31/01/2012
MERCATO
18:21 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (67) | Segnala | Tag: inter, guarin, palombo, thiago motta, muntari | OKNOtizie |
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23/01/2012
CENTROCAMPISTI
LO SCAMBIO
Una interessante operazione di mercato si sta profilando tra Inter e Genoa. L'Inter infatti darà Muntari, detto "il Kucka nero", al Genoa in cambio di Kucka, detto "il Muntari bianco". Nel contempo, per rimediare alla penuria di centrocampisti, l'Inter sta pensando di cedere Thiago Motta al Psg. Prossime mosse: per rafforzare la difesa, è in corso un contatto con la Juventus per Lucio e Samuel in cambio di Bonucci. Quanto all'attacco, l'Inter sembrerebbe orientata a cedere Milito e Pazzini al Boca Juniors in cambio di Martin Palermo, nell'ambito di un programma di ringiovanimento della rosa.
21:24 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (378) | Segnala | Tag: inter, calciomercato, kucka, muntari, thiago motta | OKNOtizie |
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30/10/2010
GENOA-INTER 0-1
PERFETTO
Direi di non stare tanto a sottilizzare. Tre punti a Genova, in queste condizioni, sono una manna. Non meritavamo, abbiamo avuto culo, sparavamo in tribuna? Embè? Avessimo sparato in tribuna anche a Roma avremmo un punto in più. Di questi tempi - e stando così le cose - la filosofia è una sola: prendi e porta a casa. A chi ci critica mostriamo il dito medio e il bollettino medico. Non vi piace lo spettacolo? Cambiate canale o compratevi la smart card di Conto Tv, brutti pezzenti.
Per il resto, i problemi li conosciamo a memoria. 10 gol in 9 match: fa impressione, abituati com'eravamo a segnarli nel giro di tre max quattro partite. Soli 10 gol segnati da soli 4 giocatori (contando che uno è quello di Muntari, ridicolo). Quindi, vedi paragrafo precedente: 18 punti ottenuti con 10 gol sono un piccolo miracolo. Prendiamo e portiamo a casa, aspettando che qualcuno rientri e qualcun altro si sblocchi. In compenso, 4 gol subiti in 9 giornate sono il nostro tesoretto. Facendo schifo, come dice il nostro amico Preziosi, non ce la passiamo malissimo. Avessimo un paio di cambi in più non saremmo qui a farci venire le paturnie. Con questo passo e chiudo: diciamo che se Sky dovesse trasmettere la replica, ecco, non la vedrei.
23/02/2010
GIUDIZIO UNIVERSALE
IL NASO DI BURDISSO
Ma siete incorreggibili, però. Cosa vi aspettavate: l'ammonizione con diffida per Mourinho e l'indulgenza plenaria per Samuel e Cordoba? A referto dell'arbitro corrispondono decisioni del giudice sportivo, una vecchia consuetudine. Volevate lo sconticino? L'assoluzione? Il perdono (regalami un sorriso io ti porgo una rosa)?
No no. In questa Italia a rovescio, dove finire in galera è una medaglia al merito, dove si santificano i furbi, si beatificano i corrotti, si candidano i disonesti eccetera eccetera, io se sbaglio pago, felicemente demodè, fieramente controcorrente. A me tutto questo sembra di averlo già vissuto. Valencia-Inter. Un difensore (!) della minchia rompe il naso a Burdisso mentre i compagni lo tengono per evitare che si mangi qualcuno, in una bella corrida in diretta mondovisione, a inculata (leggasi eliminazione) appena presa. Risultato: un pessimo spettacolo, mezza squadra squalificata, compreso quello col naso rotto che resterà fuori più a lungo del picchiatore (non ci fanno mancare mai niente). Però, allora come oggi, oltre alla rabbia c'è anche una sensazione sgradevole: quella di avere pestato una merda, abboccato alla provocazione, essere finiti cornuti e mazziati. Continuo a ritenere che, al di là di ogni possibile considerazione, non abbiamo molte scuse: abbiamo sbagliato e paghiamo. L'attenuante della provocazione, appunto, è un'attenuante: se io sparo a uno perchè mi ha provocato non mi beccherò l'ergastolo, ma qualche annetto sì.
Certo, alcune domandine al giudice sportivo, all'arbitro, al quarto uomo e ai fantomatici ispettori federali gliela farei volentieri. Per esempio: se il comportamento di Mourinho era così inqualificabile e grave, perchè è rimasto in campo 90 minuti? Se Cambiasso ha davvero tentato di dare un pugno a qualcuno nel tunnel, perchè solo due giornate? Con quale formula sintattica e linguistica Muntari, mentre usciva dal campo perchè sostituito, avrà mai offeso gli organi federali?
E quindi? Quindi niente. Copincollo. Io non voglio che la mia squadra si iscriva in Inghilterra o in Svizzera. Io non boicotto un cazzo, da Sky fino al Grana Padano. Io non scrivo nessun documento per farmi ridere dietro come un gobbo qualunque. Io non piango. Anzi, non ho nemmeno il broncio. Mi sento molto adrenalinico. Io voglio il quinto di fila. Champions? What's Champions? Io voglio il quinto. E non lo dico per dire. C'era un tempo (molto recente, molto molto recente) in cui mettere l'Inter in un sacco era facilissimo e comodo. Perchè eravamo un'altra Inter, con un'altra società, altri allenatori, altri giocatori.
Io invece adoro questa Inter.
Ci danno due rigori contro a Bari? Rimontiamo. Ci lasciano in dieci nel derby dopo mezz'ora? Vinciamo. Ci lasciano in nove dopo mezz'ora con la Samp? Non solo non perdiamo, ma li facciamo cagare sotto. Questa è l'Inter, e non me ne fotte un cazzo del resto. Voglio il quinto perchè è terribilmente divertente - se è vero quello che dite - vedere che le provano tutte e non ci riescono. E' fantastico. E in questo preciso momento mi girano terribilmente i coglioni non per la squalifica del Mou e di mezza squadra con lui, ma perchè sarò su un aereo durante il Celsi e sarò tra i musi gialli mentre i nostri resti giocheranno a Udine. E non sapete quanto vi invidio, non lo sapete proprio. E' iniziata la fase più divertente degli ultimi vent'anni di storia dell'Inter e state lì con l'elmetto e i tazebao? Ma andate affanculo (affettuosamente, eh?).
Forza Inter. Io voglio essere come Mourinho. No, non quando mostra le manette (bella merda pestata, e vabbe'). No. Voglio essere il Mourinho che fa il 5-5-5, o che in nove toglie Milito e mette Pandev. Questo è l'allenatore che non avevamo. Questa è l'Inter che non c'era cinque-dieci anni fa. Questa è un'altra Inter, che se vuole il quinto lo prende su una gamba sola. Forza Inter, il resto è fuffa. No, foffa.
06/10/2009
NOI VISTI DAGLI AMERICANI
A SINISTER, MERCILESS, FICKLE CROWD
(UNA SINISTRA, SPIETATA, VOLUBILE FOLLA)
Con questo titolo il New York Times (qui il link, ringrazio Davide per la segnalazione) ha dedicato un lunghissimo servizio all'Inter, al suo pubblico, a Muntari, a Mourinho. Interessante vedere come l'America segue le cose del soccer. Dell'Inter esce un ritratto un po' così. Un pubblico di merda, una squadra di miliardari, un allenatore stronzo. Beh, dai, niente che non sapessimo.
Segue la traduzione del pezzo. Il documento è molto interessante e mi sembra che non l'abbia ripreso nessuno. Quindi, siccome me l'ha tradotto un amico che ha un cugino che una volta è stato in Inghilterra durante uno scalo per andare a Sharm, se qualcuno cogliesse strafalcioni sostanziali me lo segnali via mail, così correggo. Thanks a lot. This is a service blog, remember.
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A San Siro in Milano, in un match del sabato sera, a tre quarti di partita ormai giocati, la squadra non sta andando bene e il pubblico di casa ha bisogno di un capro espiatorio per il suo malcontento.
Quando l'allenatore dell'Inter richiama un giocatore per sostotuirlo, ecco che questi diventa il bersaglio. Lui è Sulley Muntari, e appena il suo numero appare sul display i tifosi fischiano e ululano contro di lui. Le lacrime di Muntari sono visibili sul grande schermo.
A volte dobbiamo chiederci: perché mai il calcio dev'essere come la gabbia degli orsi?
I tifosi hanno il diritto di mostrare il disappunto, ma sabato era stata l'intera squadra a deluderli. Muntari ha commesso alcuni errori, ma non era il solo nella multimillionaria Inter affaticata per ritmo e movimento.
Alla fine, quasi all'ultimo tiro della partita, l'Inter batte l'Udinese 2-1.
Il rilievo per quella poco meritata vittoria non può cancellare l'immagine del trattamento riservato a Muntari. Il pubblico ha fatto di un solo uomo il capro espiatorio di una stanca, sterile prestazione. Ma è sembrato più personale, più sinistro di questo.
Muntari è nero, e l'Italia è lenta a sradicare il razzismo dai suoi stadi di calcio.
Muntari è anche musulmano. Nel mondo di oggi, dove i club europei schierano ogni razza, religione, colore o credo, questo non dovrebbe fare un centesimo di differenza. Tuttavia, è stato lo stesso capo di Muntari, il suo allenatore, Jose Mourinho, a creare un grosso caso sul fattore religioso.
"Muntari ha avuto alcuni problemi legati al Ramadan," ha detto Mourinho ai media nel mese di agosto. "Forse non va bene per lui stare a digiuno. Il Ramadan non è arrivato al momento ideale per un calciatore che deve giocare una partita".
Il commento ha innescato un dibattito in tutta Italia, e Sulley Muntari potrebbe non essere abbastanza attrezzato per essere l'argomento di questo dibattito.
Lasciò l'Africa come un ragazzo che avrebbe potuto correre e calciare un pallone con sufficiente energia perchè le squadre europee si interessassero a lui e lo comprassero. Venne notato in una partita con i professionisti del Liberty ad Accra quando aveva 16 anni, ed è stata l'Udinese che per prima l'ha portato in Italia. L'Udinese poi lo ha venduto al Portsmouth, in Inghilterra, prima che l'Inter pagasse 16 milioni di euro, più di 23 milioni di dollari, per riportarlo in Serie A.
Ne ha ancora di strada da fare. E l'Inter con lui sta ancora cercando di sostituire la qualità combattiva che Patrick Vieira, l'anziano francese vincitore della Coppa del Mondo, ha dato alla squadra.
Le aspirazioni di Muntari sono duplici: essere amato a Milano e conquistare a 25 anni la Coppa del Mondo in Africa la prossima estate. Quando è in forma e quando crede in se stesso, lui può farlo.
Ma l'Inter è implacabile con i suoi giocatori. E peraltro Mourinho non è il più sensibile dei maestri come dimostra il suo trattamento ad Adrian Mutu, un giovane giocatore rumeno, quando era al Chelsea. Mutu aveva problemi personali e di stile di vita, quando Mourinho è arrivato lì, e l'allenatore ha ordinato un test di droga che ha dimostrato che il giocatore prendeva cocaina. Mutu è stato licenziato in tronco nel 2004, e il Chelsea ha fatto tutto il possibile per impedire che tornasse a giocare. Infatti, il club, con l'aiuto della Fifa, sta ancora cercando di rovinare Mutu, chiedendo che lui rimborsi il Chelsea di 17 milioni di euro, affermando che con quella vicenda aveva perso il suo valore di trasferimento.
Mourinho è anche l'allenatore il cui breve incontro con Adriano all'Inter si è concluso con la decisione del brasiliano di troncare con il calcio italiano per tornare in Brasile. Adriano ha avuto un problemi con l'alcol, a suo dire, in seguito alla morte di suo padre, così l'Inter lo ha lasciato andare.
Si potrebbe obiettare che il lavoro di un allenatore di calcio non è quello di essere un consigliere, maestro e guida per il suo gregge di giocatori. Ma prendendo esempio, forse, dai senatori dell'Inter, Mourinho è ora più conciliante con Muntari.
Quando il giocatore è stato tolto dal campo sabato, Dejan Stankovic, suo compagno di squadra, lo ha stretto in un abbraccio consolatorio: "Io ci sono passato due anni fa", ha detto Stankovic, giocatore serbo. "Non ho avuto un buon rapporto con il pubblico".
"Ho consigliato a Sulley di tapparsi le orecchie, e di non arrendersi - ha poi detto Mourinho -. I suoi compagni di squadra sono stati straordinari con lui. La squadra è un gruppo, e Sulley è amato da tutti loro. Posso solo sottolineare che Muntari è tornato in squadra questa sera e ha fatto il suo lavoro, anche se ha commesso qualche errore. Parlerò con lui in modo che non abbia alcun problema la prossima volta che ritorna in questo stadio ".
La squadra che si è stretta attorno al collega è passata anche attraverso la sbornia pesante del lungo viaggio infrasettimanale a Mosca in Champions League. Stankovic ha portato l'Inter in vantaggio con un gol splendido. Antonio Di Natale, l'attaccante più caldo del momento in serie A, ha pareggiato pochi minuti più tardi, e c'è voluto un incredibile salvataggio del portiere dell'Inter, Julio Cesar, per negare a Di Natale il secondo gol.
Poi, attraverso la caparbietà piuttosto che grazie alla sua superiorità tecnica, Inter ha messo a segno il colpo vincente al terzo minuto di recupero. Il marcatore, Wesley Sneijder, ha centrato il bersaglio da un angolazione così difficile e con un tiro così preciso da sfidare quasi la credibilità. Forse la folla che applaudiva nemmeno si ricordava da dove venisse, questo Sneijder, da poco acquistato dal Real Madrid. Potrebbe essere difficile da ricordare per Muntari, ma fu lui l'eroe di giornata quando segnò il gol della contro la Juventus un anno fa, e potrebbe accadere ancora una volta, dedicando il suo prossimo gol a quella folla così volubile.
Sabato è stato così dimostrato, ancora una volta, che i giocatori possono essere mercenari e ricchi da fare invidia, ma sono umani.
Così, che ci crediate o no, sono i manager.
Alex Ferguson è un team manager da ormai 35 anni, e arrivò dalla natia Scozia al Manchester United 23 anni fa. E' passato tanto tempo che Sir Alex è stato nominato baronetto per le sue vittorie nel calcio, e che ha visto suoi giovani allievi venirlo a sfidare come allenatori della squadra avversaria.
Alex McLeish, Roy Keane, Paul Ince, Mark Hughes e anche l'allenatore Bordeaux, Laurent Blanc sono stati a Old Trafford per tentare di usurpare il trono del maestro e, magari, per presentare le credenziali come successore quando il 68enne guerriero decidesse di lasciare il suo posto.
E' un giorno importante della nostra esperienza quando un figlio ci batte sul campo da tennis o in un gioco di intelligenza. L'ultimo Fergie Boy a provarci è stato Steve Bruce, sabato, e non ce l'ha fatta per pochi secondi. La squadra di Bruce, il Sunderland, due volte è andata avanti e per due volte è stata raggiunta dallo United. Il tiro del pareggio definitivo, deviato nella propria rete dal difensore del Sunderland Anton Ferdinand, è arrivato nei minuti di recupero.
"Quante volte lo United l'ha fatto?- ha poi detto Bruce -. "E' il marchio di campioni, ed è questo che Sir Alex porta al suo club. Lui è l'ayatollah di tutti noi".
00:05 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (91) | Segnala | Tag: calcio, inter, serie a, muntari, mourihno, sneijder, new york times, alex ferguson | OKNOtizie |
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01/06/2009
IL CASO MUNTARI
SULLEY SULLEY BANE BANE
La prima domanda è: perchè tutte a lui? *
* Ieri alle sette di sera Sulley Muntari, o Muntari Sulley come sarebbe più corretto chiamarlo (Muntari è il nome e Sulley il cognome), se ne stava bello bello in viale Monte Rosa a Milano, angolo Buonarroti, a bordo della sua Dodge Challenger Sport 8 di colore nero, quando due ragazzoti con la sciarpa dell'Inter si sono avvicinati con il loro scooter, Quello seduto dietro è sceso e si è avvicinato alla Dodge. Ora, se tu sei uno che ha appena vinto lo scudetto e ti si avvicina uno con la sciarpa della tua squadra, il minimo che puoi fare è fargli un cenno, un sorrisetto, un qualcosa. Se l'altro però, invece di chiederti l'autografo, ti ciula il suo Big Ben Hublot da 17mila euro, allora è uno stronzo, oppure un rapinatore, nel caso specifico entrambe le cose. Muntari è sceso dalla sua Dodge, ha mollato una cartella al ragazzo che però è salito sullo scooter e, in compagnia del complice e dell'urlòg, è scappato nel traffico tentacolare della metropoli.
La seconda domanda è uguale alla prima: perchè tutte a lui? *
* Muntari sarà andato a dormire con i coglioni girati, perchè occhei lo scudetto, per carità, ma uno con la sciarpa dell'Inter poi ti ha ciulato il Big Ben, e che cazzo. Verso le 2 e 50 di notte, con le palle ancora in centrifuga, si affaccia alla finestra del suo appartamento di via Circo, sempre in Milano, per dare un'occhiata al panorama e, nel contempo, alla sua Dodge Challenger Sport 8 di colore nero, parcheggiata a due passi da casa. In quel mentre, Sulley (anzi no, Muntari) vede un giovanotto con un vaso di fiori in mano che si avvicina alla Dodge, e fa quel gesto che sembra preludere al fatto che tirerà quel vaso contro uno dei finestrini della Dodge, al fine di infrangerlo. Muntari caccia un urlo, scende e si lancia all'inseguimento del giovanotto con il vaso di fiori risultante essere un ungherese di 29 anni, che non riesce ad essere convincente e poi ammette che sì, voleva ciulare il Dodge. Muntari gli mette le mani addosso, e in quel mentre passa anche una guardia giurata che immobilizza il ladro, che verrà poi regolarmente arrestato dalla polizia. Muntari verso le quattro del mattino avrà chiuso gli occhi pensando: "Che cazzo di città di mmmerda, stavo così bene a Portsmouth".
La terza domanda è: dove cazzo avrà comprato una Dodge Challenger Sport 8?
24/07/2008
IL RIPIEGO
HONEY MOON (TARI)
Non è Lampard, non è Xabi Alonso. Quindi non capisco: il famoso buco di centrocampo è coperto, oppure abbiamo soltanto uno in più a difesa della falla?

18:52 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (138) | Segnala | Tag: inter, calcio, muntari | OKNOtizie |
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