli era stato esonerato due mesi prima, in panca c'era Marini, in campo un manipolo di disperati che non sapeva più che pesci pigliare. Tutta la sera appiccicato alla radio. Finì bene: 4-1 (doppietta di Jonk, Berti e Bergkamp su rigore) e ci salvammo. Nelle ultime tre partite di campionato l'Inter fece un punto e finì quintultima (roba da matti), 14 sconfitte su 34 partite. In compenso vinse la Coppa Uefa con il Salisburgo, grazie a Jonk e Zenga alla sua ultima partita in nerazzurro.
(suono di campane)
Viva l'Inter, viva il calcio genuino e bislacco, abbasso Milan, Juve merda.
09:50 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (109) | Segnala | Tag: inter, lecce, calcio, jonk | OKNOtizie |
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