16/01/2012
MILAN-INTER
NO CAPRETTO, PEDALARE
Non dico a Novara-Inter, vabbe', sembra passato un secolo. Ma se solo penso al senso di impotenza provato durante Inter-Udinese (3 dicembre) o anche all'orrida Cesena-Inter (18 dicembre), lo spettacolo del derby mi sembra inverosimile. Spettacolo, ovviamente, non inteso come futbol bailado, del quale mai come in questo frangente mi frega un cazzo. Ma spettacolo di concretezza di una squadra presente a se stessa, concentrata, raramente in difficoltà, sempre grintosa. Siamo sempre quelli che due mesi fa erano quintultimi eppure, ovviamente, molto diversi. Avere praticamente ridotto all'impotenza una squadra prima in classifica che viaggiava a una media di più di due gol a partita, beh, e ditemi voi se non è una soddisfazione, e un po' anche un sorpresa. Nell'annata che ci vedeva assolutamente inconsistenti degli scontri diretti, andiamo a prenderci tre punti in casa del Milan e a dirgli, forte e chiaro, che con 20 partite da giocare non è mica finita. L'anno scorso con Milan e Juve, in quattro partite, avevamo fatto un punto. Insomma, siamo già avanti.
Più forti delle circostanze, più forti di un gol regolare e annullato, più forti dell'evidenza di una classifica che ci vuole ancora indietro, ma adesso un po' meno. Vincere il derby è stato anche fare strike, recuperare in una sola sera tre punti al Milan, ovviamente, ma anche all'Udinese, e due alla Juve. I fuggitivi non sono più fuggitivi. Sono sempre avanti, e non di poco. Ma meno.
Adesso, please, non rompiamo il giocattolo. 14 gol fatti (Milito old style) e 1 subito (anche Lucio e Samuel) nelle ultime sei partite. Quattro 0-1 consecutivi nelle ultime quattro trasferte. Questi, bene o male, siamo diventati. E questi dobbiamo cercare di rimanere perchè adesso comincia sì il bello, ma anche il difficile. Il difficilissimo. Ci resta un calendario - diciamocelo - quasi impossibile, con partite in casa quasi tutte facili (dopo la Lazio e fino al derby del ritorno) e una micidiale serie di trasferte, perchè dovremo andare a Torino, Napoli, Udine e due volte a Roma. Come ce la caveremo? Boh. Io mi accontenterei della cazzutaggine del derby e della politica dei piccoli passi, dove la parola che fa rima con capretto vorrei fosse usata il meno possibile, e non solo per semplice scaramanzia. Il problame è che ne abbiamo quattro davanti, ne abbiamo un paio dietro che vanno (quasi) come noi, avremo forse da affrontare i vantaggi e gli indicibili rischi di un bel mucchione nelle zone alte, abbiamo un sacco di partite da giocare (inizia la Coppetta, tra non molto riprende la Champions). Insomma, sono cazzi. Ma entriamo nella fase calda con un sorriso che solo un mese fa ci sognavamo. Siamo talmente oltre le nostre aspettative che stanotte - lo so già - rimarremo a fissare il soffitto ponendoci domande tecnico-esistenziali su un giocatore di nome Tevez.
15/01/2012
MILAN-INTER 0-1
23:10
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13/01/2012
VERSO IL DERBY
IO E BISAX
Io e Bisax ci frequentiamo dalla prima ora dei blog. Lui legge me, io leggo lui. Abitiamo a circa 43 km di distanza (ho controllato adesso con ViaMichelin) ma non ci siamo mai visti. Da 9 anni dobbiamo farci un Cynar, ma è ancora lì in sospeso. Una volta interveniva sul blog e a me faceva piacere. Poi per certe persone (diciamo, genericamente, i non interisti) è diventato sempre meno facile intervenire, e a me dispiace assai. Bisax è un milanista di intelletto brillante e autenticamente di sinistra, il che lo rende antropologicamente interessante. A metà pomeriggio ho pensato che sarebbe stato caruccio intervistarlo all'antivigilia del derby. Lui ha detto sì, "ma veloce che devo andare a un aperitivo con un interista".
La prima cosa che ti avrei chiesto davanti a un Cynar è: come fai?
Come fai cosa?
A essere milanista e sinceramente, profondamente di sinistra.
Ero milanista prima dell’attuale gestione, lo sarò anche se e quando finirà. Uno che, da preadolescente, ha sopportato Farina ha già una buona dose di anticorpi.
Però è dura, ammettilo.
Basta scollegare il cervello e limitarsi a guardare le partite, che è un po’ quello che fanno un po’ tutti, a volte fin troppo. Bisogna attaccarsi a questo, e poi ho sempre fatto il tifo per la squadra e i giocatori , quelli che scendono in campo con quella maglia lì. Il tifo non è una roba razionale, come si fa a pensare razionalmente di impazzire per dei ragazzotti che rincorrono una palla?
Ah, non me lo dire. Vabbe' dai, parliamo di cose belle. Parliamo di Tevez.
Il Milan è la squadra dell’amore e con Boateng e Ibra è ormai diventata ufficialmente la squadra dei tamarri che piacciono alle donne (non dimentichiamo in questo senso le storiche presenze di Ambrosini e Gattuso, per esempio). Tevez avrebbe riportato la media alla normalità con un tamarro troppo brutto per piacere. Sì, mi dirai: il ruolo era già coperto da Cassano. Ma ciù is mei che uan.
Andiamo un po' più sul concreto, bello. Tu cos'hai capito di questa storia del cazzo? (perdonami l'uso della parola "storia")
Secondo me Galliani ci tiene a mantenere la sua immagine di dirigente che a gennaio, facendo un po’ le nozze coi fichi secchi, riesce a portare in squadra giocatori che danno una marcia in più. Gli era andata abbastanza bene gli anni scorsi, quest’anno il giochino pare essere saltato (ma il mese ancora non è finito, eh?). Un po’ per l’intromissione di Moratti che ha scombinato il mazzo, un po’ per quella roba strana successa ieri che ancora non ho capito. Alle 4 del pomeriggio sembrava tutto fatto e io ero incazzato come una iena per la cessione di Pato, un’ora dopo era tutto saltato e io un po’ me la ridevo.
E’ stato Pato a far saltare tutto? E’ stato Silvio? E’ stata Barbara?
Ai posteri l’ardua sentenza. Mi piace pensare che ancora una volta l’amore ha trionfato sull’invidia e sull’odio. Per me, comunque, rinunciare a Pato sarebbe stata una cagata pazzesca.
Ma a voi serviva Tevez?
Per come la vedo io forse sarebbe stato utile nel finale di campionato, una volta ripresa una forma decente, ma francamente preferisco tenere Pato pensando anche al futuro (ammesso che non vada via a giugno, abbiamo già visto situazioni simili), e comunque Tevez avrebbe tolto altro spazio a altri giovani che scalpitano.
Ma chi?
El Sharawy e Inzaghi.
Ti adoro. E a noi, che dici: Tevez serve?
Non so. Magari non quest’anno, ma l’anno prossimo (ipotizzando una partenza di Forlan e Milito) probabilmente sì.
Vabbe', vedremo. I derby, di solito, come li vivi? Te lo chiedo con curiosità perchè io sono un interista extraurbano, e per di più nato e cresciuto ai confini col Piemonte, per cui per me il nemico numero 1 è la Juve, e il Milan è solo il nemico n. 1 vicario.
Una volta soffrivo di più, adesso mi sono un po’ placato. Sarà l’età, sarà che ho altre cose per la testa.
Quella cosa là?
Magari. Prima della partita la maggiore preoccupazione è spiegare alla piccoletta che no, non ci sono i barbapapà perché c’è il derby e basta. Prima o poi chiamerà il Telefono azzurro, lo so, ma ancora per un paio d’anni sono al sicuro.
Peggio Inter o peggio Juve?
Diciamo che tra Inter e Juve non c’è un peggio, ma al momento ho ancora le cicatrici per i derby dell’epoca Mourinho per cui, se devo scegliere, meglio battere voi.
Ti prego, il ricordo mi strazia.
E ti credo.
Perchè, pensi che soffriamo di nostalgia? Tzè (il naso mi si allunga)
Voi dovete ancora tagliare il cordone ombelicale con Mourinho, secondo me è questo il vostro problema maggiore: decidere che squadra vorrete essere nei prossimi anni smettendo di guardare indietro con un sospiro. Francamente il vostro inizio di campionato a tratti mi ha fatto sganasciare, ma sapevo che non sarebbe durato.
Io ho espresso un parere sgradevole a riguardo. E cioè che gli 8 punti ci stanno tutti, ce li meritiamo, tra settembre e ottobre ne abbiamo fatto cose che voi subumani (ahahahah, che bella battuta)... Vabbe', ma ora ci siamo dati una bella regolata e domenica sera ce la giochiamo, ti pare?
Onestamente, credo che a fine anno potremmo ancora essere avanti a voi, ma credo anche che il distacco si assottiglierà (spero non da domenica sera). Noi siamo una squadra abbastanza solida, con un gioco che sfrutta molto un centrocampo con gente dai piedi buonini, non buoni, ma che inserendosi ogni tanto la butta dentro. Abbiamo una difesa che dipende totalmente dall’immensità attuale di Thiago Silva e dalla buona salute di Sandrone Nesta. L’attacco ormai è totalmente Ibradipendente, immagino che tu capisca benissimo la situazione.
La capisco sì (stronzo).
Non l’ho odiato quando era da voi e neppure quando era alla Juve, ma neppure l’ho amato per ovvie ragioni. Quando è arrivato da noi ho scritto le peggio cose sul mio blog, anche perché lo credevo bollito, ma mi ha fatto ricredere. Ora mi sto virilmente innamorando di lui. Credo che faccia lo stesso effetto un po’ a tutti.
Sì (sospiro). Poi te lo mette in culo.
Eh... Sul futuro non metto ipoteche, so benissimo che potrebbe spezzarmi il cuore a giugno per tornare dal Mou.
Adesso una bella domanda banale, di quelli che potrebbe farti una Ilaria D'Amico, per dire. Tipo: tu che giocatore ruberesti all'Inter?
Balotelli.
Ma vaffanculo va'.
Fammi dare un’occhiata alla rosa… Castaignos.
Uhm. Chi è il tuo calciatore mito?
Domanda difficile, ce ne sono parecchi che mi sono rimasti nel cuore. Faccio una piccola classifica così non rischio di non dormirci stanotte.
Partiamo dal numero uno.
Paolo Maldini, per tutto quello che ha fatto in campo ma anche per il coraggio (e nel mondo del calcio attuale ce ne vuole) di non scendere a compromessi con quelli delle curve. E di sfanculare la dirigenza che non l’ha difeso dopo quella vergognosa contestazione.
Poi?
Franco Baresi, tanto grande in campo quanto sfigato fuori. Ma in campo, visto con gliocchi del tifoso, era una roba immensa. E a seguire, se vogliamo parlare di bellezza calcistica: Marco Van Basten, Dejan Savicevic e Andrea Pirlo. Sono ancora in lutto per la sua partenza.
Non milanisti? Chessò, un Darko Pancev.
Messi non si può non citare, è indubbiamente di un altro pianeta. Stesso discorso per Maradona.
Un nome, diobono.
Ho avuto una incomprensibile simpatia per Alexy Lalas, tanto che era titolare fisso nel mio fantacalcio.
Chi vince il campionato? Se non lo vincete voi, ti girerebbe più il cazzo che lo vincessero quelle merde della Juve o quei simpaticoni di noialtri?
Lo vinciamo noi. Se non fosse, spero vivamente che l’Udinese faccia il miracolo, anche per vedere la faccia di Guidolin che si strappa nel tentativo di sorridere. Diciamo che dovendo proprio sforzarmi a risponderti sarei meno infelice se lo vincesse la Juve, pensando a Pirlo ed alla possibilità di sfanculare con ragione chi lo ha lasciato andare in quel modo. Ma sarebbe comunque una magra consolazione.
E allora, domenica?
(se n'è già andato)
18:58
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CASO TEVEZ
IL FORTE APACHE
Questo post potrebbe rivelarsi di straordinaria inutilità. Tipo che quando farò clic tra un quarto d'ora sarà tutto deciso, e sarà il contrario di quello che mi aspetto. Tipo che tra qualche ora sarà vecchio, e verso sera decrepito, superato dagli eventi e - magari, ma non credo prima del derby - dalle certezze assolute e definitive. Quindi potrei dire che Tevez mi fa cagare e tra qualche ora svegliarmi e vedere lui e Branca che tengono i due capi della sciarpa nerazzurra, o dire che lo adoro e tra qualche ora vederlo in via Turati a dire che tifa Milan fin da piccolo. Oppure potrei vederlo andare a cena con il poliglotta Leonardo, oppure morire nelle segrete di Manchester come il conte di Cagliostro.
In pratica, la grande e composita domanda è: ci serve un Tevez, ha senso prenderlo così e pagarlo tot?
Partiamo dai dati oggettivi. Tevez avrà 28 anni tra un mese (è del 1984 come Pazzini e Sneijder), quindi è maturo ma non vecchio. E' uno che segna caterve di gol (in carriera 158 in 380 partite, la maggior parte dei quali segnati in Premier League, non in Lapponia) e possiamo tranquillamente classificarlo tra i campioni odierni. Ha - diciamo così - qualche problema caratteriale e di convivenza civile. Costa parecchio, e costerà parecchio vita natural durante come ingaggio. Non può giocare la Champions quest'anno. Non gioca da qualche mese (vedi sopra alla voce: problemi caratteriali).
Facciamo quindi un veloce ragionamento. Ovviamente uno così sarebbe meglio averlo che non averlo (voglio dire, pensiamo a un'Inter senza Zarate e con Tevez, per dire) (no, non ci devo pensare), e uno così sarebbe meglio prenderlo piuttosto che che lasciarlo andare al Milan. Perché sarà una testa di cazzo, ma con Tevez forse il Milan potrebbe chiudere il campionato con largo anticipo, là davanti avrebbero una certa esplosività, ecco. Certo, a me attizza anche l'esperimento di pura antropologia criminale: concepire uno spogliatoio in cui far convivere Ibra, Tevez, Cassano, Boateng, Robinho e Seedorf, situazione che potrebbe determinare una di quelle storie affascinanti e truculente in cui un giorno uno di questi si fa prestare un fucile a pompa e va a Milanello a torso nudo e con la cartuccera a tracolla e ne ammazza minimo 15, e poi dichiara al pm che no, non mi ricordo, non ero io, non so perchè l'ho fatto, ah no, aspetti, un po' mi ricordo, erano tutti dei gran pezzi di merda.
(sospiro)
Ma torniamo a noi. Allora, 'sto Tevez? La mia risposta definitiva è: se arriva non faccio mica le barricate, anzi, mi immagino il friccicorìo del nuovo e impetuoso gasamento, "minchia Tevez", che animerebbe le nostre esili ma consistenti (esili ma consistenti) (vabbe', stiam parlando di pallone) speranze di rimonta. Mi vedo già davanti come un pirla alla filiale della Bpm ad aspettare l'apertura per comprare il biglietto della prima partita utile. Ma ci serve Tevez? Certo, se esaminiamo le cifre stagionali dell'attacco, allora dovremmo dire che ci serve come il pane. Ma se esaminiamo le cifre dell'ultimo mese allora no, non ci serve. Non è necessario. Ecco, meglio: non è urgente. Non sarebbe urgente come investire quella cifra - che quindi Moratti ha, o era un bluff per rompere il cazzo al Milan e stop? - per altri obiettivi. Anzi, per altri progetti. E cioè quelli relativi al centrocampo, reparto da rifondare. Perchè in una stagione e mezza dobbiamo prepararci a sostituire tre quarti degli effettivi, pochi cazzi, diciamo le cose come stanno. Abbiamo un eroico 39enne, un paio di gladiatori logorissimi, un italo-brasiliano che offre garanzie a spot e un olandesino che non ci ricordiamo nemmeno più come gioca e che comunque non resterà. Chissà come ci piangerà il cuore quando se ne andranno, o cominceranno a seguire le partite dalle poltrone blu o dalla balaustra vip. Ma accadrà, prima o poi. Per forza, è lo sport, è la vita.
Questo farei io: la cifra è ghiotta e si possono prendere due giocatori giovani e forti. Chiunque sia (Ranieri, Spalletti o X) il prossimo allenatore, dal centrocampo - da un certo centrocampo - nessuno prescinderà. Lì dobbiamo creare un nuovo reparto-monstre, come quello che non a caso ci ha fatto vincere tutto. Poi chi arriverà deciderà se giocare a tre o quattro in difesa, se fare rombi o alberi di natale, viaggiare sulle fasce o mordere al centro. Ma è lì, lì nel mezzo, che adesso dobbiamo pensare l'Inter del futuro. Tevez sarebbe una gioia immediata, ma - sarà che ormai sono anziano - io mi preoccuperei di pianificare. O vogliamo trovarci ogni gennaio quarti o quinti in classifica a rifare la squadra e farci le seghe?
01:19
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10/01/2012
TEVEZ
08/01/2012
INTER-PARMA 5-0
SCIAMBAGN
Meglio tardissimo che mai. Alla fine le partite liberatorie che teorizzavo e mi/ci auguravo sempre più disperatamente sono arrivate. 9 gol in 2 partite è un bell'andare, soprattutto pensando che nelle precedenti 15 ne avevamo fatti 18. Si è chiuso con il Parma il ciclo di otto partite in cui bisognava far più punti possibile prima di giocare il derby, e ne abbiamo vinte 7 per un totale di 21 punti. Guardando alla prima fase della stagione, è un bottino strabiliante. In assoluto, è un buon bottino. Forse, addirittura, un bottino minimo. In questo mini-ciclo abbiamo affrontato sei delle ultime otto della classifica, battendole. Più il Genoa in crisi esistenziale, e fanno sette. Insomma, sette vittorie con sette squadracce. L'ottava era l'Udinese e ci abbiamo perso, come negli altri scontri diretti-vip. E' stata, quella con l'Udinese, l'ultima Inter "vorrei ma non posso". Adesso la musica è cambiata. E non conta averne messi 4 al Lecce e 5 al Parma, perché in effetti sono solo seghe. Conta - e lo sappiamo bene - aver visto questa squadra finalmente correre, sorridere, ritrovare il piacere di stare in undici su un prato con l'obiettivo precipuo di metterlo in culo agli altri undici. Per questo aspettavo le partite liberatorie, perché è in quelle che - al di là dell'avversario e del contesto - ritrovi certe sensazioni, cambi umore e quindi il passo. Stanotte si può brindare non tanto per le cinque pere in sè e per sè (con questo Parma, ben servito, forse ne avrei messo uno anch'io), ma perché con la Lazio hai riagganciato il treno nobile della classifica, perché la squadra nel suo complesso ha miracolosamente ritrovato la forma, perché Milito sembrava quel giocatore che temevamo ormai perduto, perchè persino Moviolone Alvarez ha un suo perché.
Era importante arrivare in un certo modo al derby. E non era questione di distacco numerico (quello, purtroppo, dopo i disastri di settembre e ottobre non poteva essere che imponente, tanto più che il Milan non ha lasciato quasi nulla per strada). Era il distacco tecnico, psicologico, sostanziale a preoccupare. Ecco, il gap è abbastanza colmato. Loro saranno otto punti avanti (forza Atalanta, peraltro) ma noi non siamo più così lontani. Tutto depone contro di noi, a cominciare dal nostro score negli scontri diretti (zero). Però possiamo giocarcela. Ecco, questa frase due mesi fa l'avrei detta come battuta. Adesso è una dichiarazione d'intenti.
25/09/2011
BOLOGNA-INTER
ERBA DI CASA MIA
Giochi con due allenatori diversi due partite in quattro giorni, le due partite finiscono entrambe 3-1 con la piccola differenza che sappiamo. In quattro giorni e due allenamenti non puoi fare chissà cosa, ma una sì: mettere le cose al proprio posto, gli attaccanti ad attaccare, i centrali al centro, quelle cose lì. Quelle cose che il delirio gasperiniano non ci avrebbe mai più permesso, in un clima di confusione totale che partiva dal mister e finiva ai magazzinieri e forse anche i bigliettai di Jakala. A Bologna non abbiamo risolto i nostri problemi, perchè altri se ne presenteranno: siamo pur sempre una squadra ibrida, bi-fuel, un po' bisex se mi si passa la metafora, nel senso che siamo una squadra un po' di qua e un po' di là, nata per il 4-4-2 nelle sue varie declinazioni eppure consegnata scientemente a un uomo che faceva altro non avendo gli uomini adatti. Insomma, un cagaio concettuale di cui va ringraziata per prima la Società (si noti l'esse maiuscola, nonostante tutto). Ranieri è perfetto, è un uomo auto-limitato, un bravo gestore di situazioni borderline. Adesso spicca, tanto eravamo messi male. Anche lui, come Gasperini, a un certo punto dovrà metterci del suo. E lì si vedrà. Gasp è sprofondato nel suo tunnel, Ranieri magari no, speriamolo tutti, belli e brutti, ranieriani e no.
Rimessi ognuno al proprio posto, siamo andati decisamente meglio. Certo, ora dobbiamo ri-settarci sulle vecchie abitudini, ma sarà più semplice che adottare un modulo che rifiutavamo. E' vero che il Bologna a un certo punto ci stava mettendo sotto, ma è anche vero che potevamo essere almeno sul 2-0 prima del rigore ridicolo che ci hanno fischiato contro. Alla fine mi sembra una vittoria incontestabile, così come è incontestabile il fatto che - di tecnica e tattica si parlerà a suo tempo - è tornata la voglia, e anche la determinazione di porsi un obiettivo (vincere) e inseguirlo non alla cazzo di cane, o addirittura di non inseguirlo nemmeno (non so quando ci dimenticheremo di Novara). Avanti così. E sorridiamo, perchè intorno non è che ci siano diciannove Barcellona. Il Napoli favorito per lo scudetto ha fatto un punto in due partite. Il Milan più titolato eccetera eccetera ha un punto in più di noi. E la Juve vedremo se tradurrà il gasamento generale in punti. Noi siamo dietro. Dobbiamo inseguire e stop. Il disastro iniziale rende inutili le tabelle. Rimettiamo insieme i pezzi, intanto. E il giorno che torniamo in zona vetta, bòn, se ne riparla.
31/08/2011
MERCATO MILAN
19:33
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19/08/2011
TROFEO TIM
MAH!
Sapendo che non accadrà mai (anzi, andrà sempre peggio), mi piacerebbe che ad agosto si tornasse nella modalità di un tempo, quando le amichevoli erano contro Pizzighettone e Biellese e finivano nelle brevi dei giornali. E quando il calcio ufficiale era la Coppa Italia, in quei primi turni di cui la Domenica Sportiva trasmetteva brevi sintesi a ore improbabili e in cui tu, da quattro immagini sbiadite, dovevi capire quanto era forte o scarso chi aveva preso l'Inter.
Sapendo che non accadrà mai, io sarei per una moratoria dei commenti del calcio d'agosto (che cazzo commenti, in fondo?). E sapendo che non accadrà mai, io sarei per il calciomercato un mese l'anno.
Bene, premesso tutto ciò (tanto non accadrà mai, è ovvio) (a cominciare da ora, e da me), siccome ho intravisto qualche commento fin troppo ottimistico dei nostri vertici tecnici e societari sul trofeo Tim, vorrei capire se ho visto io qualcosa di sbagliato o se i nostri paladini ci prendono un po' in giro, così, per affetto, pensando che il calcio è l'oppio dei popoli e noi ne siamo strafatti.
A parte qualche discreto sprazzo, e a parte qualche scatto di Milito che (everybody touch your balls) sembra tornato in condizioni decorose, io ho visto un po' di cose che mi hanno fatto preoccupare un casino. Su tutte, quelle sei-sette volte che ci hanno preso d'infilata in difesa con una facilità addirittura eccessiva, e quei due o tre contropiede subiti in cui noi eravamo in tre o quattro e gli altri in sei o sette, cose che ti immagini di vedere all'ottantesimo di una partita in cui sei sotto 0-2 e non allo stadio di Bari in un fake match clou di precampionato.
Sbaglio, o in difesa non ci siamo proprio? E non tanto per ciò che fanno i tre centrali, quanto - anzhi, direi soprattutto - per ciò che non fanno i centrocampisti o i laterali. Occhei, abbiamo trionfato nel trofeo Tim, ma solo per la cortesia degli avversari. Nell'unica mezza partita vera (la prima, con la Juve), lunghi brividi hanno percorso il mio corpo. (A proposito, la Juve sembra molto meno barzelletta rispetto alle ultime. Beh, non poteva continuare in eterno)
In sostanza: restiamo lì, nè carne nè pesce, nè Gasperiniani nè altro. D'accordo che mancavano i due laterali titolari, ma quanta scelta c'è, oggi, di gente che può giocare sulla fascia in determinate posizioni che non erano quelle dei predecessori e con determinati risultati? E se abbiamo preso Gasperini, perché c'è poca scelta? E se c'è poca scelta, perchè abbiamo preso Gasperini?
Infine, due cose su Alvarez. Per ora, è un Coutinho un po' più alto. Bisogna fargli mangiare un po' di pastasciutta e fargli fare qualche squat. Così, è inadeguato. Bisogna salvarlo da un destino da sòla. A destra è un pianto (può solo accentrarsi), a sinistra gli manca totalmente lo scatto (ieri sera Abate se lo mangiava in dieci metri). Cresce il sospetto che la fascia non sia il suo posto, ma proprio per niente. Cresce il sospetto che sulle fasce ne serva almeno uno di ruolo, e forte, e subito: a furia di ricicciare gente, il prossimo stadio è il lavaggio del cervello.
15:10
Scritto da: settore
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06/08/2011
TWITTING FROM BOCCIO
15.52 A Pechino si perde sempre. Non veniamoci piu'. Ci sono cosi' tante citta'
15.50 Gaaaaaaa. Fuorigioco. Fanculo
15.41 Si', occhei, siamo calato, ma noto la presenza in campo di gente che doveva essere espulsa un'ora prima
15.35 Sfiducia al Boccio, crolla il consumo di birre
15.31 Cambio nel Milan: esce Belfagor, entra Girolimoni
15.30 Silenzio al Boccio, sembra di essere in alta montagna, se non fosse per la puzza di panini
15.28 Chiaro gol di regime: il genero di Berlusconi tira, segna Michael Jackson
15.20 Pareggio in anticipo di due anni sui programmi di Berlusconi
15.15 Uno judoka che assomiglia a Ibra schiena l'avversario e pretende un rigore
15.00 Il Boccio chiude. Chi c'e' c'e'.
14.48 Tutti a fumare. Io non fumo e ho Safari in stallo
14.34 Ovviamente non e' la prima volta che nota la bruttezza di Gattuso. Intendevo dire: dalle ore 14 di oggi.
14.33 Noto per le prima volta la brutezza di Gattuso e della nuova divisa degli arbitri
14.25 Wesley Sneijder, pur impedito dal trolley con cui sta giuocando da inizio partita, ristabilisce l'ordine delle cose
14.20 Un avventore si presenta al mio tavolo con un paio di collant e venti perline e chiede di scambiarli con il mio iPad. Hal lo allontana con una spallata tipo Martin Castrogiovanni
14.08 Il Milan ha gia' fatto dieci falli, di cui undici raccapriccianti
13.55 Due ragazze escono schifate, come se avessero visto per la prima volta 50 uomini aspettare una partita di calcio il 6 agosto
13.35 I titolari del Boccio, incuriositi, si sono impegnati a mettere il wi-fi entro il 2028
13.25 Ancora larghi vuoti negli spalti del Nido degli Uccelli (ho ribattezzato cosi' il Boccio per l'elevata percentuale di clientela maschile)
13:28
Scritto da: settore
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