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07/05/2012

INTER-MILAN 4-2

TI TE DOMINET MILAN

E NON MI SCANSO, E NO CHE NON MI SCANSO NON MI SCANSO

Abbiamo fatto fatto la cosa migliore: una gran partita (la migliore della stagione, alla giornata 37, e vabbe'), un gran derby. E lo abbiamo vinto, più forti delle avversità, dei gol non visti (oggettivamente impossibile da fischiare, però c'era) e dei rigori che non c'erano (uno scandalo pazzesco, con Rizzoli a dieci metri dall'azione e la visuale perfetta per vedere senza ombra di dubbio l'intervento pulitissimo di Julio sul pallone. E poi ti dicono di non pensare male già al momento della designazione). La mente è tornata al derby di due anni fa finito in nove e che cercarono di fotterci fino all'ultimo secondo: vincere queste partite - vincerle così - è gioia, è orgoglio, è adrenalina, è la risposta più bella a ogni cosa, agli arbitri scarsi, alle tentazioni di scansarsi e ai dolorosi scudetti altrui. L'Inter ha dato pochi segni di vita in questo campionato, e per fortuna li ha dati almeno nei due derby. Il campionato resta questo - 6 punti con il Milan, zero con il Novara, zero con la Juve - e non abbiamo nemmeno la certezza di finirlo con qualcosa in mano. Fotografia esatta della nostra annata, sempre in bilico tra il qualcosa e il niente, sempre a complicarsi la vita ogni volta che sembravamo avere risolto qualcosa. L'onore, almeno quello, è salvo.

Siamo stati decisivi per lo scudetto. Togliendo sei punti al Milan e concedendone sei alla Juve abbiamo spostato l'asse del campionato, almeno il loro. Così come possiamo dire che la Juve non lo abbia vinto stasera grazie a noi: lo ha vinto prima, con 37 partite senza mai perdere e subendo un terzo dei nostri gol, un verdetto incontestabile. Così come, dopo essersi ammorbati di pareggi, va riconosciuto ai gobbacci il merito di essersi ricompattati quando tutto il mondo li dava per finiti ("le squadre di Conte scoppiano a primavera": si, certo, il Siena e l'Atalanta, magari la Juve no) e di avere fatto un finale due spanne sopra chiunque. Sono stati i più bravi nella fase più bella di un campionato per il resto molto mediocre. Un campionato in cui l'Inter è quinta a tre punti dal terzo posto dopo averne combinata di ogni, come direbbe l'ex fidanzata prezzolata del presidente del Milan.

Dai, coraggio. Tra un po' i clacson la smetteranno e dormiremo in pace con noi stessi. Ancora una partita e poi ci riposiamo. Volevo solo dire una cosa a Moratti e Branca: partiamo da qui, da questo derby. E non perché lo abbiamo vinto, ma perché è stata una partita ricca di segnali. Gli ultimi due anni - due anni, mica due settimane - ci inchiodano alle nostre (vostre) responsabilità, quelle delle scelte-non-scelte, delle mezze misure, dei ripieghi deludenti, degli acquisti random. E invece, appunto, partiamo da qua, da questa partita che ci dà una dimensione. Non vi chiediamo Messi e Rooney, tranquilli, ma una cosa sì, quella ve la chiediamo: vi chiediamo scelte nette, progetti che siate in grado di difendere sempre e comunque, solchi ben precisi da tracciare e su cui trascinare noi tifosotti. Scelte precise, motivate, autenticate, a cominciare dall'allenatore. Se sarà Stramaccioni, lo si dica già domenica sera dopo Lazio-Inter, comunque vada. Se non sarà Stramaccioni, si porti a Milano velocemente (non a fine giugno) uno che rappresenti una scelta precisa, totale e incondizionata, anche se dovesse giocare con l'1-1-8. Dopo due anni di allenatori mal sopportati e peggio ancora supportati, deve essere questa la prima pietra della prossima Inter.

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01:02 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (258) | Segnala | Tag: inter, derby, milito, maicon | OKNOtizie |  Facebook

06/02/2012

ROMA-INTER 4-0

I NUOVI MOSTRI

In tre settimane, dal derby a oggi, siamo tornati disastrosamente dalle stelle alle stalle. Non è un cerchio che si chiude: a chiudersi è una strana figura geometrica tutta bitorzoluta, convessa e concava, a onde, una rappresentazione irregolare e mostruosa che va da Novara a Novara (la prossima partita, appunto) e che ci ha visto trasformarci via via da "creatura da retrocessione" a "creatura da scudetto in rimonta" e poi, infine - siamo ai giorni nostri - in "creatura nè carne nè pesce", in creatura persa, chissà, forse la nostra reale dimensione. Quando, sotto di due reti, irrimediabilmente distanti dagli avversari, Ranieri ha potuto/voluto fare un unico cambio - fuori una punta e dentro un centrocampista, come fossimo stati 2-0 a nostro favore -, ho spento la tv e sono andato serenamente a lavorare, apprendendo un'oretta più tardi che avevamo perso 4-0, com'era nell'aria.

Dopo il derby, tre settimane fa, che pareva averci restituito speranze e ambizioni degne di noi, non ne abbiamo più azzeccata una. Ci è andata di lusso in casa con la Lazio, poi ci siamo inoltrati in questi dieci giorni alla Jacques Mayol: afferrata la zavorra, ci siamo lasciati trasportare negli abissi in assetto costante, cioè costantemente alla cazzo. Partita persa a Napoli, a testa alta certo, ma persa. Partita persa a Lecce, ma con un po' di sfiga certo, con Femi Benassi fenomeno once in a life certo, ma persa. Partita pareggiata col Palermo, buttandola nel cesso senza se e senza ma. Partita persa a Roma, facendo schifo e facendosi asfaltare da tale Borini. Ora, io spero che una settimana intera per riflettere e prendere fiato ci consenta domenica prossima di tornare in noi e battere la derelitta del campionato, nel ricordo di ciò che avvenne 19 giornate fa. Altrimenti è la fine.

Temo che il problema non sia Ranieri, come sarebbe facile pensare quando sullo 0-2 ti toglie una punta per mettere un centrocampista. Considerando chi mancava (contemporanee assenze di Sneijder, Alvarez, Zarate e Guarin: chi diavolo metti per cambiare minimamente le carte in tavola?), non poteva fare chissà cosa. Il problema sta nelle teste di buona parte dei nostri giocatori, cui è bastato inanellare due o tre partite sfavorevoli per tornare negli abissi dell'autunno scorso. Si chiama psicolabilità, e giocando strapagati in serie A non è una bella cosa. Il problema è nella condizione scandalosa di alcuni dei nostri - per esempio Maicon, Lucio, Pazzini: ma li avete visti bene oggi? - che non è sopportabile dalla rosa dell'Inter attuale: se c'è gente che non rende, che gira a vuoto, che crea danni, non c'è possibilità di risolvere il problema. Un po' per gli infortuni, un po' per alcune croniche carenze. In attacco, se diventa un problema l'influenza di Zarate e l'affaticamento di Alvarez, allora vaffanculo.

Quanto è costato perdere a Lecce, pareggiare in casa col Palermo e perdere a Roma, quando davanti a te perdono o pereggiano quasi tutte? Facendo un punto in tre partite rimaniamo a 5 punti dal terzo posto, e considerando che al terzo posto c'è l'Udinese (non il Barcellona) la situazione rimane molto fluida. Ma l'Inter dell'ultima settimana è preoccupante. Non si può andare giù di testa a febbraio, con mezzo campionato da giocare, a 15 giorni dalla Champions... no, è un'Inter preoccupante, molto, forse troppo.

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08/08/2011

MERCATO INTER

IL FATTORE BUSCOPAN

Mi sembra giusto rassegnarsi: se qualcuno arriverà, sarà perchè qualcuno se ne sarà andato. Non vedo alternativa, o quantomeno nessuno dei nostri ci ha aiutato a immaginarcene un'altra. E quindi mi sembra che lo scenario sia solo uno, questo.

Chi va via? Va via chi ha mercato, questo è ovvio. E parlando di mercato vero (non quello degli spiccioli che si potranno ricavare da Muntari, Mariga et similia) i nomi sono sempre i soliti: Sneijder, Eto'o e Maicon. Sneijder va via fisso, temo non ci sia scampo: certo che se se lo fanno pagare meno di Pastore, voglio dire, è una roba da Tafazzi. Per Eto'o e Maicon, invece, gioca il fattore mal di pancia. Ora, del mal di pancia cronicizzato di Maicon ci siamo tutti un po' rotti i coglioni, mentre per quello di Eto'o verrebbe voglia, come primo istinto, di correre al suo capezzale, portagli un camomilla, fargli i massaggini ecc., perchè la prospettiva che se ne vada il meraviglioso Eto'o non è delle più rosee.

Va detto di Eto'o, se è vero quello che si scrive, che la tentata estorsione - ancora in corso - del solito ritocco di ingaggio a fronte dell'interessamento dell'Anzhi mi fa abbastanza roteare le palle. Perchè se io fossi Moratti e Branca gli direi: va bene Samuelino, vai pure a giuocare a Makhachkala, capitale del Daghestan, ridente città di 500mila abitanti affacciata sul Mar Caspio, che io non ci andrei neanche per mezza giornata, e strafogati dei tuoi 20 milioni di euro l'anno, che ne hai ben d'onde, e a noi qualche bel milioncino ce lo danno e vaffanculo. Visto che ormai si ragiona per fair play finanziario (che palle) e per alte strategie di bilancio, allora facciamo qualche piccolo distinguo tra chi passa i trenta e chi non ce li ha ancora. Che poi è la ragione prima del fatto che cedere Sneijder, calcolando il rapporto età/qualità, è davvero un'immane cazzata.

I 12 strapagati ultratrentenni che ci terremo fino alla scadenza dei rispettivi contratti (tutta gente a cui vogliamo un gran bene, sia chiaro) impongono che il resto della rosa sia svecchiato e arricchito di grandi qualità (i cordoni si stringono, ma siamo l'Inter sant'iddio). Se qualcuno andrà via, arrivi qualcun altro che ci cambi almeno un po' la vita e non percorra il campo con il girello. Io mi terrei stretta la rosa di adesso, sia chiaro, e proverei a vincere il campionato. Ma tra gente col mal di pancia e altra che si trascina un po', ci sarebbero voluti un Mou e un Oriali a spremere gli scroti e tenere la barra dritta. Oggi abbiamo Branca Gasperini e Juric, e bisogna tenerne conto.

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09/04/2011

INTER -CHIEVO 2-0

COMUNICATO AI TIFOSI

I festeggiamenti per lo scudetto dei Lampedusa Devils sono rinviati a data da destinarsi. Per informazioni su nuova data: via Filippo Turati 3, 20121 Milano, tel. +39 026228.

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03/03/2011

INTER CLUB

WIVI L'INTER

(dal vostro inviato a Pavia)

La coincidenza astrale tra un mio giorno di riposo e la tappa di Wivi l'Inter a 5 minuti dall'uscio di casa mi induce a devolvere una serata libera e a intrufolarmi nella festosa mandria degli iscritti agli Inter club, accorsi al Centro polifunzionale di San Genesio, la Pontida pavese, per la tappa provinciale di Wivi l'Inter. La squadra chiama a raccolta i club della provincia, e i club della provincia accorrono numerosi. Io arrivo al luogo dell'incontro - sferzato da un vento freddo tipo Alaska a gennaio - con M., il mio manager, e prima di entrare incontro L., l'uomo meglio pettinato dell'Oltrepo, che al confronto Zanetti sembra Hamsik. Quindi mi siedo in mezzo a loro nelle retrovie, come testimonia questa foto

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e assisto quieto allo spettacolo. Quiz, lotterie, siparietti di Scarpini. Solite cose. Poi arriva il dottor Combi che dice, tra l'altro, che per Milito ci vorrà tempo perchè la cosa è seria e peraltro così impara perchè aveva nascosto la cosa (aveva nascosto la cosa? Interessante). Ma in platea il mormorio sale: chi saranno i due giocatori dell'Inter che ci allieteranno la serata e il cui nome è ancora coperto dal segreto? Girano le ipotesi più fantasiose che capto in mezzo alla folla brulicante:

- non viene nessuno, ci paccano, oggi c'era l'Ambrogino d'oro del cazzo, figurati se vengono qui

- vengono tutti, oggi c'era l'Ambrogino d'oro e già che sono in pullman fanno una deviazione

- verranno Orlandoni e Coutinho (sbadiglio)

- uno sarà di sicuro Milito, non ha una cippa da fare

- verranno Biraghi e Ciriaco Sforza

- verranno Eto'o e Pazzini

- verrà Moratti con Messi e firmeranno qui il contratto

Ormai la gente non ne può più di quiz quando, finalmente, Scarpini annuncia gli ospiti. Il primo: "E' un giovane e gli esperti dicono che ha un sinistro sopra la media". Uno dietro di me si alza e urla

"Alibec!"

come se stesse gridando "Nuda!" all'apparire di Scarlett Johansson accanto a Scarpini. Ma era uno scherzo: il giovane dal gran sinistro era Mariolino Corso. Applausi. Il tizio che ha urlato "Alibec!" viene portato fuori dalla sala e furtivamente soppresso in un'aiuola. Poi, secondo ospite, entra la Bedi. Applausi. Poi tocca ai due giocatori. E qui la serata prende un svolta per me inattesa e inequivocabile. Il primo giocatore è:

Nagatomo.

Applausone affettuoso. Scarpini dice che Nagatomo è subissato di scherzi ad Appiano ma lui è un bravo ragazzo e la prende sempre bene. Poi gli dice di dire qualcosa in giapponese al pubblico e lui fa:

"(alcune cose incomprensibili) arigatò arigatò"

e con questa cosa mi conquista, perché se Scarpini mi avesse fatto salire sul palco e mi avesse detto di dire qualcosa in giapponese al pubblico, anch'io avrei detto:

"(alcune cose incomprensibili) arigatò arigatò"

Poi Scarpini gli dice di dire alcune cose in italiano e lui fa:

"grazie a me piace Inter voglio vincere grazie!"

al che confido al manager e al pettinato che mi sono definitivamente innamorato di Nagatomo, un uomo ricco di valori. Nel frattempo era entrato anche Maicon. Ovazione. Applausissimi. Tutti in piedi. Cori:

"Quant'è forte Maicòòòòòòòòòòòn"

ma,  a parte l'attenzione che mi desta la cuffia da Moira Orfei indossata da Maicon, la serata per me ha ormai preso un'unica piega e tende verso un unico obiettivo:

stringere la mano a Nagatomo.

Cosicchè mi sottopongo al rito delle foto, unico modo per salire sul palco e avvicinare il mio nuovo idolo. All'ingresso ci avevano messo un braccialetto. Io pensavo: col cazzo che faccio la foto, dai. Ma vedi com'è la vita? Nel giro di due ore ho cambiato idea. Devo fare la foto, assolutamente. Ho il braccialetto arancione. Aspetto il mio turno. Salgo mischiato a gente che non conosco. Ci sono due tizi della Gestapo che ci mettono in ordine. "Niente foto! Niente autografi! Veloci!" Io approfitto della confusione e mi piazzo dietro a Maicon, a un centimetro della sua cuffia Moira Orfei, e a un metro da Yuto, l'uomo a cui tendo. Foto.  Mi metto in punta di piedi (Maicon è grande e grosso). Cheeeeeese.

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Fatto. Il gruppo si scioglie. Tutti a toccare Maicon. I due della Gestapo nerazzurra ci spingono fuori come se fossimo dei milanisti. "Niente foto! Niente autografi! Basta! Scendere!" Al che mi divincolo un attimo dal tizio che sembra Ben Turpin, do una pacca a Maicon fratturandomi lo scafoide (Maicon è di marmo) e vado verso Yuto. E' a un metro.

"Yuto, Yuto! Ciao"

Gli tendo la mano. Lui si gira, mi sorride. Mi dà la sua:

"Grazzzzie. Ciao!"

Mi inchino. Lui anche.

Ben Turpin mi dice di andarmene affanculo, e io scendo diligentemente. La serata continuerà davanti al banchetto del fotografo, dove incontro G. e poi per la modica cifra di 8 euro (due cornetti Algida) ritiro la foto che mi costa una lunga attesa, perché mentre me la stava stampando finisce l'inchiostro rosso. Aspettando la cartuccia, alcuni intonano un coro:

"Quant'è forte Maicòòòòòòòòòn!"

Chiusura in pizzeria con L. e M., e quindi a casa fendendo la pioggia e il vento gelido. Io sono diventato amico  personale di Yuto Nagatomo e voi non siete un cazzo.

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(da sinistra: Moira Orfei, io e il mio amico Yuto)

02/11/2010

POVERA INTER

WHITE HART PAIN

Voglio essere particolarmente indulgente. Questa squadra è oggettivamente a pezzi. Non puoi pretendere granchè da un centrocampo formato da Zanetti e Muntari, con quest'ultimo già schierato a rischio-polpaccio e destinato all'infortunio. E qui, appunto, a cosa ci appigliamo? Sono fuori Cambiasso, Stankovic, Motta, Mariga e ora Muntari. Il resto della truppa è composto quasi tutto (salverei i centrali difensivi ed Eto'o) da gente 1) reduce da infortunio o 2) fuori forma o 3) palesemente non titolare. Francamente un periodo così critico, fisicamente parlando, non me lo ricordo. Facendo meno l'indulgente, spero che il ritorno di Milito ci riporti a un modulo e a una modalità meno vacua davanti. Dietro, invece, vorrei sapere la verità. Maicon è acciaccato? Uhm. E contro un Bale che all'andata ci ha fatto un culo così tu schieri un giocatore acciaccato? Bale è un portento, ma il 90 per cento delle sue giocate è palla avanti e pedalare. Voglio dire: non è Maradona, è bidimensionale. Ecco: e tu (il mio tu è indeterminato) mi costringi a vedere dieci volte la stessa azione (palla avanti, pedalare e crossare bene) senza mai metterci una cazzo di pezza? Ma hai idea, tu (sempre indeterminato), di quanti orociok mi sono mangiato stasera diobono, che il 28 c'ho la maratona? Caso B: Maicon vorrebbe essere altrove. Uhm. In entrambi i casi, per me non doveva giocare.

 

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25/10/2010

DOPO LA SAMP

CRISI INTER (UN POCHINO SI')

Forse è il caso che rompiamo gli indugi. Nel senso che indugiamo troppo, anche noi, ad autogiustificarci. Questa squadra ha dei problemi. Alcuni temporanei, per carità, e sicuramente passeggeri, perché bisogna concedere ai giocatori di essere fuori forma (dal Milito di ieri all'odierno Sneijder) e perchè se la gente si infortuna a raffica non è colpa nostra nè loro. Ma poi ci sono alcuni problemi non temporanei, direi strutturali, ed è inutile far finta che non esistano sperando che Eto'o la metta.

1. La panca. Mi ripeto, ma fino allo scorso maggio avevamo un'opzione che si chiamava Balotelli. Oggi non abbiamo nessuna opzione. L'opzione non è stata sostituita. Per cambiare le partite potresti mettere Coutinho, ma causa infortuni Coutinho è già in campo. E allora oggi, malinconicamente, con la partita da rimontare o da vincere a Benitez tocca togliere Coutinho per mettere Obi, o tocca togliere Chivu per mettere Santon. Mej cojoni. A disposizione: Muntari, Materazzi, Nwanko. L'Inter crea, ma a volte non tira, oppure tira una volta su dieci. Comincio ad avere il sospetto che tutto questo dipenda dal fatto che non ci sono abbastanza giocatori che lo facciano per mestiere (l'attaccante, dico). Se l'infortunio di una punta - Milito - ci costringe a queste emergenze, siamo fritti.

2. Maicon. Non so, magari esagero, ma in questo momento mi viene da toglierlo dalla casella dei problemi temporanei (i giocatori fuori forma) e metterlo in quella dei problemi strutturali. Maicon quando fa il Maicon è un giocatore che fa la differenza. Questo Maicon invece gioca con gli altri (quando Koman il barbaro si è inculato un gol che facevo anch'io, al termine del più telefonato dei contropiede, lui dov'era?) e non va bene. Siccome è fortissimo e mi sta pure simpatico, spero sia solamente fuori forma. Se sta facendo il furbo, allora fanculo. E peraltro: se un giocatore - ne ha diritto - è completamente fuori fase, è obbligatorio che giochi?

3. Coutinho. Stasera si è palesato il processo di balotellizzazione di Coutinho. L'Inter di tre stagioni fa, che si cagava in mano a un passo dallo scudetto, faceva fare tutto all'allora diciassettenne Balotelli (punizioni, angoli, falli laterali, scodellamenti di palla). Stasera l'unico che inventava era Coutinho. Che però, a differenza di Balotelli, ha il fisico di un allievo. Siccome ha personalità, forse è il caso di fargli fare doppia razione di squat. E forse è il caso che gli altri gli consentano di limitarsi a scorrerie, penetrazioni e assist (li fa benissimo) piuttosto che fargli fare anche i tiri (puzzette).

4. Occhi di tigre. E comunque tenere palla settanta minuti non fa scattare nessun bonus. Non c'è cattiveria là davanti. Stasera non era cattivo neanche Eto'o. Poi, vabbe', ha fatto una cosa meravigliosa. Però c'è bisogno di dare urgentemente una registrata a tutto (a tutti). A gennaio mancano due mesi, che trascorreremo mettendo Obi al posto di Coutinho e viceversa.

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29/07/2010

MERCATO

VENDO

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16/04/2010

INTER-JUVENTUS 2-0

VABBE', DAI

Avrei preferito un sette a zero, che in effetti stava maturando. Ogni tanto bisogna metterla, però. Se non era per Edson Arantes do Maicomiento, adesso eravamo qui a mangiarci i coglioni. Come si fa a soffrire così tanto come una squadra che è andata in ritiro a Pieve Emanuele? Ma voi avete presente Pieve Emanuele? Vinovo, al confronto, è Taormina.

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30/06/2009

MERCATINO

LUGLIO (COL BENE CHE GLI VOGLIO)

Oggi finisce giugno e domani comincia luglio. Calcisticamente parlando, è un bel passaggio di stagione. E' finito il giugno dei pochi affari e delle molte chiacchiere. Si è strafogato il Real grazie ai soldi delle banche (praticamente è come se io andassi stasera a cena da Paul Bocuse e all'uscita dicessi: mandi tutto a Intesa San Paolo, tall'attenzione di Corrado Passera, tutto molto buono, grazie) (cazzo, bella la vita), qualcosa si è mosso di conseguenza, qualcuno ha fatto i suoi affari mirati, qualcuno furtivamente fa cassa alla faccia della tifoseria gonza. Tra un colpo e l'altro, i procuratori ne hanno dette di ogni, per poi smentire o precisare (abbiamo un premier che fa così un giorno sì e uno no, perchè non possono farlo Raiola e Caliendo, voglio dire?). Oggi finisce giugno e domani è luglio. Tra non molto le squadre torneranno ad allenarsi. Per carità, ci sarà sempre tempo per inventare qualcosa. Ma sempre meno.

Ho appena letto con sommo divertimento l'intervista che Luca Toni ha rilasciato alla Bild. Toni, prima di giocare una vergognosa Confederations Cup (ma la colpa non è sua, quanto di chi l'ha chiamato in quelle condizioni), stava facendo il malmostoso con il Bayern che aveva appena comprato Olic e Leroy Gomez (sì, occhei, bravo: ma quanti anni ha?): "Bisogna che facciamo un bel discorsetto, adesso in attacco siamo in troppi, io voglio garanzie altrimenti torno in Italia blablabla". Cosa dichiara (non a caso il 30 giugno, perchè domani è già luglio) adesso il nostro Little Toni alla Bild? "Basta con queste voci, io resto. Sì, ci sono state tante richieste, ma io voglio rimanere al Bayern. A Monaco mi trovo molto bene e la squadra ha tutto quello che posso desiderare. Possiamo vincere la Champions e io mi considero una parte importante di questa squadra blablabla". La traduzione di Settore non serve: nessuna squadra di un certo livello ha voglia e soldi per prendersi un attaccante ultratrentenne con un ingaggio molto elevato e con la pretesa del posto in squadra. O, almeno, nessuno ha presentato a Toni le garanzie richieste: un certo ingaggio, un certo livello di certezza. Ergo: Toni è ridiventato contentissimo di restare al Bayern a contendersi il posto con Leroy Gomez, Glenn Klose, Stanlio e Olic (allora sono in cinque per due posti: povero Toni).

Leggevo Toni e, naturrelement, pensavo a Ibra e Maicon. In un mercato in cui c'è sempre meno liquidità, le nostre due simpatiche canaglie sono sempre più prigionieri dei loro contratti con l'Inter Fc. Il problema è relativo per Ibra, che prende una cifra spaventosa: ero assolutamente appiattito sulla sua questione di principio (andare altrove per vincere di più), ma se resta ovviamente mica piango. Il problema è più insidioso per Maicon, che prende poco rispetto al suo peso e al suo rendimento: per quello che dà e quello che oggettivamente vale, meriterebbe di avere uno dei quattro-cinque stipendi più alti dell'Inter, e lui  com'è noto non ce l'ha. Caliendo dice che resta al 99,9% (percentuale che, lo dico ufficialmente, mi ha strarotto i coglioni: usatene un'altra, ce n'è un'infinità) e il ritocchino lo avrà, meritandolo. Non è colpa nostra se Moratti dà certi stipendi a cazzo: se poi trova un meccanismo per perequarli (le pippe e i mangiapane dovrebbero prendere meno dell'ironman della fascia destra) siamo tutti più felici.

E se restano Ibra e Maicon, ecco, siamo una squadra fortissimi.

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