01/02/2012
INTER-PALERMO 4-4
BIANCO NATAL
(NEL SENSO DEI REGALI)
Ho rivissuto due incubi:
1) uno recente. La settimana di Ranieri (fuori dalla Coppa Italia mercoledì scorso, sconfitti dall'ultima in classifica domenica, un 4-4 in casa regalatissimo poco fa e che ci costa pesantemente in classifica) come la settimana di Leonardo l'anno scorso, ovvero: come ti mando a culo in sette giorni il lavoro di due mesi.
2) uno antico. 30 novembre 1991. Basket, serie A1. Sugli spalti del palasport di Pavia assisto a una di quelle partite che ti rimangono dentro tutta la vita. Pavia perde ai supplementari 109-110 con Torino, nonostante Oscar avesse segnato 66 punti. Minchia, pensavo tornando a casa, ma se non vinci quando uno ti segna 66 fottuti punti, quando mai vincerai? Stesso pensiero stasera mentre mi confondevo con i cuscini del divano: ma se non vinci quando il Principe fa quattro gol, quando mai vincerai?
Ho passato la partita a smoccolare perché non giocavano con il pallone rosso, chè là in mezzo non si vedeva una sega. Non abbiamo un pallone rosso? Paghiamo i calciatori bilioni di trilioni, e non c'è un pallone rosso? Sky caga il cazzo all'inverosimile e non c'è uno che dice: ok, vi stiamo trasmettendo in diretta, ma sapete che non si vede un cazzo? Poi fortunatamente sono stato distratto dai gol. E ho chiuso smoccolando, però, devastato nel morale, perchè ho visto cose che noi/voi umani (punto). Dando per scontato che la neve c'era per noi e per il Palermo, ancora non mi capacito per come l'abbiamo clamorosamente buttata nel cesso. Quattro gol regalati. Il primo, scandaloso, su un calcio d'angolo con la difesa peggio piazzata della storia. Poi Miccoli ne ha fatti tre bellissimi, ma due così uguali tra loro che quando mette il secondo (e dal momento del lancio si capiva benissimo che avrebbe fatto le stesse cose, tali e quali) ti viene da pensar male sulle condizioni psicofisiche dei tuoi centrali e del tuo portiere. Bella l'azione dell'altro, ma quando segna in tuffo di testa uno alto un metro e 60 significa che qualcosa non ha funzionato.
E quindi, come Oscar segnò inutilmente 66 punti nella Fernet Branca Pavia, Milito una sera ne mette quattro (quattro!) e tu pareggi 4-4, roba da mangiarsi i coglioni per decenni.
Quanto a te, Ranierone nostro, quanto mi piacerebbe venire con te al bar a farmi spiegare i due cambi con cui hai riscritto la storia e il concetto stesso del "forcing finale", togliendo Sneijder per mettere un centrocampista e togliendo
(pausa)
(su questa, Claudio, ti sei giocato la stima di alcuni milioni di interisti)
togliendo il centravanti che te ne aveva messe quattro, più una quinta annullata, in pieno stato di grazia, per mettere un giocatore inutile sull'asciutto e figurati sulla neve. Spero che su YouTube qualcuno rimandi la faccia di Zarate mentre stava per entrare. La faccia di uno che non aveva voglia di giocare con tutta quelle neve per terra. La faccia di uno che non ha più voglia di giocare nell'Inter. Avessi avuto il tuo cellulare, Claudio, ti avrei chiamato per dirti:
a) ma che cazzo fai????
b) togli a Pazzini, piuttosto, e metti a Castaignos, piuttosto
Ma non ho il tuo numero, è entrato l'Uomo Inutile e abbiamo buttato nel contenitore dell'umido due punti utili per la classifica e quattro gol del Principe che sono serviti a farci fare un misero punto in casa con il Palermo. Poi, Ranieruccio, se stai giocando a fare incazzare i due più buoni che abbiamo, ti prego, smettila.
23:47 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (349) | Segnala | Tag: inter, palermo, milito, miccoli | OKNOtizie |
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12/09/2011
PALERMO-INTER 4-3
IL FICO SECCO
L'11 settembre 2010, alle 20.45 (proprio come oggi, tranne ovviamente che era un sabato), il Milan perdeva 2-0 a Cesena provocandoci una crisi di godimento isterico che andò avanti per giorni. Poi il Milan, come sappiamo, ha vinto i due derby e il campionato. Vabbe', era solo per dire. Nel calcio i peggiori disastri si fanno e si rimediano. Ma proviamo a relativizzare. Perchè perdere a Palermo non è certo peggio di perdere a Cesena, ma - appunto - qualche piccola contestualizzazione va fatta. Non abbiamo semplicemente perso a Palermo. Abbiamo perso con un Palermo a) indebolito dal mercato, b) che ha esonerato l'allenatore ad agosto, c) è allenato da un tecnico esordiente e sconosciuto, d) ci ha fatto quattro pere, e) ha avuto almeno altrettante occasioni limpidissime. In più, come dimenticare che noi f) perdiamo la seconda partita ufficiale su due, g) prendiamo quattro pere alla prima di campionato e h) diamo un senso di provvisorietà che, essendo noi l'Inter (you know, cinque scudetti di fila, la Champions, il Trofeo dell'amicizia, 18 coppette varie, sì, insomma, parlo delle ultime sei stagioni), fa quantomeno notizia.
Naturalmente, il popolo interista ha già fatto le scarpe a Gasperini. Alzi la mano chi non ha fatto ipotesi sul suo esonero: prima di Natale, macchè, prima di Halloween, ma no, magari dopo il Trabzonspor nella malaugurata ipotesi di fare un'altra figura del genere. A me il quadro sembra sufficientemente chiaro e la formazione iniziale spiega un sacco di cose di Gasperini, più di tante cose dette e scritte in questi primi due mesi di sua gestione. Al di là di tutte le mielose dichiarazioni di facciata, Gasp è un uomo solissimo: ha alle spalle una società che lo ha scelto come terza o quarta opzione, ha una squadra che non lo segue (o non lo capisce) (in due mesi di lavoro non hanno capito una sega? Ah, complimenti) ed è circondato da quei sei-sette milioni di interisti che, per quanto vogliano bene alla squadra e di riflesso a lui, non ne sono per nulla entusiasti (eufemismo).
E allora cosa fa uno in un momento di difficoltà? Fa la cosa che sa fare meglio. Non so: voi lo vedreste Shaq tirare da nove metri o Sotomayor saltare col ventrale? Ecco: Gasp fa il 3-4-3. E non è essere testoni o integralisti: è la cosa che sa fare. E fa bene a farla: se io, allenatore, vengo preso da una grande squadra non mi metto a fare il fenomeno, ma faccio la cosa che so fare meglio, di cui ho il pieno controllo, per la quale sono credibile. Sotto questo punto di vista - un punto di vista tecnico-professionale - sono con Gasperini. Se avessimo preso Zeman, pensate che avrebbe fatto il 5-4-1 per non deluderci a Palermo?
Il problema è un altro: l'Inter ha pervicacemente cercato allenatori che facessero la difesa a 3 (prima Bielsa, poi Gasp) e adesso piagnucola che il 3-4-3 non fa per lei. Cara Inter, cazzi tuoi. Cioè nostri. Francamente non mi va che dopo 90 minuti di campionato venga individuato in Gasperini l'unico capro espiatorio. Non era un carbonaro del 3-4-3, non sta facendo il 3-4-3 perchè è un infiltrato juventino e gode a vedere la nostre facce spaventate. Fa il 3-4-3 perché è il suo schema e, ribadisco, è più che ovvio che lo faccia in un momento di massima difficoltà. Che poi un Gasperini sia o no un allenatore adatto all'Inter - anzi, degno dell'Inter - potremmo qui aprire un dibattito che, temo, non sarebbe molto lungo.
Il calcio ha i suoi schemi vecchi come il cucco. L'Inter non è strutturata per il 3-4-3, quindi la cosa più semplice sarà cacciare via l'allenatore. Il quale, visto che comunque il suo mestiere è mettere in campo una squadra e cercare di vincere la partita, potrebbe magari recedere dalle sue idee e imbastardirle un pochettino, accontentando noi, Moratti e la logica delle cose. Ma lo vorrà fare, lo saprà fare? Uno che tiene Sneijder in panca perchè ha speso molto in nazionale (con San Marino?) ti ha ripetuto in faccia il suo credo. Positivo che abbia tolto Zarate alla mezz'ora per correggere le cose: meno positivo pensare se uno Zarate serva davvero all'Inter e a uno come Gasperini, se Gasperini lo abbia minimamente chiesto, se sappia come utilizzarlo.
Gasperini allena un'Inter che per la prima volta dopo anni ha dovuto fare (relativamente) le nozze con i fichi secchi, sapendo di essere lui stesso un fico secco, se non il fico più secco di tutti. Ecco, è da questa palude che dobbiamo uscire. Se la situazione rimane quella di Palermo (allenatore incorruttibile, squadra senza certezze, società con il broncio), stiamo freschi.
02:13 Scritto da: settore in Inter | Link permanente | Commenti (262) | Segnala | Tag: calcio, inter, palermo, gasperini | OKNOtizie |
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10/05/2011
PALERMO-MILAN 2-1
22:42 Scritto da: settore in calcio minore | Link permanente | Commenti (362) | Segnala | Tag: calcio, coppa italia, palermo, milan | OKNOtizie |
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20/03/2011
LA GUERRA
LO SPETTACOLO STA CONTINUANDO
The show must go on. Negli ultimi 10 giorni è stato proprio così. Le spettacolo sta continuando, in effetti, com'è nelle cose. E' continuato mentre in Giappone succedeva l'apocalisse ed è continuato anche stasera, che si faceva zapping tra Palermo e Bengasi con sin troppa naturalezza. E quindi esulti al fischio finale di un Palermo-Milan (!) sul canale 201, proprio mentre sul canale 100 scorre il rullo dei Cruise lanciati verso chissà dove e si succedono dichiarazioni che fanno accapponare la pelle.
"Potrebbe non servire".
Ecco, questa è la frasetta con cui il nostro premier, che solo qualche mese fa baciava le mani e lasciava piantare tende a Roma a Gheddafi, liquida la faccenda dell'intervento italiano in quella che da poche ore, volente o nolente, è una guerra. Mentre La Russa gioca a Risiko e Napolitano dice che l'Italia farà quel che deve fare, Berlusconi - riferendosi all'intervento diretto dei nostri aerei nelle missioni sulla Libia - dice:
"Potrebbe non servire".
E certo, Silvio, certo. Potrebbe non servire. Speri di sfangarla. Devi bombardare il tuo socio in affari, devi dichiarare guerra alla tua copia-carbone in salsa africana. E quindi ti capisco.
"Potrebbe non servire".
Ecco lo statista, ecco il profilo, la statura, la dimensione, la grandezza dell'uomo che governa questo povero paese. Bravo Silvio, speriamo che stanotte francesi e americani facciano il lavoro sporco, così in effetti
"Potrebbe non servire".
La guerra è un orrore, quello che sta succedendo in queste ore è una sconfitta. E' sabgue, è morte. Questo sì, caro Silvio, è terrore morte e distruzione. Questo, non i giudici comunisti. Guarda il canale 100, dai, resta sintonizzato, stay tuned. Sei il presidente del Consiglio, santiddio. C'è la guerra, è un sabato sera diverso, mi rendo conto. E noi - noi, poveracci, noi pecoroni come quelle 500 zoccole che a pagamento andavano a sentire le lezioni sull'Islam da un dittatore accolto con tutti gli onori in Italia - abbiamo un premier che dice tre parole, di cui una è un condizionale.
Io mi vergogno di quest'uomo. E dopo una settimana di seghe sull'Unità, io mi vergogno di un paese che elegge, sostiene e magnifica quest'uomo. 150 anni buttati nel cesso. Scoppia una guerra e il presidente del Consiglio dice:
"Potrebbe non servire".
Mi vergogno ma non mi stupisco. Del resto, mentre qualche settimana fa Gheddafi cominciava a massacrare i suoi connazionali, Berlusconi aveva detto:
"Non lo chiamo per non disturbare".
Sì, fa ridere. Purtroppo fa ridere. E' giusto così. Il governo italiano oggi è formato da Berlusconi e da quelli come lui, dai La Russa che non vedevano l'ora di essere ministri della Difesa in tempo di guerra, e dai Bossi che fanno una dichiarazione contro la guerra - quindi, contro gli alleati - ma con una motivazione altamente umanitaria:
"I patti non erano questi, adesso arriveranno milioni di libici".
Sul fatto che ci si massacra e si bombarda a una manciata di chilometri dal nostro bel suolo no, niente. Adesso ho sonno e domani ho una mezza maratona. Copincollo dal Corriere.it dello scorso 28 agosto. Così, giusto per non far finta di non capire perché si baciano mani e si leccano culi, e poi si dichiara:
"Potrebbe non servire".
La premiata ditta Gheddasconi ha una caratteristica tutta sua. Gli affari diretti tra i due sono pochissimi. Anzi, solo uno: Fininvest e Lafitrade, uno dei bracci finanziari di Gheddafi, hanno entrambe una quota in Quinta Communications, la società di produzione cinematografica di Tarak Ben Ammar, l'imprenditore franco-tunisino tra i principali fautori dell'asse Arcore-Tripoli. Il grosso del business si fa per altre strade. Il Colonnello ha messo sul piatto un po' del suo tesoretto personale (i 65 miliardi di liquidità di petrodollari accumulati negli ultimi anni). Il Cavaliere gli ha spalancato le porte dell'Italia Spa, sdoganando la Libia sui mercati internazionali ma pilotandone gli investimenti ad uso e consumo dei propri interessi, politici e imprenditoriali, nel Belpaese. In due anni Gheddafi è diventato il primo azionista della prima banca italiana (Unicredit) con una quota vicina al 7% (valore quasi 2,5 miliardi) e grazie allo storico 7,5% che controlla nella Juventus è il quinto singolo investitore per dimensioni a Piazza Affari.
00:21 Scritto da: settore in calcio, calcio minore, Inter, politica, real life | Link permanente | Commenti (216) | Segnala | Tag: calcio, milan, palermo, gheddafi, berlusconi, guerra, libia | OKNOtizie |
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19/03/2011
ZOOLOGIA
L'ANIMALE DEL GIORNO
Nome scientifico: Asio Otus Gennarinus Trinacriae.
Ha una lunghezza tra i 33 e i 36 cm con una apertura alare tra gli 87 e i 94 cm. Il suo piumaggio giallo-ruggine è segnato da strisce longitudinali e trasversali, la coda e le ali sono fasciate, il becco nericcio e l'occhio giallo vivo ed è caratterizzato soprattutto dalla presenza di ciuffi auricolari particolarmente lunghi ed eretti. Il richiamo è un ululato lamentoso, corto e interrotto da pause di 2-8 secondi.
In alcuni paesi, è abbonato Sky.
11:53 Scritto da: settore in calcio minore | Link permanente | Commenti (188) | Segnala | Tag: calcio, serie a, palermo, milan | OKNOtizie |
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31/01/2011
PAZZINI DAY
TUTTI PAZZINI PER MATERAZZINI
In otto giorni l'Inter ha affrontato forse le tre squadre più in forma del campionato. Una vittoria, un pari (con vittoria poi ai rigori) e una sconfitta in tre partite giocate a ritmi altissimi e/o sotto una pressione costante, e in cui ne abbiamo sostanzialmente combinate di tutti i colori. Una settimana fa, strapazzati a Udine, avevamo assistito al clamoroso spettacolo della società che si convinceva che sì, in effetti, come dire, ecco, ci servirebbe (rumore di tuoni) una punta. Nel breve volgere di giorni otto abbiamo assistito a una di quelle partite che avvalorano la tesi della pazza Inter e che domani daranno la stura a una serie di giochi di parole con Pazzini nella titolazione di settanta-ottanta quotidiani. Pazzini, yes, che una settimana fa non ci immaginavamo minimamente che.
Ogni tanto il calcio diventa matematico. Tu prendi un attaccante che a 26 anni l'ha già messa quasi 90 volte in serie A, che è italiano e che tra gli attaccanti italiani è uno dei tre-quattro più bravi in area e il migliore in assoluto di testa. E cosa succede? In 45 minuti fa due gol e procura un rigore. E i due gol sono da uomo d'area purissimo, e il colpo di testa è stato un gesto che nessuno in questo momento nell'Inter sarebbe in grado di riprodurre. Matematico. Certo, non ne metterà sempre due a partita (anzi, mezza), ma di certo era uno che ci voleva. Così come Kharja, che non è di certo Pelè e che ha tutto da dimostrare, ma ha i piedi leggermente più vellutati della media.
Tutto questo non ci deve far dimenticare il primo tempo, con i due laterali di difesa - George Maicon e Nello Santon - che sembravano narcotizzati e con un senso di disagio generale per le cose che non andavano mai bene. Coutinho uomo simbolo: un bel vedere, grandi prospettive, ma impotente. Primo tempo che poteva finire 0-3 (palo), forse addirittura 0-4 (roba da matti) per quel fallo di mano in area. E non va dimenticato poi il rigore sbagliato, e poi acora quella parata d'istinco (questa parola l'ho inventata io adesso come sintesi tra istinto e stinco) di Julione su Balzaretti. Però oggi ci sono stati scampoli dell'Inter che adoriamo, che da 0-2 passa a 3-2, che ti fissa con gli occhi di tigre e ci prende gusto a farti mangiare Orociok a badalucco.
Davanti a noi ci sono squadre che hanno lo stesso ritmo, o forse anche migliore. Noi dobbiamo continuare a compiere missioni una a una fino a Fiorentina-Inter compresa. Poi, quella sera lì, tiriamo un'altra riga e vediamo come stiamo. E come stanno le altre. Vado a dormire con un centravanti in più, una specie di Lexotan calcisticamente concettuale.
30/01/2011
INTER-PALERMO 3-2
23/09/2010
JUVENTUS-PALERMO 1-3
23:48 Scritto da: settore in calcio minore | Link permanente | Commenti (28) | Segnala | Tag: calcio, serie a, juventus, palermo | OKNOtizie |
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21/09/2010
P.I.
PUTTANE (IL RITORNO)
E' come un passaparola. Il primo della fila dice: "Oh, forse c'era un mezzo episodio dubbio a Palermo, ma a dire la verità non saprei". E l'ultimo, dopo cinquanta passaggi, dice: "L'Inter come al solito ha rubato". E infatti stamattina, mentre andavo dal dentista, ho appicciato Radio Digei e il più innocuo dei giornali radio diceva: "Arbitri nella bufera, e intanto domani c'è il turno infrasettimanale". Arbitri nella bufera, capite? Siccome a tutto c'è un limite e serve un timbro a tutto questo sparlare, ci aveva pensato Zamparini a dire domenica sera delle cose e a smentirle il giorno dopo (nel frattempo la prostituzione intellettuale si era messa in circolo, mica aspetta le mezze smentite di Zamparini) (tutto ciò ha un vago sentore berlusconiano) (le dichiarazioni e le smentite, dico).
Questo accade dopo sole tre giornate e, guarda caso, nell'esatto momento in cui l'Inter - senza nemmeno volerlo - mette la testa avanti e si ritrova in testa alla classifica, la Juve va a sprazzi, la Roma fa cagare il mondo e il Milan ha fatto quattro punti con Lecce, Cesena e Catania.
Ha fatto bene Paolillo (secondo me stavolta anche il Mou avrebbe delegato Paolillo, perché faticare?) a rispondere che saranno altri, non lui, non noi, a valutare le frasi di Zamparini. Dopo soli 270 minuti di gioco siamo già a questo punto: l'Inter ha potere mediatico (ahahahah) e condiziona gli arbitri (Zamparini ha detto questo, no?). E' la nuova Juve (tra l'altro, la Juve non è intervenuta in questo bel dibattito? "Juve", giustamente, è usato come un insulto. E loro non dicono nulla?)
Quanto ai quattro rigori, penso che Zamparini si riferisse a due (si moltiplica sempre per fare effetto). Sul secondo l'arbitro ha sbagliato, in effetti: doveva ammonire Patrick Hernandez per il patetico tuffo in area e non l'ha fatto. Sull'altro episodio (Chivu-Cassani) vorrei sommessamente far presente alle varie p.i. che l'arbitro una decisione l'ha presa: ha dato fallo contro il Palermo. Ma poi perché stiamo qui a parlare di queste cose? C'è il sole, fa caldo e forse non mi tolgono il dente del giudizio. Zampa, t'è capì? Forse non mi tolgono il dente del giudizio. Ma non dire nulla, sennò domani titolano: "Dentisti nella bufera".
20/09/2010
UN PO' DI CIFRE
STATISTICHE
MILANO - (dati Football Data) Per il quinto campionato consecutivo l'Inter parte con 7 punti nelle prime 3 giornate, ma solo nel 2008/09 questo punteggio valeva per i nerazzurri il primato in classifica, come oggi. Due anni fa l'Inter comandava a braccetto con la Juventus. Nel 2006/07 i 7 punti interisti valevano il secondo posto alla pari del Messina (-2 dalla capolista Palermo), nel 2007/08 l'Inter era seconda sola (-2 dalla battistrada Roma), l'anno scorso era quarta con la Fiorentina (-2 dal trio di testa Genoa, Juventus e Sampdoria).
MILANO - (dati Football Data) Con la doppietta al 'Barbera' Samuel Eto'o sale a 6 reti in gare ufficiali con la maglia dell'Inter in questo avvio di stagione 2010/11 dopo la doppietta in supercoppa di lega contro la Roma e le reti contro Udinese (in campionato) e Twente (Champions League). Al di là del valore della doppietta, che ha permesso all'Inter di vincere sul campo di Palermo, imbattuto dal 1 marzo 2009, quando vinse 4-0 il Catania di Zenga e che porta il Palermo e Sirigu come bersagli preferiti in Italia dalla punta africana (4 reti ai rosanero ed al suo portiere), il camerunense è da stasera il bomber principe del calcio italiano in questo avvio di stagione tra serie A e serie B. Eto'o conferma la sua grande decisività (15 reti su 22 determinanti in nerazzurro, pari al 68,2%).
PAVIA - (dati Settore) Da cento anni Juventus e Milan mi stanno sui coglioni.
























