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29/09/2009

RAZZISMO DI SERIE B

DISINFORMAZIA

(notizia in breve su Repubblica di oggi, pagina 67)

eliakwu.JPG"Eliakwu è stato insultato e fischiato a Padova: la partita andava sospesa". A lanciare l'accusa è il presidente del Gallipoli, Daniele D'Odorico. "Se non sbaglio l'arbitro può adottare questo provvedimento, nel caso di cori razzisti. Il nostro atleta ne ha subiti di vergognosi: lui è stato bravo a non perdere le testa, ma dall'ambiente ci saremmo aspettati commenti differenti".

Combattere il razzismo (quando non tocca agli interisti, vedo che tocca agli ex-interisti) sarà dura se, nel complesso, questo calcio non cresce. La percentuale di teste di cazzo sugli spalti è insopportabile, certo,  ed è  ovviamente la parte peggiore del problema. Ma cosa dire di un presidente che non conosce le regole (dopo che ne è parlato per giorni e giorni, occasione buona per ripassarle)? E di un giornalista che, se l'interlocutore si lascia scappare un "se non sbaglio", non gli dice "sì, lei si sbaglia actually"? Rimetto il link alla regola ribadita dalla Figc. Io penso che sia importante impararla, intanto. E poi, avendola imparata, criticarla (perchè va criticata, ne abbiamo già parlato, è una regola palesemente imperfetta quando l'Europa ce ne propone di migliori). E' veramente scocciante rendersi conto che non sono soltanto i razzisti ad aprire la bocca inutilmente. Utilità di tutto questo per combattere il razzismo: zero.

27/04/2009

SETTOREH A PADOVA

TRE

QUARANTAQUATTRO

CINQUANTASEI

Negli ultimi giorni ho sperimentato podisticamente la legge di Murphy al contrario: se c'è qualcosa che può andare male, NON lo farà. E così sono arrivato alla maratona di Padova in forma decorosa, sovrappeso ma non troppo, discretamente riposato, senza evidenti infortuni e soprattutto bene allenato alle lunghe distanze. In più ci si è messo il meteo: di solito la maratona di Padova è calda e afosa, mentre ieri era fresca e carica di pioggia, che però è cominciata a scendere quando ormai ero sotto la doccia. Perfect.

Organizzazione newyorkese. Sveglia che è ancora buio, il pullman che ti viene a prendere in albergo alle sette meno un quarto e ti porta a Vedelago, provincia di Treviso. Passeggiata pre-gara e umore in costante ascesa: aria da sagra paesana, alpini sorridenti, i ragazzini con le tute delle società sportive, la banda, le majorettes. Partenza in perfetto orario.

Cornice newyorkese. Per strada c'è gente che applaude e i bambini ti danno il cinque. A Castelfranco si passa per il centro che è una bellezza. Il tempo è un po' così, ma le persone si piazzano fuori di casa con le sedie e i viveri a vedere scientemente passare la corsa. In Italia non capita quasi mai. Ogni tanto ti arriva un battimani da un balcone, da un cortile, da un portone, da un passaggio a livello, da un incrocio bloccato dove però non c'è nessuno che ti manda affanculo.

Con il mio impaziente socio partiamo con una tattica precisa. Passaggio 1h 50' alla mezza, poi ci si aggiorna. Lo devo tenere a freno e intanto mi preoccupo perchè procediamo a 5' 10", un po' troppo veloci - secondo me - per due impiegati di concetto che devono farsi 42 chilometri e 195 metri. Ma le condizioni sono ideali, il contorno ti dà la carica e passiamo ai 21,097 km. in 1h 50' 08" con una precisione nucleare.

La fauna attorno è spettacolare, come si conviene a una maratona. Ci ritroviamo a correre per un po' con un tipo strano che procede tutto storto e con gli occhi fissi in un punto indeterminato due metri davanti ai piedi. Con la tipica fantasia del blogger scrittore lo soprannomino

"Lo Storto"

e lo osservo mentre lemme lemme ci supera e se ne va. Faccio al mio amico: "Lo Storto farà un tempone, è uno di quelli che arriva com'è partito". Vediamo la sua canottiera accodarsi ai vari gruppetti che ci precedono, e poi scomparire al nostro orizzonte. Lo Storto se n'è andato, viva lo Storto.

Noi dopo la mezza decidiamo di continuare sullo stesso ritmo, tirando un po' il fiato giusto ai ristori per buttare giù Gatorade e uno spicchio d'arancia. Al 25mo siamo sempre sui 5' 11" di media, al 30mo i due metronomi umani non danno segni di cedimento.

Al 34mo il mio corpo, abituato a cose semplici come pizza e pane e salame, decide che si è rotto i coglioni di buttare giù integratore e gel. In mezzo allo stomaco sento un frullio tipo Girmi, presunto sintomo di una bella vomitata tipo L'Esorcista. Faccio un gesto al mio amico, un semplice gesto con il polso e con la mano, che sta a significare: "Vai pure fratello, io sto per espellere l'anima o per morire, ancora non è chiaro, quindi se non ti dispiace seguirei il corso delle cose. Se ti chiamano per riconoscere il mio cadavere, ricordati che il treno è alle 15.39".

Per mezzo chilometro corricchio e sto sul chi vive, cercando ai lati della strada un bel posto per vomitare senza disturbare nessuno. Ma nel giro di due o tre minuti ricomincio a sentirmi meglio e mi inserisco nel gruppo delle lepri delle 3h 45', che con orgoglio e sprezzo del pericolo avevo preceduto per 35 fottuti chilometri. Fino al 40mo sto con loro, che incitano e fanno i simpatici. Non sento più le gambe, ma per la stanchezza e non per i crampi. Crampi? What's crampi? Neanche un crampo: ma chi sono?

Al ristoro del 40mo, l'ultimo, guardo il cronometro e capisco di avere già tutto in saccoccia: il personale e anche il muro delle 3h 50'. Bevo due o tre volte, mangio due spicchi di arancia, mi rilasso, cammino 50 metri e riparto. Gambe ormai lignee ma ancora propositive. 41. E' quasi finita. Centro di Padova, pavè, una piccola tortura. Applausi. Cronometro favorevole: decido di infrangere anche il muro delle 3h 45'. Al cartello del 42mo chilometro, quindi a 195 metri dall'arrivo, mentre guardo il cronometro in cerca di certezze, si verifica l'episodio centrale di tutta la corsa:

riprendo e supero lo Storto, in piena crisi.

Sprinto come un ossesso, anche se le gambe fanno giacomo giacomo. Taglio in traguardo: 3h 44' 56", un quarto d'ora sotto il precedente personale. Esulto in favore di fotografi, mi faccio infilare la medaglia al collo e poi mi accascio su una transenna. Il mio amico ha fatto 3h 40' alla sua prima maratona, io ho polverizzato il record e battuto lo Storto. Meraviglioso. Poi tre chilometri a piedi verso l'albergo, un modo come un altro per sentirsi terribilmente vivi.

C_1_Immagini_3937_Immagine.jpg

16:03 Scritto da: settore in podismo | Link permanente | Commenti (109) | Segnala | Tag: maratona, podismo, padova | OKNOtizie |  Facebook