13/02/2012
INTER-NOVARA
PRIMA O POI DOVEVA FINIRE
E' stata una partita che mi ha fatto tornare giovane, quasi bambino. L'oratorio. Quel posto in cui raggruppavi una dozzina di ragazzi in mezzo al campetto, facevi le squadre e poi giocavi – appunto – un calcio oratoriale, quelle partite tiro-a-segno da “vince chi arriva prima a cinque”, e allora tiravi da qualsiasi posizione, senza alcun criterio che non fosse quello di arrivare in fretta a cinque, in fretta perché veniva buio, o perché oltre una certa ora il campo era prenotato, o perché il prete doveva chiudere, o perché la nonna ti aspettava per cena, o perché volevi fare almeno un gol di quei cinque lì, almeno uno, tirano tutti e io no?
E' stata anche una partita che mi ha riportato indietro di otto anni, 18 gennaio 2004, Inter-Empoli 0-1, una classica partita del non ritorno. Fu dopo quella allucinante sconfitta, con un gol al 91' di Rocchi (un altro Caracciolo), che Moratti si dimise lasciando il timone a Facchetti. La partita con il Novara non è stata meno grave, meno pesante, meno squassante di quell'Inter-Empoli. Non succederà nulla perché Inter-Empoli fu il culmine negativo di 15 anni di inutili e disperate attese, mentre Inter-Novara è il culmine negativo di un periodo breve e senza patemi, che segue il quinquennio delle grandi abbuffate – e forse la pancia piena è uno dei problemi.
Mi aspettavo qualche dichiarazione più contrita e più angosciata. No Ranieri, non mi venire a dire che non puoi rimproverare niente ai tuoi ragazzi, non mi venire a dire che le hanno provate tutte per vincere. Tirare duecento volte alla cazzo da venti metri non è provarle tutte: è provare la stessa inutile cosa per tutta la partita. Al netto degli errori dell'arbitro (due rigori negati sullo 0-0 probabilmente avrebbero cambiato la partita), e al netto della traversa di Sneijder (beh, capita) e della incredibile parata di scroto sulla girata del Pazzo (beh, concediamo anche al Novara il lusso di avere un portiere), questa partita un mese fa l'avremmo vinta 8-1, mentre oggi l'abbiamo persa in maniera triste, incaponendoci a fare le stesse cose a ripetizione, in un tipico schema mentale che non porta a nessun risultato se non quello di ammosciarti progressivamente, con il nervosismo che sale, la confusione che ti perfonde, tra uomini messi un po' così, alla carlona, tipo un Forlan a fare i cross, per dire.
Oggi l'Inter è questa, è una squadra che vive di serialità: se va bene sciambola, se va male si perde in casa con chiunque. Una squadra che non ha certezze e che si esalta o si dissolve in alternanza e senza apparente spiegazione. Siamo come certi giocatori di basket che non sono bravi a difendere e nemmeno tanto ad attaccare, ma tirano bene le bombe. Magari hanno l'X-Factor e ne fanno trenta a partita quando gli gira, e magari la volta dopo spadellano cinque volte e li richiamano in panca per la disperazione. Giocatori di cui ti ricordi le volte che fanno trenta punti, certo, ma che sono irrimediabilmente scarsi. Giocare a basket non è (solo) tirare bombe, sennò basterebbe allenarsi al luna park.
Inter-Novara segna un momento importante nella storia dell'Inter. Basta, vi prego, con il passato. Basta parlare del Mou che avrebbe messo sei punte, basta parlare di un'altra Inter che avrebbe vinto con una gamba sola e avrebbe segnato tre gol negli ultimi due minuti. Oggi l'Inter ha girato pagina, ufficialmente, irreversibilmente. Da oggi l'Inter è un'altra cosa e non c'entra più nulla con quella cosa là. E' una squadra che ha un'altra dimensione, altri obiettivi, altri occhi, altri cuori, altri piedi, altre teste pensanti, altri obiettivi, altri limiti. Magari adesso ne imbrocca ancora dieci di fila, certo. Magari no. Ecco, anche noi tifosotti, vi scongiuro, entriamo in un'altra dimensione, quella del magari no. E' finita un'era, ne è iniziata un'altra. Zeru tituli, stavolta tocca a noi. E chissà per quanto.
02:46 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (287) | Segnala | Tag: inter, novara, ranieri, forlan, caracciolo | OKNOtizie |
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12/02/2012
INTER-NOVARA 0-1
17:04 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (107) | Segnala | Tag: inter, novara, caracciolo | OKNOtizie |
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21/09/2011
ADDIO GASP
NOVARA
E' notte alta e sono sveglio,
sei sempre tu il mio chiodo fisso,
tenevi ad ammuffire il Pazzo,
e più ci penso e più mi incazzo,
tutto il casino fatto per averti,
per questo schema che era un frutto acerbo,
e adesso con la Trebisonda, io, ci perdo
Novara, Novara, Novara,
perché io da quella sera,
non ho fatto più difese messe a tre,
e non me ne frega niente senza te
anche se orociok mangiassi, ti direi
non mi fai ingrassare tanto quanto Frey.
E' notte alta e sono sveglio,
e mi rivesto e mi rispoglio
mi fa smaniare questa voglia,
e prima o poi farò lo sbaglio
di dire al Pazzo "vagli sottocasa
tiragli sassi alla finestra accesa
prendigli a calci la sua porta chiusa, chiusa".
Novara, Novara, Novara,
perché io da quella sera,
non ho fatto più l'amore, li morté,
l'impotentia coeundi debbo a te
anche se Ranieri un po' mi sta sul ca
non mi fa cacare tanto quanto Ga
23:00 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (106) | Segnala | Tag: inter, novara, gasperini, ranieri, de crescenzo | OKNOtizie |
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GASPERINI
PERDERE A NOVARA
E adesso andate via
voglio restare solo
con la malinconia
volare nel suo cielo
non chiesi mai chi eri
perche' scegliesti me
me che fino a ieri
credevo fossi un re
perdere a Novara
quando si fa sera
quando l'erba finta un po'
d'azzurro la colora
rischi d'impazzire
puo' scoppiarti il cuore
perdere a Novara e avere voglia
di morire
lasciami gridare
rinnegare Alvarez
prendere a sassate Chivu
e Pazzo ancora in volo
li faro' cadere ad uno ad uno
spezzero' le ali di Coutinho
e ti avro' vicino.
comunque ti capisco
e ammetto che sbagliavo
facevo le mie scelte
chissa' che pretendevo
e adesso che rimane
di tutto il tempo insieme
un uomo troppo solo
che ancora ti vuol bene
perdere a Novara
come mezze seghe
quando sopra il viso c'e' una ruga
che non c'era
provi a ragionare
fai il 4-4-2
fino a che ti accorgi che non
sei servito a niente
e vorresti urlare
soffocare il cielo
sbattere la testa mille volte
contro il muro
respirare forte su ad Appiano
dire e' tutta colpa del destino
se non ti ho vicino
perdere l'amore
maledetta sera
che raccoglie i cocci di uno schema
immaginario
pensi che domani e' un giorno nuovo
ma ripeti non me l'aspettavo
che mi esoneravi
gioco le partite
come le finali
ma lo prendo in culo
da Rigoni e Meggiorini
ora torno subito a Grugliasco
parlerò in cam come Vasco
io più non ci casco
11:00 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (190) | Segnala | Tag: inter, gasperini, novara | OKNOtizie |
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LA FATAL NOVARA
IL SENSO DEL RIDICOLO
16 mesi fa vincevamo la Champions, 9 mesi fa vincevamo il Mondiale, 6 mesi fa andavamo a vincere a Monaco facendo tre pere dopo aver perso in casa all'andata. Non serve l'istituto Luce per capire cosa eravamo. Lo siamo stati fino a poco fa. Poi puff, non si capisce bene cos'è successo, tanto appare tutto così incredibile. La linea di demarcazione l'ha tracciata Fiorello: con la sua imitazione di Gasperini ha sancito una cosa ben precisa, che siamo ridiventati ridicoli. E non è solo una doppia clip di due minuti che gira su YouTube con uno showman che fa la voce in falsetto e dice cose calcisticamente comiche. E' un qualcosa di più preciso, di più impietoso. Facciamo ridere, oggettivamente. Ed è una cosa gravissima, e magari la capissero i nostri dirigenti cui, con piacere, ricordo cosa hanno combinato negli ultimi mesi.
Torniamo a quel grottesco mesetto a cavallo tra la fine di maggio e la fine di giugno, quando il nostro handsome non-allenatore (confermato in pectore) (già questo era grave, essendo un non-allenatore), decide inaspettatamente di levarsi dai coglioni per andare in un posto più bello, meno stressante e meglio pagato. Per venti giorni cerchiamo allenatori che non vogliono o non possono venire, ma soprattutto la prima che ho detto. A un certo punto, in modalità "mangio 'sta minestra", si assume uno di quei due-tre allenatori liberi in Italia e che ovviamente avrebbero accettato di corsa l'incredibile opportunità. Naturalmente, non certo per cattiveria ma per pura oggettività degli eventi, questo allenatore appare come la terza, quarta o forse quinta scelta. E quindi arriva all'Inter senza il minimo di credito, il minimo di trasporto e il minimo di credibilità. Certo, sono cose che uno si può conquistare cammin facendo. Ma forse al Genoa o al Crotone (ne faccio una pura questione di pressione ambientale) è più facile. L'Inter, per il secondo anno di fila, assume un allenatore a cui non crede fino in fondo. Si chiama perseverare, ed è diabolico.
Preso l'allenatore, si fa il mercato. Preso, in particolare, un allenatore che fa il 3-4-3, si prende la palla al balzo per identificare la vittima sacrificale al Fair play finanziario (leggasi anche: voglia di Moratti di non spedere più in maniera illimitata e sragionevole per far contenti noi fessi) tra quei due-tre nostri giocatori che hanno veramente, ma veramente, ma veramente mercato a livello globale: cioè Sneijder. Ma le cose non vanno proprio così, l'operazione Sneijder è lasciata in modalità un pochettino random sperando che siano gli altri a fare tutte le mosse e a far partire il bonifico, e intanto arriva un daghestano che vuole Eto'o e lo paga cash. Perfetto. Quindi resta Sneijder. Nel mentre si dipana un mercato totalmente alla cazzo, in cui si acquistano giocatori che forse, probabilmente, indicativamente, potrebbero adattarsi eventualmente abbastanza agli schemi dell'allenatore che non volevi. Il quadro è perfetto. Aggiungici un paio di sòle, quelle non mancano mai, ed ecco l'Inter.
Che comunque resta l'Inter, con una rosa di tutto rispetto e zeppa di eroi di Madrid, Abu Dhabi e Munchen. Ma alla guida c'è Gasperini, un uomo solo e disperato che canna tutti gli esperimenti che fa. Dopo un mese e mezzo di ritiro ci sarebbe la prima di campionato, ma 'sti zozzoni scioperano. Facciamo un'amichevole e prendiamo pallate dal Chievo. Arrivano Forlan e Zarate, nomi suggestivi ma di quale utilità? C'è una tale fiducia su Zarate che gli facciamo firmare un contratto in cui c'è il bonus non per i gol ma per gli assist. C'è una tale fiducia su Forlan che stiamo lì ad accarezzargli la criniera bionda e a contargli la tartaruga degli addominali e non ci accorgiamo che non può giocare la Champions. Ce ne accorgiamo dopo, a lista consegnata, una roba da società amatoriale. Dopo, molto dopo rispetto a tutto: a una lista con un nome in meno, a un ingaggio che prevede che tu giochi in Champions, a un pagamento all'Atletico Madrid che non contempla che non ci possa giocare. L'incauto acquisto è un reato.
Finalmente, a due mesi dall'inizio del ritiro e a quaranta giorni dall'unica partita ufficiale (la Supercoppa, persa savasandìr, e comunque c'era ancora Eto'o), inizia il campionato. E inizia la Champions. 4 partite in 10 giorni. Un pareggio e tre sconfitte, 4 gol fatti (uno casuale, uno su rigore e due a tempo quasi scaduto, ininfluenti) e 8 subiti. Non da Barcellona, Real e Chelsea, ma da Palermo, Trabzonspor e Novara (!!!). In quattro partite mai lo stesso schema iniziale, in quattro partite il centravanti della nazionale gioca 45 minuti, in quattro partite due-tre azioni da ricordare. A Novara tre tiri verso la porta in 90 minuti, uno nello specchio.
Gasperini dal Chievo in poi rilascia dichiarazioni che fanno accapponare la pelle. Al culmine di un delirio di infimo profilo si lascia andare a un "io gioco tutte le partite come fossero finali", una frase che dice l'allenatore di una pericolante alla trentesima di campionato, non l'allenatore dell'Inter alla terza. Se il peccato originale è tutto della società, Gasperini non è però del tutto innocente: difficilmente si poteva trasmettere una tale sensazione di modestia e inadeguatezza. Il resto lo hanno fatto i giocatori: è una situazione talmente anomala - poca condizione, zero palle, totale confusione - che non può che essere la risultante di più situazioni abnormi. Di sicuro Gasperini non ha ascendente su questa squadra, che ha rifiutato i suoi schemi. E la sensazione che Zanetti e Cambiasso se lo siano cotto in padella - loro, i due senatori, sono troppo brutti per essere veri - è palpabile. Mi rifiuto di pensare che un'Inter anche ridotta ai minimi termini non fosse davvero in grado di cavarsela a Novara. E invece è una squadra senza capo nè coda, che basta pressare un pochettino per gettare nel panico. Sguardi persi, gente che si sfancula per un passaggio sbagliato. Non uno dei vecchi che prenda gli altri per il bavero e rinsaldi le fila.
Domani - anzi, oggi - bisogna esonerare Gasperini. Come da consunto copione calcistico, è l'unica soluzione percorribile, non potendo essere cacciata a calci in culo nè mezza squadra nè mezza società. Serve uno qualunque, purché credibile e in grado di prendere la squadra per i coglioni. Chi c'è c'è, e chi non c'è affanculo, anche se il cognome finisce per Etti o Asso. Un allenatore che faccia una cosa elementare: un 4-3-1-2 che questa squadra ha nel Dna, e pazienza se non c'è nulla di creativo o innovativo. Questo incubo deve finire al più presto, c'è una sfilza di partite da giocare in pochi giorni, un campionato da riprendere in mano, una Champions da rimediare, e una Champions da conquistare per il 2012 con un posto in meno. Ogni giorno che passa è un giorno perso. Dalla fine di maggio ne abbiamo già persi uno sfottio.
20/09/2011
NOVARA-INTER 3-1
19/09/2011
NOVARA-INTER
GRANDI VIAGGI
L'Inter ha cenato ad Appiano ed è partita per Novara. E' partita per Novara! Dallo stadio di San Siro a Novara (facendo via Novara, appunto, o volendo scialare l'autostrada, toh) ci sono 48 chilometri. Ecco, invece di buttare via soldi per queste cazzate, non potevano prendere un centrocampista?
22:33 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (315) | Segnala | Tag: inter, serie a, novara | OKNOtizie |
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13/01/2010
MILAN-NOVARA (bis)
LINEA VERDE
Formazione del Milan:
Storari; Bonera, Kaladze, Favalli, De Vito; Flamini, Ambrosini, Jankulovski; Di Gennaro; Inzaghi, Huntelaar.
Dati anagrafici:
Marco Storari, 1977, 33 anni
Daniele Bonera, 1981, 29 anni
Kakhaber Kaladze detto Kakha, 1977, 33 anni
Giuseppe Favalli, 1972, 38 anni
Danny De Vito, 1944, 66 anni
Mathieu Flamini. 1984, 26 anni
Massimo Ambrosini, 1977, 33 anni
Marek Jankulovski, 1977, 33 anni
Antonio Di Gennaro, 1958, 52 anni
Filippo Inzaghi, 1973, 37 anni
Klaas-Jan Huntelaar, 1983, 27 anni.
Età media: 37 anni.
Vergogna!
("4-3-3". "Eh?" "4-3-3" "Ehhhhhhh?")
15:58 Scritto da: settore in calcio minore | Link permanente | Commenti (208) | Segnala | Tag: calcio, coppa italia, milan, novara | OKNOtizie |
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MILAN-NOVARA
15:21 Scritto da: settore in calcio minore | Link permanente | Commenti (31) | Segnala | Tag: calcio, coppa italia, milan, novara | OKNOtizie |
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