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14/05/2012

LAZIO-INTER 3-1

SPEGNERE E RIACCENDERE

Vabbe' dai, abbiamo giocato un po' a crederci - non costa nulla, del resto -. Due probabilità su 27 di arrivare terzi, più o meno le stesse di arrivare quarti (e forse, se non ho capito male, bisognava comunque aspettare la finale di Coppetta). Le nostre speranze vere erano finite a Parma e, più in senso lato, a Novara, Lecce e via discorrendo, lungo la Via Crucis di questa stagione. Ecco, magari si poteva arrivare quinti invece di sesti, posizione che invece ci costringerà a giocare due turni andata e ritorno di preliminari in agosto, con tutto ciò che ne consegue. E ammesso che poi la classifica finale del campionato sia davvero questa, ancora al netto di eventuali penalizzazioni. Ma questo non importa. Trovo che il sesto posto sia fin troppo per una squadra che ha perso 14 partite e ne ha vinte 17, meno della metà di quelle giocate. Trovo che arrivare sesti sia un miracolo per una squadra che ha subito 55 reti, 35 più della Juve, cioè un gol a partita più della Juve, e la cui differenza rti sia più 3 (roba da matti. Juve più  48, Milan più 41, noi più 3). Un bilancio che ci porta molto indietro negli anni e che comunque - considerate, appunto, le 14 sconfitte, che sono uno scandalo - ci portano a considerare un sesto posto e la qualificazione a una competizione europea come il gentile omaggio di un campionato osceno: osceno per lunghi tratti  in generale, e osceno il nostro. Finiamo con 26 punti di distacco dalla Juve e con due punti di vantaggio sul Parma. Ecco, appunto: fermiamo i ragionamenti sul passato, fissiamo questa fotografia e non pensiamoci più.

Ora conta soltanto quello che accadrà nelle prossime ore. L'Inter non ha solo bisogno di fare F5, ma deve spegnersi e riaccendersi. Questa maledetta stagione - figlia dei nostri errori, mica di chissà quele complotto plutocratico - può essere preziosa per ricordarsi quelle sette/otto cose da non fare mai più. Rinnovo la mia personalissima richiesta: 1) Ufficialità a strettissimo giro sul nome dell'allenatore; 2) Programmazione, con l'allenatore, della prossima stagione a cominciare ovviamente dal mercato: acquisti, ritorni, partenze; 3) Massima ambizione ma anche massima sincerità e massima chiarezza sugli obiettivi della prossima stagione. Noi non vediamo l'ora di ricominciare, cara Inter, e così speriamo di te.

 

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07/05/2012

INTER-MILAN 4-2

TI TE DOMINET MILAN

E NON MI SCANSO, E NO CHE NON MI SCANSO NON MI SCANSO

Abbiamo fatto fatto la cosa migliore: una gran partita (la migliore della stagione, alla giornata 37, e vabbe'), un gran derby. E lo abbiamo vinto, più forti delle avversità, dei gol non visti (oggettivamente impossibile da fischiare, però c'era) e dei rigori che non c'erano (uno scandalo pazzesco, con Rizzoli a dieci metri dall'azione e la visuale perfetta per vedere senza ombra di dubbio l'intervento pulitissimo di Julio sul pallone. E poi ti dicono di non pensare male già al momento della designazione). La mente è tornata al derby di due anni fa finito in nove e che cercarono di fotterci fino all'ultimo secondo: vincere queste partite - vincerle così - è gioia, è orgoglio, è adrenalina, è la risposta più bella a ogni cosa, agli arbitri scarsi, alle tentazioni di scansarsi e ai dolorosi scudetti altrui. L'Inter ha dato pochi segni di vita in questo campionato, e per fortuna li ha dati almeno nei due derby. Il campionato resta questo - 6 punti con il Milan, zero con il Novara, zero con la Juve - e non abbiamo nemmeno la certezza di finirlo con qualcosa in mano. Fotografia esatta della nostra annata, sempre in bilico tra il qualcosa e il niente, sempre a complicarsi la vita ogni volta che sembravamo avere risolto qualcosa. L'onore, almeno quello, è salvo.

Siamo stati decisivi per lo scudetto. Togliendo sei punti al Milan e concedendone sei alla Juve abbiamo spostato l'asse del campionato, almeno il loro. Così come possiamo dire che la Juve non lo abbia vinto stasera grazie a noi: lo ha vinto prima, con 37 partite senza mai perdere e subendo un terzo dei nostri gol, un verdetto incontestabile. Così come, dopo essersi ammorbati di pareggi, va riconosciuto ai gobbacci il merito di essersi ricompattati quando tutto il mondo li dava per finiti ("le squadre di Conte scoppiano a primavera": si, certo, il Siena e l'Atalanta, magari la Juve no) e di avere fatto un finale due spanne sopra chiunque. Sono stati i più bravi nella fase più bella di un campionato per il resto molto mediocre. Un campionato in cui l'Inter è quinta a tre punti dal terzo posto dopo averne combinata di ogni, come direbbe l'ex fidanzata prezzolata del presidente del Milan.

Dai, coraggio. Tra un po' i clacson la smetteranno e dormiremo in pace con noi stessi. Ancora una partita e poi ci riposiamo. Volevo solo dire una cosa a Moratti e Branca: partiamo da qui, da questo derby. E non perché lo abbiamo vinto, ma perché è stata una partita ricca di segnali. Gli ultimi due anni - due anni, mica due settimane - ci inchiodano alle nostre (vostre) responsabilità, quelle delle scelte-non-scelte, delle mezze misure, dei ripieghi deludenti, degli acquisti random. E invece, appunto, partiamo da qua, da questa partita che ci dà una dimensione. Non vi chiediamo Messi e Rooney, tranquilli, ma una cosa sì, quella ve la chiediamo: vi chiediamo scelte nette, progetti che siate in grado di difendere sempre e comunque, solchi ben precisi da tracciare e su cui trascinare noi tifosotti. Scelte precise, motivate, autenticate, a cominciare dall'allenatore. Se sarà Stramaccioni, lo si dica già domenica sera dopo Lazio-Inter, comunque vada. Se non sarà Stramaccioni, si porti a Milano velocemente (non a fine giugno) uno che rappresenti una scelta precisa, totale e incondizionata, anche se dovesse giocare con l'1-1-8. Dopo due anni di allenatori mal sopportati e peggio ancora supportati, deve essere questa la prima pietra della prossima Inter.

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12/04/2012

INTER-SIENA 2-1

PRINCIPINI

Che faccio, copincollo dall'ultimo post la parte sui punti buttati nel cesso? O propongo un'altra rilettura inquietante della classifica, tipo: aggiungete anche solo i due punti sprecati sabato a Trieste e mandatemi l'elenco dei santi che state tirando giù? Un passo avanti e uno indietro, ci si ripresenta davanti a fasi alterne un piatto d'argento su cui giace la Piccola Occasione, quella di rimediare in qualche modo agli innumerevoli disastri stagionali. Se ne vinciamo ancora qualcuna, qualcosa di inatteso potrebbe davvero accadere. Del resto la classifica è lì da vedere, una marmellatona dove togli le prime due e le ultime due e ti restano due mediocrissime zone: la zona Europa, dove cinque squadre che da mesi giocano a ciapanò si contendono un preliminare Champions e l'Europa League (dove il Napoli potrebbe/dovrebbe già essere sistemato con la coppetta), e una gigantesca zona retrocessione in cui il Lecce, vincendo a Catania, ha risucchiato almeno sette squadre che da mesi sognano o rivendicano una discreta tranquillità, mentre stasera sono andate a dormire con il Linidor.

Anche se non serve a nulla, esattamente come il giochino dei se e dei ma, non riesco a non abbandonarmi ogni volta al rimpianto. Guardo la classifica e mi viene una tristezza profonda. Tra l'altro, oggi era il giorno del carbo-download prima della maratona per cui niente carboidrati, quindi niente pane, niente biscotti, niente Orociok, e probabilmente l'umore ne ha risentito. Ma leggo i numeri in colonna e mi chiedo perchè, perchè?

E su che basi, dopo il campionato che tutti sappiamo, sperare che magari andiamo a vincere a Udine e ce la giochiamo davvero? Dopo la partita abbastanza assurda con il Genoa e quella molto deludente con il Cagliari, vorrei tanto che l'Inter stramaccioniana si fosse dichiarata questa sera. Nel secondo tempo, intendiamoci, dove si è visto un forcing continuo e convinto che non si notava più da un pezzo. Zarate fa un sacco di cazzate ma almeno è un giocatore recuperato e con lui dentro, diciamolo, sta fuori l'odierno Forlan. Alvarez è stato fischiato un po' troppo in rapporto a quanto è stato fuori (San Siro è San Siro) (e Zanetti va il doppio di lui). 2-1 è un risultato che preferisco a un 5-4, sia pure con tre rigori contro. Tre palle-gol enormi concesse all'avversario sono sempre troppe, ma davanti è stato creato parecchio e il risultato è sacrosanto. Il rigore è di quelli che si possono dare e non dare, ma quest'anno siamo sempre in credito. Milito sta segnando più di tutti nel 2012 e teniamocelo stretto, strettissimo. Senza di lui, chissà, stanotte avremmo sognato Serse Cosmi a piedi del letto.

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08/04/2012

CAGLIARI-INTER 2-2

SENZA MA (MA CON I SE)

Se l'Inter avesse fatto 6 punti con il Novara, questa sera sarebbe quarta. In piena corsa Champions, mal che vada con l'Europa League quasi in tasca, ben davanti a Roma e Napoli. Ho usato i 6 punti col Novara per pura comodità (rimarranno il sigillo vergognoso di questa stagione bacata), ma andrebbe bene una qualsiasi accoppiata da scegliere tra molte delle 12 sconfitte fin qui collezionate, una enormità. La molte, appunto, evitabili. Così come, nella ridottissima categoria pareggi, avremmo potuto vincere col Cagliari così come col Palermo (4-4). Mi riferisco espressamente, insomma, a punti buttati nel cesso. E' un giochino fine a se stesso, per carità, ma dopo partite come quella di Trieste la lingua torna a battere sul dente che duole. Al netto dei nostri problemi, abbiamo buttato via un campionato che non avremmo mai potuto vincere ma in cui si poteva, senza fare nemmeno troppi sforzi, stare bellamente ai vertici. Irrimediabilmente lontani da Milan e Juve, purtroppo, ma ai vertici. E magari - ribadisco, al netto dei nostri risaputi problemi - avremmo potuto trascorrere serate e nottate più serene invece che rivedere gli highlights e smoccolare di brutto, o leggere e rileggere la classifica e sprofondare nell'angoscia esistenziale.

Questo giochino tra l'altro aumenta la frustrazione. Se l'Inter, la drammatica Inter di quest'anno, avendo vinto quelle due stramaledette partite col Novara sarebbe quarta, vuol dire che il contesto è davvero mediocre. La Lazio che è terza ha perso nove partite, anche questa un'enormità. Eppure noi siamo dietro, molto dietro, e solo perchè davanti c'è equilibrio (e mediocrità, parecchia) siamo ancora qui a fare tabelle e previsioni in cui riusciamo sempre a intravvedere una possibilità che ovviamente si allontana dopo ogni partita. Con 10 punti in 12 partite nel girone di ritorno continuiamo non so come a vederci in corsa per non so cosa, a non darci per spacciati, a dirci che sono tutte finali (sì Dejan, sono tutte finali. E la prima l'abbiamo pareggiata).

I nostri problemi hanno finito col distrarci, più che pesare. Distrarci dagli obiettivi minimi a portatissima di manissima, in teoria anche adesso, pur con tutti i disastri che abbiamo fatto, pur con tutte le partite che abbiamo perso, pur con tutti i gol che abbiamo preso (44! quarantaquattro!). La squadra è da puntellare, rimpolpare, rimodernare, forse rifondare. Ma questo campionato che, a parte le prime due, gronda equilibrio (o mediocrità, l'è istess), andava comunque giocato. Bastava poco, eh? Ma non ce l'abbiamo messo.

L'arrivo di Stramaccioni/l'esonero di Ranieri ci ha scrollato di dosso la depressione, che si è tradotta nei gol ritrovati. Ma non ci ha tolto le insicurezze e la stanchezza, nè fisica nè di testa. Abbiamo preso l'ennesima pera su calcio d'angolo (abbiamo una media da provinciale sui calci piazzati). Il secondo gol è stato grottesco (l'unica punta vera del Cagliari completamente solo al termine di un'azione ovvia). Abbiamo giocato mezz'ora in superiorità numerica combinando pochissimo. Questa squadra - non so come dire - non si vuole bene. Fa trenta ma mai trentuno. Si perde spesso sul più bello. Non sta trovando nemmeno la forza di coltivare l'effetto Stramaccioni, che farebbe comodo a tutti e salverebbe qualche culo. Da queste rape, invece, temo che non caverebbe sangue neanche il Mou.

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19/03/2012

INTER-ATALANTA 0-0

SEMIVUOTI

inter, atalanta, milito, ranieri

Già lo stadio semivuoto mi aveva messo una certa tristezza. Poi ci si è messa anche una squadra semivuota, dove il "semi" sta a indicare un qualche segnale di vitalità sparso qua e là nei 90 minuti, e mi duole sottolineare - mi duole per gli altri, intendo - che una discreta percentuale di vitalità continui ad arrivare da uno di 38 anni e mezzo, che non cambia di una virgola ciò che gli succede attorno, che fa sempre le sue scorribande un po' naif ma sembra almeno avere dell'orgoglio residuo. Volendo fare una battuta, potremmo felicitarci del quarto risultato utile consecutivo o del punto guadagnato su Lazio e Parma. In realtà, mi sembra che le battute le facciano gli altri. Leggo di giocatori che dicono "Peccato, meritavamo". Meritavamo che? Ranieri è un signore nei modi, ma che "dobbiamo uscire noi da questa situazione" ce lo sta raccontando da esattamente due mesi, e in questi due mesi siamo usciti da tutto, ma proprio da tutto, fuorché "da questa situazione".

La tristezza è diventata profonda quando ho visto il replay del rigore di Milito. Per l'esattezza, il replay da dietro la porta. Da dove si vedeva benissimo, senza possibilità di errore, che Milito il rigore lo avrebbe tirato esattamente dove lo ha tirato, in quel lato lì, in quel punto lì, a quella velocità lì. Ha fatto un movimento talmente lento e sbilanciato che anche un bambino - anche Filippo, e forse addirittura anche il papà di Filippo - avrebbe intuito e, sdraiandosi come Nerone davanti a Roma che brucia, avrebbe parato con l'ascella. Mi faccio cagare da solo quando approdo ai soliti argomenti populisti, ma guadagnando alcuni milioni di euro l'anno tutti i nostri beniamini, presi singolarmente, dovrebbero avere un moto spontaneo - ricevo un corrispettivo per le mie prestazioni, quindi presto la mia opera al meglio delle mie possibilità - per "uscire da questa situazione". Invece uno tira un rigore da mezza figa, l'altro non se la sente di mettersi sulla fascia, l'altro ancora - Ranieri - si inventa i soliti cambi alla cazzo, tra cui quello del migliore in campo.

Insomma, come si esce da questa situazione? Beh, certamente non rilasciando dichiarazioni surreali. Zanetti: peccato, è stata una gara a senso unico. Nagatomo: avremmo meritato molto di più. Ranieri: sapevamo che avremmo pagato la partita di Champions. No scusa, adesso è un problema giocare una partita ogni 5 giorni? Io ho visto una squadra a cui hanno abbastanza regalato un rigore (il catch, si sa, è una disciplina difficile da interpretare) e che nel finale è stata graziata in modo clamoroso (stesso azione di Poli con il Novara, quindi era un rigorissimo più espulsione del già ammonito Lucio). Da due mesi non riusciamo a uscire da questa situazione, però c'è ottimismo, l'Europa League è a sei punti, il terzo posto è a soli sette punti! Wow! Siamo in corsa per due obiettivi! Ecco, fossi in sala stampa alzerei la manina e prenderei la parola e chiederei a uno a caso?

"Scusi, ma una squadra in queste condizioni sette punti - seriamente, dai - in dieci partite a chi li recupera?"

inter, atalanta, milito, ranieri

All'appuntamento di stasera alle 19.30 al Panta Rei di Milano, via Pasubio, saremo in 70. Grazie a tutti a nome di Valerio e della Fondazione De Marchi.

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14/03/2012

INTER-OLYMPIQUE MARSIGLIA 2-1

EVVIVA

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Raramente siamo stati così sfigati, ma la sfiga fa il suo massimo effetto dove trova le condizioni favorevoli. E noi, per la sfiga, siamo una condizione favorevole fatta squadra, siamo la madre di tutte condizioni favorevoli. E' come quando parti in macchina per andare in un posto e arrivare alla tal ora, e ogni volta che trovi un semaforo rosso o uno che va piano o una coda di dieci macchine cominci a smoccolare in quindici lingue e a dire "ma guarda che sfiga", che è tutto vero, per carità, è sfiga, è sfiga, ma se uscivi di casa un quarto d'ora prima viaggiavi sul velluto e non tiravi giù i santi. Noi, quest'anno, ci siamo messi in macchina già in pesante ritardo, poi abbiamo fatto i numeri per recuperare, poi ci siamo fermati un attimo all'autogrill e ci siamo persi a guardare i cd, e poi sono ricominciati i semafori rossi, le code ai caselli sbagliati, i passaggi a livello che si abbassano. Ma se siamo in ritardo - e lo siamo, uh se lo siamo, è fin da luglio che lo siamo - non è colpa nè dei semafori, nè dei caselli, nè dei passaggi a livello e nè di squadracce come il Marsiglia cui abbiamo concesso il lusso di segnare due volte a partita finita, un regalo che nessuno può rifiutare, neppure le squadracce. E quindi: è colpa della sfiga, o è più semplicamente colpa nostra?

Questa doppia sfida con l'Olympique Portogruaro dice molto della nostra sfiga, della nostra dimensione e, in fondo, anche del nostro futuro. Oggi partirà una bella mail alla Nike in cui si confermerà che per il prossimo anno non ci saranno coccarde di nessun tipo, per la gioia degli stilisti che avranno mano libera. Sarà la prima volta dopo sette anni - hai capito, Filippo? Sette anni. Che cazzo rompi i coglioni? - e, com'è stata simbolica la partita di stasera, spero che la società colga anche il simbolismo dell'empty jersey. Non ci sono nemmeno più Mazembe e coppette ad allungare artificialmente l'epopea. Stop. Ci siamo fermati davanti a un gol para-oratoriale (rinvio del portiere, palla al centravanti, gol), e anche questo è metaforico. Ci restano 11 partite di campionato per inseguire non si sa bene cosa: non torneremo in Champions dopo 10 anni, anche l'Europa League oggi è distante 6 punti. Questa squadra ha ritrovato l'orgoglio e il coraggio, ma non ha più gambe e nessuno potrà restituirle gioventù e fame.

Da due mesi assistiamo a crolli più o meno simbolici, un effetto domino devastante per i nostri cuoricini a brandelli. Quello di stanotte - un crollo dopo una partita vinta - è amaro, struggente, malinconico, ingiusto. Ma - almeno, parlo per me - ha un sottofondo di serenità. Un po' perché usciamo a testa abbastanza alta, e un po' perchè la Grandissima Inter, o quel che ne restava, si ferma definitivamente qui. Ormai non c'è più via di scampo, non ci sono scuse, non restano più obiettivi (che angoscia, nemmeno il campionato). Massimo, da domani bisogna lavorare alla nuova stagione, alla nuova Inter. Qualunque essa sia. Dovessi esprimere un desiderio, direi: fai quel che ti pare ma basta equivoci, basta ex giocatori, basta scelte di ripiego. Una strada, anche difficile, anche lunga, anche impervia ma una. Tanto lo sapete che vi seguiremo in capo al mondo, anche con Jakala. Però non fateci i giochetti delle tre carte o i finti proclami, ché ci rimaniamo male. Viva l'Inter, viva i magici sette anni che si chiudono stasera, viva i cento anni che ripartono da domani. Viva l'Inter, sempre.

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10/03/2012

CHIEVO-INTER 0-2

GLI AMICI RITROVATI

E no, stasera no. Non meritavamo di non vincere. Cioè, perdonate, facendo una crocetta sulla doppia negazione e semplificando, meritavamo di vincere. Vabbe', ci siamo capiti, quella roba lì. In preda a una malinconia crescente stavo scartabellando la legge di Murphy sul divano quando, per fortuna, il Muro ci ha tolto da questo gorgo di sfiga. E mentre ancora mi godevo l'endorfina del Muro volante, mi sembrava di vedere un'azione con un capo e una coda e Milito insaccare di testa il secondo. Era da 104 anni che l'Inter non segnava due gol in due minuti in trasferta (non è affatto vero, ma mi piace pensarlo). E comunque vaffanculo, no dico, vaffanculo!, non si vinceva praticamente da due mesi, e due mesi senza vincere non si augurano neanche al peggior nemico *.

* ahahahah, che stronzata. E' ovvio che a Juve e Milan augurerei di non vincere più fino alla notte dei tempi, che Iddio le strafulmini e le cacci in Terza categoria, quelle due squadracce infami che ci ammorbano l'esistenza.

Non voglio nemmeno pensare a un'Inter ulteriormente immalinconita da uno sfortunato 0-0 a Verona nel cammino di avvicinamento al ritorno col Marsiglia. Un'Inter come quella di stasera - che non era mica il Barcellona, sia chiaro, ma ha pur sempre tenuto in mano la partita dall'inizio alla fine (mica male per una squadra che si cagava nelle mutande fino a dieci giorni fa) - non avrebbe certo perso con quell'orribile squadra francese cui abbiamo concesso di venire a San Siro con il coltello dalla parte del manico. Peccato, ma se due indizi fanno una prova (la reazione col Catania, la partita di Verona) sarà un match diverso, probabilmente migliore. Poi bisognerà cacciarne dentro due, e non è come dirlo. Ma, oggettivamente, siamo messi meglio.

A Verona sono accadute cose importanti. Per esempio, aver tenuto in panca Cambiasso per fare giocare un ottimo Poli. No, vorrei sottolinearlo: aver tenuto fuori uno stanco/fuori forma per fare giocare uno fresco/in forma. Un passo in avanti epocale per CR70, che questi automatismi sembrava averli lasciati nel baule della Volvo (d'altronde lui è uno che piange quando c'è da ridere e ride quando c'è da piangere). E poi avere finalmente trovato il modo di reinserire in squadra Sneijder, con una mossa geniale:

(rullo di tamburi)

vertice alto del rombo dietro due punte

(rumore di tuoni, lampi)

'a Ranie', Guardiola te fa  'na pippa. Quattro punti in due partite: ho le vertigini, e quindi vado a dormire.

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05/03/2012

INTER-CATANIA 2-2

BOH?

E' stato una specie di Hellzapoppin' nerazzurro, in cui sostanzialmente non si è capito un cazzo e non è cambiato granchè, se non che abbiamo fatto finalmente gol dopo 500 e rotti minuti (record negativo ognitempo) e fatto un punto in casa con il Catania, cosa - quest'ultima - che ci avrebbe fatto schifo solo qualche settimana fa e stasera dobbiamo - anzi, dovremmo - celebrare come l'inizio di un qualcosa che forse non ha nome. Infatti, che cos'è? Una ripartenza? Una rinascita? Un ritrovarsi?

Boh. Abbiamo solo avuto un po' più di culo di altre volte, quando non abbiamo trovato portieri che svenivano per una loffetta di sinistro. Abbiamo tirato fuori i coglioni, ma solo per un terzo di partita, e comunque in una situazione di generale disordine e, tecnicamente, di controvalore zero. La triste costante è l'errorino arbitrale (fuorigioco di due metri nel raddoppio del Catania) (e beh!) che in ogni partita complica una situazione già di per sè allucinante. Tutto il resto, però, resta preoccupante come prima, o più di prima, come direbbe Tony Dallara. Anche oggi, per 60 lunghi minuti, abbiamo fatto peggio di ogni partita precedente. Un baratro pazzesco.

Gente che gioca per conto suo, gente che tira alla cazzo, gente fuori ruolo, gente fuori di testa: una roba che a un certo punto mi ha fatto venire un attacco di panico, un incubo a occhi aperti in cui mi apparivano Juve Stabia, Frosinone e lo Stadio Brianteo. Una partita talmente devastante, come molte di quelle che l'hanno preceduta, che alla fine non ho il coraggio fisico e intellettuale di appellarmi nè alla sfortuna nè alla penosità degli arbitraggi. Un'Inter così  ci ricaccia nei nostri peggiori ricordi. Un'Inter così fa schifo, oggettivamente. Un'Inter così possiamo far finta che potesse vincere 3-2, se non ci ricordiamo che il Catania poteva farcene almeno altri tre. Possiamo dipingere di mourignano il forcing finale, ma è stato un arrembaggio inguardabile. Tipo quei brutti film di azione che ti sparano adrenalina, ma poi li riguardi e dici: ma che cazzo è 'sta roba?

Mi ero autoconvinto che la squadra stesse facendo di tutto per far fuori Ranieri, come con Gasperini a Novara. La reazione finale mi smentisce e ne sono contento, per carità. Però:

a) una buona parte del difetto sta proprio nel manico. La gestione degli schemi e dei giocatori è sempre più incomprensibile e naif. La formazione del primo tempo prevedeva scientemente la presenza di una serie di giocatori in un ruolo che non era il loro, senza che questo fosse giustificato da chissà quali emergenze. E i giocatori in panca erano più in forma di molti di quelli in campo, tanto che ognuno dei tre cambi ha sortito effetto. Non avrebbe potuto sbagliare i cambi, a parte chessò, dentro Juan Jesus e fuori Milito, oppure dentro Zarate e fuori Julio Cesar.

b) siamo arrivati al punto di far fischiare da mezzo stadio Cambiasso. Questo è un errore grave. Cambiasso e/o Zanetti in questo stato di forma si lasciano in panca, o magari a casa con una scusa qualsiasi. Due monumenti possono essere vecchi, fuori forma o far cagare. C'est la vie. Due monumenti bisogna avere le palle di gestirli in un altro modo, per loro e per noi. Se si arriva al punto che mezzo stadio esasperato fischia Cambiasso al momento del cambio, non è proprio tutta colpa del mezzo stadio in questione.

c) insomma Ranieri, oggettivamente, è un allenatore da esonerare. Ma lo scrivo senza crederci, o forse senza volerlo davvero. In questa situazione così bacata, con questa squadra così allo sbando di testa, non so bene cosa sarebbe giusto o sbagliato. Anche questo è grave, per conto mio.

d) e infine, basta con queste panzane sulla squadra splendida in allenamento e sul gruppo unito. Ma l'avete vista la faccia di Pazzini al gol di Milito? Sembrava gli avessero appena rigato la macchina. E Sneijder? E certi occhi da marsupiale?

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01/02/2012

INTER-PALERMO 4-4

BIANCO NATAL

(NEL SENSO DEI REGALI)

Ho rivissuto due incubi:

1) uno recente. La settimana di Ranieri (fuori dalla Coppa Italia mercoledì scorso, sconfitti dall'ultima in classifica domenica, un 4-4 in casa regalatissimo poco fa e che ci costa pesantemente in classifica) come la settimana di Leonardo l'anno scorso, ovvero: come ti mando a culo in sette giorni il lavoro di due mesi.

2) uno antico. 30 novembre 1991. Basket, serie A1. Sugli spalti del palasport di Pavia assisto a una di quelle partite che ti rimangono dentro tutta la vita. Pavia perde ai supplementari 109-110 con Torino, nonostante Oscar avesse segnato 66 punti. Minchia, pensavo tornando a casa, ma se non vinci quando uno ti segna 66 fottuti punti, quando mai vincerai? Stesso pensiero stasera mentre mi confondevo con i cuscini del divano: ma se non vinci quando il Principe fa quattro gol, quando mai vincerai?

miccoli.jpgHo passato la partita a smoccolare perché non giocavano con il pallone rosso, chè là in mezzo non si vedeva una sega. Non abbiamo un pallone rosso? Paghiamo i calciatori bilioni di trilioni, e non c'è un pallone rosso? Sky caga il cazzo all'inverosimile e non c'è uno che dice: ok, vi stiamo trasmettendo in diretta, ma sapete che non si vede un cazzo? Poi fortunatamente sono stato distratto dai gol. E ho chiuso smoccolando, però, devastato nel morale, perchè ho visto cose che noi/voi umani (punto). Dando per scontato che la neve c'era per noi e per il Palermo, ancora non mi capacito per come l'abbiamo clamorosamente buttata nel cesso. Quattro gol regalati. Il primo, scandaloso, su un calcio d'angolo con la difesa peggio piazzata della storia. Poi Miccoli ne ha fatti tre bellissimi, ma due così uguali tra loro che quando mette il secondo (e dal momento del lancio si capiva benissimo che avrebbe fatto le stesse cose, tali e quali) ti viene da pensar male sulle condizioni psicofisiche dei tuoi centrali e del tuo portiere. Bella l'azione dell'altro, ma quando segna in tuffo di testa uno alto un metro e 60 significa che qualcosa non ha funzionato.

E quindi, come Oscar segnò inutilmente 66 punti nella Fernet Branca Pavia, Milito una sera ne mette quattro (quattro!) e tu pareggi 4-4, roba da mangiarsi i coglioni per decenni.

Quanto a te, Ranierone nostro, quanto mi piacerebbe venire con te al bar a farmi spiegare i due cambi con cui hai riscritto la storia e il concetto stesso del "forcing finale", togliendo Sneijder per mettere un centrocampista e togliendo

(pausa)

(su questa, Claudio, ti sei giocato la stima di alcuni milioni di interisti)

militopalermo.jpgtogliendo il centravanti che te ne aveva messe quattro, più una quinta annullata, in pieno stato di grazia, per mettere un giocatore inutile sull'asciutto e figurati sulla neve. Spero che su YouTube qualcuno rimandi la faccia di Zarate mentre stava per entrare. La faccia di uno che non aveva voglia di giocare con tutta quelle neve per terra. La faccia di uno che non ha più voglia di giocare nell'Inter. Avessi avuto il tuo cellulare, Claudio, ti avrei chiamato per dirti:

a) ma che cazzo fai????

b) togli a Pazzini, piuttosto, e metti a Castaignos, piuttosto

Ma non ho il tuo numero, è entrato l'Uomo Inutile e abbiamo buttato nel contenitore dell'umido due punti utili per la classifica e quattro gol del Principe che sono serviti a farci fare un misero punto in casa con il Palermo. Poi, Ranieruccio, se stai giocando a fare incazzare i due più buoni che abbiamo, ti prego, smettila.

 

23:47 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (349) | Segnala | Tag: inter, palermo, milito, miccoli | OKNOtizie |  Facebook

23/01/2012

INTER-LAZIO 2-1

GIOCATO IL JOLLY

Vittoria che vale doppio per un sacco di motivi:

1) Avevano già vinto Juve, Milan, Udinese e Roma, e anche solo un pareggio (che pure ci sarebbe stato, era pur sempre la Lazio, una delle quattro squadre che ci precedeva) avrebbe significato perdere due punti da ognuna.

2) Scaliamo una posizione ed entriamo nelle prime quattro. Soltanto un mese e mezzo fa, la sera di Inter-Udinese, avevamo 9 punti dalla Lazio.

3) E' la settima vittoria consecutiva in campionato, la nona nelle ultime dieci partite, l'ottava consecutiva considerando la Coppetta. Sono - diciamo così - cose che fanno bene al morale.

4) E' sostanzialmente una vittoria immeritata, come tutti hanno onestamente ammesso, e a volte bisogna vincere anche così, con un po' di culo, giocando male, faticando. E' come vincere all'ultimo minuto: passa tutto.

5) E' stata una partita che ha dimostrato per la trilionesima volta che abbiamo bisogno come il pane di un centrocampista forte. Fuori Motta e Stankovic, la coperta si è dimostrata cortissima, praticamente uno scialle. Ranieri ha una serie di opzioni - anche in piena corsa, come stasera - sulle fasce, ha un Ranocchia dietro i due Bronzi, ha un cambio per Sneijder. E stato miracoloso salvare il culo - addirittura vincere - contro una squadra che pressava di brutto e prendeva costantemente l'iniziativa (anche se alla fine hanno avuto tre palle gol, mica tremila). Poi là davanti vabbe', adesso va tutto bene e ci scordiamo i recenti guai. Ma in panca abbiamo l'Inutile, mentre quel biondo uruguagio, adesso non mi viene il nome, massì, quello coi boccoli, vabbe', poi mi verrà... Farfan, ecco, Farfan. Speriamo che si rimetta in piedi Farfan, volevo dire, sennò se viene il mal di pancia al Principe sono cazzi.

Per il resto, tutto sta tornando come ai vecchi tempi. Gente che segna in fuorigioco dopo assist in bagher: niente. Uno stinco di Pazzini spalle alla porta invece diventa fuorigioco tutta la vita, ma come si fa a non vederlo, e blablabla. E poi mezz'ora di moviola sul mani di Lucio, per poi ricordare - dopo un bel po' - che il gioco era fermo. Ma va bene così, è il rumore dei nemici, è un tornare a certe atmosfere. Vincere facendo cagare diventa un'assoluta sciccheria, un tocco da maestri, una ciliegina sulla torta, un apostrofo rosa tra le parole t'acchiappo.

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